Visualizzazione post con etichetta inseminazioni igroscopiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inseminazioni igroscopiche. Mostra tutti i post

giovedì 23 aprile 2026

La guerra invisibile per il clima: il caso Iran

Il mistero della pioggia improvvisa: quando la Geopolitica incontra il cielo

Mentre i media ufficiali continuano a propinare la solita narrativa sulla variabilità climatica naturale, un paradosso geografico sta mandando in frantumi le spiegazioni convenzionali. Per anni, l’Iran è stato descritto come una terra condannata a una siccità “devastante”, con Teheran sull’orlo del collasso idrico. Poi, improvvisamente, le dighe hanno cominciato a traboccare. Questo miracolo meteorologico non è avvenuto per caso, ma è coinciso millimetricamente con la distruzione di sistemi radar strategici ad alta potenza in tutto il Medio Oriente. Il sospetto che emerge dalle pieghe dell’informazione non allineata è tanto inquietante quanto logico: e se la siccità non fosse stata un castigo divino o un capriccio della natura, ma un’arma di precisione? Benvenuti nella nuova era in cui il clima non è più un evento, ma una strategia.

Il ripristino del tempo naturale dell’Iran: come spegnere un radar e propiziare la pioggia

La correlazione temporale è troppo precisa per essere ignorata da chiunque non sia pagato per mentire. La fine della siccità pluriennale in Iran è seguita quasi istantaneamente agli attacchi che hanno neutralizzato le installazioni radar statunitensi in Qatar, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Non ci riferiamo solo al monitoraggio aereo: ricercatori come Mike Adams, noto come “Health Ranger”, indicano queste strutture come potenziali strumenti di guerra climatica. Con la distruzione di questi sistemi e la contestuale la diminuzione dei voli civili, il “tappo” atmosferico sembra essere saltato. Non è solo la Repubblica islamica a respirare: piogge torrenziali hanno colpito improvvisamente anche l’Afghanistan e l’Egitto, rigenerando terre aride subito dopo la rimozione dei radar. La diga di Paveh, rimasta a secco per sette anni, è tornata a tracimare in pochi giorni.

Gli U.S.A. sembrano aver condotto una ‘guerra di controllo climatico’ contro l'Iran, rendendo Teheran quasi inabitabile. Con la diga di Paveh che ha esondato per la prima volta in sette anni, molti si chiedono: la siccità era forse un’arma fin dall'inizio?

Questo scenario non appartiene più alla fantascienza. Brevetti declassificati e documenti sul riscaldamento ionosferico circolano tra gli analisti di testate come AgroWars, suggerendo che queste tecnologie possono manipolare i modelli meteorologici su scala regionale. Il sospetto è che le predette installazioni radar fossero strumenti offensivi capaci di dissolvere o deviare le nubi imbrifere e di condannare intere nazioni alla sete. [1]

Polvere e profitto: l’eutanasia del granaio americano

Mentre il Medio Oriente sembra essersi liberato da una morsa artificiale, la domanda sorge spontanea: l’arma è stata semplicemente puntata altrove? Nell’aprile 2026, lo scenario sul suolo americano è catastrofico. Quasi la metà della popolazione statunitense vive oggi con una siccità che va dall’estremo all’eccezionale. Il dato che dovrebbe togliere il sonno ad ogni cittadino riguarda il cuore agricolo della nazione: il 70% degli Stati Uniti centrali presenta livelli critici di aridità. Il granaio d'America si sta trasformando in una distesa di polvere. I campi sono troppo secchi per la germinazione e gli allevatori sono costretti ad usare le riserve di fieno tutto l’anno perché i pascoli sono strinati. È un'inversione di fortuna sospetta, che colpisce le riserve alimentari mondiali proprio nel momento di massima tensione geopolitica.
La “tempesta perfetta”: lo stretto di Hormuz e la carestia pianificata

La crisi dei campi statunitensi non è solo meteorologica; è un’operazione a tenaglia. La stessa amministrazione che osserva i terreni agricoli trasformarsi in polvere sta permettendo che i fattori produttivi essenziali diventino inaccessibili. Il legame è diretto: il conflitto nello Stretto di Hormuz non colpisce solo il petrolio, ma strozza la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti. Secondo la American Farm Bureau Federation, il 70% degli agricoltori statunitensi non potrà permettersi concimi per la stagione 2026. Non si tratta di una carenza naturale, ma di una “scarsità artificiale” coordinata. Senza fertilizzanti e senza acqua, le aziende agricole a conduzione familiare sono spinte verso il fallimento, lasciando spazio ad un sistema alimentare centralizzato e controllato dall’alto.

Skynet contro l’agricoltore: la nuova gerarchia dell’acqua

In questo scenario di scarsità, emerge una gerarchia spietata nella distruzione delle risorse idriche. Mentre i campi soffrono, miliardi di litri d’acqua sono dirottati per raffreddare i mastodontici impianti per la gestione dell’”intelligenza artificiale”. Entro la fine del decennio, il consumo idrico di queste strutture aumenterà di decine di miliardi di litri, concentrandosi proprio nelle regioni più colpite dalla siccità. E’ l’ironia amara della modernità: abbiamo algoritmi che generano video divertenti, mentre la produzione reale di cibo è sacrificata. Ma non è solo intrattenimento. Questi centri alimentano reti di sorveglianza e analisi predittiva che i critici paragonano ad una vera e propria infrastruttura “Skynet”. L'introduzione del sistema “Un agricoltore, un file” per opera di Palantir è il segnale definitivo: la produzione agricola è sostituita da un monitoraggio di massa centralizzato. Ogni goccia d’acqua sottratta al bestiame è un investimento nel controllo digitale.

E nella nostra Europa?

La situazione in Portogallo, Spagna, Francia ed Italia è perfettamente assimilabile a quella in cui si trovava il territorio iraniano prima dell’aggressione ad opera dell’amministrazione U.S.A. e di Isralele nonché della distruzione dei radar statunitensi. Le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico sono costantemente bersaglio di operazioni igroscopiche e, puntualmente, ogni volta in cui sono previste piogge, esse sono impedite. I mandanti sono i militari; gli esecutori le compagnie per il volo passeggeri e cargo. Non è “cloud seeding”. E’ l’esatto opposto. Il risultato è la siccità, con una diminuzione delle precipitazioni annue che arriva per alcune regioni addirittura al 70/80%.

Conclusione: verso un controllo centralizzato delle risorse?

I puntini iniziano ad unirsi in un disegno inquietante. La siccità artificiale, la crisi dei fertilizzanti ed il dirottamento delle risorse idriche verso i colossi tecnologici (anche le società che “minano” le criptovalute, idrovore spaventose) non sono incidenti di percorso. Sono i pilastri di una strategia volta a demolire la sovranità alimentare per creare una dipendenza assoluta dai padroni della tecnologia e del clima. Dalla pioggia “ritrovata” in Iran alla desertificazione programmata del Midwest statunitense e non solo, la gestione delle risorse vitali è diventata la leva di potere definitiva. Resta da chiedersi: siamo pronti ad affrontare una carestia micidiale che colpirà pure il prospero Occidente? Comprendiamo che siamo nell’ultima fase dell’agenda mondialista che dal dominio culminerà nella distruzione del mondo così come lo conosciamo?

[1] Brooks Agnew (fisico): "Avviciniamoci al radar: si nota uno strato di atmosfera limpido, al di sopra dell'antenna, che spinge le particelle d'acqua verso l'alto ed è così che funzionano i sistemi a microonde. Sospingono le nubi verso l'alto e contribuiscono alla loro dissoluzione. Questi radar ionizzano le particelle d'acqua e le disperdono nello spazio".

Il Dottor Brooks Agnew studia le radiofrequenze da oltre quarant'anni ed è convinto che gli effetti dei sistemi a microonde influiscano sui cambiamenti climatici che, a questo punto, risultano deliberatamente provocati e non sono affatto causati dai gas serra.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 17 aprile 2017

Siccità biblica in Italia



Furono avvertite tempo fa le varie associazioni di agricoltori che ora si disperano e si stracciano le vesti: se continuerete ad ignorare la geoingegneria clandestina, in particolare tutte le operazioni che provocano siccità, impedendo le piogge con le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse, vi ritroverete con i raccolti falcidiati dalla carenza, anzi assenza di precipitazioni. E’ quello che è successo ed ora pare troppo tardi per intervenire: dall’aridità alla carestia il passo è breve…

Agricoltori costretti ad irrigare il grano: "In aprile non era mai successo". Fiume in secca come in piena estate. Coldiretti preoccupata: a rischio i raccolti.

"Se mi avessero detto che ad aprile avrei dovuto irrigare il grano, non ci avrei creduto". È il commento del presidente della Coldiretti di Rovigo, Mauro Giuriolo, sul protrarsi dell'allarme siccità in Polesine, dove si sta registrando un’inquietante assenza di precipitazioni.

"Da dicembre ad oggi - ricorda allarmato Giuriolo - sono caduti solo 80 millimetri di pioggia, di cui la maggior parte nella prima settimana di febbraio".

A preoccupare è anche la portata dei fiumi: "L'Adige, secondo le rilevazioni eseguite a Boara, ha segnato i meno 4,15 metri cubi al secondo ed i sifoni toccano ormai il fondo sabbioso del fiume, rendendo vana la loro azione. Addirittura i sifoni sono stati chiusi a Rosolina dove il cuneo salino ha già superato la barriera antisale".

La siccità, che sta superando ogni record storico negativo registrato negli ultimi vent’anni, obbliga i coltivatori ad irrigare i campi, ma l'acqua è sempre più scarsa. "La situazione è paragonabile a quella del periodo estivo, ma in primavera le piante attraversano una fase cruciale per la buona riuscita delle produzioni".

Fonte: polesine24

Articolo correlato: Allarme siccità in Italia, 2017


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 8 luglio 2016

E la chiamano estate…



E la chiamano estate… Si può definire "estate" una stagione senza i classici temporali di calore, senza il cielo azzurro solcato da cumuli ovattati, vaporosi? Se si analizzassero i regimi pluviometrici della Liguria occidentale, a mo’ di significativo campione, potremmo concludere che da una decina d’anni le precipitazioni si sono diradate ed indebolite in modo drastico. Se piove, succede nell’entroterra ai confini dello spartiacque con il Piemonte, dove è più difficile, per la conformazione orografica, spargere il particolato igroscopico: la costa e la fascia subito retrostante sono mortalmente aride.

E la chiamano estate, ma il firmamento è bianco: vi fluttua al mattino presto qualche nuvola sfatta che, dopo un po’ di tempo, comincia a diventare più consistente: sennonché il pronto intervento degli aerei chimici e la nebbia prosciugante presto dissolvono ogni nube, creando un fondale calcinato, candeggiato. Sia l’orizzonte sia il profilo di monti e colline sono cancellati da una patina opaca. E’ uno spettacolo orribile, ma soprattutto è un ambiente tossico, letale per gli esseri viventi.

Quando nel 536 d.C. [In Italia si combatteva la guerra greco-gotica (535-553 d.C.) che causò immani rovine nella penisola, precipitandola in un’età di decadenza e miseria, con l’esoso fiscalismo bizantino e l’espansione dei latifondi; il dominio bizantino subentrò agli Ostrogoti con cui la penisola aveva conosciuto una certa prosperità] alcune eruzioni dispersero ceneri vulcaniche che provocarono decremento delle temperature, siccità, offuscamento della luce solare, conseguente crollo dei raccolti e carestie. La storia, mutatis mutandis, tende a ripetersi.

Le eruzioni spargono in atmosfera polveri e materiale piroclastico contenenti biossido di zolfo che, a contatto con l’umidità, si trasforma in acido solforico. L’acido solforico, riflettendo la luce solare, raffredda la Terra. I solfuri (collegati alle operazioni chimiche) impediscono la formazione di nubi. Le operazioni disseccanti, l’attività vulcanica di questi ultimi anni, la debole attività solare stanno creando le condizioni di un autunno perenne, un autunno secco e sterile.

E la chiamano estate. I meteorologi di regime inventano nomi sempre più improbabili per gli anticicloni, zone di alta pressione spesso artificiali che stazionano su vaste aree dell’Europa, dove le perturbazioni, già fiaccate da diuturne attività di contenimento e logoramento, si infrangono, riuscendo a spremere solo poche, sporche gocce. I campi di alta pressione spesso sono dichiarati tali, ma concomitanti con valori barici bassi.

E la chiamano estate, ma è un gigantesco forno a microonde che cuoce piante, animali, uomini in un “democratico” banchetto imbandito per “Iddii pestilenziali” (E. Montale).


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 7 ottobre 2014

La California ed il destino del pianeta


Sarebbero sufficienti le immagini per testimoniare gli abnormi danni causati dalla Geoingegneria clandestina alla California.

Nonostante ciò, sarà bene spendere qualche parola per ribadire che è in corso un vero e proprio attacco contro l’’umanità ed pianeta. L’obiettivo principale delle attività chimiche – lo abbiamo ripetuto e puntualizzato nel documentario “Scie chimiche; la guerra segreta”- è di natura strategica. Tuttavia, la gravissima situazione di siccità in cui versa la California ci spinge ad intravedere una perfetta, criminale volontà di devastare nonché un disegno che mira a disarticolare l’assetto demografico.

Senza dubbio le perturbazioni oceaniche, che porterebbero delle benefiche piogge sull’Ovest degli Stati Uniti (inclusa l’Alaska), sono disintegrate o deviate per ragioni militari, ma sembra che la costa occidentale del Nord America sia stata scelta come teatro per sperimentare la possibilità di distruggere, portando al collasso l’ambiente e l’economia di regioni un tempo floride.

La California è lo stato dove a milioni di abitanti ex abrupto è stata interrotta la fornitura d’acqua, semplicemente perché gli invasi sono a secco. E’ lo stato in cui le silenziose ed invisibili radiazioni di Fukushima mietono vittime. E’ lo stato dove infernali incendi divorano foreste secolari di sequoie, mentre i cittadini che abitano in ville attorniate da giardini usano vernici verdi per colorare l’erba giallognola del prato.

La California è, su scala relativamente ridotta, il campione di quanto sta accadendo e potrebbe accadere anche altrove, se non si riuscirà ad invertire la rotta: la lenta ma inesorabile desertificazione, sia in senso letterale sia metaforico, della Terra.

Articolo correlato: D. Wigington, Friggere o congelare?, 2014





La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 2 settembre 2014

Naturalisti ed artificialisti


Come si devono interpretare oggigiorno i fenomeni climatici e meteorologici? Sono un complesso di situazioni per lo più naturali o artificiali?

Anche se rincresce ammetterlo, il dominio della natura per opera degli apparati miiltari ed industriali, è ormai un dato di fatto. Si pensi, a titolo di mero esempio, al caso della costa occidentale degli Stati Uniti dove anni di attività igroscopiche hanno portato ad una spaventosa siccità. Le perturbazioni da lustri sono in modo sistematico bloccate sul Pacifico o deviate verso il Midwest: entro un paio d’anni la California resterà senz’acqua. I danni all’agricoltura non si contano, mentre gli incendi divorano le foreste già sofferenti per la cronica penuria di piogge e le quantità abnormi di metalli pesanti nell’humus.

La sorte della California dimostra che è possibile piegare i fenomeni atmosferici ai proprio loschi fini. Ciò che accade nello stato della Federazione è emblematico e si può estendere a molte altre regioni del pianeta dove ormai il clima è “sintetico” o comunque sconvolto da diuturni, massicci interventi.



I “naturalisti” (definiamo così chi reputa che le manifestazioni meteorologiche attuali dipendano in gran parte da fattori naturali, quali l’attività solare, i cicli geologici, i raggi cosmici etc.) negano che la tecnologia possa soggiogare la natura. Essi adducono come prova il fatto che la calotta glaciale antartica si sta espandendo, a dispetto delle ciance circa il riscaldamento globale attribuito al biossido di carbonio. I “naturalisti” non hanno tutti i torti: è vero, in primo luogo, che l’incidenza del biossido di carbonio sul global warming è irrilevante o, per lo meno, sopravvalutata. E’ altresì indubbio che le forze naturali sono potenti e rigeneratrici di sé stesse, soprattutto quando non sono imbrigliate. E’ possibile che in talune zone, per una concomitanza di agenti endogeni ed esogeni, la natura riesca ancora a prevalere sulle armi climatiche.

Tuttavia nelle aree strategiche della Terra, assistiamo ad un’indiscutibile contraffazione dei fenomeni meteo. Lo sottolineano coloro che possiamo denominare “artificialisti”. Costoro ritengono che il tempo recuperi le sue complesse ma ordinarie dinamiche, quando sono sospese le operazioni di geoingegneria clandestina, incluse le attività che prevedono l’uso di armi elettromagnetiche et similia. L’osservazione di un cielo naturale e l’analisi dei relativi eventi atmosferici, dopo un periodo più o meno lungo rovinato da manipolazioni, attesta la correttezza delle asserzioni provenienti dagli “artificialisti”.

Come scrive Giulio Carlo Argan, a proposito di Frank Lloyd Wright e della sua celebre “casa sulla cascata”, tecnologia vs natura, 1 a 0. Almeno per ora.

Articoli correlati:

- Allarme siccità in California: lasciate dalle autorità senz'acqua 25 milioni di persone, 2014
- Antartico da record: anomalia positiva, 2014


Sponsorizza questo ed altri articoli su Facebook. Contribuisci ora!

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...