venerdì 10 maggio 2019

Romanzo criminale



La geoingegneria clandestina è solo uno fra i capitoli del romanzo criminale il cui intreccio si dipana, di giorno in giorno, nel nostro martoriato pianeta. Una panoramica sulle questioni più scottanti di questo periodo ci mostra un inasprimento delle controversie internazionali: alla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, si aggiungono i focolai medio-orientali e la crisi venezuelana con i conseguenti attriti tra Federazione russa e Stati Uniti. E’ evidente che la feccia mondialista, su cui veglia l’eretico Francesco, sta accendendo varie micce affinché divampi un conflitto su larga scala, non importa con quale pretesto, con quale casus belli. Da anni si grida “al lupo, al lupo”, da tempo ci si sente sul limitar di Dite e poi non accade alcunché di decisivo: infatti chi può sapere quando e come gli eventi deflagreranno? Con la costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme? Con un duello all’ultimo sangue tra N.A.T.O. e Russia?

Intanto continua lo stillicidio di iniziative, volte, di là da una facciata di politica per il bene comune, a vessare i cittadini, a ridurre gli spazi già esigui di libertà. Un caso vale per molti: la persecuzione nei confronti dell'ex lavoratore aeroportuale Enrico Gianini, “reo” di aver dimostrato, con le sue incontrovertibili e dirompenti testimonianze l’atroce realtà della “guerra climatica”. L’intemerato Gianini ha di recente subìto delle misure restrittive con accuse menzognere oltre che ridicole: il sistema non agisce con altrettanto accanimento nei confronti dei veri mascalzoni, che sono quasi sempre scarcerati o assolti da giudici “comprensivi”. Insomma, le istituzioni, come è consuetudine, sono deboli con i forti e forti con i deboli.



Prosegue anche l’implementazione del letale 5G: ci si chiede come si possa evitare di essere irradiati da dannosi campi elettromagnetici. Purtroppo non si può confidare nella classe “politica” di “destra” o “sinistra” che sia, divisa solo all’apparenza o per la spartizione e l’accaparramento di privilegi, ma unita saldamente quando si tratta di opprimere e danneggiare la popolazione: si pensi all’attuale esecutivo che ha per giunta inasprito le norme incostituzionali della Legge Lorenzin. Qui occorre chiarezza: i vaccini, spacciati per obbligatori non sono tali, visto che la convenzione di Oviedo, che è un trattato internazionale, ratificata dall’Italia con una legge ad hoc, prevale su qualsiasi regolamento nazionale. I genitori che ricevono dagli enti preposti intimazioni affinché i figli siano immunizzati, dovrebbero sapere che tali richiami sono del tutto illegittimi. Essi possono rispondere che è necessario osservare la convenzione di Oviedo (dura lex, sed lex) e che, qualora si insista con simili notifiche, si potranno adire le vie legali per il reato di atti persecutori oltre che per altri delitti ravvisabili nella condotta intimidatoria.

Accennavamo al 5G: è meritorio l’operato di Maurizio Martucci, autore dell’ottimo libro intitolato "Manuale di autodifesa per elettronsensibili", 2018. Nel volume sono contenuti preziosi consigli operativi. E’ ovvio che siamo sulla difensiva, ad esempio si possono schermare le abitazioni con idonee tende o pellicole o vernici oppure mettendo a dimora in vasi sui terrazzi o nei giardini piante che filtrano i campi elettromagnetici (in particolare la tuia), si possono diffidare i sindaci, presentando degli esposti, si può tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema… [1] Ci sembra, però, di lottare contro i mulini a vento, perché il sistema è sempre più potente e prepotente: la sua perversa tracotanza non si afferma tanto attraverso la coercizione, bensì per mezzo della propaganda. La propaganda ed il negazionismo, sotto le false e scintillanti sembianze di “informazione”, “scienza” e “cultura”, si insinuano in ogni dove: negli apparati, nei media, nelle scuole, nelle università, nelle organizzazioni non governative, nei movimenti “ambientalisti”…, giungendo a colonizzare e ad infettare le coscienze e le menti, ormai ottenebrate, incapaci di ragionare in maniera autonoma e critica, inclini, invece, a ripetere i luoghi comuni del regime, i dogmi dell’ideologia dominante.

Si vive così sempre più in una situazione di precarietà, di fronte ad un bivio: una strada potrà portare, superati numerosi e formidabili ostacoli, alla salvezza; l’altra si sa dove conduce…

[1] A proposito di indicazioni bibliografiche, è opportuno segnalare anche il saggio del fisico Vittorio Marchi, “La vertigine di scoprirsi Dio”, 2014. E’ un testo che, sebbene sia incentrato su questioni filosofiche ed epistemologiche, dedica un cenno anche alle chemtrails ed ampio spazio al problema delle onde elettromagnetiche.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 2 maggio 2019

Diffusione aerea volontaria tramite apparati specifici - Analisi di un delitto



Sebbene non pensiamo sia ancora necessario fornire ulteriori prove a sostegno della "tesi" dell'irrorazione deliberata tramite aerei commerciali, intendiamo fornirvi altri punti di riflessione.

E' grazie alle sempre più chiare e dettagliate immagini che ci forniscono le fotocamere di ultima generazione, se oggi siamo in grado di catturare particolari che, sino a pochi anni fa, non era possibile ottenere. Ora, invece, impiegando apparecchiature ad alta risoluzione, zoom ottici potenti ed inseguitori motorizzati, si riesce a definire le operazioni di geoingegneria clandestina. Si scopre che, in tutta evidenza, i flussi di aerosol provenienti -solo apparentemente- dai motori turbofan degli aerei di linea, sono più di uno. Un non senso! In pratica se da un singolo propulsore, a rigor di logica, si suppone dovrebbe scaturire un singolo flusso (spacciato, come ben noto, per "scia di condensazione"), al contrario le emissioni sono due o anche tre. Questa "anomalia" è ancor più rilevante, considerando che i pennacchi multipli si osservano sovente provenire solo da una gondola motore e non da tutte. Se, infatti, riprendiamo un bimotore, le scie sono tre (due da un motore, una dall'altro), mentre se stiamo filmando un quadrimotore, le scie possono essere sei, sette o più e non quattro! Come si spiega questo fenomeno?



Per quale motivo i gas di scarico, che dovrebbero formare una singola scia di condensazione per ogni motore sono, invece, originati da più parti in corrispondenza di un solo scarico? Inoltre, per quale motivo questa bizzarria non è bilaterale e simmetrica? Se si trattasse di qualcosa di normale, dovrebbe essere bilaterale e cioè tutti i turbofan dovrebbero originare più scie, ma questo non si verifica! Tra l'altro già in passato vi avevamo informati sulla presenza di specifici diffusori sub-alari, proprio installati sulla parte terminale delle gondole motore, per cui ora i conti ora tornano.

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D'altronde è palese che quelle strisce non sono contrails, visto che i sorvoli sono a bassa quota (alla stessa altitudine dei cumuli) ove non sussistono assolutamente le condizioni di temperatura e umidità idonee per produrre alcun tipo di scia di condensazione, persistente o meno che sia. Ma, di fronte alle aberrazioni or ora descritte e ben evidenziate nel filmato, è praticamente impossibile non constatare che trattasi di operazioni di aerosol deliberate, indirizzate a modificare le condizioni chimico-fisiche della nostra bassa atmosfera, attraverso quelle attività note come "inseminazioni igroscopiche delle nubi basse". Guerra climatica, insomma.

Le stranezze non si fermano qui, ovviamente. Sono stati osservati, in diverse occasioni, aerei commerciali che rilasciano prodotti chimici in modo discontinuo, esattamente come quando, adoperando un aerografo per verniciare, ci si trova con l'aver esaurito il liquido da spruzzare: in pratica la pistola a spruzzo non pesca più regolarmente dal serbatoio e quindi tende a "sputare" e di conseguenza il flusso vaporizzato non è più omogeneo. Quanto accade ad alcuni velivoli è esattamente la medesima cosa, confermando, una volta di più, che la storiella delle scie di condensazione è solo una patetica copertura che non potrà reggere ancora per molto, al confronto con i fatti. Comunque è un argomento che tratteremo specificamente in un prossimo articolo.

La lotta per la verità, ne siamo consapevoli, non è conclusa, però siamo certi che quanti sino ad ora hanno mentito alla popolazione (magistrati, giornalisti, "scienziati", meteorologi etc.), saranno giocoforza indotti a pagare caro, per aver avallato e coperto, per anni, questo crimine contro l'umanità.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 26 aprile 2019

Marcatori chimici del DNA


Pubblichiamo un articolo che, mutatis mutandis, ha attinenza con il problema per antonomasia, ossia la biogeoingegneria clandestina, soprattutto se si considera appunto il versante biologico della sinistra e nefasta attività, aspetto già illustrato tempo addietro in particolare dalla giornalista investigativa Carolyn Williams Palit.


A loro insaputa, i cosiddetti Gilets gialli sono diventati cavie di un esperimento sugli esseri umani con nanoparticelle e marcatori genetici [1] il cui effetto sugli organismi biologici è ancora poco conosciuto.

Per il governo francese, si tratta d’innocui “prodotti di marcatura chimica codificati” che impregnano la pelle, i capelli ed i vestiti delle persone interessate per un periodo di tempo variabile da diverse settimane ad alcuni decenni. Ufficialmente questa tecnologia non è mai stata adoperata contro esseri umani. Tuttavia, accurate informazioni raccolte da alcuni professionisti della sicurezza indicano che anche prima ed altrove i governi non hanno lesinato queste armi. Durante la diciottesima manifestazione dei Gilets gialli, cannoni ad acqua e gas, contenenti marcatori di DNA e nanoparticelle, sono stati impiegati contro i partecipanti ai cortei. Non solo, oltre ai marcatori chimici e alle nanoparticelle, risultano aggiunte sostanze psicotrope.

Queste “armi contro il DNA” sono state sviluppate nel Regno Unito e usate in Israele. Qui detenuti palestinesi hanno dichiarato di aver contratto vari tipi di tumori in seguito all’etichettatura del corredo genetico.

Per i fautori di tali procedimenti, i prodotti di etichettatura del DNA o dell’RNA non rappresentano alcun rischio, ma le loro dichiarazioni non sono avvalorate da alcuna evidenza scientifica.

Si sa che l’impatto della maggior parte di sostanze biochimiche impiegate sugli esseri viventi può essere rilevato solo dopo anni, poiché la maggior parte degli studi, che denunciano i pericoli di questi arsenali, è sistematicamente censurata dalle potenti società del settore chimico. […]

Nel 2014, le forze dell’ordine in Ucraina sperimentarono ordigni contenenti LSD: erano dispositivi forniti da una società israeliana. L’effetto fu catastrofico: i manifestanti presi di mira diventarono molto agitati e violenti ed alcuni cominciarono ad avere forti convulsioni, prima di gettarsi a corpo morto sui veicoli della forza pubblica.

In Brasile, le forze dell’ordine saggiarono già nel 2016 sostanze chimiche che avrebbero dovuto sedare i rivoltosi: il composto impiegato era un farmaco neurotossico. In Israele, alcuni dei gas adoperati contro i dimostranti contengono interferenti endocrini, sostanze allucinogene e LSD. […] I gas cui si è ricorso in Francia per il mantenimento dell’ordine, comprendono il CS2 (clorobenzilidene-malononitrile), un composto neurotossico che può alterare profondamente le capacità di percezione e coscienza. […]

Con la marcatura chimica degli individui, gli stati criminali hanno compiuto un ulteriore passo avanti nel controllo totalitario dell’individuo, fino alle radici del DNA.

Traduzione di Simonetta Lambertini

Fonte: invictapalestina.org

[1] Un marcatore genetico è una sequenza di DNA conosciuta che può essere identificata mediante un semplice saggio. Un marcatore genetico può essere costituito da una breve sequenza di DNA, come la sequenza che circonda un polimorfismo a singolo nucleotide (single nucleotide polymorphism), o da una sequenza lunga, come i microsatelliti.

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venerdì 19 aprile 2019

Il bario... questo sconosciuto



Già nel Medioevo alchimisti e streghe erano molto incuriositi dalla barite, un minerale composto da solfato di bario perché, esposta alla luce, manteneva a lungo la luminescenza.

Quando all’inizio di un corso di chimica si imparano a recitare le litanie della tabella di Mendeleev, al secondo gruppo, quello degli elementi alcalino-terrosi, si comincia col berillio, si continua con magnesio-calcio-stronzio (sogghigno di qualche studente stupidello) e si arriva al bario, l'elemento di peso atomico 137. Come elemento si usa poco; sono importanti i suoi sali derivati dal minerale barite, solfato di bario, che viene estratto in ragione di circa 6 - 7 milioni di tonnellate all’anno, metà in Cina e il resto in India, Stati Uniti, Marocco.

Il solfato di bario puro è un sale bianco, pesante, da qui il nome dell’elemento che viene dal greco, “pesante”, appunto, noto fin dal Medioevo per le sue sorprendenti proprietà; dopo essere stata esposta alla luce, la barite continua ad essere luminescente a lungo, cosa che attrasse la curiosità di alchimisti e streghe. Era chiamata “pietra di Bologna” perché alcuni giacimenti si trovavano nelle sue vicinanze. Carl Scheele (1742 - 1786) riconobbe nella barite la presenza di un nuovo elemento, che però fu isolato solo nel 1808 da Humphry Davy (1778 - 1829) per elettrolisi dei sali di bario fusi. L’ossido di bario, scaldato all’aria a 500-600°C, si trasforma in perossido di bario che si decompone a oltre 700 °C liberando ossigeno, il metodo per produrre ossigeno prima del processo di liquefazione dell’aria liquida.

Il solfato di bario, anche come minerale greggio, è usato nei fanghi di perforazione dei pozzi petroliferi. Allo stato puro il solfato di bario è usato come materiale di contrasto nelle analisi con raggi X. Il litopone, un pigmento bianco stabile alla luce, contiene solfato di bario e solfuro di zinco. L’isotopo 133 del bario si forma fra i prodotti di fissione dell’uranio e decade a cesio-133. I sali solubili del bario sono velenosi; Marie Robbins, una studentessa di liceo del Texas, prelevò il sale dal laboratorio della scuole l’aggiunse al cibo del padre uccidendolo, nel 1993. Era disperata perché i genitori avevano divorziato e voleva stare con la madre. È stata scoperta perché se ne è vantata con un compagno. Oggi il bario è aviodisperso per motivi strategici e lo ritroviamo nelle acque minerali. Dove va a finire la chimica...

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mercoledì 10 aprile 2019

PORTACHIAVI PERSONALIZZATO "STOP CHEMTRAILS"



Ciao a tutti. Come sapete l'autofinanziamento è l'unico mezzo per mantenere On-Line i contenuti che fanno capo a Tanker enemy, per cui il Vostro sostegno è sempre fondamentale. Ho pensato quindi di ringraziarvi in un modo originale e spero gradito. Coloro che eseguiranno una donazione minima di 25 euro tramite Paypal, riceveranno in omaggio questo esclusivo ed elegante portachiavi in acciaio satinato, griffato al laser. Un modo discreto per... divulgare il verbo. ;-)

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domenica 7 aprile 2019

Neve contaminata



Durante la primavera 2009, numerosi sci alpinisti segnalarono la presenza, sotto le solette degli sci, di un materiale nerastro e appiccicoso che rendeva difficoltosa la discesa. Le segnalazioni interessarono un'area piuttosto ampia, dalle Alpi Marittime alle Alpi Lepontine, a quote comprese tra 1500 e 2500 metri.

Furono prelevati campioni di materiale solido direttamente dalle solette degli sci e campioni di neve presso le località maggiormente coinvolte dalle segnalazioni: le analisi in laboratorio si occuparono della determinazione delle concentrazioni
di carbonio organico, azoto totale, metalli pesanti ed altri composti in tracce, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed alifatici.
I campioni di neve, inoltre, furono analizzati per la determinazione di PH, conducibilità elettrica, ioni principali; su alcuni campioni fu inoltre eseguita la speciazione e la quantificazione dei grani pollinici presenti.

Nei campioni di materiale solido i risultati delle analisi evidenziarono un elevato contenuto di carbonio organico, idrocarburi alifatici a catena lunga e idrocarburi policiclici aromatici. In alcuni casi, furono rilevati considerevoli livelli di metalli pesanti, tra cui zinco, rame, molibdeno, cadmio, antimonio, piombo e bismuto. Fu riscontrato un moderato arricchimento rispetto alle concentrazioni medie crostali, indicando così che l’origine di questi elementi poteva essere, almeno in parte, antropica (residui di combustione).

Sui campioni di neve prelevati in superficie emersero elevate quantità di grani pollinici, soprattutto di specie arboree provenienti dalle aree forestali limitrofe (pini, larici, faggi). Dalla caratterizzazione chimica dei campioni di neve emerse un contenuto di carbonio organico disciolto superiore non solo a quello rilevato nel 2009 nelle Alpi Orientali, ma addirittura superiore a quello osservato nella neve di Torino.

Anche nella neve, analogamente al materiale solido, furono rilevate elevate concentrazioni di idrocarburi pesanti e IPA. Gli strati più interni del manto nevoso mostrarono caratteristiche chimiche in linea con quelle tipiche delle Alpi, dimostrando che la contaminazione interessava principalmente la porzione di neve superficiale.

Si può ipotizzare che il fenomeno della “neve collosa” sia riconducibile alla deposizione su larga scala di residui di combustione (aerei?), simili per composizione chimica a fuliggine o nerofumo. A tutt'oggi non si conoscono i risultati delle ulteriori indagini che, all'epoca, fu garantito dalle autorità sarebbero state condotte per accertare, con assoluta certezza, le origini del fenomeno. Un altro triste episodio di insabbiamento.

Fonte: Università degli studi di Torino

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