sabato 4 luglio 2015

L’enciclica “Laudato si’”, l’Agenda 21 e la geoingegneria clandestina



Il giorno 18 giugno 2015 è stata pubblicata l’enciclica di papa Francesco, “Laudato si’”. Come avevamo previsto, il testo è, nel migliore dei casi, un'accozzaglia di luoghi comuni ispirati ad un ambientalismo fumoso ed ambiguo. La lettera è pressoché identica, se si esclude per la lunghezza, a quei patetici elaborati prodotti dagli studenti di scuola media, temi in cui si ripetono stereotipi e buoni proponimenti, inculcati dai media ufficiali.

La lettera del pontefice è costellata di esortazioni ad amare la natura, a considerare il creato come la nostra casa, a non sfruttare le risorse della Terra in modo indiscriminato, se desideriamo lasciare un’eredità alle nuove generazioni, a non anteporre biechi interessi economici alla protezione dell’ambiente etc. Intendiamoci: alcuni incitamenti e talune idee sono condivisibili; sono, invece, gli obiettivi non dichiarati e le riserve mentali a rendere “Laudato si’”, come è stato osservato da Mike Adams in “Vatican climate science: world depopulation”, un inquietante documento del mondialismo “ecologista”. [1] Numerose spie linguistiche denunciano la stretta parentela dell’enciclica con l’Agenda 21, il piano ideato dalle sedicenti élites che mira allo sfoltimento della popolazione con il pretesto di tutelare Gaia, minacciata – udite! udite! – dai cambiamenti climatici indotti dalle emissioni di biossido di carbonio. [2] E’ proprio così: le parole-chiave sono “cambiamenti climatici”, “riscaldamento globale”, “gas serra”, “sostenibilità” e via discorrendo [3]. È lo stesso repertorio lessicale dei più spregiudicati globalizzatori che trovano nell’attuale papa il loro autorevole e carismatico portavoce.

Se Tizio o Caio mentono sulle vere ragioni dei disastri ambientali, pazienza, ma, se a mentire è il vescovo di Roma, è una catastrofe, visto l'immenso credito di cui godono i personaggi importanti e carismatici.

Da buon gesuita, papa Bergoglio usa la dialettica, nel suo caso una dialettica semplice ma studiatissima nella sua semplicità, per catturare il consenso di un pubblico talmente vasto che oltrepassa la già cospicua platea dei cattolici. Così la sua enciclica, se solo la si sfronda degli artifici retorici, rivela la sua orribile natura, simile ai “sepolcri imbiancati” di evangelica memoria; è di fatto una pubblicazione perfettamente allineata con il pensiero unico, senza neanche un cenno alle vere radici dei problemi ambientali: la geoingegneria clandestina con annessi e connessi. Invano cercheremo nel pur corposo trattato un richiamo alla geoingegneria ufficiale, mentre l’autore auspica l’istituzione di poteri sovranazionali per gestire la difficile fase climatica e demografica. Ecco dove vuole andare a parare il papa: per risolvere le crisi ambientali, sociali ed economiche è necessario che gli stati nazionali rinuncino a molte delle loro prerogative per delegarle ad autorità planetarie… Il Nuovo ordine mondiale è servito in salsa pontificia.

Altro aspetto tipico della propaganda globalizzatrice è la tendenza a incolpare il singolo ed i suoi comportamenti, senza additare nel complesso militare-industriale il vero responsabile dei flagelli ambientali, come se gettare una cartaccia una tantum su un marciapiede ed inquinare l’intero pianeta con le radiazioni nucleari fossero azioni da considerare alla stessa stregua.

Non lasciamoci ingannare dalle finte schermaglie tra il papa e Jeb Bush: costui, che di recente ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del Partito repubblicano per la corsa alla Casa bianca, è insorto contro l’enciclica, affermando che essa presenta ingerenze nell’economia, materia che Bergoglio ignora. E’ appunto una pantomima, poiché Jeb Bush è legato a doppio filo al Vaticano, essendo affiliato al cattolicissimo Ordine di Colombo. L’esecranda alleanza Vaticano-Stati Uniti è di lunga data. Jeb Bush ha dunque tutte le credenziali e le aderenze per diventare il prossimo presidente di U.S.A.tana, magari attraverso un clamoroso false flag, in preparazione da anni.

In verità all’interno della sinarchia esiste una perfetta unità di intenti circa i progetti da attuare. Papa Francesco nel mese di settembre si recherà in visita negli Stati Uniti, ospite del deleterio Barack Obama (Barry Soetoro): sono incontri al vertice in cui i fantocci, manovrati dai burattinai, si esibiscono in sorrisi e strette di mano a favore del popolino. Sono incontri con cui si suggellano coram populo innominabili accordi presi da altri potentati che agiscono dietro le quinte, ossia diverse agenzie dell’O.N.U. ed influenti logge sovranazionali. Uno di questi accordi, incuneato nell’Agenda 21 cui si accennava sopra, contempla il trasferimento di interi gruppi umani da un’area ad un’altra: è quanto sta accadendo con i flussi migratori dall’Africa verso l’Europa; è quanto rischia di accadere in California, anzi nell’intero sud ovest della Confederazione, dove, a seguito di una paurosa siccità artificiale, l’O.N.U. prospetta uno spostamento di milioni di persone con il fine occulto di ridisegnare i confini di Stati Uniti e Messico. In questo quadro la sinistra esercitazione militare denominata “Jade Helm”, addestramento che a settembre toccherà il culmine, è interpretata da attivisti statunitensi come un'attività finalizzata a simulare scenari funestati da una calamità “naturale”.

Così, mentre la situazione precipita, ci tocca leggere le scempiaggini di Bergoglio, per di più puntellate su documenti delle Nazioni Unite ed encicliche di Giovanni Paolo II, fiancheggiatore della C.I.A.

Come concludere? Papa Ciccio, hai fatto un bel pasticcio!


[1] L'incremento dell'effetto serra è un fenomeno climatico scientificamente pianificato. E' una manifestazione del tutto voluta ed innaturale, al fine di ufficializzare la geoingegneria e, nel contempo, operare in modo impunito per creare un'atmosfera utile alle comunicazioni in banda Ka. D'altronde, se si elimina la nuvolosità naturale e si crea uno strato di plasma artificiale, non si genera un aumento delle temperature globali?

[2] L’editoriale di Mike Adams è tradotto qui.

[3] “Agenda 21”, ossia azioni da intraprendere nel XXI secolo, è una scellerata iniziativa dell’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti) che, dietro il paravento della necessità di promuovere uno “sviluppo sostenibile”, attua piani di sfoltimento della popolazione e di sfruttamento di interi paesi. Il tutto, come sempre, con la ridicola scusa del riscaldamento globale, accollato alle emissioni in atmosfera di biossido di carbonio.


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martedì 30 giugno 2015

Il wi-fi sta uccidendo gli alberi: lo dimostra un recente studio



Una recente ricerca riguardante gli effetti delle radiazioni wi-fi sugli alberi - sì, gli alberi - indica che i nostri amici di legno possono essere molto più vulnerabili di noi. Gli alberi non possono nemmeno godere dei benefici delle connessioni wi-fi (sic).

L’indagine, condotta dall'Università di Wageningen (Paesi Bassi), ha accertato che la flora in aree ad alta attività wi-fi (zone urbane, in particolare) è affetta da sintomi che non possono essere legati ad attacchi batterici né virali. I sintomi più frequenti sono il “sanguinamento”, fessure nella corteccia, la morte di parte del fogliame ed anomalie nella crescita.

Per verificare l'ipotesi secondo cui i danni sono provocati dai campi elettromagnetici, i ricercatori olandesi hanno usato dei frassini, esponendoli a vari tipi di radiazioni per tre mesi. I frassini esposti ai segnali wi-fi hanno mostrato segni rivelatori di danni da radiazioni elettromagnetiche, tra cui una specie di scintillio sulle foglie, sintomo che indica la loro morte imminente. Nei Paesi Bassi, circa il 70 per cento degli alberi urbani soffre di “avvelenamento” da campi elettromagnetici: cinque anni fa era il 10 per cento.

Naturalmente, gli alberi in ambienti rurali o montani non sono colpiti (non ne saremmo così sicuri, n.d.t.), ma le piante decidue in tutto il mondo occidentale potrebbero essere un giorno o l’altro interessate dal problema.

I ricercatori hanno in programma diverse altre ricerche per comprendere le ripercussioni precise delle radiofrequenze sulla vita vegetale. Nel frattempo, gli specialisti non suggeriscono alcuna risoluzione preliminare.

Fonte: popsci.com

A proposito delle conseguenze del binomio scie chimiche-campi elettromagnetici su tutti gli esseri viventi, si legga W. Thomas, “Le scie chimiche, il wireless e tu”, fondamentale articolo di cui è riportato uno stralcio nel volume "Scie chimiche - La guerra segreta", 2015 n.d.t.


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sabato 27 giugno 2015

L'influsso delle "contrails" sul clima: inversione di rotta



Uno studio a firma degli "scienziati" Andrew M. Carleton e Jase Bernhardt, pubblicato il 14 marzo 2015, lascia presagire che la legalizzazione della geoingegneria è imminente.

Il recente pezzo di 3B meteoLe scie di condensazione (sic) influenzano la temperatura al suolo” è pura, assoluta disinformazione. Vi si asserisce che le contrails (sic) determinano una diminuzione dei valori termici sulla superficie della Terra. Il tutto per anticipare la legalizzazione delle attività di aerosol attualmente clandestine. In realtà le coperture spacciate per scie di condensazione provocano un incremento del cosiddetto “effetto serra”, tanto è vero che, dopo il giorno 11 settembre 2001, durante il blocco dei voli, a seguito degli auto-attentati alle Torri gemelle, all’edificio n. 7 ed al Pentagono, i climatologi rilevarono una flessione delle temperature. La stessa N.A.S.A. ha sempre ammesso che le "contrails di alta quota" (mendacemente spacciate per tali, poiché non sono scie di vapore né ad alta quota) creano "effetto serra".



Quindi questa inversione di rotta mira a trovare un cavallo di Troia per introdurre ope legis la geoingegneria tramite aerei commerciali, adducendo la giustificazione che le fantomatiche scie di condensa sarebbero efficaci per contrastare il "riscaldamento globale".

Si noti come, ancora una volta, la “scienza” di regime, in realtà propaganda, adotti il bispensiero orwelliano, per cui è “vero” non ciò che è vero, ma quanto aderisce all’ideologia dell’establishment. In questo modo ieri si afferma una cosa, oggi l’esatto contrario, domani chi lo sa: l’opinione pubblica non è in grado di cogliere le insanabili contraddizioni logiche, a causa di un azzeramento delle capacità cognitive dovuto alla confusione generata dai media ufficiali.

Il metodo scientifico, con tutti i suoi pregi ed i suoi limiti, è proprio agli antipodi del negazionismo cicappino che si ammanta di oggettività e di coerenza, dietro le quali, però, si nascondono incompetenza e malafede.


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mercoledì 24 giugno 2015

Come distruggere il pianeta in dieci facili mosse



Pubblichiamo un articolo dell’infaticabile e tenace attivista californiano Dane Wigington. Al testo abbiamo dato un titolo amaramente ironico.

Le attività di geoingegneria clandestina alias scie chimiche sono compiute tramite aerei civili ogni giorno in tutto il pianeta. Ogni nostro respiro contiene microscopiche particelle tossiche.

1. Le nanoparticelle sono così piccole che penetrano direttamente attraverso il rivestimento dei polmoni ed entrano nel flusso sanguigno. Nel sangue possono aderire alle cellule ricettrici, per danneggiare lentamente le funzioni biologiche ed il sistema immunitario. Le particelle sono anche un “humus” per la proliferazione di spore fungine. Recenti studi affermano che il 70% dell’estinzione degli animali è collegata ad infezioni fungine.

2. Gli strati protettivi dell’atmosfera, più precisamente lo strato di ozono e la ionosfera, sono saturati dal nanoparticolato. Questo rende la vita di TUTTI, sul pianeta Terra, esposta a livelli pericolosi di radiazioni. I livelli di UV sono già aumentati drammaticamente in tutto il mondo. La Monsanto ha progettato colture resistenti ai raggi UV.

3. L’aviodispersione illegale è un importante fattore che contribuisce all’“emergenza planetaria climatica”, un problema che oggi affligge soprattutto la Siberia orientale: ci riferiamo al massiccio rilascio di metano dal fondale marino.

4. Le irrorazioni alterano le correnti atmosferiche e quelle oceaniche: ora, ad esempio, acqua tiepida proveniente dall’Oceano Atlantico lambisce la regione artica.

5. Il nanoparticolato diminuisce e disperde le precipitazioni. L’eccesso di nuclei di condensazione provoca goccioline di umidità che faticano ad aderire a questi nuclei e quindi le stille non si aggregano e non cadono come precipitazione, ma continuano a migrare in forma di nuvolosità artificiale. Tempeste artificiali di neve, frutto dell’ingegneria meteorologica, stanno scatenando il caos in tutto il mondo con drastici sbalzi di temperatura in brevi lassi di tempo.

6. La continua dispersione di aerosol provoca un “oscuramento globale” su vasta scala. I dati attuali mostrano un 20-30% in meno di raggi solari che raggiungono la Terra rispetto a qualche decennio fa. Statisticamente il 98% della popolazione degli Stati Uniti accusa carenze di vitamina D.

7. Le particelle diffuse sono spesso materiali “di rifrazione della luce”. Questo altera lo spettro luminoso con ripercussioni deleterie su tutte le forme di vita vegetali ed animali.

8. L’aria, il suolo e l’acqua sono avvelenati tutti i giorni dalle ricadute chimiche.

9. L’alluminio oggi “biodisponibile” in quasi ogni goccia di pioggia è molto dannoso per la flora. Quando gli organismi vegetali rilevano la contaminazione, riducono l’assorbimento dei nutrienti dal terreno per proteggere il loro D.N.A.: ecco perché le piante sono sempre più deboli e vulnerabili ai parassiti. La Monsanto ha già brevettato sementi in grado di resistere all’accumulo di alluminio nel terreno.

10. La geoingegneria clandestina è all’origine della sesta grande estinzione sul nostro pianeta. Le perdite sono pressappoco nell’ordine di 200 specie di piante ed animali al giorno. Si tratta di una cifra di circa 10.000 volte superiore a quella dovuta alla “variabilità naturale”.

Fonte: geoengineering.org


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sabato 20 giugno 2015

Alluminio: è strage di api



È giunta un’altra conferma (l’ennesima) di quanto gli scienziati, quelli veri - non i dilettanti alla C.I.C.A.P.- e gli attivisti denunciano da anni, vale a dire che la moria delle api e di altri imenotteri (vespe, bombi etc.) è da addebitare in primo luogo all’alluminio disperso negli ecosistemi attraverso le scellerate operazioni di geoingegneria clandestina. Ne danno conto alcune testate giornalistiche britanniche e tedesche. Ricapitoliamo le cause del declino subìto dagli imenotteri in questi ultimi lustri.

• Alluminio ed altri metalli neutossici diffusi nell’ambiente
• Uso indiscriminato di insetticidi neonicotinoidi
• Attacchi di parassiti
• Campi elettromagnetici

Di recente alcuni scienziati britannici hanno rilevato altissimi livelli di alluminio nell'organismo delle api: la contaminazione riguarda soprattutto le pupe. Tale accumulo porta al morbo di Alzheimer negli esseri umani.

Il calo della popolazione globale di questi imenotteri è innescato dalla contaminazione dovuta all’alluminio, secondo quanto riferisce la pubblicazione "Public library of Science - the international online magazine”.

Sono i biologi della Keele University e della Sussex University, nel Regno Unito, ad aver stabilito il nesso tra alluminio e moria delle api, anche se altri fattori giocano un ruolo negativo, come la mancanza di fiori o gli attacchi di parassiti. Gli studi comunque dimostrano che le api suggono nettare e polline che contengono alluminio.

L'alluminio è notoriamente neurotossico ed influisce sulle funzioni cognitive. Gli insetti impollinatori fanno affidamento sulle funzioni cognitive nel loro comportamento di tutti i giorni e questi dati agitano lo spettro di un deterioramento cerebrale da alluminio. E’ come se le api fossero affette da demenza.

Gli entomologi hanno scoperto che il contenuto in alluminio nelle pupe degli imenotteri oscilla da 13 a 193 ppm (parti per milione), laddove un contenuto di alluminio di circa 3 ppm in genere attiva la malattia di Alzheimer negli esseri umani.

Un’altra causa della quasi estinzione che sta colpendo le api è da ricercare negli insetticidi neonicotinoidi, molto usati in agricoltura.



Fonti:

- deutschewirschaftsnachrichten.de
- dailymail


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martedì 16 giugno 2015

Dichiarare la verità per occultare la verità: il caso dei dati contraffatti a proposito del cosiddetto “riscaldamento globale”



Di recente il N.O.A.A. (National Oceanic and Atmospheric Administration) e la N.A.S.A. sono stati colti in flagrante a falsificare le statistiche circa il riscaldamento globale, ricorrendo ad una serie di stratagemmi e di aggiustamenti tali da nascondere lo hiatus, ossia la pausa di circa quindici anni nell’aumento delle temperature. Danno conto di queste sfacciate frodi, utili a promuovere l’Agenda 21, numerose fonti sia giornalistiche sia scientifiche.

Leggiamo nell’articolo intitolato “Le falsificazioni sul global warming”: “La teoria del global warming è sostenuta da una serie di dati che più volte è stato dimostrato essere stati 'ritoccati'. I principali artefici di queste alterazioni sono gli stessi produttori dei dati, i due enti responsabili della catalogazione delle misure: la N.A.S.A. ed il N.O.A.A. In alcune occasioni, per rispondere alle accuse, i responsabili delle modifiche hanno ammesso che erano state apportate delle correzioni che hanno definito, però, 'riallineamenti' o 'sistemi statistici' condotti con lo scopo di 'rendere i dati più coerenti', di 'normalizzarli'.

“Gli scienziati del N.O.A.A. hanno ‘trovato’ una risoluzione ai quindici anni di hiatus (pausa) del riscaldamento globale. Essi ‘hanno regolato’ la temperatura del riscaldamento, annullandone così la sospensione”. Questo denuncia Michael Bastasch nel testo tradotto e rilanciato da Enzo Ragusa.

Dunque finalmente trionfa la verità sulla truffa del riscaldamento planetario di origine antropica, attribuito all’aumento di concentrazione in atmosfera di CO2? Sì e no. Sì, perché la frottola dei cambiamenti climatici causati dal biossido di carbonio si rivela per quello che è, ossia una gigantesca bugia funzionale ad implementare le nefaste politiche pseudo-ambientaliste. No, perché gli esperti che, con lodevole zelo, denunciano le contraffazioni sul global warming, tacciono a proposito della geoingegneria clandestina, la principale causa degli sconvolgimenti meteorologici e della distruzione dei biomi. No, ora che sta emergendo la verità sugli imbrogli perpetrati da “prestigiosi” enti “scientifici”, non possiamo dormire sonni tranquilli tra due guanciali: ad esempio, in Italia il mese di giugno è stato inaugurato da una micidiale alta pressione artificiale con caldo rovente, siccità e caduta verticale dei parametri riguardanti l’umidità relativa.

Se le temperature oceaniche in questi ultimi tre lustri sono rimaste pressoché invariate, se i valori termici planetari non denotano un incremento correlato al CO2, è indiscutibile che lo strato di ozono è paurosamente deteriorato, è indiscutibile che l’inaridimento di Gaia, alternato a disastrose alluvioni, è un preoccupante dato di fatto. Nell’Artico i ghiacci non si sono sciolti del tutto, ma la devastazione, provocata dalle coltri chimiche e dai riscaldatori ionosferici, è in corso. Non ci pare che la California, grazie all’interruzione del presunto global warming, sia un paradiso, tutt'altro.

Insomma, gli studiosi che screditano le balzane teorie alla Al Gore vedono il filo d’erba, ma ignorano la foresta. Non vorremmo che l’enfasi sulla falsificazione dei dati circa le temperature globali e la fanfara a proposito dell’influsso di agenti naturali (attività solare, radiazioni cosmiche etc.) sulle dinamiche del clima, tutti eventi innegabili, fossero un pretesto per nascondere le conseguenze sia di un modello di “sviluppo” aberrante (incentrato sull’uso di combustibili fossili ed uranio che potrebbero essere sostituiti, ad esempio, dalla Z.P.E.) sia soprattutto le laceranti, profonde ferite generate dalla geoingegneria illegale.

Esiste una “verità” più dannosa della menzogna ed è una “verità” parziale, addomesticata.

Fonti:

- ademontis.wix.com
- attivitasolare.com
- segnidalcielo.it


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