Nell'immagine di copertina (Clicca qui per visionarla in alta risoluzione) sono riportati due schemi che rappresentano il rendimento medio giornaliero di un impianto fotovoltaico da 3 KW/h. Sono due schemi puramente esemplificativi, ma l'apparato e la sua resa in condizioni diverse di tempo atmosferico sono stati monitorati per oltre due anni, tutti i giorni ed i dati sono stati raccolti, creando una statistica che non lascia dubbi in relazione a quanto le operazioni di geoingegneria clandestina influiscono sull'efficienza globale degli impianti fotovoltaici, cagionando un calo del rendimento annuo di oltre il 35%.
Questo è dovuto alla presenza delle onnipresenti "scie chimiche", spacciate per "scie di condensazione" e, di conseguenza, all'oscuramento artificiale provocato dalle chemtrails. E, però, importante evidenziare che anche le cosiddette "belle giornate", descritte dai meteorologi come "serene" e dal "cielo limpido", in realtà sono anch'esse giornate "trattate". Sono cieli innaturalmente privi di nubi, completamente "piatti" da un punto di vista cromatico. Il cielo non è blu cobalto come un tempo, ma azzurrino, tendente al violaceo, se non al bianco. All'orizzonte, tra l'altro, si nota bene la nebbia di ricaduta.

Non sono cieli normali, ma sono il risultato di "operazioni di mantenimento", in quanto gli aerei non creano scie persistenti e quindi ben visibili. La dispersione in atmosfera di particolato Welsbach [1], oltre ad avere conseguenze sulla salute della popolazione (malattie respiratorie, tumori, patologie neurodegenerative), danneggiare le piante, facilitare gli incendi boschivi, innalzare le temperature etc., provoca danni oggettivi nella produzione di energia elettrica con il fotovoltaico, determinando una flessione rilevante nel rendimento degli impianti. Ciò perché i composti chimici diffusi 24 ore su 24, impiegando in gran parte l'aviazione civile, creano uno schermo che si frappone tra la Terra ed il Sole, con le inevitabili conseguenze.
Ciò chiarito, la differenza di resa del sistema fotovoltaico in esame, pari, in media, ad oltre 700 W/h, indica indirettamente la presenza massiccia di nanoparticolato aviodisperso (che funge da filtro) anche nelle giornate solo in apparenza caratterizzate dall'assenza di operazioni di geoingegneria clandestina. Non è, infatti, vero che le cosiddette "scie chimiche persistenti" sono l'unico segno di attività di aerosol nei nostri cieli. Se così fosse, infatti, gli apparati per la produzione di energia elettrica tramite l'energia solare, non dovrebbero accusare un così elevato decremento di resa nei giorni in cui non si formano i cumuli da bel tempo. Se l'atmosfera fosse davvero pulita, si dovrebbe verificare piuttosto il contrario! La concomitanza di questi due fattori (completa assenza di nuvolosità naturale e notevole flessione del rendimento del fotovoltaico) sono la dimostrazione chiara ed inequivocabile della presenza in atmosfera di nanoparticolato schermante diffuso costantemente tramite l'aviazione civile e militare.
[1] Diffondendo tonnellate di particolato per mezzo degli aerei, l'atmosfera del pianeta diventa carica elettricamente e quindi adatta a progetti militari. L'aria che respiriamo è piena di fibre di amianto e di metalli tossici, compresi i sali di bario, l'alluminio e, secondo quanto riportato già nel 2008, torio radioattivo. Queste sostanze reagiscono come elettroliti per migliorare la conducibilità dell'aria, per i radar militari e le onde radio.
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