domenica 17 novembre 2019

Disponibile il volume "Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi"



E' da oggi disponibile [ LINK ] il volume (autopubblicato) "Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi". Di seguito la prefazione del libro a cura di Tanker enemy.

Nel 2015 pubblicammo “Scie chimiche: la guerra segreta”. A distanza di quasi un lustro, proponiamo un nuovo saggio sul tema: è un testo che è la necessaria prosecuzione del precedente e dove trovano spazio sia le nuove acquisizioni circa il problema della biogeoingegneria clandestina (alias “scie chimiche”, in inglese chemtrails) sia tutti quegli addentellati che, per ragioni editoriali, non poterono essere inclusi nel volume sopra citato. Quindi con “Attacco dal cielo” ci cimentiamo in un doveroso approfondimento tale da abbracciare àmbiti e questioni che sono collegati al tema centrale. Passati circa cinque anni, possiamo confermare sia il quadro tracciato in precedenza sia le diverse osservazioni: nulla è stato smentito né in parte né in toto.

Tuttavia abbiamo ritenuto opportuno da un lato chiarire certi aspetti, dall’altro aggiungere le informazioni che contribuiscono a focalizzare con sempre maggiore accuratezza il fenomeno, un fenomeno che, come avemmo occasione di scrivere, non è un problema, ma il problema. Cogliemmo nel segno: infatti sempre più la “guerra climatica” si rivela, ca va sans dire, il mozzo da cui si diramano tutti i raggi della ruota. Fuor di metafora, occuparsi di scie chimiche implica, volenti o nolenti, una full immersion nelle discipline più disparate, dalla biologia alla medicina, dalla storia alla psicologia, dall’ingegneria aeronautica alla meteorologia, dall’economia alla politica, dalla chimica alla fisica quantistica e via discorrendo.

Non è possibile esaurire tutti i risvolti, perché il saggio, se ambisse ad essere completo, risulterebbe ponderoso e forse disorganico, mentre intendiamo privilegiare un taglio divulgativo, benché puntuale, sempre nutrito di fonti, di dati, di riscontri, dove le ipotesi sono esaminate con metodo scientifico e le conclusioni espresse con senso critico, aperte ad ulteriori sviluppi, ad eventuali emendamenti.

Rispetto al volume che lo ha preceduto, “Attacco dal cielo” si discosta da un taglio monografico per abbracciare diversi ambiti correlati: ne risulta un’impostazione più varia ed accattivante, talora inquietante. Ci riferiamo, in particolare, al capitolo “Misteri nel cielo”.

Se, come si accennava, la cornice del problema è rimasta invariata, bisogna ricordare altresì che la geoingegneria illegale è un complesso di progetti e di attività in continua evoluzione, in fieri: è un “progresso” che non è facile seguire in ogni sua dinamica spesso assai rapida. Fine precipuo di questa nuova fatica è appunto dar conto delle più recenti tendenze ed applicazioni, ma – i lettori potranno constatarlo – quasi sempre esse trovano l’impulso iniziale in premesse già esplorate: si pensi al 5G, il sistema di radiofrequenze millimetriche che è una perniciosa estensione della struttura di telecomunicazioni (e di sistemi bellici) che usano le microonde.

Mandiamo alle stampe questo tomo in un periodo particolarmente difficile, cruciale per la storia dell’umanità e del pianeta sotto il profilo politico, strategico, socio-economico, ambientale, etico… Non è un’affermazione iperbolica. Se facciamo tabula rasa della disinformazione circa i cambiamenti climatici di origine antropica e dovuti al biossido di carbonio, ci accorgiamo che siamo sull’orlo dell’abisso a causa non di una generica (e falsa) impronta umana, ma soprattutto a motivo dei numerosi crimini governativi, attribuibili ad una cupola mondialista, apolide, cinica, rapace e spregiudicata che predica bene e razzola malissimo. Il guaio maggiore è, però, il seguente: le sedicenti élites sanno come imbrogliare l’opinione pubblica, come generare le reazioni più utili al mantenimento dello status quo ed alla realizzazione dei loro diabolici piani. Esse si avvalgono di un’arma molto più letale degli arsenali chimici, biologici, elettromagnetici etc: quest’arma è la propaganda, la guerra psicologica, spacciata per informazione. Il negazionismo ha nella sua faretra moltissime frecce e molto acuminate. Per questo siamo consapevoli di essere come una vox clamantis in deserto. Per questo siamo consapevoli che questo nostro contributo è simile ad un messaggio in una bottiglia. Qualcuno troverà mai il messaggio scritto dal naufrago? Se lo troverà, non sarà troppo tardi? Non lo sappiamo. Nondimeno abbiamo affidato la bottiglia alle correnti dell’oceano, perché – ci rammentano gli Stoici – la virtù è premio a sé stessa.


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venerdì 25 ottobre 2019

Interruzione



Talora qualcuno pensa che le attività di geoingegneria clandestina siano interrotte per qualche recondito motivo. E’ un’illusione: infatti un cielo senza scie non è sinonimo di cielo naturale. Quante volte sono disperse scie evanescenti, in luogo di quelle durevoli! Quante volte i geoingegneri agiscono con il favore della notte o in maniera più o meno dissimulata o con le armi elettromagnetiche! Si forma una perturbazione ed ecco i soliti interventi atti a concentrare l’energia del fronte in regioni circoscritte o a indebolire le piogge, secondo le necessità. Piove e al di sopra della coltre imbrifera si nota uno strato biancastro. Smette di piovere: le nuvole si diradano ed ecco che negli spazi liberi si vede uno spaventoso intreccio di chemtrails. Il sole? Desaparecido. L’importante per i militari è mantenere l’atmosfera elettroconduttiva e causare danni all’ambiente come all’economia per poi demonizzare il biossido di carbonio, per poi incolpare i cittadini dei disastri meteorologici. Il copione è sempre il medesimo; la squadra sempre la stessa: squadra che vince non si cambia.

Avete visto un firmamento azzurro cobalto cosparso di cumuli cotonosi che riflettono una scintillante luce solare? No. Allora siate certi che nessuna tregua è in atto. Sono state rilevate temperature più o meno in linea con le medie stagionali? No. Allora siate certi che nessuna tregua è in atto. I fiori delle piante sbocciano nel periodo in cui dovrebbero aprirsi? I frutti degli alberi maturano nell’usuale periodo? No. Allora siate certi che nessuna tregua è in atto.

Avviene dunque quanto accade nel campo del negazionismo. Disinformatori, agenti di controllo, guardiani del cancello… continuano a sfornare senza requie libri, articoli, programmi, video imperniati sulla propaganda e la censura. E’ il loro compito, per così dire, istituzionale. A che cosa serve replicare a codesti improbabili personaggi le cui strategie sono ormai trite e ritrite? Conosciamo i nostri polli. Recentemente il Dottor Massimo Polidoro (C.I.C.A.P.) ha inaugurato una rubrica-video con cui tenta di smentire e di smontare i vari “complotti”. E’ un’iniziativa grottesca, basata su “argomenti” più flaccidi della pinguedine che abbellisce il ventre dello stalker di regime Task Force Butler, al secolo Federico De Massis di Pescara.



Se uno vuole sollazzarsi un po’, può anche ascoltare i sofismi e le fumisterie dell’esperto in “psicologia dell’occulto”, ma si sappia che è l’arcinota, giurassica disinformazione. Non basta pontificare di metodo scientifico, di cui Polidoro ignora anche l’abc, per essere credibili. Non basta appellarsi alle fonti ufficiali per essere credibili, anzi semmai chi si riferisce a documenti accademici e governativi in partenza dimostra di essere organico al sistema. In fondo, il negazionismo oltre ad essere pericoloso, è di una noia mortale. Va bene: Polidoro ha dei bei riccioli, ma è il suo unico pregio che potrà semmai suscitare l’apprezzamento del pubblico femminile. Finita lì.

Certo, sarebbe bello se lo “specialista di cospirazioni” smettesse di scrivere libri e di produrre filmati: non per altro, ma perché siamo indignati per la profanazione della lingua italiana. Tuttavia se qualche editore gli pubblica i volumi, buon per lui e per l’editore. In ogni caso, presto, guerra climatica permettendo, dovrebbero arrivare i primi freddi e avere quei tomi accanto al caminetto può essere utile.


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domenica 6 ottobre 2019

Sampietrini



Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare”. (Matteo 18, 6)

Forse quello che più rattrista, con il passare del tempo, è vedere le nuove generazioni alla mercé di un sistema stritolante. La vita è difficile: “Assomiglia più ad una lotta che ad una danza”, scrive Marco Aurelio. La pubertà poi potrebbe essere l’età aurea del’esistenza, ma è anche il periodo in cui si l’individuo si interroga con febbrile inquietudine su sé stesso, sugli altri, sul mondo, senza trovare risposte. Aggiungi che oggigiorno gli adolescenti ed i giovani sono bersaglio di un indottrinamento tanto più pernicioso, perché subdolo ed il quadro diventa desolante.

Gli studenti paiono tanti sampietrini incastrati a forza con le martellate negli interstizi del selciato, spazi non abbastanza ampi per inserirveli. Vittime dell’omologazione e della propaganda, reagiscono o adattandosi, come tanti soldatini prussiani, obbedienti e ligi o con un rifiuto velleitario ed autodistruttivo delle istituzioni. I pochi ribelli, privi di idonei strumenti culturali, contestano in toto gli adulti, senza discernere tra chi li plagia e chi, invece, fra i genitori, gli insegnanti ed i coetanei, li sprona a pensare in maniera critica, affinché spezzino i pregiudizi correnti, preconcetti che un’istruzione malsana inculca in loro, gabellandoli per valori.

Molti insegnanti si lamentano, poiché notano che, di anno in anno, gli scolari sono sempre meno motivati, sempre meno perspicaci. Hanno ragione, ma solo in parte: dimenticano che non poche cause di questo declino cognitivo sono da attribuire all’establishment: vaccini, veleni nel cibo, nell’acqua, nell’aria, in ogni dove, campi elettromagnetici… senza contare l’influsso deleterio del contesto in cui sono intrappolati: famiglie sfaldate, relazioni sociali improntate ad indifferenza. E’ un contesto ipertecnologico sempre più invadente, sempre più algido, sempre più disumano. E’ un miracolo, se ancora qualche discepolo palesa uno spirito libero, esprime un’idea fuori dal coro. I soloni ed i loro zelanti collaboratori sono riusciti a determinare una formidabile mutazione antropologica: sono teen agers che, con quelli dei decenni passati, non hanno in comune neppure l’attitudine alla rivolta, ma solo un disagio che si annacqua quasi sempre in approvazione nei confronti di un potere ipocrita e scaltro.

Il Male è definito “mistero dell’iniquità”: noi lo chiameremmo “scandalo dell’iniquità”. Pensiamo ai bambini massacrati nei vari teatri di conflitti con armi vendute da governi che, con infinita ipocrisia ed improntitudine, dichiarano nelle loro costituzioni di “ripudiare la guerra”. Genitori che perdono i figli o che li vedono amputati, dilaniati da una mina, da un ordigno, da una bomba sganciata nel corso di una “guerra umanitaria”, di un attacco sferrato per “esportare la democrazia”. Pensiamo anche a tutti quei minori strappati alle loro madri, ai loro padri, con le accuse più false ed arbitrarie, pur di darli in affidamento a famiglie di dubbia moralità, interessate solo a ricevere ingenti assegni dai Comuni. Seguiamo la scia di denaro e troveremo la causa di molti crimini, spacciati per azioni filantropiche, il tutto con la complicità di sindaci, assessori, assistenti sociali, psicologi, magistrati e cose simili.

Seguiamo la scia di denaro, ma soprattutto la scia di sangue.

Dappertutto si scorgono segni di una progressiva, spaventevole ed inarrestabile decadenza culturale di un’umanità mutata da un punto di vista antropologico. Quasi tutti ormai sono plagiati dalla martellante propaganda del sistema sicché non solo hanno smarrito anche un briciolo di contegno critico, ma si esprimono con un codice piatto ed orwelliano che ha rimpiazzato l’idioma duttile e ricco trasmessoci dai padri della letteratura e del pensiero. L’agonia della lingua, intesa come strumento di comunicazione, ma pure come tornio con cui la realtà è plasmata, precede ed accompagna il tramonto della civiltà. La natura è devastata, la cultura pure. Che cosa rimane?

Intanto un’adolescente svedese è divenuta l’idolo dei teen agers con le sue manifestazioni a “difesa” del pianeta, a suo parere, messo a repentaglio dall’aumento in atmosfera dei cosiddetti gas serra. E' palmare che la scolaretta scandinava, con il cipiglio e la voce stridula che talvolta sale in un diapason terribile, quando si indigna, anzi quando ostenta indignazione, è pilotata dai soliti pensatoi mondialisti. Eppure l’iraconda donzella è considerata una paladina dell’ambiente non solo da giovani ingenui ed alla perenne ricerca di miti plastificati, ma pure da molti adulti, di solito gravitanti nel mondo della sedicente "sinistra".

Purtroppo i sanculotti sono in realtà i più ferventi sostenitori della reazione: più realisti del re, smessi presto gli abiti del giacobino, saltano sul carro dei vincitori che, da quando il mondo è mondo, appartengono alla casta di finanzieri, usurai, funzionari, politicanti e adepti di società segrete. Non è un caso se i giovani che con maggiore veemenza contestano il sistema, quasi sempre sono quelli che troveranno un dignitoso impiego in una banca o in una multinazionale delle assicurazioni, le società tra le maggiori responsabili delle più smaccate ingiustizie economiche e sociali. “Rapinare una banca è un delitto, ma fondarne una è un delitto molto più grave”: l’aforisma di Bertold Brecht è perfetto! In fondo, gli autori classici, da quelli antichi fino a taluni giganti dell’età contemporanea, avevano compreso già tutto ed il loro prezioso insegnamento dovrebbe costituire il caposaldo dell’istruzione; purtroppo, però, la maggioranza della gente preferisce ascoltare i viscidi gazzettieri del regime, lasciandosi leccare dalle loro lingue venali. Oggi non si legge più Gramsci ma Gramellini. I gazzettieri cianciano, tra le altre cose, di “green economy”. “Green economy”? Semmai “Greed economy”, l’economia dell’avidità. Per mezzo di questi vuoti ed ingannevoli slogan, gli apparati hanno creato il consenso ed il consenso più pericoloso non è quello estorto, ma quello ottenuto con i raggiri e le blandizie.

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LA SCIENZA CONTRO GRETA: centinaia di scienziati raccolgono le firme contro il Gretinismo


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martedì 17 settembre 2019

Atterraggio di emergenza per un volo Malpensa-Zurigo



Una breve ma significativa cronaca ci permette di rammentare quanto siano diventati pericolosi oggigiorno i voli aerei a causa della sindrome aerotossica. Questi episodi, sebbene siano riportati solo in qualche trafiletto ed ignorati dalle reti televisive, sono pressoché all'ordine del giorno. Si trova poi sempre qualche alibi per giustificare l'evento, ma la realtà è quella che vede il "fumo in cabina" come una diretta conseguenza delle criminali operazioni correlate alla geoingegneria illegale. [1] Ricordiamo infine che lo scalo di Milano-Malpensa è un punto nevralgico nella "guerra climatica", al centro spesso di accadimenti "singolari".

25 agosto 2019. Scalo di Milano-Malpensa

Per un problema tecnico, secondo i primi riscontri, probabilmente un guasto ad un impianto di aerazione, un aereo della compagnia elvetica, Swiss Air, con trenta passeggeri a bordo, diretto a Zurigo e decollato da Malpensa, ha dovuto fare rientro all'aeroporto, appena dopo il decollo. E' stata subito attuata una procedura di sicurezza con l'intervento dei vigili del fuoco, ma l'aereo è poi atterrato senza problemi.

Da quanto si è appreso, poco dopo il decollo, il comandante del volo della Swiss Air ha chiesto di rientrare, segnalando un problema, in particolare del fumo che usciva probabilmente da un impianto di areazione.

Nonostante un po' di comprensibile preoccupazione, nessun passeggero è rimasto intossicato o ferito.

[1] Con l'espressione “sindrome aerotossica" è designata una serie di danni neurologici derivanti dall'inalazione di aria contaminata a bordo di un aeromobile. Il fenomeno colpisce tanto i piloti quanto il personale di cabina nonché i passeggeri, producendo talvolta conseguenze gravi ed invalidanti. Di solito si attribuisce il problema ai vapori tossici di olio lubrificante che filtrano all’interno delle cabine dei velivoli, ma alcuni ricercatori sospettano che la sindrome sia dovuta, invece, ai composti chimici delle chemtrails. Questi composti penetrano nelle cabine piloti e nelle sezioni passeggeri, visto che l'aria contaminata è prelevata dall'esterno, solitamente, da uno o più motori. Bisogna, infatti, chiedersi il motivo per cui il problema è nato attorno alla fine degli anni '90 del XX secolo, proprio in concomitanza con l'avvio del "Progetto Teller". La reticenza degli organi preposti alla "tutela della salute", la levata di scudi per opera delle compagnie aeree che minimizzano il problema, la scarsità di studi medici sul fenomeno inducono a concludere che la sindrome in oggetto è legata, in qualche modo, alle operazioni di avvelenamento della biosfera.

Fonte: Atterraggio emergenza volo Malpensa-Zurigo Swiss Air


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mercoledì 4 settembre 2019

Polvere di carbone, grafite, magnetite e ferro diffusi deliberatamente nella troposfera: la geoingegneria è la vera causa del riscaldamento planetario



Risale all'agosto 2018 la pubblicazione di uno studio referato, a cura del fisico nucleare statunitense Dott. J. Marvin Herndon (Transdyne Corporation) e del Dott. Mark Whiteside (Florida Department of Health in Monroe County). In questo rapporto sono chiariti gli aspetti relativi al "global warming" ed alle sue reali cause. Infatti si asserisce, dati alla mano, che per bloccare il riscaldamento globale, si devono interrompere immediatamente le attività di geoingegneria clandestina nella troposfera (hygroscopic cloud seeding) e gli incendi (dolosi) delle foreste. In particolare i due scienziati confermano che sono diffusi, tra gli altri elementi e composti, tramite aerei, cenere di carbone, magnetite e ferro, nell'ambito di programmi militari segreti. A proposito della magnetite, bisogna ricordare che, a seguito di precipitazioni piovose, si riesce ad attrarre con una calamita i depositi di polvere che si stratificano sulle carrozzerie e sui vetri delle auto. Per quanto riguarda la nostra esperienza, si può citare un episodio: facendo volare il drone in mezzo ad alcuni cumulonembi (decollo da area non antropizzata e priva di antenne o linee elettriche, posta a 1600 metri di altitudine), abbiamo riscontrato malfunzionamenti temporanei della bussola di bordo [1]. Il che conferma, in modo indiretto, che le nuvole sono inseminate con particelle di magnetite e ferro, materiale che, evidentemente, provoca i malfunzionamenti del sistema di orientamento del drone DJI, come se questo fosse avvicinato ad uno o più oggetti di metallo.

"Conseguenze geofisiche del riscaldamento dovuto al particolato troposferico: ulteriori prove del fatto che il riscaldamento globale antropogenico è principalmente causato dall'inquinamento da particolato".

J. Marvin Herndon
Transdyne Corporation, 11044 Red Rock Drive, San Diego, CA 92131, USA.
Mark Whiteside
Florida Department of Health in Monroe County, 1100 Simonton Street, Key West, FL 33040, USA.

ABSTRACT

La comunità delle Scienze del clima ed il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici hanno disinformato i governi del mondo, non riconoscendo la geoingegneria del particolato troposferico che è in corso da decenni con intensità e durata sempre crescenti e trattando il riscaldamento globale esclusivamente come un bilancio delle radiazioni. E' un problema che ha portato ad una comprensione seriamente incompleta e superficiale dei fattori fondamentali che influiscono sulle temperature sulla Terra.

Qui esaminiamo le conseguenze del riscaldamento dovute al particolato troposferico per assorbimento della radiazione solare ad onde corte e lunghe e radiazione delle onde lunghe dalla superficie terrestre.

Generalmente, il carbonio nero assorbe la luce sull'intero spettro solare; il carbonio marrone assorbe le lunghezze d'onda vicine ai raggi UV e, in misura minore, la luce visibile; gli ossidi di ferro sono buoni assorbitori, il più efficace è la magnetite.

La cenere volante di carbone pirogeno, derivante sia dalla combustione del carbone sia dalla geoingegneria troposferica, direttamente dispersa tramite aerei (per scopi militari e/o ingegneria del clima), contiene ossidi di carbonio e ferro, ematite (grafite) e magnetite.

Il cambio di paradigma recentemente pubblicato rivela che la radice precipua del riscaldamento globale non è la ritenzione di calore da biossido di carbonio, ma l'inquinamento da particolato aviodisperso che assorbe le radiazioni, riscalda la troposfera e riduce l'efficienza della rimozione del calore atmosferico-convettivo dalla litosfera.

Oltre ai dati della Seconda guerra mondiale, sono esaminate altre tre linee indipendenti di prove a sostegno delle argomentazioni: (1) passaggio sopraelevato del Monte nonché il pennacchio vulcanico di Sant'Elena; (2) indagini sulla radioonde e sull'etalometro di Talukdar et al.; (3) soppressione della convezione sull'Atlantico settentrionale provocata dalla polvere soffiata dal Sahara. I rischi associati alla diffusione di particolati di aerosol nella stratosfera, in modo naturale, involontario o deliberato, come proposto per la gestione delle radiazioni solari, comportano la distruzione dell'ozono atmosferico. Per risolvere il riscaldamento globale l'umanità deve (1) fermare immediatamente la geoingegneria del particolato troposferico; (2) ridurre le emissioni di particolato dai forni industriali a carbone (specialmente in India e Cina) e dai gas di scarico dei veicoli; e, (3) eliminare gli additivi per carburanti (avio e per veicoli n.d.a) che formano particelle; (4) impedire lo scioglimento del permafrost, fenomeno con cui si sprigiona metano, potente gas serra (addendum nostro).

Qui lo studio in sintesi.

Qui il documento completo in formato PDF.



[1] Il segnale GPS è necessario ma non è sufficiente per assicurare che il drone "torni a casa" in sicurezza. Anche la bussola del drone deve quindi essere relativamente libera da interferenze. Il segnale GPS serve a determinare solo la posizione del velivolo radiocomandato, mentre la bussola serve a definire il suo orientamento. Se si avvia la procedura RTH, il drone girerà e volerà verso il Punto base, ma se non sa in quale direzione voltarsi, può finire per volare da qualche altra parte.

L’applicazione DJI GO avverte se l’interferenza della bussola è eccessiva. Il Mavic Pro ed altri nuovi droni DJI hanno le bussole ridondanti, ma se una o entrambe sono in rosso, è una buona idea eseguire nuovamente la calibrazione o spostarsi in una zona in cui siano presenti meno interferenze.

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venerdì 16 agosto 2019

Carbonato di calcio in stratosfera: l’esperimento di Bill Gates “contro” i “cambiamenti climatici”



Riportiamo una notizia relativa al “progetto” di Bill Gates circa un “esperimento” per contrastare il cosiddetto “global warming”. Niente di nuovo sotto il sole… chimico: da anni la geoingegneria ufficiale, presentata come un insieme di piani e di idee, affianca la geoingegneria clandestina, a mo’ di patetica copertura e di giustificazione nei rispetti di criminali attività volte al controllo dei fenomeni meteo-climatici con risvolti strategici e demografici. Tuttavia l’articolo è importante, perché è espressamente menzionato il carbonato di calcio insieme con le disastrose conseguenze sugli equilibri atmosferici, ossia in primo luogo la siccità. Ci credo: il carbonato di calcio – i negazionisti si sbellicano quando i ricercatori e gli scienziati lo chiamano in causa, ma ride bene chi ride ultimo – è igroscopico, ossia prosciuga le nubi e diminuisce in modo drastico l’umidità.

15 agosto 2019. Bill Gates, il numero uno della Microsoft punta a ridurre il “riscaldamento globale” attraverso l’esplosione di palloni ripieni di polvere bianca. Milioni di tonnellate di carbonato di calcio, una sorta di polvere bianca, per limitare gli effetti del cambiamento climatico. E’ l’idea di Bill Gates, concepita sulla base di una serie di ricerche condotte dall’Università di Harvard. Il progetto di geoingegneria solare necessita, però, ancora di ulteriori studi. Una prima sperimentazione sarà eseguita su una porzione ridotta di stratosfera nel Nuovo Messico. Dodici chili di polvere bianca saranno rilasciati dagli “esperti” nell’ambito di un progetto dal nome Stratospheric Controlled Perturbation Experiment (ScoPEx). La sostanza è contenuta in un pallone, associato ad una sonda dotata di eliche e su cui sono installati sensori in grado di misurare il grado di riflessione della luce solare (albedo, n.d.r.).

L’idea si basa sulle osservazioni degli effetti prodotti dalle venti milioni di tonnellate di biossido di zolfo diffuse dal vulcano Monte Pinatubo nelle Filippine nel 1991. L’eruzione provocò la morte di circa settecento persone con una nube che si propagò nell’alta atmosfera dell’intero pianeta, bloccando in parte i raggi solari e spingendo le temperature ad abbassarsi di mezzo grado.

Allo stesso modo, gli "esperti" puntano a riprodurre questo effetto attraverso l’esperimento ScoPEx. Nonostante le premesse, i pericoli di un simile esperimento sono notevoli. L’emissione di simili sostanze in atmosfera potrebbe stravolgere delicati equilibri, provocando inondazioni o siccità estreme nonché erodere lo strato di ozono che protegge la Terra dai raggi ultravioletti. Insomma un progetto delicato che necessita dell’accordo dei diversi paesi (sic!!!, n.d.r), oltre che dal via libera degli "scienziati".

Fonte: scienzenotizie.it

Articolo correlato: Il carbonato di calcio nelle scie chimiche, 2011

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