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giovedì 23 aprile 2026

La guerra invisibile per il clima: il caso Iran

Il mistero della pioggia improvvisa: quando la Geopolitica incontra il cielo

Mentre i media ufficiali continuano a propinare la solita narrativa sulla variabilità climatica naturale, un paradosso geografico sta mandando in frantumi le spiegazioni convenzionali. Per anni, l’Iran è stato descritto come una terra condannata a una siccità “devastante”, con Teheran sull’orlo del collasso idrico. Poi, improvvisamente, le dighe hanno cominciato a traboccare. Questo miracolo meteorologico non è avvenuto per caso, ma è coinciso millimetricamente con la distruzione di sistemi radar strategici ad alta potenza in tutto il Medio Oriente. Il sospetto che emerge dalle pieghe dell’informazione non allineata è tanto inquietante quanto logico: e se la siccità non fosse stata un castigo divino o un capriccio della natura, ma un’arma di precisione? Benvenuti nella nuova era in cui il clima non è più un evento, ma una strategia.

Il ripristino del tempo naturale dell’Iran: come spegnere un radar e propiziare la pioggia

La correlazione temporale è troppo precisa per essere ignorata da chiunque non sia pagato per mentire. La fine della siccità pluriennale in Iran è seguita quasi istantaneamente agli attacchi che hanno neutralizzato le installazioni radar statunitensi in Qatar, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Non ci riferiamo solo al monitoraggio aereo: ricercatori come Mike Adams, noto come “Health Ranger”, indicano queste strutture come potenziali strumenti di guerra climatica. Con la distruzione di questi sistemi e la contestuale la diminuzione dei voli civili, il “tappo” atmosferico sembra essere saltato. Non è solo la Repubblica islamica a respirare: piogge torrenziali hanno colpito improvvisamente anche l’Afghanistan e l’Egitto, rigenerando terre aride subito dopo la rimozione dei radar. La diga di Paveh, rimasta a secco per sette anni, è tornata a tracimare in pochi giorni.

Gli U.S.A. sembrano aver condotto una ‘guerra di controllo climatico’ contro l'Iran, rendendo Teheran quasi inabitabile. Con la diga di Paveh che ha esondato per la prima volta in sette anni, molti si chiedono: la siccità era forse un’arma fin dall'inizio?

Questo scenario non appartiene più alla fantascienza. Brevetti declassificati e documenti sul riscaldamento ionosferico circolano tra gli analisti di testate come AgroWars, suggerendo che queste tecnologie possono manipolare i modelli meteorologici su scala regionale. Il sospetto è che le predette installazioni radar fossero strumenti offensivi capaci di dissolvere o deviare le nubi imbrifere e di condannare intere nazioni alla sete. [1]

Polvere e profitto: l’eutanasia del granaio americano

Mentre il Medio Oriente sembra essersi liberato da una morsa artificiale, la domanda sorge spontanea: l’arma è stata semplicemente puntata altrove? Nell’aprile 2026, lo scenario sul suolo americano è catastrofico. Quasi la metà della popolazione statunitense vive oggi con una siccità che va dall’estremo all’eccezionale. Il dato che dovrebbe togliere il sonno ad ogni cittadino riguarda il cuore agricolo della nazione: il 70% degli Stati Uniti centrali presenta livelli critici di aridità. Il granaio d'America si sta trasformando in una distesa di polvere. I campi sono troppo secchi per la germinazione e gli allevatori sono costretti ad usare le riserve di fieno tutto l’anno perché i pascoli sono strinati. È un'inversione di fortuna sospetta, che colpisce le riserve alimentari mondiali proprio nel momento di massima tensione geopolitica.
La “tempesta perfetta”: lo stretto di Hormuz e la carestia pianificata

La crisi dei campi statunitensi non è solo meteorologica; è un’operazione a tenaglia. La stessa amministrazione che osserva i terreni agricoli trasformarsi in polvere sta permettendo che i fattori produttivi essenziali diventino inaccessibili. Il legame è diretto: il conflitto nello Stretto di Hormuz non colpisce solo il petrolio, ma strozza la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti. Secondo la American Farm Bureau Federation, il 70% degli agricoltori statunitensi non potrà permettersi concimi per la stagione 2026. Non si tratta di una carenza naturale, ma di una “scarsità artificiale” coordinata. Senza fertilizzanti e senza acqua, le aziende agricole a conduzione familiare sono spinte verso il fallimento, lasciando spazio ad un sistema alimentare centralizzato e controllato dall’alto.

Skynet contro l’agricoltore: la nuova gerarchia dell’acqua

In questo scenario di scarsità, emerge una gerarchia spietata nella distruzione delle risorse idriche. Mentre i campi soffrono, miliardi di litri d’acqua sono dirottati per raffreddare i mastodontici impianti per la gestione dell’”intelligenza artificiale”. Entro la fine del decennio, il consumo idrico di queste strutture aumenterà di decine di miliardi di litri, concentrandosi proprio nelle regioni più colpite dalla siccità. E’ l’ironia amara della modernità: abbiamo algoritmi che generano video divertenti, mentre la produzione reale di cibo è sacrificata. Ma non è solo intrattenimento. Questi centri alimentano reti di sorveglianza e analisi predittiva che i critici paragonano ad una vera e propria infrastruttura “Skynet”. L'introduzione del sistema “Un agricoltore, un file” per opera di Palantir è il segnale definitivo: la produzione agricola è sostituita da un monitoraggio di massa centralizzato. Ogni goccia d’acqua sottratta al bestiame è un investimento nel controllo digitale.

E nella nostra Europa?

La situazione in Portogallo, Spagna, Francia ed Italia è perfettamente assimilabile a quella in cui si trovava il territorio iraniano prima dell’aggressione ad opera dell’amministrazione U.S.A. e di Isralele nonché della distruzione dei radar statunitensi. Le perturbazioni in arrivo dall’Atlantico sono costantemente bersaglio di operazioni igroscopiche e, puntualmente, ogni volta in cui sono previste piogge, esse sono impedite. I mandanti sono i militari; gli esecutori le compagnie per il volo passeggeri e cargo. Non è “cloud seeding”. E’ l’esatto opposto. Il risultato è la siccità, con una diminuzione delle precipitazioni annue che arriva per alcune regioni addirittura al 70/80%.

Conclusione: verso un controllo centralizzato delle risorse?

I puntini iniziano ad unirsi in un disegno inquietante. La siccità artificiale, la crisi dei fertilizzanti ed il dirottamento delle risorse idriche verso i colossi tecnologici (anche le società che “minano” le criptovalute, idrovore spaventose) non sono incidenti di percorso. Sono i pilastri di una strategia volta a demolire la sovranità alimentare per creare una dipendenza assoluta dai padroni della tecnologia e del clima. Dalla pioggia “ritrovata” in Iran alla desertificazione programmata del Midwest statunitense e non solo, la gestione delle risorse vitali è diventata la leva di potere definitiva. Resta da chiedersi: siamo pronti ad affrontare una carestia micidiale che colpirà pure il prospero Occidente? Comprendiamo che siamo nell’ultima fase dell’agenda mondialista che dal dominio culminerà nella distruzione del mondo così come lo conosciamo?

[1] Brooks Agnew (fisico): "Avviciniamoci al radar: si nota uno strato di atmosfera limpido, al di sopra dell'antenna, che spinge le particelle d'acqua verso l'alto ed è così che funzionano i sistemi a microonde. Sospingono le nubi verso l'alto e contribuiscono alla loro dissoluzione. Questi radar ionizzano le particelle d'acqua e le disperdono nello spazio".

Il Dottor Brooks Agnew studia le radiofrequenze da oltre quarant'anni ed è convinto che gli effetti dei sistemi a microonde influiscano sui cambiamenti climatici che, a questo punto, risultano deliberatamente provocati e non sono affatto causati dai gas serra.

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domenica 27 febbraio 2022

Guerra in Ucraìna: oltre le versioni ufficiali

E’ veramente difficile esprimersi sul recente conflitto in Ucraina: si rischia di scivolare nella retorica, perché ci indigniamo per le guerre solo quando esse toccano la nostra zona di comfort, in primo luogo gli interessi economici. Non ci pare che si siano udite tutte queste mielose voci di "pacifisti", quando l’Azerbaigian aggredì l’Armenia, conquistando ampi territori del Nagorno-Karabach, regione a maggioranza armena, ma rivendicata dagli Azeri. Putin (o chi per lui) evitò la disfatta armena, ma, per ragioni di Realpolitik, non si spese più di tanto. Gli organi di informazione trascurarono quasi del tutto questo sanguinoso attacco, mentre furono per lo più gli Armeni della diaspora a denunciare le atrocità della guerra. Ora, invece, il papa, il primo dei “sepolcri imbiancati”, si è svegliato, invocando la cessazione delle ostilità un giorno sì e l’altro anche. Meglio sarebbe tacere.

E’ arduo poi analizzare quanto sta accadendo, perché i media ufficiali disinformano e mistificano tutto: testimonianze, filmati, traduzioni, reportages al “fronte”. Come sempre, la prima vittima di una guerra è la verità. Tuttavia siamo certi che i Russi del Donbass sono discriminati e massacrati da otto anni nella colpevole indifferenza della comunità internazionale (si ricordi almeno la spaventosa strage di Odessa): ora Putin ha deciso di intervenire contro l’attore-ex comico da strapazzo e fantoccio diventato presidente dell’Ucraina. Se ci attenessimo ad un’interpretazione dualistica, bipolare, potremmo asserire – come ha osservato un analista politico – che “Putin non ha ragione, ma ha tutte le ragioni”. Per l’eterogenesi dei fini, egli sta liberando i Russi del Donbass dal giogo di un regime ferocissimo condizionato per di più da frange neo-naziste, sebbene egli persegua anche altri obiettivi strategici.

Si ricordi qui che le popolazioni delle due repubbliche separatiste non sono abitate da filo-russi, bensì da Russi. Possiamo notare un accanimento nei confronti di Cristiani non cattolici: gli Ortodossi nell’attuale teatro di guerra, i Cristiani monofisiti in Armenia, i Copti (anch’essi Cristiani monofisiti) in Egitto. E’ in queste chiese che è più diffuso e fermo il dissenso nei confronti del mondialismo (“pandemico” in primis) cui la Chiesa di Roma, invece, ha aderito - se non l'ha propugnato - con entusiasmo, escluse poche eccezioni. Se davvero gli ultimi tempi saranno funestati dalle persecuzioni dei Cristiani, i Cattolici allineati non devono temere molto.

E’ comunque uno scontro fratricida, visto che Ucraini e Russi sono Slavi: gli Ucraini sono Slavi che, col tempo, si sono differenziati, cominciando a parlare una lingua un po’ diversa dal Russo con influssi del Polacco. Lo stesso toponimo “Ucraina” non identifica una nazione, giacché vale semplicemente “terra di confine”, “marca”. Tra la Serbia e la Croazia si trova una striscia di terra, la Krajna: il significato è lo stesso. L’adesione al Cattolicesimo, con l'adozione dell'alfabeto latino, ha allontanato gli Ucraini da Russi e Bielorussi che, invece, sono nella stragrande maggioranza di fede ortodossa. Per Russi ed Ucraini, si potrebbe dire quello che si ripete a proposito di Serbi e Croati, un’unica etnia, che parla un’unica lingua, ma i primi la scrivono in caratteri cirillici, i secondi con l’alfabeto latino; i primi sono Ortodossi, i secondi Cattolici. La differenza? I Serbi non vanno a messa la domenica; i Croati non vanno a messa la domenica. [1]

E’ ovvio che, in questo contesto, la criminale NATO, l’Unione europea e l’ONU sono da condannare senza esitazione: sono solo dei guerrafondai e dei carnefici. Putin non è uno stinco di santo (ad esempio, anche la Federazione russa conosce la geoingegneria clandestina), ma gli altri protagonisti della scena planetaria sono dei tagliagole, dei criminali incalliti.

Ciò chiarito, resta il dubbio che l’attuale scenario risponda ad un piano ben congegnato, sia considerando i tempi sia le forze in campo: Russia e Cina (non propriamente una democrazia) sono identificabili in Gog e Magog, il collasso economico era stato preannunciato, una conflagrazione mondiale è nei programmi delle sedicenti élites, dunque non stiamo tanto assistendo ad uno scontro tra il Bene ed il Male, quanto ad una recrudescenza del bipolarismo che, in buona misura, è funzionale agli scopi di un Terzo che gode tra i due litiganti.

In ogni caso, vorremmo che si astenesse dal giudicare, dallo strapparsi le vesti, gridando come un forsennato contro la Russia “brutta e cattiva”, tutto quel disgustoso codazzo di vigliacchi e bugiardi: “giornalisti”, “commentatori”, “artisti”, “economisti”, politicanti e gentaglia simile. Quando saranno irreprensibili, perfetti, veramente rispettosi della legge e della morale, trasparenti come il cristallo, consentiremo loro di pronunciare una parola. Adesso zitti e… Mosca! Si preparino a ricevere la ricompensa per la loro incommensurabile ipocrisia e malvagità, magari andando a lavorare nelle miniere del Donbass.

[1] Si pronuncia Ucraìna, non Ucràina. Per la precisione i Russi derivano da una fusione tra Slavi e Normanni. Con la parola Rus, i Finnici indicavano i Vareghi, ossia i Normanni insediatisi nell'attuale Russia europea.

Approfondimenti:

- Enclave: sull'Armenia.
- Covid-19 Il grande inganno. Vi avevamo già delineato la situazione odierna sotto il profilo economico e politico.
- Gog e Magog: per andare oltre la storia ufficiale.
- Il monumento a Washington codifica l'Armageddon? Per capire perché il 2022 potrebbe essere un anno decisivo.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 26 marzo 2011

Libia libera

Il 21 marzo, per inaugurare una tetra primavera, i Burattinai hanno sferrato il loro attacco umanitario alla Libia di Gheddafi. E' inquietante osservare che l'operazione, avallata more solito dall'Organizzazione dei nazisti uniti (O.N.U.), sia stata definita "Odyssey dawn", Alba dell'Odissea: quindi solo il primo atto di una tragedia.

E’ in parte ozioso voler stabilire se Gheddafi sia stato il satrapo che è stato usato dalle élites sataniste, fino a quando è stato utile ai loro empi disegni, o se stiamo assistendo ad una tragica farsa in cui i belligeranti sono d’accordo tra loro, alle spalle di popoli vessati. E’, però, doveroso additare i fini della filantropica guerra condotta dalla "Coalizione dei volenterosi" (sic). Si possono distinguere in obiettivi di primo livello, saremmo tentati di definirli scopi exoterici, ed obiettivi di secondo livello, esoterici. I primi sono riconducibili alla rapacità delle multinazionali petrolifere che, rovesciato il governo dell’esecrato presidente, intendono depredare le risorse libiche, ossia, petrolio, gas naturale ed acqua purissima, di cui il paese africano è ricco, con riserve ingentissime. La sedizione è stata orchestrata e fomentata dai servizi segreti di diversi stati anche per destabilizzare l’intera ragione, come avvenuto in
Egitto, Tunisia, Siria ed altrove, in modo da insediare regimi (fondamentalisti?) del tutto succubi alle direttive dei governi occidentali e non solo…

A queste finalità se ne aggiungono altre occulte e diaboliche, di ampio respiro, un respiro mefitico: i conflitti per gli Oscurati sono sacrifici umani, carneficine il cui sangue gronda sull’altare di Moloch e degli altri feroci dèi adorati da una setta di pazzi. Inoltre, come per alcuni popoli antichi e meso-americani, le immolazioni servono ad evocare oscure entità: è una Hell raising. Ben vengano dunque per codesti scellerati massacri, devastazioni, roghi, esodi di disperati… Questo pandemonio è il mezzo per causare immensi flussi migratori che, riversandosi sull’Europa, contribuiranno a lacerarne il già fragile tessuto socio-economico.

Ab chaos ordo. Oltre al denaro ed al dominio, giganteggia la meta ultima: la distruzione. E’ un annichilimento inteso specialmente come preludio per la costituzione di uno storto Nuovo ordine planetario. La politica internazionale è cinicamente gestita affinché dai vari sconquassi, si giunga un po’ alla volta, ma in modo irreversibile alla creazione di alcuni superstati destinati infine a fondersi in un Leviatano globale.

Che ruolo rivestono le operazioni chimico-biologiche in questo truce scenario? Seguendo i servili servizi che le televisioni hanno mandato in onda per glorificare l’aggressione alla Libia, si sono potuti osservare cieli di un azzurro intenso solcati da vaporosi cumuli. E’ evidente che l’intervento militare ha richiesto un’interruzione delle attività chimiche sopra la Libia e per qualche giorno pure nelle regioni limitrofe al teatro di guerra. Così per circa 48 ore, si è potuto ammirare un firmamento terso ed abbellito da luminose nubi naturali. Per evitare collisioni con i velivoli militari, abbattimenti da "fuoco amico" ed altre interferenze, pochi aerei chimici sono decollati e sulle stesse aree desertiche o semidesertiche della Libia, pur con valori di umidità bassi, si sono formate voluminose nuvole tipiche del bel tempo. In modo paradossale, sull’Italia, con valori igrometrici senza dubbio superiori, terminata la pausa, abbiamo contemplato i soliti cieli offuscati senza neanche un cumulo!

La ripresa spaventosa delle operazioni dimostra quanto le chemtrails siano il perno dell’agenda globalista, altrimenti almeno in circostanze estreme come l’attacco a Gheddafi, le azioni di avvelenamento verrebbero accantonate, laddove sono state solo sospese per un breve lasso di tempo.

La Libia intanto è finalmente libera, anche se non sappiamo fino a quando e comunque a caro prezzo, dalle scie chimiche.






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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 1 settembre 2008

Operazioni aeree clandestine con diffusione di aerosol chimico-biologici (Seconda ed ultima parte)

Pubblichiamo la seconda parte dell'articolo del gentilissimo Franco Bovone, dove il discorso si amplia ad abbracciare i retroscena delle operazioni chimico-biologiche che sono solo l'aspetto visibile di un piano occulto di dominio globale. La dissertazione sugli scenari strategici, sulle dinamiche sociali e sulla questione monetaria, risulta quanto mai lucida. A chi pensa che gli sviluppi prospettati siano fantasiosi, rispondo con un aforisma di David Crosby: "Qui non può succedere" è in cima alla lista delle ultime frasi famose.

Leggi QUI la prima parte.


CHI CONTROLLA LE OPERAZIONI

Esiste ed è attivo un gruppo finanziario di estrema potenza economica che programma gli eventi a livello mondiale. La direzione intrapresa dal gruppo finanziario internazionale, che controlla e ricatta i governi nazionali, è quella del Nuovo Ordine Mondiale. Recentemente, il Presidente Napolitano al Quirinale, durante la cerimonia di consegna delle decorazioni all'Ordine Militare d'Italia, ha citato il Nuovo Ordine Mondiale in un discorso pubblico, dinanzi alle telecamere (visibile su Youtube digitando Napolitano + Nuovo ordine mondiale): un segnale tranquillizzante mandato a chi comanda, dietro le quinte del grande teatro politico mondiale.

La globalizzazione economica, preludio di quella politica, è il primo degli strumenti per imporre una progressiva esautorazione dei governi nazionali, a favore di entità sovrannazionali, nel nostro caso, per ora, l'Unione Europea poi Unione Euroasiatica e così via, prive dei requisiti di democraticità. Il trattato di Lisbona, fortunosamente (ma solo temporaneamente) fermato dal referendum irlandese, ne è la prova. Il trattato prevede che le competenze principali degli stati-nazione aderenti, vengano affidate alla commissione europea, la quale potrà, a sua volta, delegarle ad entità superiori e, perfino, a società private.

Il trattato surrettiziamente introduce, inoltre, la non punibilità dell'uso della forza pubblica che causi la morte di un cittadino europeo “solo” in caso di imminente possibilità di guerra (cioè sempre?) e di guerra, sommosse, disordini. (L'argomento è stato esaustivamente affrontato da Giulietto Chiesa nel suo sito ufficiale). Probabilmente la repressione del dissenso in un prossimo futuro avrà il volto feroce della legge marziale. E' un altro passo verso la costituzione del Governo Unico Mondiale progettato dai grandi finanzieri internazionali, di cui si conoscono nomi e cognomi e che fanno parte delle peggiori logge occulte.

Durante l'ultima campagna elettorale, Giulio Tremonti ha citato più volte, di fronte alle telecamere, i responsabili della globalizzazione selvaggia a tappe forzate, senza regole, definendoli “un gruppo di pazzi che si definiscono Illuminati” (vedi i filmati su Youtube digitando “Tremonti+illuminati”).

GLI ILLUMINATI E LE GUERRE MONDIALI

Esistono diverse pubblicazioni in merito all'attività di queste istituzioni parallele occulte. Ciò che segue è tratto dal libro intitolato La congiura degli Illuminati di Renè Chandelle (professore universitario, storico), edizioni Il punto d'incontro, 2005:

pag. 83: “L'obiettivo finale degli Illuminati era sempre stato la creazione di un Nuovo ordine mondiale”.

Pag. 89: “Il terzo grande conflitto che riguarderà tutto il mondo è stato programmato (come i due precedenti) in una lettera scritta dagli Illuminati il 15 agosto 1871 e che oggi è conservata al British Museum di Londra. Non è l'unica di un fitto carteggio tra due alti dignitari degli Illuminati, ma è quella che stabilisce il modo di procedere per provocare tre guerre mondiali che avranno come risultato una nuova epoca, un nuovo mondo e un Nuovo ordine mondiale. Albert Pike (1809-1891 generale dei confederati, massone, autore del testo Morale e Dogmi della Massoneria, Sovrano Ispettore Generale degli Stati Uniti d'America dal 1859 fino alla morte) e Giuseppe Mazzini” (Illuminato, Padre del Risorgimento Italiano e membro della Carboneria, fondatore nel 1831 della Giovine Italia e nel 1834 della società segreta chiamata Giovine Europa) erano questi due alti dignitari che fomentavano cospirazioni attraverso un fitto carteggio”.

Pag. 90: “Il grande interesse di questa lettera sta nelle indicazioni di Pike su che cosa fare per raggiungere gli obiettivi degli Illuminati: scatenare tre guerre mondiali per propiziare un Nuovo ordine mondiale che avrà come risultato la fine della visione del mondo fondata sul pluralismo e sulla democrazia”

PRIMA GUERRA MONDIALE

Pag. 91: “Un passo della lettera del 1871, quarantatrè anni prima dello scoppio del conflitto, illustra così gli obiettivi degli Illuminati: "La prima guerra mondiale avrà lo scopo di consentire agli Illuminati di abbattere il potere degli czar in Russia e di trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze provocate dagli agenti degli Illuminati tra l'Impero Britannico e la Germania, così come il confronto tra pangermanesimo e panslavismo, devono essere usati per fomentare la guerra. Una volta conclusa, si dovrà edificare il comunismo ed impegarlo per far cadere altri governi ed indebolire le religioni”.

SECONDA GUERRA MONDIALE

Pag. 93: “Se riprendiamo la lettera profetica di Pike, vediamo che descrive la necessità e gli obiettivi del conflitto, 68 anni prima del suo inizio, im questi termini: La seconda guerra mondiale verrà fomentata, approfittando delle discrepanze tra fascisti e sionisti.

La guerra inizierà per distruggere il nazismo e favorire il sionismo, culminando nella creazione dello stato sovrano di Israele in Palestina. Nel corso della seconda guerra mondiale, si dovrà creare un'internazionale comunista sufficientemente forte da contrapporsi a tutto il mondo cristiano. In seguito dovrà essere controllata e frenata in attesa del momento in cui sarà necessaria al cataclisma sociale definitivo”.

TERZA GUERRA MONDIALE

Pag. 96: “(Sempre dalla lettera di Pike) La terza guerra mondiale verrà fomentata, sfruttando la contesa promossa dagli agenti degli Illuminati tra il sionismo politico ed i capi del mondo musulmano. La guerra deve orientarsi in modo che l'Islam ed il sionismo politico si distruggano a vicenda e le altre nazioni si sentano obbligate ad entrare nel conflitto fino al punto da esaurirsi fisicamente, mentalmente, spiritualmente ed economicamente".

OSSERVAZIONI

Naturalmente, possiamo credere che sia tutto falso, come anche la lettera di Pike, che non esista nessuna setta segreta degli Illuminati, che le strisce che vediamo in cielo siano trecce di Berenice, che gli eventi e il destino dell'Umanità sia solo dovuti al caso ed al nostro libero arbitrio, che i simboli presenti sulla cartamoneta del dollaro siano solo decorativi e che non richiamino la simbologia esoterica della Massoneria, possiamo credere tutte queste cose e continuare a condurre la vita di sempre, calmando una coscienza sempre più assopita e sempre più distante dalla realtà.

OPPURE

possiamo prendere atto che qualcosa di vero c'è, che i conti tornano, che le tessere del mosaico si incastrano perfettamente e che il quadro che si forma è sconcertante. Certamente scegliere la seconda ipotesi implica un'enorme assunzione di responsabilità, dobbiamo prepararci, costituire un centro di studi strategici formato da persone dotate di intuito e capacità di cogliere i segnali che filtrano attraverso le fitte maglie della censura dell'informazione di regime. Dobbiamo prevedere, per quanto possibile, in quali scenari ci troveremo tra uno, due, tre anni o qualche mese, capire se siamo già prossimi alla terza guerra mondiale o se ne vediamo solo i prodromi e come sarà e se, eventualmente, avremo modo di difenderci e sopravvivere.

L'attacco più pericoloso potrebbe arrivare proprio dall'interno.

In merito, dobbiamo fare alcune considerazioni.

1) Sul nostro territorio ospitiamo qualche milione di stranieri tra i quali una buona percentuale di islamici giovani e agguerriti e di cinesi silenti, ma altrettanto potenzialmente pericolosi. Altri sono già pronti a partire. Alcuni di loro covano odio nei nostri confronti.

2) Le stime recenti riguardo al numero di Rom presenti si aggirano intorno a qualche centinaio di migliaio di persone, in parte caratterizzate da abitudini singolari, quali vivere di furti ed altre particolarità descritte nella cronaca quotidiana.

3) I fatti di Genova del 2001 non sono stati casuali, una regia occulta internazionale aveva accuratamente progettato gli eventi, sia per danneggiare il nuovo governo in carica, sia per testare la guerriglia urbana, in rapporto alla capacità di contenimento delle forze dell'ordine, guerriglia che poi si è rivista nelle banlieux parigine.

4) Per scatenare i disordini non serve molto: basta, ad esempio, uno sciopero ben organizzato dei mezzi di trasporto che lasci i centri urbani privi di rifornimento di generi alimentari e carburanti per un periodo di tempo sufficiente. La miscela esplosiva di fame, immigrati e musulmani farà il resto. Scenari di devastazione e saccheggi saranno inevitabili.

5) Se a questo aggiungiamo un possibile attacco contro Israele e seguente ritorsione, oppure un attacco preventivo all'Iran e seguente ritorsione, blocco dei pozzi petroliferi, esodo di profughi, intervento cinese a difesa del petrolio, il quadro è completo per realizzare il sogno degli Illuminati: destabilizzare gli stati-nazione e sostituirli con un governo globale autoritario. La madre di tutte le dittature che sarà il popolo stesso a richiedere per fermare gli orrori, rinunciando ad ogni forma di democrazia e di libertà.

Inverosimile? Forse, ma non sempre ciò che appare credibile è vero e viceversa, i truffatori sono maestri nel far apparire credibile il falso. Si tratta di operare una valutazione del rischio che si corre ignorando il problema: le conseguenze sarebbero irreversibili, consegnando definitivamente la storia al destino scritto nel 1871 da Albert Pike e dai suoi confratelli.

Tra le strategie adottate dai fomentatori di disordini figura l'esasperazione dell'odio etnico latente in diversi popoli anche europei che si ritengono, a torto o a ragione, ingiustamente vessati dagli stati-nazione. In Europa abbiamo avuto un esempio con la Serbia ed il Kosovo, dove dopo anni di guerra e promesse di autonomia e mai di separatismo, subentra il riconoscimento unilaterale degli U.S.A. per l'indipendenza. Nella stessa ottica, vanno visti i recenti eventi georgiani ed altri ne seguiranno, fino ad incendiare tutto il continente. Molta attenzione dovrà porre la Lega Nord a non cadere nella trappola.

CONCLUSIONI

E' necessario rivedere tutte le politiche nazionali ed internazionali nell'ottica di quanto sopra nell'ipotesi, forse neanche tanto remota, che dovessero avverarsi a breve.

I segnali ci sono e non vanno sottovalutati, compresa la crisi finanziaria con rialzo dei prezzi indotto e conseguente scarsità di denaro circolante (stagflazione spacciata per inflazione).

A tale proposito è necessario, per capire ciò che avviene, conoscere e studiare le teorie del prof. Giacinto Auriti che sosteneva - purtroppo l'economista è recentemente scomparso per una grave malattia - la necessità di avere una moneta alternativa di proprietà nazionale (che Auriti definiva moneta paracadute) nel caso da lui previsto, di crisi finanziaria mondiale con sottrazione della moneta circolante, indotta dal sistema bancario centrale. Tale sistema, creato dalla Banca d'Inghilterra nel 1649 e diffuso in tutto il mondo, è responsabile di aver espropriato illegittimamente i popoli del diritto naturale a stampare denaro, attribuendolo ad istituzioni private con a capo i soliti Illuminati, fornendo così loro le risorse finanziarie necessarie per attuare i loro piani (vedi G. Auriti, Il paese dell'utopia: la risposta alle cinque domande di Ezra Pound).

Questo fa parte del mio contributo per tentare di salvare una società che va in rovina per noncuranza, ignoranza, superficialità, egoismo. I tempi hanno subìto una forte accelerazione: bisogna cambiare ottica, togliere il teleobiettivo per le grandi distanze e montare il grandangolo per avere una visione ampia e attuale. Ho unito diversi argomenti apparentemente sconnessi, in realtà legati da un unico filo. Questi argomenti non si possono capire tramite una semplice spiegazione, se non li si percepisce già dentro di sé a livello intuitivo. C'è molto altro da dire sugli scopi ulteriori e fantascientifici di natura bio-nano-tecnologica e psicotronica dell'operazione criminale in corso, volti proprio a spegnere le capacità intuitive umane, ma proseguiremo in altra la sede.

Franco Bovone



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