mercoledì 28 aprile 2021

Facciamo chiarezza sui sieri mortali spacciati per vaccini

Un filmato (vedi a fondo articolo) dalla Germania, davvero eloquente, chiarisce alcuni aspetti inerenti i cosiddetti vaccini: l'avvocato tedesco Reiner Fuelmich, che sta attuando una causa internazionale contro la frode del Covid, discute con il suo staff ed una ricercatrice, i sieri letali ad mRNA.

Il cosiddetto "vaccino" mRNA attacca inizialmente i muscoli, oltre a provocare trombosi in sedi inconsuete. Inoltre distrugge i globuli rossi. L'effetto è simile a quello indotto dall'eparina. E' un fattore di risposta del sistema immunitario che attacca l'organismo e crea uno stress ossidativo tale da danneggiare irreversibilmente la cellula. Si tratta di una trombosi di nuova genesi, che deriva da una reazione del sistema immunitario e che colpisce maggiormente le persone sotto i sessant'anni, poiché queste hanno difese maggiori, rispetto agli anziani. Così la cellula sana si trasforma in cellula tumorale. Ora si realizza un "vaccino" che uccide le cellule sane. Il "vaccino" agisce a livello sistemico: le tossine attaccano il fegato, il quale tenta di eliminare i composti tossici, ma sono troppi, per cui esso viene progressivamente distrutto. Questa fase di ipertossicità ha una durata di circa sei mesi durante i quali le tossine sono espulse dall'organismo attraverso feci ed urine.

I lipidi [1] finiscono nelle acque reflue, le quali possono contaminare le acque potabili che, se non vengono opportunamente depurate, possono costituire un vettore di degenerazione cellulare per coloro che utilizzeranno quell'acqua. Certo... è curioso che il cosiddetto passaporto vaccinale (Green Pass) abbia una durata di sei mesi, allo scadere dei quali si deve nuovamente farsi inoculare. Sei mesi è il periodo necessario all'organismo per eliminare i veleni introdotti dal "vaccino". Sei mesi è il periodo che intercorre tra le prime due dosi ravvicinate e la successiva. Nella videoconferenza in questione, la dottoressa interpellata conclude asserendo: "Quindi se il soggetto cavia non muore entro i trenta giorni, morirà una volta che gli verrà inoculata un'ulteriore dose di veleno".

Inoltre le case farmaceutiche e la stessa EMA, così come l'omologa AIFA, sanno bene che "sarebbero sufficienti 10 microgrammi di siero, ma ne iniettano 30". Come sperimentato sui topi da laboratorio, 30 microgrammi inducono maggiori effetti avversi. Ulteriore aspetto terrifico è costituito dal fatto che, come relazionato da alcuni media, gli organi di alcuni soggetti deceduti a seguito della vaccinazione sono stati impiantati in altri pazienti. Si può intuire che gli organi "mutati", oltre che danneggiati, costituiranno un serio problema per le persone che li hanno ricevuti.

E' evidente che le autorità governative stanno portando avanti un piano di sterminio, anche perché, NON DIMENTICHIAMOLO, il virus COV-SARS-2 non è mai stato isolato, bensì esso viene usato come una scusa per sfoltire la popolazione attraverso dosi mortali di spacciati "vaccini" che tutto sono tranne che pozioni salvavita.

Un approfondimento in questo video, censurato da Facebook.

[1] LIPIDI:

- ALC- 3015 - (4-idrossibutil) azanediyl)bis (esano-6,1-diil)bis(2-esildecanoato)
- ALC-0159 - 2-[(polietilenglicole)-2000]-N,N-ditetradecillacetamide
- DSPC - 1,2-distearoil-sn-glicero-3-fosfocolina)
- Colesterolo
Il vaccino Pfizer, come quello di Moderna, utilizza le nanoparticelle lipidiche per inglobare l'RNA. Le nanoparticelle sono, fondamentalmente, minuscole sfere lipidiche che proteggono l'mRNA e lo aiutano a scivolare all'interno delle cellule. Queste particelle hanno dimensioni di circa 100 nanometri. È più o meno la stessa dimensione del coronavirus.

Pfizer ha comunicato l’utilizzo di quattro diversi lipidi in un "rapporto definito". Il lipide ALC-0315 è l'ingrediente principale della formulazione. Questo perché è ionizzabile. Potendo essere caricato positivamente, lega l’RNA, che ha carica negativa. È un componente che può causare effetti collaterali o reazioni allergiche. Gli altri lipidi, uno dei quali ill colesterolo, sono "adiuvanti" che danno integrità strutturale alle nanoparticelle o impediscono che si aggreghino. Durante la produzione, l'RNA e i lipidi vengono mescolati in una miscela frizzante per formare quello che la FDA descrive come un liquido congelato "da bianco a bianco sporco".



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domenica 4 aprile 2021

Singolari connessioni tra dispositivi pseudo-diagnostici ed il controllo mentale

"I tamponi PCR contengono fibre vetrose, rigide, in alcuni casi di silicio. Sono materiali non sperimentati per la biocompatibilità. Il problema fondamentale è che queste fibre si spezzano, rimanendo all'interno della lesione. Lesione che non viene cicatrizzata in caso di tamponi ripetuti. Perché scavare tanto tessuto, quando, se c'è un virus, lo si può trovare dappertutto? Anche nella saliva?" Così si esprime la Dott.ssa Antonietta Gatti.
Fibre di vetro, silicio, zirconio, alluminio, titanio, argento rilevati nei tamponi PCR.

In effetti, nei cosiddetti tamponi, dispositivi ideati per eseguire analisi genetiche e non esami diagnostici, per cui sarebbe sufficiente un po’ di sangue o saliva, sono state reperite micidiali microfibre di vetro, silicio, zirconio, alluminio, titanio ed argento.

Guarda caso sono gli stessi ingredienti delle “chemtrails”: se si riflette sulle proprietà fisiche e chimiche di questi elementi, caratteristiche illustrate nel volume “Scie chimiche: la guerra segreta”, 2015, si è tentati di giungere ad inquietanti conclusioni… Ad esempio, il silicio è - come è noto - un elemento conduttore adoperato nella circuitazione elettronica. Insomma, si è indotti a pensare che questi bastoncini spacciati per mezzi atti ad individuare un presunto patogeno, siano in realtà non solo strumenti di tortura, ma pure mezzi volti ad introdurre nell’organismo dei corpi estranei che possono interagire con particolari frequenze elettromagnetiche. Una connessione con il 5G e con gli impianti studiati da Derrel Sims? Non è da scartare.

L'immagine sopra è proposta in un capitolo del libro "Alien cicatrix", scritto dallo scienziato Corrado Malanga, sulla base di studi documentati e comparati su migliaia di persone. Lo sfenoide è un osso cranico che, se perforato in un determinato punto, permette di impiantare un chip nel cervello, passando dal naso. Molti di questi ordigni sono documentati in tantissime risonanze magnetiche...

Ed ecco arrivare dalla Cina (dalla Cina arrivano anche i tamponi...) il dottor Jho, del Center for Minimally Invasive Neurosurgery Department of Neurosurgery, University of Pittsburgh. La tecnica "non invasiva" di questo chirurgo è in grado di operare sulla pineale senza aprire il cranio, bensì passando attraverso l’osso sfenoide, che viene praticamente sfondato in una piccola zona. Il problema nasce quando si scopre che, con questo metodo, si può non solo togliere qualcosa dal cervello del paziente, ma introdurre anche qualcosa a livello dell’ipofisi.

L’apparecchio che serve per mettere questo qualcosa è una strana pistolina a pressione. Ma ancor più interessante è il fatto che ciò che verrebbe introdotto attraverso il naso, nel cervello, sarebbero dei componenti elettronici in grado di monitorare, attraverso microantenne, l’intera attività del cervello umano. Ed ecco come questa “brainradio” è fatta: la si vede riprodotta nell'immagine seguente.

Attraverso un sistema di reti a “ponti caldi” (il 5G cade a fagiuolo...), collegati con satelliti artificiali in orbita geostazionaria, con questo aggeggino possiamo essere monitorati in tutte le parti del mondo. Sì, perché l’ordigno, che non è più grande di due millimetri e mezzo circa, funziona come un “trasponder” e riceve corrente elettrica praticamente dal calore. Ciò vuol dire che non ha bisogno di una propria alimentazione e che è praticamente eterno.

Ora, se consideriamo che la miniaturizzazione è stata spinta ai suoi massimi negli ultimi dieci anni, è facile intuire come le misteriose fibre a base di silicio ed altri materiali pregiati, solitamente impiegati nell'elettronica e reperite insolitamente nei tamponi, potrebbero costituire la naturale evoluzione della tecnica messa a punto in Cina svariati anni or sono. Nascondere nanotecnologia intelligente in un tampone è, come un perfetto cavallo di Troia, il mezzo migliore per innestare surrettiziamente sistemi di controllo a distanza nel cranio delle inconsapevoli vittime. La falsa pandemia da COVID-19 ha dunque l'obiettivo finale di ottenere una popolazione docile e controllata? Noi riteniamo di sì.

Abbiamo notato anche singolari correlazioni tra il versante genetico della biogeoingegneria clandestina ed alcuni prodotti gabellati per antidoti, come il famigerato ModeRNA. Ce ne occuperemo appena possibile.

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giovedì 1 aprile 2021

Ritratto dell'attivista, ossia del dissidente (quarta parte)

Non necessariamente chi conosce una proposizione matematica conosce qualcosa. (L. Wittgenstein) Dobbiamo dunque declassare la sagacia logica ad ideologia bloccante. I logici ed i matematici (non quelli che coniugano la logica e la matematica con la riflessione critica come Wittgenstein) non possono né vedere né comprendere il mondo, perché vi sovrappongono un modello pregiudiziale, un a priori quadrato. E’ come voler a tutti i costi incastrare una formella quadrata in un cerchio. Anzi è come dichiarare, dopo che non è stato possibile incastrarla, che il quadrangolo è perfettamente inserito nel circolo, esigendo infine che tutti riconoscano un’evidenza del tutto infondata.

La “scienza” di oggi non è suscitata dal desiderio spassionato di conoscere i fenomeni, poiché è Ideenkleiden volta a giustificare ed irrobustire il potere; la tecnica non è un insieme di strumenti per migliorare l’esistenza, ma un apparato che, di là da qualche beneficio più apparente che concreto, alla fine porta al totale controllo degli individui.

Facciamo ora l’avvocato del diavolo. Disprezziamo la tecnologia di cui, però, ogni giorno usufruiamo: essa ci semplifica la vita e comunque non possiamo e non vogliamo rinunciarvi. Consideriamo che la téchne, come sostiene il filosofo Emanuele Severino, è il destino dell’umanità. Se probabilmente non possiamo cambiare il corso degli eventi, abbiamo, però, il dovere di analizzarlo, di giudicarlo. In una storia ideale il progresso tecnologico si sarebbe fermato alla produzione di utensili necessari alla sussistenza: vasellame, armi per cacciare, indumenti, rudimentali ripari contro le intemperie e poco altro.

Pensiamo agli Aborigeni australiani: la loro tecnica non è andata oltre il boomerang e l’uso di pigmenti. Si arrestarono, prima di essere risucchiati nel vortice delle innovazioni tecnologiche. In questo modo essi preservarono condizioni di felicità e di sostanziale armonia con la natura, del tutto negate al Sapiens moderno e contemporaneo che non usa gli strumenti, ma è usato da essi. Gli Aborigeni rimasero di qua dalla rivoluzione neolitica, catastrofe per l’umanità: l’introduzione e la diffusione dell’agricoltura, infatti, non significano soltanto “progresso” tecnologico, ma anche ridefinizione della struttura e dei ruoli sociali con la nascita delle classi, la divisione del lavoro, la comparsa dello Stato che è espressione dell’egemonia di un ceto sugli altri. Aggiungi poi la proprietà privata, il commercio, il denaro, la schiavitù per debiti, le leggi, le istituzioni, il controllo della popolazione attraverso le credenze religiose, la vita innaturale nelle città… e si comprende per quale motivo gli esseri umani, avviandosi sulla strada della “civiltà”, si sono in realtà incamminati, ignari e speranzosi, sulla via dell’autodistruzione.

In fondo, con la rivoluzione neolitica si forgiò anche il tempo, una fra le principali cause della miseria umana. I cicli ripetitivi dell’agricoltura soppiantarono il flusso “liquido” e inconsapevole in cui erano immerse le culture precedenti. Fu creato il tempo che, etimologicamente, è taglio, cesura. Inoltre lo scorrimento cronologico fu segmentato attraverso le ricorrenze e le feste – molte celebrazioni dei popoli antichi derivano da feste agricole – Il tempo, così suddiviso e ritualizzato, diede valore sacrale e simbolico a situazioni che, in precedenza, scandivano ritmi meramente naturali.

Continua...

Leggi qui la terza parte.

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sabato 27 marzo 2021

Corrente del Golfo: mai così debole negli ultimi mille anni

Recenti studi confermano che il complesso meccanismo che trasporta calore attraverso l'Oceano Atlantico si sta indebolendo. Se si somma tale fenomeno alla diminuita attività solare, si comprende che ci stiamo avviando verso una nuova era glaciale e che aumenti di temperatura più o meno repentini, più o meno diffusi, sono di origine artificiale. Vedi alla voce “geoingegneria clandestina”. Una glossa: la situazione descritta nell’articolo, che si deve alla penna di Mario Giuliacci (la radicale revisione linguistica è a cura di Tanker enemy), fu da Alessandro De Angelis e da noi, “profeticamente” annunciata già nel 2010 (vedi articolo). Persino individuammo gli stessi fattori evidenziati ora da prestigiosi atenei.

Se il clima invernale, in Europa, è sensibilmente più mite di quanto non sia nelle regioni del Nord America ubicate alle medesime latitudini, il merito è di quel complesso circuito di correnti oceaniche noto come AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) o Nastro Trasportatore del Nord Atlantico. Un enorme fiume di acqua calda, la ben nota Corrente del Golfo, si muove, infatti, dal Golfo del Messico verso Nord Est, in direzione dei mari settentrionali d'Europa dove poi si inabissa, per tornare quindi verso Sud come corrente fredda e profonda. E’ un circuito che si alimenta grazie alle variazioni di salinità, quindi di densità, delle acque marine: l'acqua della Corrente del Golfo, infatti, non si mescola con quella circostante e, a mano a mano che si dirige verso Nord e verso regioni più fredde, parte di essa evapora, rendendo questo fiume d'acqua via via più salato (l'acqua evapora, il sale no). Quando arriva a lambire il Circolo Polare Artico, nei bacini tra l'Islanda e la Scandinavia, è ormai così fredda e salsa da risultare molto più pesante dell'acqua circostante, perché l'acqua salata pesa più di quella dolce: ecco che allora sprofonda e, nel farlo, richiama dietro a sé altra acqua, alimentando di continuo il circuito che porta acqua calda, quindi calore, dal Golfo del Messico fin sul Nord Europa.

E’ un meccanismo che appunto consente di mitigare i rigori dell'inverno in gran parte del nostro continente: i venti gelidi provenienti dalle regioni polari, infatti, soffiando al di sopra di queste acque più calde, tendono ad intiepidirsi. Tutto ciò significa che, come già capitato in alcune occasioni nel lontano passato, un eventuale blocco di questo grande “fiume” oceanico potrebbe rendere all'improvviso il clima europeo assai più freddo, con inverni stretti nella morsa del gelo. Ecco perché uno studio ("Current Atlantic Meridional Overturning Circulation weakest in last millennium") pubblicato a fine febbraio 2021 sulla rivista scientifica “Nature Geoscience” risulta, al tempo stesso, interessante e preoccupante: secondo gli autori della ricerca, mai come negli ultimi 1000 anni l‘AMOC - dunque anche la Corrente del Golfo - era stata così debole come attualmente.

Gli studiosi, provenienti dalla Maynooth University, Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) e dalla University College London, hanno analizzato i dati raccolti nel corso di numerosi precedenti indagini, per ricostruire l'intensità del Nastro Trasportatore dal V secolo d.C. fino ai giorni nostri, giungendo alla conclusione che è in atto un celere affievolimento di questo complesso circuito di correnti oceaniche. In particolare, in base a quanto emerso dalla loro analisi, dopo un lungo periodo caratterizzato da una sua sostanziale stabilità, l’AMOC avrebbe cominciato a indebolirsi nel corso del XIX secolo, ma è soprattutto a partire dalla metà del XX secolo, quindi dagli anni '50 del XX secolo, che avrebbe mostrato un veloce declino, fino a giungere alla situazione attuale.

Dobbiamo perciò attenderci un cambiamento del clima invernale, con gelo estremo e frequenti bufere di neve anche in Italia?! Un’altra indagine ("Deep-water circulation changes lead North Atlantic climate during deglaciation"), condotto da ricercatori della Columbia University e del Norvegian Research Center, pubblicato nella primavera del 2019 sulla rivista scientifica “Nature Communications”, suggerisce che l’affievolimento del Nastro Trasportatore di solito precede di circa 400 anni il suo blocco totale e il conseguente brusco raffreddamento della regione. Poiché il fenomeno di indebolimento pare in atto da ormai quasi 200 anni, ci rimarrebbero ancora più o meno due secoli, prima di un brusco cambiamento dei nostri inverni.

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martedì 23 marzo 2021

Ritratto dell’attivista, ossia del dissidente (terza parte)

E’ più facile ingannare le persone che convincerle che sono state ingannate. (M. Twain)

Purtroppo l’uomo medio non riesce neanche ad afferrare concetti semplici, figuriamoci se è in grado di accostarsi a questioni mediche e scientifiche. Ad esempio, la massa non si orienta con argomenti come il contagio, l’insorgenza di malattie, le cure, limitandosi a ripetere i luoghi comuni della “medicina” ufficiale. Spesso ci si chiede: “Perché l’influenza si diffonde soprattutto nei mesi invernali?” In primo luogo, gli sbalzi di temperatura possono mettere a dura prova l’organismo, quindi renderlo più vulnerabile a certe sindromi. Inoltre, a proposito della trasmissione di certe patologie “infettive”, bisogna considerare anche il fenomeno della risonanza: la frequenza di un virus alias esosoma o di un altro patogeno può entrare in risonanza con quella di un virus alias esosoma di un'altra persona. La Fisica della risonanza è una branca della scienza misconosciuta. Una cellula, tra cui lo stesso DNA, si sintonizza, come hanno dimostrato vari esperimenti, con un’altra cellula, anche se sono entrambe perfettamente schermate pure contro i campi elettromagnetici. Significa che esse misteriosamente interagiscono a distanza, senza entrare in contatto fisico, per “simpatia” direbbe un esoterista o grazie ad una specie di entanglement, per usare un termine tipico della fisica quantistica. Che cos’è il contagio, se non un contatto? Ma se non avviene il contatto-contagio, perché e come ci si ammala? Ci si ammala forse per “simpatia” che è letteralmente “patire insieme”, in modo sincrono.

Anche l’autosuggestione ha il suo ruolo e l’autosuggestione è un entanglement psicologico. Ciò spiega perché, nelle famose epidemie del passato, alcuni non si ammalavano, anche se accudivano e toccavano gli infermi e, al contrario, certi, pur prendendo tutte le precauzioni del caso, tra cui la quarantena e la distanza dai “contagiati”, risultavano infetti. Le vere cause delle pandemie antiche, medievali e moderne restano ignote, mentre quelle contemporanee si sono conclamate e si conclamano sempre a seguito di crociate finalizzate a "vaccinare" o per la somministrazione di farmaci che deprimono il sistema immunitario, ad esempio la polio, l'AIDS, l'ebola…

Fra i credenti nel Covid (è una fede simile, tutto sommato, al credo nelle scie di condensazione) si annoverano anche molti laureati, persino in discipline scientifiche: si vede che essere capaci a risolvere equazioni, comprendere sistemi e matrici, destreggiarsi con la trigonometria etc. non sono indizi di intelligenza. Dev’essere così: sono solo abilità tecnico-mnemoniche. Diversamente, come giustificare la facilità con cui il sistema è riuscito ad indottrinare ed inebetire miliardi di terricoli con la farsa della falsa pandemia? Schopenauer ritiene che il vero genio non palesi attitudine per la Matematica; forse il filosofo tedesco non era, ancora una volta, lontano dal vero.

Pare anzi che dimostrare competenze logico-deduttive sia un requisito per essere più agevolmente plagiati; di converso gli intuitivi, gli artisti, gli eccentrici sono in genere restii ai condizionamenti della propaganda. Dovremmo dunque concludere che l’intelligenza dialettica non è intelligenza, ossia in senso letterale “vista interna, percezione oltre le apparenze”? Può darsi, ma allora che nome attribuirle? Possiamo considerarla, visto che non è un antidoto al controllo mentale, una forma di perspicace stoltezza? Con gli ossimori non andiamo molto lontano, perché ci si impegola in contraddizioni, sebbene tale approdo sia un’ulteriore prova che la “realtà”, da qualsiasi angolazione la si osservi, lascia trasparire la sua essenza antinomica. Esiste allora la stupidità, contrapposta all’intelligenza, mentre, in una zona di penombra, si situa un quid che non sappiamo né di preciso che cosa sia né come denominare.

Consideriamo che l’intelligenza non è bastevole per capire come funziona il mondo, perché sarebbe necessaria anche la sapienza. Forse essere versati in Matematica non vuol dire essere intelligenti, dacché l’Aritmetica e la Geometria o sono filosofie sui generis oppure strumenti per dominare la natura, come insegna diabolicamente Bacon. Nel primo caso sono teoriche; nel secondo mefistofeliche. Che la scienza e la sua propaggine, la tecnologia, siano aberrazioni rispetto alla natura è assodato. Alcuni studiosi sostengono che i popoli che vivono o vivevano in armonia con l’ambiente, nel complesso, felici ed in salute, come gli Aborigeni australiani, non palesano o non palesavano alcun interesse per la téchne. Essa è l’anticamera dell’inferno.

Ovviamente presupposto della tecnologia è una forma mentis scientifica, razionale, quella che Nietzsche disprezza in sommo grado e vede incarnata in Socrate, simbolo di un sapere calcolatore. E’ un tipo di sapere da condannare per almeno due ragioni: è freddo, cinico, svirilizzante, giacché irrigidisce una realtà che è energia, thymòs, spirito dionisiaco, inoltre, pur del tutto estraneo all’essenza delle cose che sono libere ed irrazionali, il pensiero socratico assurge, anzi pretende di assurgere ad unico e legittimo schema gnoseologico, emarginando ogni altro tipo di conoscenza, dall’intuizione artistica al mito, dalla magia alle esperienze sciamaniche. Se questo ragionamento è corretto, dobbiamo concludere – e sia pure una conclusione provvisoria – che l’intelligenza logica, quella che culmina nella feroce supremazia sull’ambiente e sulle classi subalterne per opera di una casta formata da tecnocrati, non è intelligenza, bensì ideologia castrante.

Leggi qui la seconda parte.

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giovedì 4 marzo 2021

Geoingegneria clandestina di marzo in piena attività

Anche oggi le attività di geoingegneria clandestina si rivelano massicce e parossistiche. Esse sono caratterizzate da una barriera formata da composti igroscopici. E' una specie di muraglia posta tra Spagna e Portogallo ed atta a bloccare la perturbazione in arrivo dall'Atlantico. Ieri le operazioni si sono pesantemente concentrate sul Centro Europa nonché sull'Italia Settentrionale, preparando l'atmosfera in modo tale da assorbire l'umidità relativa residua e predisponendo l'area al fine di diminuire l'intensità delle precipitazioni piovose, previste per i prossimi giorni e che, probabilmente, saranno notevolmente ridimensionate. Tutto ciò si manifesta con un cielo dalla preponderante colorazione bianchiccia nonché nel'assenza totale di nubi da bel tempo, nonostante l'alta pressione e le temperature in rialzo. La satellitare riportata mostra la situazione nelle prime ore di questa giornata.

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