Visualizzazione post con etichetta Malattie respiratorie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Malattie respiratorie. Mostra tutti i post

lunedì 20 maggio 2019

I gas di scarico degli aerei danneggiano i polmoni



Immaginate di essere in campagna o in collina o in una zona silvestre, in un'area non antropizzata e fate caso al suono grave che, con costanza martellante, sovrasta il cinguettio degli uccellini o lo scroscio dei corsi d'acqua. Alzate gli occhi al cielo e, tra le nubi basse ancora sopravvissute, potrete discernere nei particolari un grosso aereo civile che rilascia una scia più o meno persistente. Quell'aviogetto sta volando a bassa quota ed a velocità ridotta, a causa della densità dell'aria. E' impegnato in un sorvolo a "quota cumuli", nell'ambito delle operazioni di "inseminazione igroscopica delle nubi basse". Si devono considerare tre fattori concomitanti che confermano che quel velivolo non sta incrociando ad altitudine di crociera (8/11000 metri). I tre fattori sono i seguenti: a) il rumore; b) il passaggio al di sotto o dentro i cumuli; c) la bassa velocità. Quest'ultimo elemento dipende dal fatto che, a quote prossime ai 1600 metri, l'aria comincia ad essere piuttosto densa, opponendo resistenza ai corpi che la attraversano. Giacché gli aeroplani per il trasporto passeggeri non sono progettati per raggiungere gli 800 Km/h (velocità di crociera) in aria non rarefatta, pena danni alla struttura, i piloti devono, giocoforza, portare al minimo la manetta.

Ho evidenziato una situazione che ormai è la norma, solo che in pochi la notano, ritenendo che tutto questo sia assolutamente normale. Cosa che non è: infatti i velivoli che percorrono i corridoi ad alta quota loro assegnati (solo sulla carta) non si vedono ad occhio nudo né se ne ode il transito. Al contrario, si è in grado di distinguere nei dettagli questi aeromobili, di leggerne addirittura il nome della compagnia, di valutarne la forma ed il numero di motori etc. Quanto descritto, è una dimostrazione empirica che le dichiarazioni delle autorità "competenti" sono false. Non si tratta di velivoli commerciali che, ad alta quota, generano scie di condensazione. Ergo quelle scie non sono formate da vapore acqueo.

In ogni caso, supponiamo che questi aeromobili non rilasciassero tracce visibili di sorta, il risultato non cambierebbe, visto che i carburanti N.A.T.O., additivati di sostanze chimiche neurotossiche, sono dannosi non solo per il nostro sistema nervoso, ma anche per i nostri polmoni (Ogni anno muoiono sette milioni di persone a causa dell'inquinamento atmosferico). Infatti un recente studio, condotto dall’Università di Berna, ha dimostrato l’azione nefasta delle polveri fini originate dai gas di scarico dei reattori aerei sulle cellule polmonari umane. I danni maggiori sono provocati dalle particelle prodotte, quando il reattore non funziona a pieno regime.



È ben noto che le polveri fini (PM 2.5 e PM 10) generate dai motori a scoppio delle automobili raggiungono i polmoni e compromettono la salute a lungo termine. Che ne è delle particelle (PM 2.5) provenienti dai motori degli aerei? Ricercatori guidati dalla Dott.ssa Marianne Geiser Kamber dell’Università di Berna, insieme con i colleghi del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca e della Scuola universitaria professionale del Nord Ovest della Svizzera (FHNW), hanno condotto esami con il modello di turbine più diffuso al mondo e sulle cellule polmonari umane. Secondo i risultati dello studio, pubblicati sulla rivista "Nature Communications Biology", l’effetto sulle cellule epiteliali dei bronchi delle particelle, derivanti dalla combustione del cherosene, è analogo a quello dei motori a benzina ed a gasolio. Sono soprattutto le particelle primarie (ossia emesse direttamente da una fonte) di fuliggine che possono danneggiare direttamente le cellule polmonari ed innescare reazioni infiammatorie.

I ricercatori hanno realizzato esperimenti con cherosene convenzionale e con biocarburante, composto accanto al cherosene di quasi un terzo di grassi animali e vegetali. Il secondo non è necessariamente migliore del carburante standard in termini di effetti sulle cellule polmonari.



Per lo studio, gli scienziati hanno impiegato la turbina CFM56-7B Turbofan, la più comune al mondo, su un banco di prova per simulare vari regimi, come quello al decollo, in salita o al minimo (quello che si verifica a bassa quota, n.d.r.). I gas di scarico sono stati convogliati in una camera di deposizione di aerosol che conteneva cellule epiteliali bronchiali umane.

Gli specialisti hanno esposto le cellule ai gas di scarico per un’ora: in questo modo hanno potuto saggiare, in condizioni realistiche, come le particelle fini si depositino sulle cellule polmonari e quali reazioni provochino. Tra queste ultime vi sono danni alle membrane cellulari e stress ossidativo, responsabile di un invecchiamento più rapido delle cellule e possibile fattore di insorgenza di neoplasie.

Le cellule polmonari hanno mostrato le reazioni più forti al cherosene convenzionale durante il funzionamento minimo del reattore. Questo, in un primo tempo, ha sorpreso gli esperti, poiché la quantità di polveri fini depositate sulle cellule era estremamente più contenuta che alla massima potenza. La qualità delle particelle prodotte tuttavia differisce durante il minimo di attività del reattore, il decollo o la salita. Quando il reattore funziona al minimo, si producono particelle con una composizione che scatena reazioni cellulari molto più forti, nonostante una dose inferiore, ha spiegato a Keystone-ATS la Geiser, sottolineando la rilevanza per la salute della qualità delle polveri e non solo della loro dose.

Per il biocarburante, la reazione cellulare più forte è stata osservata durante la simulazione del volo ascendente. Le cellule hanno in particolare prodotto più fattori infiammatori (citochine). «Queste reazioni riducono la capacità delle cellule delle vie respiratorie di reagire adeguatamente ad un successivo attacco virale o batterico», ha asserito la Geiser.

L’attenzione di questo studio si è concentrata sulle cosiddette particelle primarie, quelle cioè che vengono emesse direttamente durante la combustione del carburante, ha spiegato la Geiser. Con l’aumentare della distanza dalle turbine, le polveri primarie sono trasformate ed hanno effetti diversi sulla biologia dei bronchi.

Fonte: CDT.ch

Lo studio nel dettaglio: Non-volatile particle emissions from aircraft turbine engines at ground-idle induce oxidative stress in bronchial cells


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 23 giugno 2018

Ombre in cielo e nanoparticolato atmosferico



Da che cosa deriva l'ombra delle scie? Dalla riflettanza. Le ombre delle scie sono un effetto del nanoparticolato composto da metalli e solfuri in sospensione (nanopolveri PM 0.3): è un fenomeno che determina un'elevata riflettanza tale da causare la comparsa dell'ombra, proiettata dalle scie e dall'aereo (e, in taluni casi dalle stesse nubi) in particolari condizioni di luce solare. [1] La presenza del nanoparticolato non è fortuita, ma funzionale agli obiettivi strategici che motivano le attività di geoingegneria clandestina alias "scie chimiche", volte a creare un medium atmosferico utile alla propagazione delle onde elettromagnetiche ed alla drastica riduzione dell'umidità, quindi delle precipitazioni piovose. Di qui la distruzione delle nubi naturali, sostituite da quelle che i meteo militarizzati indicano come "innocue velature" che sono tutto fuorché innocue.

[1] La riflettanza misura, in ottica, la capacità di riflettere parte della luce incidente su una data superficie o materiale. Essendo quindi il rapporto tra intensità del flusso radiante riflesso e intensità del flusso radiante incidente, è una grandezza adimensionale.




Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 9 settembre 2016

Nanoparticelle di ferro nell'encefalo e patologie neurodegenerative



Una recente ricerca pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences (P.N.A.S.) collega l’inquinamento ambientale a danni neurologici. Lo studio, che individua tra le fonti di contaminazione gli impianti industriali e gli inceneritori, dimentica, però, la principale causa dell’avvelenamento, ossia il traffico aereo commerciale che di fatto è spesso collegato alle devastanti attività di biogeoingegneria clandestina alias scie chimiche (chemtrails). Insomma i ricercatori vedono il filo d’erba e non la foresta, ma il nesso tra particolato ultrafino ed affezioni neurodegenerative, nesso già evidenziato anni fa da vari scienziati a tutto tondo, come Russell Blaylock, è sempre più evidente ed indiscutibile.

Non solo cuore e polmoni: anche l'encefalo è a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico. Una ricerca recentemente pubblicata sui Proceedings of the national academy sciences ha, infatti, identificato, per la prima volta, nei tessuti del cervello umano delle nanoparticelle di magnetite di origine industriale. Il materiale - spiegano gli autori dello studio - è un ossido del ferro con proprietà magnetiche prodotto dai processi di combustione delle centrali elettriche, degli inceneritori e di vari impianti industriali. All’interno del nostro organismo risulta estremamente tossico.

La presenza di magnetite nel cervello umano in realtà non è di per sé una novità. Da almeno venticinque anni, infatti, si sa che il nostro organismo può produrre micro-particelle magnetiche a partire dal ferro, impiegato nei normali processi metabolici. Il ruolo svolto dalla magnetite di origine biologica, però, non è chiaro. Il problema è che la magnetite causa un grave stress ossidativo sulle nostre cellule e la sua presenza è stata collegata allo sviluppo dell’Alzheimer (e di altre malattie neurodegenerative) ed alla formazione delle placche amiloidi che lo accompagnano.

Gli autori dello studio, un’équipe di ricerca internazionale coordinata dal fisico Barbara Maher della Lancaster University (Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord), ha deciso di verificare quante delle nanoparticelle di magnetite presenti nel cervello umano siano effettivamente di origine biologica, analizzando campioni di corteccia cerebrale provenienti da trentasette campioni.

Adoperando diversi tipi di tecniche di imaging, i ricercatori hanno verificato la struttura geometrica delle nanoparticelle di magnetite presenti nei campioni, scoprendo che la maggior parte è di forma sferica, particolare che, secondo gli esperti, suggerisce un’origine ambientale, non biologica. A confermare la provenienza esterna del materiale è anche la presenza di altre particelle metalliche che non vengono prodotte nell'organismo, come platino, nickel e cobalto. Ciò dimostra come gli inquinanti ambientali possano raggiungere il nostro sistema nervoso centrale con molta più facilità di quanto si ritenesse fino ad oggi.

La magnetite ambientale presente nell’encefalo supererebbe inoltre quella biologica con una proporzione di cento a uno: numeri elevatissimi che rendono ancor più preoccupante la scoperta. Il legame dell’ossido di ferro con l'Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative non è ancora chiaro - sottolineano gli autori dell’indagine - e non si sa neanche a quali livelli di concentrazione andrebbe considerata pericolosa, ma i rischi non si possono sottovalutare. “Purtroppo si tratta di un fattore di rischio estremamente plausibile che rende necessario lo sviluppo di adeguate precauzioni”, ha spiegato la Maher. “I legislatori hanno già cercato di tenere conto di questi pericoli nelle attuali normative sull’inquinamento ambientale, ma evidentemente queste regole potrebbero avere bisogno di essere riviste”.

Fonte: Sciencemag.org


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 24 agosto 2016

Italia sotto attacco chimico: Ryanair ed il piano di “sviluppo” per il 2017



Bad news travel fast, le cattive notizie viaggiano veloci. E’ davvero una ferale notizia quella che riguarda il nuovo piano di “sviluppo” per opera della compagnia Ryanair. Il progetto, che diventerà operativo nel 2017, si tradurrà, di là dalle strombazzate promesse delle “magnifiche sorti e progressive” in uno spaventoso, orrendo aumento delle irrorazioni. Nuove rotte e nuovi aerei significano un incremento esponenziale del deliberato inquinamento ambientale e delle malattie, visto che, anche prescindendo, per assurdo, dalle operazioni di geoingegneria clandestina (alias scie chimiche-chemtrails), il traffico aereo “civile” – un traffico a bassa e bassissima quota anche sui centri abitati in violazione di ogni normativa - è all’origine di una sconvolgente contaminazione dei biomi. E’ inoltre tra le principali cause di patologie anche gravi, considerando sia il numero notevole dei voli commerciali sia la tossicità degli scarichi derivanti dai carburanti additivati. Attendiamoci pure pesanti e forse irreversibili conseguenze sui fenomeni meteorologici (siccità alternata a rovinosi nubifragi) dell’ex Bel paese.



L’amministratore delegato della Ryanair, Michael O'Leary, ha annunciato il piano di sviluppo della compagnia low cost nel nostro paese per il 2017. Tra le ricadute “positive”: oltre duemila assunzioni, dieci nuovi aeromobili e il rilancio delle basi di Pescara e Alghero

O'Leary ha illustrato il piano durante una conferenza stampa con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, ed il presidente dell'E.N.A.C., Vito Riggio.

“Cresceremo di tre milioni di passeggeri" (raggelante! N.d.r.), ha dichiarato O’Leary. Il nuovo piano di crescita per l'Italia di Ryanair, "genererà 2.250 posti di lavoro presso gli aeroporti italiani". Il miliardo di dollari era destinato agli scali in Spagna, Polonia e Grecia, ma è stato spostato sul mercato italiano. (Che fortuna! N.d.r.)



La decisione è arrivata dopo la scelta del governo Renzi, accolta "con grande favore" dalla società irlandese, di annullare l'incremento di 2,50 euro della tassa municipale dal prossimo primo settembre ed alla luce della modifica delle linee guida aeroportuali per opera del Ministro, Graziano Delrio, scelte che "permetteranno agli aeroporti regionali italiani di competere in condizioni di parità con gli scali di Roma e Milano". […]

Fra le nuove rotte previste per il prossimo anno si annoverano Pescara-Copenaghen, Roma-Lourdes, Bergamo-Edimburgo, Treviso-Cracovia, Bari-Liverpool e Palermo-Bucarest. "Il governo italiano continua nel percorso di allineamento con le norme europee per aumentare i servizi ai cittadini e creare opportunità per tutti gli investitori", ha commentato Delrio, salutando positivamente (sic) il piano della Ryanair.

Fonte: tg24.sky.it

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 19 gennaio 2016

Il sedicente Putin propone un rimedio peggiore del “male”



Siamo alle solite: si è conclusa il 12 dicembre 2015 la conferenza sul clima a Parigi, dove i “grandi” della Terra, con la consueta faccia di tolla, hanno finto di voler salvare il pianeta da un fantomatico riscaldamento globale da CO2, quando i disastri climatici sono causati proprio da chi simula di volerli contrastare, ossia il complesso militare-industriale, grazie alla cooperazione di infernali governi.

Non basta: alla sciagurata conferenza è spuntato il sedicente Putin con un’idea ingegnosa, basata sempre sulla mistificazione del global warming. Il colpo di genio è il seguente: usare nanotubi di carbonio nei processi produttivi, ufficialmente per migliorare la qualità e la durata di plastica, alluminio, acciaio etc. Una maggiore efficienza della produzione industriale porterebbe ad un decremento nelle emissioni di gas serra. In realtà la proposta è la classica polpetta avvelenata: le nanotecnologie hanno spesso dei risvolti dannosi, in particolare la diffusione nell’ambiente di nanotubi di carbonio è all’origine di patologie respiratorie. Non è tuttavia un caso se molti centri di ricerca magnificano le potenzialità dei nanotubi in oggetto: il carbonio, insieme con il silicio, è l’unico elemento che forma delle catene (si pensi al DNA), si adatta quindi a creare un’interfaccia organico-inorganico che è l’obiettivo saliente, sebbene non dichiarato, del criminale piano transumanista.


La Russia sta pensando fuori dagli schemi nel tentativo di contrastare i cosiddetti cambiamenti climatici. Alla conferenza di Parigi, i rappresentanti russi hanno annunciato l’intenzione di ricorrere alle nanotecnologie per ridurre le emissioni di gas serra. […] Come riferisce il quotidiano Sciencetimes.com, la Russia è il quinto più grande inquinatore al mondo, con la Cina che è al primo posto. La proposta si concentra sugli sforzi per ridurre le emissioni che coinvolgono cinque materiali: acciaio, cemento, alluminio, plastica e carta che potrebbero essere resi più leggeri, più resistenti ed efficienti grazie alla nanotecnologia in cui spiccano alcune società russe.

La “Rusnano”, ad esempio, è un’azienda che ultimamente ha ricevuto 10 bilioni di dollari di fondi da parte del governo di Mosca per la ricerca e l’applicazione delle nanotecnologie nella produzione dei materiali citati.

“I nanotubi di carbonio hanno dimostrato di rendere molto duro l’alluminio, la plastica conduttiva, di prolungare la durata delle batterie agli ioni di litio”, ha dichiarato il Dottor Anatoly Chubais, fondatore della Rusnano. “Con le nanotecnologie si potranno ridurre le emissioni di CO2 (sic!!!) e pensare agli scenari futuri con un nuovo approccio”.


Fonte: Segnidalcielo.it


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 17 settembre 2015

L’inquinamento da polveri sottili uccide

Un recente studio dell’Istituto Max Planck attribuisce alle polveri sottili un alto tasso di mortalità. A complemento dell’articolo che proponiamo, ricordiamo, in ordine di incidenza, le principali fonti di polveri sottili ed ultrasottili, all’origine sia di numerose patologie sia di decessi.

Geoingegneria clandestina
Inceneritori
• Strutture industriali
• Impianti urbani
• Traffico veicolare

Se non esistessero le operazioni chimico-biologiche, eseguite in gran parte attraverso l’aviazione civile (aerei passeggeri e cargo), il numero di morti citato nell’indagine si ridurrebbe di un buon 90 per cento!




L'inquinamento atmosferico causa ogni anno la morte prematura di oltre tre milioni di persone a livello mondiale, con una maggiore incidenza in Asia. È quanto si legge in un nuovo studio condotto dall'Istituto Max Planck per la Chimica e pubblicato sulla rivista “Nature”, in base al quale la mortalità da inquinamento dell'aria potrebbe raddoppiare entro il 2050, arrivando ad interessare 6,6 milioni di persone all'anno.

Gli esperti hanno combinato un modello globale di chimica atmosferica con i dati demografici e le statistiche sulla salute per stimare il contributo di diversi inquinanti, in particolare delle polveri sottili, alla mortalità prematura. Stando ai dati, le emissioni derivanti dall'energia residenziale, ad esempio per riscaldarsi e cucinare, sono prevalenti in India e Cina ed hanno l'impatto più alto a livello planetario sulle morti premature. In molte aree degli Stati Uniti a pesare sono il traffico e la produzione di energia, mentre in Europa, Stati Uniti orientali, Russia ed Asia orientale le emissioni provenienti dall'agricoltura danno il contributo maggiore alle polveri sottili.

Secondo uno studio correlato, condotto dall'università britannica di Leeds e pubblicato su “Nature Geoscience”, tra 400 e 1.700 morti premature si sarebbero potute evitare, se fossero stati ridotti in modo considerevole gli incendi legati alla deforestazione registrati nell'Amazzonia brasiliana negli ultimi anni. Gli esperti hanno unito misurazioni satellitari e terrestri ad un modello di trasporto chimico per dimostrare che, nella regione, le concentrazioni di polveri sottili sono calate del 30% durante la stagione secca, proprio a seguito della riduzione degli incendi associati alla deforestazione.

Fonte: ANSA

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 28 aprile 2015

Respirare la morte

Di recente alcune testate tedesche hanno riferito del problema costituito dalla BCPO, la broncopneumopatia ostruttiva, una malattia respiratoria che può essere assimilata alla bronchiolite costrittiva, l’’affezione dell’apparato respiratorio che non è causata né da virus né da batteri, ma dal nanoparticolato che ostruisce i bronchi. Questo particolato proviene per la maggior parte dalle attività di geoingegneria illegale.



Le gravi conseguenze per la salute dell’operazione geoingegneria clandestina alias scie chimiche, hanno ora ufficialmente un nome: "BPCO, ossia broncopneumopatia cronica ostruttiva..."

Come sappiamo, da decenni sono dispersi su scala globale nanoparticolato metallico, polimeri, solfuri e particelle di vetro. Sappiamo anche che l'inalazione di polveri ultrafini è estremamente pericolosa, anche se l'Agenzia federale (tedesca, n.d.t.) per l'ambiente ha censurato questa notizia.



Recentemente in Germania su NTV è stato pubblicato un interessante articolo concernente una nuova affezione denominata BCPO, ossia broncopneumapatia cronica ostruttiva. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) l'ha inserita nel catalogo delle nuove patologie, avvertendo che sarà una delle tre più comuni cause di morte al mondo entro il 2020. Per saperne di più leggi qui.

La verità è la seguente: molte persone accusano tosse convulsiva, respiro sibilante, dispnea, ostruzione delle vie respiratorie. Non bisogna stupirsi, considerate le dosi industriali di particolato diffuso nella biosfera. A meno che non intervenga un temporale con una copiosa pioggia a purificare l'aria, il cielo rimane avvolto da una coltre chimica duratura, da una nebbia che è creata deliberatamente dagli aerei.

L’O.M.S. si aspetta milioni di pazienti affetti da BCPO entro i prossimi sei anni, soprattutto fra gli anziani e tra i bambini.

Queste stime si basano su quello che si reputa essere l'attuale stato generale di salute della popolazione, sull'età media e sulll'incidenza dei problemi respiratori.



Articoli correlati:

- Bronchiolite costrittiva: impennata di casi tra i militari di ritorno da Iraq ed Afghanistan
- Le gravi conseguenze per la salute del programma di scie chimiche hanno ora ufficialmente un nome: 'BPCO, malattia diffusa sconosciuta'
- 'Broncopneumopatia'
- Inquinamento reale da polveri sottili e "normalizzatori" di Stato


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 7 aprile 2012

Giganteschi ionizzatori per generare le piogge

L’anno scorso il quotidiano britannico “Sunday Times” riportò la notizia relativa a piogge cadute negli Emirati Arabi Uniti, grazie all’impiego di giganteschi ionizzatori. I "maghi della pioggia" appartenenti alla società elvetica “Meteo Systems”, coordinati dal Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, provocarono una serie di acquazzoni. Il "miracolo" si compì nella regione orientale di Al Ain, nel periodo più arido dell'estate araba, tra luglio ed agosto. In alcuni casi la pioggia si trasformò in grandine, in altri scese accompagnata da tuoni, fulmini e vento. La particolarità del progetto, fortemente voluto dallo sceicco, Khalifa bin Zayed al Nayhan, è quella di essere il primo in grado di produrre pioggia a ciel sereno.[1]

A rendere possibile gli scrosci furono giganteschi ionizzatori in grado di creare campi di particelle cariche negativamente (ioni negativi) sopra l'area di Al Ain. Questi campi favoriscono la formazione di nuvole imbrifere, purché l’umidità relativa sia pari almeno al 30 per cento.[2]

E’ assodato che esistono numerose tecnologie finalizzate sia a favorire le precipitazioni (il noto cloud seeding) sia ad impedirle. Vari intrugli chimici (gel di silicio, sali di bario etc.) sono impiegati per distruggere o indebolire le perturbazioni, spesso in sinergia con onde elettromagnetiche che scindono, nella molecola dell’acqua, l’idrogeno dall’ossigeno. E’ evidente altresì che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sarebbe necessario alcun intervento sui fenomeni meteorologici: le varie manipolazioni, anche in quelle rarissime circostanze in cui, almeno all’apparenza, sono dettate da fini nobili, diventano un pretesto per dominare il tempo ed il clima.

A prescindere dalle piogge artificiali negli Emirati Arabi Uniti, osserviamo che la positivizzazione dell’atmosfera, cui concorre la degradazione dei biomi, è un altro dei perniciosi risultati correlati alla Geoingegneria clandestina ed illegale.

[1] L’idea di adoperare enormi ionizzatori per propiziare le piogge era stata ventilata da chi scrive, prima che fossero prodotte le precipitazioni negli Emirati Arabi Uniti: il principio era giusto, anche se suscitò la stolta ilarità dei disinformatori che evidentemente non ne indovinano una, neppure per caso.

[2] Gli ioni sono atomi che hanno perso o acquisito carica elettrica. Vengono generati in natura dalla scissione di molecole, scissione provocata dall'azione dei raggi solari, delle radiazioni, dei venti e delle maree. Quelli che hanno acquisito carica elettrica sono definiti ioni negativi, invece quelli che hanno perso tale carica sono denominati ioni positivi. Gli ioni negativi sono chiamati anche "ioni buoni", grazie ai loro effetti benefici sull'umore, sull'energia, sulla libido e sul benessere delle persone. Produttori naturali di ioni negativi sono cascate, montagne, spiagge o temporali. Questi atomi aiutano a migliorare la qualità del sonno, l'appetito ed accelerano la convalescenza. L'aria analizzata in prossimità di cascate, litorali, montagne o dopo un temporale presenta concentrazioni di centinaia di migliaia di ioni negativi per centimetro cubo. Innumerevoli ricerche scientifiche hanno dimostrato che elevate quantità di ioni negativi hanno degli effetti benefici e che, al contrario, un eccesso di ioni positivi nell'aria produce conseguenze deleterie sulla salute. Alcuni scienziati russi hanno applicato gli ioni negativi per curare asma, bronchiti ed altre affezioni dell’apparato respiratorio. I risultati delle ricerche confermano che gli ioni caricati negativamente giovano a tutti gli organismi viventi: le piante, ad esempio, crescono più sane e più velocemente, mentre gli esseri umani sono più attenti e più rilassati. Infatti gli ioni negativi agiscono sulla capacità di assimilare ed usare l'ossigeno che passa nel sangue e nei tessuti. Propiziano pure l'ossidazione della serotonina (idrossitriptamina). E'infine dimostrato che diminuiscono la percezione del dolore.



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 29 agosto 2011

Bronchiolite costrittiva: impennata di casi tra i militari di ritorno da Iraq ed Afghanistan (articolo di Ilaria Vacca)

L'articolo che proponiamo si incentra sull'insorgenza della bronchiolite costrittiva, una patologia respiratoria, fra i veterani statunitensi, di ritorno dai teatri di guerra in Medio Oriente. L'affezione è collegata all'inalazione di nanopolveri costituite da diossido di azoto (Nitrogen dioxide), biossido di zolfo etc. e siamo inclini a ritenere che non sia circoscritta ai reduci: sempre più spesso, infatti, tra i civili si rilevano disturbi e malattie (anche tumori) dell'apparato respiratorio che si spiegano, considerando la massiccia diffusione di inquinanti in nanoparticelle, attraverso le mortale operazioni di "bio-geoingegneria clandestina". Si tratta di una malattia confrontabile con le serie patologie riscontrate fra i soccorritori che, intervenuti sul luogo in cui erano state demolite le Torri gemelle il giorno 11 settembre 2001, respirarono micidiali polveri generate dalle esplosioni e dall’incendio. Anche il linfoma non Hodgkin, un tempo "appannaggio" dei partecipanti alle missioni di "pace", è putroppo oggi diagnosticato fra persone (giovani ed adulti) che non si sono mai recate nel Kosovo, in Iraq, in Afghanistan etc. La sardegna e la Liguria sono le regioni più colpite.

Uno studio condotto su ottanta soldati statunitensi, rientrati dal Medio Oriente, ha evidenziato che più della metà dei militari presentava una dispnea da sforzo al rientro. La biopsia polmonare ha mostrato che quasi tutti i soldati rientrati dalle missioni con problemi respiratori sono affetti da bronchiolite costrittiva, patologia molto rara in pazienti adulti in condizioni di buona salute, invece molto comune in pazienti con problemi reumatologici o trapiantati, probabilmente dipendente dall’inalazione di sostanze tossiche o dannose. Lo studio suggerisce quindi che esiste una stretta correlazione tra la bronchiolite costrittiva e la diminuzione delle prestazioni fisiche dei soldati che hanno prestato servizio in Medio Oriente.

Lo studio in questione, pubblicato sul New England Journal Of Medicine è stato condotto dal Medical Center della Vanderbilt University su un gruppo di ottanta soldati provenienti da Fort Campell, in Kentucky, tra il febbraio 2004 ed il dicembre 2006.

Questi veterani, rientrati dall’Iraq o dall’Afghanistan, presentavano un’inspiegabile dispnea da sforzo (non erano in grado di portare a termine il normale esercizio fisico previsto dagli esercizi militari, ossia due miglia di corsa). Molti di questi combattenti sono stati esposti alle sostanze tossiche presenti nell’aria in seguito all’incendio della miniera sulfurea di Mosul (Iraq) durante l’estate 2003, ma non tutti.

Di questi soldati quarantanove sono stati sottoposti ad una biopsia polmonare toracoscopica, oltre ai controlli cardiopolmonari (spirometria e tutti gli altri esami previsti dalle linee guida dell’American Thoracic Society). Per ben trentotto dei soldati sottoposti a biopsia, la diagnosi è stata di bronchiolite costrittiva. In seguito gli stessi sono stati sottoposti a tomografia computerizzata elicale (CT) per ulteriori accertamenti.

Quasi tutti i campioni delle biopsie hanno mostrato materiale polarizzabile corrispondente ad inalazione di polveri sottili, nonostante la maggior parte dei soldati non sia mai stato fumatore. Le biopsie hanno anche mostrato ispessimenti delle pareti arteriolari o occlusioni di arterie adiacenti, solitamente causate da inalazioni di sostanze tossiche.

L’età media del soldati che hanno preso parte a questo studio è di trentatré anni, tutte persone in buono stato di salute, non affetti da patologie o sintomatologie respiratorie. Sarebbe stato semplice imputare la patologia all’esposizione inalatoria dell’incendio della miniera, ma solo ventotto dei soldati esaminati ne sono stati interessati. Quasi tutti hanno riferito di aver respirato durante le tempeste di sabbia (tipiche della zona) e di essere stati esposti all’incenerimento di rifiuti solidi in pozzi bruciati. La bronchiolite costrittiva è caratterizzata da una lesione infiammatoria e fibrosante della parete dei bronchioli che ne riduce il calibro, causando un’alterazione del flusso aereo. La patologia è anche connessa all’esposizione inalatoria a diossido di azoto , biossido di zolfo, rifiuti inorganici, ceneri e butanedione (usato nella manifattura dei pop corn per i forni a microonde). Non di rado il suo decorso comporta la necessità di sottoporsi a trapianto di polmoni (sic).

Fonte: osservatoriomalattierare


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 22 luglio 2011

Crolla l'aspettativa di vita sana (articolo del Dottor Gian Paolo Cavallaro)

Nell’articolo che pubblichiamo, il Dottor Cavallaro evidenzia, sulla base di dati raccolti dall’I.S.T., come l’aspettativa di vita sana sia crollata, a partire dal 2003, in concomitanza con l’aggravamento della situazione ambientale. Questo peggioramento non è solo la conseguenza di un modello produttivo aberrante, ma soprattutto il risultato di una deliberata contaminazione della biosfera (dalle scie chimiche alla diffusione delle sementi transgeniche, dal benzene nei carburanti alle nanoparticelle degli inceneritori etc.). Così i nosocomi e le cliniche sono gremiti di anziani, mantenuti in orribili condizioni di vita larvale, in modo da favorire le multinazionali farmaceutiche e le fondazioni che, come la L.I.L.T., con i denari devoluti in beneficenza, fingono di compiere ricerche, mentre eseguono crudeli ed inutili esperimenti sulle cavie.

Qualche mese fa inserii in Rete un articolo che metteva in discussione il mito dell'allungamento della vita media e lo stato di benessere dei cittadini. In sintesi in quest'articolo osservavo come, nonostante la vita media si allunghi, in realtà la gente sta peggio, anche se i farmaci riescono molto abilmente a farti vivere più a lungo, pur stando male: in pratica procrastinano soltanto l'"evento finale". Del resto, lavorando in una struttura ospedaliera, in un reparto dove sono ricoverati molti pazienti, mi accorgo io stesso del peggioramento delle condizioni di vita. Aumentano i tumori, aumentano in maniera drammatica malattie autoimmuni, allergie, intolleranze alimentari e casi di Alzheimer.

Oltretutto, in questi ultimi anni, ho visto insorgere patologie strane in pazienti sani con sintomi che hanno qualcosa di inquietante: ascessi, cancrene, patologie da agenti microbici nuovi, che prima colpivano solo i malati di A.I.D.S. Sempre più spesso arrivano persone al “Pronto” (virgolette nostre) soccorso con sintomatologie acute non spiegabili in alcun modo: i medici liquidano tranquillamente questi pazienti, bollandoli come "rompicoglioni".

Qualche tempo dopo, come il cacio sui maccheroni, trovai un articolo scritto da Patrizia Gentilini, oncologa dell'I.S.D.E. che evidenzia chiaramente i numeri di quanto affermavo: "L'Eurostat (Istituto europeo di Statistica) considera, infatti, un altro parametro, ovverosia l'aspettativa di vita sana e cioè l'attesa di vita indenne da gravi patologie o invalidità. Tale aspettativa, come si vede dal grafico, è cominciata a calare dal 2003. Patrizia Gentilini svolge alcune interessanti osservazioni: « E’ ora di passare dalle parole alle azioni: guardiamoci intorno, chiediamoci che ruolo hanno pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, piombo, mercurio, benzene, PCB, IPA... e gli altri numerosissimi veleni presenti ormai stabilmente non solo in aria, acqua, cibo, ma nel nostro stesso corpo »".

In effetti, siamo avvelenati da enormi dosi di sostanze tossiche che il nostro organismo non è più in grado di espellere o metabolizzare. Ma c'è di più! Le sostanze elencate sono presenti da decenni nell'aria e negli alimenti. Ciononostante, fino al 2003, l'aspettativa di vita sana addirittura saliva, dopodiché, a decorrere dal 2003, cominciò a scemare. A scemare? A crollare in picchiata! Nelle donne sarebbe scesa addirittura di dodici anni in un quinquennio, limitandosi ad allungare il grafico con una progressione geometrica: nel 2018, l'aspettativa di vita sana in una donna alla nascita sarebbe di 38 anni!

Ci sarebbero più malati che gente sana. Ci sarebbe più gente negli ospedali che fuori curati da medici oberati di lavoro e anch'essi infermi. Non si sa poi con quali soldi verrebbero curati i nuovi pazienti. Per quale motivo il nostro fisico che, fino al 2002, sopportava così bene tutto, adesso ha subito un tracollo? Gli agenti inquinanti hanno sempre rappresentato un effetto collaterale del consumismo, una conseguenza inevitabile se volevamo il cosiddetto “benessere” e nessuno si è mai curato minimamente di combatterli [...] Per spiegare questi grafici dunque dobbiamo prendere in considerazione un altro fattore: il dolo! Proprio così: qualcuno lo fa intenzionalmente!

Vediamo un po' che cosa succede allora proprio nel 2003. Forse - hanno pensato - potrebbe non bastare, usiamo anche qualche altro sistema.

Sul Codex Alimentarius: [LINK], [LINK]

Infine vediamo che cosa succede con i vaccini: [LINK]

Nel resto del mondo come va?

I grafici dell'Eurostat sono stati riportati ad un convegno dal Dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell'I.S.T. di Genova: in occasione del simposio sono stati mostrati dati relativi a diverse nazioni europee. Nel 2003 si è verificato un crollo dell'aspettativa di vita sana in parecchie nazioni, ma il paese dove il fenomeno si è rivelato più drastico è l'Italia. Nessun calo è stato registrato (per ora, n.d.r.) in alcune nazioni del Nord Europa.

D'altronde quando si stipulano questi accordi tra poteri internazionali, i primi a genuflettersi sono i nostri politici sia di destra sia di sinistra: nel nostro territorio sono ubicate le basi militari della N.A.T.O. dove gli Statunitensi fanno liberamente tutti i loro porci comodi, senza che nessuno possa obiettare, cosa che avviene solo in Italia (questo non è esatto, n.d.r.). Anche qui i danni per la salute non sono indifferenti. D'altra parte è solo in Italia che si è ventilato di riprendere il programma nucleare anche dopo il disastro di Fukushima. Sembra che sempre in Italia ci sia il maggior numero di vaccinazioni raccomandate e pagate dal Sistema sanitario nazionale.

Nella raccolta differenziata siamo il fanalino di coda. Perché? Per permettere alle multinazionali della morte (Veolia) di costruire gli inceneritori.

Allora che cosa aspettiamo? Ci decidiamo a muoverci o vogliamo aspettare di trovarci in un letto di ospedale moribondi, con un'infermiera o un medico che ci trattano a pesci in faccia?


Fonte: farmacolobby.org

NOTA: la ricerca epidemiologica è stata riportata dalla Dotttoressa Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo, Presidente ISDE (Forlì), il 30 marzo 2011.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 9 agosto 2009

Il punto di non ritorno

Il peggio è già accaduto. (M. Heidegger)

Quasi ogni giorno gli aerei chimici riversano tonnellate di veleni in tutta la biosfera. Ciò avviene da alcuni decenni. Quali sono le ripercussioni di questa "metodica distruzione della Terra"? Le conseguenze sono evidenti: moria delle api, di molte specie dell'avifauna, degli anfibi, danni alla vegetazione, alle colture, inquinamento delle falde acquifere e delle sorgenti, dei suoli agricoli, dell'aria. Respiriamo veleni, beviamo veleni, ingeriamo veleni con gli alimenti, quotidianamente.

Molti si sono accorti che le mosche che ronzavano nelle afose giornate estive sono scomparse: anche le rondini, i balestrucci, i rondoni e tutti gli altri volatili che si nutrono di insetti e che con gli insetti nutrono i nidiacei, si stanno estinguendo. Gli stessi passeri, un tempo numerosi in città, sono diminuiti in modo drastico. Uccisi zanzare e mosche con l'etilene dibromuro (o dibromide), l'intera catena ecologica ne ha risentito: i pipistrelli, le rane, le vespe, i grilli, le cicale, le lucciole, le falene sono ormai sull'orlo dell'estinzione. Se ci si reca in campagna in una notte estiva, si resta raggelati dal silenzio spettrale che regna, appena spezzato da qualche lontano frinire.

Intanto tra la popolazione la percentuale dei tumori, dei linfomi non Hodgkin, delle leucemie... è in aumento. Le malattie neurodegenerative sono sempre più diffuse e l'età di insorgenza si abbassa. Spore fungine, virus e batteri, sparsi con gli aerei della morte, stanno determinando un incremento di patologie di ogni tipo nelle varie fasce d’età.

E' una galleria degli orrori: l'ozonosfera è stata strappata, la magnetosfera danneggiata, gli ambienti tutti sono contaminati. Se alle scie tossiche, aggiungiamo le scorie delle centrali nucleari, le nanoparticelle degli inceneritori, i composti inquinanti che provengono dalle discariche, dalle attività industriali e dal traffico veicolare (vedi il cancerogeno benzene, usato come additivo nella benzina "verde") etc., ci accorgiamo che siamo vicini ormai al collasso.

Varie attività di geo-ingegneria oceanica, pur essendosi rivelate fallimentari (in teoria, avrebbero dovuto diminuire la quantità di biossido di carbonio, favorendo la proliferazione di alghe, attraverso lo spargimento di ferro nell'idrosfera), continuano. Ormai sono pochissime e dall'estensione limitata le aree del pianeta quasi incontaminate: a ritmi incalzanti, le foreste pluviali ed altri biomi sono aggrediti, incendiati, inquinati.

Le piogge che cadono sono piene di elementi e composti nocivi e trasformano la terra in una landa sterile. Sovente sono precipitazioni acide contenenti biossido di zolfo: danneggiano l’agricoltura e corrodono i monumenti. Altre zone sono state desertificate, impedendo le precipitazioni. Le temperature salgono, a causa delle manipolazioni climatiche. Le correnti atmosferiche portano i veleni in ogni dove: non esistono confini. Micidiali onde elettromagnetiche, sormontando ogni barriera, sommergono anche gli angoli più sperduti.

Il settore primario, quello da cui dipende il sostentamento, presto cederà con un calo sia nella produzione sia nella produttività. Si creerà un effetto domino che porterà ad una crisi alimentare senza precedenti ed al dissesto nell'erogazione dei servizi.

Qualsiasi intervento per tentare di ripristinare i fragili equilibri ambientali, di fronte a questo pesante attacco alla flora, alla fauna ed all'umanità, è votato al fallimento: è come togliere, con un bicchiere, l'acqua da un'imbarcazione che sta rapidamente affondando. Né la marginale agricoltura biologica né la ridicola produzione di energie rinnovabili né qualche movimento per la protezione degli ecosistemi potranno invertire o solo correggere la rotta. Questo accade perché le istituzioni sono corrotte ed a causa della massa decerebrata che, con le sue scelte eterodirette, imprime il moto all’infernale macchina degli eventi, destinati a precipitare in una serie di catastrofi di proporzioni planetarie. Naturalmente i primi a subire le conseguenze deleterie del crollo saranno i sostenitori del sistema, sia quelli consapevoli sia gli ignari.

La crisi, benché abbia origini artificiali, essendo stata orchestrata dalle élites, ha effetti molto reali, tangibili e, con il passare del tempo, le sue manifestazioni sociali, economiche e politiche si aggraveranno fino a deflagrare in modo distruttivo.

Il pericolo di pandemie, i cui virus possono esseri diffusi con gli aerei, la militarizzazione della società, la distruzione delle residue libertà, sostituite dalla licenza, completano il quadro sin qui tratteggiato sicché è comprensibile, se non si riesce a presagire nulla di buono per l'immediato futuro.

Dopo, forse...



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in
questa pagina.


Attacco all'informazione CLICCA QUI

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 1 novembre 2008

Scie chimiche e batteri

Abbiamo tradotto un estratto da un ampio dossier dell'attivista contro le scie tossiche, Gabriel Stetter. Il ricercatore elvetico, nell'articolo intitolato Cet azur qu'on nous vole: le chemtrails en Suisse, L’azzurro che ci rubano: scie chimiche in Svizzera, pubblicato nel 2005, sul Journal Franz Weber, si sofferma, tra l'altro, sugli studi del Dottor Robert Folk circa il nesso tra i batteri che vivono in quota e l'alluminio.

Ringraziamo il gentilissimo Dottor Ginatta che ci ha fornito la preziosa documentazione.


Dove si potrebbero cercare le cause di queste patologie (Alzhemeir, Parkinson, sindrome laterale amiotrofica, sclerosi multipla, asma... n.d.t.) che si diffondono sempre più? Da quando l'Aeronautica militare statunitense, agli inizi degli anni '60 del XX secolo, cominciò a compiere studi sulla stratosfera, si sono ottenuti risultati sbalorditivi. D'altronde, si sono scoperte sui fondali marini forme di vita sino ad allora sconosciute, mentre alcuni ricercatori hanno trovato nei livelli più alti dell'atmosfera un numero notevole di batteri, funghi e virus che non vivono sulla Terra.

In questi strati della coltre di gas che avvolge il pianeta, prosperano dei nanobatteri, molto più piccoli dei batteri ordinari. Ecco come descrive questi nanoorganismi il Dottor Robert Folk, microbiologo: "Sono dei batteri che hanno dimensioni mille volte inferiori a quelle dei batteri normali ed ormai sono assai diffusi dappertutto... "

Si potrebbe inferire che i nanobatteri trovano all'interno delle scie chimiche un humus adatto, a cui si "agganciano", continuando a prosperare sia nell'aria sia nel terreno sia nell'acqua. Si può ritenere che questi agenti, per mezzo del medium costituito dalle chemtrails, trovino una via diretta verso i polmoni delle persone e degli animali. In effetti, il Dottor Folk, qualche anno addietro, cominciò a nutrire dei nanobatteri del suo laboratorio con metalli: scoprì che il metallo di gran lunga preferito dai microorganismi era... l'alluminio!



Malattie respiratorie: ne soffrono 4 milioni di italiani

Le malattie respiratorie sono in aumento e preoccupano gli specialisti europei, anche perchè un malato su due non sa di esserlo. In sintesi è questo il messaggio che arriva dal diciottesimo Congresso europeo dell'Ers, l'European Respiratory Society, svoltosi a Berlino.

Per quanto riguarda l'Italia, il 6,4% della popolazione, quindi circa 4 milioni di persone, soffre di asma o di Bpco, la Broncopneumopatia cronica ostruttiva. Quest'ultima nel nostro paese provoca diciottomila decessi ogni anno: fiato corto e difficoltà nel compiere anche il minimo sforzo sono i campanelli dall'allarme che devono spingere a rivolgersi al medico.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Aggiorna Tanker Enemy nei tuoi preferiti. D'ora in poi questo blog è raggiungibile digitando http://www.tankerenemy.com/

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

CHEMTRAILS DATA

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...