sabato 24 aprile 2010

Scie chimiche, ley lines, campi di torsione

Una domanda che viene spesso posta è la seguente: per quale motivo alcune regioni sono bersagliate più di altre dagli aerei chimici? Premesso che le operazioni chimico-biologiche riguardano ormai quasi tutto il pianeta, è vero che certe aree sono maggiormente colpite. Sono le zone più densamente abitate e quelle in cui si formano i fronti delle perturbazioni: qui appunto le attività sono spesso molto intense e quotidiane. Tuttavia, se si considerano soltanto i fattori empirici nonché i fini economici e militari delle élites, sfuggono aspetti che non sono meno importanti, sebbene avulsi dalla scienza accademica.

Rammentiamo che i vertici mondialisti detengono un sapere segreto ufficialmente screditato o negato da
patetici comitati creati ad hoc dal sistema stesso, affinché l'uomo comune resti imprigionato in un razionalismo ed in un empirismo che gli precludono orizzonti inimmaginabili di conoscenza. Tra i vari argomenti censurati o ridicolizzati si possono annoverare le ley lines (letteralmente "linee della prateria"), ossia i meridiani energetici del pianeta: lungo queste linee ed in corrispondenza dei nodi in cui si intersecano, i popoli preistorici, le civiltà antiche ed i costruttori del Medioevo erigevano osservatori precessionali, templi, maestose cattedrali... Le ley lines, individuate dal britannico Alfred Watkins alla fine del XIX secolo, si allungano al di sopra di falde freatiche e di filoni metalliferi.

Questi meridiani ed i nodi della rete che essi disegnano sulla Terra, sprigionano campi di torsione benefici per gli esseri viventi [1]
: si è scoperto che l'alluminio li distrugge. Alcuni ricercatori hanno anche appurato che gli esperimenti per la produzione di energia tramite la fusione fredda falliscono, se vengono compiuti in assenza di onde di torsione.

Dopo che Cinesi e Statunitensi ebbero portato dei semi nello spazio per studiarne lo sviluppo in assenza di gravità, i primi rilevarono che ne nascevano piante e frutti enormi (fino a 400 volte più grossi del normale!), mentre i secondi non ebbero gli stessi risultati. La causa? Le navicelle a stelle e strisce avevano un'intelaiatura di alluminio, metallo che danneggia o neutralizza i campi di torsione. Vari ricercatori, soprattutto russi, collegano i campi di torsione alla coscienza: ne consegue che l'alluminio, oltre ad essere neuro-tossico, deteriora le abilità cognitive, sopprime l'immaginazione e l'intuizione. Non ci si riferisce solo a danni cerebrali, comunque gravissimi, ma anche all’obnubilamento della dimensione percettiva, ideativa e della coscienza, la cui attività pur mediata dall'encefalo, non coincide con il cervello.

Si comprende quindi perché l'alluminio è uno dei principali ingredienti delle scie chimiche: il vero scopo non è il controllo del tempo e del clima. Così suscita perplessità che David Wilcock, il più insigne esperto di scienza russa, individui nella massiccia dispersione di alluminio nell'atmosfera solo un fine di manipolazione meteorologica.

Una corrispondenza tra scie chimiche lunghe decine o centinaia di chilometri e linee energetiche si può osservare per mezzo delle immagini satellitari: si tratterà di una combinazione?


[1] I campi di torsione oppure onde di torsione si riferiscono al flusso spiraliforme di energia-tempo scoperto da Kozyrev. Molti scienziati occidentali che hanno esplorato questo argomento, in particolare il tenente colonnello Tom Bearden, definiscono tali campi onde scalari. Bisogna anche tenere presente che ciò di cui ci occupiamo è un impulso di momentum che viaggia attraverso il medium dell’etere/Z.P.E./”vacuum” fisico e non possiede qualità elettromagnetiche. La teoria Einstein-Cartan fu la prima a porre le basi teoretiche per l’esistenza dei campi di torsione, nel 1913. La teoria predice che, a seconda della dislocazione, saranno rilevate torsioni orarie o antiorarie nello spazio. Le successive scoperte nella fisica dei quanti relative alla nozione di spin hanno confermato che anche gli elettroni possono avere rotazione destrorsa o sinistrorsa, il che equivale a parlare di movimento orario/antiorario. Tutti gli atomi e le molecole mantengono vari gradi di bilanciamento fra spin destro e sinistro. Kozyrev determinò che molecole fortemente destrorse, come lo zucchero, possono schermare gli effetti della torsione, mentre quelle fortemente sinistrorse, come la trementina, li rinforzano. Successive indagini russe hanno stabilito che la comune pellicola di polietilene agisce come potente schermatura per le onde di torsione, pertanto essa viene usata in molti e diversi esperimenti, come quelli eseguiti dal Dottor Alexander Frolov.

Fonti:

Autore non indicato, Misteri del mondo, ley lines, 2006
Id., Leylines, chemtrails, aluminium, torsion fields and consciousness, 2008
Zret, Etere o non etere?, 2009



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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 22 aprile 2010

Report, il C.I.C.A.P. e la disinformazione istituzionalizzata

Che cosa distingue l'uomo dal servo? Potremmo porre questa domanda alla giornalista della RAI, Milena Gabanelli, conduttrice della trasmissione Report. Molti di voi sono già al corrente della preoccupante deriva del "giornalismo" italiano, ormai da tempo succubo di poteri forti. Abbiamo avuto l'ultimo sconcertante esempio di questo declino con la surrettizia comparsa degli esponenti del C.I.C.A.P., comitato che coordina i disinformatori italiani, sulla Rete e fuori dalla Rete. L'esponente di spicco di questa associazione dai dubbi scopi è l'autodefinitosi giornalista Paolo Attivissimo, carta di identità svizzera sempre in bella mostra, quando ci sono da negare verità scomode al regime.

Così, in una puntata di Report, ecco che l'armata brancatopone al completo ci svela l'arcano: le scie chimiche non esistono, a Caronia tutti gli incendi sono opera di piromani etc.

Ovviamente non è accettabile che dalla R.A.I., che si vanta di essere "servizio pubblico", possano essere ospitati simili personaggi che, come è noto, sono il volto presentabile (si fa per dire) dietro al quale nascondere e lasciar agire, protetti dalla magistratura, elementi come Fulvio Turvani o Massimo della Schiava. Eppure la pseudo-giornalista d'assalto, che in verità non rischia mai niente, visto che le eventuali responsabilità legali sono sempre degli inviati freelance che realizzano i vari servizi, ha poi avuto l'ardire di cercare una giustificazione per aver ospitato il C.I.C.A.P. nella sua trasmissione.

Peccato che ella abbia dato voce e lustro a gente come Paolo Attivissimo, il quale, sul suo blog "sciechimicheinfo.blogspot.com", oltre che toccare il livello infimo della sua carriera di disinformatore, ringrazia, a fondo articolo, il suo amichetto Massimo Della Schiava (il fioba), linkando questo delirante post, nel quale viene pubblicato un falso documento di identità con la mia fotografia e la mia firma in calce.

Paolo Attivissimo, grande esperto tuttologo ora afferma (visto che non può più negare la quota cumulo degli aerei chimici), che le scie di condensa si possono formare anche al livello del suolo. Egli infatti scrive:

"Secondo i sostenitori dell'esistenza delle 'scie chimiche' vi sarebbero dei limiti di quota sotto i quali le scie di condensazione non possono formarsi e pertanto qualunque scia emessa da un velivolo al di sotto di tale quota sarebbe anomala e dunque "chimica".

I fatti smentiscono quest'affermazione. Una scia di condensazione si forma se si verificano le opportune condizioni di temperatura, pressione e umidità relativa (preesistente o generata dallo scarico dei motori). La quota non è un parametro: semplicemente, le suddette condizioni idonee alla formazione di scie di condensazione si verificano solitamente al di sopra di una certa quota. Ma nulla vieta che si verifichino a bassa quota o anche a livello del suolo.

La fotografia qui sotto è la dimostrazione più eloquente di questo fatto. È stata scattata il 24 novembre 2009 a Bodaybo, in Russia, e ritrae un turboelica Antonov An-24RV, marche RA-46625, che decolla con una temperatura al suolo di -43°C e genera scie di condensazione a livello del suolo. L'originale e i dettagli sono disponibili su Airliners.net
".

Ora, a prescindere dal fatto che Airlines.net è un sito acquisito da tempo (il suo creatore è morto in circostanze poco chiare circa un anno fa) e che quindi può pubblicare qualsiasi foto a favore della bislacca tesi delle contrails, è palese che quanto ritratto in questa foto è il fumo prodotto dalla combustione, tanto è vero che è visibilmente azzurro! O vorrebbero che noi credessimo che la condensa assume tale colorazione? Inoltre i dati exif della foto pubblicata sul sito sopra citato, evidenziano che il file immagine è stato modificato e da esso sono stati rimossi tutti i riferimenti alla macchina fotografica con la quale è stata scattata l'istantanea. I sospetti sono dunque leciti.

Che cosa troviamo su N.A.S.A. GLOBE?

"Le scie di condensazione sono nuvole a forma di linee che sono prodotte dalle emissioni dei motori a reazione degli aerei. Questo processo di condensazione avviene tipicamente a quote di 8-12 Km al di sopra della superficie della Terra."

Insomma, a mano a mano che vengono raccolti dati inconfutabili a dimostrazione delle basse quote di volo dei tankers, gli "esperti" presentati dalla Gabanelli come scienziati di primo livello, modificano le leggi della fisica a loro piacimento, infischiandosene delle decine di testi e manuali sul tema e prendendo per i fondelli i malcapitati lettori che hanno la sventura di approdare su quelle pagine.

Attivissimo e gli altri sono una vergogna vivente e quindi non possiamo che congratularci con Milena Gabanelli che, evidentemente, si sente a suo agio insieme con ciarlatani che della scienza, quella vera, fanno strame e stupro quotidiano.

Sarà per questo che Milena ci tedia con il noto ritornello di Simone Angioni "Nel senso che..."? A star con lo zoppo, si impara a zoppicare.

Gabanelli, per il futuro, segua un consiglio spassionato, scelga meglio le sue amicizie. Non è il massimo per la sua reputazione, appoggiare diffamatori di professione quali, ad esempio, Massimo Della Schiava. Ha visto il livello di costui? Poi non si lamenti se le arrivano rotoli e rotoli di carta igienica. Ognuno di noi raccoglie quel che semina.

AGGIORNAMENTO: analizzando a fondo la foto mostrata dal disinformatore Massimo Della Schiava e rilanciata da Paolo Attivissimo, essa appare il risultato di una manipolazione ad un programma di grafica. Tracce di pixels blu sono presenti anche sui tetti delle case, sugli alberi e sulle sterpaglie, per cui si suppone l'uso di un particolare filtro, impiegato per accentuare la consistenza dei fumi.



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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 20 aprile 2010

La pistola fumante

Nonostante il blocco dei voli, dovuto all'eruzione del vulcano islandese Eyiafjallajokull, (il radar, infatti, segnala - il giorno 18 aprile - solo qualche aereo a sud della Francia), abbiamo rilevato la presenza di attività di aerosol tra la Sardegna settentrionale e la Toscana, con evidenti scie, lunghe decine di chilometri, in formazione (velivoli militari senz'ombra di dubbio) e copertura indotta. Caso vuole che la mappa MODIS Aeronet del giorno 18 aprile non era consultabile al momento in cui scrivevamo il primo rapporto su chemtrail-sat. Qui uno screenshot.

Ancora... Oltre ogni ragionevole dubbio, vi mostriamo le attività clandestine di aerosol del 18 sera nel nord e centro nord d'Italia. Ciò nonostante il blocco dei voli. Qui un altro screeenshot. Ma non basta, poiché, sempre il 18 aprile, abbiamo scovato questa satellitare e, ciliegina sulla torta, riceviamo conferme dall'osservazione di un attento ricercatore tedesco, il quale con questo video testimonia il passaggio di velivoli con scie persistenti al seguito, in tutta evidenza non civili. Qui alcuni fermi immagine significativi.

Precisato questo, pare proprio di aver ottenuto la pistola fumante. Quelle scie non sono la condensa che verrebbe prodotta da aerei civili ad alta quota, ma il prodotto di deliberate irrorazioni chimico-biologiche.

Bisogna rilevare che i voli militari proseguono col favore dell'oscurità (ieri notte si sono uditi i primi inconfondibili rombi dei motori turbofan a partire dalle 02:00 circa). Si può supporre che il blocco dei voli commerciali sia dettato da esigenze del tutto differenti da quanto sbandierato dai media e dalle autorità di controllo dei voli. Infatti induce a riflessione il non indifferente dettaglio che, dalla visione delle mappe satellitari di questi giorni, non si notano nebbie vulcaniche da biossido di zolfo, eccetto che nell'area direttamente circostante l'Islanda. I territori fotografati dai satelliti non sono stati mai così "puliti" e dai colori così vivaci. Solo in alcune zone si sono potute osservare le classiche nebbie dovute alle attività di aerosol, perlopiù, come si diceva, per ora concentrate nelle ore notturne.

Oltretutto sono anni che i fautori della geoingegneria propongono la dispersione di SO2 in atmosfera per mezzo di aerei e, per quanto ci consta, nessuno si è mai preoccupato per eventuali conseguenze sui propulsori per aeronautica e sulle delicate parti meccaniche. Allora... per quale motivo ora, in conseguenza dei supposti fumi di biossido di zolfo vulcanici, tutti si preoccupano della sicurezza dei voli? E' una domanda che, come in altri casi, resterà senza una seria risposta.





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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 17 aprile 2010

Scie chimiche nelle previsioni meteo su KTVL TV

Il meteorologo Kevin Lollis della KTVL-News 10, dopo aver illustrato le previsioni del tempo per il giorno 10 aprile 2010, ha compiuto una breve e singolare digressione nei seguenti termini: “Nel sud dell'Oregon e nel nord della California abbiamo una situazione un po' strana. La prima parte del ciclo radar è abbastanza piatta, com'è di solito, poi, però, compaiono queste strisce di copertura nuvolosa, molto nette, che avanzano nella zona. Quella non è pioggia e non è neve. Sembra incredibile, ma sono aerei militari che attraversano la zona, scaricando chaff. Si tratta di particolato di alluminio: a volte c'è dentro della plastica, persino prodotti di carta metallizzata, ma viene usata come materiale anti-radar. Ovviamente si stanno addestrando. Essi (i militari, n.d.r.) non lo confermano, ma io sono stato nei Marines per molti anni e ve lo posso dire: è di quello che si tratta.”

Le inconsuete asserzioni di Kevin Lollis hanno suscitato una ridda di interpretazioni e di giudizi. Semplificando, alcuni colgono nell'excursus del meteorologo un esercizio di disinformazione, consistente nel riferimento alla chaff (particolato metallico usato per confondere ed accecare i radar); altri, invece, vi vedono un solitario tentativo di lanciare un messaggio. Lollis avrebbe cercato di sensibilizzare il pubblico sul fenomeno delle scie chimiche, evitando il termine tabù "chemtrails", ma con un obliquo invito a notare l'anomalia. E' evidente che l'esperto, indicando le "bande" non alludeva alla chaff. La chaff, infatti, non lascerebbe tracce sulle mappe satellitari lunghe centinaia di kilometri, ma poche centinaia di metri. Lollis quindi accennava a scie generate artificialmente da aerei militari, anche sottolineando che quelle strisce non c'entrano nulla con le idrometeore (pioggia, neve). Lollis avrebbe potuto semplicemente ignorare le nuvole artificiali, nel corso del suo bollettino, confidando (fiducia ben riposta) nell'ignoranza, nella distrazione e nella cecità dei telespettatori; infine avrebbe anche potuto evitare l'aggettivo "incredibile", ma, come altri meteorologi prima di lui, pare abbia provato ad aprire una breccia nel muro dell’indifferenza.

Sia come sia, quanto mostrato dal meteorologo non è chaff, ma il risultato di interventi militari.

La nostra opinione è la seguente: il meteorologo non si è sbilanciato, perché sa di rischiare il linciaggio o il licenziamento. Ha preferito dunque accennare in modo indiretto alle scie chimiche, convinto che "intelligenti pauca", ossia sono sufficienti poche parole per chi vuole capire.

Nota: il video qui di seguito riportato non è stato volutamente inserito sul nostro canale di You-Tube, per evitare di fornire ai soliti noti un altro pretesto per inviare una falsa segnalazione per violazione di copyright, come già avvenuto nel caso del filmato sugli episodi di intossicazione dovuta ad additivi neurotossici. Per questo motivo il documento video può essere scaricato da questo link in formato MPEG 4. Chi volesse eseguirne l'upload sul proprio canale, è autorizzato.




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venerdì 16 aprile 2010

La nebbia che uccide

Clouds of sulphur everywhere. (J. Mayer, Heartbreak warfare)

Lo zolfo è elemento chimico (S) dal reticolo cristallino rombico. E’ un tipico non metallo, dal comportamento chimico affine a quello del selenio e del tellurio. Nella sua forma nativa, lo zolfo è un solido giallo. E' insolubile in acqua, solubile, invece, in vari solventi organici, specialmente nel solfuro di carbonio. Brucia facilmente a contatto con l'aria, generando biossido (o diossido) di zolfo (si eviti l'obsoleta ed imprecisa dicitura "anidride solforosa") e si combina direttamente con molti metalli o non metalli. Lo zolfo ha numerosi composti: tra i composti ossigenati si possono citare il monossido di zolfo (SO), ottenuto da zolfo e biossido di zolfo sotto l'azione di scariche elettriche, il biossido di zolfo (SO2), composto base per la fabbricazione dell'acido solforico, il triossido di zolfo (SO3), ricavato industrialmente dal biossido di zolfo. L'acido solfidrico o solfuro d'idrogeno è un derivato con grado di ossidazione -2 (H2S): è usato nell'industria come reagente ed ha il caratteristico sentore di uova marce.

Un altro composto è l’esafluoruro di zolfo (SF6): è un gas serra potentissimo, giacché ha un potenziale di riscaldamento globale pari a 23.900, cioè una tonnellata di SF6 cagiona un aumento dell’effetto atmosfera pari a quello arrecato da 23.900 tonnellate di biossido di carbonio (CO2)! L’esafluoruro di zolfo è un gas che possiede caratteristiche dielettriche notevoli, perciò è largamente impiegato nei sistemi radar militari (ad esempio, AWACS) come medium per la propagazione delle onde. Attualmente gli standard militari usano esafluoruro di zolfo puro e nessuna alternativa viene proposta. L'esafluoruro di zolfo cattura efficacemente la radiazione infrarossa e, vista la sua relativa inerzia chimica, non viene rimosso velocemente dall'atmosfera terrestre. L’esafluoruro di zolfo è impiegato pure come gas tracciante per lo studio delle peculiarità chimico-fisiche delle nubi.

Lo zolfo è usato nella vulcanizzazione della gomma sia naturale sia sintetica, in viticoltura e frutticoltura come antiparassitario, nella preparazione di esplosivi, fuochi artificiali, fertilizzanti, fiammiferi e nella preparazione della pasta di legno.

I composti dello zolfo sopra menzionati sono ingredienti tipici delle scie chimiche: essi vengono diffusi nella biosfera per aumentare le temperature, visto che producono un "effetto serra" di gran lunga superiore a quello dovuto al biossido di carbonio. Lo spargimento di SO2 genera una nebbia artificiale di colore giallognolo, dal momento che tale composto, a contatto con l'aria, reagisce formando acido solforico (H2SO4). Si tratta di una foschia che prescinde da alti valori di umidità: infatti le irrorazioni clandestine determinano un repentino e sensibile decremento dei valori igrometrici anche nelle località costiere un tempo piuttosto umide. Ne risulta una disidratazione dell'atmosfera ed una notevole diminuzione dell'escursione termica tra giorno e notte, poiché le nuvole di zolfo imprigionano, durante le ore notturne, il calore negli strati bassi dell'atmosfera, impedendo alla radiazione termica di dissiparsi nello spazio.

Le caligini sulfuree costituiscono uno degli inquinanti più nocivi: l'acido solforico, sotto forma di piogge acide, danneggia il manto fogliare di alberi ed arbusti, acidifica i laghi ed i suoli, causando l'estinzione della fauna ittica e la sterilità del terreno, corrode i monumenti. Non solo, i derivati dello zolfo originano l'incremento delle infezioni a carico delle vie respiratorie (bronchite, tracheite, spasmi bronchiali, enfisema, difficoltà respiratorie negli asmatici), malattie cardiache, squilibri comportamentali e nella circolazione del sangue, danni agli occhi ed alle orecchie, al sistema immunitario, al sistema nervoso, ai reni, al fegato, al cervello, disturbi del metabolismo ormonale, reazioni cutanee, senso di soffocamento e crisi respiratorie. Sono anche tra le concause del Parkinson.

Le crisi respiratorie talora letali, che colpiscono sia gli uomini sia gli animali, sono divenute purtroppo sempre più frequenti: questi problemi sono dovuti ai composti dello zolfo.

I composti dello zolfo sono stati suggeriti da alcuni "scienziati" pazzi come "rimedio" al problema del riscaldamento globale: rilasciati nell'atmosfera dalle eruzioni vulcaniche, essi abbassano le temperature con conseguenze devastanti sugli ecosistemi (diminuzione della luce solare, precipitazioni acide...). In realtà i suggerimenti dei fautori della geoingegneria spacciano come progetto per "salvare il pianeta" ciò che è da decenni una criminale attività, basata anche sulla diffusione dei composti dello zolfo nell'ambiente.

Ogni volta in cui i servizi meteo preannunciano "innocue velature", “cieli lattiginosi”, "nebbie diffuse", siamo certi che saranno sparsi veleni che provocano disturbi e malattie. Sono veleni che uccidono.

Fonte: Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2005, s.v. Inquinamento, Zolfo


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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 14 aprile 2010

Segnalazioni e ringraziamenti

Sul numero n. 18 della rivista X Times, è apparso un articolo a firma dell'amica Luigina Marchese ed intitolato L'Aquila, genesi di un terremoto. Nella sua meticolosa inchiesta, l'autrice ha scandagliato lo spinoso ed attuale tema inerente al collegamento tra terremoti ed armi tettoniche. Grazie alla consulenza del fisico Massimo Corbucci, del musicologo Alessio Di Benedetto, del tecnico Giampaolo Giuliani e di altri ricercatori, l'indagine, che spazia da H.A.A.R.P. al Pamir, dalle interpretazioni di Rudolf Steiner alle dichiarazioni della N.A.S.A., si sostanzia di un'ampia documentazione utile a fornire un inquadramento esaustivo del complesso argomento. Ringraziamo Luigina Marchese per aver citato, tra le fonti, alcuni articoli pubblicati su Tanker Enemy, e per la sua alacre ricerca della verità.

Cogliamo anche l'occasione per esprimere la nostra gratitudine a Francesco di Blasi, curatore del sito Edicolaweb, per aver inserito, nella rubrica La nostra biblioteca, la presentazione del libro Scie chimiche: "La verità nascosta. Le prove", 2009, Draco edizioni


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lunedì 12 aprile 2010

Imbrattare il cielo: scie chimiche in Egitto (articolo di Waleed Marzouk)

Il giornalista egiziano, Waleed Marzouk, riporta in un ampio e documentato articolo, i risultati delle ricerche compiute, sin dal 2004, dallo scienziato Monir el Husseini. Il testo, pieno di conferme (si ricordi almeno l’analisi dei valori igrometrici che precipitano dal 70 per cento circa al 15 per cento in località marine – fenomeno del tutto anomalo nelle zone costiere), evidenzia le aberrazioni meteorologiche ed i gravissimi danni arrecati agli ecosistemi dalle operazioni di aerosol clandestino che El Husseini, senza ambiguità ed infingimenti, definisce con il loro funesto nome, ossia “chemtrails”.


[…] Secondo una ricerca compiuta da Monir el Husseini, docente di Protezione ambientale e direttore del parco di ricerca (Università del Cairo), ambientalisti e medici hanno identificato numerosi rischi e conseguenze indesiderate per la salute umana, così come per le risorse del pianeta, rischi associati all’attività globale nota come geoingegneria. Il più pericoloso di questi, egli sostiene, è l’aumento degli incidenti di quelli che vengono poi segnalati come casi fortuiti di fulmine. L'interazione tra il microparticolato delle scie chimiche genera dei campi elettrici che possono essere scaricati naturalmente o con telefoni cellulari e dispositivi simili che operano su frequenze ultrabasse.

El Husseini afferma che questo fenomeno, insieme con la disidratazione degli ecosistemi derivante dalle scie chimiche, spiega pure l’incremento degli incendi boschivi, come si è visto in Australia settentrionale nel 2008 e l'anno scorso in California ed in Grecia. Si comprende anche perché alcuni agricoltori sono stati colpiti da un fulmine, mentre erano all’aperto negli ultimi due anni. Circa questa anomalia, el-Husseini ha raccolto articoli di giornale e testimonianze. Tra le altre pubblicazioni, il supplemento educativo "Al Ahram" ha riferito della morte di tre agricoltori a Beheira il 14 aprile 2007, in un periodo improbabile per un fulmine ed il 18 maggio 2009 "Al-Masry Al-Youm" ha riportato il decesso di un agricoltore, a Sohag a causa di un "fuoco dal cielo", spiegato da un meteorologo nell'articolo come "meteorite".

Per el-Hussein, la spiegazione è molto più semplice: i contadini accendono i loro cellulari nel momento in cui i campi elettrici creati in atmosfera dalle irrorazioni erano scesi pericolosamente vicino al suolo, prima di disperdersi sufficientemente.

"L’aspetto più pericoloso è il lampo che può derivare da un'atmosfera elettrostatica. La gente non dovrebbe rispondere alle chiamate con il cellulare in spazi aperti," avverte el-Hussein: "Gli avvisi nelle stazioni di rifornimento con cui si ricorda ai clienti di spegnere i telefoni cellulari dovrebbero essere seguiti".

Un'altra conseguenza delle scie chimiche è la creazione di nuove direzioni del vento. L'improvviso raffreddamento dell’aria può formare delle zone di bassa pressione. Queste zone di depressione generano direzioni del vento, mai rilevate prima in certe regioni.[…]

Ironia della sorte, anche se la geoingegneria è stata ufficialmente progettata per raffreddare l'atmosfera, può anche provocare ondate di calore estremo. Una volta raggiunta la troposfera, il particolato di alluminio Welsbach agisce come uno specchio a doppia superficie. Le particelle riflettono il calore che proviene dal sole nello spazio, ma riverberano di nuovo al suolo anche la radiazione termica proveniente dal terreno, dalle automobili, dai condizionatori d'aria, dalle fabbriche, dalle centrali elettriche, dall’asfalto. Le ondate di calore che hanno ucciso migliaia di persone in Francia nel 2003 ed in Grecia nel 2008 hanno cominciato a verificarsi con maggiore frequenza, in concomitanza con le operazioni di aerosol. Le chemtrails hanno anche portato a notevoli perdite della biodiversità.

Uragani, tempeste tropicali, inondazioni saranno tutti più forti e più frequenti con la presenza delle scie chimiche. […] Le chemtrails sono un fattore innegabile delle recenti alluvioni in Gran Bretagna ed Europa continentale, secondo el-Husseini, così come le alluvioni che hanno colpito località dell’Egitto come Arish, Aswan e Sharm el-Sheikh.

Inoltre i problemi di salute derivanti dall'inalazione di ossido di alluminio sono un vaso di Pandora in attesa di essere scoperchiato. Le scie chimiche sono all’origine di malattie come la polmonite, l’asma, l’infiammazione dei tessuti; causano pure diverse reazioni allergiche, frequenti mal di testa e depressione. Le particelle che ricadono al suolo includono batteri che vivono nella stratosfera. Questi batteri determinano calcificazioni della cistifellea e calcoli renali, arteriosclerosi e la calcificazione delle valvole cardiache.

"Quello che mi preoccupa è la mancanza di consapevolezza di ciò che succede intorno a noi", asserisce el Husseini, che è attivo nel sensibilizzare le persone sul problema delle scie chimiche. "Sento il dovere di presentare questi fatti alle autorità e di informare l'uomo della strada, senza suscitare né paura né collera", precisa lo scienziato egiziano.

Aziende e società, spesso in crisi per i danni cagionati dalle scie chimiche, hanno iniziato a riconoscere il valore della sua ricerca. El Husseini ha in programma di coinvolgere gli scienziati presso il centro di ricerca nazionale il 29 marzo 2010, dove illustrerà gli effetti negativi delle chemtrails. (L'incontro naturalmente si è già tenuto, n.d.r.) Egli spera di incoraggiare il pubblico affinché presenti una petizione alle autorità competenti ad applicare misure minime di precauzione, quali sistemi di protezione contro i fulmini per le case.

Per coloro che sono interessati a sapere di più sull'argomento, il professore Monir el Husseini, può essere contattato al seguente numero di telefono: (202) 2.792-9.292.

Fonte: almasryalyoum.com


Ringraziamo Nienteecomesembra per la preziosa segnalazione.



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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 10 aprile 2010

Misteriosi boati a Portland, Oregon

Pubblichiamo una notizia tratta da "Earthfiles" e che verte su alcuni strani boati uditi nella città di Portland (Oregon). Per un'analisi dell'inquietante fenomeno, non riconducibile a bang sonici, si leggano i seguenti articoli: Un altro boato nel Ponente ligure: inverosimile la versione ufficiale; Boato a Sanremo ed a Taggia: che cosa è accaduto veramente?

Deflagrazioni misteriose sono echeggiate nella città di Portland, stato dell'Oregon. Le autorità le hanno infine "spiegate" come boati dovuti all'esplosione di bombe artigianali(?). L'evento risale al 28 marzo scorso, ma diversi residenti affermano di aver sentito rimbombi simili il 15 marzo 2010. La Koin.TV ha riferito: "Il 911 ha ricevuto chiamate di persone che chiedevano che cosa fosse successo. La maggior parte dei cittadini ha descritto un rumore molto forte, simile a quello di un'esplosione. Sono stati contattati anche centri di sismologia ed altre agenzie per avere delle risposte. Alcuni hanno affermato che la deflagrazione ha fatto vibrare vetri ed infissi. Altri hanno paragonato il rumore tonitruante al bang prodotto da un aereo a reazione che ha infranto il muro del suono. L'ufficio Nord occidentale della F.A.A. ha asserito di non avere notizia di un boom sonico nella zona di Portland, ma ha aggiunto che la F.A.A. non controlla i jet militari ed i jet militari, non i velivoli civili, sono quelli in grado di rompere la barriera del suono".

Fonte: Earthfiles

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giovedì 8 aprile 2010

La Gabbianella, il Lemure, il Topone ed altri simpatici animaletti

Absit iniuria verbis

E' atroce l'albagia "scientifica" che dimostra il C.I.C.A.P.: la tracotanza dei suoi esponenti si incolla alla loro infinita, irredimibile ignoranza. Con le loro convinzioni d'accatto, gli spocchiosi “esperti” del grottesco comitato credono di frodare il pubblico. Esemplare è stato il servizietto in cui il programma "Report" ha ospitato questi personaggi da commedia dell’arte, intenti ancora una volta a schernire i ricercatori ed a normalizzare l'orrore.

Obtorto collo, la Gabbanelli ha accettato che l'Armata Brancatopone bivaccasse all'interno di "Report". La già vacillante reputazione di "Report" è crollata miseramente. Infastidita ed imbarazzata, la Gabbanelli ha dovuto pure magnificare gli inesistenti meriti del C.I.C.A.P.: la giornalista della R.A.I., pur non aliena del tutto a compromessi utili alla conferma di "Report" nel palinsesto, era visibilmente contrariata: passi la disinformazione, ma il ridicolo è intollerabile. Infatti chi è più ridicolo di Kattivix, con i suoi modellini delle Torri gemelle?

Tra pseudo-fachiri, piccoli chimici, autoproclamatisi scienziati, elettricisti che hanno appena cominciato il corso per corrispondenza della Radio Elettra, è risaltato il lemure Marco Mortocutti: volto inteschiato, occhi infossati, voce fessa, lo spettrale Mortocutti ha spiegato che a Caronia gli incendi furono opera di piromani autolesionisti. E' una vera e propria calunnia cui speriamo gli abitanti della frazione in provincia di Messina rispondano con una denuncia. Il mortale Mortocutti ha anche evocato con inquietante sibilo gli alieni: la solita frusta divagazione con cui ormai non si abbindolano neanche i gonzi.

Questa è la scienza, "benefica, immortal, a' trionfi avvezza": bastano due fili bruciati ed un bruciato e ti convinci che a Caronia vivono gli emuli di Erostrato. Di nuovo poi il noioso Sinone Angioni (nomina sunt omina) che “corregge le virgole ed ha quindi risolto in un battibaleno tutto l’affaire chemtrails” (Parvatim). Non gli bastavano i dottissimi studi sui ragni migratori volanti che migrano in tutte le stagioni: è tornato a cicalare di scie, senza neanche elargirci il suo gustoso mantra "nel senso che". Kattivix intanto giocava con i lego e con i peluches dei gatti, Pollidoro piegava i cucchiaini (si crede Neo di "Matrix"), mentre quell'altro si infilava gli spillloni nei vari orifizi.



Se distogliamo lo sguardo da questo spettacolino carnascialesco, ci imbattiamo nella scaltrita e subdola distorsione linguistica che gli “esperti” di meteorologia perpetrano da alcune settimane: "velature che si spostano", "cielo lattiginoso", "cielo grigio, ma senza fenomeni" (questa glossa, però, ossia senza fenomeni è veritiera, perché i fenomeni da baraccone sono tutti nelle varie sedi del C.I.C.A.P.), "nubi sottili", "nubi stratificate"... è tutto un fiorire di espressioni della neo-lingua orwelliana, dietro cui si nasconde lo scientifico preannuncio delle irrorazioni clandestine.

Non solo, recentemente nel corso delle previsioni trasmesse dalle reti regionali della R.A.I. è stata introdotta un’icona che mostra tre righe orizzontali ad evocare le strisce chimiche. Questa innovazione nella bambinesca grafica del meteo è il piccolo e significativo indizio di una graduale, ma irreversibile trasformazione dei codici comunicativi atti a manipolare le coscienze.

Il linguaggio plasma la realtà e la percezione: mentre la pubblicità televisiva, funesta sirena, ci incanta con il ritornello "Ma il cielo è sempre più blu", il firmamento diventa un po' alla volta un bianco lenzuolo, il lenzuolo in cui avvolgere il cadavere del pianeta.



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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 6 aprile 2010

I rospi possono 'prevedere i terremoti' e l'attività sismica (articolo di Matt Walzer)

Pubblichiamo un importante articolo tradotto in modo adamantino dalla gentilissima Giulia. Il testo verte sulla correlazione tra i prodromi di un sisma ed i comportamenti degli anfibi: una scienziata britannica, la Dottoressa Grant, ha scoperto che i rospi sono molto sensibili alle aberrazioni che si manifestano nella ionosfera, preludio sovente di una scossa. Se la Dottoressa Grant non è stata in grado di stabilire le cause delle alterazioni nella ionosfera [1], cambiamenti legati anche al rilascio di gas radon (si ricordino gli studi di Giuliani), non saremo poi così lontani dalla verità se vedremo nelle variazioni ionosferiche la conseguenza diretta di interventi militari attuati con i sistemi H.A.A.R.P. E' del 5 aprile 2010, il fenomeno tellurico che ha colpito un'area al confine tra il Messico e gli Stati Uniti: il terremoto che ha toccato 7,2 della scala Richter, è un evento distruttivo di una lunga serie: la profondità dell'ipocentro (10 km circa) simile a quella di altri sommovimenti della litosfera, ci induce a ritenere che sia stato un altro sisma indotto, senza dimenticare che la pesante manipolazione della ionosfera sembra stia provocando un pericoloso effetto domino.

I rospi comuni sembrano avere la facoltà di percepire un imminente terremoto e abbandonano la loro colonia con giorni di anticipo rispetto al verificarsi dell'attività sismica

La prova viene da una popolazione di rospi che ha abbandonato la propria colonia riproduttiva tre giorni prima del terremoto che ha colpito L'Aquila in Italia nel 2009.

Non è chiaro in che modo i rospi abbiano percepito l'imminente terremoto, ma di fatto la maggior parte delle coppie in riproduzione e dei maschi è fuggita.

Secondo quanto dichiarato dai biologi nel "Journal of Zoology", questa reazione è occorsa, nonostante la colonia si trovasse a 74 chilometri di distanza dall'epicentro del sisma.

Studiare le reazioni degli animali all'attività sismica in maniera oggettiva e quantificabile è reso difficoltoso in parte dalla stessa rarità ed imprevedibilità dei terremoti. Alcuni studi sono stati condotti sulle reazioni degli animali domestici, ma la misurazione del responso negli animali selvatici presenta ulteriori difficoltà. Anche quelli di cui è stata dimostrata la reattività, come i pesci, i roditori ed i serpenti, tendono a mostrarla nell'imminenza di un evento sismico piuttosto che con giorni di anticipo. Tuttavia, all'epoca in cui un devastante terremoto ha colpito l'Italia, la biologa Dott.ssa Rachel Grant della Open University di Milton Keynes (UK) vi era impegnata in un monitoraggio sul campo di varie colonie di rospi comuni, con rilievi a cadenza quotidiana.

I dati inclusi nei suoi studi sono stati raccolti in un periodo di 29 giorni prima, durante e dopo il sisma che ha scosso l'Italia il 6 aprile del 2009. Il terremoto (artificiale n.d.t.), di magnitudo Richter 6.3, ha avuto il suo epicentro vicino a L'Aquila, a circa 95 km (60 miglia) a nord-est di Roma. La Dott.ssa Grant stava studiando i rospi del Lago di San Ruffino nell'Italia Centrale, a circa 74 km di distanza, quando si accorse che questi mostravano un comportamento anomalo. Cinque giorni prima del terremoto, il numero di maschi all'interno della colonia riproduttiva calò del 96%. Questo è del tutto inconsueto per i rospi maschi: una volta compiuto l'atto riproduttivo, normalmente essi rimangono attivi in gran numero presso i siti riproduttivi, fin quando non è conclusa la deposizione delle uova. Inoltre, non si sono verificati fenomeni meteorologici tali da poter giustificare la scomparsa dei maschi.

Tre giorni prima del fenomeno tellurico, anche il numero delle coppie in riproduzione era improvvisamente calato a zero. Mentre fino a sei giorni prima del terremoto e poi di nuovo nei sei giorni successivi, nel sito furono rinvenute ovature, l'attività di ovodeposizione cessò completamente per tutta la durata del terremoto stesso - cioè tra la prima scossa principale e l'ultima scossa di assestamento.

"Il nostro studio è uno dei primi a documentare il comportamento animale prima, durante e dopo un sisma", dice la Dott.ssa Grant.

A suo parere i rospi sono fuggiti a quote più alte, probabilmente per sfuggire al rischio di caduta di massi, frane e inondazioni.

La percezione del pericolo

Il meccanismo per cui i rospi sarebbero in grado di percepire l'imminente attività sismica non è stato del tutto chiarito.

Il cambiamento nel comportamento dei rospi è avvenuto in coincidenza con alcune perturbazioni nella ionosfera, lo strato elettromagnetico più esterno dell'atmosfera terrestre, aberrazioni individuate dai ricercatori nei giorni del terremoto de L'Aquila con l'ausilio di una tecnica nota come radiosondaggio delle onde a frequenza molto bassa (Very Low Frequency = V.L.F.). Tali cambiamenti dell'atmosfera, a loro volta, sono stati associati da alcuni scienziati al rilascio di gas radon o alle onde di gravità che precedono un sisma. Nel caso del terremoto de L'Aquila, la Dott.ssa Grant non è stata in grado di determinare che cosa abbia causato le alterazioni nella ionosfera. Tuttavia, le sue scoperte suggeriscono che i rospi sono effettivamente capaci di sentire qualcosa.

"Le nostre scoperte lasciano supporre che i rospi siano in grado di percepire gli indizi pre-sismici come la fuoruscita di gas e particelle elettricamente cariche e di usarli come un sistema di pre-allarme sismico", dice la Grant.

Le formiche ignorano i terremoti

Un diverso studio ha quantificato il responso di un altro animale ad un terremoto di vaste proporzioni.

Alcuni ricercatori hanno avuto la fortuita opportunità di studiare il comportamento delle formiche mietitrici del deserto (Messor pergandei) nel Deserto del Mojave in California, quando la terra cominciò a tremare il 28 giugno del 1992.

Il più forte terremoto degli ultimi quattro decenni negli Stati Uniti colpì mentre era in corso uno studio volto a misurare la quantità di formiche che frequentavano i percorsi in entrata ed in uscita dalla colonia, la distribuzione delle formiche operaie e addirittura la quantità di biossido di carbonio prodotta dal formicaio.

Ebbene, in risposta a quel terremoto di magnitudo 7.4, non venne notato il benché minimo cambiamento nel comportamento delle formiche.


[1] N.A.S.A.: i terremoti sono prevedibili

WASHINGTON, U.S.A. -- La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia americana, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera.


Fonte: NEWSBBC.CO.UK


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domenica 4 aprile 2010

Ma il cielo è sempre più… o sempre meno?

18 marzo 2010

Ci scuserete se utilizziamo una frase di cui si abusa davvero, e soprattutto in termini fuorvianti… (ma a proposito: sarà un caso che è sempre più sfruttata soprattutto dalla pubblicità?). Ma dopo un lungo inverno caratterizzato al 90% da cielo coperto e pioggia, ecco che la primavera si avvicina. Finalmente! Vedremo il cielo e apparirà il sole!!! Purtroppo però, se durante l’inverno ci eravamo quasi dimenticati dei nostri avvelenatori – che hanno continuato imperterriti giorno e notte a irrorare le nostre teste senza ugge relative alle stagioni – ora l’assenza delle nubi ci riporta senza tentennamenti alla dura realtà: non avremo che sempre più raramente il cielo blu! Come ci piacerebbe godere quel cielo cobalto della primavera che amavamo tanto da piccoli! Ma non c’è più. Finito. Consumato. Ucciso. Che rabbia vedere una bella giornata rovinata da un sole pallido e da un cielo bianco!

La notte, se non dormi ascolti: non si sentono aerei. E ti alzi quasi certo che se davvero sarà sereno come hanno detto i fantomatici metereologi (sic&sock!), probabilmente il cielo sarà azzurro e privo di scie. Ma ahimé, quanto poco dura! A metà giornata da ovest comincia ad avvicinarsi una nebbia alta e spessa… le solite nuvole che noi sappiamo bene essere artificiali, create da quei maledetti aerei e da quei dannati uomini che li pilotano. Sporcano il cielo sfruttando in prevalenza il vento di maestrale, talvolta cominciando dalla Spagna o dall’Atlantico, avvelenano l’aria e la natura, tutti gli esseri senzienti anche nel profondo della loro anima. Perché il cielo blu sarebbe salute per gli occhi e per l’anima. E ci fanno soffrire con sostanze chimiche e onde elettromagnetiche. Questo sappiamo da migliaia di ricerche e analisi, questo sappiamo perché lo vediamo tutti i giorni con i nostri occhi!

Oppure, come sempre più spesso capita, quando i metereologi dicono misteriosamente che ci sarà cielo velato da nubi medioalte e questa è senza dubbio l’unica cosa che davvero azzeccano, l’unica che conoscono con certezza! perché per il resto non riescono neppure a prevedere ciò che succederà il giorno dopo (ogni riferimento all’incompetenza e alla connivenza, ad esempio, dell’ARPAS Sardegna è puramente incidentale) – siamo CERTISSIMI che quello stesso bel cielo sarà solcato da aerei e diventerà bianco come seta.
O come lenzuolo, come sudario di morte.

Che tragici! Dirà qualcuno, che paranoici diranno altri.

Molti altri lo diranno: tutti quelli che si fanno passare per sani di mente (noi saremmo gli esaltati), per razionali (noi saremmo gli illogici), per scienziati (noi saremmo gli incompetenti inesperti); quelli che dicono: le scie non esistono, come fosse una fede, che ti dicono che hai le traveggole, che vedi complotti ovunque e lo fai solo per farti vedere o guadagnarci (e cosa? Fama e ricchezza? Dai…).

E così saremmo noi gli irragionevoli.
Noi, che osiamo guardare il cielo e chiedere semplicemente cosa succede
Noi che siamo tacciati di complottismo.
Noi, che riceviamo spesso email minatorie ed insulti più o meno pesanti (il più meschino è “andate a lavorare!”).
Noi che dopo tanti anni di osservazioni, analisi e conferenze pubbliche dobbiamo ancora sentirci dire, come UNICA SPIEGAZIONE scientifica del fenomeno, che quelle scie sono scie di condensa.
Noi che dopo tanti anni di video e fotografie inconfutabili dobbiamo ancora sentirci dire, come UNICA SPIEGAZIONE della nostra follia, che non si tratta di aerei militari ma di normali voli commerciali e civili. En passant, possono aerei civili compiere manovre simili nel bel mezzo della Sardegna, in un tranquillo pomeriggio di fine inverno?

Allora, la questione è molto semplice, e quando la rendi semplice ne intuisci il fondo: o vediamo male o vediamo bene.
E se gli occhi sono lo specchio dell’anima, se vedi male fuori sei malato dentro…

Giudichi chi legge la nostra follia.
Giudichi sulla base di ciò che vede, guardando il cielo senza veli e preconcetti.

E chiedendosi perché il cielo non è e non sarà mai più blu come quello di un tempo, ma bianco, BIANCO!!!, proprio come sali di bario e pulviscolo di alluminio.


Fonte: ScieSardegna.it

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venerdì 2 aprile 2010

Scie chimiche: un modo per impedire l’evoluzione?

Gli amici di Freeskies hanno tradotto un importante articolo circa il (presunto) fine ultimo delle chemtrails. La ricerca si basa segnatamente sulle ipotesi di Tom Montalk (pseudonimo) di cui, tempo fa, proponemmo uno studio. L'indagine si correla al testo “Scie chimiche e cambiamenti genetici”, del quale è una conferma ed uno sviluppo. Ci sembra che, tra le varie supposizioni formulate intorno agli scopi delle irrorazioni clandestine, la congettura relativa all'arresto di un'evoluzione genetica sia tra le più plausibili, purché si considerino anche aspetti non meramente organici ed a condizione che l'evoluzione sia intesa come cambiamento repentino, in totale contrasto con le concezioni gradualistiche elaborate da Darwin e dai suoi epigoni. Restano degli aspetti controversi, ossia sembra che, a differenza di quanto afferma l'autore, la risonanza Schumann non stia cambiando né è del tutto condivisibile l'idea che il salto riguardi l'umanità nel suo complesso, ma verosimilmente solo una sua parte. Infine non si deve dimenticare che la vera crescita prescinde da condizioni meramente biologiche. Non di meno l'articolo, di cui riportiamo le parti salienti, è un contributo che serve ad illuminare alcuni aspetti dell’intricata questione.


Ci sono tre elementi, scie chimiche, terapia genica e la mutazione umana di massa che, quando sono considerati insieme, danno luogo alla teoria qui di seguito esposta. Quindi, diamo uno sguardo alle tessere del mosaico.

Elemento 1: Le scie chimiche (composizione)

Dalle numerose analisi eseguite su campioni di residui delle scie chimiche, sono state raccolte le sostanze di seguito elencate qui e qui.


1) Dibromide di etilene (o etilene dibromuro) - vietato nel 1984 da parte dell'E.P.A., l’E.D.B. (C2H4Br2) è un additivo cancerogeno dei carburanti ed un insetticida con un odore simile a quello del cloroformio. Quando assorbito, l’E.D.B. provoca depressione del sistema nervoso centrale ed edema polmonare, che è l'accumulo di liquidi nei polmoni. I sintomi dell'edema polmonare includono dispnea, ansia, respiro affannoso e tosse. E 'estremamente irritante per le mucose e per le vie respiratorie.

2) Pseudomonas aeruginosa - un batterio comune resistente che si può trovare nella polvere (il che suggerisce la possibile contaminazione dei campioni di terreno delle scie chimiche). [...]

3) Pseudomonas fluorescens - un altro ceppo della varietà Pseudomonas, trovato spesso nel suolo e sulle piante. Sulle piante, produce antibiotici che le proteggono dalle infezioni fungine e batteriche.

4) Enterobacteriaceae – Include E. coli e Salmonella che sono colpevoli in casi di intossicazione alimentare. Più interessante della famiglia Enterobacteriaceae è il genere Klebsiella, la cui specie è responsabile di infezioni da polmonite.

5) Serratia marcescens - un agente patogeno pericoloso che può causare la polmonite.

6) Streptomiceti - Gli Streptomiceti sono adoperati per produrre la maggior parte degli antibiotici applicati in medicina umana e veterinaria e nell'agricoltura, come agenti anti-parassitari, erbicidi, metaboliti farmacologicamente attivi (ad esempio, immuno-soppressori).

7) Un enzima di restrizione impiegato in laboratori di ricerca per tagliare e combinare il D.N.A.

8) Altri batteri e muffe tossiche in grado di causare malattie cardiache, encefalite, meningite, così come acute difficoltà respiratorie e gastrointestinali.

E' noto che, entro tre giorni da un’irrorazione massiccia, si verificano focolai di malattie respiratorie nella popolazione esposta. Alcuni sviluppano la polmonite, altri rinite e sintomi para-influenzali e, su tutti, depressione delle funzioni immunitarie. I casi di meningite ed encefalite sono aumentati anche in correlazione con le irrorazioni.

Si noti che nessun virus è stato elencato fino ad ora. Questo perché i virus sono difficili da rilevare in laboratorio ed ancor più da identificare. Tuttavia, la maggior parte delle malattie derivanti dalle chemtrails non risponde agli antibiotici, suggerendo che le loro cause sono effettivamente di origine virale. Dalle varie osservazioni, si evince che questi virus sono retrovirus, come l'adenovirus usato in sinistre 'terapie' genetiche.

Elemento 2: Traduzione di batteri indotti e la terapia genica attraverso vettori virali - Questa sezione riguarda l'alterazione del D.N.A. proprio attraverso l'incorporazione in una cellula ospite di D.N.A. estraneo da batteri o virus. La traduzione è il processo mediante il quale l’informazione genetica contenuta nell’R.N.A. messaggero viene usata per produrre una proteina; la coniugazione è un processo attraverso cui molti organismi unicellulari si scambiano materiale genetico. Il trasferimento genico può essere orizzontale o verticale: orizzontale significa tra le specie; verticale, dai genitori alla progenie. [...]

Esiste già una tecnologia che permette a vettori di virus di modificare efficacemente il D.N.A. della cellula di un ospite. L'adenovirus è un virus che spesso causa lievi malattie respiratorie. In sintesi, sia i batteri sia i virus sono in grado di incorporare alcune delle proprie informazioni genetiche nelle cellule di un ospite. I batteri possono farlo per mezzo della traduzione e della coniugazione ed i virus tramite contagio diretto di una cellula. [...]

Se i governi non sono esempi di benevolenza e di altruismo, allora stanno diffondendo patogeni sulla popolazione per proteggersi. Quando si è minacciati, si attacca la fonte di tale minaccia. Che cosa le élites stanno attaccando mediante le scie chimiche? Il nostro D.N.A. cellulare.

Tuttavia il nostro D.N.A. non è stato in passato qualcosa che minacciava la struttura di potere. Considerando che le scie chimiche sono un fenomeno relativamente recente, anche la minaccia deve essere attuale. Se il D.N.A. di un cittadino non era pericoloso prima per il potere, ma ora lo è, allora deve aver cambiato radicalmente la sua struttura in questi ultimi decenni. Questo si adatta al fenomeno definito mutazione.

Elemento 3: Che cos'è una mutazione? Il processo per cui un tale improvviso cambiamento strutturale si verifica, attraverso un'alterazione della sequenza nucleotidica del D.N.A.

Esiste un gran numero di fonti secondo cui nuovi ceppi di esseri umani sono emersi negli ultimi dieci anni. Non tutte queste fonti sono scientifiche, ma alcune catalogano gli eventi in corso. [...]

Il modo più semplice di mutare il D.N.A. umano è attraverso un virus. [...] Come accennato, la struttura di potere è spaventata da ciò che sta avvenendo e sta prendendo di mira il nostro D.N.A. Le mutazioni sono state avvertite come minacciose dalla struttura di potere, perché, con un numero crescente di 'risvegliati' tra gli esseri umani, l'illusione imposta su di noi crollerebbe.

Il programma “scie chimiche” è potenzialmente indirizzato verso alcuni o tutti di questi gruppi.

- I comuni cittadini il cui D.N.A. silente è in fase di piena attivazione - una conseguenza dell’indebolimento del campo magnetico terrestre, dell’aumento della frequenza Schumann, di un cambiamento della coscienza globale che dipenderebbe dai campi morfogenetici, di un cambiamento nella struttura stessa dello spazio e del tempo che precede il grande snodo dimensionale del 2012-2013.

- I bambini nati con D.N.A. completamente attivato – le medesime ragioni del caso 1, ma tenendo conto che le cellule fetali sono più sensibili ai cambiamenti rispetto alle cellule adulte.

L'umanità è in evoluzione, emergendo dal passato di millenni di buio abissale e di oppressione. La struttura di potere, sapendo che il suo tirannico dominio sta per finire, opera senza sosta in un ultimo disperato tentativo di tenerci soggiogati. Le scie chimiche sono una piccola arma che stanno impiegando a questo scopo. Il loro obiettivo finale è un Nuovo ordine mondiale, il totalitarismo globale. Il Nuovo ordine mondiale avrà esito negativo, se i cittadini diventeranno geneticamente abilitati a svegliarsi ed a combattere con poteri sovrumani contro la tirannia. Questo sta già avvenendo e le scie chimiche sono, in ultima analisi, inefficaci nell’evitare l'inevitabile. Pochi conoscono il vero scopo del programma inerente alle chemtrails ed alla maggior parte di quelli che lo attuano sono state raccontate bugie. Essi credono nello scenario della "vaccinazione di massa" e che ciò che stanno facendo sia utile per i cittadini. Questa illusione, come tutte le altre create dalla struttura di potere, cadrà a tempo debito.


Fonte in italiano: http://freeskies.over-blog.com/article-arrestare-l-evoluzione-47415750.html

Fonte in inglese: http://waronyou.com/topics/chemtrails-the-thinning-out-process-of-the-nwo/

Articoli citati nell'introduzione:

- http://www.tankerenemy.com/2009/09/scie-chimiche-e-cambiamenti-genetici.html
- http://www.tankerenemy.com/2006/12/scie-chimiche-un-tentativo-di-impedire.html

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