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domenica 22 giugno 2014

Europa centrale: spariscono dai radar tredici aerei

Europa centrale: i segnali trasmessi dai trasponder di tredici velivoli si sono improvvisamente interrotti. Il fatto è difficile da spiegare: potrebbe essere collegato ai prodromi della tempesta solare che il 13 giugno ha causato un parziale black out satellitare. Possono essere implicate le aberrazioni della magnetosfera: non si dimentichi che dal I sec. d.C. il campo magnetico terrestre è caratterizzato da un progressivo indebolimento. Se fenomeni naturali ostacolano le attività clandestine nei cieli di tutto il mondo, ben vengano. Si può, però, congetturare anche un’interferenza elettromagnetica artificiale, in qualche modo collegata con le consuete e massicce operazioni di geoingegneria illegale o con esercitazioni della N.A.T.O. Infine ricordiamo che alcuni velivoli impegnati nelle operazioni di geoingegneria clandestina, contraddistinti da ID falsi, all'improvviso spariscono dai radar, come avvenuto nel caso degli aerei civili e militari cui si è accennato.



Dopo che un caccia F/A-18 dell’U.S. Navy è precipitato su una città negli Stati Uniti, un aereo militare cinese da addestramento è caduto su un villaggio della Cina ed un caccia iberico Eurofighter si è schiantato in Spagna, adesso, giunge notizia che ben tredici voli civili, tra cui alcuni passeggeri, sarebbero spariti dai radar austriaci per venticinque minuti. I fatti sarebbero occorsi ben due volte, rispettivamente il 5 giugno ed il 10 giugno u.s. Sono gli stessi giorni in cui gli aerei militari hanno subìto i fatali incidenti.

Stando ai dati emersi dalle torri di controllo austriache ed alle dichiarazioni di Marcus Poahanka di Austro Control, il fenomeno non è nuovo: negli ultimi mesi si era già verificato in Germania e nella Repubblica ceca. Anche Eurocontrol e la European Aviation Safety Agency dell'Unione europea indagheranno per tentare di venire a capo delle inspiegabili sparizioni.

Oltre allo scalo di Vienna, gli aeroporti precedentemente interessati dalla perdita delle tracce radar sono stati quello di Praga, Monaco di Baviera e Karlsruhe. Secondo Poahanka, l’anomalia è riconducibile ad un malfunzionamento del trasponder degli aerei. Poahanka non ha voluto indicare le unità coinvolte nell’incidente, ma ha rassicurato i giornalisti dicendo che non si è corso alcun rischio: è stato immediatamente stabilito un contatto radio con i piloti e sono state adottate tutte le misure previste in caso di emergenza.

Fonti: RT, gabrielelombardo

Articolo correlato: La scomparsa del volo MH-370 e la guerra elettronica: quale nesso?, 2014


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mercoledì 12 giugno 2013

Osservato un singolare arco rosso sull’Europa

9 aprile 2013 - Un telescopio italiano ha catturato uno strano fenomeno nella ionosfera ad un'altitudine compresa tra 85 e 500 chilometri sopra la superficie della Terra: uno scintillante arco rosso sospeso sulla maggior parte dell'Europa.

La singolare “volta”, mai osservata in precedenza, è stata attribuita dagli scienziati ai flares solari che hanno investito il nostro pianeta. Grazie alla nuova specola, All-Sky Imaging Air-Glow Observatory, sita ad Asiago (Vicenza), i ricercatori hanno potuto rilevare il fenomeno per mezzo di avanzate apparecchiature. Confrontando le loro immagini con le scansioni eseguite dal satellite, gli astronomi hanno appurato che la “parabola” si estendeva su quasi tutta l'Europa, dall'Irlanda sino alla Bielorussia. Il colore rosso, quasi invisibile ad occhio nudo, a causa soprattutto dell’inquinamento luminoso, è, invece, stato registrato dalla strumentazione ad hoc.

Il Professor Michael Mendillo, della Boston University, ha dichiarato che lo studio di questi fenomeni permette di comprendere quanto tempo è necessario alla magnetosfera per dissipare l’energia delle tempeste solari.

Ci chiediamo se siamo in presenza di un evento dovuto a Madre Natura o se sia riconducibile ad alterazioni della ionosfera, causate dai sistemi H.A.A.R.P. Non dimentichiamo che l'atmosfera terrestre è saturata da composti chimici e che è irradiata con le microonde ormai da decenni.

Non dimentichiamo che la stessa U.S. Navy ha recentemente annunciato di aver creato delle nuvole di plasma né bisogna ignorare il fatto che è il litio a conferire una colorazione rossa alle nubi artificiali.

Gli studiosi spiegano la manifestazione in oggetto come una sorta di aurora boreale: le aurore boreali, provocate dall’interazione tra le particelle cariche del Sole ed i gas della ionosfera, formano drappi multicolori. Di solito si verificano ad alte latitudini ed al di sopra dei poli, dove il campo magnetico devia le particelle.

Non possiamo escludere che l’arco sia l’esito di una concomitanza tra dinamiche magnetiche naturali, anche se anomale (un corpo celeste che genera delle perturbazioni nel sistema solare? Lo spostamento del nord magnetico?) e manipolazioni per opera dei soliti noti. In attesa di ulteriori, eventuali informazioni, sospendiamo il giudizio.

Fonte: terrarealtime.blogspot.it


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domenica 9 dicembre 2012

Attacchi EMP o tempeste solari?

Che cosa sta per accadere? Si susseguono gli allarmi a proposito di black out su scala regionale o nazionale che potrebbero lasciarci al buio, senza servizi essenziali, acqua e generi di prima necessità. Le interruzioni dell’erogazione di energia elettrica sono e saranno dovute all’attività solare o ad esperimenti militari? Sarà una sinergia tra fenomeni naturali ed indotti? E’ dilemma su cui abbiamo già indugiato in precedenti articoli.

Qui ricordiamo il recente intervento del fisico Mikio Kaku in proposito. Il controverso (e pericoloso) scienziato giapponese, nel corso della nota trasmissione radiofonica “Coast to coast”, si è soffermato sulla possibilità che la Terra attraversi, tra il dicembre 2012 ed il maggio 2013, una fase molto critica. Sarà un periodo probabilmente interessato da fenomeni cosmoclimatici molto intensi. Sono fenomeni che riguardano il plasma, i campi magnetici, le radiazioni ed altre energie sprigionate nell’atmosfera della Terra, ma anche nello spazio interplanetario e talvolta nelle regioni interstellari.

Ha asserito Mikio Kaku: “Recentemente il Sole ha dimostrato un ‘temperamento capriccioso’, con alcune eruzioni gigantesche [...]: si teme che una di queste potenti eiezioni di massa coronale possa colpire il pianeta, come accadde nel 1859, quando i flares provocarono seri danni alle comunicazioni telegrafiche”. (Ci si riferisce al cosiddetto “evento Carrington”, n.d.r.)

In effetti, aurore boreali, con i loro drappi multicolori, si sono manifestate il mese scorso in Svezia ed un episodio singolare è occorso a Novgorod. Si rammenti che le aurore polari di solito si verificano a latitudini superiori a quelle in cui sono situate la Svezia e soprattutto la Russia.

Ecco che cosa riporta un’agenzia di stampa russa.

"2 dicembre 2012, ore 20:15. In diversi distretti di Novgorod le luci si spengono per alcuni secondi dopo che nel cielo notturno è apparso un bagliore. Nel video è ripreso, per mezzo di una camera montata su un’automobile, un tratto di strada: la vettura procede lungo la carreggiata e l’autoradio è accesa. All’improvviso si scorge tra le nuvole un baleno: la musica si interrompe e tutto sprofonda nelle tenebre. Non pare sia stato il lampo di un fulmine, poiché nessun tuono è stato udito. Le autorità hanno asserito che è il problema è stato causato da un gatto..." (sic).

Ringraziamo l’amico Ron per la segnalazione relativa al black out a Novgorod.

Fonti: gismeteo, segnidalcielo

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venerdì 5 ottobre 2012

Il Sole sotto accusa

Un recente documentario della BBC è imperniato sulle tempeste solari ed i rischi associati a tali fenomeni. I toni della produzione televisiva sono piuttosto allarmistici. Esagerazioni? Catastrofismo? Molti scienziati interpellati palesano una certa inquietudine, dichiarando che un’enorme eiezione di massa coronale è possibile e forse imminente. Essa fonderebbe i trasformatori, scaraventando la “civiltà” del XXI secolo, che dipende pressoché in toto dalla disponibilità di energia elettrica, in un’età buia. Disinformazione? Sì, tuttavia… Sì, perché questi luminari si preoccupano (o fingono di preoccuparsi) per le conseguenze che potrebbe provocare il Sole con le sue bizze, mentre ignorano del tutto le diuturne e parossistiche attività di geoingegneria clandestina che stanno desertificando la Terra. La nostra stella scoccherebbe i suoi dardi infuocati su un pianeta ormai prossimo al collasso.

E’ evidente poi il depistaggio: la nasuta N.A.S.A. ed altri enti sedicenti scientifici da alcuni anni pubblicano studi circa le tempeste geomagnetiche, ma l’insistenza è sospetta. Si pianifica probabilmente, come abbiamo scritto, un black out regionale o continentale per cui si è trovato il capro espiatorio, il Sole, quando è probabile che il nuovo “effetto Carrington” sarà scatenato - se succederà - ricorrendo a qualche diavoleria tecnologica. Non si può escludere che si creerà una sinergia tra fenomeni naturali ed interventi “umani” in modo da spegnere la luce. Già è occorso qualche episodio (sono prodromi?), tra cui il colossale oscuramento in India. Domani forse…

Intanto i furbi si cautelano, cominciando a “legitttimare” i riscaldatori ionosferici. Infatti, dopo aver ammannito paludate dissertazioni sul “clima solare”, il documento della BBC, dal minuto 52:30, lancia il sasso: gli scienziati asseriscono che, non essendo in grado di prevedere il periodo in cui una tempesta geomagnetica colpirà Gaia, hanno progettato e costruito degli apparati che riscaldano l’atmosfera ad alta quota, provocandone l’espansione. Ciò è ufficialmente volto ad analizzare gli esiti dell’espansione sui satelliti in orbita attorno alla Terra, simulando le ripercussioni di un flare. Il tutto per tentare di prevenire la distruzione dei satelliti. Tra parentesi, se fossero danneggiati o neutralizzati i satelliti militari e quelli usati per la Geoingegneria, non sarebbe poi un evento tanto funesto, anzi… Si noti nel filmato l’uso dell’espressione generica “alta atmosfera”, invece del termine ionosfera, ma è presumibile che vogliano andare a parare lì. Tra un po’ ci racconteranno che non solo le scie, piene di metalli neurotossici, sono diffuse per il nostro bene, ma che anche gli impianti H.A.A.R.P. sono la salvezza.

Insomma la BBC, rete televisiva del sistema, è come la RAI: se lascia filtrare una mezza verità, è solo per occultare una verità scomoda, inconfessabile.

Un particolare ringraziamento va all’amico Wlady che ha reperito il documento, evidenziandone la parte degna di nota.



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sabato 11 giugno 2011

Malfunzionamenti degli orologi in Sicilia: un collegamento con il M.U.O.S.?

In Sicilia, in questi ultimi giorni, sono state segnalate alcune anomalie dei cronografi i quali indicano l'ora sbagliata. Il fenomeno riguarda pure gli orologi alimentati a batterie, dunque si deve escludere che sia determinato da un malfunzionamento della rete elettrica. Qualcuno ha pensato che le concomitanti tempeste solari possano spiegare il problema, ma allora perché si è manifestato solo in Sicilia? E' più probabile, come ipotizza il biofisico Settimio Grimaldi, che la causa sia da ricercare nelle emissioni elettromagnetiche di impianti radar: il M.U.O.S., l'installazione per le telecomunicazioni satellitari, giustamente ribattezzata l'apparato H.A.A.R.P. italiano, è sul banco degli imputati.

"E' possibile che in alcune città siciliane si stia verificando un caso di incompatibilità elettromagnetica tra gli orologi digitali ed una fonte ancora sconosciuta". Lo spiega in un'intervista a 'La Stampa' Settimio Grimaldi, biofisico esperto di elettromagnetismo del Consiglio nazionale delle ricerche, commentando un fenomeno che sta accadendo in varie zone della Sicilia, da Catania a Palermo, dove le sveglie si spostano in avanti di cinque minuti al giorno.

Sull'ipotesi che un campo elettromagnetico possa mandare in tilt gli orologi, Grimaldi chiarisce: "Non è di certo un fenomeno che si vede tutti i giorni, ma è plausibile. Mentre qualcuno stenta a credere che un campo elettromagnetico possa danneggiare la salute dell'uomo, penso ad esempio ai cellulari, sappiamo con certezza che può interferire con i circuiti elettronici. E' probabile che ci sia un'emittente fissa che porti gli apparecchi elettronici a dare la stessa informazione sbagliata", aggiunge. "Difficile stabilire che cosa possa creare un'interferenza elettromagnetica così costante", sottolinea, "possiamo ipotizzare che una serie di radar militari emani un fascio elettromagnetico costante che mandi in tilt tutti gli orologi digitali interessati. Certo non si può neanche escludere che questa anomalia sia causata da satelliti spia o da una serie di esercitazioni militari".


Fonte: siciliainformazioni


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mercoledì 14 luglio 2010

Sun flares (seconda ed ultima parte)

Leggi qui la prima parte.

Alcuni ricercatori si sono chiesti se le operazioni chimiche siano, almeno in parte, volte a mitigare gli effetti di questi previsti eventi, in modo da creare una sorta di scudo contro i flussi di particelle. Ora, ci sentiamo di scartare questa ipotesi per i seguenti motivi.

Sappiamo, in primo luogo, che le varie manipolazioni (si pensi, ad esempio al Progetto Starfish o ai sistemi H.A.A.R.P.) aggravano una situazione già precaria: la magnetosfera e le fasce di Van Allen sono state deteriorate, la coltre di ozono è stata deliberatamente assottigliata sicché i raggi ultravioletti penetrano più facilmente nella biosfera, la ionosfera è stata lacerata. Se veramente si intendono proteggere le apparecchiature elettroniche ed i sistemi di comunicazione, si può ricorrere alla schermatura con metalli ad hoc o alla costruzione di installazioni sotterranee. In realtà, pare che il governo segreto con la realizzazione di basi ipogee, da un lato, e l'operazione "scie chimiche", dall'altro, miri ad una divaricazione: creare un futuro per pochi privilegiati che, in caso di cataclisma, si rifugerebbero nei bunker e, nel contempo, lasciare il resto dell'umanità in balia degli elementi, accelerando ed anticipando la distruzione delle protezioni naturali in modo che raggi cosmici e quant'altro diventino ancora più micidiali.

Le chemtrails potrebbero costituire una planetaria gabbia di Faraday? La gabbia di Faraday è un tipo di schermo elettrostatico realizzato mediante una rete metallica a maglie molto fitte a formare una sorta di gabbia e cui si applica una tensione. A causa dell'induzione elettrostatica, la normale distribuzione delle cariche di conduzione nella struttura metallica viene modificata in modo che il campo elettrico in tali strutture risulta nullo. I corpi posti all'interno di una gabbia di Faraday non risentono dell'azione di campi elettrici esterni né di quella della carica elettrica eventualmente presente sulla gabbia stessa.

Dubitiamo che le scie chimiche possano assolvere una funzione paragonabile a quella di una gabbia di Faraday: i metalli dispersi nell'atmosfera ne aumentano l'elettroconduttività, ma, spinti dai venti e dalle correnti, non si dispongono a creare una maglia rigida. Che senso avrebbe distribuire il particolato (e tutto il resto, insetticidi, batteri, virus, funghi...) soprattutto sulle aree abitate per "proteggere" gli apparati elettrici ed elettronici urbani e domestici, quando bisognerebbe schermare i satelliti da cui dipendono oggi gran parte delle telecomunicazioni ed i voli aerei? Da un punto di vista fisico, l'uso di metalli che presto ricadono e che si diffondono in maniera più o meno casuale nell'atmosfera equivale ad una gabbia di Faraday? Sarebbe come ripararsi da una pioggia scrosciante con un colabrodo.

La "difesa" militare è interamente basata sui satelliti che, in caso di gigantesche tempeste solari, verrebbero sicuramente messi fuori uso. Un'eruzione solare colpirebbe i cavi ad alta tensione: i cavi poterebbero gli impulsi su tutta la rete elettrica, bruciando i trasformatori delle centrali e tutto quello che incontrano nel loro percorso. Ciò accadde nel 1982 in Canada. L'esperienza canadese ha dimostrato che il materiale solare carico non si diffonde in modo omogeneo, poiché si concentra in alcune zone. Non si può tuttavia prevedere dove.

Non dimentichiamo che la colossale fandonia del particolato da usare contro gli effetti dei brillamenti solari è stata propalata dall'infame Edward Teller, uno fra i più influenti esponenti dell'establishment militare. Teller escogitò l'idea balzana delle scie tossiche come difesa dalle radiazioni solari, proponendo una "risoluzione" assai più grave del problema (creato ad arte?) che si finge di voler contrastare, secondo il solito schema triadico: problema, reazione, risoluzione.

Siamo certi che i militari non dispongono di sistemi in grado di sostituire le reti elettriche, in caso di blackout? Inoltre, dato che la cricca si è costruita città sotterranee del tutto autosufficienti, che interesse avrebbe a salvaguardare le linee elettriche ed i servizi primari dei comuni mortali?

Il fulcro è costituito dai satelliti artificiali che orbitano ad almeno 130 km dalla Terra: i G.P.S. orbitano tra i 18.000 ed i 22.000 km di distanza dalla superficie terrestre. Per difenderli dal vento solare, costituito da particelle come protoni ed elettroni che possono deviarne l'orbita, dovrebbero essere schermati: ma che cosa c'entrano con i satelliti gli aerei chimici che sovente incrociano a quote basse, prendendo di mira la popolazione?

Sembra che le varie operazioni siano proprio finalizzate non a salvare il salvabile, ma a colpire il pianeta forse in sinergia con manifestazioni naturali molto potenti: catastrofi naturali ed indotte potrebbero portare ad anomia e disordini da cui il governo mondiale potrebbe trarre solo vantaggi. Ex chaos ordo.

Robert Shea e Robert Wilson nell'orribile, ma istruttivo romanzo "La mela d'oro", appartenente alla "Trilogia degli Illuminati", saga da cui sono state tratte le abominevoli "Illuminati cards", descrivono un'arma che, colpendo il sole, provoca una spaventosa eruzione con perniciosi effetti su Gaia e sui suoi abitanti. E' solo finzione, ma l'opera riflette la perversa ideologia degli Oscurati e forse fornisce qualche indizio.






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mercoledì 23 giugno 2010

Sun flares (prima parte)

Numerosi articoli sono stati pubblicati in queste ultime settimane a proposito dell'evenienza che l'attività solare culmini in distruttive tempeste tra il 2012 ed il 2013. E' necessario gettare un barlume sul tema per evitare che, come è accaduto per il cosiddetto "effetto serra", si usino certi fenomeni come copertura per l'operazione "scie chimiche". Vedremo nella seconda parte del presente articolo come denunciare questa strumentalizzazione.

Sul Corriere.it, a firma di Franco Foresta Martin, è apparso un pezzo dall'inequivocabile titolo "Il vento solare soffia imprevisto. Timori per le telecomunicazioni". Fisici statunitensi hanno, infatti, scoperto che, anche in fase di scarsa attività della nostra stella, i flussi di radiazioni e particelle possono essere molto intensi.

Scrive Foresta Martin: 'Per ora il Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for Atmospheric Research (N.C.A.R.) di Boulder, Colorado. - Finora si pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece, studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del 1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche quando non ci sono macchie'.

La metafora del lanciafiamme, ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà, può succedere che un intenso flusso di particelle elementari di origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo magnetico terrestre che funge da scudo contro questo tipo di radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste elettromagnetiche. Il fenomeno può avere risvolti rilevanti anche per la nostra vita quotidiana, poiché la maggior parte dei moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una serie di blackout a catena che investono i satelliti artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati G.P.S. etc. [...]

Dei rischi associati alle tempeste solari si è discusso nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (I.N.G.V.) a Roma. 'Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo S.C.A.R. (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto G.P.S., ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO' - riferisce la dirigente di ricerca, Giorgiana De Franceschi -.[...] Gli esperti di diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta atmosfera dell’I.N.G.V. Si sono perciò riuniti per pianificare l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una rete internazionale di speciali ricevitori G.P.S. ubicati sul continente Antartico. Da questi studi ci si aspetta una migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) ed il contenuto di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influiscono sulla propagazione delle onde radio".

E' arduo comprendere quanto queste informazioni corrispondano al vero e quanto, invece, non siano circostanze enfatizzate per scopi inconfessabili. Vero è che tra il 28 agosto ed il 2 settembre del 1859 occorse una gigantesca tempesta geomagnetica, nota come evento di Carrington: il fenomeno causò l'interruzione del telegrafo per quattordici ore e dell'erogazione di energia elettrica (all'epoca comunque poco diffusa, se non in poche grandi città come Parigi, la Ville lumiére) nonché aurore boreali molto luminose visibili anche a Roma, Hawai, Giamaica e Cuba.

La N.A.S.A. che, fino a poco tempo fa, smentiva qualsiasi avvenimento significativo legato ai cicli solari ed al 2012, ora, invece, è in prima linea negli annunci "catastrofici". In Attesa gigantesca tempesta solare per il 2012, leggiamo: "Le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbero essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni. A Washington, non a caso si è aperto il Forum sul clima solare promosso dalla N.A.S.A. in cui protagonista sarà proprio il picco di attività stellare. Secondo Richard Fisher, scienziato della N.A.S.A., 'la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti'. Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti. Potremmo, nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia elettrica e comunicazioni. 'Il primo segno di pericolo verrebbe quando le radiazioni iniziassero a disturbare segnali radio e dispositivi G.P.S. Dieci o venti minuti dopo, i satelliti commerciali, che trasmettono conversazioni telefoniche, televisive ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente spazzati via', ha asserito Tom Bogdan.

Poco dopo sarebbe la volta di tutte le linee elettriche. Le radiazioni sarebbero in grado di indurre corrente sulle linee elettriche ad alto voltaggio. Il che porterebbe alla distruzione praticamente di tutti i trasformatori sul pianeta. Il tutto, accadrebbe simultaneamente dappertutto".



Leggi qui la seconda parte.





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