lunedì 4 gennaio 2021

Paura su un volo della "British Airways": la sindrome aerotossica colpisce ancora!

Inauguriamo questo annus terribilis, il 2021, con una cronaca sulla sindrome aerotossica (alias "fumo in cabina"). Questa volta a farne le spese è il co-pilota in un volo della "British" Airways, decollato da Londra e diretto ad Atene. Il comandante ha dovuto anticipare l'atterraggio a Zurigo, viste le precarie condizioni del secondo in cabina. Riportiamo l'articolo pubblicato su Ilmessaggero.it.
Momenti di tensione sul volo della "British Airways", decollato da Londra e diretto ad Atene. Mentre l'aereo sorvolava la Croazia, il copilota è improvvisamente crollato in terra all'interno della cabina, svenuto, privo di sensi. Il capitano, in un primo momento, ha pensato di fare ritorno nella capitale britannica, ma le condizioni del collega sono peggiorate, costringendolo ad un atterraggio d'emergenza a Zurigo, l'aeroporto più vicino in quel momento.

Che cosa è successo al co-pilota? Che tipo di malessere ha avuto? La compagnia aerea ha mantenuto il massimo riserbo sulla questione, dichiarando solamente che "il primo ufficiale semplicemente non si è sentito bene". Ma ciò che è avvenuto a bordo ha destato molta preoccupazione. [...] Un portavoce della "British Airways", in un comunicato, ha rassicurato, dicendo che l'aereo è rimasto sotto il pieno controllo del comandante e ha affermato: "La sicurezza dei nostri clienti e dell'equipaggio è sempre la nostra massima priorità e le nostre squadre si sono prese cura dei clienti, prima che proseguissero il loro viaggio".


"Sindrome aerotossica: quando e perché"

Abbiamo dedicato numerosi articoli alla sindrome aerotossica, pezzi sia di cronaca sia epidemiologici. In questi anni i media di regime, specialmente in Italia, o hanno ignorato il problema o hanno abilmente depistato, ad esempio insistendo sull’ipotesi secondo la quale sarebbero dei lubrificanti ad essere all’origine della sintomatologia diagnosticata.

Che la sindrome sia correlata ad una contaminazione proveniente dall'esterno è dimostrato dal seguente particolare: in cabina l’aria è riciclata ogni tre minuti (fonte Boeing). Occasionalmente, quindi, il velivolo si trova ad attraversare zone di atmosfera con alte concentrazioni di composti tossici e nocivi. Infatti, in genere, gli episodi di "fumo in cabina" accadono durante la fase di salita o in quella di discesa, allorquando l'aereo "taglia", per pochi istanti, gli strati di copertura artificiale che si trovano a quote basse o medie, ossia tra i 1500 ed in 6000 metri.

Le fasi più pericolose del volo sono quindi quelle in cui si attraversano le falde chimiche: esse, come è possibile constatare sia attraverso l’osservazione sia per mezzo di strumenti scientifici, aleggiano ad altitudini più o meno costanti, quelle sopra indicate.

Ricapitoliamo i principali sintomi della sindrome aerotossica che coinvolge personale di bordo e passeggeri.

• Nausea
• Vomito
• Vertigini
• Sonnolenza
• Perdita di coscienza

Il problema è stato portato all’attenzione mondiale dal comandante Susan Michaelis fondatrice, insieme con Tristan Loraine, del sito intitolato ad una ipotetica "Toxic Free Airlines". La comandante Michaelis nel 2007 pubblicò l’"Aviation Contaminated Air Reference Manual", corposo manuale che tratta della scarsa qualità dell’aria che si respira a bordo degli aerei. Susan aveva al suo attivo oltre 5.000 ore di volo, quando dovette ritirarsi dal servizio, causa malattia, dopo aver volato per tre anni sul BAe 146. Il comandante Tristan Loraine, pilota dal 1986 al 2006, scrisse il libro "Toxic Airlines". Nel 2006, mentre era ai comandi di un Boeing 757 in decollo da Heathrow, si era verificato quello che in gergo viene definito un "fume event" e successivamente Tristan ebbe la sgradita sorpresa di trovare tracce di TCP, l’additivo per lubrificare motori, nel suo sangue. A seguito del peggiorare delle condizioni di salute fu costretto a lasciare il servizio. Nell’aprile 2008 la BBC trasmise l’inchiesta "Something in the air" che trattava della malattia non ancora chiarita, definita come "Chronic Fatigue Sindrome" (CFS) ed il sito della Toxic Airlines ebbe allora il suo momento di popolarità.

La patologia è stata pure la causa di danni permanenti ed invalidanti e talora di decessi riscontrati tra dipendenti delle compagnie civili e passeggeri. I tecnici a terra, i piloti ed il personale di bordo sono perfettamente al corrente di quanto sta accadendo, ma nella paura di perdere il lavoro, tacciono. Per quanto potranno farlo ancora?

Per approfondire la questione si leggano i nostri precedenti articoli su Tanker enemy.

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sabato 19 dicembre 2020

All'arme (seconda ed ultima parte)

Poiché non si poteva trovare la giustizia, si è inventato il potere. (B. Pascal)

A questo punto, riconosciuta tale premessa, si tratta di vedere in che modo si potranno affrontare le insidie, in primo luogo le venefiche pseudo-vaccinazioni, che si profilano all’orizzonte.

Subito richiameremmo l’attenzione sul fatto che non bisogna lasciarsi incantare dalle sirene della Rete. Questi finti alfieri della verità si limitano a denunciare la situazione creatasi, senza mai prospettare possibili rimedi, inoltre adoperano un linguaggio ambiguo dove l’inganno del potere si insinua sotto mentite spoglie. Si pensi al sintagma “dittatura sanitaria”: è una dicitura fallace, perché, se siamo tutti d’accordo che è ormai stato instaurato un regime totalitario comunque deprecabile, dobbiamo, invece, dichiarare che di “sanitario” non ha alcunché. Una vera tirannide sanitaria agirebbe con metodi coercitivi e persino brutali, ma con il vero intento di tutelare i cittadini: ad esempio, ordinerebbe l’immediato smantellamento delle antenne 5G che irradiano letali campi elettromagnetici oppure eseguirebbe un controllo draconiano della filiera alimentare per evitare che il cibo sia contaminato dai metalli (provenienti dalla geoingegneria clandestina) e da mille altri veleni.

In realtà, Giuseppi e il suo entourage, per considerare solo l’Italia, “difendono” la salute con misure tanto assurde quanto dannose (vedi il caso delle mascherine supertossiche) e con gli pseudo-vaccini. Insomma gli imbroglioni hanno a cuore la vita degli Italiani, come un allevatore ha a cuore la vita degli agnelli, quando si avvicina la Pasqua. Purtroppo la campagna di pseudo-vaccinazione non subirà battute d’arresto, nonostante i già non infrequenti casi di reazioni avverse anche gravi. I bugiardi, oltre a rendere le pseudo-immunizzazioni de facto obbligatorie, attribuiranno decessi ed effetti collaterali ad una mutazione del fantomatico virus, proponendo ed imponendo altri finti antidoti necessari, secondo loro, per scampare al falso contagio.

Poi il crescendo rossiniano è destinato a sfociare in una “nuova normalità” che della passata situazione conserverà ben poco: le scuse più disparate giustificheranno le mascherine, le distanze di “sicurezza”, i veleni nelle vene, le restrizioni, le chiusure etc. Chi tenterà di sfuggire allo stato di polizia, alle “immunizzazioni” di massa sarà rincorso, accerchiato, escluso, perseguitato.

Di fronte a prospettive così allarmanti, bisogna imbracciare le armi e per armi intendiamo la creazione di una rete volta al sostegno reciproco con il fine di sopravvivere, quando probabilmente i dissidenti non potranno più contare sui pochi servizi e gli esigui emolumenti su cui finora si è fatto affidamento. Meglio non trastullarsi con illusioni come le criptomonete: forse non è lontano il giorno in cui varrà molto di più un canestro di frutta e verdura che diecimila euro in banca. Bisognerà dunque, se ne saremo capaci, tessere relazioni di mutua solidarietà ed assistenza (anche sanitaria): ognuno, secondo le sue risorse e competenze, potrà aiutare gli altri oppositori e, nel contempo, essere sostenuto.

Intanto – dispiace dirlo, ma succederà – i credenti nel dio “Covid19”, prima o poi, moriranno come mosche o, nel migliore dei casi, a causa delle pozioni atte a modificare il corredo genetico, saranno ridotti ad esseri malaticci, a schiavi malvivi alle dipendenze di tecnocrati straricchi e strapotenti. Certo, rincresce che bambini ed adolescenti, ignari della ferocia che il sistema coltiva in sé dietro una facciata di benevolenza, saranno falciati o, nelle più rosea delle ipotesi, trasformati in soldatini ubbidienti. Nel “Corano” è scritto che “chi salva una vita umana è come se avesse salvato l’intera umanità”. Proveremo a salvare qualcuno, prima che si abbatta la “grande tribolazione”, ma dobbiamo ammettere che non è facile: quanti adulti, cui è stato spiegato per filo e per segno quali sono i veri scopi della spuria pandemia, continuano a farsi abbindolare dai media di regime e dagli “scienziati” organici alla tirannide! Varie insigni tradizioni ci avvisano che siamo prossimi ad una fase decisiva come d’altronde si possono intravedere i segnali di una crisi epocale. Perciò “chi ha orecchie per intendere, intenda”. “Freccia prevista vien più lenta”, scrive Dante. Forse in extremis qualcuno la potrà schivare, concludiamo noi.

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giovedì 17 dicembre 2020

All'arme! (prima parte)

Siamo ormai in un vicolo cieco: ma come e perché ci siamo arrivati? Sembra un argomento che esula, tuttavia, per capire per quale ragione siamo ormai sull’orlo del baratro, non ci si può esimere dall’accennare ad un problema fondamentale, ossia la controversia circa il determinismo vs determinismo alias destino vs libero arbitrio. Sono innumerevoli quelli che, dimostrando più superbia che vigore di pensiero, liquidano la questione, pontificando: “Il fato non esiste; tutto dipende dalle scelte umane”.

Nessuno può avere l’ultima parola su un tema tanto spinoso, così non possiamo asserire che è vero il contrario. Lo scrittore francese Paul Valery irrideva i sostenitori del determinismo, perché, a suo parere, credevano nel nesso causale, in una catena di antecedenti che determinano una serie di conseguenze. Non siamo così ingenui da scambiare il post hoc (dopo di ciò) con il propter hoc (a causa di ciò), nondimeno siamo inclini a considerare almeno come ipotesi plausibile quella formulata dallo scienziato Vittorio Marchi. Marchi, pur essendo un esponente della filosofia riconducibile al “Tutto è Uno”, con tutti i pregi ed i limiti di questo orientamento, sul soggetto in esame è chiaro. Egli scrive: “Se, infatti, la mente dell’uomo fosse già sufficientemente evoluta, ogni accadimento avverrebbe nell’ambito di un continuo presente. Se tuttavia ciò non accade, è solo perché la mente limitata dell’uomo collega e segue gli eventi che avvengono nello stesso ‘tempo’ in ritardo, quindi in forma di successione, mentre in realtà tutto accade nello stesso istante”. E’ evidente che tale posizione teorica tende ad escludere il libero arbitrio che lo scienziato, non a caso, nega. D’altronde sempre Marchi osserva: “Il tempo è quell’artificio che usiamo per far sì che tutte le cose non avvengano simultaneamente, quando in realtà esse sono già avvenute, nel mondo del Pensiero (Spirito)”. Insomma, conclude Marchi: “E’ già tutto scritto”.

Ecco che subito si muovono le solite obiezioni: la fisica quantistica, cui si ancorano non di rado tendenze New age, ha distrutto il determinismo, sostituendolo con il probabilismo. A parte che della fisica quantistica esistono molteplici interpretazioni incompatibili fra loro e non tutte tali interpretazioni sostengono pure l’idea della libera volizione, bisogna ricordare che probabilismo non è sinonimo di libertà nelle scelte, perché ciò implica una direzione razionale, mentre il probabilismo consuona con il caos e l'irrazionalità.

Non solo! Se riflettiamo sul fenomeno tipico del mondo quantistico definito “sincronicità”, esso non depone certo a favore della dottrina del libero arbitrio. Sulla base della “sincronicità”, “tutte le strutture e gli eventi nell’Universo sono soltanto una complessa trama di particelle che si muovono nel ‘tempo’ e per le quali il passato e il futuro, per il principio della sovrapposizione degli opposti, sono solo un eterno presente” (V. Marchi). Così abbiamo dimostrato che il concetto di libertà non si può fondare sulle acquisizioni, comunque spesso controintuitive, della meccanica quantistica la cui cornice teoretica è di natura matematica, non etica.

Certo, qualcuno eccepisce, nel modo seguente: “Bisogna che tutti ci focalizziamo sul pensiero positivo, se vogliamo evitare che gli eventi precipitino”. Non è questa la sede per smentire o, almeno, ridimensionare questo luogo comune: ci limitiamo a notare che il richiamo alla massa critica per quanto riguarda il “pensiero positivo” non ha alcun fondamento. Infatti il pensiero, la coscienza prescindono dalla quantità, dal numero: teoricamente basterebbe anche che una sola persona concentrasse la sua volontà creativa e favorevole su un preciso fine per imprimere una svolta al corso degli avvenimenti. Ci sembra che ciò non sia accaduto né stia per accadere.

Quindi riprendiamo le frasi con cui abbiamo esordito. Siamo ormai in un vicolo cieco, ma come e perché ci siamo arrivati? Ci siamo arrivati, perché, del tutto o in parte, piaccia o no, la Storia è predeterminata. A questo punto, riconosciuta tale premessa, si tratta di vedere in che modo si potranno affrontare le insidie, in primo luogo le velenose pseudo-vaccinazioni, che si profilano all’orizzonte. In questi anni, occupandoci di geoingegneria clandestina, abbiamo sempre coniugato, nei limiti del possibile, gli aspetti inerenti alla ricerca e alla denuncia, con quelli che riguardano la prassi, ossia il “che fare?”. Proveremo a rispondere quanto prima.

Fonte: V. Marchi, La vertigine di scoprirsi Dio, Cesena, 2014

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sabato 12 dicembre 2020

Ritratto dell'attivista, ossia del dissidente (seconda parte)

Goethe scrive che “il mondo progredisce solo grazie a coloro che si oppongono”. Ecco perché la nostra società si è arenata, anzi regredisce ogni giorno di più, giacché regna il conformismo: pochi si oppongono, non tanto per obbedire al Diktat del “pensiero” unico, ma per abbracciarne entusiasti la vuota ideologia. E’ davvero un’ideologia vuota, in quanto neppure animata da impulsi vitali, per quanto diabolici e distorti, come quelli che infiammarono gli animi di gerarchi e sudditi nei regimi totalitari.

E’ una Ideenkleid strumentale costruita solo per soggiogare e circuire l’individuo massificato: non esprime una concezione del reale, sia pure nefanda. Viene a taglio un messaggio che abbiamo ricevuto da un amico: “Si è tentati di ridere dei tanti movimenti e associazioni che confidano nelle denunce, raccolte firme, petizioni e quant'altro, rivolte ai giudici e ai tribunali contro questo regime e i suoi soprusi. Tuttavia la Storia ci insegna anche che, prima o poi, questi regimi crollano e arriva per tutti la resa dei conti. Questo anche grazie a quei pochissimi che in ogni campo, nonostante tutto, rimangono incorrotti e continuano a fare il loro lavoro con coscienza. Oggi i potenti e gli arroganti credono che il loro trionfo sia prossimo, ma sono sicuro che, proprio quando saranno lì lì per mettere l'ultima carta sulla vetta, tutto il castello crollerà rovinosamente su di loro. [...] Il Signore in cui credo sta proprio dalla parte di chi è perseguitato e calunniato, essendolo stato anche Lui fino alla croce”. Questo messaggio evoca i campioni del nostro tempo, i guerrieri della luce, rispetto ai quali i pusilli rivelano tutta la loro infimità.

Consideriamo en passant il problema delle "vaccinazioni" più o meno obbligatorie: quanti oggi si sgolano contro le inoculazioni coatte, dichiarano che mai e poi mai si faranno iniettare una miscela tossica nelle vene! Li vediamo già in coda per ricevere la loro dose di “antidoto”: quando non essere vaccinati significherà non poter acquistare né vendere, tutta la loro determinazione a combattere contro la dittatura pseudo-sanitaria diventerà acquiescenza. Li vediamo già docili come agnelli pronti per essere macellati. I vili, i traditori sono legioni.

La società è guasta non solo a causa dei depravati, che, in fondo, sono una minoranza, ma a motivo di tutti quei mediocri, quegli ignavi che di per sé non sono malvagi, ma inetti, perché non si schierano, perché non prendono posizione, perché non osano avversare chi comanda. L’uomo non è solo antiquato, come osserva il filosofo tedesco Anders, essendo stato sostituito dalla tecnologia, dagli automi e dagli androidi che sono più efficienti, più produttivi, più veloci. L’uomo – dicevamo – non è solo antiquato, è anche castrato: gli è stata sottratta l’energia vitale, è stato privato persino dell’istinto di autoconservazione.

Ridotto ad un’ombra di sé stesso, ad una larva l’uomo di oggi si aggira fra le macerie di un mondo insensato. Il senso è stato sostituito dalla chiacchiera (Heidegger docet), da discorsi fatui su argomenti futili; il senso è stato surrogato da appendici tecnologiche, miseri, anche se rutilanti ammennicoli dati in cambio dell’autenticità…

Crediamo che in tempi remoti, come attestano molte tradizioni, l’umanità fosse migliore, poi fu pervertita. Qualcuno obietterà: si cerca un capro espiatorio, per deresponsabilizzare l’umanità. No, non la deresponsabilizziamo, ma ridimensionamo il suo ruolo, nel bene e nel male. Diversamente ci si allinea alla pericolosa retorica dei mondialisti che mirano a decimare la popolazione, pure con i loro diabolici “immunizzanti”, perché la considerano uno sbaglio di natura. Sono gli stessi che delirano di “immunità di gregge”. Certo, perché considerano il popolo un gregge, le cui pecore agiscono e reagiscono in modo gregario. Purtroppo i farabutti intendono non solo macellare le pecore più mansuete, ma soprattutto sgozzare le pecore nere. Fuor di metafora, gli scellerati al governo colpiscono in modo indiscriminato per sbarazzarsi di quei pochi intelligenti che smascherano le ignominiose nefandezze del sistema, per eliminare i pochi resistenti che svergognano i criminali travestiti da benefattori. Ecco, mai generalizzare: accanto agli stolti, tra gli stolti, non con gli stolti, il cui numero è infinito, come ci insegna Seneca, vive anche qualche individuo accorto. Esistono gli omunculi, ma anche gli Uomini; esistono le donnicciole, ma anche le Donne.

Leggi qui la prima parte: Ritratto dell'attivista, ossia del dissidente (prima parte)

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mercoledì 9 dicembre 2020

Mascherine supertossiche e scie tossiche: curiosi parallelismi

Siamo al corrente del fatto che indossare la mascherina è insalubre e potenzialmente letale, poiché causa ipercapnia ed ipossia. Portare la mascherina può anche provocare malattie del sistema respiratorio [1] (polmoniti batteriche). Si consideri poi che le museruole immesse sul mercato contengono biossido di titanio e fluoro. Ma non basta! Ora spunta un rapporto di analisi che evidenzia che, nelle mascherine fornite dall'amorevole Stato, ai docenti, al personale A.T.A. ed agli allievi di ogni ordine e grado, sono presenti anche vari metalli tra cui alluminio, bario, cromo, ferro, manganese, nichel, rame, zinco. Tra l'altro, coincidono con gli ingredienti tipici delle famigerate "scie tossiche". Singolare coincidenza... Non è poi così difficile capire perché da decenni siamo avvelenati con questi metalli diffusi in ogni dove.

E’ tutto interconnesso: da alcuni anni, si decanta la possibilità di somministrare farmaci (anche pseudo-vaccini che modificano il corredo genetico) a distanza e di dosarli, usando apposite frequenze. Insomma, un quadro inquietante qui appena tratteggiato. Approfondiremo il tema, appena possibile.

[1] Occorre, infatti, considerare che l'uso della mascherina causa ipercapnia ed acidosi, determinati dall'aumento di CO2 nel sangue e che riducono la saturazione di ossigeno nel sangue, esponendo il soggetto con maggiore facilità ad ogni tipo di aggressione batterica o virale. Questo ancor più in individui che sono affetti da difficoltà respiratorie per motivi cardiaci, broncopolmonari anche a genesi allergica o psicosomatica. L'acidità favorisce inoltre lo sviluppo di cellule tumorali. Sono frequenti anche cefalea e capogiri, indotti da questo stato. Infine l'umidità che si forma al di sotto della mascherina è in grado di produrre dermatiti micotiche e di aumentare l'eventuale carica batterica e/o virale altrimenti inerte, poiché essa si accumula negli alveoli polmonari del soggetto.

Qui la schermata di parte del rapporto di analisi. NOTA: Il committente ed il laboratorio sono stati volutamente oscurati su richiesta degli interessati.

Articolo correlato: I compagni di BaAl

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sabato 28 novembre 2020

Ritratto dell'attivista, ossia del dissidente (prima parte)

Chi sono gli attivisti contro la geoingegneria clandestina e, più in generale, contro quelli che abbiamo definito “crimini governativi”? Abbiamo provato a tracciarne un ritratto di cui pubblichiamo la prima parte.

Eruditi… una volta pullulavano, oggi siamo circondati da ignoranti laureati. Quasi sempre sono laureati in materie scientifiche. Sono dei beoti, protervi depositari ed araldi dei dogmi accademici. Sono anche sovente persone di successo, ma consideriamo che lavorano per conto delle diaboliche multinazionali o comunque sono integrate in un sistema perverso. Oggigiorno chi è organico all’establishment, chi aderisce, volente o nolente, al modello politico-economico egemone, trova un impiego remunerativo e intraprende una carriera costellata di promozioni; gli altri di solito sono condannati alla sottoccupazione o alla disoccupazione, ad essere emarginati.

Nel mondo attuale chi miete insuccessi, nonostante, anzi a causa dei suoi talenti, delle sue capacità, è un individuo autonomo ed arguto. Gli stolti, gli indottrinati, i corrotti insegnano nelle università, dirigono importanti aziende, conducono programmi televisivi, possono vantare uno status prestigioso. Parafrasando il Messia, diremmo: “Beati i falliti, perché essi otterranno il riconoscimento del loro valore!”. E il vero valore non è nel denaro che guadagni, nei titoli e nelle onorificenze che collezioni, negli incarichi di “responsabilità” che ti sono affidati; il vero valore è nella caratura intellettuale ed etica. La reale grandezza è inversamente proporzionale all’apprezzamento che la nostra società sudicia e rozza riserva a ciascuno di noi.

Chi è magnificato è una nullità; chi è vilipeso è spesso un individuo eccezionale, è un’eccezione che va contro le regole assurde e inique imposte dalla casta tecnocratica. Colloquia con un anziano agricoltore di un villaggio, con un bimbo che ruzza in un prato, con una donna semplice che ha cresciuto dei figli, con un operaio temprato dalla fatica: ti elargiranno perle di sapienza, esempi di abnegazione, spunti per riflettere.

Colloquia con un accademico, con un funzionario, con un “esperto”, ne caverai solo luoghi comuni, banalità, pregiudizi inculcati da diseducativi educatori. Pensano di essere furbi, ma sono talmente babbei che abboccano ogni volta all’amo, ad esempio della falsa pandemia: increduli nei confronti delle verità, sono, però, altrettanto creduli nei rispetti delle menzogne.

L’umanità attuale è spezzata in due: gli schiavi che comandano da un lato, i liberi che sono oppressi dall’altro.

Ci siamo espressi con certa durezza nei confronti dei negazionisti e, più in generale, del campione della specie homo sapiens sapiens (?) che essi rappresentano. Il nostro giudizio non cambia, nondimeno dobbiamo confessare che il biasimo non è pronunciato a cuor leggero: infatti ci doliamo nel vedere una società snaturata a tal punto da essere più degna di compassione che di condanna.

Quale sentimento poi si prova verso bambini ed adolescenti, vittime di vittime-carnefici? Essi sono inconsapevoli ed inermi di fronte alle astuzie del sistema che, mentre li carezza con una mano, con l’altra li bastona. Eppure, a volte, si ha un atteggiamento duplice: da un lato si commisera la sorte di costoro, dall’altro si è insofferenti, perché le opportunità di coltivare il discernimento sono offerte a queste ultime generazioni come alle precedenti. Sono poche le occasioni, ma non mancano: sono libri, sono eventi, sono maestri, sono incontri, ma essi li ignorano oppure, se si imbattono in queste chances di crescita, le schivano, più per ignavia che per paura.

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