venerdì 23 giugno 2017

Road to Hell (Strada per l'inferno)



Ormai gli scellerati si sbizzarriscono con i nomi da dare agli anticicloni (avremmo bisogno di un bell'anticiccione, un anti-De Massis, ma questo è un altro discorso): prima “Giuda”, poi “Caronte”. Sono denominazioni che tradiscono la natura demoniaca di un tempo e di un clima gestito al 100 per cento dalla cricca internazional-militare.

Come avevamo previsto - preferiremmo non essere simili a Cassandra - la siccità cronica, causata dalla geoingegneria assassina, è diventata un’atroce realtà. L'aridità è sotto gli occhi di tutti: in Italia le precipitazioni sono diminuite di circa il 65 per cento. Logiche le conseguenze: invasi quasi vuoti, campi inariditi, crollo della produzione agricola, fiumi prosciugati, incendi spaventosi… Ne abbiamo già scritto: non ci ripeteremo.

Di recente al coro di voci bianche s'è unito l'epico Achille Pennellatore che ha spennellato la sua "verità": la siccità è causata dall'aumento delle temperature globali e via discorrendo. No! L'incremento dei valori termici, dovuto alle attività di manipolazione climatica, dovrebbe portare ad una maggiore evotraspirazione, quindi a piogge più frequenti e copiose, ma ciò non avviene.

Compite un esperimento: uscite in una giornata in cui miracolosamente si sono formate delle nuvole. Recatevi in una zona di periferia, non molto rumorosa: d'un tratto udrete un brontolio. No! Non è l’eco lontana di un tuono foriero di un temporale, ma il rombo di un aereo (uno dei tanti) che sta diffondendo particolato igroscopico. Le già labili nubi presto si dissolvono, per essere sostituite da una coltre tossica da cui non cade una sola goccia.

Che cosa ci dobbiamo attendere per l’estate da poco cominciata? Quasi certamente un’intensificazione del problema con razionamento dell’acqua in parecchie località, richiesta dello stato di calamità in diverse regioni e vari disagi legati alla penuria del prezioso liquido. E’ probabile che in autunno si scateneranno disastrosi nubifragi, a seguito dell’abnorme energia accumulata in atmosfera. Poi di male in peggio su ogni fronte: socio-economico, politico, ambientale etc.

Abbiamo, come la California, imboccato la strada verso l’Inferno: pare che niente e nessuno possa distoglierci dal cammino intrapreso verso l’abisso. Sappiamo chi sono i responsabili di questo sfacelo, conosciamo gli scopi dei farabutti e sappiamo anche come superare ogni difficoltà: esautorare l’intera classe dirigente mondiale, quella vera, e mandare ai lavori forzati nelle miniere la casta dei pennivendoli nonché la setta dei negazionisti.

Sfortunatamente sembra che una svolta di questo tipo non sia dietro l’angolo.

PER APPROFONDIRE:

- Un libro sulle strategie militari spiega perché i velivoli chimici distruggono le nuvole
- La svolta: la geoingegneria clandestina carbura con la nuova generazione di carburanti aerei
- Il patto scellerato
- La scienziata elvetica Ulrike Lohmann conferma: rilevati bario ed alluminio nei carburanti avio!
- Eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di drone DJI Phantom 4
- Siccità, in molte regioni manca l'acqua. Governo decreta stato d'emergenza a Parma e Piacenza
- Siccità in Italia: sotto accusa le scie chimiche


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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 19 giugno 2017

Che cos’è veramente l’inquinamento



Oggigiorno, la setta scientista e negazionista, complice la cassa di risonanza costituita da legioni di gazzettieri, ha instillato in molte persone la fallace convinzione secondo cui il biossido di carbonio sarebbe un gas inquinante, addirittura tossico: ciò non è vero, come abbiamo dimostrato in precedenti articoli. La criminalizzazione del C02 ha, come effetto collaterale, il pressoché assoluto silenzio sulle vere fonti di contaminazione ambientale. Sono queste fonti che, checché ne pensi l’illustrissimo ministro della Salute, Signora Beatrice Lorenzin, sono all’origine della stragrande maggioranza delle patologie, del loro incremento e di una loro sempre più precoce insorgenza. Anche le malattie cosiddette genetiche trovano spesso la loro eziologia in fattori esterni.

Le reali e pericolose forme di inquinamento sono quelle di seguito elencate. Bisognerebbe intervenire in questi àmbiti, mentre ciò non avviene: al limite, ogni tanto, si pronunciano delle generiche ed ipocrite petizioni di principio per “promuovere” la difesa della natura.

· Il particolato ed il nanoparticolato degli inceneritori

· Il nanoparticolato che si diffonde con i filtri dei motori Diesel, i cosiddetti F.A.P.

· I composti chimici che si sprigionano dai roghi appiccati all’immondizia

· L’acqua e gli alimenti contaminati o adulterati

· Le radiazioni nucleari provenienti sia dalle scorie delle centrali atomiche sia dagli ordigni fatti esplodere nella biosfera nei decenni passati

· I campi elettromagnetici di varia frequenza ed intensità

· Le sostanze derivanti dal mancato smaltimento e dalla decomposizione dei rifiuti: tali sostanze avvelenano sia il suolo sia le falde freatiche sia l’aria. Particolarmente perniciosi sono i rifiuti ospedalieri, spesso radioattivi

· Il nanoparticolato prodotto dal traffico aereo civile e militare

· I metalli e non metalli dispersi in ogni dove tramite le criminali operazioni di geoingegneria clandestina

· A queste voci, bisogna aggiungere un altro capitolo: non è una tipologia di inquinamento degli habitat, ma incide fortemente sulla salute. Ci riferiamo ai vaccini che, con i loro adiuvanti e conservanti, aggrediscono l’organismo di bambini, adolescenti, adulti, anziani, con il rischio di compromettere il sistema immunitario e di provocare neuropatologie, dissturbi dell'apprendimento ed affezioni più o meno gravi, più o meno invalidanti.


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lunedì 12 giugno 2017

Volo Bologna-Lanzarote: paura a bordo



Che volare sia diventato quasi sinonimo di sindrome aerotossica è arcinoto, ma un recente episodio aggiunge nuovi motivi di preoccupazione... E' assodato: l'aria all'interno degli aerei è velenosa, letale; quella che si respira altrove... anche.

Riccione (Rimini), 9 giugno 2017 - Momenti di panico sul volo Bologna-Lanzarote. Una bimba di sei anni, residente nel Bolognese, ha avuto un arresto respiratorio, seguito da una terribile crisi convulsiva. A salvarle la vita, a 7mila metri di quota (???, n.d.r.) tra la disperazione dei genitori e lo sgomento di 200 passeggeri, è stato il medico riccionese Stefano Tentoni che, dopo averla rianimata, in accordo col pilota ha fatto predisporre un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Alghero. Qui la piccola è stata trasportata al Pronto soccorso dell’ospedale civile della cittadina sarda. La piccola è stata quindi trasferita nel reparto di Neuropsichiatria infantile della Clinica universitaria di Sassari. Per Tentoni il viaggio è proseguito verso la Spagna con moglie e figlia, ma con il cuore accanto alla piccola paziente.


"L’aereo era decollato alle 6,50 di mercoledì dall’aeroporto di Bologna – racconta il medico – Poco dopo la bimba ha avuto un arresto respiratorio: a bordo è quindi stata emergenza. Per fortuna avevo portato con me qualche strumento, ma la situazione era bruttissima, perché la bambina da due minuti non respirava più, era cianotica, pallida ed in stato d’incoscienza. La mamma ed il papà erano impazziti ed i viaggiatori erano in grande agitazione. Ho capito che dovevo risolvere il problema, anche se non si intuiva da che cosa derivasse, perché, a detta dei genitori, la bambina aveva goduto sempre di buona salute".


Ma non era finita. "In quella terribile emergenza, durata una quarantina di minuti, ho guardato se per caso la bimba avesse in bocca qualche caramella o qualcos’altro – prosegue Tentoni – ma, dopo due minuti, ha stretto i denti ed ha avuto una tremenda crisi convulsiva. In trent’anni di carriera non ne ho mai vista una così. Si è irrigidita tutta, è andata in apnea ed ha avuto una profonda e totale paralisi respiratoria. L’equipaggio della Ryanair, a partire dal capocabina, è stato encomiabile: mi ha portato subito due bombole di ossigeno. E’ stato importante anche l’aiuto prestato da un’infermiera che si trovava a bordo".

A quel punto Tentoni ha chiesto al comandante di compiere un atterraggio d’emergenza. Cosa non facile, considerato che l’aereo viaggiava ad alta quota e tirava un forte vento. "Così prima dell’atterraggio l’aereo ha dovuto fare quattro giri sul cielo di Alghero. Sono riuscito a riprendere la bimba che dallo stato comatoso è passata ad uno stato soporoso, respirava bene. I genitori erano molto scossi e provati, ma, prima di scendere, mi hanno abbracciato e ringraziato". Non è la prima volta in cui Tentoni, Cavaliere ed Ufficiale al merito della "Repubblica", salva una vita in aereo. Sette anni fa, di ritorno dalle Maldive, intervenne in volo per un’embolia polmonare.

Fonte: Ilrestodelcarlino


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mercoledì 7 giugno 2017

SuperTrump, Breakfast in Paris



E’ pericoloso aver ragione, quando il governo ha torto. (Voltaire)

Ha suscitato una sterile polemica fra i deficienti la decisione assunta da Trump the pump di revocare l’adesione agli accordi di Parigi relativi al contenimento delle emissioni di gas serra per “salvare” il pianeta. Naturalmente è tutta una farsa, perché a nessuno fra i prepotenti della Terra interessa un fico secco né della natura né dell’umanità.

In verità, il nuovo presidente di U.S.A.tana sa benissimo che il biossido di carbonio, a torto sul banco degli imputati, non ha alcun nesso né con i disastri ambientali né con le calamità meteorologiche o climatiche, di cui la cronica, spaventosa siccità che affligge intere aree di Gaia è la più grave. Trump è addentro, più degli inutili idioti europei, agli arcana imperii, i segreti del potere: non a caso, “previde” uno dei numerosi stage events-false flags concepiti ed attuati dall’internazionale del terrore, lo pseudo-attentato di Stoccolma. Tra l’altro, l’inquilino della Casa bianca, insieme con il suo entourage, è già in procinto di ufficializzare alcune operazioni di geoingegneria clandestina.

Ha dunque ragione lo scienziato Antonino Zichichi, quando scagiona Trump. Afferma Zichichi: "Trump non ha torto: inquinamento e clima non vanno confusi". Spiega il fisico: "E’ difficile attribuire alle attività umane conseguenze tali da produrre variazioni climatiche. Infatti su Marte la N.A.S.A. (???, n.d.r.) registra variazioni climatiche, senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull'evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari/euro". Ancora, attenti alla demonizzazione dell'anidride carbonica e dell'effetto serra: “L'anidride carbonica è cibo per le piante: se non ci fosse, non potrebbe esistere la vita vegetale. Siccome la vita animale viene dopo quella vegetale, senza anidride carbonica, non potremmo essere qui a discuterne. È vero che essa produce l'effetto serra, ma, in assenza di tale fenomeno, la temperatura media su questo satellite del Sole sarebbe di 18 gradi sotto zero".

Inquinamento e clima non vanno confusi: è assodato. Tuttavia, a differenza di Zichichi e di altri che rivelano solo una parte della verità, denunciamo l’inquietante contaminazione della biosfera a causa dei veleni rilasciati dai velivoli commerciali e militari e di mille altre miscele tossiche, ad esempio, la diossina generata dai roghi dei rifiuti, incendi sempre più frequenti in questi ultimi mesi e che non paiono soltanto dolosi, ma, per così dire, governativi.

Insomma, governo rima con inferno e siamo sull’orlo dell’abisso, mentre ancora la stragrande maggioranza della popolazione è inebetita dal calcio, non l’elemento chimico…

Fonte: liberoquotidiano


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domenica 4 giugno 2017

Contaminazione da ftalati: sotto accusa le fibre dovute alla polimerizzazione dei carburanti avio



Gli endocrinologi hanno recentemente lanciato l’allarme: sono sempre più frequenti i casi di neonati dal sesso incerto e di maschi che manifestano più o meno spiccate caratteristiche biologiche e fenotipiche di tipo femminile.

Qual è la radice del problema? L’inquinamento ambientale e, per la precisione, la contaminazione dovuta agli ftalati, composti chimici polimerici. Gli ftalati, infatti, interferiscono sul sistema endocrino, quindi sul normale sviluppo dei caratteri sessuali. Quali sono le fonti della contaminazione? Vediamo le principali.

• Le pellicole con cui si avvolgono gli alimenti
• Gli oggetti per i neonati: poppatoi, succhiotti etc.
• Le bottiglie di plastica
• Molti cosmetici
• Molti profumi
• I prodotti per la pulizia domestica
• Le vernici
• Contenitori vari
• Last, but not least, i carburanti aeronautici la cui polimerizzazione genera appunto ftalati.

Siamo chiari: checché ne dicano i vari Kapò negazionisti, i filamenti di ricaduta che anche in questi ultimi mesi di spaventose operazioni di geoingegneria criminale, abbiamo visto in ogni dove, non sono ragnatele di Aracnidi migratori, ma fibre polimeriche. Queste fibre, che cadono sul terreno, nei laghi, nei fiumi… entrano nella catena alimentare, provocando poi gli effetti sopra descritti. Che tale forma di inquinamento sia intenzionale, deliberata o involontaria, essa comunque traduce la geoingegneria in bioingegneria, ossia in uno snaturamento ed in un’alterazione dei processi biologici: lo scenario prospettato nel romanzo distopico di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, (Brave new world) è sempre più vicino, sempre più attuale.

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Breve estratto da: "Presa diretta" (RAI Tre) "Ftalati e femminilizzazione dei feti"


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lunedì 29 maggio 2017

Imminente un collasso dell’ozonosfera a causa delle attività di geoingegneria clandestina?

Il ricercatore statunitense Dane Wigington ha recentemente proposto un articolo inerente alla disgregazione dello strato di ozono, basandosi sulle acquisizioni di uno scienziato che ha lavorato per la N.A.S.A. Sono plausibili le inquietanti conclusioni cui lo specialista, un insider, è giunto? Anche solo da un punto di vista empirico, a mo’ di conferma, possiamo constatare che sovente la vegetazione, per quanto riguarda la parte delle chiome esposte a sud, risulta come ustionata… Mala tempora currunt, sed peiora parantur.


Mainstream media (and all "official sources" of UV data) have done their best to completely hide the already extreme UV radiation dangers in the Northern Hemisphere.

Le attività di geoingegneria clandestina continuano a distruggere i sistemi vitali del pianeta, tra cui lo strato di ozono. Un ingegnere, che ha lavorato per la N.A.S.A. e che collabora con GeoengineeringWatch.org (il sito di Dane Wigington, n.d.t.) ha pubblicato un terribile rapporto circa il deterioramento dello strato di ozono. Da tempo l’esperto monitora il livello delle radiazioni ultraviolette con apparecchiature ad hoc, rilevandone un costante aumento. L’incremento dei raggi UV non è dovuto alla maggiore attività solare che è, invece, alquanto debole, ma un sintomo legato alla disintegrazione della coltre di ossigeno triatomico. […] Anche se si possono annoverare molti fattori antropici che incidono negativamente sullo strato di ozono, gli interventi di geoingegneria illegale sono di gran lunga i più dannosi.


Effects of solar UV radiation on biomolecules, cellular components and physiological responses. (Diagram credit: Royal Society of Chemistry)

Molte fonti del mainstream e canali ufficiali falsamente sostengono che l’ozonosfera al di sopra dell’emisfero meridionale sta "recuperando" (ciò con l’obiettivo di tranquillizzare l’opinione pubblica), tuttavia le informazioni raccolte ed analizzate smentiscono questa versione. Le stesse fonti di regime non accennano neppure ai danni massicci e crescenti allo “scudo” di ozono sopra l’emisfero boreale.

Gli effetti dell’esposizione alle radiazioni UV sono molto evidenti sui lati esposti al sole di molte specie di alberi. Tutte le forme di vita che sono colpite da radiazioni UV [1] sempre più eccessive sono in pericolo: negli oceani soprattutto i cetacei ed il plancton.

Se la falda di ozono dovesse collassare del tutto, la flora e la fauna, sia marina sia terrestre, ne risentirebbero in modo preoccupante.

[1] Le radiazioni UV inducono mutazioni genetiche.


Fonte: Geoengineeringwatch.org


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mercoledì 24 maggio 2017

Vai con i vaccini!



Ha suscitato e sta suscitando infuocate polemiche il decreto emanato dall’infernale governo, disposizione con cui si stabilisce l’obbligatorietà di dodici vaccini da inoculare nei più piccoli. Sullo spinoso argomento sono stati pubblicati molti articoli, elaborati parecchi studi: non pretendiamo di scrivere qualcosa di nuovo.

Nonostante ciò, ci sentiamo in dovere di indugiare su questa crociata bandita dalla ministressa Beatrice Lorenzin, titolare del Dicastero della “salute”, citando Cicerone. L’Arpinate nel De officiis afferma che l’uomo politico deve possedere in primo luogo una qualità: se essa manca, tutte le altre sono inutili. L’autore latino – ed ha ragione da vendere- si riferisce all’onestà.

Ora, è palese che nessuno dei cosiddetti “politici” di oggi dispone di tale requisito: che la ministressa Lorenzin non sia laureata in Medicina e chirurgia, ma abbia conseguito la maturità classica, è un aggravante, ma non per i motivi che di solito si invocano. Che importa! Non hai la titolo di dottore in Medicina, ma sei una persona integerrima ed intelligente: decidi allora di circondarti di collaboratori preparati e solleciti del bene comune; la collettività potrà solo trarre giovamento da un tale ministro, per quanto privo di titoli accademici. Purtroppo qui difetta del tutto l’integrità morale: interessi economici e soprattutto l’intenzione, anche mal dissimulata di nuocere alle nuove generazioni, con “antidoti” pieni di eccipienti e di conservanti tossici, sono gli unici, veri motivi di tale frenesia pro-vaccinazioni. [1]

Riflettiamo: per una visita specialistica occorre aspettare mesi, le prestazioni del sistema “sanitario” nazionale non sono gratuite, visto che il paziente, per lo meno, dopo attese snervanti e lungaggini di ogni tipo, deve sborsare il ticket. Persone colpite da patologie neurodegenerative sono costrette a mendicare miseri sussidi, con lo Stato (maiuscolo ironico) che li lesina. Nel caso dei vaccini, invece, si procede con rapidità formidabile e per giunta si offrono le prodigiose dosi gratuitamente. Qualcosa non quadra e dovrebbe indurre tutti i genitori di bambini-cavie a drizzare le antenne.

E’ palese la mala fede di chi ha architettato il criminale progetto. E’ palese la mala fede dei pupazzi (quelli impropriamente definiti “politici”) che, con i pretesti più disparati e ridicoli, si affannano per attuare il progetto che si traduce in uno sfoltimento della popolazione e soprattutto in un attacco chimico-biologico alle capacità cognitive delle nuove leve, al loro equilibrio psico-fisico.

Qui siamo oltre l’ipocrisia: mentre l’umanità è intossicata con i veleni delle scie chimiche, è inebetita e sterminata con i campi elettromagnetici e con mille altre armi che non elenchiamo per brevità, la materna ministressa si preoccupa di una pseudo-epidemia di morbillo, la soccorrevole ministressa si dimostra impensierita per i bimbi e le loro condizioni fisiche. Inverosimile, oltre che vergognoso! Siamo ai livelli – non molto alti – della campagna per la “verità” promossa da Donna Prassede e dai baldanzosi quadrumviri: la disinformazione di regime dichiara di voler combattere la “disinformazione” che è, invece, l’insieme delle poche voci libere e critiche nei confronti dello scellerato sistema. E’ un tragico gioco delle parti.

E’ ora che tutti si sveglino. E’ ora di opporsi con ogni mezzo legittimo a codesta aggressione scellerata di cui l’accanita politica a favore delle “immunizzazioni” è solo un aspetto e forse neppure il più pericoloso. Il governo ha gettato la maschera in modo plateale. Come non accorgersi dei veri scopi perseguiti dai banditi dell’esecutivo? E’ ora di opporsi con ogni mezzo legittimo a codesta aggressione scellerata. E’ ora di sconfiggere l’esercito del Male. Se non reagiremo, sarà la fine, se non è già finita…

[1] E’ gravissimo, invece, che la Signora Beatrice Lorenzin, pur avendo conseguito la maturità classica, non dimostri né la cultura né la rettitudine che gli studi umanistici dovrebbero trasmettere, anzi infondere in modo tale da formare un uomo o una donna integralmente “umani”.


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venerdì 19 maggio 2017

Analisi dei campioni di pulviscolo prelevati in quota: confermata la presenza dei metalli killer!



Sono stati recentemente eseguiti i primi prelievi in quota per mezzo di un drone semi-professionale. I prelievi si sono avvalsi del "DJI Drone Phantom 4", fornito di videocamera in alta risoluzione (12 MP/4K) e sistema di controllo GPS. A bordo del velivolo radiocomandato è montato un kit (realizzato ad hoc) che aspira l'aria in quota e la deposita su filtro 3M. Il drone ha raccolto, in più sessioni, residui di pulviscolo in un’area non antropizzata, ma costantemente attraversata da corridoi di discesa impiegati da aviogetti civili in avvicinamento allo scalo aeroportuale di Nizza. E’ stato dunque seguito un protocollo rigoroso con il fine di prelevare campioni utili a rilevare i composti chimici presenti in atmosfera in relazione alle attività di biogeoingegneria criminale.



Come sito, è stata scelta un’area dell’entroterra ligure adatta all’uopo. I prelievi sono stati eseguiti in più sessioni, quindi il filtro di raccolta è stato smontato e le polveri accumulatesi su di esso sono state sottoposte alla procedura idonea ad analizzarle con reagenti della Osumex, come indicato dal produttore del kit. I risultati sono inequivocabili: il campione palesa, ancora una volta, la presenza di manganese, cadmio, cobalto, rame e mercurio. Il colore del reagente, infatti, punta dal verde oliva all'arancione, il che, in rapporto alla tabella di riferimento, conferma che in atmosfera sil rilevano forti concentrazioni dei metalli già trovati nel carburante Jet-A1 dalla scienziata svizzera Ulrike Lohmann, professoressa di Fisica dell’atmosfera presso l’ETH di Zurigo. Nei carburanti avio (e quindi nell'aria che respiriamo) sono presenti anche i due metalli killer già noti e cioè l'alluminio ed il bario [1], ma sfortunatamente i reagenti forniti dalla Osumex non permettono di rintracciare questi elementi neurotossici.


Analisi dei residui carboniosi estratti dal turbofan di un velivolo commerciale Boeing 777. Il campione, immesso nel reagente, mostra la presenza di cadmio, rame, cobalto. Si noti il colore della porzione superiore nella fiala usata per il test e lo si confronti con la scheda di riferimento.

Se possibile, saranno eseguiti altri campionamenti sempre sulla base di una procedura precisa e razionale. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che, con il loro fattivo contributo, hanno permesso di realizzare il progetto. Ci ripromettiamo di organizzare altre iniziative a corollario di questa, in linea con tutte le altre attuate in questi anni. Intanto prosegue la raccolta fondi al fine di affiancare, se possibile, le costose analisi sprettroscopiche a quelle relativamente più economiche tramite kit Osumex. Queste analisi saranno eseguite con il metodo dei reagenti, come in questo esempio. Qui il link per contribuire alla campagna tramite Paypal. In alternativa è possibile effettuare un bonifico bancario (IBAN: IT48I0617522700000001977280 - Causale: "Campagna prelievo in quota") o su carta Postepay (4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R). Di seguito il filmato relativo ad alcuni voli eseguiti con il DJI Phantom 4.


[1] Le dichiarazioni della Dottoressa Lohmann (Qui la video intervista):

"Sappiamo che gli scarichi degli aerei emettono fuliggine e particolato e quindi volevamo sapere qual è la composizione chimica dei rilasci. Queste misurazioni sono state fatte poche volte. Nell’anno 2013 abbiamo avuto l’opportunità di misurare le emissioni di turbine all’aeroporto di Zurigo, insieme all’Ufficio federale dell’aviazione,e abbiamo potuto praticamente esaminare la composizione chimica dei gas di scarico di alcune turbine. Abbiamo trovato soprattutto fuliggine, che è essenzialmente puro carbonio che fuoriesce, quindi particelle di fuliggine, come nei gas di scarico delle macchine. Ma troviamo anche metalli nei gas di scarico degli aeromobili: troviamo 16 diversi metalli e tra le altre cose abbiamo trovato alluminio e bario, come già detto, proveniente dal cherosene e dall’olio e l’alluminio potrebbe derivare dalle turbine. Abbiamo fatto misurazioni anche sul combustibile stesso, rilevando la presenza in ambito PM di quello che si trova di concentrazione di alluminio e bario nel combustibile".


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giovedì 18 maggio 2017

Il biossido di carbonio, il gas della vita



Un recente documentario, intitolato “Carbon dioxide, the pollutant debunked”, dimostra che il biossido (o diossido) di carbonio – la dicitura “anidride carbonica” è obsoleta ed imprecisa – non è, a differenza di quanto affermano i buffoni della climatologia e gli ignoranti, un inquinante né tanto meno il responsabile di un inesistente riscaldamento globale. Questi i punti fermi sul CO2.

• Il biossido di carbonio è un gas la cui incidenza su un supposto aumento delle temperature globali è minimo; sono, invece, il metano e soprattutto i composti dello zolfo a poter determinare un incremento dei valori termici.

• La concentrazione in atmosfera di CO2 è attualmente molto bassa, rispetto ai livelli raggiunti in passato. In assoluto attualmente si registrano i livelli più bassi nella storia del pianeta Terra!



• Il biossido di carbonio è indispensabile alla vita sulla Terra: senza CO2 il fitoplancton e le piante morirebbero. Senza le piante, non esisterebbe la fotosintesi clorofilliana che rifornisce l’atmosfera di ossigeno.

• I rapporti degli “scienziati” che cianciano di “global warming” sono una truffa.

• Di per sé un accrescimento naturale delle temperature non è una calamità: si ricordi l’optimum climatico che, tra il secolo XII e XIV consentì ai Normanni di stabilire degli insediamenti in Groenlandia dove furono praticati l’agricoltura e l’allevamento. I Normanni, dopo aver colonizzato le coste meridionali della Groenlandia, si diressero in America di cui sono i veri scopritori, poiché gli Uomini del Nord furono i primi ad attribuire al nuovo continente un nome. Essi lo chiamarono Vinland che significa “terra della vite selvatica” o “terra delle praterie”.

• L’attività solare e la geoingegneria clandestina sono i fattori che maggiormente influiscono sui fenomeni climatici e meteorologici, non il CO2.

• L’enfasi sul biossido di carbonio, demonizzato a spron sbattuto, serve ad inasprire la pressione fiscale (si pensi alla famigerata “carbon tax”) ed a distogliere l’attenzione dalle vere cause dei disastri ambientali e climatici.

• Il CO2 contiene carbonio, l’unico elemento chimico insieme con il silicio, in grado di formare naturalmente delle catene. Il carbonio è l’elemento della vita per eccellenza ed i criminali lo sanno…

Articolo correlato: Il problema dell’anidride carbonica, 2017



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domenica 14 maggio 2017

Sotto la sabbia – L’ordito minimo della realtà



Pubblichiamo la recensione di un importante documentario realizzato dal giornalista Fausto Trombetta: sebbene il reportage, intitolato “Sotto la sabbia – L’ordito minimo della realtà”, non affronti in modo esplicito il tema della biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche, vi si squaderna un inquietante spaccato delle varie fonti di inquinamento (Ostia è un caso limite, ma la situazione altrove non è rosea né molto differente), in particolare con l’elettrosmog che, come è noto, è legato al problema della “guerra ambientale”. Il reportage si segnala, oltre che per efficacia nell’informazione, per l’accuratezza nella regia, nel montaggio e nella sceneggiatura. Di seguito la presentazione firmata da Marco Claudio Fusco.

Si intitola "Sotto la sabbia - L'ordito minimo della realtà", il documentario scritto e diretto dal giornalista Fausto Trombetta. Dopo un lungo anno di presentazioni nei festival e in diversi contest internazionali, è finalmente disponibile una versione on line della produzione, in cui si racconta il dramma delle patologie oncologiche. In “Sotto la sabbia” si snocciolano le testimonianze ed i numeri di Ostia dove si osserva una notevole incidenza di malattie tumorali e leucemie infantili, tra le più alte d'Italia. Attraverso la testimonianza di medici, pazienti, specialisti, genitori di bambini affetti da leucemia, associazioni e semplici cittadini, è stato possibile disegnare un quadro generale della situazione del decimo municipio di Roma..



Il regista: "Ostia è una bomba ecologica".

Mediamente un uomo su due ed una donna su tre si ammalano di una neoplasia. In Italia ogni giorno mille persone scoprono di essere malate. In media, un uomo ogni tre ed una donna ogni sei muoiono per patologie oncologiche. Secondo il regista Fausto Trombetta, il dato su Ostia è superiore alla media nazionale. L’autore denuncia l'assenza di un registro dei tumori e la scarsità di dati epidemiologici, tuttavia i numeri disponibili sono impressionanti: circa 12 mila ricoveri annui, con il 75% di degenze per tumori maligni. La "World Foundation of Urology" sulla questione si è espressa in maniera inequivocabile, dichiarando che sul litorale romano si muore troppo a causa del cancro. I dati dell'ospedale “G.B. Grassi” a cominciare dalle cartelle cliniche, lasciano emergere l'aumento di patologie dell'apparato respiratorio. Il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale registra, in uno studio recente, come il numero di leucemie infantili sia superiore del 30% rispetto alla media nazionale.

Nonostante questi dati allarmanti, il fenomeno non è affrontato con la dovuta serietà dalle autorità politiche e sanitarie locali.

Nel documentario si snodano le testimonianze di tante persone che hanno vissuto in prima persona la tragedia della malattia. Non mancano i tentativi di indicare alcune piste, per identificare le cause. Nel reportage, le idee di Fausto Trombetta sono molto chiare: "Ostia non è la Terra dei fuochi. Qui il mostro è mimetico e tentacolare". Sotto accusa nel documentario: l'inquinamento elettromagnetico, le radiazioni ionizzanti dalle nuove scogliere frangiflutti, la presenza di tetti e coperture in Eternit, strutture che rilasciano polveri d'amianto; l'uso di diserbanti, l’uso di pesticidi e concimi chimici nelle campagne.

Fonte: blastingnews


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mercoledì 10 maggio 2017

Dalla caccia al personaggio alla caccia alle streghe



Caccia al personaggio

• E’ una donna.
• Il suo contegno è spocchioso e dispotico, ma l’arroganza è intervallata, a blandizie.
• E’ tutta compresa del suo ruolo.
• Ritiene di saper distinguere tra il bene ed il male, tra vero e falso.
• E’ convinta che bisogna inculcare la sua visione del mondo negli altri.
• Non si stanca mai di combattere le sue crociate per il trionfo del bene.

Chi è? No, non è la Signora Laura Boldrini, Presidente della Camera dei deputati. Siete voi ad essere maliziosi… Gli indizi riportati sono i tratti distintivi di donna Prassede, celebre personaggio dei “Promessi sposi”. Davvero, però, la letteratura a volte rispecchia in modo icastico la realtà. Così leggere o rileggere il ritratto di donna Prassede, l’aristocratica che ospita Lucia a Milano, assieme al consorte, don Ferrante, dopo che la giovane è stata liberata dall’Innominato, è quanto mai illuminante.

Caccia alle streghe

La Signora Laura Boldrini pare una figura letteraria catapultata nella nostra povera Italia e proiettata sulla terza poltrona della Repubblica per annunciare, dall’alto del suo scranno, la Verità. Non è un’esagerazione: la Presidente della Camera, attorniata dai quadrumviri e da vari littori, è purtroppo persuasa di possedere la Verità e di doverla dispensare in ogni dove. E’ un atteggiamento dogmatico, manicheo che non ammette né critiche né discussioni. Secondo quali criteri colei ed i suoi collaboratori possano discernere tra notizie autentiche ed informazioni ingannevoli, secondo quali procedimenti si possa distinguere una fonte sincera da una spuria, non è dato sapere. Mistero della fede. Bisogna credere e fidarsi: assurdo! Uno storiografo sa che è arduo sceverare tra documenti veridici e documenti infondati, senza dimenticare che in molte fonti si intrecciano ragguagli più o meno plausibili. Questi qui gettano alle ortiche il metodo scientifico che è fondato sull’analisi paziente e sulla verifica delle acquisizioni, per sbandierare le loro “verità” preconfezionate. Ora, di quali inesplicabili e portentose abilità dispongono la Signora Boldrini ed accoliti per stabilire, con un taglio netto, preciso, che cosa è veritiero e che cosa non lo è? Da chi possono ricavare queste certezze? Forse da sedicenti “esperti” della comunicazione e della Rete? Chi controllerà i controllori? Chi decide chi è “esperto” e chi non lo è?

Le iniziative in esame ricordano da vicino la diabolica prassi della “Santa” Inquisizione, depositaria della “Verità” cattolica che è, invece, solo un insieme di dogmi. Non bisogna sottovalutare le campagne della Signora Boldrini. Ella non demorde e, con la furia di un Erinni, ha bandito una sorta di caccia alle streghe.

Recentemente la nostra eroina ha organizzato in una sede istituzionale un incontro cui hanno presenziato, oltre ai famigerati quadrumviri, il Presidente di Confindustria (?), il Ministro, pardon, la Ministressa dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Signora Valeria Fedeli nonché, come cantastorie di corte, Geppi Cucciari.

Ci piace qui soffermarci sulla simpatica Geppi, prima di esaminare il sintomatico intervento della Signora Fedeli. La soubrette è apparsa a disagio, come un pesce fuor d’acqua, costretta lei che comunque è dotata di un’innata vena satirica, ad adulare personaggi per cui non nutre alcuna stima, pur scoccando ogni tanto qualche freccia spuntata. Lo spettacolo è stato davvero patetico: si constata, con infinita amarezza, come ci si possa abbassare alla cortigianeria ed al mercimonio per restare all’interno di un sistema che, per quanto orrendo, garantisce denaro, successo e privilegi, almeno fin quando li garantisce… Forse, attraverso un lapsus freudiano o un superstite sussulto di dignità, la Cucciari ha “sbeffeggiato” l’iperattivo Paolo Attivissimo, affermando che vorrebbe una foto dello storico negazionista sul comodino, quindi vicino al letto… Ci pare che colui sia vicino al letto, ma appunto come scendiletto. Insomma, la cabarettista è stata una nota stonata nel contesto della marcia funebre suonata da un’orchestra di larve. Dispiace che il talento artistico, per quanto non eccelso, sia venduto per un piatto di lenticchie. Il discredito per tale autodegradazione resta come macchia indelebile ed è ancora più umiliante per chi avrebbe preservato il suo onore, se avesse declinato di partecipare a questa tristissima mascherata.

Accennavamo prima alla dotta prolusione della Ministressa Fedeli: è stata un’allocuzione sintomatica, piena di quei tic linguistici ed ideologici che punteggiano il linguaggio invertito dei “potenti”. Con la Fedeli il Ministero dell’”istruzione” si è trasformato ipso facto nel Ministero della “verità”, il dicastero di orwelliana memoria: moralismo di facciata, culto del sistema, malcelato astio ed insofferenza nei confronti delle voci libere, fanatismo, autocelebrazione, volontà stalinista di indottrinare insegnanti ed allievi, considerazioni capziose sul concetto di formazione ed informazione, spudorato stravolgimento della realtà per cui le notizie vere, ma scomode per l’establishment, sono bollate come fallaci e vice versa, settaria propaganda a tal punto che Goebbels, in confronto, risulta non un dilettante, ma un deficiente. Questo è il quadro di un’arringa che possiamo definire, senza tema di smentita, incarnazione dell’odio e della paura: è un’avversione congenita, incoercibile nei rispetti della cultura e della scienza, soprattutto della libertà di pensiero; è il terrore di chi trema di fronte alla Verità, paventando che il castello, costruito dai compagni di merende su fondamenta di bugie e con pietre di inganni, crolli su di loro e li seppellisca per sempre.

Dello stesso tono e “stile” sono stati i discorsi pronunciati dagli altri ospiti di Madame Pompadour. Com’era facile immaginare, per darsi un contegno, hanno abusato delle solite parole e locuzioni straniere (fact checking, fake news…): è stata la consueta solfa, confusa e fuorviante, a base di deliri, di nessi privi di nesso, di idiozie al cubo (“post verità”, “cittadinanza digitale”, “qualità dell’informazione”, “dibattito democratico”…), spacciate per argomentazioni profonde.

Significativo che i coltissimi conferenzieri si siano sentiti in obbligo di anticipare certe contestazioni: “Non è censura la nostra” (come no!), “Non vogliamo istituire il Ministero della verità” (come no!). Allora Silvio Berlusconi è altissimo, Matteo Renzi è intelligente, Beppe Grillo è pacato, Sergio Mattarella è esuberante: ma a chi credono di raccontare le loro fandonie?!

Le raccontano purtroppo. Le raccontano in primo luogo attraverso i media di regime ed inoltre attraverso numerosi portali-civetta (ad esempio, La chiave orgonica), gestiti direttamente o indirettamente dal governo e con il contributo della disinformazione di Stato. Questi siti pubblicano notizie fraudolente, ma con una vaghissima apparenza di credibilità: le frottole, abilmente mescolate ad una pseudo-verità, si diffondono con velocità strepitosa, eclissando lo studio, quello sì genuino, di un ricercatore. Le fandonie sono poi usate come pretesto per generalizzare e dimostrare che la Rete è piena di sciocchezze: così si giustificano politiche censorie ai danni dei pochi siti indipendenti, mentre i produttori di baggianate continuano indisturbati a sfornarle.

E’ dunque in questo modo che funziona il negazionismo di regime nelle sue innumerevoli e deleterie articolazioni. E’ bene conoscere le strategie governative per contrastarle nel modo più efficace possibile. Conosci il tuo nemico.


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sabato 6 maggio 2017

Fungo Candida auris resistente ai farmaci: nuovo allarme negli Stati Uniti d’America

Pubblichiamo un articolo inerente all’allarme per la diffusione di un fungo resistente ai farmaci: sappiamo che funghi, batteri ed altri patogeni sono “inquilini” tipici dei carburanti avio [1], il tutto quindi, di là dal terrorismo psicologico dei medici statunitensi, si collega o si può collegare alle attività di biogeoingegneria clandestina, ossia all’impiego di combustibili per aviazione piuttosto pericolosi per la salute. Si noti che l’infezione micotica in oggetto trova il suo focolaio privilegiato negli ospedali, non solo per la carenza di igiene che affligge alcune strutture sanitarie, ma pure perché i degenti spesso, a cause di “terapie” debilitanti a base di cortisone, di vaccinazioni selvagge, di un’alimentazione inadeguata etc. hanno un sistema immunitario molto debole, vulnerabile all’attacco di batteri e miceti.



La Candida auris, nota anche col nome di superfungo per la sua resistenza ai farmaci, torna a far tremare gli Stati Uniti dove, senza mezzi termini, si evoca una ''minaccia globale per la salute''.

Negli ultimi mesi, a New York, sono stati registrati ben quarantaquattro casi di infezione da Candida auris resistente ai farmaci, nonché diciassette morti, anche se non è stato possibile verificare il legame diretto tra il decesso ed il superfungo.

Il superfungo Candida auris fu isolato per la prima volta nel 2009 nell'orecchio di un anziano giapponese ricoverato a Tokyo. Il patogeno poi dal Giappone si è diffuso anche in altri paesi come appunto gli Stati Uniti, dove il primo caso fu registrato 2013. Esposti sono soprattutto anziani e neonati. Il patogeno si insedia facilmente su attrezzature e strumenti usati in àmbito ospedaliero; entra in circolo nel sangue e causa infezioni sistemiche.

I medici statunitensi spiegano che la diffusione e l'infezione dovuta alla Candida auris spesso avviene proprio nei nosocomi fra persone che sono ricoverate da tempo. E’ necessario quindi promuovere la prevenzione all’interno degli ospedali: è opportuna un’accurata pulizia delle camere con prodotti specifici, l’isolamento dei soggetti colpiti fino alla guarigione e la decontaminazione cutanea con farmaci idonei.

[1] Colture microbiologiche nei carburanti per aviazione - Queste consistono in organismi viventi che si formano nell'interfaccia tra acqua e combustibile; sono incluse forme protozoiche, funghi e batteri. I funghi (vita vegetale) sono la forma biologica più dannosa perché facilitano il mantenimento in sospensione delle ruggini; tale forma inoltre si attacca alle superfici metalliche e non metalliche e può provocare danni ai sistemi di indicazione quantità. Se arriva al motore questa forma biologica favorisce enormemente l'impastamento degli organi di controllo del flusso, delle valvole, ecc.

Le colture si trovano generalmente ove si trovano delle sacche di combustibile stagnante con presenza di acqua. Quest'ultima è necessaria allo sviluppo delle forme microbiologiche nel combustibile; anche tracce di polveri metalliche favoriscono la crescita delle colture, ma l'acqua è l’elemento base. I microrganismi formatisi causano a loro volta gravi danni alle strutture metalliche a causa delle reazioni chimiche che insorgono tra gli acidi organici prodotti dalla coltura e alcune sostanze presenti nel carburante. Le contaminazioni microbiologiche vengono favorite da temperature e gradi di umidità più alti del normale (es. climi tropicali).

Fonti:

- Affariitaliani.it
- Corriere.it


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domenica 30 aprile 2017

Nanobots negli organismi umani dal 2030



Pubblichiamo un articolo in cui è delineata la fusione uomo-macchina attraverso nanostrutture [1] introdotte negli organismi. La conoscenza della biogeoingegneria e dei suo sinistri addentellati ci permette di vedere nelle “previsioni” di Evans e Kurzweil una situazione in gran parte già realizzata. Le virgolette all’interno del testo sono nostre.

L’”esperto” di scenari futuri, Dave Evans, ha recentemente condiviso i suoi convincimenti circa l’interazione uomo-macchina prossima ventura. In un'intervista rilasciata a James Bedsole, Evans ha illustrato le prospettive evocate da un altro “specialista” del settore, Ray Kurzweil. Kurzweil si riferisce a nanobots negli organismi umani entro il 2030.

Raymond Kurzweil, ingegnere ed esponente di spicco di Google, sembra avere talento per le predizioni accurate. Egli ha ribadito le sue anticipazioni a proposito della cosiddetta singolarità tecnologica che avverrà entro il 2045. Per Kurzweil, questo non si tradurrà in un mondo dove l’”intelligenza” artificiale controllerà tutto e tutti, ma in una società in cui gli esseri umani saranno alimentati dalle nanostrutture.

Kurzweil ritiene che, come conseguenza della fusione tra uomo e macchina, i nanobots albergheranno negli organismi dal 2030. Questi robot microscopici, fluendo nelle vene e nelle arterie, ci terranno sani (sic) e trasferiranno i nostri pensieri ai sistemi informatici.

Evans ritiene che il nesso tra tecnologia e biologia non sia affatto peregrino. Egli descrive tre fasi su come questo nesso diventerà sempre più stretto: la fase attuale con microchip indossabili, lo stadio di integrazione con impianti neurali e simili, infine il punto in cui si potranno sostituire neuroni ed organi naturali con i corrispondenti artificiali.

Fonte: futurism.com

[1] In merito alla diffusione surrettizia nell'ambiente di nanostrutture (smart dust) ricordiamo il documento reso pubblico dalla N.A.S.A. nel 2013, per voce del Dottor Dennis M. Bushnell, “scienziato capo” che opera nel famigerato "Langley research center". Il testo si intitola in modo eloquente “Future strategic issues – Future warfare”, ossia “Questioni strategiche del futuro – Il sistema bellico futuro”. Il sottotitolo non è meno significativo “The ‘bots, ‘borgs & humans welcome you to 2025 A.D”., “Gli automi, gli esseri bionici e gli uomini ti danno il benvenuto nel 2025”.


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mercoledì 26 aprile 2017

Giordano Difiore, Scie chimiche

E’ noto che l’industria musicale e quella cinematografica sono in gran parte controllate da corporations che non mirano solo al profitto, ma pure a trasmettere messaggi volti a propagandare l’ideologia del sistema. Ciò nonostante, qualche artista e qualche intellettuale riesce ad emanciparsi dal controllo e dall’indottrinamento per esprimere una forma di dissenso, per privilegiare la creatività rispetto alle esigenze del mercato. E’ il caso di Giordano Difiore, giovane cantautore milanese, che ha scelto di intitolare in modo emblematico il suo album “Scie chimiche”. La title track è una canzone ironica ed autoironica quanto basta, venata del disincanto che domina questi tempi la cui unica prospettiva pare quella di non avere prospettive. Merito non piccolo di questo autore engagé è la critica rassegnata, ma graffiante nei confronti della noncuranza che accompagna la presente generazione: quanto più i problemi s’ingigantiscono, tanto più le “nuove leve” della società sprofondano nell’inerzia.

Di seguito la recensione dovuta alla penna di Cristian Brighenti
.



Ad un primo, fugace ascolto questo “Scie chimiche” sembra uno dei primi, ispirati dischi di Luca Carboni. Invece, tra le canzoni di questo nuovo album si nasconde Giordano Di Fiore, abile cantautore della Milano che suona nonostante tutto. Questo “Scie chimiche” regala momenti impegnati, come nei dischi degli anni ’70, quando i cantautori cercavano di formare una coscienza popolare attraverso la musica. Uno degli episodi più significativi è appunto il brano “Novecento”, dove si cita addirittura L'Unità in mano, anche se forse rispetto agli anni settanta il cantautorato moderno appare più rassegnato e disilluso.

Una volta, perché nello spazio-tempo della storia c'è sempre spazio per "l'una volta", i cantautori, soprattutto quelli impegnati, potevano guardare al futuro con un briciolo di speranza, adocchiando qualche refrain intrigante come spunto per futuri miglioramenti della specie, quella evoluzione "mentale" che, invece, si è fermata di botto, all'ingresso del "futuro" che stiamo vivendo. Questi dolori "di parto" sono raccontati in “Oriente”, in “In bilico”, tracce molto "cupe" e rassegnate, che sembrano immergersi nel grigio delle vecchie fabbriche, dove gli operai sorridevano e sorridono ancora con disagiata ma dolce ed amorevole rassegnazione.

Scie chimiche” vive di musiche e di atmosfere contrastanti: in “Città inutile” si torna ad un sound più sbarazzino. Gli arrangiamenti del disco sono ben curati, anche se non abbondano di "suoni": Difiore cerca con semplicità di creare le atmosfere adatte per ogni canzone, ad esempio risulta molto intrigante, in molti pezzi l'uso della voce raddoppiata su ottave diverse, come nelle produzioni di Fabrizio Moro, sebbene qui la voce di Difiore cerchi meno gli effetti rauco\graffianti del cantautore romano.

Come in ogni lavoro di musica italiana, è presente anche il tema amore, tema tanto caro ad ogni persona, qualunque sia l'estrazione sociale, la cultura, la fede politica, sportiva o religiosa, ed in un disco come “Scie chimiche” anche l'amore ha le parvenze rassegnate di una pressa da fonderia, qualche volta con episodi che trasportano l'ascoltatore dalle chitarre acustiche anni '70 ai suoni più elettronici e rappati.

In definitiva, questo Difiore sorprende per l'originale mix che generosamente ha creato per questo “Scie chimiche”. Un prodotto quietamente rivoluzionario. […] Tra un Carboni e un Difiore per sé stesso, purtroppo vien da dire che Difiore ci ha beccato in pieno nel fotografare la situazione italiana e mondiale attuale: l'unica bandiera che si sta alzando è quella del ...chissenefrega... senza rancore...

Fonte: Tuttorock


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venerdì 21 aprile 2017

Errata corrige



Dopo anni di divulgazione, purtroppo sono ancora diffusi alcuni luoghi comuni a proposito della geoingegneria clandestina ed addentellati. Pur nella consapevolezza di ripetere in parte contenuti su cui abbiamo altre volte indugiato, riteniamo opportuni alcuni richiami.

• La geoingegneria illegale non è in alcun modo legata all’esigenza di ridurre il cosiddetto riscaldamento globale (che è una truffa) e le emissioni di biossido di carbonio in atmosfera. Tutti gli inconcludenti discorsi incentrati su tale nesso sono fumo negli occhi, il tentativo maldestro di giustificare operazioni che hanno preminenti scopi strategici e demografici.

• Non è vero che le scie chimiche preannunciano o causano le piogge: spesso, dopo intense inseminazioni igroscopiche, cadono misere precipitazioni che sarebbero state, invece, copiose, se non fossero stati aggrediti i fronti perturbati. Quando l’area anticlonica è possente, è inevitabile che qualche goccia qua e là cada o che si scatenino violenti nubifragi in aree circoscritte.

• Le attività di avvelenamento globale non sono compiute per mezzo di misteriosi velivoli privi di contrassegni, ma quasi sempre attraverso aerei di linea (passeggeri e cargo), usando sia carburanti speciali sia composti chimici ad hoc.

• La geoingegneria bellica non è un insieme di progetti che devono essere ancora attuati, ma una deleteria prassi quotidiana da almeno una trentina d’anni.

• Non è corretto affermare che solo i paesi aderenti alla N.A.T.O. sono sottoposti agli attacchi chimici e biologici: tutti gli Stati che dispongono dell’aviazione militare e sono attraversati da rotte civili sono, in misura maggiore o minore, coinvolti nelle operazioni in esame. Si può anzi asserire senza tema di smentita che, essendo l’O.N.U. a gestire l’Agenda 21, ossia lo sfoltimento di alcuni gruppi della popolazione mondiale con il pretesto di proteggere le risorse naturali, ogni nazione, dal momento che aderisce al criminale apparato internazionale, è bersagliata.

• Non è vero che gli scienziati adoperano solo il termine “geoingegneria”, disdegnando il lessema “chemtrails” (in italiano reso con la dicitura “scie chimiche”): lo stesso Herndon impiega entrambi i vocaboli, considerandoli equivalenti ed intercambiabili da un punto di vista concettuale, in quanto riferiti comunque ad una sistematica distruzione dell’ambiente ed all’intossicazione degli esseri viventi. L’arsenico è e resta un veleno, anche se lo chiami “essenza di bergamotto”.

• E’ una falsità ribadire che la comunità scientifica (quella vera, non la fanatica setta dei negazionisti a cottimo) ignora la biogeingegneria assassina: scienziati e ricercatori (biologi, medici, climatologi, fisici, chimici, botanici, storici, glottologi… ) che l’hanno sviscerata e la denunciano sono in numero considerevole!

• Non è esatto ripetere che si ignora chi abbia ideato e perpetri il genocidio noto anche come “scie chimiche”: si conoscono le multinazionali che si trovano nella cabina di regia [le corporations agro-alimentari (in primis la Monsanto e la Dupont), le industrie farmaceutiche (Bayer, Merk), quelle belliche (Raytheon etc.), gli enti per lo studio e la protezione (sic) degli ecosistemi e della salute (N.O.O.A., C.D.C. etc.), istituzioni “scientifiche” (N.A.S.A.), ministeri, governi, strutture militari (D.A.R.P.A.)... Le associazioni “ambientaliste” (in Italia Lega ambiente, Italia nostra, Greenpeace, F.A.I. etc.), quando non gestiscono direttamente la propaganda e la pericolosa disinformazione, contribuiscono a creare una cortina fumogena per confondere l’opinione pubblica e per dirottare il dibattito inerente a temi ambientali sul falso problema del biossido di carbonio. Anche gli scopi sono arcinoti: per rinfrescare la memoria circa strategie ed obiettivi, rimandiamo al volume “Scie chimiche: la guerra segreta”, 2015, all’omonimo documento-video ed al recente “Scie chimiche: tutti devono sapere!”, 2017.

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