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mercoledì 14 settembre 2016

Renne uccise da un’arma esotica In Norvegia?



La giornalista investigativa, Linda Moulton Howe, che si occupa di tutto e del contrario di tutto, fuorché di geoingegneria clandestina e crimini annessi – come se un fisico ignorasse completamente la matematica – dà conto di un inquietante fatto accaduto in Norvegia: la morte di 323 renne colpite – ripetono le fonti ufficiali – da una saetta. Mistero risolto? Diremmo di no, se pensiamo alle anomalie dell’incidente ed al fatto che la Norvegia, teatro della moria, è paese in cui è ubicato un riscaldatore ionosferico (o impianto H.A.A.R.P.), noto come E.I.S.C.A.T. Viene in mente l’enigmatica morte di interi stormi il 31 dicembre di alcuni anni fa… E’ il caso di ripetere con il Dottor Nick Begich: “Angels don't play this H.A.A.R.P…”.

"Questa è la prima volta in cui ho appreso di renne uccise da un fulmine, per non parlare di 323 renne tutte allo stesso tempo. E 'senza precedenti”. (K dado Kielland, Ph.D., professore di Ecologia, Università dell'Alaska, docente di Biologia dell’Artico).

1 settembre 2016 Fairbanks, Alaska - Earthfiles ha contattato Knut Kielland, Ph.D., professore di Ecologia presso l'Università dell'Alaska-Fairbanks, Dipartimento di Biologia, per cercare di capire il perché della morte contemporanea di tante renne ed il motivo per cui spesso le corna dei maschi sono risultate strappate. L’inquietante falcidia risale al 26 agosto 2016 ed è occorsa nel parco nazionale di Hardangervidda, Norvegia.



Il Professor Kielland ha asserito: "Non ho idea del perché così tanti palchi di corna siano stati divelti. Non ho mai visto alcunché di simile prima d'ora”. Uno dei colleghi del Professor Kielland, il Professor Greg Finstad, Direttore del Programma di Ricerca sulle renne presso l’Università dell’Alaska-Fairbanks, ha convenuto che egli non ha mai visto alcunché di analogo e dubita che un fulmine possa aver causato la carneficina.



Lo specialista non si è mai imbattuto in resoconti di un fenomeno come questo prima d'ora. Un singolo fulmine può sprigionare fino a un miliardo di volts di elettricità, ma Finstad ignora casi di folgori che abbiano ucciso tante renne in una volta sola, prima del 26 agosto. […]

In effetti nella regione, in cui i poveri animali hanno trovato la morte, si era scatenato un temporale, sicché alcuni, come John Jensenius, esperto del N.O.A.A., pensano che una folgore sia all’origine dell’ecatombe. Spiega lo specialista: "Le correnti di terra sono responsabili, nella maggior parte dei casi, dei decessi collegati ai fulmini”. […]

Fonte: earthfiles

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giovedì 17 gennaio 2013

Continuano i misteriosi boati negli Stati Uniti: affiora una nuova ipotesi

"A questo punto, nessuno più si raccapezza. I geologi affermano che i boati non dipendono da sommovimenti tellurici. L'aviazione militare nega che sia un fenomeno aereo. Gli astronomi asseriscono che i rimbombi non c’entrano con fenomeni cosmici. Quindi siamo a corto di spiegazioni". Così chiosa Jeffrey Braun, Ph.D., fisico dell’università di Evansville, nello stato dell’Indiana, a proposito dei misteriosi ed inquietanti boati che continuano a squassare gli Stati Uniti e non solo.

Cittadini esterrefatti seguitano a segnalare le spaventose deflagrazioni: le autorità brancolano (o fingono?) di brancolare nel buio. Si balbetta qualche timida delucidazione, ma subito dopo la si smentisce, poiché già rivelatasi del tutto destituita di fondamento (un aereo ha infranto la barriera del suono, è scoppiata una bombola di gas, è brillata una mina…).

La ricercatrice Linda Moulton Howe sta raccogliendo le testimonianze ciirca le assordanti detonazioni: negli ultimi tempi ne sono state udite parecchie talora associate a lampi di luce nei centri e negli stati di seguito elencati. La lista va a ritroso nel tempo: dal 9 gennaio 2013 al 3 dicembre 2012.

• Albuquerque, New Mexico
• Salem, Massachusetts
• Riverdale, Utah
• Indiana sud occidentale
• Kentucky occidentale
• Illinois meridionale
• Anchorage, Alaska
• Verde Valley, Arizona
• Narragansett Bay, Rhode Island

Biosogna precisare che il fragore udito ad Anchorage ha preceduto di ventisei ore il terremoto che ha colpito la città di Anchorage in Alaska. Vari esperti interpellati, però, tendono a respingere una correlazione tra il suono ed il sisma che ha toccato la magnitudo 7,5 della scala Richter.

Alcuni residenti hanno osservato che i suoni (spesso di bassa frequenza) sembrano provenire dall'atmosfera. Sono dovuti forse a meteore? Il Professor Jeff Braun è incline ad escludere tale ipotesi: "La caduta delle meteore può essere associata a rumori, ma ma quasi sempre gli aeroliti, quando entrano nell’atmosfera terrestre diventano visibili come sfere infuocate. Nondimeno tale fenomeno non è stato riportato dai testimoni”.

La manifestazione è sempre più enigmatica: alcune persone si riferiscono ad una serie di fragori, seguiti da un sordo brontolio. Intanto comincia ad essere ventilata una nuova congettura che, in verità inerisce a due ambiti, uno artificiale e l’altro naturale: la Moulton Howe, infatti, chiama in causa un non meglio definito “interfacciamento informatico” con altre dimensioni e cambiamenti relativi al Sole ed al pianeta Giove. Speculazioni? Fantasie? Può darsi. Vero è che molte situazioni anomale vedono il coinvolgimento dei militari spesso intenti a compiere pericolose sperimentazioni di cui possiamo solo vagamente immaginare la vera natura. (Vedi "Il nucleo", 2012) E’ anche possibile, come suggerito da recenti studi, che qualcosa nella struttura della materia-energia stia mutando. I boati potrebbero essere la conseguenza di una concomitanza tra l’uso di dispositivi strategici e fenomeni nel sistema solare? La dichiarata ignoranza degli scienziati in merito denota che siamo di fronte a qualcosa di eccezionale? Questione intricata, ma forse non del tutto inestricabile.

Articolo correlato: "Quelle strane emissioni dal Sole che mutano la materia", 2011

Fonte: earthfiles.com

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