mercoledì 25 gennaio 2012

Liquami dal cielo

Che cosa disperdono gli aerei chimici? Oltre ai soliti metalli, anche mefitici liquami: ne è prova quanto accaduto in una cittadina degli Stati Uniti, dove i velivoli impegnati nelle scellerate operazioni chimico-biologiche, hanno riversato una strana sostanza. Un servizio della Fox news, in cui sono intervistati alcuni residenti che chiamano in causa le chemtrails, avalla questa spiegazione, dando risalto alle testimonianze e per mezzo di eloquenti, decisive inquadrature.

Gli abitanti di Farmington Hills, nel Michigan (Stati Uniti), sono rimasti sconcertati, quando hanno visto i passi carrai, le automobili e le strade coperte da una misteriosa sostanza nera, verde e blu.

E’ ormai la quarta volta in cui questo materiale viene trovato, anche se nessuno sa esattamente che cosa sia, molti cittadini chiamano in causa gli aerei che incrociano a bassa quota sul centro e sull’intera contea. I residenti sono preoccupati, poiché ritengono che la sostanza potrebbe essere tossica.

Le autorità aeronautiche hanno dichiarato che non si tratta di perdite di aerei ed hanno suggerito che i volatili siano la causa del fenomeno (sic), ma la gente del posto non crede a questa patetica versione. Alcuni hanno inviato dei campioni della sostanza ad alcuni laboratori affinché siano analizzati.

Un portavoce della F.A.A., la Federal Aviation Authority ha affermato che non si tratta di carburante di aerei e nemmeno dello scarico dei servizi igienici dei velivoli.



Fonte: expressnews

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 22 gennaio 2012

Una strana schiuma sommerge il litorale di una cittadina inglese

Che cosa non si inventano i fantasiosi "esperti", tra cui soprattutto gli immaginifici meteorologi di regime, pur di spiegare situazioni che, nella maggior parte dei casi, sono riconducibili alle pesanti e diuturne manipolazioni della biosfera? Erano gli ultimi giorni dell'anno passato, quando una schiuma oleosa si spandé sul boulevard della cittadina di Cleveleys (Regno Unito). Gli "scienziati" si sono, more solito, lanciati a capofitto nelle congetture più improbabili e bislacche: la schiuma sarebbe dovuta ad alghe in putrefazione. Se si ricorda, però, che le operazioni chimico-biologiche vengono attuate anche con apposite navi che generano le cosiddette "shiptrails", si potrà individuare una genesi del fenomeno più aderente al vero. Di seguito la cronaca dell'evento, uno dei tanti fenomeni singolari che stanno costellando questi ultimi anni, di cui la cosiddetta “neve chimica” nella Pianura padana è il più recente.

Cleveleys, una cittadina sul mare vicino a Blackpool in Gran Bretagna, è stata invasa negli ultimi giorni del 2011 da una schiuma biancastra, depositatasi sull’asfalto come fosse neve. Litri e litri di schiuma bianca sono arrivati con le onde sul lungomare ed hanno coperto marciapiedi, automobili e case della Princess Promenade, con uno spesso e denso strato di materiale oleoso. L'origine della sostanza resta un enigma, mentre il ministero dell'"ambiente" ha aperto un'inchiesta. Potrebbe trattarsi di alghe in decomposizione.

Fonte: Rai.tv



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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 18 gennaio 2012

Aumentano i casi di corridori colpiti da arresto cardiaco

Una recente ricerca dimostra che un numero sempre maggiore di maratoneti è colpito da infarti. Troveremo sempre qualcuno pronto a fornire spiegazioni tanto rassicuranti quanto speciose, ma non saremo molto lontani dal vero, se penseremo che l’aumento degli attacchi cardiaci fra gli atleti possa essere ricondotto alla dispersione, tra gli altri veleni, di bario, il metallo pesante che indebolisce i muscoli… ed il cuore è un muscolo. Il noto detto latino “mens sana in corpore sano” (ma in Giovenale l’espressione possedeva un significato diverso da quello che gli si attribuisce oggi) ha ormai assunto una valenza ironica: sono proprio gli sportivi, soprattutto quelli che praticano attività agonistica all’aperto, a rischiare di più. Il ritmo respiratorio più veloce, associato ad una maggiore inspirazione d’aria (contaminata da nanoparticolato metallico e polimeri) implica le conseguenze che si possono facilmente immaginare. Per quanto riguarda la sanità mentale, infine, è sufficiente scorrere codesta lista per vedere dov’è finita.

Il rischio di arresto cardiaco durante una maratona o una mezza maratona è solitamente basso, ma, negli ultimi dieci anni, è significativamente aumentato. Lo afferma uno studio statunitense appena pubblicato sul “New England Journal of Medicine”. Secondo i ricercatori, gli uomini corrono un rischio maggiore rispetto alle donne. Gli studiosi asseriscono che rappresentano un pericolo maggiore per le arterie e il cuore le maratone rispetto alle mezze maratone.

"I risultati suggeriscono che i corridori ed i loro medici devono rendersi conto che le malattie cardiache possono prendere piede anche su atleti che sembrerebbero essere il ritratto della salute", ha spiegato Aaron Baggish, coautore dello studio e medico del Massachusetts General Hospital. "Essere un corridore è uno dei modi migliori per rimanere in buona salute e ridurre il rischio di malattie, ma ovviamente non garantisce una protezione dalle malattie al 100 per cento", ha aggiunto. "Le persone che riscontrano maggiori difficolta' sono quelle con disturbi congeniti o che hanno comunque sviluppato questo tipo di disturbi durante il normale processo di invecchiamento".

La partecipazione alle gare sulla lunga distanza è rapidamente aumentata negli ultimi anni. Solo negli Stati Uniti la partecipazione alle maratone (42 km) è quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni, arrivando a coinvolgere nel 2010 circa 2 milioni di persone. I risultati della ricerca sono basati su un archivio che ha riunito tutte le maratone e mezze maratone svolte negli Stati Uniti da gennaio 2000 fino al maggio 2010, arrivando a comprendere informazioni su 10,9 milioni di iscritti.

In tutto, sono stati diagnosticati 59 casi di arresti cardiaci, 42 dei quali fatali; il che significa un rischio di uno su 184.000 corridori, con un rischio di morte improvvisa di uno su 259.000. "Una percentuale complessivamente bassa", ha detto Baggish. Il rischio di arresto cardiaco è stato di cinque volte superiore negli gli uomini rispetto alle donne, triplicando negli ultimi cinque anni di studio. "Tende a cimentarsi a questo tipo di gare anche gente che è stata precedentemente sedentaria ed è chiaro che in questi casi prevalgono fattori di rischio cardiovascolare maggiori", ha concluso.


Fonte: ecplanet


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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 15 gennaio 2012

Sonda "Phobos-Grunt": i Russi lanciano accuse circa un possibile sabotaggio attuato dagli Statunitensi per mezzo di H.A.A.R.P.

Un malaugurato nuovo conflitto mondiale abbisogna di un 'casus belli': così, oltre alle tensioni nel Medio Oriente, si rinfocolano i dissidi tra Stati Uniti e Russia che paiono fronteggiarsi in un duello spaziale per mezzo di armi elettromagnetiche e cibernetiche. E' probabile che una parte degli stessi vertici militari, appartenenti alle due superpotenze, ignori che una struttura mondiale segreta sta fomentando la rivalità tra le due nazioni: il probabile sabotaggio della sonda russa Phobos-Grunt per opera di H.A.A.R.P., vendetta nei confronti di un'azione russa contro lo statunitense Goddard Space Flight Center è l'inquietante prodromo di un'escalation che potrebbe precipitare il pianeta in un'apocalittica conflagrazione?

Phobos-Grunt sta per cadere sulla Terra e lo farà nel momento in cui spesso si parte: nel weekend. Gli esperti di "Roscosmos", l'Agenzia spaziale russa, indicano come finestra probabile i giorni che vanno da sabato a lunedì, anche se il giorno che riscuote maggior favore statistico per il rientro è domenica. La sonda russa dovrebbe "arrostirsi" nell'ingresso con l'atmosfera, anche se 200 chilogrammi di materiale, probabilmente, resisteranno al tremendo calore per finire a terra. Si spera comunque che i “coriacei” frammenti finiscano la loro corsa in mare e, in questo caso, sempre secondo le proiezioni di Roscosmos, ciò potrebbe accadere nell'Oceano Indiano, a circa 1.700 chilometri a ovest di Djakarta, in Indonesia. Ma anche gli esperti russi sono ben consapevoli che, fino a che la sonda non comincerà a precipitare, nel vero senso comune della parola, sarà praticamente impossibile ogni previsione "certa".

Ad oggi, infatti, nessun supercomputer può calcolare dove precisamente la sonda sovietica precipiterà: le variabili sono troppe e le conoscenze scentifiche sono, pur con tutta la presunzione umana, ancora poche per avvicinarsi alla "preveggenza". Quello che, però, si sa per certo è che Phobos-Grunt, sonda lanciata il 9 novembre verso la misteriosa luna Phobos di Marte, tornerà sulla Terra con un peso di circa tredici tonnellate, di cui dieci sono di carburante molto tossico (dimetilidrazina asimmetrico e tetraossido di diazoto) e, nelle tre che rimangono, oltre alla sonda vera e propria ed ad un piccolo satellite cinese, trovano anche ospitalità pochi grammi di Cobalto-57 (ovviamente radioattivo) ed un po' di microrganismi, non si capisce, però, bene quali, che sarebbero dovuti essere stati usati per esperimenti di resistenza su Phobos e che ora torneranno "a casa" (esperimento della Planetary Society).

Ma come può fallire, si chiedono i più, nel 2011 una missione come Phobos-Grunt, con una sonda che, improvvisamente, ritrasmette dati corrotti anche quando, miracolosamente, gli si riesce a richiedere dei semplici dati telemetrici? [...] Non si possono ignorare i motivi "non ufficiali" del fallimento, ragioni che le stesse autorità russe lasciano "trasparire" da interviste e dichiarazioni.

Ad esempio, si leggono in un'intervista al quotidiano "Izvestia" di qualche giorno fa, le dichiarazioni di Vladimir Popovkin, presidente dell'Agenzia spaziale russa che asserisce: "I frequenti fallimenti dei nostri veicoli quando volano sul lato della terra opposto alla Russia - dove non li vediamo e non riceviamo letture di telemetria dalla strumentazione di bordo - sono inspiegabili". Vladimir Popovkin ovviamente mette le mani avanti, nascondendo la mano, anche se il sasso lanciato è già in orbita: "Io non voglio accusare nessuno - afferma il presidente dell'Agenzia spaziale russa -, ma oggi esistono sistemi molto potenti per pregiudicare il funzionamento di un veicolo spaziale ed il loro possibile uso non può essere escluso". Sulla stessa linea, ma con un ragionamento più "strutturale" è anche Nikolai Rodionov, tenente generale in pensione, ex comandante del sistema di "allerta precoce" dei missili balistici durante la Guerra fredda. Rodionov getta un po' di benzina sul fuoco.

Secondo l’ufficiale, infatti, la recente ondata di fallimenti delle missioni russe potrebbe non essere causata necessariamente da un attacco "deliberato". I "fallimenti inspiegabili" come quello di Phobos-Grunt potrebbero essere dovuti, secondo l'ex generale, all'alta potenza elettromagnetica di "attrezzature terrestri" situate "in altri Paesi". Rodionov spiega, senza fare nomi, che, per esempio, in Alaska (cioè gli Stati Uniti d'America) è installato un enorme impianto di antenne (cioè H.A.A.R.P. - High Frequency Active Auroral Research Program) le cui irradiazioni possono influire sulla ionosfera, lo strato superiore dell'atmosfera terrestre. Guarda caso, sostiene Nikolai Rodionov, Phobos-Grunt è passato sopra l'Alaska e, visto che la Russia non può seguire il satellite, perché in un punto cieco per il sistema di trasmissione, le autorità russe potrebbero solo ipotizzare che il satellite, in una zona della ionosfera molto disturbata, potrebbe avere avuto dei problemi "se non di tutto l'apparato - precisa l'ex generale -, almeno di qualche suo componente".

Sono componenti che, ricorda Rodionov non sono più di filiera totalmente russa (come ai bei tempi dell'U.R.S.S., avrà forse pensato), ma in gran parte prodotti da Stati Uniti e Canada. Ma non sono solamente i Russi a lanciare accuse più o meno velate. Per molti si combatte davvero una nuova Guerra fredda in corso tra le nazioni, basata su tecnologie informatiche estremamente complesse. Una notizia sfuggita ai più, infatti, è che anche per il satellite ROSAT (il Röntgensatellit dedicato alla memoria di Wilhelm Röntgen, lo scopritore dei raggi X), precipitato il 23 ottobre dell'anno scorso, si nutre un forte dubbio di sabotaggio. Questa volta i sospettati sarebbero proprio i Russi, rei di aver colpito i sistemi computerizzati per il comando ed il controllo del Goddard Space Flight Center. Il danneggiamento sarebbe avvenuto attraverso un’intrusione informatica.

Zerca Majlovich

Fonte: www.mainfatti.it


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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 12 gennaio 2012

Arkansas: cadono migliaia di merli dal cielo alla vigilia del 2012

1 gennaio 2012 - Beebe, Arkansas (Stati Uniti) - Migliaia di merli dalle ali rosse si sono schiantati su una cittadina nel centro dell'Arkansas, Beebe, alla vigilia dell’anno appena passato. E’ sbalorditivo, ma si è ripetuto l’identico evento del principio del 2011, quando fu diffusa la notizia relativa alla misteriosa strage di pennuti occorsa proprio a Beebe.

La moria aveva spinto le autorità del piccolo centro ad imporre il divieto di sparare fuochi d'artificio sabato sera in occasione dei festeggiamenti per il 2012. Il divieto è stato rispettato, dunque non è quindi plausibile che i fuochi siano i responsabili dell’ecatombe.

Come sempre, gli “esperti” hanno cominciato ad astrologare sulle cause della moria: qualcuno invoca l’inversione del campo magnetico terrestre, altri individua, contro ogni evidenza, negli spettacoli pirotecnici la causa della carneficina. L’anno scorso l’ipotesi dell’avvelanamento fu esclusa, dopo che fu eseguita l’autopsia sui merli.

Come già ipotizzammo, è più probabile che siano state impiegate armi esotiche (H.A.A.R.P.?) per inaugurare il nuovo anno: la ricorrenza sembra essere stata “celebrata” con un rito sanguinario, l’ennesima ostentazione di una tecnologia diabolica per opera del governo segreto.

N.B. Le informazioni sono state desunte da un articolo pubblicato da Terrarealtime, pezzo che è stato rielaborato ed integrato.

Per approfondire, Timothy Bancroft-Hinchey, Che cosa sta succedendo?, 2011 nonché Felce e mirtillo (Stefano) su H.A.A.R.P., scie chimiche e controllo mentale, 2011


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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 9 gennaio 2012

Informare ed agire

Con il presente comunicato, intendiamo chiarire alcune questioni importanti. Siamo venuti a sapere che il Comitato “Tanker enemy” è stato accusato all’interno di alcuni gruppi di aver ostacolato e di ostacolare le azioni contro la Biogeoingegneria clandestina ed illegale, addirittura insinuando che è formato da doppiogiochisti. Sono contestazioni ridicole.

In verità, il Comitato, coerentemente con i princìpi e le finalità indicate nello statuto, ha sempre inteso ed intende privilegiare l’informazione sul tema, nella consapevolezza – l’abbiamo più volte ribadito – che la conoscenza è forza. Così abbiamo sempre ritenuto che le manifestazioni di piazza siano spesso controproducenti. Con ciò, non si vuole impedire a chicchessia di agire con proteste, sit in etc., ma si è consci che purtroppo tali iniziative sono suscettibili di strumentalizzazione per opera del sistema: si pensi alle strategie di infiltrazione teorizzate e suggerite da scaltri esponenti degli apparati, come l’ex Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga. Nel 2008 così si espresse, in concomitanza delle manifestazioni studentesche contro la riforma della Gelmini:

«Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari - n.d.r.- ). Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine (sic) e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. (!) Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano (!). Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma, prima che divampi l’incendio».

Dare la propria adesione a tutte le campagne contro le scie chimiche diventa impraticabile, per ragioni di tempo, visto che occorrono parecchie ore per eseguire analisi, elaborare articoli, realizzare traduzioni, rispondere alle decine di messaggi che ogni giorno si ricevono etc. Il tutto va poi conciliato con e le incombenze della vita quotidiana. Per questo auspichiamo, nei limiti del possibile, che gli iscritti partecipino alle attività del Comitato in modo più incisivo ed anche indipendente. Vorremmo fosse chiaro che non intendiamo opporci ad alcuna azione non intrapresa dal Comitato Tanker enemy.



Bisogna anche precisare che il Comitato Tanker enemy, impegnato com’è nella divulgazione, attraverso la pubblicazione di ricerche ed articoli, nell’aggiornamento costante di vari blog, non può purtroppo, per motivi logistici e di tempo, coordinare l’azione di associazioni sparse in tutta Italia né ci si prefigge di “dirigere l’orchestra”. Comitati diffusi sul territorio italiano sono del tutto liberi di organizzare e gestire le iniziative ritenute più efficaci (convegni, contatti con le istituzioni, manifestazioni, petizioni…), con la possibilità di attingere all’amplissimo archivio, che abbiamo in questi anni creato, per ricavarne dati, osservazioni e documenti. In questo ambito, però, non si può pretendere di consultare articoli referati, poiché il potente e corrotto establishment “scientifico” impedisce ai pochi scienziati indipendenti di pubblicare le loro analisi con tutti i crismi dell’ufficialità. Ciò non toglie, però, che siano fruibili moltissimi testi, documenti ufficiali, studi scientifici, brevetti, redatti da esperti: questi studi formano una documentazione solidissima e persuasiva. Chi non si vuole convincere della gravità del problema o è stolto o in malafede. Aggiungere altro diventerebbe ridondante.


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