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mercoledì 31 ottobre 2018

La geoingegneria clandestina uccide



Si continua ad additare il filo d'erba o, al limite, il cespuglio, in luogo della foresta. Aumentano le morti, soprattutto fra le nuove generazioni, dovute all'inquinamento ambientale, ma i media di regime, in questo falò delle verità, continuano ad accusare del problema le emissioni dei veicoli o altre fonti, dimenticando che la causa precipua della contaminazione planetaria è il traffico aereo: anche un solo velivolo "normale", cioè che non disperde in forma più o meno evidente, più o meno nebulizzata, composti neurotossici, le cosiddette "scie chimiche", inquina in modo impressionante. [1] In ogni caso, fra nanoparticolato di aviogetti [2], inceneritori, intossicazione da vaccini, da alimenti contaminati e via discorrendo, i motivi per essere ottimisti non sono molto numerosi. Di seguito un articolo, uno dei tanti, relativo all'incremento dei decessi fra i bambini. Geoingegneria illegale? Un genocidio.

Oltre il 90% dei bambini e ragazzi sotto i quindici anni nel mondo, ogni giorno respira aria inquinata, causa di 600.000 morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori. L'Italia è nel novero dei paesi con la qualità dell'aria peggiore, tanto che il 98% dei bambini è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili (per lo più di origine aerea, n.d.r.). Lo afferma un rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità in occasione della prima Conferenza globale sull'inquinamento dell'aria e la salute.

Il problema, sottolinea il documento, riguarda sia le nazioni in via di sviluppo, dove il 98% dei bambini sotto i cinque anni respira livelli di polveri ultrasottili superiori al limite fissato dall'O.M.S., sia quelli ad alto reddito, dove la percentuale è comunque superiore al 50%. "L'aria inquinata sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite - afferma il direttore Generale dell'O.M.S., Tedros Adhanom Ghebreyesus. Questo è imperdonabile. Ogni bambino dovrebbe poter respirare aria pulita per crescere al massimo del proprio potenziale".

Gli effetti dell'inquinamento dell'aria, afferma il rapporto, cominciano già dalla gravidanza, durante la quale l'esposizione causa parti prematuri e basso peso alla nascita. Lo smog inoltre ha un impatto sullo sviluppo cognitivo e può scatenare malattie respiratorie come l'asma, ma anche favorire tumori infantili. Chi ha respirato aria inquinata da piccolo inoltre ha un rischio molto maggiore di contrarre malattie croniche cardiovascolari da adulto.

[1] I velivoli vanno a kerosene, un carburante di origine fossile. Spiegano Guy Dauncey e Patrick Mazza: «Gli aerei commerciali generano 600 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Rilasciano ossidi di azoto direttamente nella troposfera (la parte inferiore dell’atmosfera, sede dei fenomeni meteorologici); qui si ossidano nell’ozono troposferico che funziona come potente gas serra. Provocano scie dense (non di vapore acqueo n.dr.) che, portando alla formazione di cirri (artificiali n.d.r.), bloccano il calore all’interno dell’atmosfera».

[2] L'Intergovernmental Panel on Climate Change (I.P.C.C.), organismo tecnico dell'ONU che si occupa di effetto serra, dedicò nel 1999 il suo primo studio di settore proprio all'impatto dell'aviazione civile. Scatenando le ire del business aereo e petrolifero. il rapporto suggerì di "adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto" e "disincentivare l'uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi ambientali e con il commercio dei diritti di emissione". Non se ne fece nulla. Grazie all'assenza di una tassa sul carburante aereo o di qualunque prelievo basato sulle emissioni, le compagnie aeree possono tenere i prezzi dei biglietti artificialmente bassi. In questo modo, però, il costo dell'inquinamento grava sull'intera società anziché sul solo passeggero.



MA QUANTO INQUINA UN AEREO?

Vogliamo vedere quali sono i prodotti della combustione del kerosene per aviogetti? Ecco di seguito un breve ma esauriente elenco.

Freon 11, Freon 12, Methyl Bromide, Dichloromethane, cis-l,2-Dichloroethylene, 1,1,1-Trichloroethane, Carbon Tetrachloride, Benzene, Trichloroethylene, Toluene, Tetrachloroethene, Ethylbenzene, m,p-Xylene, o-Xylene, Styrene, 1,3,5-Trimethylbenzene, 1,2,4-Trimethylbenzene, o-Dichlorobenzene, Formaldehyde, Acetaldehyde, Acrolein, Acetone, Propinaldehyde, Crotonaldehyde, Isobutylaldehyde, Methyl Ethyl Ketone, Benzaldehyde, Veraldehyde, Hexanaldehyde, Ethyl Alcohol, Acetone, Isopropyl Alcohol, Methyl Ethyl Ketone, Butane, Isopentane, Pentane, Hexane, Butyl Alcohol, Methyl Isobutyl Ketone, n,n-Dimethyl Acetamide, Dimethyl Disulfide, m-Cresol, 4-Ethyl Toulene, n-Heptaldehyde, Octanal, 1,4-Dioxane, Methyl Phenyl Ketone, Vinyl Acetate, Heptane, Phenol, Octane, Anthracene, Dimethylnapthalene(isomers), Flouranthene, 1-methylnaphthalene, 2-methylnaphthalene, Naphthalene, Phenanthrene, Pyrene, Benzo(a)pyrene, 1-nitropyrene, 1,8-dinitropyrene, 1,3-Butadiene, sulfites, nitrites, nitrogen oxide, nitrogen monoxide, nitrogen dioxide, nitrogen trioxide, nitric acid, sulfur oxides, sulfur dioxide, sulfuric acid, urea, ammonia, carbon monoxide, ozone, particulate matter (PM10, PM2.5).

Qualcuno di voi ora penserà che tutto questo ben di Dio non può minimamente arrecar danno, poiché gli aerei volano alti. Peccato che migliaia di velivoli sono attualmente impegnati in operazioni di bassa quota, definite con dicitura tecnica "inseminazione igroscopica delle nubi". Non dimentichiamo, inoltre, che in questa sede si è voluto affrontare solo il tema della combustione e non si è intenzionalmente tenuto conto della miriade di altri elementi chimici e biologici impiegati nelle operazioni clandestine di aerosol.

Quali sono le conseguenze sulla salute?

APNEA
ASMA
TUMORI CEREBRALI
TUMORI
CONGIUNTIVITE
TOSSE
ALTERAZIONI NELLA PERCEZIONE
SONNOLENZA
DISPNEA
CEFALEA
ALTERAZIONI DELL'EQUILIBRIO BIOELETTRICO DELL'ENCEFALO
ENFISEMA
EPISTASSI
ALLUCINAZIONI
PROBLEMI CARDIACI
MALATTIA DI HODGKIN
DANNI AL FEGATO
LACRIMAZIONE
DANNI AI POLMONI
LINFOMI
DEPRESSIONE
DEBOLEZZA MUSCOLARE
MUTAZIONI GENETICHE
LEUCEMIA
RINITE CRONICA
NAUSEA
VOMITO
IRRITAZIONI AGLI OCCHI ED ALLA PELLE
AFFANNO


ARTICOLI CORRELATI E FONTI

- Oms, il 90% dei bimbi respira inquinamento: almeno 600mila morti
- Quanto inquina un aereo?
- https://www.peacelink.it/ecologia/a/6877.html
- Inquinamento reale da polveri sottili e "normalizzatori" di Stato
INQUINAMENTO DEI VOLI AEREI, QUALI VERITÀ?


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giovedì 8 marzo 2018

L'inquinamento ambientale "prende il controllo" del DNA



Ha ragione chi afferma che la maggior parte delle affezioni oggigiorno è di origine ambientale: l'inquinamento, con le sue innumerevoli fonti (in primis il nanoparticolato diffuso con le deleterie attività chimico-biologiche in atmosfera), è, infatti, la causa di molte patologie, mentre il continuo evocare una presunta eziologia genetica, come nel caso dell'autismo, è la classica foglia di fico per nascondere un'atroce realtà. Lo conferma, se mai se ne avvertisse il bisogno, un recente studio condotto in Canada.

Gli inquinanti presenti nell'ambiente possono 'prendere il controllo' del DNA, accendendo in questo modo alcuni geni piuttosto che altri ed aprendo la strada a malattie cardiache e respiratorie. Lo indica la prima indagine basata sull'analisi del DNA di oltre mille individui. Pubblicata sulla rivista "Nature Communications", la ricerca è stata condotta in Canada, dal gruppo dell'Ontario Institute for Cancer Research guidato da Philip Awadalla.

Dall'analisi del materiale genetico raccolto da campioni di sangue, sono stati individuati gli effetti di polveri sottili, biossido di azoto e biossido di zolfo. Per il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, "la ricerca è molto interessante, perché ci dice quanto pesa il contributo dell'ambiente sul rischio di sviluppare determinate patologie". Queste ultime ha aggiunto, "sono la conseguenza dell'interazione tra DNA, ambiente e casualità, ma non è facile determinare il peso di ognuno dei tre fattori".

Fonte: ansa.it

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lunedì 12 giugno 2017

Volo Bologna-Lanzarote: paura a bordo



Che volare sia diventato quasi sinonimo di sindrome aerotossica è arcinoto, ma un recente episodio aggiunge nuovi motivi di preoccupazione... E' assodato: l'aria all'interno degli aerei è velenosa, letale; quella che si respira altrove... anche.

Riccione (Rimini), 9 giugno 2017 - Momenti di panico sul volo Bologna-Lanzarote. Una bimba di sei anni, residente nel Bolognese, ha avuto un arresto respiratorio, seguito da una terribile crisi convulsiva. A salvarle la vita, a 7mila metri di quota (???, n.d.r.) tra la disperazione dei genitori e lo sgomento di 200 passeggeri, è stato il medico riccionese Stefano Tentoni che, dopo averla rianimata, in accordo col pilota ha fatto predisporre un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Alghero. Qui la piccola è stata trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale civile della cittadina sarda. La piccola è stata quindi trasferita nel reparto di Neuropsichiatria infantile della Clinica universitaria di Sassari. Per Tentoni il viaggio è proseguito verso la Spagna con moglie e figlia, ma con il cuore accanto alla piccola paziente.


"L’aereo era decollato alle 6,50 di mercoledì dall’aeroporto di Bologna – racconta il medico – Poco dopo la bimba ha avuto un arresto respiratorio: a bordo è quindi stata emergenza. Per fortuna avevo portato con me qualche strumento, ma la situazione era bruttissima, perché la bambina da due minuti non respirava più, era cianotica, pallida ed in stato d’incoscienza. La mamma ed il papà erano impazziti ed i viaggiatori erano in grande agitazione. Ho capito che dovevo risolvere il problema, anche se non si intuiva da che cosa derivasse, perché, a detta dei genitori, la bambina aveva goduto sempre di buona salute".


Ma non era finita. "In quella terribile emergenza, durata una quarantina di minuti, ho guardato se per caso la bimba avesse in bocca qualche caramella o qualcos’altro – prosegue Tentoni – ma, dopo due minuti, ha stretto i denti ed ha avuto una tremenda crisi convulsiva. In trent’anni di carriera non ne ho mai vista una così. Si è irrigidita tutta, è andata in apnea ed ha avuto una profonda e totale paralisi respiratoria. L’equipaggio della Ryanair, a partire dal capocabina, è stato encomiabile: mi ha portato subito due bombole di ossigeno. E’ stato importante anche l’aiuto prestato da un’infermiera che si trovava a bordo".

A quel punto Tentoni ha chiesto al comandante di compiere un atterraggio d’emergenza. Cosa non facile, considerato che l’aereo viaggiava ad alta quota e tirava un forte vento. "Così prima dell’atterraggio l’aereo ha dovuto fare quattro giri sul cielo di Alghero. Sono riuscito a riprendere la bimba che dallo stato comatoso è passata ad uno stato soporoso, respirava bene. I genitori erano molto scossi e provati, ma, prima di scendere, mi hanno abbracciato e ringraziato". Non è la prima volta in cui Tentoni, Cavaliere ed Ufficiale al merito della "Repubblica", salva una vita in aereo. Sette anni fa, di ritorno dalle Maldive, intervenne in volo per un’embolia polmonare.

Fonte: Ilrestodelcarlino


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venerdì 19 maggio 2017

Analisi dei campioni di pulviscolo prelevati in quota: confermata la presenza dei metalli killer!



Sono stati recentemente eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di un drone semi-professionale. I prelievi si sono avvalsi del "DJI Drone Phantom 4", fornito di videocamera in alta risoluzione (12 MP/4K) e sistema di controllo GPS. A bordo del velivolo radiocomandato è montato un kit (realizzato ad hoc) che aspira l'aria in quota e la deposita su filtro 3M. Il drone ha raccolto, in più sessioni, residui di pulviscolo in un’area non antropizzata, ma costantemente attraversata da corridoi di discesa impiegati da aviogetti civili in avvicinamento allo scalo aeroportuale di Nizza. E’ stato dunque seguito un protocollo rigoroso con il fine di prelevare campioni utili a rilevare i composti chimici presenti in atmosfera in relazione alle attività di biogeoingegneria criminale.



Come sito, è stata scelta un’area dell’entroterra ligure adatta all’uopo. I prelievi sono stati eseguiti in più sessioni, quindi il filtro di raccolta è stato smontato e le polveri accumulatesi su di esso sono state sottoposte alla procedura idonea ad analizzarle con reagenti della Osumex, come indicato dal produttore del kit. I risultati sono inequivocabili: il campione palesa, ancora una volta, la presenza di manganese, cadmio, cobalto, rame e mercurio. Il colore del reagente, infatti, punta dal verde oliva all'arancione, il che, in rapporto alla tabella di riferimento, conferma che in atmosfera sil rilevano forti concentrazioni dei metalli già trovati nel carburante Jet-A1 dalla scienziata svizzera Ulrike Lohmann, professoressa di Fisica dell’atmosfera presso l’ETH di Zurigo. Nei carburanti avio (e quindi nell'aria che respiriamo) sono presenti anche i due metalli killer già noti e cioè l'alluminio ed il bario [1], ma sfortunatamente i reagenti forniti dalla Osumex non permettono di rintracciare questi elementi neurotossici.


Analisi dei residui carboniosi estratti dal turbofan di un velivolo commerciale Boeing 777. Il campione, immesso nel reagente, mostra la presenza di cadmio, rame, cobalto. Si noti il colore della porzione superiore nella fiala usata per il test e lo si confronti con la scheda di riferimento.

Se possibile, saranno eseguiti altri campionamenti sempre sulla base di una procedura precisa e razionale. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, con il loro fattivo contributo, hanno permesso di realizzare il progetto. Ci ripromettiamo di organizzare altre iniziative a corollario di questa, in linea con tutte le altre attuate in questi anni. Intanto prosegue la raccolta fondi al fine di affiancare, se possibile, le costose analisi sprettroscopiche a quelle relativamente più economiche tramite kit Osumex. Queste analisi saranno eseguite con il metodo dei reagenti, come in questo esempio. Qui il link per contribuire alla campagna tramite Paypal. In alternativa è possibile effettuare un bonifico bancario (IBAN: IT48I0617522700000001977280 - Causale: "Campagna prelievo in quota") o su carta Postepay (4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R). Di seguito il filmato relativo ad alcuni voli eseguiti con il DJI Phantom 4.


[1] Le dichiarazioni della Dottoressa Lohmann (Qui la video intervista):

"Sappiamo che gli scarichi degli aerei emettono fuliggine e particolato e quindi volevamo sapere qual è la composizione chimica dei rilasci. Queste misurazioni sono state fatte poche volte. Nell’anno 2013 abbiamo avuto l’opportunità di misurare le emissioni di turbine all’aeroporto di Zurigo, insieme all’Ufficio federale dell’aviazione ed abbiamo potuto praticamente esaminare la composizione chimica dei gas di scarico di alcune turbine. Abbiamo trovato soprattutto fuliggine, che è essenzialmente puro carbonio che fuoriesce, quindi particelle di fuliggine, come nei gas di scarico delle macchine. Ma troviamo anche metalli nei gas di scarico degli aeromobili: troviamo 16 diversi metalli e tra le altre cose abbiamo trovato alluminio e bario, come già detto, proveniente dal cherosene e dall’olio e l’alluminio potrebbe derivare dalle turbine. Abbiamo fatto misurazioni anche sul combustibile stesso, rilevando la presenza in ambito PM di quello che si trova di concentrazione di alluminio e bario nel combustibile".


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mercoledì 1 febbraio 2017

Inquinamento aereo e patologie



A dimostrazione che i pericolosissimi PM 2.5 sono prodotti in gran parte dagli aerei, possiamo analizzare i dati del portale "aqicn.org". Questo sito ci permette di seguire, quasi in tempo reale, la situazione relativa alla formazione di nanoparticolato in diverse località francesi.

A mero titolo di esempio, riportiamo il link che rappresenta i dati di Nizza e, precisamente, quelli della zona identificata come "Nice Aeroport, PACA" (LINK).

Salta subito agli occhi la bandierina gialla (Moderate air pollution). Vi si indicano PM 2.5 pari al valore di "97", dove una stima attorno ai 27 (bandiera verde) starebbe a significare un livello accettabile (good). Osservando la mappa, si può notare come i PM 2.5 si concentrino proprio nell'area aeroportuale. A Milano Linate il valore è "93", a Pavia addirittura “107”. Non è proprio il caso si tirare un… sospiro di sollievo.



Lo conferma uno studio dell’ISDE-Medici per l’Ambiente. L’ISDE-Italia, l’associazione Medici per l’Ambiente, ha tenuto a Firenze il 29 ottobre scorso la Prima Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo. Qui il video dell'evento.

Secondo l’ISDE, il traffico aereo è ascrivibile tra le più importanti fonti di inquinamento ambientale e danno alla salute e devono quindi essere predisposti interventi, azioni e politiche nazionali e internazionali che ne prevedano una rapida quanto concreta razionalizzazione e riduzione. Durante i lavori sono emersi tutti i rischi derivanti da questa tipologia di mobilità. L’inquinamento acustico, atmosferico ed elettromagnetico che ne deriva comporta un fattore di danno inconfutabile per la salute e l’ambiente. Secondo la relazione del 2015 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente- EEA ( LINK ), l’inquinamento atmosferico è il principale fattore di rischio ambientale per la salute in Europa e riduce la durata di vita delle persone, contribuendo alla diffusione di gravi patologie quali malattie cardiache, problemi respiratori e tumori (si stima che nel 2011 l’inquinamento atmosferico sia stato responsabile di oltre 430 000 morti premature in Europa!).



Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, ogni anno sono circa 12,6 milioni le morti attribuibili all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, alle esposizioni chimiche, ai "cambiamenti climatici" ed alle radiazioni ultraviolette; è quindi urgente e necessaria una riduzione dell’esposizione a fonti di inquinamento insieme con interventi di risanamento, bonifica e tutela dell’ambiente. Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo, mentre le drammatiche conseguenze degli sconvolgimenti climatici, derivanti anche dal trasporto aereo, ricadono sull’intera umanità in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, fenomeni così gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre più estese del pianeta […].

QUI la mozione conclusiva della I Giornata nazionale di studio sugli effetti sanitari e ambientali del trasporto aereo. La mozione è stata approvata all’unanimità.


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giovedì 8 dicembre 2016

Distrutta la pipeline che portava il carburante per velivoli civili

Stoccaggio e distribuzione di aviocarburanti neurotossici: l’esplosione a Sannazzaro (Pavia) ha danneggiato le infrastrutture collegate al rifornimento dei combustibili per l’aviazione militare e civile



Sannazzaro (Pavia) 1 dicembre 2016. Incendio alla raffineria dell’E.N.I. Il rogo pare sia stato causato dallo scoppio di una pompa che porta il carburante all'impianto Est 2. I vigili del fuoco hanno circoscritto l'area delle fiamme, ma gli idrocarburi hanno continuato a bruciare per ore. Le scuole sono state chiuse il giorno dopo in nove paesi del circondario.

Pare che l'impianto petrolifero dell’ENI, esploso a Sannazzaro fornisse, attraverso un oleodotto sotterraneo, il neurotossico carburante Jet-A1 additivato. E’ un combustibile destinato ai velivoli civili di alcuni scali ubicati nel Nord Italia.

La conduzione dell'impianto in Italia è affidata alla società privata IG Infrastrutture e Gestioni S.P.A. di Roma, controllata dalla holding francese Technip.

Ufficialmente il sistema, denominato "North Italian Pipeline System", rifornisce di carburante solo gli aeroporti militari, ma, dal 2002, molte di queste strutture aeroportuali sono a disposizione di compagnie low cost, come Ryanair ed Easyjet.

Notoriamente il Jet-A1 è il carburante usato per l'aviazione civile in genere, mentre il JP8 è appannaggio dei militari, ma la differenza ora è assai labile, giacché gli aeroporti civili sono riforniti attraverso una pipeline che copre tutto il territorio europeo e che fa capo alla N.A.T.O.

Sono le raffinerie come quelle dell'E.N.I. che provvedono a produrre, stoccare e redistribuire il carburante Jet-A1 additivato di carbonato di calcio e sedici (!) metalli più tutto il resto ai vettori commerciali. In base al regolamento interno, gli scali aeroportuali, infatti, devono garantire una riserva di tre giorni, mentre non si ricorre ad autocisterne che arrivano da fuori. Il combustibile è direttamente pompato da depositi e condotte ipogee. La condotta per Milano Linate, ad esempio, arriva da Genova. Stava per essere implementata una nuova tubatura dallo stabilimento di Sannazzaro, impianto che, però, ha subìto l’incidente…

Articoli correlati:

- L’oleodotto della N.A.T.O. a cui si approvvigionano le compagnie civili, 2015
- La scienziata elvetica Ulrike Lohmann conferma: rilevati bario ed alluminio nei carburanti avio!

QUI il Rapporto ufficiale analisi carburante avio Jet-A1


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mercoledì 28 settembre 2016

“Fertility day”: come sviare l’attenzione dai veri problemi



Il Ministero della salute (?) per il 22 settembre scorso ha organizzato il “Fertility day” (sic) per “richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema della fertilità e della sua protezione”. L’iniziativa, di per sé lodevole, puzza purtroppo di ipocrisia a distanza di un milione di chilometri, come tutte le trovate del sistema per cui vale la solita inversione orwelliana: “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù” etc.

Prescindiamo pure da questo aspetto, ammettendo le buone intenzioni della titolare del dicastero, Signora Beatrice Lorenzin, banditrice della crociata per la fecondità: la questione è reale, visto che la sterilità, sia maschile sia femminile, è in preoccupante aumento da alcuni decenni. Ciò che non convince è l’individuazione delle cause all’origine del problema: si menzionano solo il tabagismo, l’etilismo, le sostanze dopanti e l’obesità. Ora, nessuno nega che quelli elencati sono fattori dannosi per la salute nel suo complesso, ma l’istituzione dimentica – ed è un lapsus molto grave – di additare le radici dell’infertilità che affligge le popolazioni dei paesi occidentali: i campi elettromagnetici, i metalli come l'alluminio, gli inquinanti, in primis gli ftalati ed i pesticidi, gli steroidi anabolizzanti.

Siamo al cospetto della solita schizofrenia che in realtà è doppiezza: da un lato, soprattutto nelle scuole si avviano campagne di sensibilizzazione su un corretto stile di vita e su abitudini alimentari salubri; dall’altro si promuove il letale wi-fi negli istituti, non si indicano i pericoli legati all’uso ed all’abuso di certe tecnologie che non provocano solo sterilità, ma pure vari disturbi ed affezioni, non escluse le neoplasie. Infine non si ricordano i rischi connessi alla consuetudine di consumare bevande in bottiglie di plastica contenente i tossici ftalati che danneggiano il sistema endocrino.

Last, but not least, possiamo dimenticare il mostruoso e quotidiano inquinamento aereo (vedi alla voce geoingegneria clandestina alias scie chimiche-chemtrails)? E’ assodato che la polimerizzazione dei carburanti genera proprio i famigerati ftalati che poi contaminano l’aria, l’acqua, il suolo per immettersi infine nella catena alimentare.

Dunque il “Fertility day” è solo fumo negli occhi, una cortina fumogena per nascondere le vere e più rilevanti cagioni del problema. Invero – Georgia guidestones docent – il fine della feccia mondialista è un drastico sfoltimento della popolazione… e la geoingegneria assassina, in questo come in altri àmbiti, gioca il suo decisivo, funesto ruolo.


Articoli correlati:

- Riduzione di testosterone nel feto e mancata mascolinizzazione da ftalati in gravidanza
- Sterilità e scie chimiche
- Le scie chimiche, il wireless e tu
- Filamenti aviodispersi: ulteriori conferme che le compagnie civili sono all'origine dell'inquinamento della biosfera
- La Regione Liguria e la sterilità
- E' confermato: i filamenti di ricaduta derivano dai carburanti aeronautici!
- Il coinvolgimento delle compagnie aeree civili nelle operazioni di geoingegneria clandestina


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venerdì 9 settembre 2016

Nanoparticelle di ferro nell'encefalo e patologie neurodegenerative



Una recente ricerca pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences (P.N.A.S.) collega l’inquinamento ambientale a danni neurologici. Lo studio, che individua tra le fonti di contaminazione gli impianti industriali e gli inceneritori, dimentica, però, la principale causa dell’avvelenamento, ossia il traffico aereo commerciale che di fatto è spesso collegato alle devastanti attività di biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche (chemtrails). Insomma i ricercatori vedono il filo d’erba e non la foresta, ma il nesso tra particolato ultrafino ed affezioni neurodegenerative, nesso già evidenziato anni fa da vari scienziati a tutto tondo, come Russell Blaylock, è sempre più evidente ed indiscutibile.

Non solo cuore e polmoni: anche l'encefalo è a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico. Una ricerca recentemente pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences ha, infatti, identificato, per la prima volta, nei tessuti del cervello umano delle nanoparticelle di magnetite di origine industriale. Il materiale - spiegano gli autori dello studio - è un ossido del ferro con proprietà magnetiche prodotto dai processi di combustione delle centrali elettriche, degli inceneritori e di vari impianti industriali. All’interno del nostro organismo risulta estremamente tossico.

La presenza di magnetite nel cervello umano in realtà non è di per sé una novità. Da almeno venticinque anni, infatti, si sa che il nostro organismo può produrre micro-particelle magnetiche a partire dal ferro, impiegato nei normali processi metabolici. Il ruolo svolto dalla magnetite di origine biologica, però, non è chiaro. Il problema è che la magnetite causa un grave stress ossidativo sulle nostre cellule e la sua presenza è stata collegata allo sviluppo dell’Alzheimer (e di altre malattie neurodegenerative) ed alla formazione delle placche amiloidi che lo accompagnano.

Gli autori dello studio, un’équipe di ricerca internazionale coordinata dal fisico Barbara Maher della Lancaster University (Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord), ha deciso di verificare quante delle nanoparticelle di magnetite presenti nel cervello umano siano effettivamente di origine biologica, analizzando campioni di corteccia cerebrale provenienti da trentasette campioni.

Adoperando diversi tipi di tecniche di imaging, i ricercatori hanno verificato la struttura geometrica delle nanoparticelle di magnetite presenti nei campioni, scoprendo che la maggior parte è di forma sferica, particolare che, secondo gli esperti, suggerisce un’origine ambientale, non biologica. A confermare la provenienza esterna del materiale è anche la presenza di altre particelle metalliche che non vengono prodotte nell'organismo, come platino, nickel e cobalto. Ciò dimostra come gli inquinanti ambientali possano raggiungere il nostro sistema nervoso centrale con molta più facilità di quanto si ritenesse fino ad oggi.

La magnetite ambientale presente nell’encefalo supererebbe inoltre quella biologica con una proporzione di cento a uno: numeri elevatissimi che rendono ancor più preoccupante la scoperta. Il legame dell’ossido di ferro con l'Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative non è ancora chiaro - sottolineano gli autori dell’indagine - e non si sa neanche a quali livelli di concentrazione andrebbe considerata pericolosa, ma i rischi non si possono sottovalutare. “Purtroppo si tratta di un fattore di rischio estremamente plausibile che rende necessario lo sviluppo di adeguate precauzioni”, ha spiegato la Maher. “I legislatori hanno già cercato di tenere conto di questi pericoli nelle attuali normative sull’inquinamento ambientale, ma evidentemente queste regole potrebbero avere bisogno di essere riviste”.

Fonte: Sciencemag.org


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sabato 23 luglio 2016

La scienziata elvetica Ulrike Lohmann conferma: rilevati bario ed alluminio nei carburanti avio!



Ulrike Lohmann è una docente di Fisica dell’atmosfera presso l’ETH di Zurigo ed è specializzata in nefologia. Nel 2013 la professoressa Lohman eseguì delle analisi presso l'aeroporto di Zurigo, insieme con l’Ufficio federale dell’aviazione. Gli esami erano finalizzati a stabilire la composizione chimica dei gas di scarico delle turbine. Fu reperita in primo luogo fuliggine che è essenzialmente carbonio, come nel gas di scarico degli autoveicoli. Non solo, furono rilevati sedici (16) diversi metalli e non metalli tra cui bario ed alluminio, ma anche ferro, nickel, piombo, rame oltre al calcio.



Le rilevazioni della scienziata elvetica sono una conferma che le analisi di combustibile Jet-A1, commissionate da Tanker enemy ad un importante laboratorio francese, furono indubbiamente superficiali. Abbiamo ora le dichiarazioni di un’esperta, Ulrike Lohmann. Ella dichiara di aver trovato metalli nei gas combusti degli aviogetti, ma anche nel carburante aeronautico. Tra questi metalli, ovviamente, si annoverano alluminio e bario. Che cosa abbiamo sempre sostenuto?

I negazionisti hanno senza sosta asserito che non è possibile che i carburanti avio contengano bario ed alluminio; ora, di fronte ad acquisizioni inconfutabili, con la solita improntitudine, affermano che le concentrazioni di questi e di altri metalli non sono poi così elevate. Ammesso e non concesso che ciò sia vero, come ignorare il problema dell’accumulo, considerate le ingenti e quotidiane emissioni tossiche del traffico aereo?

A questo link lo studio referato [1] può essere visionato, previo acquisto. Ovviamente Tanker enemy ne ha acquisito una copia. Qui la versione presentata alla "20th ETH-Conference on Combustion Generated Nanoparticles".

[1] La composizione chimica delle emissioni di particolato non volatile dei motori aeronautici è stata studiata, usando la spettrometria di massa. I gas di scarico provenienti da tre diversi motori di aerei sono stati campionati ed analizzati. La stragrande maggioranza delle particelle analizzate ha mostrato di contenere carbonio elementare (fuliggine, vedi anche gli studi di Marvin Herndon). I composti metallici identificati erano tutti internamente mescolati con le particelle di fuliggine. I metalli più abbondanti nel gas di scarico erano Cromo, Ferro, Molibdeno, Vanadio, Alluminio, Bario, Rame, Piombo, Nickel, Manganese, Titanio, Zirconio, litio. Sono stati individuati pure Calcio, Sodio, Silicio.



Fonte: OVERCAST Prof Ulrike Lohmann (English) - aluminium and barium in the jet fuel, 2016


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domenica 9 agosto 2015

Epidemia di demenza tra i quarantenni

Pubblichiamo un importante articolo tratto da una testata mainstream. Fatta la tara di qualche luogo comune (l’età media che si allunga, l’attività fisica come panacea…) ed assurdità (che cosa c’entra il clima con l’inquinamento?), la ricerca compiuta nel Regno Unito conferma quanto asseriamo da almeno un quinquennio.



Si sta diffondendo un’epidemia silenziosa che sta colpendo molti più pazienti oggi di quanto avveniva vent’anni fa. È la demenza, che forse smetteremo di chiamare “senile”: si riscontra un preoccupante aumento dei casi precoci, soprattutto tra i quarantenni. Se, infatti, negli anni 90' del XX secolo la diagnosi si situava intorno ai sessant’anni, oggi la diagnosi di un principio di demenza avviene molto prima.

Una ricerca condotta presso la Bournemouth University ha lanciato l’allarme sul rischio, sempre più concreto, di ammalarsi in età adulta, in una fascia anagrafica pur sempre lontana dalla senilità, tenendo conto, tra l’altro, dell’allungamento della speranza di vita (che è una fola, n.d.r.). I principali responsabili di questa insorgenza precoce sono fattori ambientali, tra cui l’inquinamento atmosferico prodotto dagli scarichi degli aerei e delle auto.

“Il tasso di aumento in un tempo così ristretto induce a pensare ad una silenziosa, se non addirittura nascosta, epidemia, causata non solo dall’età, ma anche da fattori climatici, che rivestono il ruolo di maggiori responsabili”, commenta preoccupato Colin Pritchard, ricercatore presso l’ateneo dove è stata svolta la ricerca.

“I cambiamenti del clima negli ultimi vent'anni – ha poi aggiunto lo studioso – hanno registrato un aumento, nei vari ambiti della vita umana, di sostanze petrolchimiche (trasporto aereo, motoveicoli quadruplicati, insetticidi, campi elettromagnetici e così via). Con questo non vogliamo dire di dover fermare il mondo moderno, quanto piuttosto di renderlo più salubre”.

Il team di ricerca è arrivato alla conclusione che l’ulteriore anticipazione della diagnosi precoce di demenza è dovuta ad un miglioramento delle tecniche di prognosi e all’aumento dell’invecchiamento. È stato anche riscontrato che la mortalità per malattia è aumentata di molto, provocando un numero di decessi “virtualmente doppio” negli over 75.

Sempre più anziani, quindi, da curare e assistere: sarà questa una delle prossime sfide per le economie occidentali nel prossimo futuro e, in alcuni casi, già lo è. E’ un problema che riguarda da vicino l’Italia, dove – negli ultimi anni – la popolazione con capelli bianchi si è diffusa sempre di più (ed il trend non accenna ad arrestarsi). La ricerca ha inoltre impiegato come parametri di riferimento la mortalità per tumore e quella relativa a problemi cardiaci, mettendo in luce il fatto che la demenza si è sensibilmente estesa. [...]

L’indagine, che ha interessato venti paesi sviluppati in un arco di tempo di undici anni, mostra che la demenza è “sproporzionatamente aumentata” in alcuni stati occidentali in particolare, tra persone di età compresa tra i 45 ed i 74 anni, con le donne più esposte rispetto agli uomini.

I consigli per far fronte a questi dati allarmanti sono le consuete regole di buona salute: smettere di fumare, bere con moderazione, fare attività fisica (ma si consideri quanto osserva il Dottor Russell Blaylock, n.d.r.) e mangiare cibi sani e nutrienti, in primis frutta fresca e verdure (meglio, se non sono contaminate dai metalli delle chemtrails e da altri veleni, n.d.r.).

Fonte:

- Salute.ilmessaggero.it

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sabato 13 giugno 2015

L’E.P.A. è sul punto di ammettere la geoingegneria clandestina



L'amministrazione Obama il 10 giugno 2015 ha annunciato che è in programma la promulgazione del Clear air act, una legge che dovrà stabilire dei limiti per le emissioni prodotte dal traffico aereo. L’annuncio è scaturito dalle pressioni, istanze e cause legali di vari attivisti che considerano il trasporto aereo la principale fonte di inquinamento.

L’E.P.A., l’Agenzia per la protezione (?) dell’ambiente, ha, dal canto suo, elaborato un dossier in cui è stabilito che le emissioni del traffico aereo sono dannose per la salute umana. Sebbene la ricerca si riferisca in modo generico a gas inquinanti, inclusi i gas serra, è sintomatico che l'E.P.A. abbia corretto la rotta, occupandosi di un problema che ha ignorato per decenni.

Se è vero – come è vero – che i residui dei gas incombusti sono dannosi per la salute umana, secondo quanto conclude l’E.P.A., significa soprattutto che gli aerei civil-chimici incrociano a bassa quota, non solo in fase di decollo e di atterraggio. Non è un caso se alcune testate giornalistiche, anche allineate al sistema, hanno scritto, con malcelato disappunto, che l’E.P.A. pare prossima ad ammettere le chemtrails: di fatto è così, nonostante i soliti sofismi e le consuete obliquità semantiche.

Nel documento dell'E.P.A. è scritto che "è stato compiuto un preliminare ma necessario passo per cominciare a ridurre le emissioni di gas serra del settore aereo”. Si dà quindi mandato all’International Civil Aviation Organization (I.C.A.O., agenzia delle Nazioni unite) di intervenire. Naturalmente l’I.C.A.O. non interverrà, soprattutto perché l'industria del trasporto si basa su standard internazionali con cui si eludono norme e misure dei singoli paesi.

I gruppi ambientalisti temono che la legge in discussione presso l'I.C.A.O. potrà incidere ben poco sullo status quo. Le nuove regole, tra l'altro, dovrebbero entrare in vigore nel 2020: così, fino ad allora, le compagnie civili avranno tutto l’agio ed il tempo di emettere gas serra (solfuri) e soprattutto di disperdere i veleni della “guerra climatica”.

Fonti:
- nymag
- reuters


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