domenica 30 settembre 2007

Il rapporto Staninger (terza parte)

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Disintossicazione

Gli enzimi della fase 1 e della fase 2 convertono le sostanze chimiche estranee in forme che possono essere facilmente espulse; esse sono spesso riferibili agli enzimi di disintossicazione. Comunque dovrebbe essere sottolineato che la biotrasformazione non è strettamente legata alla disintossicazione. In un certo numero di casi, i prodotti del metabolismo sono più tossici dei composti originali. Questo è particolarmente vero per alcuni composti chimici cancerogeni e per un numero di sostanze che causano la necrosi cellulare del polmone, del fegato e del rene. In molte circostanze, un metabolita tossico può essere isolato ed identificato. In altri casi, sostanze intermedie altamente reattive, vengono formate durante la biotrasformazione di una sostanza chimica. Il termine “bioattivazione” è spesso usato per indicare la formazione enzimatica delle sostanze intermedie reattive. Si pensa che esse determinino gli eventi che portano alla morte della cellula, al tumore indotto chimicamente, alla teratogenesi e ad altre patologie.

Le persone malate di Morgellons hanno le reazioni contrarie della fase 1 e 2, poiché esse sperimentano parametri fisiologici specifici come bassa temperatura corporea, pressione sanguigna elevata, alta conducibilità dell’urina, gel e fibre fluorescenti sul corpo simili a microscopici tatuaggi fluorescenti. Tutti i pazienti affermano di aver percepito come la puntura di un ago, attraverso la pelle e soffrono di un insopportabile prurito.


Nanotecnologie

La nanotecnologia presenta nuove opportunità per creare migliori materiali e prodotti. Da tempo, nanomateriali sono disponibili sul mercato statunitense, nell’ambito dell’abbigliamento, dei tessuti, dei computers, dei cosmetici, dell’equipaggiamento sportivo e degli strumenti medici. Un quadro generale della ricerca Mtech relativo alle società che lavorano nel campo della nanotecnologia, ha identificato circa 80 prodotti e più di 600 materiali grezzi, componenti intermedi ed articoli industriali che sono usati dai produttori. La nostra economia sarà sempre più condizionata dalla nanotecnologia, quanto più si diffonderanno i prodotti contenenti nanomateriali che passeranno dal campo della ricerca e dello sviluppo a quello della produzione e del commercio.

La nanotecnologia ha anche la potenzialità di migliorare l’ambiente, sia attraverso le applicazioni dirette dei nanomateriali per individuare ed eliminare gli inquinanti, sia indirettamente, usando la nanotecnologia per sviluppare processi industriali più puliti e per creare prodotti ecocompatibili. Tuttavia esistono domande senza risposta sull’impatto dei nanomateriali e dei nanoprodotti sulla salute umana e sull’ambiente e l’E.P.A. ha l’obbligo di assicurare che i rischi potenziali siano adeguatamente compresi per proteggere la salute umana e l’ambiente. Dal momento che i prodotti nanotecnologici diventano sempre più numerosi e diffusi nell’ambiente, l’E.P.A. sta considerando come agire circa i progressi della nanotecnologia per rafforzare la protezione ambientale. Inoltre sta esaminando l’impatto delle nanotecnologie in relazione ai programmi ambientali, alle esigenze di ricerca ed agli approcci decisionali. Attualmente l’unico codice di regolamentazione che mira a valutare il rischio ambientale delle nanotecnologie, fa capo alla città di Berkley, in California. Alcuni esempi di questa tecnologia applicata alla ricerca privata si riferiscono alla composizione di fibre usate per indirizzare le ricerche.

Iniettori di nano tubi di carbonio - Un nano tubo al carbonio unito a punti quantici rivestiti di streptavidina, sviluppato da Xing Chen, Andrax Kis, Alex Zetti e Carolyn Bertozzi della Università della California di Berklely. La loro caratteristica unica è la capacità di trasferire i geni.

Nanomotore – Carlo Montemagno della Cornel University ha creato un motore molecolare delle dimensioni pari ad un quinto di un globulo rosso. I componenti chiave sono le proteine dell’Helicobacter Coli, attaccato ad un asse di nichel e ad un’elica che è alimentata dall’ATP, l’energia che l’organismo stesso usa per tutte le funzioni vitali. Questo motore molecolare, però, funziona con un’efficienza che va dall’1 al 4%, notevolmente inferiore a quella degli organismi viventi, che possono raggiungere un’efficienza del 100%.

Nanobombe - I ricercatori del Michigan hanno creato nanobombe intelligenti che sono in grado di aggirare il sistema immunitario e di introdursi nelle cellule malate per ucciderle o per diffondere dei farmaci.

Nanoelettrosensori – Strumenti elettronici che possono far secernere specifici ormoni alle cellule, allorquando l’organismo ne ha bisogno e generatori di elettricità che si autoassemblano all’interno della cellula.

Nanofarmaci - Un’altra idea è quella di interagire direttamente con le cellule, così che esse possano essere trasformate in “industrie farmaceutiche” per produrre medicine su richiesta. Milan Mrksich, chimico dell’Università di Chicago, progetta di agganciare le cellule a circuiti elettronici legandoli ad un tappeto di bracci molecolari. Catene di carbonio della lunghezza da 10 a 20 atomi, sono attaccate ad una lamina dorata con atomi di zolfo. I trefoli sono addensati così strettamente che stanno dritti sulla superficie. Ciò crea una “boscaglia” di villi metallici appiccicosi molecolari, per catturare e manipolare le cellule.

Punti quantici, nanoparticelle, nanotubi di carbonio (nella microelettronica) ed altri nanostrumenti usa e getta, possono costituire nuove classi di nanospazzatura di inquinanti ambientali non bio-degradabili che potrebbero causare patologie assimilabili ad una subdola forma tumorale da amianto (asbestosi).

Il quadro delle possibili reazioni immunitarie avverse è già stato precisato. Gli scienziati hanno già sviluppato materiali sintetici che non causano (?) problemi quando vengono introdotti nell’organismo, a cominciare dalle protesi di silicone per il seno. Gli strumenti nanotecnologici sono peggiori. David Williams, consigliere dell’unione Europea per i problemi della percezione delle tecnologie mediche afferma: “Il corpo umano è disegnato per respingere o attaccare agenti estranei delle dimensioni di una cellula”. Ancora peggio, gli strumenti nanotecnologici potrebbero inibire il sistema immunitario irreversibilmente.

Se strumenti così piccoli sono in grado di sfuggire al sistema immunitario, ci si chiede quali saranno gli effetti sulle membrane cellulari, sul nucleo del DNA e sulla sua membrana. Se i nanomateriali sono costituiti da plasmidi di funghi, batteri o virus, questi nuovi materiali si mescoleranno e si legheranno ai nostri costituenti interni delle cellule? (Mutazione genetica – ndr)


Le nanotecnologie e l’ambiente

Nel libro bianco del NIOSH sulle nanotecnologie, si afferma specificamente che i nanomateriali sono così piccoli che essi non danneggiano le cellule viventi. Tuttavia, recenti studi sull’uso dei nanotubi nei polmoni dei ratti, hanno dimostrato che essi si ammalano o muoiono dopo il trattamento.

Nel progetto FMN, due persone affette da Morgellons hanno sottoposto dei campioni ad un’analisi che si è avvalsa del microscopio elettronico; i campioni sono stati confrontati con il materiale di ricaduta delle scie chimiche diffuse nei cieli del Texas. L’esame ha rivelato che il materiale in tutti i campioni erano rintracciabili vari stadi di sviluppo o degradazione delle sostanze trovate negli ospiti (Anna e Lilly): il campione delle scie chimiche corrisponde a quello delle donne esaminato. I campioni provenivano da zone distanti 1.500 miglia l’una dall’altra.

Il nostro ambiente ha visto i risultati della diffusione di sostanze chimiche nel suolo, nell’acqua e nell’aria. Il DDT immesso rapidamente sul mercato quasi quarant’anni fa dalla American Bald Eagle, è stato un esempio perfetto di come una sostanza chimica può danneggiare la catena alimentare di altri animali. I nanomateriali, che vengono diffusi nei fiumi e nell’aria, sono una bomba ad orologeria per l’ambiente. E’ importante sia per gli scienziati sia per l’opinione pubblica controllare da vicino gli sviluppi della nanotecnologia e discernerne i fatti reali, per determinare se realmente può migliorare la nostra vita senza compromettere la dignità e l’integrità della specie umana.

Dott. ssa
Hildegarde Staninger
Traduzione di Zret & Straker



Un particolare ringraziamento va alla Dottoressa Staninger per la fattiva collaborazione.

REFERENCE(s)

1. Amdur, Mary O., J. Doull, and C.D. Klaassen. Casarett and Doull's Toxicology: The Basic Science of Poisons, 4th Edition. Chapter 4: Biotransformation of Toxicants by I. Glenn Sipes and A. Jay Gandolfi. Pergamon Press. New York. © 1991. Pgs. 88 ­ 126.

2. Staninger, Hildegarde. Far-Infrared Radiant Heat (FIR RH) Type Remediation for Mold and Other Unique Diseases. National Registry of Environmental Professionals. Annual Conference in Nashville, Tennessee. NREP, Des Plaines, IL © October 18, 2006,
http://www.dldewey.com/stan.htm
3. Staninger, Hildegarde. 'Size Matters'
http://www.rense.com/morgphase/sizematters.htm © March 2007

4. Dutton, G.J. Glucuronidation of Drugs and Other Compounds. CRC Press, Inc.. Boca Raton, FL. © 1980

5. Guengerich, F.P. and Liebler, D.C. Enzymatic activation of chemicals to toxic metabolites. CRC Crit. Rev. Toxicol. 14:259-307. © 1985

6. Hawkins, D.R. (ed): Biotransformaitons. Vol. 1: A Survey of the Biotransformations of Drugs and chemicals in Animals. Royal Society of Chemistry. London. © 1988

7. Weber, W.W. The Acetylator Genes and Drug Response. Oxford University Press. New York. © 1987

8. U.S. EPA Environmental Protection Agency. External Review Draft Nanotechnology White Paper. Science Policy Council. U.S. EPA, Washington, D.C. December 2, 2006,
http://www.epa.gov/osa/nanotech.htm

9. City of Berkley, California County Commissioner's Meeting. Testimony of
Dr. Edward Spencer and other public citizens on the risk of
nanotechnology to the environment. (City developed an
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nanotechnology.) Berkley, California © 2006,
http://www.seektress.com/berkeley.htm

10. Staninger, Hildegarde. Project: Fiber, Meteroite & Morgellons. Phase I and II.
http://www.rense.com/morgphase/phase2_1.htm, © March 2007.

11. Ho, Mae-Wan. Nanotecnology, a Hard Pill to Swallow.
http://www.i-sis.org.uk/nanotechnology.php © July 16, 2007

12. Lam, et. al. Pulmonary Toxicity of Single-Walled Carbon Nanotubes in Mice 7 and 90 Days after Intratracheal Instillation. Toxicol. Sci. 77:126-134 © 2004

13. Staninger, Hildegarde. Project: Fiber, Meteroite & Morgellons. Phase I and II.
http://www.rense.com/morgphase/phase2_1.htm © March 2007

14. Environmental Defense Fund & Dupont. Brochure: NANO Risk Framework. (http://www.dupont.com/ & http://www.environmentaldefensefung.com/)

sabato 29 settembre 2007

Il forum di Sciechimiche.org è diventato un avamposto di disinformatori!

Non condividendo i nuovi metodi adottati per la gestione del forum di sciechimiche.org, intendiamo dissociarci da un sito ormai alla deriva, in cui bazzicano disinformatori ormai prossimi a prendere il controllo delle discussioni. Tra l’altro il forum in oggetto comincia ad essere guardato da molti studiosi delle chemtrails e da attivisti, ed a ragione, come un covo di agenti, sebbene ancora vi intervengano utenti in buona fede.

L'informazione deve essere fornita a tutto campo (dai problemi alle risoluzioni), senza paura di inimicarsi qualcuno o di perdere in credibilità. La credibilità si perde quando non si ha il coraggio delle proprie azioni e quando si prendono le distanze da persone che divengono scomode per le loro ricerche indipendenti.

Non abbiamo alcuna intenzione di assoggettarci a tecniche di “comunicazione” blande, politicamente corrette, che inficerebbero la divulgazione vera ed omnicomprensiva. Si deve intendere che l'informazione sulle scie chimiche non è un’occasione con cui pavoneggiarsi, ma uno strumento di aggregazione per agire. Se così non si vuole che sia, chiunque abbia bisogno di informazioni TOTALI e senza bavagli, potrà visitare i blog gestiti da noi (Zret & Straker).

Preferiamo operare e lavorare senza impedimenti. Divulgare la verità, anche se scomoda, prescinde da qualsivoglia interesse personale. Non temiamo gli attacchi né le critiche. Qualcun altro, invece, si preoccupa solo di mostrare il lato più innocuo possibile delle scie chimiche, al massimo considerate nel loro aspetto antiestetico che ferisce le anime belle. In questo modo, sia chiaro, non si ottiene alcunché.

Riportiamo un ampio stralcio di un messaggio inviato ad alcuni utenti del forum per denunciarne la degenerazione.

"Le forbici: la censura. Questo è il primo punto. Inoltre, se vuoi mantenere il controllo, elimini, anzi non abiliti, impostori come Genocidio ed espelli disturbatori che fanno solo comodo agli agenti infiltrati nel forum. Già, gli infiltrati. Ve ne sono almeno tre, ma allorquando, oltre un mese fa, operai per scovarli, mi venne tolta la possibilità di proseguire. Quegli infiltrati, continuano a riportare su Focus anche discussioni rimosse, a dimostrazione del fatto che hanno modo di leggere subito le discussioni più recenti ed hanno la possibilità, addirittura, di accedere ad aree riservate e, quel che è peggio, fingono di essere attivisti convinti e battaglieri.

Ci siamo lamentati con Chemthunter e Trinity, gli attuali unici admin, del fatto che il forum è divenuto un avamposto controllato da disinformatori di professione (agenti infiltrati) e, per tutta risposta, mi sono stati tolti i diritti di amministrazione. Nel contempo, diverse mie discussioni (tra le altre quella sugli incendi di stato e sul Morgellons), sono state l'una cancellata e l'altra sottoposta a consistenti tagli.

Ora AMD appoggia Genocidio, alias Acarsterminator (Michele Biemmi), per ripicca, quindi avalla il bieco operato di un agente. Bene, facciano pure, ma se la sbroglino da soli. Non sono così autolesionista da rimanere in una gabbia gestita da persone incompetenti e pavide, che intendono ripulire il forum dagli argomenti che possono dar loro fastidio, come, ad esempio, il morbo di Morgellons, mentre abilitano, invece, le iscrizioni di gente di dubbia moralità e dagli intenti non cristallini".


Zret & Straker

venerdì 28 settembre 2007

Segni

In hoc signo…

Come immaginare l'inimmaginabile? Che cosa nascondono veramente le scie chimiche? I segni nel cielo sono enigmatici, surreali: sfere, pulviscolo luccicante, rods, nubi dalle forme grottesche, ragnatele che sembrano di nylon, insetti bionici… Stanno diffondendo nella biosfera microscopiche, invisibili nanomacchine adatte ad un'invasione silenziosa, strisciante?

Smart Dust in controluce - Guarda il video!Lassù schizzano velivoli non identificati, fluttuano oggetti dall'apparenza plasmatica, ologrammi si formano e si dissolvono... E' veramente uno spettacolo misterioso e conturbante.

Erra chi ritiene che quest'epoca viva le inquietudini chiliastiche solo perché esse appartengono a molte età di transizione (Quali età non sfumano in una transizione?): lo spazio è oggi davvero il teatro di guerre stellari. Satelliti che orbitano attorno alla Terra, navicelle che violano frontiere invisibili, strani meteoriti che precipitano: la militarizzazione del cosmo è un dato di fatto.

Scie chimiche come veli per nascondere incredibili verità, onde elettromagnetiche per generare visioni mentali, allucinazioni ed immagini tanto realistiche quanto irreali. Il cinema ha assunto oggi dimensioni spaziali. Il cinema è realtà, mentre il reale aleggia tra ombre evanescenti, inafferrabili.

Fragili si sbriciolano i giorni, mentre si palesano segni indecifrati come quelli di una scrittura antichissima, antidiluviana.

Smart dust - Il video

[...] Io la chiamo “polvere intelligente” (smart-dust). La polvere intelligente è una particella molto, molto piccola di nano-grandezza che ha una funzione specifica. Se guardate in certe condizioni di luce, essa appare come un luccichio che non è normale pulviscolo. E’ particolarmente differente dalla normale polvere che trovate in casa. E' polvere intelligente. State guardando polvere autoassemblante creata artificialmente.

"[...] Siamo tutti stati esposti: tutti gli animali, tutte le forme viventi di questo pianeta. A questo punto dipende solo dallo stato di salute generale e con cosa siamo stati avvelenati chimicamente... se viviamo in aree già contaminate o meno. Sono questi parametri che alla fine permettono a questa malattia di manifestarsi prima o poi".

Dr. Hildegarde Staninger


mercoledì 26 settembre 2007

Il rapporto Staninger (seconda parte)

I normali composti confrontati con quelli del Morgellons, attraverso la biotrasformazione

Un certo numero di enzimi degli organismi animali è capace di trasformare le sostanze estranee, solubili nei grassi, in modo tale da renderli solubili nell’acqua. Queste reazioni enzimatiche sono di due tipi: reazioni della fase 1, che comprendono l’ossidazione, la riduzione e l’idrolisi; le reazioni della fase 2, che includono la coniugazione o reazione di sintesi […]

La sorte di una particolare sostanza chimica è determinata dai suoi prodotti fisico-chimici. I composti organici volatili possono essere eliminati attraverso i polmoni, senza alcuna biotrasformazione. Quelli con gruppi funzionali possono essere coniugati direttamente, mentre altri sono soggetti alle reazioni della fase 1, prima della coniugazione. La biotrasformazione è spesso integrata e può essere complessa. A causa della sua complessità, gli squilibri tra le reazioni della fase 1 e della fase 2 o i cambiamenti nelle funzioni metaboliche, sono spesso causa di danni ai tessuti.

Localizzazione nelle cellule e negli organi della biotrasformazione

Gli enzimi o i sistemi enzimatici che catalizzano la biotrasformazione di composti estranei sono localizzati prevalentemente nel fegato. Ciò non deve sorprendere, poiché la funzione primaria del fegato è quella di ricevere e di metabolizzare le sostanze chimiche assorbite dal tratto gastrointestinale, prima che siano distribuite agli altri tessuti. Il fegato riceve tutto il sangue che ha irrorato la milza, che contiene nutrienti ed altre sostanze estranee. A causa di ciò il fegato ha sviluppato la capacità di estrarre queste sostanze rapidamente dal sangue e di modificarle chimicamente, prima che esse siano immagazzinate, secrete nella bile o messe in circolo. Altri tessuti possono biotrasformare sostanze estranee. Tessuti non epatici hanno capacità limitate in relazione alla diversità delle sostanze chimiche che possono metabolizzare, cosicché il loro contributo all’intera trasformazione delle sostanze estranee è limitata. Comunque la biotrasformazione di una sostanza chimica in un tessuto non epatico, può avere un’importante implicazione tossicologica, per quel particolare tessuto.

Localizzazione subcellulare degli enzimi di biotrasformazione

La biotrasformazione dei composti estranei all’interno del fegato è compiuta attraverso numerosi sistemi enzimatici. Essi possono modificare chimicamente un’ampia gamma di sostanze tossiche, che entrano nell’organismo attraverso l’ingestione, l’inalazione, la pelle o un’iniezione. Gli enzimi della fase 1, quelli che aggiungono o manifestano gruppi funzionali, sono localizzati soprattutto nel reticolo endoplasmico, una rete di canali presenti nel citoplasma della maggior parte delle cellule. Questi enzimi sono legati alle membrane, dal momento che il reticolo endoplasmico è fondamentalmente una membrana composta di lipidi e di proteine. La presenza di enzimi all’interno di una matrice lipoproteica è critica, dal momento che le sostanze lipofiliche tendono a scindersi in una membrana di lipidi, luogo della biotrasformazione.

Quando il fegato è rimosso in laboratorio e reso omogeneo, il reticolo endoplasmico tubolare si sfalda e frammenti della membrana si rompono per formare micro vescicole. Esse sono riferite ai microsomi, i quali possono essere isolati attraverso un procedimento di centrifugazione del fegato, così omogeneizzato. Se la frazione residua che risulta dalla centrifugazione del fegato omogeneizzato a 9000xg (per rimuovere i nuclei, i mitocondri ed i lisosomi, come le cellule intatte ed i frammenti della membrana) è soggetta a centrifugazione a 105,00xg, si ottiene una pallina piena di microsomi. La frazione risultante, che contiene un certo numero di enzimi solubili, è riferita al citosol. Questo citosol contiene molti degli enzimi della biotrasformazione della fase 2. Molti degli enzimi di biotrasformazione sono riferiti al citosol o ai microsomi per indicare la localizzazione sub-cellulare degli enzimi.

Gli enzimi microsomici che catalizzano le reazioni della fase 1, sono caratterizzati soprattutto dall’abilità di metabolizzare i farmaci. Così, la maggior parte della letteratura si riferisce a questi enzimi come a microsomi, dal momento che gli enzimi convertono i farmaci in prodotti polari, ma agiscono anche su numerose sostanze chimiche. Inoltre, la parola biotrasformazione è preferita a quella di metabolismo dei farmaci, poiché esprime la natura universale delle reazioni. Infine designa il normale processo metabolico di nutrienti e la biotrasformazione di sostanze chimiche estranee.

Leggi qui la prima parte.

Traduzione di Zret e Straker -> Vai alla terza parte

Si ringrazia il gentilissimo dott. Ginatta per la segnalazione

lunedì 24 settembre 2007

Gli animali domestici vittime delle scie chimiche

In molti articoli ci siamo soffermati sui danni arrecati dalle scie chimiche alle persone: tuttavia non si può dimenticare che le chemtrails sono perniciose per tutti gli esseri viventi, quindi anche per gli animali. E' il caso di considerare le condizioni in cui sono costretti a vivere molti cani e gatti, parecchi dei quali trascorrono ore all'aria aperta dove inalano sostanze tossiche di vario tipo. Spesso questi animali hanno l'abitudine di bere dalle pozzanghere l'acqua piovana: sono alquanto numerose le testimonianze di persone che hanno constatato che i loro cani o gatti hanno manifestato disturbi anche gravi, dopo aver bevuto l'acqua di qualche precipitazione contaminata da elementi chimici e da agenti patogeni.

Purtroppo, i nostri amici non sono immuni all'attacco della tecnologia: onde elettromagnetiche e microprocessori sottocutanei sono anche per loro particolarmente nocivi. I campi elettromagnetici, che alterano gli equilibri biologici e psicologici, i ritmi circadiani, le secrezioni glandolari degli uomini etc. hanno un influsso altrettanto negativo sugli animali che possono diventare all'improvviso aggressivi o ciclotimici. E' stato pure rilevato che i microprocessori, obbligatori da alcuni anni per i cani, introdotti con il pretesto di localizzare gli animali, qualora vengano smarriti o abbandonati dai padroni, sono causa di tumori: questo spiega almeno in parte l'incremento di neoplasie tra gli animali domestici, aumento registrato in questi ultimi anni.

Cerchiamo quindi di usare delle accortezze anche per cani e gatti: non lasciamoli troppo tempo all'aperto durante le irrorazioni, evitiamo che si bagnino con la pioggia e che bevano l'acqua meteorica. Miglioriamo, per quanto possibile, la loro dieta e diamo loro, affinché possano dissetarsi, acqua depurata, ad esempio, con le ceramiche di microorganismi effettivi.

Tra l'altro, i cani possono, con il loro latrato, avvertirci del sorvolo per opera dei tankers durante la notte: infatti ho notato che, appena da lontano si propaga nell'aria il rombo sordo di un velivolo a bassa o bassissima quota, brontolio quasi o del tutto impercettibile per le persone, essi cominciano ad abbaiare. Non abbaiano più alla luna, come un tempo, ma ci avvisano di un pericolo incombente: il passaggio di un aereo della morte.



Articoli correlati:

Zret, Cani manciuriani? 2007
Id., Cenni su alcuni aspetti biologici ed ecologici legati alle scie chimiche, 2006

Smart dust: ecco la polvere che spia

In seguito alla pubblicazione delle prime dichiarazioni ufficiali derivanti dalle ricerche della tossicologa dott.ssa Hildegarde Staninger, dalle quali si evidenzia uno strettissimo legame di causa - effetto tra chemtrails cospargenti smart dust (polvere intelligente) e morbo di Morgellons, è d'obbligo chiarire che cos'è la smart dust. Molti di voi avranno pensato, perlomeno all'inizio, che quanto qui si riporta, corrisponde a mera immaginazione di stampo fantascientifico, ma purtroppo per tutti noi le cose non stanno in questi termini. La polvere intelligente esiste e non viene utilizzata solo sui campi di battaglia. Intere popolazioni civili sono state, infatti, sottoposte in questi anni ad un intenso bombardamento invisibile e micidiale. Il progetto mira ad ottenere il controllo totale dei cittadini che, se non perderanno la vita, perderanno la libertà sui propri pensieri ed azioni. Sarà una popolazione di cyborgs al servizio del Nuovo Ordine Mondiale, a meno che...


Smart-Dust: ecco la polvere che spia

di Federico Rampini

SAN FRANCISCO - Gli scienziati californiani l'hanno battezzata smart dust, "polvere intelligente". Il Pentagono la definisce "La tecnologia strategica dei prossimi anni". Un giorno cambierà la nostra vita; intanto sta già cambiando il modo di combattere la guerra e potrebbe avere un test decisivo in Iraq. Il pulviscolo intelligente è composto di miriadi di computers microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo, ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.

Invisibile ed imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell'ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati, stando loro incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti.

Dietro la polvere intelligente c'è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all'origine di innovazioni fondamentali, compresa Internet. E' il braccio scientifico del ministero della Difesa, gestisce finanziamenti federali distribuendoli alle migliori università, che, in cambio, collaborano ad accrescere la supremazia degli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate. Per la smart dust la Darpa si è affidata al dipartimento di ingegneria elettronica e di informatica di Berkeley diretto da Shankar Sastry. Ci lavorano gli scienziati Kris Pister, David Culler ed un ricercatore italiano, Bruno Sinopoli. Gli elementi di base della loro costruzione sono i Merns, micro-elactro-mechanical systems. Sono micro-computers che integrano capacità di calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i sensori elettronici: cioè termometri, microfoni miniaturizzati, nasi e microspie che captano movimenti o vibrazioni. I Mems esistono da tempo, ora le ricerche ne hanno perfezionato la produzione a costi sernpre più bassi e questo apre l'opportunità per usarli in quantità enormi. I progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi sempre più affidabili e ne allungano la vita, le batterie possono alimentarsi con le variazioni di temperatura o le vibrazioni. Il lavoro degli scienziati californiani ha fatto compiere ai Mems il salto verso la polvere intelligente. "Il risultato finale è costituito da networks invisibili disserninati nell'ambiente - spiega Bruno Sinopoli - che interagiscono fra loro e trasmettono informazioni".

La produzione è affidata ad un'azienda privata della Silicon Valley, la Crossbow, che mette già in mostra alcune applicazioni della polvere intelligente. Le più ambite, però, non le vedremo mai. Come sostiene la Darpa, la rivoluzione dei microsensori diffusi nell'ambiente "diventerà la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento". L'obiettivo è dichiarato ufficialmente sul sito Intemet della Darpa www.darpa.mil, perché per lavorare con gli scienziati di Berkeley anche i militari devono adottare certe regole di trasparenza. Si tratta di dispiegare in massa sensori remoti per scopi di ricognizione e sorveglianza del teatro di battaglia".

Scie chimiche in AfghanistanL'informazióne non è stata divulgata dalla Difesa, ma gli scienziati californiani non hanno dubbi: la polvere intelligente ha già fatto la sua prima apparizione su un vero campo di battaglia in Afghanistan, dove gli americani hanno cosparso nubi di smart dust sulle zone più impervie e montagnose. Il prossimo test potrebbe essere l'Iraq dove, in caso di intervento militare - e anche molto prima - la polvere intelligente verrà cosparsa dal cielo e finirà mimetizzata nella sabbia del deserto per monitorare spostamenti di truppe, artiglierie o rampe dei missili Scud.

I Mems potrebbero fare la loro comparsa anche incorporati nelle nuove tute da combattimento dei marines. È un altro progetto per il quale il Pentagono ha stanziato 700 milioni di dollari: fabbricare una tuta leggera fatta di nuovi materiali adatti alle condizioni nel deserto, ma dotata di sensori intelligenti nelle sue fibre. Una corazza agile per i climi torridi, capace di fermare i veleni delle armi chimiche e di monitorare la salute dei militari esposti ad aggressioni batteriologiche. I sensori elettronici visibili ai raggi infrarossi garantiscono poi il riconoscimento tra i soldati americani nei combattimenti notturni, in modo da evitare le vittime del "fuoco amico".

Scie chimiche nel Nord-Est ItaliaLa polvere intelligente non è stata pensata solo per la guerra. Il gruppo di scienziati di Berkeley ha commciato a utilizzare il pulviscolo di micro-computer per fini pacifici. Sparsi nelle foreste della California, hanno il compito di sentinelle anti-inquinamento e nella prevenzione degli incendi; grazie alla loro ubiquità sentono e segnalano all'istante le minime fonti di calore. I networks di sensori intelligenti della smart dust hanno fatto il loro esordio in funzione antisismica: l'università califomiana li sta sperimentando in alcuni immobili per verificare come le strutture reagiscono internamente alle scosse di terremoto; la precisione di queste micro-apparecchiature consente di percepire lesioni interne che sfuggono agli occhi più esperti, ma possono minare la resistenza degli edifici.

Un altro campo promettente sembra essere quello della home automation, o casa intelligente. Spalmata sui muri con la vernice, una miriade di micro-computer consentirà di auto-regolare la temperatura e la luminosità dell'ambiente in modo da eliminare ogni spreco di energia. Sempre che non finisca per spiare chi in casa ci abita. A finanziare ricerche sulle applicazioni della smart dust con i fondi federali non c'è più solo il Pentagono. Ora è sceso in campo anche un fondo di venture capital che nella Silicon Valley tutti conoscono bene: si chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.


Fonte: "la Repubblica" di giovedi 31 ottobre 2002

Un particolare ringraziamento a Saimon per la segnalazione

sabato 22 settembre 2007

Il rapporto Staninger (Prima parte)

Nano smart dust - polvere intelligentePubblichiamo la prima parte della relazione della dottoressa Hildegarde Staninger. Lo studio è stato presentato il 6 settembre 2007, durante il convegno internazionale svoltosi nell'ambito del National Registry of Environmental Professionals di San Antonio, Texas.


Necesse est ut scandala veniant


Morgellons: Nano-911 A Foreign Invader

by Dr. Hildegarde Staninger

Presented at the
National Registry of Environmental Professionals
2007 Annual Conference, September 6, 2007, San Antonio, Texas

www.nrep.org

MORGELLONS: A NANO-911 FOREIGN INVADER
by Hildegarde Staninger, Ph.D., RIET-1
Integrative Health Systems, LLC, 415 3/4th N. Larchmont Blvd.,
Los Angeles, California 90004
Tel: 323-466-2599

Fax: 323-466-2774


Si profila all’orizzonte una malattia ambientale che aggredirà molte persone e l’ambiente del futuro. Il suo impatto sarà maggiore rispetto a quello del DDT, del PCB e dell’amianto. Questa patologia è il Morgellons: un invasore nano-tecnologico in stile 9 11. Ha molti nomi: malattia delle fibre, malattia del mistero, parassitosi immaginaria e sindrome dermatologica sconosciuta. Esistono 93 sintomi visibili. E’ una malattia silenziosa, intelligente, luccicante, alimentata da batterie che contengono metalli. Quando colpisce la vittima, si avverte come una scheggia di vetro che trafigge la pelle. E' come una scheggia centocinquanta volte più piccola di un virus, invisibile ad occhio nudo. Essendo una trafittura così silenziosa, solo chi è stato aggredito, ne conosce la vera natura. Di origine umana, questi materiali nano-tecnologici, in grado di assemblarsi autonomamente, possono essere usati per creare farmaci, prodotti chimici, nervi artificiali, cervelli artificiali, pseudo-pelle e sistemi elettronici molecolari. Sì! Il morbo è stato modellato sulla base delle meraviglie della natura, ma è al 100 % di origine umana.
La pozione nanotecnologica è stata versata da un alambicco da cui sono fuoriuscite disgrazie nascoste dietro un'apparenza di insospettabile innocuità. (dott.ssa Hildegarde Staninger)

Diffusione del morbo nel mondo - Ogni giorno 1000 nuovi casi


Estratti dalla relazione MORGELLONS: A NANO-911 FOREIGN INVADER

Introduzione agli invasori chimici

Smart dust - Polvere intelligentePiante, uomini ed animali sono costantemente esposti, nel loro ambiente, ad una vasta gamma di sostanze chimiche estranee agli organismi naturali. Queste sostanze possono essere di origine naturale o umana. In genere i composti lipofilici sono facilmente assorbiti attraverso la pelle, i polmoni o il tratto gastrointestinale. Un’esposizione costante o anche intermittente a queste sostanze lipofiliche potrebbe sfociare in un loro accumulo nell’organismo, a meno che non siano presenti mezzi per l’eliminazione. Inoltre, le sostanze chimiche possono essere espulse attraverso l’urina, la bile, le feci, l’aria espirata e la traspirazione. Tranne che per l’espirazione, la facilità con cui i composti chimici sono eliminati dall’organismo, dipende in larga misura dalla loro solubilità in acqua. Questo è particolarmente vero per le sostanze chimiche non volatili, che sono eliminate con l’urina e le feci, le vie prevalenti di espulsione. I composti lipofilici, che sono presenti in questi fluidi, tendono a diffondersi nelle membrane cellulari e ad essere riassorbiti, mentre i composti solubili in acqua vengono espulsi. In questo modo si spiega perché le sostanze lipofiliche possono accumularsi nell’organismo: esse sono facilmente assorbite, ma scarsamente escrete.

Fortunatamente gli organismi animali hanno sviluppato una serie di processi chimici che convertono i composti lipofilici in metaboliti solubili in acqua. Questi processi sono definiti “biotrasformazioni” e sono di natura enzimatica. Si potrebbe mettere in rilievo che la biotrasformazione è la somma di quei processi attraverso i quali un agente estraneo, come una sostanza chimica, è soggetto ad un cambiamento chimico per opera degli organismi viventi. Questa definizione implica che una particolare sostanza chimica può essere sottoposta ad un certo numero di processi. Ciò può significare che la molecola principale è modificata chimicamente o che un particolare metabolita del composto principale, può essere soggetto ad una modificazione supplementare. Il risultato finale delle reazioni di biotrasformazione è che i metaboliti sono chimicamente distinti dal composto principale. I metaboliti sono, di solito, più idrofilici del composto principale. La solubilità in acqua riduce la capacità del metabolita di scindersi in membrane biologiche e questo riduce la distribuzione dei metaboliti nei vari tessuti, diminuisce i metaboliti renali e, infine, favorisce l’espulsione delle sostanze chimiche attraverso l’urina, la bile e le feci.

Il Morgellons è una malattia che colpisce uomini ed animali con circa 93 sintomi. Gli uomini colpiti da questo morbo, rintracciano fibre colorate che crescono sotto pelle nonché lesioni da cui trasuda un materiale simile al gel o possono avere la sensazione di una scheggia di vetro che trafigge il derma come un ago. L’esame tossicologico dei campioni estratti da un paziente cui è stata diagnosticata questa sindrome e che aveva subìto un’operazione al ginocchio, rivelavano che il campione conteneva silicone e silica. Ulteriori analisi di questi campioni, eseguiti usando la tecnologia Micro Raman, rivelarono che le fibre erano composte da due parti di poliammide, come una cannuccia di plastica terminante in una testa di silicone. Il poliammide è un materiale sintetico. E’ nylon con un altro nome. Il nylon è un composto lipofatico, proprio come il silicone. Inoltre, fibre di polietilene sono state trovate nei talloni e nei piedi di alcuni pazienti. La differenza tra questi composti e quelli prodotti industrialmente è la seguente: i primi sono di nano dimensioni.

Nano-dimensione significa che lo zero è seguito da nove decimali. E’ inferiore alla larghezza di un capello umano. Com’è possibile che qualcosa di così piccolo sia tanto dannoso alle persone? I nano-materiali, che hanno molteplici usi, come la polvere intelligente, i nano-gel, i punti quantici, i nano tubi, i nanofili, sono parte di un campo in espansione della nonotecnologia. Se qualcosa è così piccolo da non stimolare il sistema immunitario a reagire ad un’aggressione esterna, si verificherà una reazione cellulare tossicologica. Questi materiali sono stati trovati nel paziente che aveva subìto l’operazione al ginocchio. Il paziente aveva delle fibre blu che non bruciavano a 1400° F ed indurivano il gel che causava le lesioni. Questi campioni erano correlati ad una patologia tossicologica.

Non importa quale sia l’agente biologico o chimico, l’organismo si è adattato per proteggersi e per espellere il materiale tossico, tuttavia esso non è pronto ad un invasore nano-tecnologico, poiché è un nemico invisibile. Normalmente l’organismo ricorrerebbe alla biotrasformazione e rimuoverebbe il materiale tossico, ma non nel caso del Morgellons, che sembra avere un’intelligenza propria, visto che crivella l’organismo con le sue fibre e lo aggredisce con una continua auto-replicazione.

Traduzione di Zret e Straker -> Vai alla seconda parte

Si ringrazia il gentilissimo dott. Ginatta per la segnalazione

venerdì 21 settembre 2007

Scie chimiche, flares e chaff

I flares sono dispositivi dalle funzioni quasi esclusivamente militari, usati per illuminare il campo di battaglia ed impiegati come strumento antiaereo. Possono essere lanciati da velivoli, da veicoli terrestri (cingolati) e da unità navali. I flares da illuminazione hanno, di solito, forma cilindrica con un diametro che può variare da alcuni centimetri ad alcune decine di centimetri. L'illuminazione è ottenuta per mezzo della combustione di sostanze quali il magnesio, il calcio ed il fosforo. Rispetto ai razzi di segnalazione, la luce dei flares è monocromatica (in genere bianca o rossa) e può durare sino a 40 minuti. Esistono dispositivi equipaggiati con piccoli paracadute che si aprono dopo il lancio, consentendo loro di restare sospesi in aria per alcune decine di minuti. I flares possono essere lanciati da qualsiasi mezzo attrezzato, attraverso apposite cariche. Il loro rilascio può avvenire anche tramite caduta libera da aerei, quando i flares sono sganciati dagli aeroplani. I flares da illuminazione generano, durante il loro funzionamento, abbondante fumo, dovuto alla combustione delle sostanze sopra citate.

Gli chaff (1) sono adoperati come misura antiaerea: sono costituiti da cilindri o da sottili lastre rettangolari. Per confondere i sistemi missilistici antiaerei a guida termica, gli chaff producono, attraverso la combustione di sostanze chimiche, un fortissimo calore che "depista" i sistemi missilistici dotati di un congegno di guida sensibile al calore, proveniente dai motori degli aerei a reazione e ad elica. Un altro tipo di chaff implica la diffusione nell'atmosfera di particelle metalliche di alluminio o di lunghi filamenti di alluminio o di fibra di vetro, sempre con lo scopo di interferire con gli apparati missilistici antiaerei a guida radar. Dispositivi ancora più sofisticati emettono onde radio di disturbo.

Gli scalcinati disinformatori, per tentare di confutare l'evidenza delle chemtrails, affermano che le scie osservate in varie occasioni sono chaff: è un'altra penosa bugia. Lo chaff è molto diverso da una scia tossica, rilasciata da aerei militari, ma anche da velivoli all'apparenza civili, da droni, da aerei modificati in modo da essere adatti all’irrorazione di veleni nella biosfera. Lo chaff è usato durante le esercitazioni militari e nei teatri di guerra e non in quasi tutti i cieli del pianeta e 365 giorni l'anno, a differenza delle scie venefiche.

Tuttavia esiste qualche relazione tra chaff e chemtrails: gli chaff possono includere particelle di alluminio, metallo contenuto anche nelle miscele sparse con gli aerei della morte. Infine si può congetturare che alcuni incendi, la cui dinamica risulta alquanto misteriosa, essendo roghi divampati all'improvviso in zone inaccessibili ed essendo le fiamme scaturite contemporaneamente in più punti, siano stati appiccati con flares, forse modificati.



(1) Talvolta negli Stati Uniti il termine chaff è usato come sinonimo di chemtrails o, meglio, come equivalente di irrorazione clandestina, con riferimento allo spargimento di elementi chimici dannosi in atmosfera.

Fonte: Area 51 n.° 22

giovedì 20 settembre 2007

Il rapporto Staninger


Eugenio Benetazzo a Riccione parlerà di scie chimiche e signoraggio

L'evento che cambierà per sempre il tuo modo di vivere e di pensare:

EUGENIO BENETAZZO in SCIE CHIMICHE E SIGNORAGGIO

La tua vita ed il tuo denaro sono una pura illusione. Un diabolico piano per indebitare, affamare ed ammalare il mondo con la compiacenza ed il silenzio di chi ci governa.

Domenica 28 Ottobre 2007 alle ore 17:00

Ingresso Libero

TEATRO DEL MARE
Viale Ceccarini, 12
RICCIONE (RN)


Con il Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Riccione

event promotion a cura di Rossi Comunicazione, in collaborazione con Macro Edizioni.

Scopri le altre tappe del tour a questo link.

mercoledì 19 settembre 2007

La terza scia (by Cieliazzurri)

Introduzione

Una normale scia di condensazione di aereo è costituita fondamentalmente da ghiaccio e si forma solo in determinate condizioni di umidità, pressione e temperatura. La scia si forma di norma a circa trenta metri di distanza dal motore che la produce [1].

Vedere un aereo con due motori, emettere tre scie è qualcosa di sospetto e fa pensare che la terza scia, un'emissione centrale che esce dalla parte terminale dell’aereo, sia una chemtrail, cioè provocata da sostanze venefiche diverse dal normale scarico del motore. E’ possibile vedere un chiaro esempio del fenomeno “Due motori / Tre scie” in un video pubblicato da Straker su YouTube [2].
La terza scia è un argomento forte a sostegno della teoria delle scie chimiche. Due motori, tre scie è sinonimo di presenza di chemtrails.

In questo post verrà discussa la questione della terza scia. L’argomento è molto complesso ed è necessario avere una conoscenza molto accurata di come sono fatti gli aerei per discuterlo.
Quanto riporto è frutto dei miei approfondimento dell’argomento, al meglio delle mie conoscenze.
Lo scopo di questo post è verificare quale possa essere la natura della terza scia e di fornire informazioni e spunti di riflessione su una questione importante che riguarda la teoria delle scie chimiche.

Discussione

Osserviamo una fotografia scattata a Milano il 30 luglio verso il tramonto. Un aereo che produce tre scie passa sopra la mia casa.



Ingrandiamo l'immagine e aggiustiamo luminosità, contrasto e livelli di colore per analizzare meglio le informazioni contenute nella fotografia.



E’ chiaramente visibile un velivolo con due motori sulle ali, indicati dalle frecce bianche, che produce tre scie, indicate dalle frecce gialle.
Bene. Cosa può essere questa terza scia centrale? Si potrebbe trattare a mio avviso di quattro fenomeni diversi.
Le quattro possibilità vengono qui di seguito elencate e poi discusse una ad una, riferendoci alla fotografia mostrata. Le considerazioni possono essere applicate chiaramente a qualsiasi scia centrale di aereo.

La terza scia della foto potrebbe dunque essere:

1) La scia di condensazione del motore posto sotto lo stabilizzatore verticale, nel caso si tratti di un velivolo con tre motori.
2) La scia del Auxiliary Power Unit (APU).
3) Un episodio di fuel damping.
4) Una scia chimica.

Vediamo di discutere questi punti.

1) Scia di condensazione del terzo motore.

Alcuni aerei, se osservati dal basso appaiono come bimotori ma potrebbero “nascondere” un terzo motore posto sotto lo stabilizzatore verticale (quella grossa struttura presente sulla parte posteriore del velivolo). Esempi sono i velivoli L-1011, DC10, MD-11, KC-10. Vediamo ad esempio in questo link una bella foto di un DC10 immortalato mentre rilascia le sue tre scie di condensazione.

Noterete subito che nella foto indicata al link, le tre scie appaiono tutte e tre ben distanti dai motori che le generano. Come detto, la fisica della formazione delle scie di condensazione prevede che la scia si formi tipicamente a circa 30 metri di distanza dal motore. La foto del DC10 mostra tre scie che si trovano alla giusta distanza (la scia centrale si forma chiaramente a maggior distanza dal velivolo perchè il motore centrale è più indietro rispetto a quelli alari). Si tratta dunque di tre scie di condensazione.

Ora, nella nostra foto scattata a Milano invece, la scia centrale è attaccata al velivolo mentre le altre due sono distanti. Deduco quindi che si tratti di emissioni di diversa natura.



La scia centrale non è quindi una scia di condensazione di un ipotetico motore presente sotto lo stabilizzatore perché non si forma a distanza di 30 metri dal velivolo. Si tratta di qualcos'altro.

2) La scia dell'Auxiliary Power Unit (A.P.U.)

Che cos’è l’A.P.U.? E’ un motore posizionato nella coda dell’aereo, che serve a dare energia elettrica al velivolo quando i motori principali sono spenti. Si usa in volo? Sì, ma solo in casi di emergenza come quando ad esempio i motori principali si bloccano.
Bene, nell’aereo della foto in studio i motori principali funzionano, hanno la scia. E allora perchè usare l’A.P.U.? Non avrebbe senso. L’A.P.U. si usa in volo quando i motori sono fuori uso {si veda ad esempio la storia di un aereo che per un errore di calcolo nel rifornimento di carburante si trovò senza carburante a metà viaggio. I motori si spensero e, essendo l’A.P.U. alimentato dai serbatoi principali, non funzionò anch'esso. L’aereo riuscì lo stesso ad atterrare ed il pilota ricevette un encomio. Dopo questo incidente diversi costruttori hanno deciso di alimentare l'A.P.U. con un serbatoio separato [3]}.

Inoltre, quand’anche l’A.P.U. fosse in funzione, mi aspetterei una scia di condensa che NON inizia attaccata all’aereo come invece accade nella foto in esame. Quindi, escludo che la nostra terza emissione sia la scia di condensazione dell’A.P.U. Si tratta certamente di un altro fenomeno.

3) Il fuel dumping

Potrebbe allora trattarsi di carburante. Ci sono casi in cui un aereo è costretto a rilasciare carburante in volo. Questo procedimento si chiama fuel dumping (FD) in inglese. Il FD si verifica quando l’aereo deve atterrare poco dopo il decollo per un’emergenza. L’aereo rilascia il carburante per diminuire il suo peso poiché alcuni aerei sono progettati per atterrare con un peso che non è lo stesso peso alla partenza. Tuttavia come si ricorda nel sito della FLV [4], società aeroportuale svedese, il Fuel Dumping accade molto raramente e quando si verifica è solo per situazioni di emergenza. Solo aerei pesanti come il Boeing 747 possono scaricare carburante. Questo perchè i loro serbatoi sono cosi grandi che i velivoli sono troppo pesanti per atterrare se i serbatoi sono pieni. Gli aerei più piccoli invece generalmente non sono equipaggiati con un sistema di rilascio carburante poiché la differenza di peso massimo al decollo e peso all'atterraggio è minima. Alcuni velivoli sono progettati per atterrare a pieno carico e altri, semplicemente, girano intorno all’aeroporto per bruciare carburante [5]. La maggior parte dei bimotori a corto e medio raggio, come ad asempio l'Airbus 320 o il Boeing 737 non sono muniti di sistemi di FD [6].
In caso di FD, questo dovrebbe accadere sopra aeree non popolate e ad altezze di almeno 1.850 metri, in modo che il carburante possa evaporare prima di raggiungere il suolo.

La Federal Aviation Administration (FAA) ricorda inoltre che un aereo che rilascia carburante deve essere distante almeno 8 km da altri aerei [7].

Da dove esce il carburante negli aerei predisposti al FD? Dai serbatoi, attraverso delle valvole apposite (chiamate in inglese fuel dump valves). Di solito questi ugelli per l’uscita di carburante sono sotto il profilo alare, dove sono presenti i serbatoi. E’ riportato tuttavia che alcuni aerei effettuano FD dalla coda [8].

Fotografie e video di FD mostrano che la scia di carburante è attaccata alla valvola. La scia di carburante appare quindi differente da quella di condensazione.
Si potrebbe pensare che un aereo come l’MD-11 avendo un motore centrale e magari ha anche un serbatoio centrale con relativo sistema di FD nella coda. Magari il velivolo della foto in analisi è un MD11 con il motore centrale spento che lascia fuoriuscire carburante. L’MD11 ha un una valvola per l’uscita del carburante nella parte terminale della carlinga? La risposta è no. Non c’è l’ha, ne ha solo due sulle ali [9]. Possiamo quindi escludere questa ipotesi.

Rimane da verificare se il nostro aereo della fotografia in studio ha un sistema di FD nella coda. Quindi, per escludere che la terza scia sia un'emissione di carburante, bisogna conoscere il modello del velivolo e verificare se quel particolare velivolo ha un sistema di rilascio del carburante dalla coda. Se le valvole di scarico sono sulle ali o se, ovviamente, il modello di aereo non ha un sistema di FD, possiamo escludere che la terza scia sia rappresentata dallo scarico di carburante.
Bene, che è aereo è quello immortalato nella nostra fotografia? L'aereo sembra essere un bimotore a corto/medio raggio, quindi probabilmente sprovvisto di un sistema di FD.
Possiamo tuttavia escludere che la scia centrale sia una scia di carburante anche per altre due ragioni.

La prima è che gli aerei non possono rilasciare carburante se ci sono altri aerei nelle vicinanze. Ho fotografato questo aereo alle 18:25. Alle 18:24 ne ho fotografato un altro nella stessa direzione di volo e specchio di cielo. Mi sembrerebbe pericoloso scaricare carburante con questo traffico e proprio sul centro di Milano, [e sopra la mia casa :) ].

La seconda è che, fatto curioso, le scie dei motori alari dell’aereo a un certo punto si interrompono (una scia normale di condensa si interrompe quando cambiano le condizioni di umidità e temperatura e pressione dell'atmosfera) e contemporaneamente si interrompe anche quella centrale. Insieme. Nello stesso momento si interrompono scie alari e scia centrale.
Che l’aereo smetta di sciare perchè cambiano le condizioni atmosferiche e contemporaneamente, nello stesso istante, termini anche l’operazione di fuel dumping centrale, mi sembra davvero una strana coincidenza. Due episodi rari, insieme e fotografati. Ci mancava magari che nello stesso momento l'aereo fosse colpito da un fulmine!

Sequenza di fotografie relative allo spegnimento delle tre scie.







Mi sembra quindi più probabile che le tre scie, visto che si interrompono nello stesso momento, si interrompano per lo stesso motivo.

Cosa possono essere allora queste tre scie, di natura differente, che vengono interrotte nello stesso istante per lo stesso motivo?

Abbiamo immortalato forse un triplo episodio di FD? No, perchè le scie laterali non sono attaccate alle ali. Non sono scie di carburante.

Si tratta allora di tre scie di condensa che si interrompono a causa di variazione di umidità locale? No, la terza scie è attaccata al motore e non è quindi una scia di condensa.

Se escludiamo il caso raro, se non impossibile, in cui abbiamo immortalato un aereo bimotore a corto/medio raggio ma con sistema di rilascio carburante (cosa rara), che entra in una zona di bassa umidità, smette di produrre scie di condensazione e nello stesso istante termina una poco frequente operazione di FD, per di più centrale e non dalle ali (ancora meno frequente), sopra la città (sconsigliata) e con un altro aereo vicino (vietata), rimane solo una possibilità: tutte e tre le scie sarebbero scie chimiche, provocate e interrotte volontariamente. La natura delle due scie laterali e della scia centrale sarebbe differente. Le scie laterali conterrebbero composti volatili mentre quella centrale composti allo stato liquido.

4) Scie chimiche.

Si vedano le considerazione fatte al punto 3).

Altri scarichi degli aerei.


Vi sono anche tre considerazione da fare su altri scarichi emessi dagli aerei.

i) Gli scarichi delle toilette degli aerei vanno in un serbatoio che viene scaricato in aeroporto a fine viaggio. La terza scia non è quindi lo scarico dei WC.
ii) L’umidità che si forma nella cabina a causa della traspirazione dei passeggeri rappresenta un problema per gli aerei. La Boeing suggerisce in una pagina del suo sito [10] delle linee guida per affrontare il problema della condensazione dell’umidità nei velivoli. Non ho tuttavia trovato nessun elemento che parli di espulsione dell’acqua condensata derivante dall’umidità della cabina ne’ tantomeno elementi indicanti la formazione di scie di condensa derivanti da scarichi di acqua condensata. In effetti non vi è necessità di rimuovere tali fluidi durante il volo poiché il loro peso è ovviamente compreso nel peso dei passeggeri alla partenza. Vi è solo necessità di raccoglierli.
iii) Nella parte inferiore della carlinga degli aerei sono presenti delle valvole per l’espulsione dell’aria. Aria nuova entra dai motori e aria vecchia viene espulsa dal velivolo. Nelle pubblicazioni riguardanti le scie di condensazione di aereo da me esaminate non ho trovato alcun elemento che indichi che tale aria espulsa possa provocare una scia di condensazione.

Infine, talvolta è possibile che sulla coda dell'aereo si formi un raggio di luce causato dalla riflessione dei raggi solari che può sembrare una scia. Tuttavia, non è il caso della nostro foto. Nella nostra foto si ha emissione di qualche tipo di sostanza.

Conclusioni

Le considerazioni emerse dalla discussioni indicano che conoscendo il posizionamento del sistema di fuel dumping di un velivolo che emette una scia centrale attaccata alla coda del velivolo, è possibile dimostrane la natura anomala (scia chimica) o normale (carburante). Le considerazioni della discussione potranno essere utilizzate per future analisi di scie centrali di aerei.

P.S.

A conferma dell’anomalia di questa scia centrale, nella giornata in cui ho fotografato il velivolo con 3 scie, oggetto dell’analisi di questo post, ho fotografato vari oggetti volanti non identificati, sferici e discoidali, in prossimità delle scie prodotte dagli aerei passati sopra la mia casa.
Un resoconto di tale giornata è presente in un video pubblicato su YouTube [11].

Fonte: cieliazzurri



Bibliografia

[1] Minnis, P. Contrails (2002). In Encyclopedia of Atmospheric Sciences, Academic Press, London, J. Holton, J. Pyle, and J. Curry, Editors

[2]
http://www.youtube.com/watch?v=nFWYNkQG6IQ

[3] http://www.clubalbatros.it/curiosita/aircanadaglider/...

[4] http://www.lfv.se/templates/LFV_In...

[5] http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale


[9] http://www.tsb.gc.ca/en/reports/air/1998/a98h0003/...

[10] http://www.boeing.com/commercial/aeromagazine/...

[11] http://www.youtube.com/watch?v=rA9ut5qnDXM

martedì 18 settembre 2007

Filtra una scottante verità

La siccitosa estate del 2007, ormai prossima alla fine, è stata funestata da rovinosi incendi. A tale tema sono dedicati alcuni articoli cui rimandiamo (cfr infra gli articoli correlati). Tali testi contengono l'ipotesi, suffragata da testimonianze oculari e da vari elementi, secondo la quale i roghi furono appiccati, almeno in qualche caso, da elicotteri privi di contrassegni.

La congettura sembra confermata anche da altri dati: il primo ministro ellenico, riferendosi ai disastrosi incendi che hanno portato morte e distruzione nel Peloponneso, ha obliquamente lasciato intendere che qualcuno aveva tramato contro la Grecia.

In Italia, come in Grecia, alcuni sindaci hanno notato, con loro grande sorpresa, che le fiamme sono spesso divampate in luoghi impervi, inaccessibili: è difficile, anzi impossibile che gli incendi siano stati appiccati da pastori o da piromani che dubitiamo siano in grado di volare.

E' probabile, invece, che velivoli non identificati siano all'origine delle devastazioni operate col fuoco. In molti casi, poi, le fiamme sono state viste scaturire dal terreno arido, evidentemente pieno di elementi infiammabili come lo zolfo. Si ricordi che, da anni l'agronoma Rosalind Peterson rintraccia biossido di zolfo tra le sostanze rilasciate dagli aerei chimici in California. Insomma, si aggiungono varie tessere per comporre il disegno del mosaico. Ci si chiederà a chi servano questi incendi. Cui prodest? Il responsabile della Protezione civile (sic), Guido Bertolaso, ha ricevuto cospicui finanziamenti per la creazione di un catasto delle aree bruciate. Il denaro è quindi una spiegazione sufficiente, anche se non è l'unica.

Articoli correlati:

Incendi di stato, 2007
Attacco alla Terra!, 2007

Un particolare ringraziamento a freenfo, per il reperimento della seconda foto mostrata in questo testo.

domenica 16 settembre 2007

Programmazione

Si intitola Boog & Elliot A caccia di amici un orrido cartone animato della Columbia pictures. Molte sequenze della produzione cinematografica, destinata al pubblico particolarmente vulnerabile dei bambini, mostrano il cielo solcato dalle solite scie chimiche. I disegnatori, invece di raffigurare delle nuvole o un firmamento terso, hanno “impreziosito” i fotogrammi con chemtrails che corrono parallele su uno sfondo di un azzurro sporco, spento.

E' l'ormai consueta strategia di indottrinamento delle nuove generazioni che vengono abituate in modo subdolo e surrettizio a percepire ed a concepire come normale la mostruosità. Non è sufficiente, in tale ambito, esibire le cicatrici chimiche in ogni dove: occorre assuefare i sensi e la mente ad un cielo le cui tonalità cromatiche sono dominate dal bianco lattiginoso, dal grigio, dal celeste esangue. I cieli azzurri ormai appartengono al passato.

Tutto ciò è comunque solo la punta dell'iceberg: bambini ed adolescenti sono sottoposti ad una capillare programmazione cerebrale, psicologica e mentale, attuata attraverso l'uso degli strumenti più diversi, dal sistema scolastico ai media, dall'emissione di impulsi elettromagnetici al condizionamento subliminale, dalla diffusione di veleni nei cibi agli psicofarmaci. Bugie e disvalori sono introdotti nella psiche dei futuri schiavi: sia la mente sia l’organismo rischiano di essere soggiogati.

E' perciò necessario, anzi è un imperativo categorico procedere con la deprogrammazione, facendo tabula rasa dei pregiudizi e dei convincimenti erronei inculcati nelle nuove generazioni. I docenti, gli educatori, gli psicologi, i genitori sono chiamati ad un impegno straordinario per sradicare preconcetti e reazioni pavloviane, attraverso la trasmissione a bambini e ragazzi dell'abitudine ad osservare, ad analizzare ed a riflettere, per mezzo di una costante azione tesa a filtrare ed a demolire i messaggi menzogneri delle varie agenzie disinformative.

E' un'impresa ardua ed estenuante, ma, se vogliamo evitare che, in futuro, le persone siano una massa di automi del tutto controllati, è ineludibile cominciare un percorso di deprogrammazione, prima che sia troppo tardi.

venerdì 14 settembre 2007

Scie chimiche e linfomi

Il linfoma è una neoplasia solida derivata da cellule linfoidi. I linfomi vengono distinti in morbo di Hodgkin e linfomi non Hodgkin. Questi ultimi costituiscono un gruppo eterogeneo di forme tumorali che hanno origine da linfociti B o T, variamente classificati in base a caratteristiche istologiche ed immunologiche. Il grado di malignità e le manifestazioni sono variabili. E' stata riscontrata un'associazione con agenti infettivi (HIV, virus dell'epatite, Helicobacter pilori etc.), con anomalie cromosomiche, malattie di origine autoimmune, ma soprattutto con l'esposizione alle radiazioni ionizzanti ed a sostanze chimiche (ad esempio, diossina ed alcuni tipi di erbicidi).

Il morbo di Hodkgin è una neoplasia maligna che ha probabilmente origine dai linfociti C, contraddistinta dalla comparsa di cellule patologiche giganti (cellule di Reed-Sternberg). Spesso si manifesta in età giovanile, con ingrossamento non dolente dei linfonodi. Altri possibili sintomi di esordio sono i seguenti: febbre, perdita di peso, sudorazione notturna, prurito intenso e generalizzato. Le forme localizzate risultano attualmente curabili in circa il 90 per cento dei casi.

L'uso di armi all'uranio impoverito in vari teatri bellici (Kosovo, Iraq, Afghanistan, Libano) è legato alla diffusione del morbo di Hodgkin tra molti degli sventurati soldati italiani, reduci da quelle martoriate nazioni. Non si deve, però, dimenticare che le correnti atmosferiche portano le invisibili, ma micidiali particelle di uranio in molte aree del pianeta: ad esempio, alti livelli di questo elemento radioattivo, sono stati rilevati nel Regno Unito ed in California, laddove si sono premurati di misurarli.

Questo chiarisce perché le statistiche ufficiali riportano, in Italia, un aumento del morbo di Hodgkin pari, in questi ultimi anni, al 5 per cento! E' noto che, con gli aerei e con gli elicotteri chimici, sono sparsi elementi radioattivi come il torio e l'uranio: senza dubbio essi sono la causa principale dell'incremento rilevato, altrimenti difficilmente spiegabile. L'Italia, infatti, è sottoposta ormai da almeno due quinquenni, ad un mostruoso attacco chimico e biologico, un'aggressione senza precedenti alla salute delle persone ed agli ecosistemi. Dovremmo rimanere sorpresi se non fosse stata registrata un'impennata di tumori, di patologie quali l'Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi multipla etc., tutte malattie, in misura maggiore o minore, riconducibili all'inquinamento ambientale, un inquinamento perpetrato in modo volontario con l'infame operazione scie chimiche, un'attività tanto misconosciuta e negata, quanto reale e dannosa, anzi purtroppo talora letale.

P.S. Un sentito ringraziamento agli “scienziati” che hanno offerto il loro prezioso, insostituibile contributo per il progresso della civiltà, nel momento in cui hanno inventato gli ordigni bellici.

Fonti:

Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2005, s.v. linfoma e Hodgkin
J. Howenstine,
USA: tumori al polmone
A. Worthington, Irrorazioni ed armi elettromagnetiche nell'era della guerra nucleare
Zret, Il torio nelle scie chimiche


Video Correlati:

Le nanomacchine arrivano dalle scie chimiche

Intervista alla dottoressa Hildegarde Staninger (tossicologa)

Parte uno
Parte due
Parte tre
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