giovedì 8 novembre 2018

Guerra climatica: un'ammissione importante dal CNR



E' scritto nel Vangelo che la "verità va gridata dai tetti". Antonio Raschi, Direttore dell'Istituto di Biometeorologia, CNR sede di Firenze, non proclama ai quattro venti il vero, ma almeno, pur all'interno di un discorso convenzionale e, in parte, depistante, insinua un riferimento quanto mai esplicito alla "guerra climatica" in atto ormai da decenni, con una frase eloquente: "Siamo al centro di un esperimento planetario di cambiamento del clima del quale non sappiamo bene gli effetti sul lungo periodo". Il sintagma "esperimento planetario" è quanto mai significativo, adombrando un insieme di attività coordinate e gestite da un potere sovranazionale. Il movimento degli occhi ed il tono della voce tradiscono un po' di timore, ma si vede che il Dottor Raschi sentiva la necessità di sputare il rospo. Che il cenno alla geoingegneria criminale sia avvenuto in un noto programma televisivo, piuttosto che in un semplice convegno, rende il tutto ancora più incisivo, perché, come ci insegna Mc Luhan, il medium è già messaggio. Speriamo che altri seguano l'esempio dello specialista: l'audacia da lui dimostrata fa risaltare ancora di più la vigliaccheria e l'omertà di figure tanto osannate quanto deprecabili, ad esempio gli esponenti dell'intera "classe dirigente".



[1] Antonio Raschi è nato a Firenze nel 1955. Agronomo, è ricercatore del CNR dal 1982. Nel 1985 e nel 1989 ha lavorato come ricercatore ospite presso l'Institute of Ecology dell'Università di Edimburgo. I suoi principali interessi scientifici sono l'ecofisiologia delle piante, i cambiamenti globali e lo sviluppo rurale. Dal 2009 è Direttore dell'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR_IBIMET). Ha preso parte a numerosi progetti europei ed è stato delegato di cinque progetti COST. E' autore e co-autore di più di cento articoli scientifici peer-reviewed.

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"Siamo al centro di un esperimento planetario di cambiamento del clima del quale non sappiamo bene gli effetti sul lungo periodo". Questa affermazione del Professor Antonio Raschi deve essere interpretata correttamente: come dimostrato dalla mimica, NON è una richiesta di consenso alla prosecuzione delle operazioni di geoingegneria clandestina, ma un grido d'allarme lanciato a chi vuole e può capire. In un sussulto di dignità, Raschi ha cercato di avvertire del pericolo mortale che incombe sul pianeta, se non si prenderà presto coscienza della "guerra climatica" in atto. Qualsiasi altra interpretazione, che chiama in causa presunte ed inverosimili questioni giuridiche, è destituita di ogni fondamento. Raschi è un ricercatore e non un giurista, inoltre il sistema che perpetra crimini di ogni tipo, è sempre e comunque al di sopra della legge oppure usa la "legge" come strumento di dominio. I tribunali sono deboli con i forti e forti con i deboli: agiscono contro gli oppositori, ora applicando norme assurde ora calpestando le regole che garantirebbero i diritti dei cittadini. Tutte le elucubrazioni su "sovranità individuale", "richiesta di consenso" sono sogni ad occhi aperti, masturbazioni cerebrali, utili sul piano pratico come una stufa d'estate. Questo è quanto.


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