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giovedì 23 aprile 2026

La guerra invisibile per il clima: il caso Iran

Il mistero della pioggia improvvisa: quando la Geopolitica incontra il cielo

Mentre i media ufficiali continuano a propinare la solita narrativa sulla variabilità climatica naturale, un paradosso geografico sta mandando in frantumi le spiegazioni convenzionali. Per anni, l’Iran è stato descritto come una terra condannata a una siccità “devastante”, con Teheran sull’orlo del collasso idrico. Poi, improvvisamente, le dighe hanno cominciato a traboccare. Questo miracolo meteorologico non è avvenuto per caso, ma è coinciso millimetricamente con la distruzione di sistemi radar strategici ad alta potenza in tutto il Medio Oriente. Il sospetto che emerge dalle pieghe dell’informazione non allineata è tanto inquietante quanto logico: e se la siccità non fosse stata un castigo divino o un capriccio della natura, ma un’arma di precisione? Benvenuti nella nuova era in cui il clima non è più un evento, ma una strategia.

Il ripristino del tempo naturale dell’Iran: come spegnere un radar e propiziare la pioggia

La correlazione temporale è troppo precisa per essere ignorata da chiunque non sia pagato per mentire. La fine della siccità pluriennale in Iran è seguita quasi istantaneamente agli attacchi che hanno neutralizzato le installazioni radar statunitensi in Qatar, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Non ci riferiamo solo al monitoraggio aereo: ricercatori come Mike Adams, noto come “Health Ranger”, indicano queste strutture come potenziali strumenti di guerra climatica. Con la distruzione di questi sistemi e la contestuale la diminuzione dei voli civili, il “tappo” atmosferico sembra essere saltato. Non è solo la Repubblica islamica a respirare: piogge torrenziali hanno colpito improvvisamente anche l’Afghanistan e l’Egitto, rigenerando terre aride subito dopo la rimozione dei radar. La diga di Paveh, rimasta a secco per sette anni, è tornata a tracimare in pochi giorni.

Gli U.S.A. sembrano aver condotto una ‘guerra di controllo climatico’ contro l'Iran, rendendo Teheran quasi inabitabile. Con la diga di Paveh che ha esondato per la prima volta in sette anni, molti si chiedono: la siccità era forse un’arma fin dall'inizio?

Questo scenario non appartiene più alla fantascienza. Brevetti declassificati e documenti sul riscaldamento ionosferico circolano tra gli analisti di testate come AgroWars, suggerendo che queste tecnologie possono manipolare i modelli meteorologici su scala regionale. Il sospetto è che le predette installazioni radar fossero strumenti offensivi capaci di dissolvere o deviare le nubi imbrifere e di condannare intere nazioni alla sete. [1]

Polvere e profitto: l’eutanasia del granaio americano

Mentre il Medio Oriente sembra essersi liberato da una morsa artificiale, la domanda sorge spontanea: l’arma è stata semplicemente puntata altrove? Nell’aprile 2026, lo scenario sul suolo americano è catastrofico. Quasi la metà della popolazione statunitense vive oggi con una siccità che va dall’estremo all’eccezionale. Il dato che dovrebbe togliere il sonno ad ogni cittadino riguarda il cuore agricolo della nazione: il 70% degli Stati Uniti centrali presenta livelli critici di aridità. Il granaio d'America si sta trasformando in una distesa di polvere. I campi sono troppo secchi per la germinazione e gli allevatori sono costretti ad usare le riserve di fieno tutto l’anno perché i pascoli sono strinati. È un'inversione di fortuna sospetta, che colpisce le riserve alimentari mondiali proprio nel momento di massima tensione geopolitica.
La “tempesta perfetta”: lo stretto di Hormuz e la carestia pianificata

La crisi dei campi statunitensi non è solo meteorologica; è un’operazione a tenaglia. La stessa amministrazione che osserva i terreni agricoli trasformarsi in polvere sta permettendo che i fattori produttivi essenziali diventino inaccessibili. Il legame è diretto: il conflitto nello Stretto di Hormuz non colpisce solo il petrolio, ma strozza la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti. Secondo la American Farm Bureau Federation, il 70% degli agricoltori statunitensi non potrà permettersi concimi per la stagione 2026. Non si tratta di una carenza naturale, ma di una “scarsità artificiale” coordinata. Senza fertilizzanti e senza acqua, le aziende agricole a conduzione familiare sono spinte verso il fallimento, lasciando spazio ad un sistema alimentare centralizzato e controllato dall’alto.

Skynet contro l’agricoltore: la nuova gerarchia dell’acqua

In questo scenario di scarsità, emerge una gerarchia spietata nella distruzione delle risorse idriche. Mentre i campi soffrono, miliardi di litri d’acqua sono dirottati per raffreddare i mastodontici impianti per la gestione dell’”intelligenza artificiale”. Entro la fine del decennio, il consumo idrico di queste strutture aumenterà di decine di miliardi di litri, concentrandosi proprio nelle regioni più colpite dalla siccità. E’ l’ironia amara della modernità: abbiamo algoritmi che generano video divertenti, mentre la produzione reale di cibo è sacrificata. Ma non è solo intrattenimento. Questi centri alimentano reti di sorveglianza e analisi predittiva che i critici paragonano ad una vera e propria infrastruttura “Skynet”. L'introduzione del sistema “Un agricoltore, un file” per opera di Palantir è il segnale definitivo: la produzione agricola è sostituita da un monitoraggio di massa centralizzato. Ogni goccia d’acqua sottratta al bestiame è un investimento nel controllo digitale.

E nella nostra Europa?

La situazione in Portogallo, Spagna, Francia ed Italia è perfettamente assimilabile a quella in cui si trovava il territorio iraniano prima dell’aggressione ad opera dell’amministrazione U.S.A. e di Isralele nonché della distruzione dei radar statunitensi. Le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico sono costantemente bersaglio di operazioni igroscopiche e, puntualmente, ogni volta in cui sono previste piogge, esse sono impedite. I mandanti sono i militari; gli esecutori le compagnie per il volo passeggeri e cargo. Non è “cloud seeding”. E’ l’esatto opposto. Il risultato è la siccità, con una diminuzione delle precipitazioni annue che arriva per alcune regioni addirittura al 70/80%.

Conclusione: verso un controllo centralizzato delle risorse?

I puntini iniziano ad unirsi in un disegno inquietante. La siccità artificiale, la crisi dei fertilizzanti ed il dirottamento delle risorse idriche verso i colossi tecnologici (anche le società che “minano” le criptovalute, idrovore spaventose) non sono incidenti di percorso. Sono i pilastri di una strategia volta a demolire la sovranità alimentare per creare una dipendenza assoluta dai padroni della tecnologia e del clima. Dalla pioggia “ritrovata” in Iran alla desertificazione programmata del Midwest statunitense e non solo, la gestione delle risorse vitali è diventata la leva di potere definitiva. Resta da chiedersi: siamo pronti ad affrontare una carestia micidiale che colpirà pure il prospero Occidente? Comprendiamo che siamo nell’ultima fase dell’agenda mondialista che dal dominio culminerà nella distruzione del mondo così come lo conosciamo?

[1] Brooks Agnew (fisico): "Avviciniamoci al radar: si nota uno strato di atmosfera limpido, al di sopra dell'antenna, che spinge le particelle d'acqua verso l'alto ed è così che funzionano i sistemi a microonde. Sospingono le nubi verso l'alto e contribuiscono alla loro dissoluzione. Questi radar ionizzano le particelle d'acqua e le disperdono nello spazio".

Il Dottor Brooks Agnew studia le radiofrequenze da oltre quarant'anni ed è convinto che gli effetti dei sistemi a microonde influiscano sui cambiamenti climatici che, a questo punto, risultano deliberatamente provocati e non sono affatto causati dai gas serra.

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martedì 2 aprile 2019

IL RADAR DI CAPO MELE (Video)



Ad Andora una sfera gigantesca (impossibile non vederla) sovrasta il promontorio di Capo Mele,tra le località turistiche di Alassio e Diano Marina ed è posto a 224 m sul livello del mare. Si tratta del nuovo radar dell'aeronautica militare. Nel comunicato, rilasciato nel 2017, si legge: "Lo scopo della base, dove opera la 115ª Squadriglia radar remota (115ª Sq.R.R.), che da ottobre è coordinata dal tenente colonnello Antonio Rubino, è quello di concorrere alla salvaguardia dello spazio aereo nazionale, garantendo l’efficienza del sensore radar e, lavorando in sinergia con la stazione meteorologica, fornire dati e bollettini meteorologici".

Le informazioni sulle caratteristiche tecniche e di funzionamento del nuovo sistema sono ovviamente coperte da segreto militare. Dal punto di vista prettamente tecnico, il Fixed Air Defence Radar (FADR) appartiene all’ultima generazione dei sistemi 3D (vedi progetto di irrorazione RFMP) a lungo raggio: ha una portata sino a 500 km di distanza e 30 km in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW e una potenza dell’impulso irradiato di 84 kW. L’antenna opera in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band), all’interno dello spettro delle cosiddette “microonde”, le onde molto corte estremamente pericolose per l’uomo, la fauna e la flora. Il radar può essere controllato anche da centri posti a notevole distanza e la configurazione meccanica con cui è stato disegnato consente facilità di assemblaggio e smontaggio nei campi di battaglia.

Tralasciando le nocive emissioni elettromagnetiche su tutto il comprensorio, osserviamo che se un radar siffatto serve a prevedere le "innocue velature" e ad ignorare i voli civili a bassa quota (volutamente trascurati), allora ne possiamo benissimo fare a meno.



I radar della N.A.T.O.

“Si tratta di un progetto dall’alta valenza tecnica, importante per la sicurezza aerea nazionale e necessario per migliorare la nostra efficienza militare”, ha spiegato il generale Mario Renzo Ottone, comandante del COA, il Comando Operazioni Aeree nazionali e del Combined Air Operations Center della NATO, di stanza a Poggio Renatico (Ferrara). “Il FADR costituisce la struttura portante del programma con cui l’Aeronautica militare ha avviato la sostituzione dei propri sistemi di sorveglianza aerea per rendere disponibili le frequenze necessarie all’introduzione della nuova tecnologia Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di accesso internet ad alta velocità in modalità wireless”.



Molto più espliciti sulle finalità belliche del nuovo sistema radar i manager della società produttrice. “Il RAT31-DL è stato sviluppato per rispondere ai futuri bisogni della difesa, dove la superiorità delle informazioni e dei comandi giocherà un ruolo sempre maggiore”, recita la brochure di Selex Sistemi Integrati. “Il sistema ha eccellenti capacità di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili, può supportare diverse funzioni come la difesa da missili anti-radiazione e da contromisure elettroniche. In Italia, il FADR consentirà di controllare anche la presenza dei missili balistici, comunicherà con gli altri punti di controllo nazionali e della N.A.T.O. ed apporterà grandi elementi di innovazione, tra cui un migliorato telecontrollo e telediagnosi, riducendo quindi la necessità di personale, con un occhio anche alla riduzione dei costi di gestione”.

Il primo impianto entrato in funzione è quello installato presso la 112^ Squadriglia Radar Remota di Mortara (Pavia). Si tratta di una stazione dell’Aeronautica che nel periodo di massima espansione – anni 50-60 - era arrivata a contare fino a 700 avieri (300 militari di leva e 400 in servizio permanente), ma che dopo il 1998 è stata drasticamente ridimensionata sino ad ospitare oggi solo una trentina di militari. Gli altri tredici radar RAT-31DL sono stati installati presso il centro meteorologico dell’Aeronautica di Borgo Sabotino (Latina), a Capo Mele - Savona (115^ Squadriglia Radar Remota), Crotone (132^ Squadriglia), Jacotenente - Foggia (131^ Squadriglia), Lame di Concordia - Venezia (13° Gruppo Radar GRAM), Lampedusa (134^ Squadriglia), Marsala (35° GRAM), Mezzogregorio – Siracusa (34° GRAM), Otranto (32° GRAM), Poggio Renatico (Comando Operazioni Aeree) e Potenza Picena – Massa Carrara (14° GRAM), Riva Ligure (Imperia) [ VIDEO ] ed Andora (Savona). Come per Mortara, alcune di queste stazioni radar erano state ridimensionate negli ultimi quindici anni.

La progettazione e la costruzione delle torri radar e degli impianti ausiliari e l’installazione dei nuovi sistemi nelle dodici basi dell’Aeronautica è stata affidata alla Vitrociset S.p.A. di Roma, una delle maggiori aziende private operanti nel campo della sicurezza, pure vincitrice della gara per il sistema multiradar ARTAS di Eurocontrol, l’agenzia europea per il controllo aereo. Il nome di Vitrociset è stato per anni legato al nome del suo fondatore, Camillo Crociani, uno dei protagonisti dello scandalo delle tangenti per l’acquisto negli anni ‘70 dei velivoli C130 prodotti dalla statunitense Lockheed. Il pacchetto azionario della società è ancora oggi interamente controllato dalla vedova Edoarda Vessel Crociani con una presenza più che simbolica della holding Finmeccanica (1,4%). Presidente del consiglio di amministrazione è invece il generale Mario Arpino, capo di Stato Maggiore della difesa fino al 2001, direttore generale l’ammiraglio Lorenzo D’Onghia, amministratore delegato Antonio Bontempi, ex ad di Alenia Marconi Systems poi Selex Sistemi Integrati.

Il radar RAT31-DL sta progressivamente conquistando sempre maggiore spazio nel mercato internazionale. Il sistema è stato sinora acquistato da nove paesi, sette dei quali membri della N.A.T.O., per un totale di 34 esemplari. Tra essi spiccano Germania, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Turchia e Ungheria. Altri esemplari starebbero per essere ordinati dalle aeronautiche militari di Austria, Danimarca e Malesia. Una conferma che il business di guerra non consoce crisi.

Leggiamo le specifiche tecniche rilasciate dal produttore

Frequency: D-Band (former L-Band)
pulse repetition time (PRT):
pulse repetition frequency (PRF):
pulsewidth (t):
receive time:
dead time:
peak power: 84 kilowatts
average power:
displayed range: 270 nautical miles
range resolution:
beamwidth:
hits per scan: 1 to 3
antenna rotation: 10 seconds

SELEX Sistemi Integrati, a Finmeccanica company, signed an agreement with the Procurement department of the Ministry of Defence of the Federal Republic of Germany (BWB), to supply two L-Band Long Range 3D air surveillance Mobile Radars (RAT 31 DL/M) for the German Air Force.

The contract (about 50.000.000 €) has been totally financed by German national funds and the supply is expected to be completed by 2007.

SELEX Sistemi Integrati, a Finmeccanica company, has signed a contract with Teledife (the Italian
Defence Ministry’s directorate of Telecommunications, Information and Advanced Technology) worth a total of over 260 million euro for the first phase of the supply of radar systems that will permit the launch in Italy of WiMAX, the new technology that provides high-speed wireless internet connections.

Under the agreement, twelve RAT 31 DL radar systems and related logistical support will be delivered
to the Italian Air Force by 2014. The RAT 31 DL will operate on band D and allow some frequencies currently used by the Defence Ministry on band S to be freed up for the introduction of WiMAX. Thenew radar systems will replace the RAT 31 SL, installed in the late 1980s and early 1990s.

BANDE DI FREQUENZA RADAR - Designazione Intervallo di frequenza in Gigahertz Intervallo di lunghezza d'onda in centimetri

Banda P 0.225 - 0.390 140.0 - 76.9
Banda L 0.390 - 1.550 76.9 - 19.3
Banda S 1.550 - 3.900 19.3 - 7.69
Banda C 3.900 - 5.750 7.69 - 5.20
Banda X 5.75 - 10.90 5.20 - 2.75
Banda K 10.90 - 36 2.75 - 0.834
Banda Q 36 - 46 0.834 - 0.652
Banda V 46 - 56 0.652 - 0.536
Banda W 56 - 100 0.536 - 0.300

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giovedì 29 dicembre 2016

Scie chimiche: nuovi dispositivi radar-satellitari sui velivoli civili

Un dipendente aeroportuale ci fornisce nuove informazioni assieme ad alcune istantanee a riprova di quanto comunicato.



Ultimamente su velivoli civili nuovi e meno nuovi sta comparendo un radome. Nelle fotografia si nota un aereo con 20 anni sul “groppone”; è un apparecchio della compagnia tedesca Lufthansa. Si osservi come il lavoro, intervenendo sulla parte strutturale della fusoliera, appaia alquanto raffazzonato. [1] Il dispositivo, che funziona in bande Ku e Ka, è ufficialmente installato per fornire la visione dei canali TV satellitari.



Ipotizziamo che l'apparato abbia qualche attinenza con i sistemi di gestione e controllo delle irrorazioni nell'ambito del "Progetto Teller" ed addentellati vari. In pratica, il sistema comunica con i satelliti che gestiscono le operazioni atte alla dispersione dei vari composti chimici (neurotossici) nell’atmosfera, senza che debba intervenire il pilota dell'aeromobile, il cui compito è dunque limitato alla scelta del corridoio ideale per le attività di geoingegneria clandestina.



[1] Un radome (vocabolo formato dai termini “radar” e “dome”, cupola) è una struttura usata per proteggere le antenne dalle condizioni meteorologiche avverse. Un radome si distingue da altre strutture per il materiale impiegato nella costruzione (tipicamente materiali dielettrici): è un materiale che permette la propagazione di segnali elettromagnetici non attenuati fra l'antenna all'interno della struttura e l'equipaggiamento esterno. Se montato su un drone o altri tipi di aeromobile, il radome facilita il sistema di trasmissione e ricezione dell'antenna, riducendone la resistenza aerodinamica.


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giovedì 10 settembre 2015

Black out e boati negli Stati Uniti: quali le cause?



Che cosa sta succedendo negli Stati Uniti? Nella prima decade di settembre 2015, si sono verificati numerosi black out soprattutto in California, Texas e nella regione dei Grandi laghi. Le interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica sono avvenute a volte in concomitanza con i soliti boati. Quali possono essere le cause di questi eventi? Sono naturali o artificiali?

E’ difficile rispondere, ma alcune coincidenze inducono a riflettere: il 2 settembre 2015 è stato lanciato il vettore spaziale Atlas per situare in orbita il satellite per comunicazioni militari M.U.O.S.-4 della famigerata rete M.U.O.S. dell’U.S. Navy. Ricordiamo che uno dei “nodi” di questa rete si trova a Niscemi in Sicilia.

L’esercitazione Jade Helm (Timone di giada) toccherà l’apice a metà del mese.

Nei primi giorni di settembre sono stati rilevati impulsi elettromagnetici dal Morphed Microwave Background Imagery (MIMIC TPW). L’energia, sotto forma di microonde e proveniente dallo spazio, sembra aver provocato un falso ritorno, seppur temporaneo, nella stessa forma d’onda in cui è entrata nell’atmosfera terrestre. L’impulso è apparso come un segnale a radiofrequenza che è stato registrato in tutta l’Asia (Oceano Indiano e lungo l’equatore) per poi manifestarsi verso il centro dell’Oceano Atlantico. L’impulso ha assunto quindi una nuova forma sulle Isole Canarie, propagandosi sull’Atlantico sotto forma di onda sinusoidale. Le increspature del segnale si sono manifestate come quelle delle onde lunghe che di solito sono registrate da un oscilloscopio (un dispositivo usato per osservare e decodificare le varie forme d’onda delle frequenze).

Gli scienziati stanno cercando di comprendere di che cosa si tratti. Potrebbe essere il risultato di un errore nel rilevamento o di campi irradiati dai riscaldatori ionosferici, i cosiddetti impianti H.A.A.R.P.? Sono ipotesi improbabili: alcuni ricercatori ipotizzano che sia stata registrata un’energia proveniente dallo spazio, ma “spazio” è termine generico, perché non indica la sorgente del fenomeno. Comunque essa potrebbe essere all’origine dei black out. Arduo per ora stabilire la matrice dell’energia e le sue conseguenze sulla magnetosfera.

Fonti: aurorasito; segnidalcielo

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lunedì 3 novembre 2014

Incendi a Canneto di Caronia: una possibile spiegazione

La situazione a Caronia si appesantisce. I roghi continuano a divampare, mentre un giovane della frazione, Giuseppe Pezzino, figlio del pugnace Nino, riceve un improbabile avviso di garanzia per ipotesi di reato quali "incendio" e "danneggiamento" (sic). Questa grottesca iniziativa delle autorità inquirenti si commenta da sola. [1]

Vorremmo proporre un’ipotesi per tentare di individuare la genesi degli incendi. Potrebbe essere un sistema radar all’origine delle fiamme?



Pablo Ayo, in un suo recente saggio di argomento ufologico, "Alien report" per serendipità ci viene in soccorso.

“Nel 1947 furono installati dei potenti radar ai quattro angoli del perimetro atomico che comprendeva i laboratori nazionali di Los Alamos, il poligono di Alamogordo, la base aerea di Roswell ed il Centro sperimentale missilistico di White sands. […] A White sands era installato l'SCR-584, un nuovissimo modello di radar usato per la prima volta durante lo sbarco degli Alleati ad Anzio. Alla White sands proving ground l’esercito disponeva di due radar, di cui uno era l’SCR-584, impiegato per test sul tracciamento dei missili. Il sistema innovativo sfruttava le microonde in luogo dei segnali radio per tracciare i bersagli. Alla base del suo funzionamento si trovava il famoso Magnetron, un tubo a vuoto ad alta potenza che genera microonde mediante l’interazione di un flusso di elettroni con un campo magnetico. La prima versione del Magnetron fu inventata nel 1920, ma la versione moderna fu concepita nel 1940 da John Randall e Harry Boot presso l’Università di Birmingham”.

Nell’articolo del settembre 2005, pubblicato sulla rivista “Aviation week & space technology”, intitolato “Radar become a weapon”, David A. Fulghum e Douglas Barrie scrivono:

“Da tempo si sa che i radar possono produrre violenti effetti sui sistemi elettronici. Oltre vent’anni fa, i radar montati sui bombardieri erano capaci di generare onde radio di tale potenza da bruciare le valvole di amplificazione nei caccia che stavano monitorando. […] Il radar sembra particolarmente efficace per distruggere i sistemi elettronici di missili balistici supersonici e missili acqua-aria”.

Prosegue Ayo: “Alcuni radar A.E.S.A. (active electronically scanned array, ossia matrice attiva a scansione elettronica, n.d.a.) sono stati rimodulati, sfruttando le microonde ad alto potenziale (high power microwawes, H.P.M.). […] I radar AESA producono un impulso di una precisa frequenza, sostenuto per alcuni microsecondi, creando un effetto con il quale le H.P.M. producono un’onda con un picco superiore ad un gigahertz. […] Naturalmente picchi di microonde sono pericolosi per la salute umana. ‘Potrebbe essere spiacevole per un essere umano trovarsi nella traiettoria di un raggio simile - affermano i tecnici – potrebbe causare gravi ustioni’. Ciò dipende dalla frequenze usate. Il sistema è così efficiente che le modifiche in questione sono già state apportate ai radar di molte navi militari ed intercettori statunitensi, come l’F/A-22 ed il B 2, mentre l’AESA sarà montato anche sul caccia F 35 Joint strike fighter”.

L’excursus di Ayo sui radar ben si innesta alle acquisizioni della commissione investigativa diretta e coordinata dal Dottor Francesco Mantegna Venerando.

Stando agli esperti, Canneto di Caronia è colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Sono fasci di microonde in 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz. Per produrre una simile quantità di energia un dispositivo dovrebbe toccare una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt. Dove sia collocata la sorgente, però, non si sa. Una rete composta da decine di sensori, cercò di individuare l'impulso madre proveniente dal mare, un compito quasi impossibile dal momento che l'emissione dura solo qualche nanosecondo. “Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre – si legge nel rapporto redatto sotto l'egida del Dottor Mantegna Venerando – potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate”.

Oltre agli inquietanti incendi, a Canneto alcuni abitanti hanno segnalato ustioni che potrebbero essere ricondotte all’azione di fasci concentrati di microonde.

Il quadro tracciato da Ayo pare collimare con le sinistre risultanze di Venerando.

Insomma, abbiamo colto i militari con le mani nella marmellata, anzi sull’innesco?

Fonti:

P. Ayo, Alien report, 2014, pp. 91-94
Diavoli in astronave, 2014
Le microonde, arma contro la biosfera, 2008

[1] Visto che fenomeni come quelli di Caronia si manifestano anche in altre località in tutto il mondo, un vero protocollo d'indagine dovrà considerare i seguenti fattori.

1) Vicinanza di basi militari o di impianti radar (M.U.O.S.?)
2) Presenza di anomalie geomagnetiche
3) Coordinate geografiche
4) Azioni di discredito e di intimidazione nei confronti di testimoni e vittime dei roghi


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domenica 22 giugno 2014

Europa centrale: spariscono dai radar tredici aerei

Europa centrale: i segnali trasmessi dai trasponder di tredici velivoli si sono improvvisamente interrotti. Il fatto è difficile da spiegare: potrebbe essere collegato ai prodromi della tempesta solare che il 13 giugno ha causato un parziale black out satellitare. Possono essere implicate le aberrazioni della magnetosfera: non si dimentichi che dal I sec. d.C. il campo magnetico terrestre è caratterizzato da un progressivo indebolimento. Se fenomeni naturali ostacolano le attività clandestine nei cieli di tutto il mondo, ben vengano. Si può, però, congetturare anche un’interferenza elettromagnetica artificiale, in qualche modo collegata con le consuete e massicce operazioni di geoingegneria illegale o con esercitazioni della N.A.T.O. Infine ricordiamo che alcuni velivoli impegnati nelle operazioni di geoingegneria clandestina, contraddistinti da ID falsi, all'improvviso spariscono dai radar, come avvenuto nel caso degli aerei civili e militari cui si è accennato.



Dopo che un caccia F/A-18 dell’U.S. Navy è precipitato su una città negli Stati Uniti, un aereo militare cinese da addestramento è caduto su un villaggio della Cina ed un caccia iberico Eurofighter si è schiantato in Spagna, adesso, giunge notizia che ben tredici voli civili, tra cui alcuni passeggeri, sarebbero spariti dai radar austriaci per venticinque minuti. I fatti sarebbero occorsi ben due volte, rispettivamente il 5 giugno ed il 10 giugno u.s. Sono gli stessi giorni in cui gli aerei militari hanno subìto i fatali incidenti.

Stando ai dati emersi dalle torri di controllo austriache ed alle dichiarazioni di Marcus Poahanka di Austro Control, il fenomeno non è nuovo: negli ultimi mesi si era già verificato in Germania e nella Repubblica ceca. Anche Eurocontrol e la European Aviation Safety Agency dell'Unione europea indagheranno per tentare di venire a capo delle inspiegabili sparizioni.

Oltre allo scalo di Vienna, gli aeroporti precedentemente interessati dalla perdita delle tracce radar sono stati quello di Praga, Monaco di Baviera e Karlsruhe. Secondo Poahanka, l’anomalia è riconducibile ad un malfunzionamento del trasponder degli aerei. Poahanka non ha voluto indicare le unità coinvolte nell’incidente, ma ha rassicurato i giornalisti dicendo che non si è corso alcun rischio: è stato immediatamente stabilito un contatto radio con i piloti e sono state adottate tutte le misure previste in caso di emergenza.

Fonti: RT, gabrielelombardo

Articolo correlato: La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?, 2014


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UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili). Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici. Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.


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giovedì 5 dicembre 2013

E’ possibile far fiorire il deserto? Tecnicamente sì

Pubblichiamo un articolo di Manuel D’Elia. L’autore, basandosi per lo più sulle acquisizioni di “Tanker enemy”, illustra alcuni aspetti della guerra climatica. Due osservazioni: abbiamo mantenuto i verbi al condizionale, ma essi si possono tranquillamente trasformare in forme all’indicativo. La fisica attuale ha corretto Lavoisier, insegnandoci che” tutto si crea e niente si distrugge”: infatti le particelle virtuali provengono dal nulla.



Una domanda sorge spontanea: se si può manipolare il clima, può fiorire il deserto?

In realtà accade esattamente l'opposto, perché si cerca di impedire la formazione delle nubi per rendere l'atmosfera simile alla ionosfera e cioé più adatta alle comunicazioni radiosatellitari usate dai militari. Parlare di questa eventualità scatena critiche e accuse di “complottismo”: in realtà l'ipotesi non è per nulla peregrina.

La questione spinosa è stata rivelata nei giorni scorsi in una dettagliata intervista realizzata dal nostro giornale a Rosario Marcianò, il quale ha spiegato che la contemporanea presenza in cielo, accanto alle scie persistenti, di aerei che rilasciano scie piccole ed evanescenti, ha una sua spiegazione. Queste ultime contengono additivi che permettono alle sostanze irrorate in precedenza di produrre la reazione voluta. Può sembrare fantascienza, ma i brevetti di questo tipo di tecnologia sono stati effettivamente depositati.

All'atto pratico, il sistema entrerebbe in funzione nel momento in cui una grossa perturbazione sta arrivando o si sta formando in una zona che si vuole, invece, mantenere "pulita".

Per dissipare o deviare questa perturbazione indesiderata, entrerebbero in azione gli aerei preposti, rilasciando le scie persistenti che nelle previsioni metereologi che (stilate in collaborazione con l'Aeronautica militare) sono solitamente indicate con il termine "innocue velature". Questa copertura artificiale, che ha preso il posto della perturbazione in arrivo, non ostacola le comunicazioni, quindi l'obiettivo sarebbe raggiunto.

Ma se, come ci insegnano, in natura nulla si crea e nulla si distrugge, la perturbazione bloccata o deviata in un luogo può (o forse deve) scaricarsi in un altro, con effetti potenzialmente catastrofici a causa delle grandi forze in gioco.

Marcianò ha ricordato in proposito come nel 2011 abbia previsto sul sito Tanker Enemy l'alluvione di Genova con tre giorni di anticipo: dall'analisi delle foto satellitari, risultava che una grosso vortice depressionario era stata inibito sul Ponente ligure, con il risultato di andare, invece, ad interessare, con gli effetti che tutti abbiamo visto, l'opposto Levante.

E' certo, in quanto pubblicato su documenti ufficiali, che l'esercito statunitense mira ad ottenere un controllo completo del clima entro il 2025. La possibilità di scatenare uragani o di provocare la siccità, in territorio di guerra è sicuramente un vantaggio strategico importantissimo. Ovviamente, non è pensabile che questi risultati si ottengano da un giorno all'altro: numerosi test dovrebbero essere eseguiti e, secondo questa interpretazione, alcuni portano alle conseguenze tragiche che sempre più spesso leggiamo in prima pagina sui giornali.

Per mascherare l'evidente anomalia di questi eventi (quanto spesso si leggono ultimamente espressioni come "il più forte degli ultimi 80 anni...") si sarebbe quindi fatto ricorso ad un paravento, individuando nell'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera la causa dei cambiamenti climatici, in realtà indotti dalle irrorazioni clandestine.

E' interessante in proposito esaminare un documento scovato da Marcianò già nel 2006, avente come oggetto la "Cooperazione Italia - Stati Uniti d’America su Scienza e tecnologia dei Cambiamenti Climatici" e sottoscritto dagli allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. A pagina 38 si possono leggere le attività programmate. Esse comprendono "la progettazione di tecnologie per la manipolazione delle condizioni ambientali con particolare riferimento al controllo della temperatura e della concentrazione atmosferica di CO2".

Interessante ed inquietante, si legge anche che "Italia e Stati Uniti collaborano già da tempo su queste tematiche e hanno sviluppato insieme progetti di ricerca e metodologie sperimentali". Che ne verrà lo vedremo, ma non c'è da essere ottimisti.

Manuel D'Elia, 2 dicembre 2013

Fonte: giornalesentire.it

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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 11 settembre 2013

Il cloud seeding igroscopico: come e perché sono distrutte le nuvole naturali

Sono spesso pubblicate fotografie con cieli “nuvolosi”: sono coperture chimiche di bassa quota (non oltre i 2.000 metri), create ad hoc tramite la dispersione di chemtrails durevoli che, allargandosi, formano quelle che i meteorologi del sistema (ed anche i medici ora... ) definiscono "innocue velature".

Le scie che intersecano i cumuli di quota non superiore ai 1.800 metri (i cumuli sono notoriamente nubi basse) dimostrano che si tratta di aerosol indotti. Altro che scie di condensazione ad alta quota! Queste scie, che possono essere a bassa, media ed alta persistenza, sono usate nel "cloud seeding igroscopico", il cui principale target coincide proprio i con cumuli che, in quanto generati dall’umidità relativa, possono svilupparsi e portare a precipitazioni. Sia le nubi sia le pioggia causano il fenomeno dello scattering, per cui i segnali dei satelliti e dei radar in alta risoluzione funzionanti nel range delle microonde (banda KA) sono indeboliti e diradati. [1] Lo stesso Generale Fabio Mini afferma che le nuove apparecchiature per le tele-comunicazioni sono praticamente "cieche" in presenza di nubi. Per questa ragione i militari sostituiscono alla nuvolosità naturale coltri artificiali, sovente formate da pseudo-cirri che la N.A.S.A. definisce "smart clouds".







Le cosiddette "scie chimiche" sono in gran parte composte da trimetilalluminio (TMA), bario, stronzio, manganese etc. La scia, non di rado scambiata per contrail, è generata dal TMA che, a contatto con l'ossigeno, reagisce in modo violento, assorbendo l'acqua contenuta nell'aria. Si produce così la classica traccia che vediamo nei propulsori per la missilitica, per i quali si usa proprio TMA. La N.A.S.A. impiega questo composto nelle sperimentazioni in quota per misurare lo spostamento delle correnti, sfruttando la persistenza delle scie prodotte da razzi propulsi con trimetilalluminio. Già nel 1958 erano stati risolti i problemi legati alla facile incendiabilità del TMA, quando lo si adoperò come efficace comburente additivato nei carburanti aeronautici. Si legga questo articolo.

Dunque ignoriamo i "normalizzatori" che cercano di tranquillizzare e di circuire l’opinione pubblica con “spiegazioni pseudo-scientifiche”, prive di qualsiasi fondamento empirico e teorico.



Ribadiamo che le scie di condensazione sono un fenomeno molto raro e che dipende dall’infrequente concomitanza di quattro fattori: temperatura, umidità relativa, altitudine, pressione. Scrivono G. Sansosti ed A. Giuffrida: "L’immissione in atmosfera dei gas di scarico degli aerei, ricchi di nuclei di condensazione e di vapore acqueo, determina la sovrassaturazione del vapore acqueo e quindi la formazione di scie. Le scie di condensazione di formano ad altezze in cui la temperatura dell’aria è molto bassa (inferiore a -40 °C), con umidità relativa almeno del 60%. Le scie possono essere più o meno durare nel tempo, a seconda della stabilità dell’aria e della quantità di vapore presente".

[Girolamo Sansosti, Alfio Giuffrida, Manuale di meteorologia, Una guida alla comprensione dei fenomeni atmosferici e climatici in collaborazione con l'U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) - 2006 – pag. 86]



Sono osservazioni, tutto sommato corrette, anche se mancano indicazioni precise in merito all’altitudine e sebbene non siano menzionati i valori barici. Non solo: è vero che le contrails possono durare, ma tale permanenza può in casi eccezionali spingersi fino ad un minuto o due ed è già moltissimo. La persistenza per ore e la loro espansione presupporrebbe una sovrasaturazione sull'acqua con valori di UR (umidità relativa) che dovrebbero superare il 150%, ma ciò non è fisicamente possibile. Non si confondano, però, le scie chimiche evanescenti con il fenomeno della condensazione: le scie brevi ed effimere di bassa quota sono sempre il risultato di una dispersione deliberata, con la differenza che, diminuendo la quantità di TMA, si producono tracce fugaci, comunque rilasciate ad altitudini da cloud seeding igrospico (1.600 metri circa).

UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili).

Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici.

Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina per eseguire una donazione.

[1] Che cos’è lo scattering? Scattering significa letteralmente “dispersione, sparpagliamento” ed è un fenomeno per cui un segnale elettromagnetico si dirada e si indebolisce, quando incontra un ostacolo. Come tutte le connessioni, l'antenna emittente e ricevente devono trovarsi preferibilmente in linea di vista. Ciò significa che il segnale e la velocità di connessione decadono drasticamente se fra le due antenne si frappongono ostacoli quali alberi o edifici, ma anche la pioggia, la neve o la nebbia danno luogo a fenomeni di scattering (le gocce d'acqua o di nebbia hanno una dimensione paragonabile alla lunghezza d'onda del segnale trasmesso). Le idrometeore determinano una sensibile attenuazione del campo elettromagnetico.

La complessità dell'ambiente di propagazione, paragonato alla lunghezza d'onda, causa fenomeni di multipath, cioè nella ricezione di un gran numero di repliche del segnale da parte della stazione ricevente che deve quindi essere in grado di ignorare tali repliche. Nel dominio della frequenza tale fenomeno corrisponde ad un'alta selettività del canale radio e ad una forte distorsione da esso indotta nei segnali a banda larga. Per tale ragione si ricorre alla tecnica di modulazione OFDM. L'OFDM suddivide il segnale in un gran numero (fino ad alcune migliaia) di sottoportanti fra loro ortogonali (cioè con prodotto nullo fra sottoportanti diverse) ognuna delle quali ha una banda stretta.

Le conseguenze della geoingegneria in sintesi:

a) diminuzione dell'umidità relativa
b) diminuzione dell'ossigeno
c) aumento del nanoparticolato, solfuri, metalli, polimeri nell'aria
d) aumento delle temperature massime
e) aumento delle radiazioni UVB (oltre il 70%)
f) aumento dei patogeni quali batteri, funghi e parassiti
g) piogge acide ed alcaline


Testi per approfondire

- La guerra climatica in pillole.
- Le nubi che non ci sono più
- Atlante dei cieli chimici
- Un libro sulle strategie militari spiega perché i velivoli chimici distruggono le nuvole
- Contrails aerodinamiche? No! Inseminazione igroscopica delle nubi
- Rosso di sera: litio in atmosfera
- La N.A.S.A. ammette le scie chimiche


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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 15 settembre 2011

La N.A.S.A. colpisce ancora

La nasuta N.A.S.A., l’agenzia nazional-militare con patetiche ambizioni scientifiche, torna all’attacco con una mezza verità atta a coprire le operazioni di geo-ingegneria: il global warming, dovuto alle emissioni di gas serra, è stato un gigantesco abbaglio. L’ente così smentisce in primo luogo sé stesso e cestina centinaia di “studi” in cui si correlava l’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera ad un rialzo delle temperature del pianeta. Abbiamo sempre saputo che era un’accozzaglia di menzognere sciocchezze, ma alle idiozie ora subentrano subdole rivelazioni. Nuove analisi, infatti, attribuiscono al Sole le variazioni termiche: che la nostra stella influisca sul clima terrestre è assodato, ma l’oracolo della N.A.S.A. maschera le costanti e massicce operazioni militari di bio-geoingegneria, alias scie chmiche, da cui dipendono non cambiamenti, ma sconvolgimenti climatici: siccità prolungate e disastrose, alluvioni, pioggerelle velenose, grandinate distruttive, nebbie chimiche onnipresenti...

Certe verità parziali nocciono più delle bugie. L’obiettivo è chiaro: individuare un pretesto per continuare nelle attività chimico-biologiche ed elettromagnetiche nonché per proseguire con la campagna a favore della geoingegneria, biossido di carbonio o non biossido di carbonio, Sole o non Sole. La situazione reale è ben diversa da come la dipingono e la plasmano i media di regime e gli enti pseudo-scientifici: il pianeta è al collasso, a causa delle chemtrails e delle irradiazioni elettromagnetiche, in primis di microonde da cui dipende, ad esempio, la riduzione del fenomeno noto come escursione termica diurna, ossia la differenza di temperatura tra giorno e notte, discrepanza ormai assottigliatasi a tal punto che, in estate, si attesta sui due gradi.

Il cosiddetto “effetto serra” è quindi di natura prevalentemente artificiale: le microonde, irradiate da apparati militari come satelliti geostazionari e radar (si pensi al M.U.O.S. di Niscemi, Sicilia) ne sono una concausa, oltre alle attività clandestine di aerosol. Questo documento accademico dimostra come intercorra una stretta correlazione tra tecnologie satellitari di ultima generazione e la necessità di mantenere l'umidità atmosferica a bassi livelli percentuali. A pagina 8 della tesi di dottorato intitolata "Aumento della risoluzione spaziale per il sondaggio di temperatura ed umidità da satellite geostazionario mediante radiometria ad onde millimetriche e submillimetriche", infatti, si legge:

“Il grande vantaggio del telerilevamento alle microonde rispetto a quello infrarosso è da ricercarsi nel fatto che le idrometeore che costituiscono le nubi hanno generalmente dimensioni comparabili con le lunghezze d’onda infrarosse, portando quindi la radiazione IR rapidamente all’estinzione per fenomeni di scattering (sparpagliamento). Ciò comporta che in presenza di campi nuvolosi il telerilevamento IR sia in grado di osservare solamente gli strati superiori della nube, senza poter osservare gli strati sottostanti, mentre le MW (microonde) consentono di osservare anche le zone sottostanti la nube, giungendo fino alla superficie terrestre, almeno finché alle nubi non sia associata alcuna precipitazione. Questa è la caratteristica più importante che rende il telerilevamento alle microonde uno strumento molto utile per l’analisi meteorologica in condizione di cielo non chiaro.

Utilizzando invece le microonde (MW), nelle bande di assorbimento dell’O2 a 54 GHz (per la temperatura) e dell’H2O a 183 GHz (per l’umidità) si riesce, sia pure con risoluzione verticale ed orizzontale minore, ad eseguire il sondaggio anche in presenza di nube, almeno finché queste non siano associate a precipitazione. Alle frequenze elettromagnetiche nelle MW corrisponde, infatti, una lunghezza d’onda millimetrica che non interagisce in modo significativo con i costituenti delle nubi che sono generalmente di almeno un ordine di grandezza inferiore”.

A conclusione della nostra analisi, pubblichiamo le informazioni inerenti alla ritrattazione della N.A.S.A.

“Basta allarmismi: il riscaldamento globale non c’è (sic) più. Almeno questo è ciò che emerge dalle più dettagliate analisi dei dati satellitari della N.A.S.A. che, tra 2000 e 2011, non hanno più misurato un aumento delle temperature sulla superficie terrestre. I dati testimoniano che l’atmosfera terrestre disperde calore nello spazio in modo molto più efficiente, rispetto a quanto previsto da alcuni allarmistici modelli di previsione basati sui dati degli anni precedenti e che il biossido di carbonio mantiene (sic) molto meno calore del previsto.

Tra i dati e le previsioni c’è (sic) una differenza enorme, soprattutto sugli oceani: il climatologo Roy Spencer, coautore dello studio e ricercatore dell’Università dell’Alabama, insieme con Danny Braswell, ha spiegato che non bisogna lasciarsi andare a catastrofismi sul clima e che l’andamento termico mondiale è determinato da cicli naturali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ‘Remote Sensing‘ e si è avvalso dei dati della temperatura superficiale raccolti dall’Unità di ricerca sul clima di Hadley in Gran Bretagna. I dati relativi all'energia radiante sono stati raccolti dal C.E.R.E.S. (Clouds and Earth’s Radiant Energy System), strumento che si trova a bordo del satellite ‘Terra’ della N.A.S.A”.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 5 febbraio 2010

H.A.A.R.P. in azione in Australia?

Pubblichiamo un breve articolo di Colin Andrews riferito ad alcune anomalie rilevate dai radar meteorologici in Australia. Andrews ritiene che il tifone Olga potrebbe essere di origine artificiale: le inusuali formazioni registrate e le spiegazioni contraddittorie, elusive dei responsabili interpellati inducono ad ipotizzare che Andrews abbia centrato il bersaglio.


Houston, abbiamo un problema!

H.A.A.R.P. o no, la Rete di controllo radar per la meteorologia in Australia va in crisi dopo diciotto giorni in cui si rilevano anomalie. Il Centro meteo ha dichiarato ufficialmente che hanno un "problema imprevisto". Comincia a sembrare credibile che il ciclone Olga sia un fenomeno di origine artificiale.

Molti, me compreso, hanno subissato di domande il Centro meteo australiano circa questi bizzarri modelli registrati dal radar: la risposta si riferisce a malfunzionamenti degli impianti radar per l'analisi dei fenomeni atmosferici. Strani "ritorni" sono stati registrati da varie stazioni radar. Per quale motivo il problema si è manifestato contemporaneamente in tutto il continente australiano? Non sono inconsueti solo i modelli simmetrici rilevati (una specie di ciambella, n.d.t.), ma, secondo alcuni esperti, è anomalo anche il tempo e persino preoccupante.

La tempesta tropicale Olga si è rafforzata e poi indebolita tre volte: ciò è stato considerato irregolare dalla N.A.S.A. La tempesta, poi trasformatasi in un ciclone, ha investito in particolar modo Melbourne. Se ciò cui abbiamo assistito per diciotto giorni consecutivi è stato un esperimento per la modificazione meteorologica, ne abbiamo per la prima volta registrato molte tracce ed aperto un
vaso di Pandora colmo di interrogativi.

Da quando parte dell'opinione pubblica è diventata consapevole di queste strane manifestazioni, abbiamo cominciato a monitorare diverse stazioni radar "non funzionanti". Ne sono state contate fino a nove. Erano veramente non funzionanti o le immagini erano state oscurate per evitare che si venisse al corrente di un'operazione segreta?

Esistono questioni tecniche che esigono delle risposte. [...] Ovviamente potrebbe esserci una spiegazione razionale. La storia continua.

Leggi
qui il testo di Colin Andrews, segnalato da Bricioleperilviaggio




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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 20 dicembre 2009

Scie chimiche ed invisibilità

In un eccellente articolo, intitolato Presenze invisibili, Umberto Visani, focalizza l'attenzione sugli orbs e sulle sfere di luce, ampliando il discorso alle tecnologie militari riguardanti l'invisibilità. Correttamente l'autore osserva che l'industria militare è di almeno trent'anni più avanti rispetto alle tecnologie civili, a disposizione dei comuni mortali. E' dunque per lo meno plausibile che gli eserciti delle superpotenze siano dotati di sistemi stealth totali. A tale proposito, Visani osserva: "L'esame di video e fotografie in cui si vedono sfere di luce che producono scie doppie come comuni aerei non può non far pensare che, dietro una sorta di copertura visiva (cloaking in inglese) che induce a vedere esclusivamente un globo, non ci sia in realtà un velivolo con due motori sulle ali (rese invisibili) che rilascia le classiche scie degli aerei (con il termine 'classico' ormai è più opportuno indicare una scia chimica piuttosto che una di condensazione)".

La tecnologia stealth fu escogitata per conferire l'invisibilità radar parziale a navi ed aeroplani, grazie alla forma del mezzo militare e di superfici radar assorbenti (R.A.S.). Inoltre l’aeromobile (o l'unità navale) deve essere dotato di bassa tracciatura termica (Infrared signature) affinché non venga localizzato attraversi sistemi all'infrarosso. Già nella metà degli anni ‘70 del XX secolo fu fabbricato il prototipo del futuro F117A, il cosiddetto aereo invisibile.

Il passo successivo fu l'invisibilità ottica: secondo Rashid Zeineh, ricercatore della società californiana Advanced american enterprise ed inventore dello Stealth technology system (S.T.S.), esiste già un apparato per l'occultamento visivo applicato ai cosiddetti U.C.A.V. (Unmanned combat air vehicles, ossia velivoli da combattimento senza pilota), ai veicoli terrestri e persino ai soldati: questo apparato garantisce un'invisibilità totale fino a sette-otto metri di distanza dall'osservatore. Pare che l'occultamento sia ottenuto con una serie di videocamere e proiettori che generano immagini dell'ambiente limitrofo sulla superficie del mezzo o del soldato che, in questo modo, si mimetizza con gli oggetti intorno.

Sembra, però, che nel caso delle sfere chimiche, la tecnologia usata per l'invisibilità sia un'altra: infatti questi ordigni, mentre percorrono la loro traiettoria in maniera del tutto assimilabile al volo tipico di un aereo, progressivamente assumono la sagoma di un velivolo, perdendo l'invisibilità. Ci si deve porre a questo punto per lo meno due domande: quale tecnologia determina l'occultamento ottico? Per quale motivo gli artefici dell'operazione "chemtrails" non rendono del tutto impercettibili gli apparecchi, lasciando che si scorga una sfera generante una doppia scia?

Al primo quesito non è difficile rispondere: sono disponibili materiali in grado di deviare i fasci di fotoni con cui gli oggetti diventano visibili all'occhio umano. La seconda questione chiama in causa i piani delle élites che, come già ammonì Carol Rosin, rilanciando le dichiarazioni di Werner Von Braun, intendono instillare la paura e l'ostilità nei confronti degli alieni. Per conseguire tale obiettivo è necessario insinuare il dubbio tra gli ufologi e l'opinione pubblica che extraterrestri malvagi usano delle sfere per disperdere veleni nella biosfera. E' d'altronde questa l'affrettata conclusione cui sono giunti alcuni ricercatori, dopo aver esaminato istantanee e filmati ove si notano cilindri e globi con scie. In tale contesto, s'inquadrano i singolari fenomeni in Norvegia ed a Mosca: nei cieli di Tromso (Norvegia) è stato osservato un vortice azzurro, sulla capitale russa una piramide. Vari studiosi hanno ipotizzato che siano state impiegate tecnologie atte a proiettare giganteschi ologrammi, intesi come esperimenti in vista di una falsa invasione aliena o di un'altrettanto falsa Parousia del Cristo, nell'ambito del famigerato Progetto Bluebeam.

La saturazione dell'atmosfera con elementi e composti chimici e la sua trasformazione in qualcosa di simile al plasma, con l'irradiazione di onde elettromagnetiche in sinergia con il bario, paiono i presupposti adatti per la proiezione di un film in mondovisione. Una volta saggiata la reazione della popolazione, persuasa anche attraverso una capillare ed ossessiva campagna ad hoc, che le civiltà dello spazio sono tutte ostili, sarà possibile instaurare un governo mondiale di tipo totalitario, con il pretesto di difendersi dal "nemico esterno" contro cui incanalare l'astio e la xenofobia.

E' una strategia vecchia come il mondo, ma purtroppo sempre efficace.


Fonti:

U. Visani, Presenze invisibili, 2009, in X Times n. 14
Zret, Scie chimiche: un'altra angolazione, 2006



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