sabato 29 agosto 2015

Siccità in Brasile ed in Cile



Correttamente l’attivista californiano Dane Wigington lancia l’allarme circa una condizione di siccità pressoché planetaria. Ad essere colpiti dall’aridità sono numerosi paesi o aree nel mondo, per la precisione 36: Australia, Cuba, Iraq, Iran, Mongolia, Siria, Stati Uniti occidentali, Nuova Zelanda, Venezuela... Negli ultimi anni anche il Brasile ed il Cile sono alle prese con la penuria di precipitazioni: sono stati in cui il fenomeno è recente e di origine artificiale. La stessa regione dell’Amazzonia sta conoscendo i problemi legati alla scarsità di piogge. Ciò è doppiamente paradossale, perché le foreste pluviali a causa dell’elevata evotraspirazione dovrebbero essere bagnate da scrosci costanti e poiché l’aumento delle temperature (un aumento indotto dalle armi chimiche ed elettromagnetiche!) dovrebbe, come ci ricorda Wigington, determinare una crescita dell’umidità atmosferica. Ad un grado in più di temperatura, infatti, corrisponde un incremento pari al 7 per cento dei valori igrometrici. I modelli climatici, molti dei quali elaborati dal N.O.A.A., preannunciano un aggravamento della situazione. Come può il N.O.A.A. preconizzare tale trend, se non è, insieme con molte altre agenzie, coinvolto nelle pesanti manipolazioni del tempo su scala globale?

Che cosa si prevede (o è stato programmato?) intanto per il Brasile ed il Cile? Ce lo riferisce il meteorologo Eric Leister.


Mentre l'estate volge al termine, la stagione autunnale comincerà con alcune tempeste in alcune regioni di Argentina, Paraguay, Uruguay e Brasile. Nel frattempo, la siccità continuerà ad imperversare nel Brasile orientale.

Qualche pioggia ha bagnato talune delle regioni più colpite, ma i modelli climatici si indirizzano verso un peggioramento. L’estate si è rivelata asciutta in tutto il Cile centrale e le condizioni si perpetueranno.

La siccità persiste o si aggrava in Brasile orientale. Interi territori del Sud America sono nella morsa di una grave aridità, soprattutto la regione meridionale da Brasilia a San Paulo e Rio de Janeiro. Mentre queste zone altamente popolate sono state al centro dei titoli dei giornali, i media hanno ignorato il problema che sta mordendo le aree del nord-est, con gli stati di Bahia e Piaui e le coste caraibiche.

Le precipitazioni saranno ben al di sotto normale in tutto il nord-est del Brasile durante la stagione autunnale: i fronti perturbati conosceranno uno stallo anche a sud, all'inizio della stagione. "La siccità probabilmente peggiorerà in tutta la regione nel suo complesso", ha affermato il meteorologo Jason Nicholls. Qualche pioggia benefica cadrà negli stati di Goias, Mineas Gerais, Espirito Santo. Tuttavia, con l’avanzare della la stagione, è previsto un ritorno al clima più secco, mentre i temporali si concentreranno tra Brasile sudorientale, Argentina e Uruguay. [...]

Il tempo siccitoso perdurerà per gran parte dell'estate a Santiago del Cile anche con temperature al di sopra delle medie. Un altro fattore di questo modello di tempo più caldo del solito è che sarà dominato da zone di alta pressione. Queste aree di alta pressione impediranno ai fronti freddi di raggiungere il Cile centrale. Mentre le prime piogge significative di solito arrivano nel mese di aprile o all'inizio di maggio, per avere qualche scroscio più consistente bisognerà aspettare sino a giugno.

Fonte: accuweather.com

Articolo correlato: Mongolia, secondo stato al mondo a soccombere sotto i colpi della geoingegneria, 2015

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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 26 agosto 2015

La vera meteorologia contro le falsificazioni del negazionismo



Ormai lo schema è sempre il medesimo: periodi più o meno lunghi di siccità sono punteggiati da fenomeni violenti (nubifragi, trombe d’aria, burrasche). Questa alternanza di aridità e di piogge rovinose, concentrate sia nello spazio sia nel tempo e, per tale ragione, spesso all’origine di sfaceli, non dipende certo dal tanto sbandierato aumento di biossido di carbonio in atmosfera, ma da interventi militari. Infatti, un incremento della percentuale di CO2 dovrebbe determinare una maggiore piovosità distribuita complessivamente in modo omogeneo nelle varie zone e nei mesi dell’anno, secondo i parametri della zona climatica: il regime pluviometrico dovrebbe essere più regolare ed equilibrato, non contraddistinto da spaventose discrepanze cronologiche e regionali né da fenomeni violenti. Eppure assistiamo a tempeste che si accaniscono quasi sempre negli stessi territori, laddove altre plaghe restano all’asciutto. Si pensi, a titolo di esempio, al netto contrasto tra le condizioni atmosferiche della West Coast (dalla California all’Alaska) isterilita da una pluridecennale carenza di piogge ed il Midwest, non di rado flagellato da piogge torrenziali.

Quindi, quando i “meteorologi”-disinformatori asseriscono che gli estremi meteo-climatici di questi ultimi anni sono dovuti ad una maggiore concentrazione di gas serra, mentono, giacché la veemenza delle precipitazioni da un lato, la tenace siccità dall’altro, si possono spiegare solo chiamando in causa massicci interventi di geoingegneria clandestina. Ne è la prova il fatto che, se per poche ore la dispersione di metalli e di altri veleni è, per qualche motivo, interrotta, il tempo recupera la sua omeostasi, i suoi ritmi naturali. Esigenze strategiche impongono che l’aria sia costantemente il più possibile secca ed elettroconduttiva, dunque, allorquando si forma una cella temporalesca, gli aerei intervengono affinché la sua energia si scateni in poco tempo ed in una regione non estesa in modo da lasciar subito dopo libertà d’azione ai geoingegneri: ne seguono i noti disastri che si avvicendano con sempre maggiore frequenza, calamità sciorinate dalla cronaca anche recente.

La vera meteorologia considera un concorso di fattori naturali ed indotti, con le cause artificiali che, piaccia o no, soverchiano oggigiorno le dinamiche ambientali: poiché le manifestazioni atmosferiche sono in moltissimi casi ingegnerizzate, è necessario altresì ridefinire il lessico inerente.

Bisogna adoperare termini ed enunciati specifici con cui rispecchiare una fenomenologia stravolta da decenni di manipolazioni. Così diciture e frasi appropriate sono le seguenti:

• “coltre igroscopica”, ossia strato di particolato neurotossico che riduce l’umidità atmosferica;
• “tornado artificiale”;
• “siccità indotta”;
• “effetto serra intensificato dalle coperture chimiche”;
• “velature tossiche, basse e disseccanti”;
• “archi chimici” o “chembow”;
• “neve sintetica”;
• “pioviggini alcaline”;
• “scie (chimiche) evanescenti di mantenimento”;
• “scie (chimiche) persistenti atte a bloccare o a distruggere un fronte perturbato”;
• “nebbia neurotossica di ricaduta”;
• “sconvolgimenti climatici connessi ad operazioni chimiche”.

Il linguaggio deve aderire alla realtà ed alla verità, altrimenti rischia di diventare una contraffazione. Contraffatto, mendace e forviante è, infatti, il vocabolario impiegato dai negazionisti, un vocabolario che aderisce solo al proposito di censurare e mistificare, nel solco della più classica, sfacciata e deleteria propaganda orwelliana.

Nota: Tutti questi argomenti sono ampiamente trattati sul blog Tanker enemy Meteo.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 23 agosto 2015

Disponibile la bibliografia del libro "SCIE CHIMICHE - LA GUERRA SEGRETA" (Versione PDF stampabile)

A causa di una mera svista in fase di stampa, il saggio "Scie chimiche-la guerra segreta" è stato pubblicato privo di bibliografia e sitografia. Sebbene non pochi riferimenti siano stati inseriti a piè pagina nell'apparato delle note, concordiamo con quei lettori che ritengono opportuno completare il testo con le fonti. Per questo motivo mettiamo a disposizione le pagine con la bibliografia e la sitografia: potranno essere stampate ed accluse al testo, in previsione di un'eventuale nuova edizione ampliata e riveduta che sarà, se possibile, corredata pure da un apparato iconografico.

Il libro "Scie chimiche-la guerra segreta" può essere acquistato nelle maggiori librerie della Rete e della Vostra città. Disponibile su Macrolibrarsi e su Amazon.

Qui il documento PDF.




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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 20 agosto 2015

Studio scientifico statunitense conferma le operazioni di geoingegneria clandestina

Un’importante novità dagli Stati Uniti: un recente studio, condotto dallo scienziato J. Marvin Herndon, per conto dell'"Enviromental research and public health", conferma che la biosfera è oggetto di pesanti e dannosi interventi tramite la diffusione di particelle nanometriche di metalli (in primis alluminio) e di letali elementi radioattivi. La ricerca mette la parola fine alla diatriba sulla questione "scie chimiche" (alias geoingegneria clandestina) che sono, come sosteniamo da tempo, una realtà incontestabile.



Le risultanze del luminare impongono l'incriminazione per reati ambientali di vario genere, per omicidio etc. ai danni di coloro che organizzano ed attuano le operazioni chimico-biologiche, per favoreggiamento nei confronti di chi (negazionisti-persecutori), a vario livello, in questi anni, ha pervicacemente occultato la verità e diffamato i ricercatori e fra questi il Ministero della Giustizia.

Il documento, pubblicato sulla rivista scientifica “International journal of environmental research and public health”, si intitola “Evidence of coal-fly-ash toxic chemical geoengineering in the troposphere: consequences for public health”. Nel testo l’esperto non esita a chiamare le cose con il loro nome, usando termini come “chemtrails” e “geoengineering”, sgomberando il campo, anche sotto il profilo lessicale, da qualsiasi, residuo dubbio in merito al problema vigorosamente denunciato.

Di seguito la sintesi dello studio.

The widespread, intentional and increasingly frequent chemical emplacement in the troposphere has gone unidentified and unremarked in the scientific literature for years. The author presents evidence that toxic coal combustion fly ash is the most likely aerosolized particulate sprayed by tanker-jets for geoengineering, weather-modification and climate-modification purposes and describes some of the multifold consequences on public health. Two methods are employed: (1) Comparison of 8 elements analyzed in rainwater, leached from aerosolized particulates, with corresponding elements leached into water from coal fly ash in published laboratory experiments, and (2) Comparison of 14 elements analyzed in dust collected outdoors on a high-efficiency particulate air (HEPA) filter with corresponding elements analyzed in un-leached coal fly ash material. The results show: (1) the assemblage of elements in rainwater and in the corresponding experimental leachate are essentially identical. At a 99% confidence interval, they have identical means (T-test) and identical variances (F-test); and (2) the assemblage of elements in the HEPA dust and in the corresponding average un-leached coal fly ash are likewise essentially identical. The consequences on public health are profound, including exposure to a variety of toxic heavy metals, radioactive elements, and neurologically-implicated chemically mobile aluminum released by body moisture in situ after inhalation or through transdermal induction.

Leggi qui l’intero articolo. Qui lo studio in formato PDF e qui le immagini, cliccando sulla voce relativa.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 18 agosto 2015

Geoingegneria illegale e cronica carenza di vitamina D



L'ingegneria del clima è matematicamente il più grande assalto contro ogni forma di vita mai sferrato contro l'umanità e l'ambiente. Gli effetti catastrofici dovuti alle irrorazioni clandestine ed alle radiofrequenze sono così massicci che è quasi impossibile quantificarli. Molte conseguenze mortali delle operazioni inerenti alla gestione delle radiazioni solari (il cosiddetto solar radiation management che è, però, solo una copertura per attività militari volte in primis a rendere l'atmosfera elettroconduttiva, n.d.t.) sono completamente trascurate, eppure la carenza di vitamina D, nota pure come calciferolo (in realtà è un pro-ormone, n.d.t.) è ormai epidemica. [1]

L’insufficienza di vitamina D è legata ad un lungo e crescente elenco di malattie e disturbi: indebolimento del sistema immunitario, disturbi del sistema neurologico, tumori, artrite, diabete, sclerosi multipla, obesità, malattie cardiovascolari, insufficienza renale, problemi del sistema riproduttivo... La lista potrebbe continuare. Il paradosso è questo: l'organismo umano produce vitamina D con un'oculata esposizione alla luce solare, ma è proprio questo tipo di luce che è oggi ridotto e quasi annullato a causa delle nanoparticelle metalliche che riflettono la radiazione elettromagnetica benefica proveniente dalla nostra stella.

Così, mentre l'ozonosfera è dilaniata da deleteri interventi di ingegneria atmosferica, siamo esposti a livelli di radiazioni ultraviolette (UVB) estremamente pericolose. Non solo, questi livelli elevati di raggi UV possono arrestare la produzione del calciferolo. Il documentario che proponiamo (in inglese sul sito geoengineering.org., n.d.t.) affronta direttamente la questione concernente la scarsità di vitamina D ed il ruolo della geoingegneria in questa terribile equazione. Vale davvero la pena di vederlo.

[1] La vitamina D o calciferolo è un pro-ormone liposolubile contenuto in pesce, molluschi, uova e latticini, ma prodotto anche dall'organismo umano per azione dei raggi solari su un precursore (7-deidrocolesterolo) presente nella cute; la forma attiva principale è l'1,25 colecalciferolo, risultato di processi di idrossilazione che avvengono a livello epatico e renale. Stimola l'assorbimento di calcio e fosfati nell'intestino. La sua carenza provoca alterazioni ossee e rachitismo. La diminuzione dell'irraggiamento solare e l'accumulo di stronzio nell'organismo concorrono a determinare il deficit di vitamina D, alla base di varie patologie, non esclusi i tumori, favoriti appunto dalla scarsità del calciferolo.

Fonte: geoengineeringwatch.org


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sabato 15 agosto 2015

L'asse del Male



La geoingegneria clandestina è simile ad una bomba a frammentazione: nel momento in cui l’ordigno esplode, i danni e le vittime si estendono e si moltiplicano in un’area vastissima. Così, quando scorgiamo gli aerei che disperdono i composti igroscopici, sappiamo che sono forieri di disastri destinati a coprire un’ampia gamma: la siccità è associata ad un avvelenamento della biosfera che si manifesta con un aumento esponenziale di malattie tra la popolazione (tumori, infarti, affezioni neurodegenerative etc). L'inseminazione igroscopica delle nubi basse costituisce dunque un’arma polivalente: consente ai militari di ottenere un’atmosfera elettroconduttiva e, nel contempo, contamina i suoli, rendendoli sterili, con grandi vantaggi per le multinazionali agro-alimentari che producono sementi transgeniche resistenti sia all’alluminio sia all’aridità.

Sono tutti temi che abbiamo sviscerato, ma che devono essere inquadrati in un contesto geo-politico preciso, giacché la biogeoingegneria bellica è solo una sfaccettatura, sebbene la più visibile, di una politica mondialista che vede come principale artefice il Vaticano. Si pensi al papa attuale, il gesuitico gesuita Francesco, il cui nome da pontefice non è seguito dall’ordinale (Francesco I) presumibilmente ad indicare che Bergoglio è l’ultimo capo della Chiesa di Roma, colui che è usato per traghettare più di un miliardo di cattolici verso l’empia religione del Nuovo ordine mondiale.

L’asse del Male è soprattutto la scellerata alleanza Roma-Washington: al contrario di quanto si potrebbe ritenere, non è Washington a pilotare Roma, poiché la “Santa sede”, con le sue innumerevoli e potenti chele (Sovrano militare ordine di Malta, Compagnia di Gesù, Opus Dei, Ordine di Colombo, cui è affiliato Jeb Bush, il futuro presidente di U.S.A.tana?) tiene ben stretti almeno i paesi occidentali. Gli Stati Uniti d’America sono il braccio armato della Chiesa cattolica.

Certo, i discorsi di papa Francesco, pur tra scivoloni e spropositi, sembrano improntati a spirito di fratellanza, di misericordia, di solidarietà, ma i Gesuiti sono abili simulatori e dissimulatori. La vernice retorica e dolciastra dei sermoni pontificali pare nascondere fini ben diversi, anzi opposti a quelli ostentati. La recente enciclica “Laudato si’” ne è la piena dimostrazione: Roma aderisce toto corde ai sinistri piani illustrati nell’Agenda 21, il documento dell’O.N.U. volto a gettare le fondamenta di una dittatura planetaria, con il debole pretesto della lotta ai cosiddetti “cambiamenti climatici”. Non è un caso: Bergoglio si recherà a New York nel mese di settembre: addirittura sarà l’imbonitore argentino ad aprire i lavori del prossimo 25 settembre nella sede dell’O.N.U. di New York, quando “i leader mondiali si incontreranno per firmare gli impegni di un nuovo modello di sviluppo sostenibile (sic). Lo ha dichiarato Jeffrey Sachs, (insigne esponente della diabolica istituzione, n.d.r.), in occasione della seconda giornata dedicata al convegno dei sindaci del mondo in Vaticano. Gli stati aderenti all’O.N.U. hanno fissato ben 17 obiettivi concreti, tra cui porre fine alla povertà estrema, garantire cure ed accesso all’istruzione secondaria (ossia indottrinamento, n.d.r.) per tutti e tenere sotto controllo il cambiamento climatico (sic !!!, n.d.r.), partendo dalle città”.

Anche tralasciando tutte le connessioni ed il coinvolgimento del Vaticano in numerosi e strategici “distretti” economico-finanziari (industrie belliche, banche, assicurazioni, settore immobiliare, industria del sesso, editoria etc.), è evidente che la Caput mundi adempie un compito simbolico e pratico al tempo stesso utile a creare uno Zeitgeist, una mentalità atta a far accogliere ai popoli, per mezzo dei suoi carismatici porporati, i disvalori dell’ecumenismo catto-totalitario. E’ probabile che la Chiesa romana subirà negli anni a venire un importante scisma per opera delle frange pre-conciliari e tradizionaliste. Sono frange deplorevoli almeno per la loro inettitudine, ma ormai insofferenti nei confronti di una gerarchia che considerano sic et simpliciter “diabolica”. “Il fumo di Satana è entrato in Vaticano” è si è diffuso fino negli angoli più inaccessibili.



Chi nutrisse ancora qualche dubbio circa il nefasto ed immenso potere del Vaticano, può informarsi per lo meno sui seguenti articoli, entrambi documentatissimi, costellati di prove e testimonianze inconfutabili. Buona lettura.

- Il programma del Superstato: la cospirazione dell’Impero europeo, 2015
- La visione ecoglobalista dello “scienziato” che ha presentato l’enciclica “verde” papale, 2015

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