mercoledì 3 giugno 2020

Segnalazioni di giugno 2020



Segnaliamo un importante lavoro di un giovane autore, ossia “Lux ex tenebris” di Edoardo Del Tredici. “Il volume rappresenta un lungo e variegato percorso conoscitivo alla scoperta di quesiti fondamentali, tra cui i seguenti: cos'è la realtà? Da dove proviene il pensiero? E’ possibile accedere ad una coscienza superiore? La struttura del testo è ispirata alla “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel: si parte dagli stadi più elementari dell'esperienza umana per risalire gradualmente fino a quelli più complessi - dal particolare all'universale. L'approccio multidisciplinare è volto ad offrire non solo una migliore intelligibilità per una vasta gamma di pubblico, ma anche un tentativo di riconciliazione tra le diverse correnti del sapere, mostrando come esse convergono al vertice delle conclusioni finali”.

Chi scrive non nutre molta simpatia per Hegel, tuttavia non seguiamo Schopenauer che lo considerò un impostore, insieme con Fichte e Schelling, ma di quest’ultimo Schopenauer riconobbe qualche merito. Tuttavia, anche con il senno di poi, si deve ammettere che l’Idealismo tedesco oggi tende a convergere con significativi, benché controversi indirizzi scientifici di stampo immaterialista nell’ambito della fisica quantistica. Non solo, comunque la si pensi, Hegel fu un pensatore vigoroso e il modello della sua logica triadica comprendente tesi, antitesi, sintesi, previ inevitabili adattamenti e modifiche, è stato con successo applicato all’analisi della storia contemporanea, nel momento in cui si considera la nota triade “problema, reazione, risoluzione”.

Il corposo saggio di Edoardo Del Tredici, pur nel solco della tradizione platonico-cristiana-apocalittica, si distingue per l’ampiezza del raggio d’azione, dell’orizzonte culturale sicché abbraccia sia abissali questioni filosofiche sia le asperità dei nostri tempi. E’ qui che il Nostro, tra le numerose fonti, attinge all’ultima nostra fatica, “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019. Ringraziamo Del Tredici per l’apprezzamento dimostrato nel citare un testo che evidentemente aggredisce in modo efficace temi scomodi.

Qui si possono leggere la prefazione di Lux ex tenebris ed un ampio estratto.



Molto attuale e “profetica” è una produzione cinematografica del 2017 intitolata “2030, fuga per il futuro”. Il titolo originale “Humanity Bureau” è molto più eloquente. E’ una pellicola in bilico tra programmazione predittiva e denuncia nei confronti dell’ipocrisia e della ferocia che connotano il potere. Nel 2030 i “cambiamenti climatici” (sic) e l’inquinamento hanno causato molti problemi socio-economici ed ambientali negli Stati Uniti d’America: nel tentativo di gestire la recessione economica, un’agenzia governativa, denominata “Humanity (molto umana… la solita inversione arcontica) Bureau”, si occupa di rastrellare le persone considerate improduttive e di portarle in una magnifica colonia, New Eden. Un solerte impiegato dell’agenzia, Noah Cross, interpretato da Nicholas Cage, deve convincere una donna, che abita con il figlio undicenne in una fattoria isolata, a trasferirsi a New Eden. Il film sa di deja-vu, non brilla né per suspense né per la recitazione di uno svogliato Cage che, com’è noto, ha solo due espressioni, con canottiera e senza canottiera. Nondimeno le avventure on the road, la bella fotografia ed un paio di battute (“E’ più facile generare paura che costruire un muro”) rendono il prodotto sufficiente. Infine, guardato alla luce dei recenti fatti relativi al Covid19, “2030, fuga per il futuro” si rivela davvero interessante. Registi, sceneggiatori, produttori spesso sanno più di quanto sembri ed anche un film di seconda categoria come questo lancia molti messaggi, a partire dal nome e cognome del protagonista, Noah Cross… Chi ha orecchie per intendere intenda.


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martedì 26 maggio 2020

Dicotomia



"Il vero sapere, il sapere temibile è ancora tenuto segreto, ma, credetemi, mio caro, esso esiste" (J. Buchan).

L’attività di divulgatori procede solo se si è abituati ad essere indagatori. Procede quando si trova qualcuno con cui condividere quanto esprimi e scrivi, altrimenti è come pestare l’acqua nel mortaio. L’ostacolo maggiore è il linguaggio: la masnada dei disinformatori e degli ufficialisti non sa – Wittgenstein docet – che il linguaggio plasma il reale. Uno che usa a spron battuto termini e sintagmi come “complottista”, “sciachimista”, “teoria del complotto” “bufala”…, beceri vocaboli che non abbiamo adoperato neanche una volta nei nostri saggi, che mondo può plasmare? Una realtà angusta, piccola, piccola, meschina, “storta come un ramo”. Sono parole che non hanno alcun significato o, al limite, generano significati deviati.

Nei loro disservizi televisivi, dilettanti come Giorgino Romiti alias Gaston Zama, abusano di questi quattro o cinque lessemi per poi, cimentandosi in analisi pseudo-psicologiche e pseudo-sociologiche, concludere che chi non la "pensa" come loro, dimostra l’intelligenza di un adolescente. Premesso che esistono molti adolescenti che denotano un acume mille volte superiore a quello di Gastone, il gran covone, potremmo affermare che lui e le altre cose a lui simili, rivelano la perspicacia di un bambino? No. Infatti un pargolo ha capacità intuitive del tutto negate a questi gazzettieri. Purtroppo anche chi osserva, investiga, comprende a volte cade nelle trappole lessicali e ricorre ad espressioni e termini squalificati e squalificanti, a dimostrare di quanto sia profondo e deleterio l’influsso degli appestatori della lingua. Siamo al cospetto di una dicotomia: da un lato chi è in grado di comprendere alcuni aspetti della realtà e che sa esternarli; dall’altro chi proprio non ci arriva e, per tentare di sopperire alla sua totale mancanza di ingegno, si puntella su una manciata di frasi fatte. Non indaga, perché non ci riesce. Non consulta, analizza e compara le fonti, perché pensa che una fonte sia quella dell’acqua minerale.

Qualcuno potrebbe obiettare che Giorgino e gli altri mestieranti sono come allievi inetti ad imparare, mentre i loro maestri sono ad un livello superiore. Sbagliato: forse Enrico Mentana dimostra una caratura maggiore sia linguistica sia intellettuale? La risposta è un sonoro no: dimmi come parli – e l’illustre Mentana parla e straparla come i suoi alunni – e ti dirò chi sei. A questo punto il discorso sulla buona o mala fede, diventa quasi secondario, quando si è ignoranti, quando non si è grado, laddove molti bimbi ne sono capaci, di guardare il cielo e notare la netta differenza tra un cielo naturale ed uno trattato, anzi maltrattato chimicamente.

Vicino a queste sterpaglie, gli occultatori di piccolo calibro, i pedestri e neghittosi negazionisti, crescono e prosperano begli alberi, i disinformatori mascherati, ad esempio Diego Fusaro, l’opinionista vetero- marxiano che si dà arie da filosofo. Sono alberi alti e frondosi ma… transgenici. Dunque è difficile uscirne: si è circondati da depistatori di lusso, tronfi e sprezzanti, dalla prosa patinata e vuota, oppure da rozzi pseudo-redattori.

I tempi incalzano e, invece, di basarci su una sinergia tra il sapere tradizionale e le nuove frontiere scientifiche, si regredisce ad un approccio pre-positivista, perché cicappini alla Polidoro non padroneggiano neppure i comunque antiquati concetti e metodi del Positivismo.

I tempi incalzano e bisognerebbe ampliare la propria visione, leggendo o rileggendo autori come Solov’ëv (1853-1900). Il filosofo russo, nella sua ultima opera, “I tre dialoghi ed il racconto dell’Anticristo”, datata alla Pasqua del 1900, pochi mesi prima di morire, prevede che il secolo XX sarà contrassegnato da grandi guerre, da grandi rivoluzioni cruente, da grandi lotte civili. Sul finire del secolo, i popoli europei – persuasi dei gravi danni derivati dalle loro rivalità – daranno origine, egli preannuncia, agli Stati Uniti d’Europa. “Ma… i problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell’uomo, resi più complicati ed intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono, come per l’addietro, senza risoluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico”. Ciò non comporterà, però, l’estendersi e l’irrobustirsi della fede. Al contrario, l’incredulità sarà dilagante. Sicché, alla fine si profila per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto.

In questo vuoto appunto emerge e si afferma la presenza e l’azione dell’Anticristo. Era (e sarà) – scrive Solov’ëv – “un convinto spiritualista”. Credeva nel bene e perfino in Dio, “ma non amava che sé stesso”. Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava “altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza”. Nella sua prima giovinezza si era segnalato come dotto ed acuto esegeta: una sua voluminosa opera di critica biblica gli aveva propiziato una laurea ad honorem da parte dell’Università di Tubinga. Ma il libro che gli procurò fama e consenso universali porta il titolo 'La via aperta verso la pace e la prosperità universale', dove “si uniscono il nobile rispetto per le tradizioni e i simboli antichi con un vasto e audace radicalismo di esigenze e direttive sociali e politiche, una sconfinata libertà di pensiero con la più profonda comprensione di tutto ciò che è mistico, l’assoluto individualismo con un’ardente dedizione al bene comune, il più elevato idealismo in fatto di principi direttivi con la precisione completa e la vitalità delle soluzioni pratiche”. Il nuovo padrone della terra – egli precisa – era anzitutto un filantropo, pieno di compassione, non solo amico degli uomini ma anche amico degli animali.

L’Anticristo, infine, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare “con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza”. Convocherà i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane ad “un concilio ecumenico da tenere sotto la sua presidenza”. La sua azione mirerà a cercare il consenso di tutti attraverso la concessione dei favori concretamente più apprezzati. Ma sarà un ecumenismo “escatologico”, realizzato quando ormai la Storia è pervenuta alla sua conclusione: “Così – racconta Solov’ëv – si compì l’unione delle Chiese nel cuore di una notte oscura su un’altura solitaria, ma l’oscurità della notte venne, ad un tratto, squarciata da un vivido splendore e in cielo apparve un grande segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle”.

Ecco le reazioni dei soliti sciocchi: “Solov’ëv era un altro teorico del complotto, un autore di bufale!” Perfetto! Andate a strafogarvi con le mozzarelle di bufala, così evitate di parlare.

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giovedì 14 maggio 2020

Da Giorgione a Giorgino



Per una singolare combinazione, il precedente articolo era dedicato a Zorzi di Castelfranco, noto come Giorgione, artista eccelso, genio del Rinascimento italiano; oggi ci occupiamo, se è lecito confrontare le cose grandi con le cose piccolissime – ma qui le accostiamo solamente - di Giorgino Romiti, in “arte” Gaston Zama (sic). Giorgio Romiti… chi è costui? E’ uno che appartiene alla redazione del programma “Le iene”: non è né pubblicista né giornalista, ma un dilettante che realizza servizi per la storica trasmissione di Italia Uno.

Sono noti i fatti che lo hanno condotto a confezionare un fumetto sulla relazione tra il Covid 19 ed il 5G. Abbiamo già scritto decine di articoli sui media di regime, sulla propaganda, sugli stratagemmi adottati dalla disinformazione: sono soggetti cui abbiamo dedicato anche un corposo capitolo nel volume “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019 cui dunque rinviamo per ogni approfondimento.

Tuttavia, poiché abbiamo conosciuto di persona Giorgio Romiti, vogliamo spendere qualche parola su un caso clinico. E’ un caso molto interessante ed istruttivo, perché possiamo asserire, senza tema di smentita, che Giorgino è la dimostrazione di come il sistema sia riuscito a creare degli individui omologati, lobotomizzati, paradossalmente in buona fede. Tanto di cappello ai registi dell’”educazione” e della “cultura” che hanno determinato una vera e propria mutazione antropologica: Giorgino è il campione - nel senso di specimen, non di asso - dell’uomo odierno, uno che si abbevera alle fonti ufficiali e che crede nelle favolette raccontate dagli organi dell’establishment, uno che apprezza e perfino ama il carnefice, scambiato per filantropo. Trasecolammo, quando ci accorgemmo che colui davvero è convinto che le Torri gemelle furono distrutte da un drappello di jihadisti barbuti, armati di coltellini. Giorgino non sapeva che il giorno 11 settembre 2001 fu demolita anche la Torre n. 7: quando lo informammo di ciò, restò in silenzio per un paio di minuti sì da parere un automa in cortocircuito. E’ semplice: Giorgino è un negazionista, ma il negazionismo ha tante teste come l’Idra. Vediamo quali.



· Negazionismo vero e proprio: coincide con la masnada di disinformatori storici intenti ad occultare, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, la verità ed a tacitare ogni voce fuori dal coro. Un esempio: Massimo Polidoro.

· Negazionismo estemporaneo: vi appartengono tutti quei “giornalisti” che di solito scribacchiano o berciano i loro scempi sui temi più disparati, ma che, alla bisogna, si uniscono agli occultatori di professione. Questi gazzettieri a volte si aggregano al primo gruppo. Un esempio: Enrico Mentana, iscritto al famigerato C.I.C.A.P.

· Negazionismo mascherato: combacia con il manipolo di “divulgatori” che rivelano qualche verità intrecciata a bugie e che si concentrano su argomenti alla fine collaterali o datati, ad esempio il falso allunaggio, l’omicidio di J.F. Kennedy. Se affrontano temi scottanti, come la geoingegneria clandestina, li trattano in modo ambiguo e depistante con il fine di intorbidare le acque. Un esempio: Claudio Messora.

· Negazionismo paranoide ed involontario: si riferisce a tutti coloro che, come Giorgino e la stragrande maggioranza della popolazione, amano rintanarsi in un mondo fiabesco dove persino Bill Gates, anzi Kill Hates, è un benefattore. Più che fette di prosciutto sugli occhi hanno delle mole di frantoio. Costoro sono paranoici in senso letterale, perché, non essendo in grado di accettare la realtà, che spesso ha degli aspetti spiacevoli, si creano una dimensione fittizia, rassicurante, puerile dove tutte le istituzioni sono buone, al limite, in qualche circostanza, un po’ inefficienti. Un tratto contraddistingue questa categoria rispetto alle altre stirpi di “bravi” che sono in mala fede, ma non del tutto privi di conoscenze e di intelligenza: la totale, irremissibile incapacità di comprendere e svolgere il più semplice ragionamento. E’ senza dubbio colpa dell’ignoranza, giacché, non appena citi, verbigrazia, il concetto di “frequenza elettromagnetica” o evochi, per cambiare àmbito, il mito platonico della caverna o il cambiamento di paradigma scientifico secondo Kuhn, strabuzzano gli occhi vacui e, imbarazzati, ridono nervosamente. E’ un’ignoranza in cui sguazzano “come porci in brago”, in quanto non vogliono né studiare né documentarsi. Questa ottusità è anche dovuta ad una “forma mentis” tipica dell’uomo nuovo, plagiato ed indottrinato ad hoc. E’ l’individuo descritto da Aldous Huxley nel romanzo “Brave new world”.

Come concludere? Se ci rivolgessimo ad una pianta per spiegarle che il virus non è un essere vivente, essa capirebbe, non la maggior parte dei sudditi. Contro la malvagità si può ancora lottare, ma contro la stoltezza siamo del tutto inermi.

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- Mary Poppins ed il mondo paranoide dei negazionisti


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venerdì 1 maggio 2020

L'Anticristo



Molti si chiedono per quale ragione non si veda via d’uscita. Crediamo che il motivo precipuo risieda nel fatto che l’umanità attuale è terribilmente decaduta.

L’altro giorno abbiamo visto un documentario su Giorgione da Castefranco e, con grande diletto, abbiamo potuto di nuovo ammirare il celebre dipinto dell’artista rinascimentale noto come “I tre filosofi”.

Ci si domanderà: che attinenza ha questo capolavoro con quanto sta succedendo oggi? Orbene, lo storico dell’arte Augusto Gentili propone un’interessante interpretazione del quadro: egli evidenzia che l’uomo dalla veneranda età raffigurato sulla destra ha in mano dei fogli che raffigurerebbero l'eclissi lunare totale del 29 febbraio-1 marzo 1504 a mezzanotte. Questo personaggio sarebbe Mosè, il mago e ierofante egizio ritenuto tradizionalmente il fondatore della religione ebraica. L'iconografia combacia con quella di Mosè e l’ipotesi è anche suffragata dai risultati delle radiografie cui è stato sottoposto il quadro: gli esami hanno mostrato che sul capo era stato rappresentato un diadema sacerdotale. La seconda figura non può quindi coincidere con un arabo qualsiasi, ma con Maometto: egli, infatti, porta una mano sul ventre che, in Astrologia si riferisce al segno zodiacale della Bilancia, domicilio di Venere. Il gesto adombrerebbe la tradizione venerea che contraddistingue il retaggio pre-islamico ed islamico. [1] Il vero problema si pone col terzo “filosofo”. Egli non è Cristo: come può, infatti, essere collocato dopo il Profeta, se cronologicamente il Messia è anteriore? Dopo l’epoca dominata dal fondatore della religione musulmana, si dipana l'età della congiunzione tra Giove e Luna, l'era dell'Anticristo. Nel 1504 l'eclissi, già indicata nei fogli in mano a Mosè, avrebbe dovuto sancire l’avvento dell'Anticristo e questo è proprio il giovane, intento a scrutare una grotta vuota dove non può avvenire la Natività. [2] Inoltre le radiografie hanno evidenziato degli originari tratti luciferini sul volto della figura, poi addolciti e dissimulati dal pittore. Agli albori del XVI secolo, Cristiani ed Ebrei dibattevano sulla questione dell'Anticristo. I primi ritenevano che egli sarebbe sorto dalla tribù di Dan; i Giudei, sostenevano, invece, che colui sarebbe nato nella comunità cristiana. [3] Con questo dipinto Giorgione e la committenza probabilmente meditarono su un tema tanto spinoso.



L’esegesi di Gentili ci pare, fra le molte proposte, la più plausibile. Consideriamo alcuni particolari dell'enigmatico quadro: il giovane tiene nelle mani un compasso ed una squadra, emblemi qui di un approccio raziocinante nei confronti della realtà, destinato a degradarsi nello scientismo, poiché la ragione è letteralmente “calcolo”, laddove l'artista vagheggia un contatto emotivo con la Natura, non a caso effigiata, nelle sue opere, con una pittura tonale, attenta alle più impercettibili variazioni chiaroscurali sulle cose nonché alle gradazioni cromatiche del paesaggio rappresentato non con un inquadramento di tipo matematico, ma, secondo la lezione di Leonardo, con una prospettiva atmosferica.

Ecco la differenza tra gli uomini del passato e quelli di oggi: la società contemporanea, anche nelle sue punte più avanzate, non sa andare oltre la cronaca, oltre il fatto nudo e crudo. Dimentica dei valori metastorici, non è in grado di collocare gli eventi in una cornice spirituale e simbolica. Ha perduto la tensione apocalittica che è, in senso proprio, l’anelito verso la “rivelazione”. Persino al tanto vituperato uomo del Medioevo, l’uomo odierno risulta inferiore: infatti nella media tempestas, anche gli indotti sapevano leggere le immagini, i valori iconografici salienti di affreschi, pale d’altare, polittici…; oggi molti si affannano a compulsare libri articoli, a scovarne ed a confrontare le fonti, ad ascoltare verbose e spesso inconcludenti interviste… e non scorgono i simboli messi davanti ai loro occhi! Quanti si chiedono se Trump appartenga al sistema e sia quindi un doppiogiochista o se sia un acerrimo avversario del Deep State. In primo luogo rileviamo un errore di fondo: è improprio riferirsi a Trump, quando bisognerebbe citare il genero Jared Kushner, potente eminenza grigia che manovra il Presidente statunitense come se costui fosse un pupo siciliano - avete notato come Kushner squadra Trump in tutte le foto che li ritraggono insieme? - Ebbene, avete mai osservato il gesto che il Tycoon compie con le mani, identico, ad esempio, a quello di Angela Merkel? Qualcuno adesso nutre ancora dei dubbi sulla sua affiliazione e sul suo vero ruolo?



Molti si chiedono che parte reciti un personaggio come Massimo Mazzucco: più di tante parole, vale l’eloquente e sinistro logo di ControTV.

Guardiamo di più e leggiamo di meno! In fondo, se la geoingegneria clandestina è, nell’arco di pochi anni, assurta a tragica devastazione del pianeta e del clima, ciò si deve all’incapacità di cogliere le differenze, di guardare in alto, di seguire il consiglio dato da James Hillman: “Vorrei ripristinare e valorizzare il semplice gesto di guardare in alto”.

Viviamo in tempi difficili: la censura abbatte la sua scure implacabile su ogni opinione non in linea con il “pensiero” unico dominante. L’umanità odierna pare irrimediabilmente decaduta; si atrofizza sul presente, manca di lungimiranza, i suoi progetti sono velleitari: qualcuno vuole fondare un nuovo partito, qualcuno ancora confida nelle menzognere istituzioni, qualcuno si lascia sedurre dalla New age, qualcuno sogna una rivoluzione, quel cambiamento radicale di cui si discute sempre, senza realizzarlo mai. Intanto non si può più scrivere, non si può più parlare: indossiamo le mascherine, segno di un silenzio imposto, e siamo simili ai grotteschi cortei dipinti da James Ensor. Non si può più scrivere né parlare; tuttavia si può ancora guardare e riflettere. Gli avvenimenti ci incalzano e precipitano: parecchi sono convinti di poter imprimere loro una direzione precisa, ignorando il fatto che le linee salienti della Storia sono già tracciate.



E’ lodevole lottare contro il sistema che è forte non per sé stesso, ma grazie a tutti coloro che, in buona o cattiva fede, lo puntellano, augurandoci che i primi, accorgendosi della natura scellerata dell’establishment, smettano quanto prima di appoggiarlo. E’ più lodevole essere consci dei limiti consustanziali nell’azione umana, ma soprattutto nella capacità, latente in taluni, manifesta in pochi, di intuire (letteralmente “vedere dentro”) la verità di là dalle apparenze e di farla diventare la fiaccola che rischiara le tenebre.



Avevano ragione Giorgione ed i suoi coltissimi amici: viviamo nell’era dell’Anticristo di cui la tecnologia è cifra feroce... Esserne consapevoli è un piccolo, grande passo verso la comprensione di quanto sta accadendo e di quanto, volenti o nolenti, accadrà.

[1] La stella e la falce nelle bandiere di quasi tutti gli Stati islamici alludono rispettivamente al pianeta Venere ed a Saturno, non alla Luna, come, per molto tempo, si è erroneamente creduto.

[2] Altri particolari inquietanti riguardano l'antro: tra le rocce crescono dei virgulti di fico, albero della Conoscenza (qui forse intesa in senso deteriore, come hybris) e il profilo della grotta delineerebbe una Sfinge, creatura mitologica legata alla morte.

[3] La tribù di Dan è una delle dodici tribù d'Israele: come la tribù di Issacar è quasi certamente di origine indoeuropea.

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giovedì 16 aprile 2020

L'operazione di Polizia del 23 marzo 2020


Vi racconto come si sono svolti i fatti: il sottoscritto, il 21 marzo, realizza una diretta dal titolo "Byoblu, non mi piaci tu", in risposta a questo video. Il filmato è subito censurato da Facebook. Dopo qualche minuto lo reinserisco, grazie ad un amico che lo aveva scaricato. Il giorno successivo un magistrato ordina una perquisizione ed il sequestro di materiale hardware, tutti gli account di posta elettronica e Google (compreso il cloud), tutti gli account social, tutti i cellulari, router per la connessione ad Internet. Il 23 marzo il PM autorizza la Polizia Postale a forzare la porta blindata, se necessario. Nella stessa giornata tre agenti e l'ispettore capo della Polpost entrano nell'abitazione, ottengono gli accessi ai sistemi, sostituiscono le password di tutti gli account di Google e dei vari Social Network (Facebook, Twitter, YouTube). Appongono il logo della Polizia postale e lasciano aperti i profili ai commenti dei negazionisti e dei vari diffamatori di Stato. L'operazione, che si protrae dalle 14:00 alle 21:00 e che si conclude con il sequestro di materiale informatico di proprietà di Antonio Marcianò (non indagato), scaturisce dalla segnalazione del disinformatore David Aleandro Puente, soggetto che ha fatto carriera, dapprincipio sotto le ali protettive della Casaleggio associati e poi sotto quelle del depistatore, Paolo Attivissimo, nonché del C.I.C.A.P.

La carriera di Puente vede un balzo inaspettato, quando è la stessa ex Presidente della Camera, Laura Boldrini, a presentarlo alla Camera dei deputati come "Fact checker" contro le notizie false. E' un fatto che la segnalazione di Puente ai magistrati imperiesi sortisce immediatamente il risultato desiderato e cioè quello di ottenere la seconda perquisizione in 7 anni presso l'abitazione di chi scrive e fratello. Subito, ovviamente, si scatena la stampa di regime e lo stesso Puente riferisce sulla sua pagina personale Facebook, nonché sul sito Open, diretto dall'illustre Enrico Mentana. Ovviamente i contenuti sono fortemente diffamatori e screditanti. Il 24 marzo il Questore di Imperia, attraverso la sezione anticrimine di Imperia, fa consegnare a domicilio un ammonimento all'indagato, che è accusato di "istigazione a delinquere". Il dispositivo di "restrizione preventiva" si richiama alla legge 159/2011 (legge antiterrorismo), ex articolo 3, commi 1 e 4. Rosario Marcianò è invitato a non esprimersi più sulla Rete sugli argomenti all'origine della perquisizione e del sequestro. In tutta questa sequela di iniziative, l'avvocato d'ufficio, incaricato dalla Procura di Imperia, si rende irreperibile, costringendo chi scrive ad agire in sua difesa per conto proprio. Infatti l'inquisito prepara di proprio pugno l'opposizione al "dispositivo di prevenzione" nonché "l'istanza di dissequestro". Dopodiché cade il silenzio, poiché le Procure sono chiuse per COVID19. La notte del 3 aprile, alle 04:12 ed alle 04:13 sono bloccati i due account Paypal preposti alle donazioni. Le richieste di chiarimenti non sortiscono effeto. Infine entrano in campo i guardiani del cancello, Claudio Messora di Byoblu e Massimo Mazzucco di Luogocomune.net. Quest'ultimo realizza un video dal titolo "Il Ministero della verità" in cui lamenta come gli altri di essere vittima di censura come altri soggetti citati. Mazzucco evita scrupolosamente di citare l'unico divulgatore che ha subìto REALMENTE l'attacco del sistema. Operazione compiuta: i pastori del gregge si autolegittimano, si atteggiano a vittime ed escludono dall'elenco degli investigatori indipendenti proprio colui che davvero costituisce un pericolo per il regime, con il plauso di Puente e gli altri che, nonostante le apparenze, sono d'accordo. Non solo! Puente, pochi giorni dopo questi fatti, viene incluso nella comissione governativa, istituita dal Governo per contrastare le cosiddette "fake news”!.



Il 4 aprile mi chiama (sulla nuova scheda SIM) il Commissariato di Polizia di Sanremo. Un agente che non si è voluto qualificare, mi comunica che ho una notifica da ritirare e mi dà appuntamento per venerdì 10 alle 18:30. Il giorno dell’appuntamento telefona mio fratello, riferendo che io non sto bene e che potranno eseguire la notifica al domicilio. L’operatore dall’altra parte del telefono dice: “La richiamo… devo fare mente locale”. Dopo mezz’ora richiama e sposta l’appuntamento alle 10:30 del 14 aprile 2020. Il martedì mi reco (insieme con mio fratello al Commissariato di Sanremo per ritirare la notifica. All'ingresso le due agenti ci indirizzano verso l'entrata dell'Ufficio stranieri. Una volta lì un agente, intima a mio fratello di allontanarsi, mentre invitano me ad entrare nell’ufficio. A quel punto gli spiego velocemente che il fratello funge da testimone ed assistente legale, come da delega prodotta e da normativa vigente. L'agente si rifiuta di leggere e mi ingiunge di entrare. Decido di allontanarmi, invitando l’operatore a recapitare la notifica al mio domicilio, a tutela dei miei diritti. A questo punto ci avviamo verso l'uscita. Mentre ci accingiamo ad attraversare la strada, sopraggiunge un agente in borghese. Costui mi ingiunge di tornare indietro e mi comunica che potrei essere denunziato per “resistenza a pubblico ufficiale”.


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venerdì 10 aprile 2020

Attacco agli attivisti



"Le cose sono in sella e cavalcano il genere umano" (R.W. Emerson)

Viviamo tempi cruciali ed il termine “cruciali” è un eufemismo. Per quanto riguarda la geoingegneria clandestina, questione che comunque non è scissa dagli altri problemi che affliggono il pianeta e l’umanità, bisogna purtroppo constatare che le attività, nonostante la chiusura di alcuni scali e il decremento dei voli civili, non sono per nulla cessate. Quasi sempre le operazioni avvengono con il favore delle tenebre e sono attualmente affidate per lo più ad aerei militari o a velivoli spacciati per unità impegnate nella fotogrammetria (sic). Osserviamo il cielo al mattino: vi si addensa la solita foschia chimica; malgrado l’alta pressione, non si forma una nuvola che sia una; il colore del firmamento è di un azzurro opaco. Solo, per qualche giorno, durante la quarantena, il tempo ha palesato situazioni naturali, ma poi, non appena l'Aeronautica militare si è organizzata, tutto è tornato all’abnorme “normalità”, a base di umidità ridotta per mezzo di composti igroscopici, siccità, orizzonte velato…

Circa i funesti eventi che contraddistinguono questo periodo, qui ci limitiamo a ricordare che si possono reperire in Rete ottime fonti e valenti divulgatori ai cui contributi ed analisi rinviamo affinché si possa conoscere quanto sta accadendo dietro le quinte e soprattutto che cosa ci riserva il futuro.

Mentre la situazione precipita, proseguono e si intensificano gli attacchi nei confronti degli attivisti. Sono vili aggressioni sferrate dai soliti noti, sgherri al soldo del sistema, persecutori sotto vaghe sembianze di “giornalisti” o esperti del nulla, tutta una combriccola di personaggi tra cui spicca in senso sia letterale sia figurato il nostro amico, Federico de Massis alias Task Force Butler, grosso, grasso e crasso personaggio la cui intelligenza è inversamente proporzionale alla mole. Questi attacchi spesso sfociano in iniziative giudiziarie che non intendiamo commentare. A tale proposito, forse molti non sanno che è possibile agire in giudizio in modo autonomo senza l’assistenza di un avvocato, evitando così di dilapidare ingenti somme in cause che comunque si sa come andranno a finire. Ogni cittadino può, infatti, sia in sede civile sia penale far valere da sé i propri diritti, appellandosi ad una serie di leggi che un giudice è tenuto a rispettare. Dunque, a beneficio di perseguitati politici, di dissidenti, di cronisti investigativi, di cittadini denunciati mentre "passeggiavano", pubblichiamo la normativa riferita a tale opportunità. La si consideri come un vademecum utile per parare i colpi della disinformazione e rintuzzare la proditoria offensiva dell’establishment. Per ora ci si difende, ma, come scrive Manzoni, “Verrà un giorno…”

Di seguito le leggi e le convenzioni internazionali sullodate.

· Legge 848 del 1950 art. 6, comma c che recita: “Ogni persona ha il diritto di difendersi da sé O avere l’assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia”;

· "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea" (detta anche Carta di Nizza, perché promulgata a Nizza il 7 dicembre 2000) cui è stato attribuito il medesimo valore giuridico dei Trattati dell'Unione Europea (ovvero dopo che le è stato conferito valore di diritto primario comunitario che prevale sul diritto interno dei paesi membri senza legge di ratifica) in tutta l'Unione Europea a norma dell'articolo 47 comma 2 ultimo periodo, ogni individuo ha la facoltá (potere di fare e non fare) di farsi consigliare, assistere o rappresentare in giudizio O di rappresentarsi in proprio in ogni ordine e grado di giudizio nel rispetto delle leggi vigenti”.

· Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici (firmato a New York nel 1966 e recepito dallo Stato italiano con la legge di ratifica 25 ottobre 1977, N. 881): Articolo 14 comma 3 “Ogni individuo accusato di un reato ha diritto, in posizione di piena eguaglianza, come minimo alle seguenti garanzie: d) ad essere presente al processo ed a difendersi personalmente O mediante un difensore di sua scelta; nel caso sia sprovvisto di un difensore, ad essere informato del suo diritto ad averne uno e, ogni qualvolta l'interesse della giustizia lo esiga, a vedersi assegnato un difensore d'ufficio, a titolo gratuito se egli non dispone di mezzi sufficienti per compensarlo”.

· Art. 6 CEDU Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. “1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e dovere di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia. 2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata. 3. In particolare, ogni accusato ha diritto di: a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico; b) disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa; c) difendersi personalmente O avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia”.

Postilla morfo-semantica. La "o" delle leggi di cui sopra è una congiunzione coordinante disgiuntiva. In morfologia le congiunzioni disgiuntive “o”, “oppure”, “ovvero” uniscono sintatticamente due elementi della proposizione o del periodo, dei quali uno esclude l'altro (aut aut) o si pone in alternativa all'altro (vel vel). Nella logica classica (aristotelica) la congiunzione "o" esprime un’alternativa, sia in senso positivo sia in senso negativo, sì o no. Dunque è chiaro il punto della frase scritta nella legge, ovvero “difendersi personalmente o usufruire dell’ausilio e della consulenza per opera di un difensore di sua scelta”, è e resta una facoltà e, in quanto tale, va rispettata ed applicata.

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