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martedì 16 agosto 2016

Ritratto dell’ufficialista



Non esistono poteri buoni. (F. De André)

Chi è l’ufficialista? Quali sono le sue caratteristiche salienti? In che cosa si differenzia dal negazionista? Proviamo a rispondere a queste domande in maniera concisa, ma, per quanto possibile, esauriente.

In primo luogo bisogna precisare che “ufficialista” non è sinonimo di “negazionista” (o disinformatore o depistatore o occultatore): ufficialista è, infatti, chi accetta per mera dabbenaggine e pigrizia mentale le versioni canoniche dei fatti, versioni ammannite dalle agenzie di stampa e dai media di regime, senza porsi domande, come fossero oro colato. Il negazionista, invece, è un mentecatto in perfetta mala fede che, in quanto riceve congrui compensi e privilegi e/o per fanatismo, diffonde menzogne sulla Rete ed altrove, attacca e denigra ricercatori indipendenti e cittadini non allineati. Propala fandonie, ma conosce le verità che si affanna a nascondere.

L’ufficialista è un individuo di scarsissima intelligenza: non solo accoglie in modo del tutto ingenuo le ricostruzioni di regime, ma ne introietta i continui aggiustamenti, senza accorgersi che sono in contraddizione tra loro.

All’ottusità si associa poi un atteggiamento di grettezza ed egoismo: l’ufficialista bada solo ai suoi interessi, al suo orticello, noncurante persino del destino di amici e parenti stretti. Egli considera la Rete un’accozzaglia di sciocchezze, mentre si affida alla televisione, in particolare ai notiziari reputati fonti della pura verità. Pende dalle labbra degli “esperti” (medici, scienziati, economisti, giurisperiti, opinionisti…) ritenuti non solo competenti, ma anche infallibili. Una sua frase topica è la seguente: “Se fosse vero, l’avrebbero detto in televisione”.



A prescindere dal titolo di studio, l’ufficialista difetta di senso critico, di capacità di analisi e di sintesi. Al cospetto dell’establishment ha un contegno incoerente: da un lato tuona contro l’inefficienza della classe “politica”, dall’altro continua a legittimarla con il voto ed accreditandole funzioni di cui è priva, non comprendendo che i “politici”, a qualsiasi partito appartengano, sono burattini, esecutori dei piani orditi da chi sta più in alto, ad esempio gli usurai internazionali. In tale contesto spicca il suo settario ed anacronistico dualismo: “Destra” contro “Sinistra”, “fascisti” contro “comunisti”. Questa falsa dicotomia imprigiona i sudditi in un’arena dove si svolgono finti combattimenti tra galli: la “politica” come intrattenimento.

L’ufficialista venera la “scienza” dei documentari, ossia quel cumulo di cialtronerie e di frottole confezionate per un pubblico di teledementi, inclusi quelli che si appassionano alla fanta-astronomia a base di pianeti pressoché identici alla Terra distanti migliaia di anni luce da noi, di spazio vuoto che si curva, di prossima colonizzazione dello spazio e baggianate simili.

In fondo, la mentalità del credente è quella del “borghese piccolo piccolo”, un modo di “pensare” perbenista, angusto, pieno di soggezione e servilismo nei confronti dei potenti. Egli vive in una casa di bambole dove solo per caso può filtrare una verità scomoda: quando essa si insinua, è comunque subito esorcizzata attraverso la creazione di una realtà parallela, fittizia: è questa una reazione paranoica che accomuna il seguace del sistema al classico disinformatore sciacondensaro.

L’incongruenza maggiore in cui resta invischiato l’ufficialista riguarda la natura degli esecutivi: secondo l’ideologia, il governo di “sinistra” o di “destra” è, a suo parere, composto da disonesti ed incapaci, anzi da delinquenti, eppure non sono tanto criminali da consentire un genocidio come la biogeingegneria illegale o scelleratezze analoghe. Di fronte alla geoingegneria clandestina alias scie chimiche, il nostro eroe palesa un comportamento improntato ad incredulità mista a supponenza. Qualora riesca ad afferrare qualche concetto inerente alla “guerra climatica”, si chiude subito a riccio, concludendo “Tanto, prima o poi, si deve morire”.

Quando, però, giunge il momento fatale, l’ufficialista, tanto smargiasso prima, si mostra come il più spaventato, il più codardo.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 17 febbraio 2016

Due chicche dalla Rete



Il potere è il disonore dell’uomo. (E. Morante)

AGGIORNAMENTO:

In queste ore, dalle 18:12 del 17 febbraio 2016, il blog Tanker enemy è stato oscurato. E' un blocco il cui mandante è il Ministero dell'Interno. Si può però aggirare accedendo attraverso "http://anonymouse.org/" oppure usando browser diverso da Chrome e Firefox o ancora andando su "Dettagli" e proseguire ignorando il falso allarme in puro stile cinese. Il fatto è che siamo in l'Italia e non in Cina, anche se qualcuno si illude ancora che questo sia un paese democratico.

L'articolo che segnalava le gesta del portavoce dell'ex ministro dell'ambiente Clini (questo) ha provocato la scomposta ed idiota reazione del Governo, con l'immediato oscuramento del blog Tanker enemy. Infatti, pochi minuti dopo la pubblicazione del post, abbiamo ricevuto prima la visita di un noto disinformatore legato al Ministero dell'Interno e, subito dopo, quella dei responsabili di Google i quali, diligentemente, hanno operato il blocco. Non dimentichiamo che l'azienda di Mountain View aveva già fatto pulizia (sempre su richiesta del Governo italiano) sui suoi motori di ricerca in relazione alle tracce lasciate sulla Rete da agenti del Ministero della Giustizia. Tracce che coinvolgevano direttamente personale in divisa, impegnato a vario titolo in opera di stalking e discredito a danno dei fratelli Marcianò. Quegli stessi agenti che poi vestono i panni dei tutori della legge dentro e fuori i palazzi di Giustizia, che suggeriscono ai Pubblici Ministeri perquisizioni in casa nostra e sul luogo di lavoro e che testimoniano a favore del diffamatore Angelo Nigrelli e soci.

Tutt'ora l'oscuramento è operativo e si sta estendendo ad altri browser. E' chiaro che questo attacco alla libertà d'espressione è il segno di debolezza da parte del regime e ce ne compiaciamo. Purtroppo, però, chi non ci conosce si terrà alla larga dal blog, proprio per via di questo infame atto terroristico di stampo mafioso. Non ci resta che segnalare... l'"errore" a questo link e sperare in un ripensamento dei censori di Stato e dei loro paggi. Comunque, giacché l'ordine arriva dai piani alti, abbiamo poche chance di tornare allo stato precedente. Ci scusiamo per il disagio. Questo è il dazio che si paga se si vuole informare.

*** *** *** ***

La testata di regime “Liberoquotidiano” (la solita inversione orwelliana) riferisce a proposito delle testimonianze contraddittorie fornite da Andrea Ravagni, sedicente fidanzato di Valeria Solesin. Le bugie sono come le ciliegie: una tira l’altra. Così, la bagarre del Bataclan (13 novembre 2015), nata come sceneggiata, anzi scemeggiata ad uso e consumo di un popolino formato da teledeficienti, si arricchisce delle incongruenze attribuibili al barbuto moroso di Valeria Solesin, rischiando di mandare all’aria l’intero edificio di menzogne costruito attorno all’operazione falsa bandiera, funerali di Stato compresi.

Di seguito l’articolo in oggetto.

A distanza di mesi dall'orrore del Bataclan di Parigi, arriva una nuova testimonianza di Andrea Ravagni, il fidanzato di Valeria Solesin, la ragazza italiana morta insieme con altre 92 persone (9 e 2 dà 11…, n.d.r.) nella carneficina jihadista (sic!) del teatro francese. Andrea ricorda il momento in cui dentro alla sala d'opera non ha più sentito raffiche di mitra. Quindi qualcuno lo ha toccato e gli ha suggerito: "È tutto finito. Alzati". E ancora, Andrea racconta: "Rimasi lì, abbracciato a Valeria, finché una testa di cuoio mi disse che era tutto finito". Una ricostruzione che, però, desta qualche sospetto. Si ricorda, infatti, che dopo la strage Valeria fu cercata per giorni: era data per dispersa. Inoltre lo stesso Andrea raccontò che si erano persi di vista durante l'attacco. Versioni palesemente discordanti ed inconciliabili. Ora, restano i dubbi: perché Andrea si è così nitidamente contraddetto? Qualcosa non torna”.



Ci siamo recentemente imbattuti in uno scartafaccio scritto da un paranoico (usiamo “paranoico” nel senso letterale del termine, ossia come colui che non riuscendo ad accettare la realtà, se ne crea un’altra allucinatoria). [1] Ci si chiederà che cosa lo distingua dagli innumerevoli e stereotipati brogliacci scritti (male!!!) dai soliti alienati appartenenti alla setta dei negazionisti. Sì, senza dubbio il misero articolo è vergato in modo ignobile e contiene affermazioni ancora più ignobili (già il titolo è costellato di strafalcioni), ma non è questo a renderlo un unicum. A farlo spiccare è l’autore! Chi è costui? Suonino le fanfare! Tale Jacopo Giliberto, portavoce dell’ex, insigne Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare (un’altra inversione orwelliana) Corrado Clini. Se il rappresentante del titolare di cotanto dicastero ardisce disinformare sulla geoingegneria clandestina in modo così vergognoso, che cosa ci si può attendere dalle istituzioni? Niente! Proprio quello che ci siamo sempre attesi.

[1] La paranoia è contraddistinta da sintomi del delirio (interpretazioni, illusioni, percezioni deliranti, fabulazioni, intuizioni): sono segni ampiamente riconducibili ad una patologia della convinzione, patologia che si concretizza con una polarizzazione di tutte le forze affettive nel senso di una costruzione farneticante che subordina tutta l’attività psichica ai propri fini. Sono deliri relativamente coerenti, logici nella loro illogicità, relativamente plausibili. E’ evidente che il ritratto del paranoico combacia con quello di molti negazionisti alias disinformatori.

Articoli e video correlati:

- Valeria Solesin, il racconto del fidanzato si contraddice su più punti, 2016
- Valeria Solesin: il racconto del fidanzato si contraddice su più punti, 2015
- Cucu c'est moi, 2015
- Solesin: funerali con recita a soggetto
- Attentato a parigi: l'altra verità


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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 20 settembre 2015

Strategie linguistiche contro la setta dei disinformatori

Quando la dittatura è un fatto, la rivoluzione è un dovere (dal film "Treno di notte per Lisbona").

“Dobbiamo compiere ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie (quelle diffuse dall'informazione indipendente, n.d.r.). Se qualche resistenza compare, dobbiamo sottolineare con forza che essa viene da ‘isolati’ ostinati individui, mal informati o disonesti, che non sono affiliati ad alcun gruppo o partito importante. […] L’inevitabile sospetto che il colpo di Stato è opera delle macchinazioni della Compagnia (la C.I.A., n.d.r.), può essere stornato, attaccandolo violentemente e l’attacco sarà tanto più violento quanto più questi sospetti sono giustificati. Faremo uso di una selezione adatta ed opportuna di frasi sgradevoli che restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo”. (E. Luttwak)

Il pensiero libero si esprime attraverso un linguaggio libero, creativo, provocatorio. Nei confronti della disinformazione, la lingua della verità informa, ora usando i termini che aderiscono ai significati ed alle cose ora mutuando, con intento correttivo, espressioni e vocaboli con cui negazionisti e gazzettieri stravolgono la realtà. Nel momento in cui tali parole e diciture sono riprese in modo critico, si recupera il loro vero valore e lo si ritorce, a mo’ di boomerang, contro gli occultatori.

Qualche esempio è indispensabile: abbiamo intitolato un recente articolo “L’asse del Male”, rivisitando un sintagma che fu usato dopo l’inside job del 9 11, allorché Bush junior dichiarò la guerra al terrore, ossia guerra al Goldstein di turno, ad un’entità fantomatica; meglio, i terroristi (i servizi segreti internazionali) con il pretesto dell’”attacco” alle Torri gemelle proclamarono paradossalmente, dietro la finzione dell’integralismo islamico, la lotta contro sé stessi, perché sono gli Stati-canaglia ad essere gli autori e gli attori (anche in senso teatrale e cinematografico) del terrore.

Mentre l’”asse del Male” evocato dal criminale scemo era inesistente, essendo la semplice demonizzazione di paesi che, pur non privi di contraddizioni, erano e sono del tutto estranei al terrorismo, quando noi scriviamo “asse del Male” designiamo una struttura di potere precisa, per inchiodarla alle sue responsabilità. Anche la parola macedonia “Stati-canaglia” è efficace e doverosa, nel momento in cui la si riferisce a quelle entità governative che sono artefici di attacchi proditori contro paesi non allineati al Diktat globalista e contro intere nazioni inconsapevoli. E’ questo il caso della geoingegneria clandestina, conflitto non dichiarato ai danni della popolazione.

La voce “negazionisti” poi è quanto mai idonea per indicare i forsennati della disinformazione, poiché essi appunto tentano pervicacemente di negare, di smentire, contro ogni evidenza e prova, la verità.

Nel contempo, devono essere denunciati, rifiutati e trasformati i sintagmi e lessemi che manifestano l’infinita, untuosa ipocrisia del sistema: “democrazia”, “libertà”, “giustizia”, “missione di pace”, “lotta alla povertà”… segnalano l’esatto contrario, non appena sono pronunciati o vergati da un esponente delle istituzioni, un pennivendolo, un depistatore.

Altre espressioni-chiave dei media di regime sono ossimoriche, ad esempio “guerra giusta”, “guerra umanitaria”, “bombardamento umanitario”… Sono quindi assurde, frutto solo di una volontà di mistificare i fatti.

Laddove un guerrafondaio come Edward Luttwak, in “Coup d'Etat: a practical handbook”, 1968, consiglia di ghettizzare i dissidenti e gli oppositori, per mezzo di termini quali “antisemita”, “terrorista”, “comunista”, “fascista”, “stalinista” (sciachimista... n.d.r.) etc., senza tema di errore, potremo usare l’aggettivo “antisemita” per denotare coloro che covano un odio indiscriminato contro gli Arabi, poiché gli Arabi (come gli Aramei e gli Ebrei) sono un’etnia appartenente al gruppo linguistico semitico. Pertanto sono Bush junior e tutti quelli che, come lui, fomentano la xenofobia contro gli Arabi ad essere sic et simpliciter “antisemiti”. Lo era evidentemente la fallace Fallaci, autrice di libracci comunque detestabili perché mal scritti piuttosto che per la loro palese istigazione all’odio.

La dittatura del pensiero unico (in realtà non-pensiero) deve essere combattuta con tutti gli strumenti culturali a disposizione, a cominciare da un uso onesto, veritiero ed intrepido della lingua, rigettando la doppiezza di un codice “falso e bugiardo”, verbigrazia quello che definisce la distruttiva legge sull’istruzione (?) “buona scuola” che dobbiamo bollare sempre e comunque come “pessima scuola”.

Di fronte a fenomeni nuovi è d’uopo coniare neologismi, compiere ribaltamenti semantici (decisioni del tempo, anziché previsioni, Ministero dell’inferno, invece che dell’interno etc.), ricorrere ad un’elegante, pungente ironia. Soprattutto è importante abituarsi a ripetere certe voci ed elocuzioni affinché diventino un patrimonio semantico e concettuale cui tutti possano attingere per smascherare l’inganno linguistico, riflesso di numerosi altri imbrogli. Questo fino a quando il re sarà nudo e… afono.

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domenica 7 dicembre 2014

Italia: dalla deindustrializzazione alla distruzione dell’agricoltura

Ahi serva Italia, di dolor ostello,
nave sanza nocchiere, in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello.


(Dante Alighieri, Purg. VI, vv. 1-3)



Anni fa la globalizzazione fu “venduta” come una panacea: avrebbe creato nuovi posti di lavoro in un mercato flessibile, avrebbe portato ad una benefica concorrenza con conseguente riduzione dei prezzi, avrebbe consentito alle nuove generazioni di vivere e lavorare all’estero, avrebbe creato un mercato mondiale in cui vendere ed acquistare tutto ed il contrario di tutto, avrebbe abbattutto le frontiere ideologiche. Naturalmente era un imbroglio.

La globalizzazione, che ha favorito solo le multinazionali, mentre ha danneggiato o distrutto piccole e medie imprese, è stata ed è solo un pretesto ed uno strumento per strappare il tessuto economico di alcuni stati, avvantaggiando l’apparato produttivo di altri paesi, dove la manodopera costa meno ed in cui i lavoratori non sono sindacalizzati. Così i B.R.I.C. (Brasile, Russia, India, Cina) e pochi altri paesi impazzano con le loro materie prime e manufatti in quasi tutto il pianeta, mentre l’Occidente langue sempre più. In particolare talune nazioni europee (soprattutto Grecia ed Italia in questo periodo) sono vittime di politiche fiscali e finanziarie vessatorie, ideate solo per soggiogare ed impoverire. Un popolo debole, affamato, indebitato fino al collo è più facile da controllare ed accetterà obtorto collo anche misure draconiane con il miraggio di risollevarsi.

Le scellerate iniziative attuate dai vari governi italiani, diligenti interpreti di volontà superiori, hanno causato la deindustrializzazione: molti imprenditori hanno chiuso e stanno chiudendo i battenti; chi ha potuto, ha delocalizzato, ossia ha trasferito gli impianti all’estero. Le conseguenze: operai in cassa integrazione o ricollocati o licenziati, disoccupazione crescente, tensioni sociali… Per distruggere il secondario sono stati usati una tassazione esosa, il cosiddetto “cuneo fiscale”, nonché una normativa farraginosa, astrusa e persecutoria che scoraggia chicchessia ad intraprendere un’attività economica anche di tipo individuale. Les jeux sont fait: l’Italia si avvia a diventare un paese ex industriale in cui quasi tutte le merci devono essere importate.

Tuttavia, a differenza di quanto ipotizzava qualche economista, “la terra dove il sì suona” non è destinata a tornare ad un livello agricolo, poiché il settore primario è oggi gravemente compromesso, a causa dell’applicazione di norme assurde e soprattutto grazie a decenni di geoingegneria clandestina. Moria di api, contaminazione dei suoli, parassiti, piogge torrenziali e siccità ad hoc stanno falcidiando i raccolti, portando alla rovina agricoltori ed allevatori non ancora “convertitisi” all’agricoltura ed alla zootecnia industriali, magari tangenti con gli interessi delle aziende leader nel campo delle biotecnologie.

Anni fa prevedemmo e paventammo che ciò sarebbe successo. Il quadro è fosco, poiché i farabutti non si accontentano di dominare e di arricchirsi sempre più. I banchieri internazionali sono molto potenti e spregiudicati, ma al di sopra di loro agiscono altri figuri dagli scopi ancora più inconfessabili.

Come ci spiega lo spaventoso Henry Kissinger, ex segretario di stato durante , già consigliere di papa Benedetto XVI: “Non riposeranno fino a quando non sarà tutto distrutto” .


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giovedì 3 luglio 2014

Segnalazioni di luglio: rapsodia di misfatti

La notizia più rilevante del periodo si riferisce al reperimento della legge 36/94 che statuisce la liceità degli interventi sui fenomeni atmosferici, in spregio delle convenzioni internazionali che vietano (ufficialmente) le manipolazioni degli equlibri naturali. E’ una norma di gravità inaudita che incenerisce ipso facto tutte le dichiarazioni menzognere di ministri minorati e nefandi negazionisti. In merito agli “usi delle acque” la legge recita:

“1. [..]
2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente (Altero Matteoli, n.d.r.), di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell'acqua”.

Questo significa che siamo avvelenati in modo legale: gli abusi legali sono i peggiori. Le disposizioni anticipano l’accordo tra Italia e Stati Uniti d’America risalente al 2002, siglato da due fantocci, Silvio Berlusconi e George Walker Bush. E’ un’intesa che, con l’alibi di studiare i cosiddetti cambiamenti climatici, de facto e de iure autorizza operazioni volte ad incidere sui cicli naturali, alterando e degradando le caratteristiche dei biomi.

I governi si avvicendano, ma i criminali sono sempre in sella: così è fatto, anzi misfatto recente, il beneplacito dell’esecutivo presieduto dal gonzo di Firenze, al M.U.O.S.

Nel colpevole e vergognoso silenzio dei media di regime il Governo Renzi, il 19 giugno scorso, ha accordato l’assenso definitivo al M.U.O.S. (Mobile User Objective System), il sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza (banda Ka), ormai in fase avanzata di realizzazione a Niscemi. Il M.U.O.S. è un’installazione bellica in cui le sue tre gigantesche antenne si interfacciano con quattro satelliti in orbita e con altre tre postazioni di terra. Il programma, gestito dal Ministero della Difesa statunitense, integrerà forze navali, aeree e terrestri. Il M.U.O.S. sfrutta la tecnologia R.F.M.P. e prevede la diffusione, in vari strati dell’atmosfera, di metalli pesanti quali bario, stronzio ed alluminio. Ciò al fine di creare falde di ionosfera artificiali utili a connettere le basi a terra con i satelliti in orbita geostazionaria, evitando disturbi di sorta ed ottenendo così segnali puliti. Il M.U.O.S., per stessa ammissione dell’esecutivo, è un apparato strategico. Sulla carta fungerebbe da innocuo impianto difensivo, ma nei fatti è un riscaldatore ionosferico di terza generazione, indispensabile, tra l'altro, per il controllo e la modifica del clima a livello planetario, attraverso la manipolazione delle correnti a getto.

Come per la devastante linea ferroviaria ad alta velocità (T.A.V.), la lotta diventa ora serrata per tentare di preservare l’ambiente e la salute dei Siciliani. E’ noto, infatti, che i campi elettromagnetici di varia frequenza e lunghezza, sono all’origine di patologie anche gravi quali i tumori.

Ai “perturbatori” della ionosfera dedica un’ampia disquisizione della statunitense Elana Freeland, nel saggio intitolato “Chemtrails, H.A.A.R.P. and the full spectrum dominance of planet Earth”, 2014. Del libro (non tradotto in italiano), di cui proporremo una recensione o degli estratti significativi, non appena sarà possibile, per ora riportiamo la descrizione della quarta di copertina.

Negli anni ‘50, ‘60 e ‘70 del XX secolo, il nostro governo (quello degli Stati Uniti, n.d.t.) ha condotto sperimentazioni chimiche e biologiche su larga scala, attraverso programmi che prevedevano la diffusione di aerosol: ci riferiamo ad operazioni quali ‘Operation large area coverage’, ‘Operation dew’, ‘Project 112’… Oggi le scie chimiche ed i riscaldatori ionosferici come H.A.A.R.P. sono parti costitutive di un arsenale per cui la Terra è diventato un teatro di guerra dominato dalla “dottrina del’egemonia aasoluta”. L’autrice, Elana Freeland, vaglia il tema delle chemtrails, distinguendole dalle scie di condensazione, ed esamina i fenomeni climatici estremi intesi come disastri che arricchiscono le corporations e prostrano i popoli. L’analisi del brevetto registrato da Bernard J. Eastlund, inerente a H.A.A.R.P., è l’abbrivo per un’ampia disamina circa la griglia di controllo ottenuta con la smart dust. La saggista investiga anche il Morgellons, la malattia causata da strutture biotecnologiche per cui i pazienti sono spesso ingiustamente bollati come psicotici”.

Rimaniamo nell’Impero di U.S.A.tana: l’ottimo Zen Gardner, in un editoriale che presto pubblicheremo, denuncia la spaventosa collusione dei meteorologi ufficiali con l’establishment militare, in particolare con la Raytheon, una delle maggiori industrie belliche del pianeta.

Pare che la Raytheon (il nome è una contaminatio tra inglese e greco e significa “raggio degli dei”. Quali “dei” intendono evocare i guerrafondai?) sia, in ultima istanza, controllata dal Vaticano. Contrariamente a chi scagiona la Chiesa di Roma dalle scelleratezze dei mondialisti o da chi si illude che essa possa costituire un baluardo contro la dittatura planetaria, siamo inclini a pensare che la “Santa sede”, almeno nel suo vertice ed in molti suoi tentacoli, sia l’anima nera della cospirazione globale. Pare attestarlo, tra le altre cose, una moneta coniata nel 1985. Sul dritto è effigiato il profilo dell’infernale pontefice Giovanni Paolo II, agente della C.I.A. sotto copertura. Sul verso, sopra la raffigurazione del planisfero, è istoriato un inconfondibile ed incongruo aereo che rilascia una densa scia chimica. Il conio è – lo ripetiamo - dell’ormai lontano 1985. Ogni commento è superflluo.


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giovedì 19 giugno 2014

Gli ultimi giorni del pianeta Terra


Even though we can’t afford, the sky is over. Anche se non ce lo possiamo permettere, il cielo è sparito. (Serj Tankian, The sky is over)

Disfacimento

E’ proprio necessario riportare fonti e tradurre articoli per dimostrare che, se non accadrà un miracolo, il pianeta e l’umanità sono spacciati? Non occorre elencare i flagelli che stanno colpendo una Terra già fortemente provata da un modello di “sviluppo” aberrante.

Dalle radiazioni di Fukushima alle diuturne, esiziali operazioni di geoingegneria abusiva, dalle contaminazioni di ampie aree a causa dell’uranio impoverito alle discariche ed agli inceneritori che avvelenano l'aria, il suolo e le falde acquifere, dal traffico di rifiuti tossici alla deforestazione, dall’acidificazione degli oceani a causa del rilascio di gas naturale al deterioramento dell’ozonosfera, dall’estinzione di numerose specie viventi all’inquinamento elettromagnetico, è tutto una sequela di disastri da tempo annunciati, invano denunciati.

Gaia sembra ormai una bolgia dantesca. Si respira un’atmosfera da basso impero: il disfacimento, però, a differenza di quanto accadde nel III secolo, non è la ripercussione di un concorso di eventi sfavorevoli, quanto il risultato di un declino programmato in cui le parole d’ordine sono “crisi” e “devastazione”. Sono ferite inferte ad un’umanità sempre più debole e disorientata, blandita solleticando un fatuo narcisismo, una mal intesa e distorta rivendicazione di diritti.

Il gonzo di Firenze

Il sistema agisce per ledere e distruggere, ma sempre mascherando le sue azioni perverse che sono presentate come benefici: una campagna per le vaccinazioni, un’iniziativa per “tutelare” l’ambiente, una raccolta di fondi per compiere ricerche su una “malattia genetica rara”, una legge per combattere la disoccupazione… Ogni intervento, nel mondo orwelliano in cui siamo costretti a sopravvivere, va letto al contrario.

Probabilmente lo scenario più agghiacciante, ma spacciato per mirabolante innovazione a favore dei cittadini, è quello prospettato dal gonzo di Firenze: costui ha anticipato che presto ogni italiano riceverà un codice per consentirgli di gestire tutte le esigenze (rapporti con la pubblica amministrazione, movimenti di denaro, fruizione di servizi, istruzione…). E’ palese l’intento: digitalizzare l’intero spettro delle attività per trasformare gli individui in numeri che possono essere cancellati pigiando un tasto.

Che sia stato un minus habens a preannunciare il marchio, non cambia la sostanza delle cose, giacché il giullare tosco è il portavoce di poteri forti, gli stessi poteri che fomentano conflitti in ogni dove, tramano “rivoluzioni”, depredano risorse, massacrano intere etnie. Le loro parole sono di miele, ma il loro cuore è gonfio di fiele. Dai pulpiti, dalle logge, dalle tribune essi proclamano a gran voce di volersi adoperare per la pace, per la libertà e giustizia, ma covano un odio feroce che li sprona a scatenare guerre, a schiacciare i popoli, a prevaricare.

Una via d’uscita

Il cantante statunitense di origini armene, Serj Tankian, nell’epica canzone intitolata “The sky is over” (Il cielo è sparito), grida il suo dolore di fronte ad un mondo dilaniato in cui i carnefici rovinano paesi ed economie, dove la noncuranza della massa impedisce e rinvia la presa di coscienza, il semplice gesto, per dirla con James Hillman, di “guardare in alto”. “Guardare in alto” non significa solo – ed è già pratica auspicabile – volgere gli occhi al firmamento per prendere contezza della sua tragica metamorfosi, ma soprattutto preservare quell’attitudine a vedere oltre le contingenze e la superficie, ad intraprendere un percorso difficile ma significativo verso un riscatto risolutivo. E’ un’attitudine del tutto negata a disinformatori vecchi e nuovi, ai Quisling, ai persecutori a cottimo, ai ciarlatani scientisti. Il loro attuale successo, il loro ignominioso trionfo, conseguito grazie al sostegno dell’establisment e ad una corruzione capillare, è caparra di una disfatta ingloriosa, definitiva.


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lunedì 2 giugno 2014

Siria aggirata dai voli commerciali internazionali


La Siria, fino a pochi anni fa, era un paese nel complesso prospero e civile dove Musulmani e Cristiani (cattolici, ortodossi e monofisiti), Arabi, Aramei (Semiti) e Curdi (Indoeuropei) convivevano pacificamente sotto la guida del presidente Asad. Asad è di fede alawita, una confessione islamica sciita, ma considerata talora eretica dalla maggioranza sunnita, poiché gli Alawiti tendono a deificare Alì, cugino e genero del Profeta, un po’ come i Cristiani nel IV secolo trasformarono Gesù in Dio. Gli Alawiti sono una confraternita esoterica il cui rispetto per i cinque pilastri dell'Islam è reputato da taluni esclusivamente formale. Alawiti (arabo Alawiyya, ﻋﻠﻮﻴـة, ossia discendenti di Alì), è termine che fu coniato dall’amministrazione francese per indicare la setta musulmana sciita dei Nuṣairī e la regione da loro abitata, fra Tripoli e Laodicea. Benché rappresentino solo il 20% della popolazione siriana, gli Alawiti hanno rivestito un ruolo di rilievo nella storia della Siria indipendente. Presenti soprattutto nella classe militare, dalle loro fila sono uscite personalità come Zaki al-Arsuki, fondatore del partito Ba’th siriano, e Hafiz al-Asad, presidente dal 1971 al 2000, nonché l'attuale presidente, Bassar Hafiz al-Asad

Le élites mondialiste, sempre pronte ad accendere focolai di guerra per perseguire i loro nefandi obiettivi di egemonia economica e politica, hanno gettato benzina sulle divisioni religiose all'interno della Siria: non è un caso se i cosidetti ribelli, in realtà mercenari, sono finanziati ed armati non solo dagli Stati Uniti, ma anche da paesi come l'Arabia saudita a maggioranza sunnita. Così la Siria è diventata il teatro di una guerra sanguinosa, in cui le carneficine, la distruzione, gli esodi dei civili sono all'ordine del giorno. Assad resiste, nonostante le feroci offensive degli "insorti" e la propaganda occidentale che lo dipinge come un demonio che avrebbe persino usato un arsenale chimico vietato dalla Convenzione di Ginevra, armi, invece, impiegate dai mercenari, come emerso da una commissione d'inchiesta internazionale. Tuttavia la Siria è ormai una bolgia dantesca, mentre l'indifferenza dell'opulento Occidente relega il conflitto nelle ultime pagine di giornali e telegiornali, dopo l'enfasi sulla "politica" interna con i battibecchi (finti) tra Renzi, Grillo, Alfano, Berlusconi e nullità simili. Il 3 giugno 2012, in occasione dell'insediamento del nuovo Parlamento siriano, Asad pronunciò un discorso in cui accusò (a ragione) i rivoltosi di essere dei terroristi, asserendo inoltre che la guerra civile è orchestrata da potenze straniere.



Non sappiamo come si svilupperà la situazione siriana: Putin sostiene Asad, ma in modo poco convinto, per ragioni di Realpolitik o di altra natura. Non dimentichiamo che nel mondo nessuno mosse un dito per difendere il presidente libico Gheddafi: la Libia, dopo il preludio di una tetra “primavera araba”, fu invasa dalla solita coalizione di guerrafondai occidentali, una masnada capeggiata da Stati Uniti e Francia con il pretesto di “esportare le democrazia”. Oggi la Libia è precipitata nel caos e nella miseria, con violenti scontri tra fazioni che si contendono il potere e le risorse.

Torniamo alla Siria: se si osservano le mappe satellitari e le schermate di Flightradar, si nota che lo stato medio-orientale è aggirato dai voli commerciali internazionali. Ciò con ogni probabilità spiega la presenza di cieli e nubi naturali. L'impiego di speciali carburanti ed additivi per i voli civili ha ridotto, invece, i nostri cieli ad una putrida coltre chimica. Ci viene spiegato che è tutto normale, mentre Renzi, il cacicco del Partito demoncratico, propone il trattamento sanitario obbligatorio per chi osa manifestare anche un timido dissenso. Evidentemente, però, la fisica dell'atmosfera è differente in Siria. Il suo territorio è evitato dalle compagnie coinvolte nella geoingegneria clandestina e così il firmamento del martoriato paese è ancora terso e solcato da bei cumuli. Piccola consolazione…

Articolo correlato: Libia Libera, 2011


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mercoledì 18 dicembre 2013

Geoingegneria clandestina in televisione

Ospite in una recente puntata della trasmissione televisiva [ LINK ] condotta da Stephen Colbert, “The Colbert report”, lo “scienziato” ambientale David Keith ha affermato che per contrastare il cosiddetto “riscaldamento globale” (sic), si potrebbero disperdere nell’ambiente tonnellate di biossido di zolfo. La ghiotta occasione per la propaganda alla geoingegneria soft è offerta dal lancio del libro scritto dal “ricercatore”. Il saggio ha un titolo esplicito, “The case for climate engineering”.

E’ il solito “rimedio” su cui insistono i geoingegneri, una “risoluzione” presentata come progetto, mentre è da decenni che l’aviazione militare e civile stanno diffondendo veleni a iosa. Insomma, la classica foglia di fico. Colbert, però, sornione ed ironico, ha incalzato l’interlocutore, evocando quelle flotte di aerei seguiti da scie che potrebbero contenere composti chimici. Keith ha nicchiato e si è trincerato dietro qualche battuta stupida. E’ evidente che Colbert, come molti altri, conosce la verità: sono i governi responsabili dell’avvelenamento dei biomi. La denuncia del genocidio globale, anche se con toni faceti ai limiti del ridicolo, ha espugnato uno studio televisivo.

Una rete televisiva spagnola ha dedicato un dossier [ LINK ] ai filamenti polimerici raccolti ed analizzati da testimoni di voli chimici. Nel programma un attivista chiarisce che le fibre in oggetto non sono ragnatele, mentre un chimico, Luis Alamencos, illustra le conclusioni degli esami condotti: sono fibre di origine artificiale, polimeri contenenti nanoparticelle metalliche. La loro viscosità e resistenza è superiore a quelle delle tele secrete dagli Aracnidi. L’esperto ha aggiunto che questi polimeri, da alcuni anni reperiti ad ogni latitudine dopo il passaggio degli aerei chimici, possono essere dannosi per l’ambiente e la salute umana. Il loro pH è risultato 4,7: il pH da 4,5 a 4,7 è quello delle piogge acide. I risultati, cui è giunto lo specialista iberico, collimano con quelli di altri ricercatori in altri paesi.

In Italia, invece, che cosa ci propina il piccolo schermo? Matteo Renzi, lo spocchioso e vanesio neo-segretario del Partito demoncratico, l’omuncolo smorfioso che schernisce gli attivisti, invocando il trattamento sanitario obbligatorio [ LINK ] per chi osi menzionare le “scie chimiche” ed i microprocessori sottocutanei. Per il negazionista fiorentino non proponiamo alcun trattamento, perché sappiamo che sarebbe del tutto vano. Ospite del conduttore di “Ballarò”, il “giornalista” leccato da una mucca, il sindaco travicello ha oltraggiato in modo gravissimo e minaccioso i cittadini che denunciano la “guerra climatica”.

Tra l’altro, scavando un po’, si scopre che Renzi, come Enrico Letta, altro non è che il solito democristiano travestito e stagionato, un poveretto alle dipendenze dei poteri mondialisti.

Pescando nella palude mefitica della fielevisione italiota, abbocca all’amo Daria Bignardi che, riciclatasi come articolista per “Vanity fair”, si è unita al coro starnazzante degli occultatori in un suo temino dalla sintassi sgangherata e dal lessico barbaro. Confrontate a Renzi ed alla Bignardi, le “invasioni barbariche” sono una benedizione.

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