venerdì 29 agosto 2014

"Meteoweb" e "Scientificast" confezionano un falso nel patetico tentativo di confutare Tanker enemy

La pseudo-scienza al servizio della disinformazione e del negazionismo.

In risposta alle nostre confutazioni in merito allo strumento Flir serie E8 ed alla possibilità di misurare con precisione i valori termici delle scie chimiche (Vedi QUI e QUI), dimostrando quindi che non si tratta di "contrails", i responsabili di meteoweb.eu e lo stesso chimico del C.I.C.A.P. nonché ideatore del sito scientificast.it, Simone Angioni hanno pontificato, con i soliti toni derisori, che le loro affermazioni erano corrette e che eravamo noi a non avere competenze per usare certe apparecchiature.

In sintesi, essi, basandosi su una mail palesemente falsa [1], hanno ribadito che la termocamera Flir serie 8 non è in nessun modo in grado di verificare la temperatura di un qualsiasi oggetto posto oltre i 3 metri e tanto meno rilevare le condizioni termiche di una scia. Ora, a conferma definitiva che certi "scienziati" mentono per habitus, dimostrando di non poter usare altro che la mistificazione nel vano tentativo di negare verità scomode, vi mostriamo la risposta che il tecnico della PCE instruments ci ha inviato, alla riapertura dell'azienda dopo il periodo di ferie. Era il messaggio che attendevamo per chiudere definitivamente la bocca a questi venditori di pentole. Nella mail si legge quanto segue:

"Gentile Cliente, tutte le termocamere sono in grado di misurare all’esterno. Non c’è una distanza massima o minima, l’unica cosa è che quanto più ci si allontana dall’oggetto tanto più le immagini risultano meno nitide. Per ulteriori informazioni ci contatti telefonicamente.

Morale: Meteoweb ha mentito in modo spudorato e quelle scie che rilevano la temperatura di +7° Celsius non sono scie di condensazione. La domanda che ora ci si pone è la seguente: "Chi sono i ciarlatani ed i falsari?". Questi personaggi dovrebbero essere denunciati per falso materiale.


[1] Il falso ideologico consiste nel sostenere il falso in un documento ufficiale. È una delle «falsità in atti», come sono chiamati i reati che implicano la falsificazione di documenti con dichiarazioni diverse da quelle vere oppure la creazione di documenti falsi. Nel primo caso si parla di falso ideologico e nel secondo di falso materiale. Le pene variano a seconda del ruolo dell’imputato (pubblico ufficiale o privato) e del documento falsificato. Arrivano a 2 anni di reclusione.

AGGIORNAMENTO

Un'ulteriore conferma proviene dalla viva voce di un responsabile vendita della termocamera Flir serie 8. la registrazione audio è ascoltabile qui.

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giovedì 28 agosto 2014

Salento: è allarme per la Xylella fastidiosa, il batterio che uccide gli olivi (articolo di Federica Sterza)

La geoingegneria clandestina miete un’altra vittima, l’ennesima. E’ la volta degli olivi salentini che sono aggrediti da un batterio, conseguenza diretta o indiretta di decenni funestati dalle operazioni chimico-biologiche. A furia di tendere la corda, la si spezza. Di fronte ad una questione tanto grave, suonano quasi comiche e grottesche le istanze dell’Assessore all’agricoltura, Fabrizio Nardoni. Costui evidentemente ignora (o finge di ignorare) le vere cause, la vera dimensione del fenomeno e l’ignoranza è la forza del sistema, come ci insegna Orwell. Auspichiamo perciò che la divulgazione del problema porti ad una sempre maggiore consapevolezza in vista di strategie risolutive.



E’ atteso per lunedì 4 agosto (l’articolo si riferisce ad un fatto dell’estate 2014, n.d.r.) l’incontro tra il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, e l’Assessore all’agricoltura della Puglia, Fabrizio Nardoni, per discutere dell’emergenza “Xylella fastidiosa”, il batterio che sta uccidendo centinaia di ulivi in Salento. Nardoni ha spiegato che la richiesta che avanzerà al governo sarà quella di “azioni energiche e specifiche per contenere ed arrestare la propagazione del batterio, un rafforzamento dell’organico che sta affrontando l’emergenza sul campo e nei laboratori scientifici, ma anche una maggiore operatività sul campo per entrare nei terreni con il supporto di atti amministrativi condivisi con il Ministero. Continueremo ad insistere affinché vengano messe a disposizione le somme indicate dal precedente ministro e che diano finalmente operatività ad ampio raggio e indennizzi per gli agricoltori colpiti”.

In Salento è in atto una vera e propria moria di ulivi. Dei dieci milioni di alberi presenti nell’area salentina, un quarto sarebbe a rischio di sradicamento, perché aggredito dalla Xylella fastidiosa. Ieri si è tenuta una conferenza stampa organizzata da un gruppo di consiglieri di minoranza appartenenti al centrodestra, nella sede della Regione Puglia. I consiglieri hanno esposto il problema. Il responsabile dell’Ufficio provinciale dell’agricoltura, Angelo Delle Donne, ha anche precisato che il patogeno è arrivato fino al Capo di Leuca, dove sono stati scoperti nuovi focolai.

Fonte: puglia24news.it

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domenica 24 agosto 2014

Intervista ad Allan Buckman, meteorologo e biologo, sulla geoingegneria clandestina

Il ricercatore indipendente e documentarista Dane Wigington, curatore di Geoengineeringwatch.org, ha intervistato, il 15 luglio 2014, Allan Buckman, militare in pensione, meteorologo e biologo.

I contenuti-chiave dell'intervista rilasciata da Allan Buckman sono quelli di seguito riportati. Le osservazioni dello scienziato, sebbene non aggiungano informazioni nuove, sono un’incisiva conferma di quanto scriviamo da anni. Per di più la fonte delle dichiarazioni è autorevole e qualificata, mentre in Italia, non si sa a quale titolo, personaggi come Paolo Attivissimo e di recente anche Natalino Balasso, privi di qualsiasi competenza specifica, credono di poter disquisire su temi che ignorano del tutto. In un ipotetico contraddittorio tra uno specialista come Buckmann (solo per menzionarne uno tra i numerosi) ed Attivissimo, che cosa prevarrebbe? La verità o la sfacciata disinformazione? A chi intendiamo dar credito? Ad un meteorologo e biologo o ad uno ex impiegato alla "Top One UK Ltd" (Macchinari per macinare le cose)?

• Quello che vediamo oggi nel nostro cielo è tutt'altro che normale.
• L'intero ecosistema, a causa della geoingegneria clandestina, è già cambiato.
• Pochi osano denunciare quanto realmente è accaduto e sta accadendo nella biosfera.
• Il governo ha ostacolato in modo sistematico le persone che affrontano il problema.
• Le nuvole sono oggigiorno per lo più artificiali.
• E' evidente che le scie che si vedono non sono contrails.
• Quando si scorgono aerei che volano in formazione o allineati, è palese che esiste un programma di dispersione di composti chimici.
• Nessuno dei funzionari interpellati e sollecitati da cittadini ed attivisti ha avuto ed ha il coraggio di occuparsi della questione, perché i responsabili temono conseguenze negative provenienti dai livelli superiori della gerarchia.

Fonti:

- Ningizhzidda.blogspot.it
- Sauberer-himmel.de


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mercoledì 20 agosto 2014

La metamorfosi dell’Artico


Da tempo il ricercatore indipendente e documentarista, Dane Wigington, denuncia il problema dello scioglimento del pack e del permafrost artico. La vera causa del fenomeno è, come è ovvio, da ricercare nelle coltri chimiche che intrappolano il calore nei livelli basssi dell’atmosfera e nell’impiego dei riscaldatori ionosferici. La principale conseguenza della fusione dei ghiacci è il rilascio nell’atmosfera e nell’oceano di gas metano all’origine di un aumento delle temperature. Tale crescita innesca, in un circolo vizioso, un’ulteriore liquefazione dello strato ghiacciato. Intanto la “scienza” accademica vede qualche particolare, ma in modo sfocato o brancola (quando non finge di brancolare) nel buio, incapace di distinguere tra fattori naturali ed antropici, tra un riscaldamento che, se correlato solo ai cicli geologici, di per sé non è preoccupante, e manipolazioni climatiche. Il global warming diventa fonte di inquietudine, quando si inquadra nella cornice di una degenerazione ambientale provocata in modo deliberato dagli interventi distruttivi della geoingegneria clandestina.

Ha suscitato un notevole sconcerto tra gli studiosi il misterioso cratere apertosi in Siberia all’inizio del mese di agosto 2014. Si ritiene che questo tipo di voragine si generi per le bolle di metano compresse nel sottosuolo, espulse poi a causa dello scongelamento del terreno. Questo, però, è solo il primo di una serie di inquietanti fenomeni a cui potremmo assistere nei prossimi anni, tutti causati, secondo gli “scienziati”, dall’innalzamento della temperatura del pianeta.

David Biello, sulla rivista “Scientific American”, nota che le temperature in tutto l’Artico mostrano un incremento circa due volte più veloce rispetto a quello del resto del globo. “Ad un certo punto, potremmo assistere ad uno stato del permafrost che non è paragonabile a quanto osservato negli ultimi cento anni," spiega Guido Grosse, geologo dell’Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina.

Uno di questi processi è in atto in alcune regioni artiche dove è possibile osservare un fenomeno noto come termocarsismo. Il termocarsismo tende a modellare il suolo, plasmando superfici molto irregolari, bacini paludosi, piccoli monticelli, cumuli di detriti. Essi si formano quando il permafrost si scongela. Molti di questi bacini carsici conservano grandi depositi di metano che si disperdono in atmosfera a volte con fiammate.

La N.A.S.A. afferma che il permafrost artico ha accumulato grandi riserve di carbonio organico: si stima che siano immagazzinate tra le 1400 e il 1850 miliardi di tonnellate, la metà di tutto il carbonio organico accumulato nel suolo della Terra. “Il riscaldamento del permafrost minaccia di rilasciare queste riserve di carbonio organico e di immettere in atmosfera biossido di carbonio e metano, sconvolgendo l’equilibrio dell’Artico e aggravando notevolmente il riscaldamento globale”, spiega Charles Miller della N.A.S.A. Tuttavia, una ricerca separata indica che alcuni laghi artici sono in grado di assorbire più gas serra di quanto non ne emettano in atmosfera. Questo contrasta con la visione “scientifica” diffusa secondo cui lo scongelamento del permafrost accelererebbe il riscaldamento atmosferico.

Di chi è la colpa? In primo luogo dei geoingegneri, sebbene il fenomeno sia anche connesso all’attività solare ed a cicli naturali.

Uno studio condotto dal professor Liu Zhengyu dell’Università del Wisconsin-Madison sembra, infatti, contraddice l’opinione corrente che il riscaldamento globale sia determinato dalle attività umane. La ricerca di Zhengyu mostra che l’innalzamento graduale delle temperature globali cominciò circa diecimila anni fa, molto prima della presenza di situazioni antropiche in grado di incidere sul clima dell’intero pianeta. Le simulazioni realizzate dall’équipe di Zhengyu attestano che la tendenza all’aumento dei valori termici è un fenomeno tipico dell’Olocene, l’attuale epoca geologica.

Fonte: ilnavigatorecurioso.it

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sabato 16 agosto 2014

Lo scienziato Clifford Carnicom individua una nuova specie di esseri viventi: i cross domain bacteria


Fummo lungimiranti anni fa, quando ridefinimmo la geoingegneria clandestina “bio-ingegneria”: nei fatti gli obiettivi di queste proditorie operazioni trascendono lo stesso ambito militare per collocarsi nel dominio di un’avanzata e sinistra biotecnologia. Sophia Smallstorm docet. Proponiamo un articolo del curatore di Freeskies. Il testo è relativo a recenti studi compiuti dallo scienziato statunitense Clifford Carnicom. Egli ha individuato una nuova forma di vita, i cross domain bacteria, cioè “batteri che travalicano i confini delle specie viventi conosciute”. Ci chiediamo se questi bizzarri microbi abbiano qualche attinenza con la pioggia rossa di Kerala (India) e con le precipitazioni chimico-biologiche di Oakville (stato di Washington, Stati Uniti d’America).

Il geniale ingegnere e ricercatore indipendente statunitense, Clifford E. Carnicom, studia da anni quella perniciosa ed al contempo misteriosa malattia denominata (forse impropriamente) sindrome di Morgellons. Con la sua équipe di ricerca ed i suoi mezzi personali, è giunto a risultati sorprendenti, grazie soprattutto alla sua mentalità, libera e priva di censure (o peggio di auto-censure) accademiche.

Il suo lavoro si sta concentrando ultimamente sulla classificazione di un nuovo tipo di batteri, riscontrato nei soggetti affetti dal Morgellons. Egli ha denominato questi patogeni C.D.B., ossia Cross domain bacteria. La sua intuizione ed uno scrupoloso lavoro di laboratorio lo hanno portato a definire tali organismi come ‘una nuova forma di vita’, al di fuori delle tassonomie tradizionali.

Questi microorganismi presentano alcune caratteristiche simili a quelle dei batteri estremofili in grado di vivere in condizioni ed in ambienti repulsivi, con temperature estreme, in terreni o acque iperacidi o iperalcalini nonché nei carburanti avio. Contemporaneamente non assomigliano a nessun organismo conosciuto. La loro capacità di aggregazione spontanea e quella di generare bio-film condivisi, li porta a produrre comunità filamentose a rapido accrescimento. Da notare infine la loro predisposizione a parassitare i globuli rossi umani, legandosi ad essi per costituire un aggregato nuovo a causa del quale gli eritrociti diminuiscono in modo drastico la loro capacità di scambiare molecole di ossigeno.

Da dove provengano tali organismi e come siano stati introdotti nella biosfera è difficile da stabilire: occorre, però, osservare che Carnicom da decenni denuncia quel crimine contro l’umanità che prende la dicitura corrente, ma di origine militare, di “scie chimiche” (chemtrails). La mappa planetaria dei pazienti colpiti dal Morgellons tende a coincidere, infatti, con le aree del pianeta maggiormente afflitte dalla nefasta operazione di irrorazione clandestina bio-chimica dei cieli, la bio-geoingegneria illegale.

Fonti:

- La suggestione oscura della libera ricerca, 2014
- C.D.B. characteristics, 2014

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martedì 12 agosto 2014

Canneto di Caronia (Sicilia) e Bitlis (Turchia): quale collegamento?


Canneto è una frazione di Caronia, in provincia di Messina. E’ salita alla ribalta della cronaca dal 19 febbraio 2004, per via di strani fenomeni di combustione: contatori ed oggetti contenenti parti metalliche prendevano fuoco senza alcuna ragione apparente. I fenomeni, protrattisi nel tempo, hanno causato anche un parziale allontanamento di alcuni abitanti dalle proprie case ed hanno dato una sinistra rinomanza alla piccola località.

Il 10 maggio 2005 fu istituito Il Gruppo Interistituzionale per l'osservazione dei fenomeni con ordinanza emergenziale della Protezione civile n.3428. L’iniziativa prevedeva una collaborazione tra Stato italiano e Regione Sicilia, anche nello stanziamento di fondi. Secondo l’équipe, diretta dal professor Francesco Mantegna Venerando, Canneto di Caronia "era stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata che dovrebbe raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt" (pari a quella prodotta da circa dieci centrali nucleari). A questo gruppo partecipò anche il professor Clarbruno Vedruccio, laureato in Fisica ed Ingegneria elettronica negli Stati Uniti, già collaboratore dell’Istituto di Fisica dell’atmosfera del C.N.R. a Bologna e docente di Metodologia della ricerca all’Università di Urbino.



Dei roghi si interessò pure il mitico C.I.C.A.P. che tentò di insabbiare, insinuando che erano stati gli abitanti della frazione ad aver appiccato le fiamme.
Il 24 giugno 2008 in seguito ad ulteriori indagini per opera dei periti nominati, il caso fu archiviato dalla Procura di Mistretta. La conclusione dei consulenti fu che si trattò di fiamme libere e di mano umana (sic!!!).

Tuttavia il 17 luglio 2014 il problema ha ricominciato a manifestarsi. Non solo! Curiosamente eventi come quelli ripresi a Canneto sono occorsi e stanno accadendo nella città di Bitlis in Turchia, nel quartiere di Mehmet Eli Bakir. Qui in alcune abitazioni scoppiano incendi per autocombustione. I residenti riferiscono di fuochi spontanei di divani, tappeti, armadi, letti e piumoni, ma anche di danni agli elettrodomestici. Il tutto è stato documentato da una rete televisiva turca.

Che cosa collega Caronia a Bitlis e qual è la causa degli accadimenrti? Entrambe le località sono situate a 38 gradi latitudine Nord. L’ipotesi più accreditata è riconducibile, come abbiamo scritto in altre occasioni, all’uso di armi elettromagnetiche: molti aspetti, però, rimangono ancora enigmatici e bisognerà ancora indagare. Tra l’altro malfunzionamenti di apparati elettronici ed incendi si registrano anche in altre località siciliane, ad esempio nella galleria di Tremonzelli.

Comunque l’archiviazione della Procura di cui sopra ci sembra un modus operandi molto significativo: quando non si riesce a disinformare, si occulta.

Fonte: ansu



Canneto di Caronia: ritorna l’incubo degli incendi che divampano senza causa apparente

Da alcune settimane sono ricominciati i roghi a Canneto di Caronia (Messina): anche se i media nazionali scrivono che l’origine degli incendi è, a tutt’oggi, ignota, non saremo molto lontani dalla verità, se vedremo nel fenomeno la conseguenza dell’uso di armi a microonde. L’imminente implementazione del M.U.O.S. a Niscemi forse gioca il suo ruolo nello… scottante problema.

E’ emergenza a Canneto di Caronia (Messina), dove gli incendi misteriosi proseguono senza sosta. Negli ultimi giorni gli episodi si sono moltiplicati e la gente è atterrita. Perciò il sindaco Calogero Beringheli, con un’ordinanza comunale, ha disposto di sgomberare gli appartamenti in cui si sono divampati i roghi, ma la psicosi (sic) sembra solo all’inizio, tanto che anche i vicini di casa che abitano poco distanti delle abitazioni sgomberate hanno preso armi e bagagli e si sono trasferiti altrove.

L’ultimo episodio è avvenuto lunedì 21 luglio, quando una mansarda ha preso fuoco e le fiamme in pochi istanti hanno avvolto tutto l’appartamento. Tre persone sono anche rimaste intossicate, mentre cercavano di spegnere il fuoco. Un altro rogo era divampato alcuni giorni prima, quando un materasso e alcuni mobili si erano incendiati senza una ragione. Non solo! Cavi e quadri elettrici, televisori, frigoriferi… tutti bruciati, senza che nessuno abbia mai scoperto la causa. Nei prossimi giorni in paese dovrebbe arrivare una squadra di tecnici per capire che cosa sta accadendo.

Fra il 2004 e il 2005 Canneto era stata già interessata da roghi “inspiegabili” che avevano portato la frazione in cui vivono poco più di duecento persone al centro della ribalta nazionale. Indagini, ispezioni, sopralluoghi, ma alla fine tutto era stato insabbiato e adesso le combustioni spontanee sono ricominciate.

Fonte: resapubblica


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