mercoledì 28 settembre 2016

“Fertility day”: come sviare l’attenzione dai veri problemi



Il Ministero della salute (?) per il 22 settembre scorso ha organizzato il “Fertility day” (sic) per “richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione”. L’iniziativa, di per sé lodevole, puzza purtroppo di ipocrisia a distanza di un milione di chilometri, come tutte le trovate del sistema per cui vale la solita inversione orwelliana: “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù” etc.

Prescindiamo pure da questo aspetto, ammettendo le buone intenzioni della titolare del dicastero, Signora Beatrice Lorenzin, banditrice della crociata per la fecondità: la questione è reale, visto che la sterilità, sia maschile sia femminile, è in preoccupante aumento da alcuni decenni. Ciò che non convince è l’individuazione delle cause all’origine del problema: si menzionano solo il tabagismo, l’etilismo, le sostanze dopanti e l’obesità. Ora, nessuno nega che quelli elencati sono fattori dannosi per la salute nel suo complesso, ma l’istituzione dimentica – ed è un lapsus molto grave – di additare le radici dell’infertilità che affligge le popolazioni dei paesi occidentali: i campi elettromagnetici, i metalli come l'alluminio, gli inquinanti, in primis gli ftalati ed i pesticidi, gli steroidi anabolizzanti.

Siamo al cospetto della solita schizofrenia che in realtà è doppiezza: da un lato, soprattutto nelle scuole si avviano campagne di sensibilizzazione su un corretto stile di vita e su abitudini alimentari salubri; dall’altro si promuove il letale wi-fi negli istituti, non si indicano i pericoli legati all’uso ed all’abuso di certe tecnologie che non provocano solo sterilità, ma pure vari disturbi ed affezioni, non escluse le neoplasie. Infine non si ricordano i rischi connessi alla consuetudine di consumare bevande in bottiglie di plastica contenente i tossici ftalati che danneggiano il sistema endocrino.

Last, but not least, possiamo dimenticare il mostruoso e quotidiano inquinamento aereo (vedi alla voce geoingegneria clandestina alias scie chimiche-chemtrails)? E’ assodato che la polimerizzazione dei carburanti genera proprio i famigerati ftalati che poi contaminano l’aria, l’acqua, il suolo per immettersi infine nella catena alimentare.

Dunque il “Fertility day” è solo fumo negli occhi, una cortina fumogena per nascondere le vere e più rilevanti cagioni del problema. Invero – Georgia guidestones docent – il fine della feccia mondialista è un drastico sfoltimento della popolazione… e la geoingegneria assassina, in questo come in altri àmbiti, gioca il suo decisivo, funesto ruolo.


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venerdì 23 settembre 2016

Ricostruzioni, opinioni, diffamazioni



Viviamo tempi di estrema confusione. E’ un caos che talvolta rispecchia una situazione oggettiva, ma spesso è creato ad arte per confondere un’opinione pubblica già confusa e disorientata. E’ tutto un intorbidare le acque soprattutto nel mondo dell’”informazione” che contiene in realtà il suo contrario, la propaganda.

La mescolanza nasce in primo luogo da un uso distorto delle parole: così le ricostruzioni non ufficiali, nel migliore dei casi, sono definite in modo sdegnoso e riduttivo “opinioni”. Se le opinioni, in un sistema di fatto liberticida, sono sempre più mal tollerate, le versioni che contraddicono le fole raccontate dai media di regime, sono combattute con ostinazione feroce.

Un esempio per tutti: ha suscitato reazioni scomposte la spassionata analisi di alcuni fatti inerenti al Bataclan, come se la Dottoressa Valeria Solesin fosse stata diffamata, nel momento in cui sono stati raccolti elementi che, invece, dimostrano con un buon grado di plausibilità che la giovane è viva. Dov’è la diffamazione? Dov’è l’improperio? Non è neanche un’offesa alla memoria di chi comunque non può essere commemorato, in quanto ancora tra noi. Da che cosa dipende allora la reazione esagitata e volgare del sedicente zio (molto sedicente e pochissimo o per niente zio) della Solesin, tale Piersante Paneghel? Colui, tra l’altro, se veramente ha sporto querela, non è ne ha alcun titolo, poiché semmai è un affine, non un consanguineo.

Ricordiamolo: le ricostruzioni da noi proposte sono spesso basate su indagini altrui. E’ quanto avviene anche quando pubblichiamo articoli concernenti la geoingegneria illegale (alias scie chimiche, in inglese chemtrails): saliamo sulle spalle dei giganti, ossia, fuor di metafora, ci affidiamo agli studi accreditati di scienziati onesti e valenti.



Assistiamo dunque ad una deliberata censura delle idee, considerate pensieri bislacchi e non i frutti di una visione del mondo improntata a spirito critico, nonché ad un declassamento delle ricostruzioni a pareri del tutto soggettivi e discutibili. Nel contempo, quanto gli organi mainstream ammanniscono ad utenti sempre più tonti, benché sia spacciato per “informazione” e per “divulgazione” persino con i crismi della “scientificità” alla C.I.C.A.P. è, invero, un’accozzaglia di bugie, sciocchezze, calunnie. TUTTO quello che gronda dalle emittenti televisive e dai siti canonici è FALSO o, se è vero, è irrilevante. Si consideri un telegiornale: notizie celebrative su eroi che sono criminali, servizi fraudolenti circa fatti mai accaduti o occorsi nel modo opposto a quello in cui sono narrati (si pensi al Bataclan ed al 9 11), triviali denigrazioni delle poche persone serie ed integerrime, con interludi di pettegolezzi e di news sportive immerse in una palude di noia infinita. Il brogliaccio televisivo ricalca il menabò delle testate convenzionali pilotate a tal punto da un’unica entità che non solo gli articoli sono quasi sovrapponibili sotto il profilo dei contenuti, ma è persino identico il lessico!

All’interno della Rete, non negli organi tradizionali, si può reperire qualche informazione veridica ed interessante, ma è necessario discernimento, è d’uopo apprendere a setacciare dal coacervo di documenti spuri, le rare testimonianze fededegne. [1]



Queste poche osservazioni valgano come strumento per informarsi e documentarsi: si possono anche leggere i quotidiani e le riviste del potere, ma sapendo che i testi sono inficiati in modo irreparabile dall’intento di mentire e nascondere verità scottanti. Lo stesso vale per i servizi della scatola diabolica nota come televisione: si possono seguire, ma consci che le notizie vanno o rovesciate o ignorate. In realtà, sarebbe meglio ignorare sempre e comunque ciò che proviene dai media dittatoriali: il sistema, attraverso l’aviazione e per mezzo di mille altre diavolerie, già avvelena il pianeta, intossica gli uomini, gli animali, le piante; che non intossichi anche le menti e le coscienze.

[1] Sul tema si veda Scie chimiche-La guerra segreta, 2015, pp. 235-282


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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 18 settembre 2016

Formazioni nuvolose artificiali all’origine di siccità ed inondazioni



In un recente articolo l’autore di Chemtrailsplanet offre una riprova di quanto intuimmo anni fa a proposito della plausibile relazione tra effetto piezoelettrico e nuvole dalla configurazione ondulata o “zigrinata”.

Infatti nel 2008 scrivevamo: “La caratteristica più interessante del quarzo è la piezoelettricità, ossia la comparsa di una carica elettrica di polarizzazione su coppie di superfici opposte di cristalli, quando essi sono sottoposti a pressione o a trazione. La polarizzazione dura quanto la sollecitazione meccanica cui il cristallo è soggetto e la carica di polarizzazione creata è proporzionale alla forza agente. La possibilità di trasformare le deformazioni meccaniche in segnali elettrici e viceversa rende i cristalli piezoelettrici adatti all'impiego come trasduttori, dispositivi con cui l'energia acustica può essere trasformata in elettrica, quella elettrica in luminosa etc.

Non si dimentichi che la formazione di due poli, uno positivo e uno negativo, avviene non solo quando si estende o si comprime il composto piezoelettrico (diossido di silicio, titanato di bario), ma anche quando lo si riscalda o lo si raffredda. L'aerosol appena irrorato è molto caldo: è quindi congetturabile che il composto sia già caricato elettricamente. Una volta nell'aria, i cristalli, raffreddandosi rimangono caricati elettricamente per un po' di tempo. La corrente piezoelettrica produce un campo magnetico che tende ad ordinare le nubi, secondo le sue linee di forza. Infatti tali formazioni, presumibilmente magnetizzate, pur assomigliando ai cirri, differiscono non solo per l’altitudine in cui si trovano (al massimo 2000 metri), ma pure per la forma non tanto simile a sfilacci o a riccioli, ma quasi alla limatura di ferro attorno ad un magnete.



Nell’ormai lontano 2006 già avevamo focalizzato il tema, osservando: “Tra i composti delle scie chimiche si annovera pure il titanato di bario (BaTiO3). I cristalli del titanato di bario hanno proprietà piezoelettriche. Tali proprietà lo rendono funzionale a migliorare la ricetrasmissione di segnali propagati per mezzo delle onde elettromagnetiche. Di ciò sono evidenti le implicazioni militari. Le onde, per viaggiare su lunghe distanze, hanno bisogno di uno strato atmosferico che sia un perfetto conduttore, al fine di ottimizzarne la propagazione. Per tale motivo è rilasciata nell'atmosfera, tramite i velivoli, una miscela di sali di bario in modo da trasformare l'aria in un conduttore. Le caratteristiche chimiche ed elettriche di tale composto provocano la ionizzazione dell'aria, in modo da creare un certo tasso di umidità che porta alla formazione di nubi: viene così costruita un'”autostrada” in cui incanalare le onde, per inviare messaggi e per controllare le comunicazioni del nemico.

La miscela dei sali del bario crea una certa elettrostaticità nell'atmosfera che può essere modulata di intensità e di destinazione. In via generale, il controllo del clima può essere diviso in due categorie principali: soppressione ed intensificazione dei fenomeni atmosferici. Nei casi estremi, si possono generare delle situazioni climatiche mai conosciute, attenuare o controllare delle tempeste violente. Il controllo del clima può far diminuire le precipitazioni, dissolvere le nuvole, creare nebbie, sollevare venti e determinare variazioni repentine della temperatura. Questa tecnologia permette oggi di regolare il regime delle piogge, provocando siccità e desertificazione così come inondazioni ed uragani”.

Insomma, un’altra conferma, l’ennesima.

Questo articolo si concentra sulla questione delle nuvole artificiali che esprimono una caratteristica piezoelettrica sulla base di energia a radiofrequenza applicata da trasmettitori a terra. La variazione della distanza tra le ondulazioni della nube artificiale è il risultato della frequenza dell'energia irradiata.

Si noti nell’immagine di seguito come le onde rimangono immobili su un'area geografica, mentre gli aerosol scorrono da sinistra a destra. Questo indica che i trasmettitori sono in una posizione fissa; la loro energia polarizza le particelle di aerosol che agiscono come nuclei di condensazione. L'umidità all'interno di questo strato può essere intrappolata per causare siccità o, al cotrario, inondazioni, se la polarizzazione viene invertita.



Questa tecnologia permette agli eco-terroristi di generare una bomba d'acqua, trattenendo a lungo la pioggia, fino a quando non viene rilasciata su una città o regione-bersaglio dove si verifica una catastrofica inondazione.

L'effetto piezoelettrico è la capacità di alcuni composti, come il titanato di bario, di generare una carica elettrica in risposta all’applicazione di una notevole pressione meccanica, viceversa è la generazione di pressione mediante l'applicazione di una carica elettrica esterna.

Un trasmettitore a terra è in grado di focalizzare impulsi di energia elettrica tra le nuvole artificiali (nuvole di bario o smart clouds) sprigionando calore attraverso l'espansione ed il collasso del titanato di bario. […]

Durante la seconda guerra mondiale, i ricercatori scoprirono una nuova classe di materiali artificiali, chiamati ferroelettrici: essi possiedono caratteristiche piezoelettriche molte volte superiori rispetto ai materiali piezoelettrici naturali come il quarzo. Uno di questi è il titanato di bario.

Il bario, insieme con l'alluminio, come è arcinoto, è tra gli ingredienti principali delle scie chimiche alias chemtrails.

Fonte: chemtrailsplanet

Traduzione e adattamento a cura di Tanker enemy.

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mercoledì 14 settembre 2016

Renne uccise da un’arma esotica In Norvegia?



La giornalista investigativa, Linda Moulton Howe, che si occupa di tutto e del contrario di tutto, fuorché di geoingegneria clandestina e crimini annessi – come se un fisico ignorasse completamente la matematica – dà conto di un inquietante fatto accaduto in Norvegia: la morte di 323 renne colpite – ripetono le fonti ufficiali – da una saetta. Mistero risolto? Diremmo di no, se pensiamo alle anomalie dell’incidente ed al fatto che la Norvegia, teatro della moria, è paese in cui è ubicato un riscaldatore ionosferico (o impianto H.A.A.R.P.), noto come E.I.S.C.A.T. Viene in mente l’enigmatica morte di interi stormi il 31 dicembre di alcuni anni fa… E’ il caso di ripetere con il Dottor Nick Begich: “Angels don't play this H.A.A.R.P…”.

"Questa è la prima volta in cui ho appreso di renne uccise da un fulmine, per non parlare di 323 renne tutte allo stesso tempo. E 'senza precedenti”. (K dado Kielland, Ph.D., professore di Ecologia, Università dell'Alaska, docente di Biologia dell’Artico).

1 settembre 2016 Fairbanks, Alaska - Earthfiles ha contattato Knut Kielland, Ph.D., professore di Ecologia presso l'Università dell'Alaska-Fairbanks, Dipartimento di Biologia, per cercare di capire il perché della morte contemporanea di tante renne ed il motivo per cui spesso le corna dei maschi sono risultate strappate. L’inquietante falcidia risale al 26 agosto 2016 ed è occorsa nel parco nazionale di Hardangervidda, Norvegia.



Il Professor Kielland ha asserito: "Non ho idea del perché così tanti palchi di corna siano stati divelti. Non ho mai visto alcunché di simile prima d'ora”. Uno dei colleghi del Professor Kielland, il Professor Greg Finstad, Direttore del Programma di Ricerca sulle renne presso l’Università dell’Alaska-Fairbanks, ha convenuto che egli non ha mai visto alcunché di analogo e dubita che un fulmine possa aver causato la carneficina.



Lo specialista non si è mai imbattuto in resoconti di un fenomeno come questo prima d'ora. Un singolo fulmine può sprigionare fino a un miliardo di volts di elettricità, ma Finstad ignora casi di folgori che abbiano ucciso tante renne in una volta sola, prima del 26 agosto. […]

In effetti nella regione, in cui i poveri animali hanno trovato la morte, si era scatenato un temporale, sicché alcuni, come John Jensenius, esperto del N.O.A.A., pensano che una folgore sia all’origine dell’ecatombe. Spiega lo specialista: "Le correnti di terra sono responsabili, nella maggior parte dei casi, dei decessi collegati ai fulmini”. […]

Fonte: earthfiles

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venerdì 9 settembre 2016

Nanoparticelle di ferro nell'encefalo e patologie neurodegenerative



Una recente ricerca pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences (P.N.A.S.) collega l’inquinamento ambientale a danni neurologici. Lo studio, che individua tra le fonti di contaminazione gli impianti industriali e gli inceneritori, dimentica, però, la principale causa dell’avvelenamento, ossia il traffico aereo commerciale che di fatto è spesso collegato alle devastanti attività di biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche (chemtrails). Insomma i ricercatori vedono il filo d’erba e non la foresta, ma il nesso tra particolato ultrafino ed affezioni neurodegenerative, nesso già evidenziato anni fa da vari scienziati a tutto tondo, come Russell Blaylock, è sempre più evidente ed indiscutibile.

Non solo cuore e polmoni: anche l'encefalo è a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico. Una ricerca recentemente pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences ha, infatti, identificato, per la prima volta, nei tessuti del cervello umano delle nanoparticelle di magnetite di origine industriale. Il materiale - spiegano gli autori dello studio - è un ossido del ferro con proprietà magnetiche prodotto dai processi di combustione delle centrali elettriche, degli inceneritori e di vari impianti industriali. All’interno del nostro organismo risulta estremamente tossico.

La presenza di magnetite nel cervello umano in realtà non è di per sé una novità. Da almeno venticinque anni, infatti, si sa che il nostro organismo può produrre micro-particelle magnetiche a partire dal ferro, impiegato nei normali processi metabolici. Il ruolo svolto dalla magnetite di origine biologica, però, non è chiaro. Il problema è che la magnetite causa un grave stress ossidativo sulle nostre cellule e la sua presenza è stata collegata allo sviluppo dell’Alzheimer (e di altre malattie neurodegenerative) ed alla formazione delle placche amiloidi che lo accompagnano.

Gli autori dello studio, un’équipe di ricerca internazionale coordinata dal fisico Barbara Maher della Lancaster University (Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord), ha deciso di verificare quante delle nanoparticelle di magnetite presenti nel cervello umano siano effettivamente di origine biologica, analizzando campioni di corteccia cerebrale provenienti da trentasette campioni.

Adoperando diversi tipi di tecniche di imaging, i ricercatori hanno verificato la struttura geometrica delle nanoparticelle di magnetite presenti nei campioni, scoprendo che la maggior parte è di forma sferica, particolare che, secondo gli esperti, suggerisce un’origine ambientale, non biologica. A confermare la provenienza esterna del materiale è anche la presenza di altre particelle metalliche che non vengono prodotte nell'organismo, come platino, nickel e cobalto. Ciò dimostra come gli inquinanti ambientali possano raggiungere il nostro sistema nervoso centrale con molta più facilità di quanto si ritenesse fino ad oggi.

La magnetite ambientale presente nell’encefalo supererebbe inoltre quella biologica con una proporzione di cento a uno: numeri elevatissimi che rendono ancor più preoccupante la scoperta. Il legame dell’ossido di ferro con l'Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative non è ancora chiaro - sottolineano gli autori dell’indagine - e non si sa neanche a quali livelli di concentrazione andrebbe considerata pericolosa, ma i rischi non si possono sottovalutare. “Purtroppo si tratta di un fattore di rischio estremamente plausibile che rende necessario lo sviluppo di adeguate precauzioni”, ha spiegato la Maher. “I legislatori hanno già cercato di tenere conto di questi pericoli nelle attuali normative sull’inquinamento ambientale, ma evidentemente queste regole potrebbero avere bisogno di essere riviste”.

Fonte: Sciencemag.org


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lunedì 5 settembre 2016

Scie Chimiche? Bastano una bomboletta di ghiaccio secco e dell'acqua?



E poi osano criticare e sbeffeggiare Wanna Marchi…

Valerio Rossi Albertini riprodurrebbe una "scia chimica" in studio, durante l’imbarazzante trasmissione “Agorà”. L’intento dell’esperto è quello di “spiegare” il principio alla base delle "code" bianche che compaiono dietro agli aerei.

Perché questo fantomatico genio non spiega la legge dei gas compressi? Ossia, perché non chiarisce che ogni gas compresso, quando è spinto ad uscire dal suo contenitore, si raffredda e può anche ghiacciare, mentre i gas di scarico di un aereo sono ad alta temperatura a causa della combustione. Quindi l'esperimento, da asilo, non ha alcun valore.



L’esperimento è errato in partenza. A 10-12mila metri di quota l’umidità relativa è molto bassa ed è quasi impossibile che si formino scie di condensazione, come è pressoché impossibile che si formino a bassa e bassissima quota per motivi inerenti ai valori termici e barici. Nei motori attuali (turbofan) inoltre non tutta l'aria, che è aspirata, finisce nel motore, bensì solo il 20%. La restante passa intorno alla camera di combustione ed è convogliata posteriormente per raffreddare i gas in uscita. [1]

Quindi la “dimostrazione” del nostro novello Leonardo da Vinci è del tutto assurda e depistante, perché è come se un insegnante di Matematica annunciasse alla classe di voler illustrare le equazioni di secondo grado e poi spiegasse i logaritmi o un docente di Latino dicesse di voler presentare il cum narrativo-causale per esporre, invece, la coniugazione perifrastica passiva.

Infine che gas contiene la bomboletta? Quali sono le leggi fisiche che entrano in gioco? Non si sa, anzi sì. Il nostro eroe cicappino usa una bomboletta di ghiaccio secco, che è biossido di carbonio allo stato solido. E’ chiamato ghiaccio secco, per la sua somiglianza con il ghiaccio ed ha la proprietà di sublimare, ossia di trasformarsi direttamente in gas, senza passare dallo stato liquido. “Senza trucco e senza inganno?”. Qua è tutto un inganno avallato dalla vampiresca R.A.I.!

Dimentichiamo le scatole ludiche tanto in voga negli anni ‘70 del XX secolo come “Il piccolo chimico”: nel caso dell’esimio Rossi Albertini il livello è di gran lunga inferiore. Esistono ancora dei giardinetti, Valerio, in cui andare a giocare.

[1] Il tema è sviscerato all’interno del libro Scie chimiche-la guerra segreta, 2015, capitolo 2

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venerdì 2 settembre 2016

Paura a bassa quota su un volo della Lufthansa



Un altro episodio, l’ennesimo, del cosiddetto “fumo in cabina”. Questa volta è il turno di un aereo della compagnia tedesca Lufthansa… Come commentare? Buon viaggio ai vacanzieri di fine estate!

Un vettore Lufthansa Cityline Embraer ERJ-190, codice di registrazione D-AACC, in esecuzione del volo LH-1375, decollato da Wroclaw (Polonia) e diretto a Francoforte sul Meno (Germania), stava scendendo verso Francoforte, quando è stato notato del fumo in cabina passeggeri. L'equipaggio, dichiarata l'emergenza, ha poi eseguito l'atterraggio sulla pista 25C di Francoforte.

Un viaggiatore aveva, infatti, segnalato del fumo che si è dissolto nell’arco di poco tempo. Il personale di cabina ha tentato di localizzare la fonte dell’esalazione, ma senza successo. Atterrato il velivolo e sgomberata la pista, sono stati allertati i servizi di emergenza per assistere i passeggeri durante lo sbarco.

Il velivolo è rimasto a terra a Francoforte per sei ore e mezzo, quindi ha ripreso servizio.

Fonte: Aerotoxic.org

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lunedì 29 agosto 2016

Terrorismo climatico



Appartiene al terrorismo climatico quella serie di notizie pressoché quotidiane in cui i cosiddetti “cambiamenti climatici” (espressione priva di senso) sono chiamati in causa per i disastri ambientali e persino per le epidemie. Non è che il clima della Terra non sia stravolto, ma ciò non si deve certo al biossido di carbonio, additato come capro espiatorio di quasi tutti i problemi.

Si può inscrivere in questo allarmismo diffuso solo per spaventare l’opinione pubblica e per promuovere la nefasta Agenda 21, la recente notizia circa un’epidemia di antrace che ha colpito la regione dello Yamal (Federazione russa). Scienziati (?) della Yamalo-Nenets Autonomous Okrug Yakut, hanno dichiarato che il motivo principale del contagio e nello Yamal è il riscaldamento globale, quindi la primavera calda e l’estate torrida del 2016.

Secondo Mikhail Grigoriev, vice direttore dell’Istituto di Geologia con sede a Yakutsk, l’incremento record di temperature nella regione artica e la successiva degradazione delle rocce ghiacciate perenni, ha risvegliato il batterio che si trovava nel permafrost.

Venti casi sono stati confermati nella regione siberiana di Yamal-Nenets, dove un totale di 90 persone, fra cui 50 bambini, sono state ricoverate per controlli. Pochi giorni fa, un bambino di 12 anni è morto, dopo aver contratto l’infezione diffusa dalle renne (2.349 esemplari morti), mentre sua nonna è deceduta il giorno prima. Le famiglie dei pastori di renne sono state trasferite in un campo a 60 km dal focolaio del contagio che è stato facilitato dalle temperature elevatissime in tutta la Russia durante l’estate, con punte di 35 gradi che hanno portato allo scioglimento del permafrost da cui potrebbe essere emersa una carcassa di renna infettata dal patogeno.



L’ultima epidemia di antrace nella regione risale al 1941. Le spore dei batteri dell’antrace possono rimanere nel suolo per anni, prima di penetrare in un animale attraverso una ferita. Antrace, infatti, significa “carbone”, dal colore nero delle lesioni cutanee che si sviluppano nelle vittime.

Lo scioglimento del permafrost è associato ad un processo di auto-accelerazione, perché è anche accompagnato dalle emissioni di metano che si manifestano a causa della decomposizione degli idrati di metano sotto l’influsso di alte temperature. “Quello che sta succedendo nello Yamal-Nenets – dichiara uno scienziato del Yakut – è solo l’inizio degli effetti negativi legati ai cambiamenti climatici. Ne sono sicuro”.

La cronaca dell’epidemia deve indurre a porsi alcune domande ed a svolgere le consequenziali riflessioni.

Perché aumentano le temperature persino in Siberia, quando da almeno dieci anni gli studiosi dell’attività solare asseriscono che siamo prossimi ad una piccola era glaciale? E’ evidente che qualcosa nelle previsioni dei solaristi non quadra, ossia per quale ragione i valori termici continuano ad accrescersi, nonostante il Sole sia quasi in letargo? E’ evidente che la geoingegneria globale, quindi il complesso delle attività militari volte al controllo delle manifestazioni atmosferiche, prevale sui fenomeni naturali. Non sappiamo se ciò accadrà anche in futuro o no. Questa, però, è la situazione attuale.

Escluse le frottole relative al nesso biossido di carbonio-global warming, è arguibile che la radice dell’incremento delle temperature è da individuare nel binomio riscaldatori ionosferici-scie chimiche evidentemente usati anche nella Federazione russa e non solo negli Stati aderenti alla N.A.T.O. [1] [2]

Ad onor del vero, bisogna ricordare che le variazioni termiche potrebbero essere dovute ad un’accelerazione del nucleo terrestre, come ipotizzato da alcuni scienziati russi. Questo, però, non spiega la siccità, anzi ad un incremento delle temperature dovrebbe corrispondere un’intensificazione delle precipitazioni.

[1] I riscaldatori ionosferici sono ubicati pure nella Federazione russa e non sono pochi.
[2] Ricodiamo che la geoingegneria è attuata per lo più attraverso il traffico aereo civile.

Fonte: Adnkronos.com


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mercoledì 24 agosto 2016

Italia sotto attacco chimico: Ryanair ed il piano di “sviluppo” per il 2017



Bad news travel fast, le cattive notizie viaggiano veloci. E’ davvero una ferale notizia quella che riguarda il nuovo piano di “sviluppo” per opera della compagnia Ryanair. Il progetto, che diventerà operativo nel 2017, si tradurrà, di là dalle strombazzate promesse delle “magnifiche sorti e progressive” in uno spaventoso, orrendo aumento delle irrorazioni. Nuove rotte e nuovi aerei significano un incremento esponenziale del deliberato inquinamento ambientale e delle malattie, visto che, anche prescindendo, per assurdo, dalle operazioni di geoingegneria clandestina (alias scie chimiche-chemtrails), il traffico aereo “civile” – un traffico a bassa e bassissima quota anche sui centri abitati in violazione di ogni normativa - è all’origine di una sconvolgente contaminazione dei biomi. E’ inoltre tra le principali cause di patologie anche gravi, considerando sia il numero notevole dei voli commerciali sia la tossicità degli scarichi derivanti dai carburanti additivati. Attendiamoci pure pesanti e forse irreversibili conseguenze sui fenomeni meteorologici (siccità alternata a rovinosi nubifragi) dell’ex Bel paese.



L’amministratore delegato della Ryanair, Michael O'Leary, ha annunciato il piano di sviluppo della compagnia low cost nel nostro paese per il 2017. Tra le ricadute “positive”: oltre duemila assunzioni, dieci nuovi aeromobili e il rilancio delle basi di Pescara e Alghero

O'Leary ha illustrato il piano durante una conferenza stampa con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ed il presidente dell'E.N.A.C., Vito Riggio.

“Cresceremo di tre milioni di passeggeri" (raggelante! N.d.r.), ha dichiarato O’Leary. Il nuovo piano di crescita per l'Italia di Ryanair, "genererà 2.250 posti di lavoro presso gli aeroporti italiani". Il miliardo di dollari era destinato agli scali in Spagna, Polonia e Grecia, ma è stato spostato sul mercato italiano. (Che fortuna! N.d.r.)



La decisione è arrivata dopo la scelta del governo Renzi, accolta "con grande favore" dalla società irlandese, di annullare l'incremento di 2,50 euro della tassa municipale dal prossimo primo settembre ed alla luce della modifica delle linee guida aeroportuali per opera del Ministro, Graziano Delrio, scelte che "permetteranno agli aeroporti regionali italiani di competere in condizioni di parità con gli scali di Roma e Milano". […]

Fra le nuove rotte previste per il prossimo anno si annoverano Pescara-Copenaghen, Roma-Lourdes, Bergamo-Edimburgo, Treviso-Cracovia, Bari-Liverpool e Palermo-Bucarest. "Il governo italiano continua nel percorso di allineamento con le norme europee per aumentare i servizi ai cittadini e creare opportunità per tutti gli investitori", ha commentato Delrio, salutando positivamente (sic) il piano della Ryanair.

Fonte: tg24.sky.it

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Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 20 agosto 2016

Il giornalista Greg Hunter si pronuncia contro le scie chimiche

Greg Hunter è una mosca bianca, un giornalista vero, non il solito pennivendolo organico allo scellerato sistema. Recentemente Hunter si è schierato contro la biogeingegneria illecita, sostenendo le azioni intraprese dall’attivista californiano Dane Wigington.

Greg Hunter è un giornalista di lungo corso molto apprezzato. Egli ha lavorato per molte reti importanti. Attualmente è il curatore di USAWatchdog.com, un sito indipendente, attendibile e con un enorme seguito. Lo slogan del suo portale è il seguente: "Analizzare la notizia per offrire un quadro chiaro di ciò che sta realmente accadendo".

A differenza di quello che avviene nei circoli aziendali di propaganda, ossia all’interno dei media di regime, Greg Hunter ha il coraggio di affrontare a fondo le questioni cruciali che la maggior parte dei suoi colleghi ha paura anche solo di sfiorare. In una recente intervista concessa da Dane Wigington del sito geoengineerinwatch.org, Hunter non esita a far sentire la sua voce nella battaglia per denunciare e tentare di fermare il continuo assalto al pianeta ed all’umanità, noto come geoingegneria illegale alias scie chimiche o chemtrails.

Un breve estratto delle dichiarazioni di Greg Hunter.

ll mese scorso (luglio 2016, n.d.t.), il direttore della C.I.A. John Brennan ha obliquamente ammesso la geoingegneria clandestina o come le definisce lui "S.A.I.”, ufficialmente come strumento per combattere il cosiddetto riscaldamento globale. Dane Wigington ritiene che queste parziali ammissioni dipendano dal fatto che gli effetti negativi delle criminali operazioni sono troppo grandi per essere nascosti ancora a lungo. […] In estrema sintesi, il livello di distruzione di tali attività è maggiore anche della minaccia di un cataclisma nucleare. Questo è un fatto matematico.

Wigington è il fondatore di Geoengineeringwatch.org e sta collaborando con un’équipe di avvocati per citare in giudizio il governo degli Stati Uniti. Tra gli altri, è stato denunciato il Segretario della “Difesa”, Ash Carter, per una serie di gravissime violazioni di leggi federali in ordine alla protezione dell’ambiente ed alla tutela della salute.

Wigington afferma che responsabili non sono soltanto coloro che perpetrano questo ecocidio e genocidio, ma pure chi in tutti questi anni li ha nascosti all’opinione pubblica attraverso la disinformazione e la pseudo-scienza, in primis Marcia McNutt, Presidente dell'Accademia Nazionale delle Scienze. Contro costoro è necessario un nuovo processo di Norimberga.

L’attivista californiano si è soffermato sulla siccità in California, osservando che, a causa dell’aridità indotta dalle scie igroscopiche, intere foreste sono state distrutte, mentre le sorgenti si stanno prosciugando più rapidamente che mai. Le temperature infine sono più elevate della media con un’escursione diurna molto ridotta. E’ una catastrofe!

Fonte: geoengineerinwatch


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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 16 agosto 2016

Ritratto dell’ufficialista



Non esistono poteri buoni. (F. De André)

Chi è l’ufficialista? Quali sono le sue caratteristiche salienti? In che cosa si differenzia dal negazionista? Proviamo a rispondere a queste domande in maniera concisa, ma, per quanto possibile, esauriente.

In primo luogo bisogna precisare che “ufficialista” non è sinonimo di “negazionista” (o disinformatore o depistatore o occultatore): ufficialista è, infatti, chi accetta per mera dabbenaggine e pigrizia mentale le versioni canoniche dei fatti, versioni ammannite dalle agenzie di stampa e dai media di regime, senza porsi domande, come fossero oro colato. Il negazionista, invece, è un mentecatto in perfetta mala fede che, in quanto riceve congrui compensi e privilegi e/o per fanatismo, diffonde menzogne sulla Rete ed altrove, attacca e denigra ricercatori indipendenti e cittadini non allineati. Propala fandonie, ma conosce le verità che si affanna a nascondere.

L’ufficialista è un individuo di scarsissima intelligenza: non solo accoglie in modo del tutto ingenuo le ricostruzioni di regime, ma ne introietta i continui aggiustamenti, senza accorgersi che sono in contraddizione tra loro.

All’ottusità si associa poi un atteggiamento di grettezza ed egoismo: l’ufficialista bada solo ai suoi interessi, al suo orticello, noncurante persino del destino di amici e parenti stretti. Egli considera la Rete un’accozzaglia di sciocchezze, mentre si affida alla televisione, in particolare ai notiziari reputati fonti della pura verità. Pende dalle labbra degli “esperti” (medici, scienziati, economisti, giurisperiti, opinionisti…) ritenuti non solo competenti, ma anche infallibili. Una sua frase topica è la seguente: “Se fosse vero, l’avrebbero detto in televisione”.



A prescindere dal titolo di studio, l’ufficialista difetta di senso critico, di capacità di analisi e di sintesi. Al cospetto dell’establishment ha un contegno incoerente: da un lato tuona contro l’inefficienza della classe “politica”, dall’altro continua a legittimarla con il voto ed accreditandole funzioni di cui è priva, non comprendendo che i “politici”, a qualsiasi partito appartengano, sono burattini, esecutori dei piani orditi da chi sta più in alto, ad esempio gli usurai internazionali. In tale contesto spicca il suo settario ed anacronistico dualismo: “Destra” contro “Sinistra”, “fascisti” contro “comunisti”. Questa falsa dicotomia imprigiona i sudditi in un’arena dove si svolgono finti combattimenti tra galli: la “politica” come intrattenimento.

L’ufficialista venera la “scienza” dei documentari, ossia quel cumulo di cialtronerie e di frottole confezionate per un pubblico di teledementi, inclusi quelli che si appassionano alla fanta-astronomia a base di pianeti pressoché identici alla Terra distanti migliaia di anni luce da noi, di spazio vuoto che si curva, di prossima colonizzazione dello spazio e baggianate simili.

In fondo, la mentalità del credente è quella del “borghese piccolo piccolo”, un modo di “pensare” perbenista, angusto, pieno di soggezione e servilismo nei confronti dei potenti. Egli vive in una casa di bambole dove solo per caso può filtrare una verità scomoda: quando essa si insinua, è comunque subito esorcizzata attraverso la creazione di una realtà parallela, fittizia: è questa una reazione paranoica che accomuna il seguace del sistema al classico disinformatore sciacondensaro.

L’incongruenza maggiore in cui resta invischiato l’ufficialista riguarda la natura degli esecutivi: secondo l’ideologia, il governo di “sinistra” o di “destra” è, a suo parere, composto da disonesti ed incapaci, anzi da delinquenti, eppure non sono tanto criminali da consentire un genocidio come la biogeingegneria illegale o scelleratezze analoghe. Di fronte alla geoingegneria clandestina alias scie chimiche, il nostro eroe palesa un comportamento improntato ad incredulità mista a supponenza. Qualora riesca ad afferrare qualche concetto inerente alla “guerra climatica”, si chiude subito a riccio, concludendo “Tanto, prima o poi, si deve morire”.

Quando, però, giunge il momento fatale, l’ufficialista, tanto smargiasso prima, si mostra come il più spaventato, il più codardo.


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venerdì 12 agosto 2016

'Polvere neurale' per controllare muscoli e nervi



Avviene spesso: nuove scoperte scientifiche e mirabolanti tecnologie sono presentate dai media ufficiali come la panacea. In particolar modo da decenni si fa baluginare l’idea di una terapia efficace contro le neoplasie, mentre si mena il can per l’aia da almeno sessant’anni, poiché chemioterapia, radioterapia e chirurgia sono troppo redditizie per abbandonarle o ridimensionarle a favore di altri rimedi non altrettanto dispendiosi per i pazienti e per la collettività, benché non privi di efficacia.

Adesso si sono inventati la “polvere neurale”, un insieme di microsensori da impiantare nei muscoli e nei nervi per “curare” patologie come l’epilessia. Tuttavia sono pur sempre corpi estranei e per di più funzionano con sistema wireless: non sussiste il rischio che provochino tumori o comunque problemi di salute? In fondo, niente di nuovo sotto il sole: già due lustri or sono, la giornalista indipendente Carolyn Williams Palit denunciava il sinistro progetto della D.A.R.P.A. volto a diffondere, anche attraverso gli aerei, nanosensori (smart dust o M.E.M.S.) nell’ambiente e negli esseri umani, certo non per trattare affezioni, ma per sorvegliare, controllare e spiare…

Vale sempre il detto latino: Timeo Danaos et dona ferentes, Temo i Greci anche quando portano doni.



E' pronta la 'polvere neurale', il primo sensore wireless delle dimensioni di un granello di polvere che può essere impiantato nell'organismo. E' un risultato che apre la strada alla possibilità di controllare dall'interno muscoli, nervi e protesi. Descritta sulla rivista “Neuron”, la polvere è stata realizzata dal gruppo coordinato da Michel Maharbiz e Jose Carmena, dell'Università della California a Berkeley.

I mini-sensori sono stati collocati con successo nei muscoli e nei nervi dei ratti e possono essere alimentati con gli ultrasuoni. I dispositivi funzionano, infatti, grazie a un cristallo piezoelettrico che converte le vibrazioni degli ultrasuoni in energia elettrica, destinata ad alimentare un piccolo transistor.

L'esperimento, secondo gli autori, apre le porte anche alla possibilità di trattare, attraverso impulsi elettrici emessi dai sensori, malattie come l'epilessia oppure di stimolare, sempre con gli impulsi elettrici, il sistema immunitario per bloccare le infiammazioni. In prospettiva, il prossimo passo sarà miniaturizzare ancora di più i sensori, fino a ridurli alla metà del diametro di un capello umano. Solo in questo modo potranno essere impiantati nell’encefalo (sic) per registrare continuamente la sua attività elettrica e per curare l'epilessia, senza usare elettrodi collegati a fili.

Secondo Maharbiz, gli scenari a lungo termine potrebbero essere ancora più ampi: ''Finora - ha dichiarato - non è mai stato possibile avere accesso ai dati del corpo umano catturati costantemente dall'interno''. In futuro questi sensori wireless potrebbero essere sistemati accanto ad un nervo, ad un muscolo o ad un organo per registrane l'attività, trasmettendo le informazioni ad un dispositivo esterno.



Articoli correlati:

- How smart dust could spy on your brain, 2016
- SMART DUST: Weather Modification Using Tiny Particles Deployed in Upper Atmosphere, 2013

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 9 agosto 2016

Wi-fi planetario: pericolo globale



La prevista diffusione globale del wi-fi dallo spazio potrebbe distruggere lo strato di ozono, causare sconvolgimenti climatici e danneggiare la vita sulla Terra. È quanto denuncia la Global union against radiation deployment from space (GUARDS).

Cinque società si stanno organizzando per fornire, entro i prossimi tre o quattro anni, una copertura globale di wi-fi ad alta velocità proveniente dallo spazio.

GUARDS ricorda che I gas di scarico dei razzi contengono cloro che distrugge l’ozono, particelle di ossido di alluminio (trimetilalluminio, un composto tipico delle chemtrails, n.d.r.) che contaminano le nuvole della stratosfera.

Secondo Aleksandr Dunayev dell'Agenzia Spaziale Russa, citato dal New York Times (14 maggio 1991, pag. 4) “Circa 300 lanci dello Space Shuttle (o di vettori sostitutivi - n.d.r.) ogni anno sarebbero una catastrofe e lo strato di ozono potrebbe essere completamente distrutto”.

Nei primi anni ’90 del XX secolo, nel mondo si compivano in media solo dodici lanci di razzi all’anno. Mantenere una flotta di 4.000 satelliti nello spazio, ciascuno con una durata prevista di cinque anni, potrebbe comportare un numero di lanci ogni anno tale da creare una catastrofe ambientale.

Il wi-fi funziona con radiazioni pulsate a microonde, simili a quelle usate nei forni a microonde. Numerosi studi scientifici dimostrano che le radiazioni da radiofrequenza e da microonde possono avere un ruolo nella riduzione delle foreste, nella scomparsa di rane, di pipistrelli, di api da miele e nella minaccia di estinzione del passero comune oltre a provocare danni al D.N.A. negli esseri umani. E’ di vitale importanza per la vita sulla Terra che si diminuiscano questi campi elettromagnetici.

“Il corpo umano”, sostiene il dottor Gerard J. Hyland, dell’Università di Warwick, nel Regno Unito, “è uno strumento elettrochimico con una estrema sensibilità”: come una radio, può essere disturbato dai segnali elettromagnetici cui è esposto. Se un segnale elettromagnetico può azionare un dispositivo meccanico può interferire anche ogni cellula del corpo umano.

Il 7 febbraio 2014 il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha dichiarato, in riferimento ai limiti estremi che disciplinano i campi del wi-fi, che “gli standard di sicurezza per le radiazioni elettromagnetiche della Federal Communications Commission (FCC) continuano a basarsi solo sugli effetti termici: essi rappresentano un criterio ormai vecchio di quasi trent’anni ed oggi inapplicabile”.

Nel 2011 l’Organizzazione mondiale della sanità ha classificato, inoltre, le radiazioni emesse dai telefoni cellulari, wi-fi e da altre tecnologie wireless come possibili cancerogene per l’uomo (Classe 2B). Recenti studi scientifici hanno concluso che sarebbe più appropriata la classificazione della radiofrequenza come cancerogeno certo (Classe 1A). Per di più i progetti di un wi-fi planetario dallo spazio renderebbero l’esposizione a queste onde elettromagnetiche praticamente ubiqua.

Una recente lettera inviata al Comitato economico e sociale europeo da 88 associazioni, che rappresentano tutte insieme oltre un milione di persone, denuncia che i governi stanno tradendo la fiducia della popolazione, ignorando i pericoli delle radiazioni a radiofrequenza e microonde.

L’intento di GUARDS è quello di bloccare i piani di sviluppo del wi-fi globale che costituirebbero una “sperimentazione” non consensuale sugli esseri umani, dunque una violazione dei diritti umani secondo il Codice di Norimberga.



Fonti bibliografiche

Salute umana

• Il Rapporto BioInitiative (1500 pagine) sugli effetti sulla salute della radiofrequenza e delle microonde è stato pubblicato nel 2007 con un aggiornamento nel 2012. Gli autori sono 29 scienziati provenienti da dieci paesi. Hanno pubblicato migliaia di studi che mostrano l’interferenza con i processi chimici nel corpo, delle radiofrequenze con numerosi effetti tra cui alterazioni genetiche, cancro, disfunzioni immunitarie, danni neurologici, e infertilità. Il Rapporto è disponibile qui.

• Lettera Avviso inviata nel mese di febbraio 2015 al Comitato Economico e Sociale Europeo da 88 organizzazioni (tra cui AMICA) riguardo il tradimento della fiducia dei cittadini da parte delle istituzioni che ignorano gli effetti delle radiazioni da radiofrequenza e da microonde. Disponibile a questo indirizzo.

• L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un comitato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato le radiazioni da radiofrequenza, compresa quella emessa dalla tecnologia wireless, come possibile cancerogeno per l’uomo in Classe 2B.

• Il medico inglese Erica Mallery-Blythe ha scritto un ottimo rapporto sulla Elettrosensibilità che si stima colpisca attualmente il 5% della popolazione mondiale:

• Il 7 febbraio 2014, il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha dichiarato, in riferimento ai limiti estremi che disciplinano la radiazione utilizzati dal WiFi, che “gli standard di sicurezza per le radiazioni elettromagnetiche della Federal Communications Commission (FCC) continuano a basarsi sugli effetti termici, un criterio ormai vecchio di quasi 30 anni e oggi inapplicabile”.

Ambiente

• Studi dimostrano che la radiazione da radiofrequenza danneggia sia l’ambiente sia gli esseri umani.

Fonti:

Final mobile towers report e Impacts of radiofrequency electromagnetic field-rfemf from cell phone, towers and wireless devices on biosystem and ecosystem.

• Il 31 ottobre 2014 è stata presentata alla Manitoba Entomological Society la revisione di 91 studi sugli effetti delle radiazioni da radiofrequenza e da microonde su api, insetti ed avifauna.

• Sulla riduzione dell’ozono da gas di scarico dei razzi propulsori: Impact of rocket exhaust plumes on atmospheric compositio and climate

Piani di sviluppo del Wi-Fi dai satelliti

Le cinque aziende che forniranno Wi-Fi globale dallo spazio sono:

- SpaceX: 4000 satelliti, ad un altezza di 750 miglia.
- OneWeb: 2.400 satelliti, ad un altezza di 500-590 miglia.
- Facebook Inc.: satelliti, droni e laser.
- Google: 200.000 palloni ad alta quota a 62.500 piedi (“Progetto Loon”).
- Outernet: microsatelliti a bassa orbita.

Fonte: Wi-Fi dallo spazio: quali rischi?

Global Union Against Radiation Deployment from Space (GUARDS)
GUARDS è una coalizione internazionale di diverse associazioni che hanno creato un coordinamento per fermare i piani di sviluppo del wi-fi globale dallo spazio che minaccia la vita sulla Terra.
Contatto: Ed Friedman, Maine USA, 207-666-3372 edfomb@comcast.net
Contatto in Italia: Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (AMICA) www.infoamica.it

Fonte: nogeoingegneria.com, 2016


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