lunedì 27 marzo 2017

Scie chimiche. Tutti devono sapere!



S’intitola “Scie chimiche. Tutti devono sapere!” l’ultima produzione video dell’amico tommix. Il documento si può considerare un’ideale prosecuzione di “Scie chimiche: la guerra segreta”: ne approfondisce alcuni temi e ne introduce di nuovi, riuscendo a coniugare la precisione scientifica con l’incisività linguistica. Il video trova il suo abbrivo nei dati empirici per ancorare la denuncia della geoingegneria clandestina ad evidenze inconfutabili. I disinformatori sono soliti ripetere che il metodo scientifico prescinde dall’osservazione: questo non è vero, poiché l’esplorazione della realtà ed una sana ginnastica percettiva sono il punto di partenza di un’analisi sistematica, rigorosa che si avvale, com’è ovvio, anche di altri strumenti.

Il filosofo James Hillmann scrive: “Vorrei ripristinare e valorizzare la semplice azione di guardare in alto”. E’ giusto: in primo luogo impariamo a distinguere tra un cielo “azzurro metallizzato” ed un firmamento terso solcato da cumuli luminosi. Molti purtroppo ancora incorrono nell’errore di pensare che un cielo “sereno” privo del tutto di nuvole sia naturale: in realtà è uno scenario finto, risultato della costante, benché dissimulata ai più, diffusione di scie evanescenti, nocive non meno delle altre. I cieli veri sono ormai quasi esclusivamente quelli delle giornate ventose o in cui il personale aereo è in sciopero, come ben documenta il cortometraggio di Tommix al secolo Tommaso Minniti.

Naturalmente non è solo una questione estetica, sebbene l’offesa alla bellezza non sia talvolta meno grave dell’offesa alla verità: siamo, infatti, sempre più vicini ad un punto di rottura, come ci avverte Dane Wigington, anzi ormai pare che l’abbiamo pure superato di modo che le estinzioni di massa, lo stravolgimento degli equilibri naturali, la contaminazione globale sono già in atto. La catastrofe è ben più di una spada di Damocle.

Di fronte ad una situazione tanto compromessa, è sempre più pressante l’esigenza di provare a destare le coscienze assopite, è sempre più doveroso snidare e sbugiardare i ridicoli personaggi che tentano in ogni modo di ridicolizzare la questione. In questi ultimi tempi i Kapò del negazionismo hanno alzato il tiro: invocano una censura in confronto della quale quella dell’Inquisizione cattolica era una barzelletta, non esitano a denigrare esperti prestigiosi, ad esempio il Generale Fabio Mini, che tutto è fuorché uno sprovveduto. Insomma questa gentaglia, che è ormai alla canna del gas, sta menando fendenti all’impazzata, pur di evitare che scoppi il bubbone. Invece noi ci adoperiamo affinché il bubbone scoppi, in quanto “Nihil occultum quod non scietur, Non esiste alcun segreto che non sarà rivelato”.

Scie chimiche. Tutti devono sapere!”, un prodotto professionale, convincente, inattaccabile, con regia, montaggio, voce fuori campo e fotografia di raro pregio. Il tutto animato da un’indignazione sacrosanta verso le menzogne della casta pseudo-scientifica, da un’innata istanza morale: uno di quei casi eccezionali in cui l’estetica è tutt’uno con l’etica.

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venerdì 24 marzo 2017

Novità editoriale sulle scie chimiche

Presentiamo un’importante novità editoriale, il saggio scritto a quattro mani da Raffaele Cavaliere ed Enrica Zantomio, intitolato “La morte dello stato di diritto: le scie chimiche - la negazione della democrazia”. Sono pochi i titoli italiani inerenti alla geoingegneria clandestina e siamo dunque lieti di segnalare questo volume che, giustamente, vede nelle criminali attività di alterazione della biosfera de facto e de iure la fine della democrazia, anzi delle sue ultime parvenze. Dunque perché i buffoni al “potere” ed i media di regime continuano a celebrare le istituzioni “democratiche”? E’ solo ipocrisia, una volgare e squallida ipocrisia: lo stridente contrasto tra la realtà così com’è e la realtà com’è presentata - un mondo falso, zuccheroso, dominato dal moralismo paternalistico di stampo boldriniano - è l’impulso etico da cui scaturisce il libro in oggetto. Di seguito la presentazione a firma di Enrica Zantomio.

Come può uno Stato di Diritto, che dovrebbe assicurare la salvaguardia ed il rispetto delle libertà dell’uomo, irrorare il nostro cielo di sostanze chimiche per favorire operazioni militari e case farmaceutiche o progetti internazionali come quelli legati alle stazioni H.A.A.R.P.?

La mia conoscenza giuridica e l’esperienza in prima linea del mio carissimo Amico, Dottor Raffaele Cavaliere, vogliono far aprire gli occhi sull’accaduto ed esigono, come giusto che sia, risposte. Le istituzioni non solo non rispondono dopo innumerevoli interrogazioni parlamentari, ma non rispettano né i diritti sanciti dalla Costituzione italiana né le convenzioni internazionali.

Il tema che vogliamo affrontare riguarda il fenomeno della geoingegneria clandestina, alias scie chimiche, dal punto di vista scientifico, giuridico ed esperienziale. Una scia di condensazione non potrà mai essere equiparata ad una scia chimica, anche se vogliono farci credere il contrario, inoltre tale fenomeno deve essere considerato illecito, riconducendolo ad una responsabilità degli Stati coinvolti.

I veleni diffusi nell’aria stanno contaminando acqua, terra e cibo. I trattati internazionali e le istituzioni devono intervenire per porre fine a questo “omicidio transfrontaliero”, che sta alimentando la guerra ambientale, togliendo i “veli” su tale fenomeno che, purtroppo, pare arrendersi davanti al segreto militare ed istituzionale. L’inquinamento ambientale e la salute dei cittadini vanno preservati sopra ogni cosa. Dietro le “calamità naturali” non sempre vi è Madre Natura, ma l’opera dell’essere umano (il complesso militare-industriale, n.d.r.) che “lavora dietro le quinte”.

Enrica Zantomio

Fonte: ladislanet


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martedì 21 marzo 2017

Il Pubblico Ministero infranse il codice di procedura penale: il rinvio a giudizio è nullo



Novembre 2013: a seguito di un'illegittima ed illegale perquisizione in casa Marcianò, ad opera di cinque agenti della Polizia Postale di Imperia e su mandato del Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali, nonostante tale perquisizione si concluse in un nulla di fatto (il GUP rigettò l'incidente probatorio ed ordinò la restituzione del materiale illecitamente sequestrato), i fratelli Antonio e Rosario Marcianò furono comunque rinviati a giudizio per supposta diffamazione nei confronti di... udite udite... Massimo Della Schiava (Il fioba), noto disinformatore e stalker incallito, amico dello psicopatico Federico De Massis alias Task Force Butler. Assieme a lui, Serena Giacomin (conduttrice televisiva) e Paolo Panerai (dirigente Class meteo TV), tutti insieme appassionatamente.

A distanza di anni, non certo grazie agli avvocati (di fiducia e d'ufficio) che sino ad ora si sono succeduti ad assistere i due "imputati", veniamo a scoprire, spulciando tra i cavlli procedurali, che il Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali violò palesemente il Codice di procedura penale, giacché a suo tempo rigettò senza appello la richiesta di chi scrive e fratello di essere sentiti, per voce del loro legale all'epoca assegnato dalla Procura di Sanremo. Nessuno eccepì, tant'è che ci venne negata anche l'udienza preliminare.

Noi che curiamo i nostri interessi, osserviamo la totale illegittimità del rinvio a giudizio per mancato interrogatorio di garanzia e constestuale violazione del Codice di procedura penale, poiché in questo quadro è palese la violazione degli articoli 416 (comma 1) e 415-bis. Nella fattispecie, la violazione dell'articolo 415-bis determina la nullità del rinvio a giudizio.

Leggiamo [ FONTE ] che cosa scrive il legislatore in merito a questo che è un diritto inalienabile dell'imputato.

[...] Deve al riguardo tenersi presente l’articolo 416, comma 1, c.p.p. secondo il quale "La richiesta di rinvio a giudizio è nulla, se non è preceduta dall’avviso previsto dall’articolo 415bis, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi dell’articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all’articolo 415-bis, comma 3, CPP".

CODICE DI PROCEDURA PENALE - PARTE SECONDA - LIBRO QUINTO - INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE - TITOLO IX - Udienza preliminare - Art. 416.

L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al Pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio, il Pubblico ministero deve procedervi. Il Pubblico ministero non può rigettare l’istanza e, se non segue questa norma alla lettera, il provvedimento di rinvio a giudizio è nullo.

Ne consegue che il processo tuttora incredibilmente in corso (il 22 marzo il Giudice Dott.ssa Alessia Ceccardi intenderebbe ascoltare i testimoni per l'"accusa") è, secondo la legge, nullo, illegittimo, illegale. In tutta evidenza la legge è un optional ed i primi ad infrangerla sono i magistrati, con la prona complicità dei legali difensori, poiché non è possibile immaginare che questi non conoscano i rudimenti del Codice di procedura penale. Il sistema si tutela in questo modo, in pieno spregio di quella frase scritta alle spalle del Giudice: "La giustizia è uguale per tutti". Sì... magari!


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domenica 19 marzo 2017

Studio del norvegese Harald Kautz-Vella sulla geoingegneria clandestina



Ci è stato segnalato un monumentale studio inerente alla geoingegneria clandestina alias scie chimiche (in inglese chemtrails). L’autore del saggio, “The chemistry in contrails”, 2014 (titolo in cui il termine contrails è usato per diplomazia) è il ricercatore norvegese Harald Kautz-Vella.

E’ impossibile riassumere una ricerca tanto approfondita ed articolata: ci limitiamo a notare, riservandoci di tradurre alcune parti salienti, appena sarà possibile, che il testo trova il suo abbrivo in un’indagine circa i danni constatati alle colture ed alle conifere in Norvegia. Il suolo risulta contaminato in particolare da composti del bario, dello stronzio, dell’alluminio e del titanio. Le nanoparticelle di questi composti possono rimanere in sospensione anche fino a diciotto mesi, per poi ricadere con le piogge. A causa delle loro ridottissime dimensioni, possono inoltre attraversare le membrane cellulari delle foglie e dell’apparato radicale, intaccando i tessuti delle piante. Inoltre i nano-cristalli di titanio e di bario, che non sono solubili e che si accumulano nella catena alimentare, hanno proprietà piezoelettriche. Secondo l’autore, gli effetti piezoelettrici annullano la frequenza dei biofotoni scambiati con il DNA della pianta, responsabile della regolazione della divisione cellulare. Ciò interferisce con la crescita della flora, rendendola vulnerabile soprattutto all’attacco di funghi, anche a prescindere dalla più o meno elevata quantità di metalli nel terreno e nell’acqua. [1]

ll libro, che conferma in toto quanto acquisito in questi anni sia sotto il profilo empirico sia per quanto attiene alle motivazioni recondite, per così dire esoteriche, della “guerra climatica”, si riallaccia tra le altre cose agli studi del compianto Dottor Mark Purdey, il primo a correlare l’encefalite spongiforme alla dispersione nell’ambiente di bario, stronzio ed argento.

Queste sono le premesse di un dossier che spazia dalle applicazioni militari al Morgellons, dall’analisi dell’agenda transumanista, dal terraforming all’”Intelligenza” artificiale, con rigore scientifico e con consapevolezza di quanto la battaglia dell’umanità (quella minoranza che ancora possiamo reputare davvero umana), contro il genocidio globale, se sarà perduta, sarà anche l’ultima.

[1] Il termine "biofotoni" indica il fenomeno di emissione di energia luminosa (debole e permanente) per opera dei tessuti viventi. Ogni cellula emette segnali specifici, propri e caratteristici (come ogni persona possiede una voce particolare, un suo accento e parla la sua lingua). La teoria dei biofotoni, insegnata dal fisico Popp, sulle tracce di un'intuizione del russo Gurwitsch (1922), offre la credibile interpretazione (avvalorata da molteplici esperimenti) del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita ed anche delle alterazioni che portano alla malattia, sia un evento fisico di natura informazionale e quindi elettromagnetica (frequenze modulate).

Fonte: Aquarius-technologies

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mercoledì 15 marzo 2017

Le Idi di marzo

"L’aria che oggi scende nei nostri polmoni per portare la vita, porterà un giorno la Morte. E verrà giorno in cui non ci sarà monte e non ci sarà colle; non ci sarà mare e non ci sarà lago che non siano avvolti dall’alito fetido della Morte. E tutti gli uomini respireranno la Morte, e tutti gli uomini moriranno per i veleni sospesi nell’aria. Si ammaleranno le piante e moriranno una ad una. Le foreste diventeranno un enorme cimitero e tra gli alberi secchi vagheranno senza meta uomini storditi e avvelenati dalle piogge velenose”.

Grigorij Efimovič Rasputin (Novych)

“Tutti” hanno notato che, dopo le piogge di fine febbraio, le operazioni di geoingegneria criminale hanno conosciuto un incremento parossistico: in pratica non abbiamo potuto neanche goderci una sola giornata impreziosita dal sole e dai cumuli da bel tempo. Perché gli avvelenatori non mollano mai la presa? L’abbiamo già spiegato, ma lo ripetiamo anche a beneficio dei nuovi lettori: le scie chimiche (in inglese chemtrails) rispondono per lo più a scopi di natura militare e ciò chiarisce i motivi per cui le attività non possono essere interrotte mai o quasi mai.



Molti obiettano ricordando che viviamo, dopo che si è conclusa la Seconda guerra mondiale (1939-1945), in un periodo di pace e quindi non comprendono quali siano le finalità strategiche alla base della biogeingegneria illegale.

Periodo di pace? Anche trascurando tutti i conflitti combattuti, una volta che gli Alleati ebbero sconfitto l’Asse, oggigiorno sono decine le guerre che insanguinano numerosi paesi del mondo, soprattutto in Asia ed Africa, ma anche in Europa. Che queste conflagrazioni siano dimenticate, non significa che non dilanino intere aree e popoli. Basti un esempio: da un paio d’anni nella penisola araba si fronteggiano da una parte l’Arabia saudita alleata (singolare alleanza…) con Israele, dall’altra la minoranza sciita che vive nello Yemen, gruppo massacrato nell’indifferenza generale. L’Italia, la Francia, la Germania etc., come ha in parte ammesso l’attuale Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, vende armi ai vari belligeranti, ricorrendo – precisiamo noi – allo stratagemma delle triangolazioni.

Orbene, i conflitti di oggi si decidono sul campo, ma specialmente attraverso il massiccio impiego della tecnologia (droni, impianti radar, sistemi per la visualizzazione 3D del territorio…): tale tecnologia richiede un’atmosfera secca, elettroconduttiva. Quindi è sempre necessario disperdere bario, titanio, stronzio, alluminio e via discorrendo, poiché con la pioggia e l’umidità i sistemi elettronici o non funzionano o sono poco efficienti.

Periodo di pace? Oltre alle varie conflagrazioni cui abbiamo accennato, bisogna ricordare la guerra segreta con cui la cricca mondialista indebolisce e sfoltisce, in modo lento ma inesorabile, la popolazione mondiale (vedi le Georgia guidestones): questa guerra non dichiarata vede nelle chemtrails la sua arma più potente, in quanto non riconosciuta come tale, se non da una minoranza di persone.

Pace? Fino a quando? E’ passata inosservata, ma, tra le decisioni assunte da Trump, una è veramente cruciale. Preveniamo subito le critiche degli estimatori del nuovo Presidente statunitense: il magnate è, piaccia o no, un agente dei poteri forti: egli ha annunciato che intende trasferire l’ambasciata a stelle e strisce da Tel Aviv a Gerusalemme. Se tale trasferimento sarà attuato, si porranno le premesse per la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, quindi per il Terzo conflitto mondiale progettato e vagheggiato nel carteggio attribuito ad Albert Pike ed a Giuseppe Mazzini. [1]

Si sta dunque preparando, specialmente con i continui e massici interventi di geoingegneria clandestina, un tragico conflitto mondiale? Si narra che Cesare, prima delle Idi che gli furono fatali (15 marzo del 44 a. C.) ignorò tutti i presagi che adombravano pericoli e congiure a suo danno. I presagi della catastrofe incombente sono oggi sotto, anzi sopra gli occhi di tutti: per la maggior parte dell’umanità i nefasti eventi futuri saranno un fulmine a ciel “sereno”.

[1] E’ indubbio che alcune iniziative del tycoon sono lodevoli ed efficaci, ma, se non le avesse realizzate, avrebbe subito perso il consenso dei suoi sostenitori: purtroppo anche Trump, volente o nolente, persegue i piani della Cupola apolide, formata per lo più da spregiudicati banchieri e mercanti d’armi, la stessa Cupola che fomenta ostilità in ogni dove, armando tutti i belligeranti (divide et impera), la stessa che finanziò entrambi gli schieramenti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale. Le guerre sono utili! Ci si arricchisce, vendendo strumenti di morte; si controllano i paesi che si indebitano per acquistare aerei, carri armati etc.; si ridisegna l’assetto planetario, secondo gli obiettivi che si prefiggono gli usurai internazionali.

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sabato 11 marzo 2017

Appello per l’amico Stefano (Felce e mirtillo)



L'amico Stefano (Felce e mirtillo) è in una clinica di Roma. Era stato ricoverato in ospedale per un blocco all'aorta: nel nosocomio è stato purtroppo colpito da due ictus. Ora ha un'emiparesi che lo costringe a letto. Stefano è un uomo di rutilante intelligenza, dalla profonda umanità, dalla vasta cultura acquisita con una paziente interpretazione della realtà in tutte le sue sfaccettature. E’ uno dei pochi attivisti seri e capaci rimasti in Italia ed ora ha bisogno di aiuto e di vicinanza. Invitiamo coloro che vivono nella capitale o nelle zone limitrofe ad andare a trovarlo e ad offrirgli sostegno e conforto sia materiale morale.

Riproponiamo di seguito un suo intervento ad una conferenza svoltasi nel 2011.

Stefano, ricercatore indipendente, curatore del canale Felce e mirtillo, nella sua geniale relazione, illustrando il nesso scie chimiche-onde elettromagnetiche, privilegia l'analisi degli aspetti strategici e militari. Con un'esposizione perspicua, Stefano colloca ogni tessera al posto giusto. Tutto quadra in un discorso stringente ed inattaccabile: diffusione di nanoparticelle metalliche, ghiandola pineale, controllo della popolazione, attività solare, irradiazione di campi elettromagnetici, degradazione della società e della specie homo sapiens, ruolo dei Gesuiti e delle superpotenze... Resta un barlume di speranza, ma l'Armageddon sembra imminente...


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