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giovedì 21 ottobre 2010

I parchi oggi

L'uomo ha sovvertito ampiamente la natura, mettendo a coltura la terra e ricavandone campi e prati, giardini e parchi. In questo modo, nel corso dei secoli, l'aspetto originario delle aree bucoliche e silvestri è cambiato e, con esso, la composizione del mondo vegetale ed animale. Numerose piante selvatiche sono scomparse, altre si sono adattate alle mutate condizioni, altre ancora sono arrivate dalle steppe dell’Europa orientale e dall'America. Molte di esse si sono insediate come erbe "infestanti" nei campi di cereali, sui viottoli, al margine delle strade, tra le macerie, in mezzo alle siepi, lungo gli steccati e sui muri. Anche molti animali albergano nelle vicinanze degli stanziamenti umani: alcune specie dell'avifauna sono di casa nei parchi urbani e nei giardini. Passeri, rondoni, cicogne, taccole e gufi nidificano nelle case, sui tetti o sui comignoli; cinciallegre, merli, fringuelli, pettirossi, cardellini e molti altri passeriformi vivono tra i cespugli e gli alberi delle aree verdi all'interno delle città. Vivono o vivevano?

I sensi ottusi e l'ovattata indifferenza in cui siamo sprofondati ci impediscono di notare come i parchi ed i verzieri, piccole oasi di verde nel grigio deserto delle città, abbiano subìto una metamorfosi in questi ultimi anni: la flora, bene o male, sembra, per ora, resistere, ma i volatili che riempivano l'aria di canti, dove sono finiti? Un tempo non era difficile intravedere, tra le fronde delle piante, qualche capinera o un fiorrancino o un pettirosso dalla vivace livrea. Talora si udiva il cinguettio di un verzellino o di un ciuffolotto scarlatto. Gli stessi merli ed i passeri domestici sono sempre più rari, mentre è un caso del tutto eccezionale imbattersi in una calandrella o in un rigogolo dal bel piumaggio giallo dorato.

Al sorgere del sole o al tramonto, il chiassoso concerto dei passeriformi si è affiochito in uno sparuto e flebile bisbiglio o, peggio, si è spento in un silenzio spettrale. Un po' alla volta, ma in modo irreversibile, le irrorazioni clandestine, principale causa della moria che ha colpito pipistrelli, imenotteri, coleotteri, piccoli mammiferi, anfibi... hanno provocato pure lo sterminio dell'avifauna, privata del suo nutrimento, costituito da piccoli insetti, vermi, semi, frutti. Un tempo, dopo un acquazzone, si vedevano frotte di merli che beccavano i lombrichi spinti sulla superficie della terra dalla pioggia scrosciante. Oggi dopo sporchi piovaschi, i giardini sono ancora più squallidi e muti.

Tutto ciò è avvenuto tra l'incuranza di molti fra noi: le madri con i loro figli si recano nei giardinetti per attaccarsi al cellulare, mentre i pargoli si arrampicano su strutture ludiche di plastica e di ferro o scorrazzano tra aiuole soffocate dal cemento.

Non bisogna, però, lamentarsi: le zone verdi sono, oggigiorno, aree wi-fi. Ci collegheremo alla Rete, immersi in un ambiente elettromagnetico particolarmente salubre: la tecnologia è il futuro, la tecnologia è la nostra salvezza.





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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 19 giugno 2010

Le scie chimiche sterminano i pipistrelli

Nel dossier "Eco-apocalypse now 2", Alessio Mannucci passa in rassegna i principali disastri ambientali di questi ultimi anni. Abbiamo estratto la parte dedicata alla moria dei pipistrelli, problema che affligge, negli Stati Uniti, soprattutto la California ed il New England. I biologi non riescono a comprendere la radice del grave fenomeno, ma le scie chimiche, come avvertono l'agronoma Rosalind Peterson ed il giornalista Michael Murphy, sono all'origine di questa ennesima tragedia ecologica, preludio di altre catastrofi.

La moria dei pipistrelli è stata notata nei nevosi stati di New York, Vermont e Massachusetts, le cui caverne o vecchie miniere sono siti d’ibernazione [1] di questi mammiferi. I biologi dell'Environmental Conservation Department hanno tentato un censimento in quattro grotte e miniere dello Stato di New York, calcolando che il 90% degli animali, che vi avevano svernato in letargo, è morto. Li si è visti uscire d'inverno in pieno giorno dalle caverne, mentre di solito volano di notte e d’inverno vanno in letargo e morire sbattendo le ali nella neve. La malattia che li uccide - chiamata “Sindrome del naso bianco” - ha cause sconosciute: si suppone sia un virus o un batterio, un'intossicazione da inquinamento o un disordine metabolico. Dieci laboratori statunitensi stanno vagliando tutte le ipotesi, ma, per ora, senza esito.

In una sola grotta presso Albany, dove erano stati contati 15.584 pipistrelli nel 2005, ne sono stati trovati 6.735 nel 2007, ma appena 1.500 quest’inverno. Alcuni studiosi sospettano che il motivo della strage possa essere un pesticida, introdotto di recente per stroncare il virus del Nilo. [...] Altri gruppi di biologi stanno monitorando il comportamento degli insettivori durante il letargo nella caverne per mezzo di telecamere ad infrarossi, per vedere quante volte si svegliano durante l'ibernazione e per misurare la temperatura corporea del branco.

Il professor Thomas Kunz, biologo della Boston University, ha studiato i resti dei pipistrelli uccisi dal misterioso male ed ha notato che sono anormalmente magri, mancanti del grasso - specie del cosiddetto "grasso bruno", una sorta di accumulo che si trova tra le scapole e che fornisce l'energia per il primo volo agli animali che escono dal letargo. Le femmine, così magre, non raggiungono l'ovulazione e quindi, anche se sopravvivono, non partoriscono (nelle specie studiate, ogni femmina genera solo un figlio l'anno, il che rende concreto il pericolo di estinzione). "La presenza dei pipistrelli nel Texas consente ai coltivatori di cotone di salvare da un sesto ad un ottavo del raccolto, perché le nottole divorano gli insetti nocivi", ricorda la dottoressa Elizabeth Buckles, specialista in mammiferi della Cornell University: "La falcidia in corso - mezzo milione di insettivori scomparsi nel solo Vermont - avrà di sicuro effetti economici. Li constateremo la prossima stagione, come sovrabbondanza di insetti infestanti".


[1] Ibernazione: fenomeno per cui certi animali, quando la temperatura scende sotto il limite compatibile con le attività vitali, cadono in uno stato di torpore o di sonno.

Fonte: Quantico-appunti






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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 28 luglio 2009

Agli albori dell'"operazione scie chimiche": manipolazioni climatiche nel continente africano

E' noto come l'emigrazione di indigenti da stati in grave difficoltà economica e sociale o da paesi dilaniati da conflitti interetnici spesso fomentati dalle multinazionali, costituisca una grave questione di questi ultimi decenni.

Il continente africano, pur afflitto da vari problemi e da squilibri interni, fino agli inizi degli anni ‘70 del XX secolo, era quasi autosufficiente sotto il profilo alimentare: l'agricoltura e l'allevamento, anche se spesso praticati con metodi rudimentali, nell'ambito di un'economia di sussistenza, coprivano il fabbisogno interno, senza il ricorso massiccio ad importazioni e senza gli interessati aiuti della criminale F.A.O. e delle organizzazioni "umanitarie". Poi qualcosa cambiò. Siccità sempre più frequenti in Etiopia, in tutto il Sahel ed altrove portarono alla desertificazione di vaste aree, alla morte per sete e per inedia di moltissimi africani. I pascoli diventarono sempre più magri ed il bestiame contribuì ad isterilire altri territori: là dove si estendevano lussureggianti foreste, cominciò ad allargarsi la savana. La savana si impoverì sino a trasformarsi in una landa inospitale ed arida. La scarsità di precipitazioni e l’intenso sfruttamento delle poche zone ancora produttive aggravarono sempre più la situazione.

Per fortuna, intervennero organismi internazionali per risollevare le attività produttive dei paesi poveri: il Fondo monetario e la Banca mondiale prestarono denaro a governanti corrotti per controllare, un po' alla volta, interi stati sempre in più in difficoltà a restituire i capitali con gli interessi. Società statunitensi, canadesi ed europee, che avevano insediato in Africa le loro filiali per promuovere lo "sviluppo economico", si impadronirono presto di ricchi giacimenti minerari e petroliferi nonché di altre risorse. Intanto le industrie belliche vendevano armi a crudeli presidenti-fantoccio ed a generali ambiziosi, scatenando guerre tra etnie che convivevano in stati i cui confini erano stati disegnati artificialmente dai colonialisti, tenendo conto solo della necessità di convogliare le merci in punti strategici (porti fluviali e costieri). Cristiani contro musulmani, cristiani contro animisti, Hutu contro Watussi, movimenti secessionisti contro il potere centrale (Biafra, Katanga) etc.: le ostilità divamparono in ogni dove, con il loro corollario di eccidi, strupri, distruzioni, esodi di massa, epidemie, carestie. Per “arginare” la diffusione di molte malattie, si agì con perniciose campagne di vaccinazione, cui si deve anche la diffusione dell'A.I.D.S. che ha falcidiato e falcidia intere generazioni.

Stando così le cose, i flussi migratori, un tempo contenuti, aumentarono a dismisura: moltitudini di disperati cominciarono ad affluire verso l'Europa, attratti dal miraggio di una vita migliore o per fuggire dalla miseria, dalle stragi, dalle vessazioni di esecutivi autoritari. Le nazioni europee si trovarono a dover fronteggiare i numerosi problemi collegati all'immigrazione sia legale sia clandestina.

Bisogna a questo punto chiedersi: lo scenario appena tratteggiato fu casuale, dovuto solo a variazioni naturali del clima o qualcuno operò affinché circostanze critiche deflagrassero? In un pianeta dove le élites orchestrano operazioni su vasta scala, giocando con i destini dei popoli, è difficile pensare che i cambiamenti climatici all'origine, insieme con altre cause e concause, della crisi alimentare africana, furono un fenomeno del tutto naturale. Si può ipotizzare che i neo-colonialisti, che controllano altresì il mercato delle materie prime, siano ricorsi a manipolazioni dei fenomeni atmosferici per determinare rovinose e prolungate siccità, da cui, poi, con un effetto domino, sono scaturite tutte le altre instabilità. D'altronde se già con successo l'esercito statunitense, durante la guerra del Vietnam, impiegò armi chimiche per indurre piogge torrenziali che causarono enormi difficoltà ai Vietcong, perché escludere un intervento di guerra climatica nel continente africano per conseguire scopi di controllo economico e demografico? Ex chaos ordo.

Il pur controverso David Icke ha il merito di aver volgarizzato una dialettica para-hegeliana utile non solo per comprendere alcuni avvenimenti del nostro martoriato mondo, ma a volte anche per prevederne gli sviluppi.[1] La triade para-hegeliana si basa sull'articolazione di problema-reazione-risoluzione. Il problema (determinato ad hoc, ossia creato in modo del tutto artificiale) è costituito dalla carestie in Africa; la reazione coincide con lo sradicamento di interi gruppi umani e con i loro spostamenti; la gamma delle "risoluzioni" comprende l'introduzione di cereali geneticamente modificati per “sopperire” alle esigenze produttive, l'erogazione di prestiti con cui rapidamente si sono strangolate e soggiogate intere nazioni, l’imposizione, per opera di organismi esteri, di politiche "liberiste" volte a ridurre in modo drastico le spese sociali affinché i paesi indebitati possono versare gli interessi ai creditori, la cessione di ampie zone forestali (con grave danno per la flora e la fauna) a società minerarie straniere... Alla fine, sebbene molti stati africani siano de iure sovrani, sono diventati del tutto dipendenti dai fondi e dai sussidi alimentari generosamente elargiti dai istituzioni (inclusa la Chiesa cattolica) e governi occidentali: il tutto è avvenuto con la complicità delle classi dirigenti africane, composte da individui avidi e spregiudicati, scelti o rimossi in base ai programmi ed alle necessità dei burattinai. Si è creata una spirale perversa a base di debiti insolvibili, di devastazioni ambientali, epidemie, movimenti migratori incontrollati... : è un vortice in cui sta per essere risucchiato anche il mondo cosiddetto sviluppato, con la sua sfrontata opulenza e le sue fragili certezze.


[1] E' qui doveroso segnalare l'articolo di Corrado Penna, intitolato Cosa si nasconde dietro i libri di David Icke?, 2009. Con sguardo acuto ed argomenti persuasivi, Penna mette in luce le contraddizioni del noto saggista, soffermandosi sulla superficialità con cui è affrontato il cardinale tema delle scie chimiche. Nota Penna: “L''autore si dilunga a parlare di antenne, H.A.A.R.P., manipolazione e controllo mentale in maniera molto simile a come ne parliamo noi, ma quelle due paginette sulle scie chimiche sono concepite come una piccola appendice alla trattazione (molto più ampia) circa la questione delle onde elettromagnetiche e l'autore si limita ad affermare che chi ci governa sta aggiungendo particolato metallico per ottimizzare la trasmissione di segnali per il controllo mentale che operano su particolari frequenze. In queste due paginette, si trova appena una riga e mezzo per descrivere genericamente il morbo di Morgellons, mentre non si trova alcun accenno ai nanosensori ed alle ricerche della dottoressa Staninger".




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mercoledì 20 maggio 2009

Elementi e salute: l'alluminio

L'amico di Heymotardnews sta curando una approfondita sinossi degli elementi chimici collegati all'inquinamento ambientale, causato o aggravato dalle scie chimiche. Abbiamo deciso di pubblicare la sua ricerca sull'alluminio, tra i metalli più diffusi tramite le chemtrails ed all'origine di vari disturbi e patologie, anche gravi, come l'Alzheimer, la S.L.A. ed il Parkinson: sono malattie provocate, in primis, dall'accumulo di metalli nell'organismo.


Alluminio

Si tratta di un metallo duttile e leggero dal colore argenteo vivo, ma facilmente ricoperto da un sottile strato di ossidazione che si forma rapidamente quando è esposto all'aria. L'alluminio non è magnetico e non è infiammabile a temperature ordinarie, pur essendo estremamente avido di ossigeno. Ha soltanto un isotopo naturale, l’aluminium-27, che non è radioattivo.


Applicazioni

L’alluminio è importante per la sua resistenza all'ossidazione e per la leggerezza delle sue leghe. L'alluminio è, infatti, usato in molte industrie per realizzare i manufatti più svariati e riveste quindi una grossa importanza nell'economia mondiale. I componenti strutturali costruiti in leghe d’alluminio sono fondamentali per l'industria aerospaziale e molto importanti in altre aree di trasporto e costruzione in cui sono richieste leggerezza, durevolezza e resistenza.

L'uso dell'alluminio è secondo solo a quello del ferro. Puro, forma facilmente leghe con molti elementi quale rame, zinco, magnesio, manganese e silicio.

Quasi tutti gli specchi moderni, compresi quelli dei telescopi, sono costituiti da un rivestimento riflettente sottile di alluminio posto sulla superficie posteriore di un vetro.

Altre applicazioni riguardano circuiti elettrici e rivestimenti atermici. A causa della sua alta conducibilità e del prezzo relativamente basso, se confrontato con quello del rame, l'alluminio era ampiamente usato negli Stati Uniti per le linee elettriche domestiche negli anni ‘60. Si manifestarono, però, problemi di funzionamento a causa del più alto coefficiente di dilatazione termica e della sua tendenza a creparsi sotto una pressione stabile e continua, entrambi eventuali cause d'allentamento del contatto. La corrosione galvanica, infine, ne aumenta la resistenza elettrica.

Lo sviluppo più recente nella tecnologia dell'alluminio è la produzione di schiuma di alluminio attraverso l'aggiunta di un composto metallico fuso (un metallo ibrido) in grado di rilasciare un gas di idrogeno. L'alluminio fuso deve prima essere ispessito ed a tale scopo vengono aggiunti ossido di alluminio o fibre di carburo di silicio. Il risultato è una schiuma solida che è usata nei tunnel stradali e nelle navicelle spaziali.


L'alluminio nell'ambiente

Anche se l'alluminio è un elemento molto abbondante nella crosta terrestre, stimato in percentuali attorno all'8%, è molto raro nella sua forma pura, mentre è facilmente reperibile come minerale di bauxite. Sotto forma di idrossido non solubile, caratterizza fortemente i terreni che lo contengono.

L'alluminio è fra i metalli più difficili da raffinare esistenti sulla terra: il motivo è che esso si ossida molto velocemente ed il suo ossido è un composto estremamente stabile che, a differenza della ruggine sul ferro, non si sfalda via. La ragione stessa per cui l'alluminio è usato in molte applicazioni spiega perché è così difficile da produrre.

Parecchie gemme sono composte da cristalli chiari di ossido di alluminio, noti come corindone. La presenza di tracce di altri metalli genera i vari colori: il cobalto forma gli zaffiri azzurri, il cromo forma i rubini rossi. Entrambe le gemme sono oggi facili ed economici da produrre artificialmente.

Il recupero del metallo dai rottami riciclati è diventato una componente importante dell'industria di alluminio. La produzione industriale mondiale del metallo nuovo si aggira intorno alle 20 tonnellate per anno ed una simile quantità viene riciclata. Le riserve note sono pari a 6 miliardi di tonnellate.


Effetti sulla salute dell'alluminio

L'esposizione ad elevate concentrazioni può causare problemi di salute. La forma ionica di alluminio solubile in acqua ha particolari effetti nocivi. Si trova solitamente in soluzione assieme ad altri ioni, come nel cloruro di alluminio. L'assunzione di alluminio può avvenire attraverso il cibo, attraverso la respirazione e tramite il contatto con la pelle. Un'assunzione continuata di concentrazioni significative di alluminio può provocare seri effetti sulla salute, come i seguenti:

- danneggiamento del sistema nervoso centrale

- demenza

- perdita della memoria

- indebolimento generale e stanchezza cronica (astenia)

- forte tremore

- malattia di Alzheimer

- morbo di Parkinson

L'alluminio costituisce un rischio in certi luoghi di lavoro, come le miniere dove può essere presente nell'acqua. Le persone che lavorano nelle fabbriche dove si impiega l'alluminio durante i processi di produzione possono riscontrare problemi ai polmoni, quando ne respirano polvere. L'alluminio può causare problemi ai pazienti di malattie renali, quando entra nell'organismo durante le dialisi renali.

L'inalazione di polveri fini e di ossido di alluminio è stata indicata come causa di danni e di fibrosi polmonari. Questo effetto, noto come malattia del rasoio, è complicato dalla presenza di silicio e di ossidi di ferro nell'aria inalata.

Effetti ambientali dell'alluminio

[...] Disperso in atmosfera sotto forma di particolato viene usato per creare un plasma elettroconduttivo ad usi militari ed uno schermo ai raggi solari. Alte concentrazioni di alluminio causano non soltanto effetti sui pesci, ma anche su uccelli e su altri animali che mangiano i pesci e gli insetti contaminati e sugli animali che respirano alluminio attraverso l'aria. Le conseguenze sugli uccelli che mangiano i pesci contaminati consistono nell'assottigliamento dei gusci delle uova e nella nascita di pulcini sotto peso. Le conseguenze sugli animali che respirano alluminio attraverso l'aria possono essere problemi ai polmoni, perdita di peso e diminuzione dell'attività.

Un altro effetto negativo per l'ambiente dell'alluminio è che i suoi ioni possono reagire con i fosfati e ciò li induce ad essere meno disponibili per gli organismi acquatici. Alte concentrazioni di alluminio possono essere presenti non soltanto inegli ecosistemi e nell'aria soprattutto a seguito di intense irrorazioni aeree, ma anche nell'acqua freatica. Ci sono consistenti prove infatti sulla capacità dell'alluminio di danneggiare le radici degli alberi, quando gli alberi, attraverso l'apparato radicale, si approvvigionano di acque di falda.


Fonte: lenntech.com

Articoli correlati:

- Il piano di Edward Teller e la truffa dell'effetto serra, 2008
- Il trimetilalluminio nelle scie chimiche, 2008


Leggi qui l'articolo pubblicato su Heymotardnews.



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mercoledì 15 aprile 2009

Fiori mutanti nelle ex aree industriali. L'esperto: "E' l'inquinamento" (articolo di Alessandro Mondo)

Pubblichiamo un articolo, tratto dal quotidiano La Stampa, in cui è riportata un'inquietante, ma non sbalorditiva notizia per chi, da anni, studia le scie tossiche ed i loro disastrosi effetti sull'ambiente e sulle persone. A Torino, città come tante altre sottoposta a devastanti irrorazioni chimico-biologiche, sono stati osservati dei tarassaci colpiti da mutazioni genetiche: come prevedemmo tempo fa, le chemtrails stanno causando una catastrofe ecologica senza precedenti né si può dimenticare - ce lo spiega Marc Filterman, autore del saggio Les armes de l'ombre - che le mutazioni genetiche possono essere indotte anche dall'irradiazione di particolari onde elettromagnetiche. Sicuramente i lettori torinesi ci potranno confermare che le aree in cui si sono manifestate le anomalie, oltre ad essere sorvolate dagli aerei della morte, sono punteggiate di antenne.

Abbiamo tolto l'explicit di un articolo già ambiguo e tentennante, poiché concludere con una battuta, di fronte alla volontaria, indiscriminata ed impunita distruzione del pianeta, ci è parso davvero fuori luogo.

Ringraziamo il gentilissimo Alexander per la segnalazione.



Fiori mutanti nelle ex aree industriali. L'esperto: "E' l'inquinamento" (articolo di Alessandro Mondo)
E’ una piccola galleria degli orrori: vegetali, ma pur sempre orrori. Anzi: «mostruosità», come le definiscono autorevoli esperti dell’Università. Piantine con due teste, cioè con due fiori al posto di uno. Altre con uno stelo insolitamente tozzo e spesso, scandito da piccole protuberanze. Altre ancora, affette da «gigantismo», svettano su quelle vicine o si allargano al suolo, allungando in tutte le direzioni diramazioni simili a tentacoli.

Piante mutanti sotto il cielo di Torino. Il discorso, a parziale consolazione, riguarda solo il tarassaco, caratterizzato dal fiore di un bel giallo vivace. Roberto Topino, medico e sentinella delle compromissioni ambientali in città, l’ha immortalato in tutte le sue stravaganze contro natura, perché, se è vero che la natura è fatta di anomalie e che, in periodo di piena fioritura, queste ultime possono presentarsi in maggior numero, colpisce la frequenza con cui si stanno manifestando.

Al nostro dottore è bastata una giornata per fotografarne svariate decine in punti diversi della città: vecchie aree industriali riconvertite a funzioni diverse - ex-Materferro, ex-Fergat (davanti alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Spina3 (chiesa del Santo Volto) -, il distributore *** su corso Racconigi, ma anche la Crocetta e la Pellerina. Persino l’«igloo» di Mario Mertz convive con queste creature surreali che sembrano appena uscite dalla provetta di qualche scienziato pazzo.

In assenza di prove di laboratorio basate su esami sofisticati, uno per tutti quello sul codice genetico degli esemplari, le ipotesi si sprecano. La prevalenza di ex aree industriali del tutto o in parte bonificate nella carrellata delle fotografie porta Topino a supporre che il tarassaco mutante sia il frutto di sostanze nocive tuttora presenti nel terreno (cromo esavalente, diossine, idrocarburi , policlorobifenili, a seconda delle zone).

Allo stesso modo, il fatto che alcune delle misteriose presenze vegetali riguardino aree storicamente non interessate da lavorazioni industriali spinge altri ad escludere una correlazione diretta tra la singolare metamorfosi ed eventuali inquinanti. E’ il caso di Paolo Miglietta, agronomo in servizio alla Divisione comunale ambiente (Grandi opere), che non ha mancato di interrogarsi quando gli abbiamo sottoposto le foto: «Non mi risulta nemmeno che zone verdi come la Crocetta o la Pellerina siano state interessate da riporti di terra proveniente da aree contaminate».

Allora come si spiega? Colpa di un’altra forma di inquinamento ambientale, quello dell’aria (scie chimiche n.d.r.), o dietro il curioso fenomeno (e diciamolo, pure un po’ inquietante) c’è lo zampino di qualche patogeno (diffuso con le chemtrails, n.d.r.) che spinge il tarassaco a reagire? [...]


Addendum by Ginger

Gli "esperti" asseriscono che si tratta di inquinamento dovuto a residui di sostanze tossiche come il cromo esavalente e simili, in aree industriali dismesse. Peccato che la Crocetta, uno dei luoghi in cui sono stati rinvenuti i fiori di tarassaco mutati (dei mostri con due-tre sommità fiorite su uno stesso stelo, tutto deformato) sia un tipico quartiere residenziale di Torino con molti giardini. Non è MAI stato un sito industriale.




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martedì 7 aprile 2009

Misteriosi spiaggiamenti di Cetacei (articolo di Gabriele La Malfa)

Pubblichiamo un articolo, tratto da Quantico appunti, sugli spiaggiamenti dei cetacei e sul disorientamento dei migratori. More solito, gli scienziati hanno trovato il capro espiatorio di tutte le anomalie, la Natura. Noi, invece, siamo propensi, insieme con Alessio Di Benedetto ed altri, ad ipotizzare che almeno alcuni di questi fenomeni aberranti siano di origine artificiale. Crediamo, infatti, che le costanti emissioni delle varie stazioni H.A.A.R.P. non siano senza conseguenze sugli equilibri dei biomi. D'altronde sappiamo anche che "esiste la tecnologia per alterare l'attività solare. Ad esempio, come fa la nasuta N.A.S.A. a sapere che in un futuro assai prossimo, anche se indeterminato, il sistema solare sarà sconvolto da una tempesta magnetica gigantesca tale da favorire un 'break-down' di tutte le reti elettriche del pianeta? Grande preveggenza, non c'è che dire. La N.A.S.A. meglio di Nostradamus. Se lo sanno in anticipo, è perchè tale tempesta elettromagnetica, originatasi dal Sole, verrà scatenata tramite una tecnologia scalare dedicata. Pazzesco. Sì, sicuramente. Ma che cosa c'è ormai di normale attorno a noi?" (Paolo).

Non si possono escludere cambiamenti naturali, ma che la moria delle api, degli anfibi e dei pipistrelli, lo scioglimento della coltre glaciale, i terremoti, gli tsunami... non siano, almeno in una certa misura, originati da micidiali manipolazioni della ionosfera, dell'atmosfera e della crosta terrestre, appare poco credibile. D'altro canto, con inaudito cinismo, nei cieli dell'Abruzzo, colpito dal terremoto, gli aerei chimici continuano ad incrociare senza sosta. Se l'operazione "chemtrails" (con tutti gli annessi e connessi) non viene mai interrotta, significa che è la chiave di volta del progetto di dominio globale, perseguito con un controllo pressoché totale delle dinamiche della Terra. Significa anche che i vari burattini, all'apparenza tanto solleciti nei confronti delle vittime di disastri innaturali, sono ipocriti e bugiardi.

Ringrazio l'amico Quantico per la collaborazione.



Da qualche anno assistiamo amareggiati ad inspiegabili(?) spiaggiamenti di delfini e di balene ed a rotte sbagliate di uccelli migratori. Ultimamente abbiamo visto in televisione spiaggiamenti di migliaia di delfini nelle Filippine e di centinaia di balene in Australia. Ma che cosa sta accadendo?

E’ inevitabile che ci si chieda perché tutto questo stia accadendo solo da qualche anno ed in misura sempre più crescente. Le spiegazioni che gli scienziati hanno cercato di dare, dal super virus letale per i mammiferi del mare, agli esperimenti con sonar delle marine militari che disorientano i cetacei, non convincono più(?).

Il fenomeno è più diffuso di quanto si possa immaginare, soprattutto se si considerano i clamorosi errori di rotta di milioni di uccelli che, dall’Africa, ogni anno migrano sul continente euroasiatico e viceversa e che, da qualche tempo, invece di tornare nei soliti luoghi, finiscono a centinaia di chilometri lontani.

Accademia Kronos ha intervistato studiosi e scienziati dell’E.N.E.A., del C.N.R. (sic) e di vari istituti universitari, tra cui professori dell’Università della Tuscia di Viterbo, per cercare di capire. Quello che è emerso dai vari incontri, soprattutto con zoologi, è che quasi tutti gli animali che compiono le grandi migrazioni periodiche o spostamenti, come le balene, di migliaia di chilometri, sono dotati di sensori biologici sensibili al magnetismo terrestre.

Grazie a questa peculiarità congenita, da tempi immemorabili uccelli e cetacei ed altri animali compiono migrazioni di migliaia di chilometri da un continente all’altro o da un oceano ad un altro per svernare, trovare cibo ed accoppiarsi, senza mai sbagliare rotta. Tutti orientati verso due fari magnetici terrestri: il polo nord e il polo sud.

Ma se questi fari si spostano o si affievoliscono, è inevitabile che si finisca per perdere l’orientamento. Uno dei motivi di questa situazione è imputabile al Sole, che da diversi mesi, ma per alcuni da alcuni anni, sta modificando sensibilmente il proprio campo magnetico. Magnetismo solare e vento solare interagiscono con il magnetismo terrestre, aumentandolo o diminuendolo.

Purtroppo c’è un dato di fatto: il Sole sta prolungando la sua fase di quiete tra il 23° ciclo, terminato a gennaio del 2008, ed il 24° atteso a maggio scorso. Ben 11 mesi di ritardo, un fatto mai accaduto da quando il Sole è osservato con criteri scientifici.

Questo fenomeno preoccupa per i risvolti climatici e per l’efficienza del campo magnetico terreste. Gli stessi scienziati ammettono che è in atto una diminuzione del campo magnetico terrestre, causato forse dalla anomala fase di quiete solare.

Oltre a ciò qualche scienziato sta ravvisando, attraverso alcuni fenomeni minori, l’inizio dell’inversione dei poli magnetici terrestri, fenomeno che si verifica ogni 200.000 anni e che, sempre secondo gli scienziati, segna un ritardo di 500 anni.

Quindi sulla base delle varie interviste, si è in parte compreso il fenomeno dei grandi spiaggiamenti e delle rotta sbagliate degli uccelli migratori. Non sono quindi super batteri o virus né esperimenti elettronici militari (in questo caso il fenomeno potrebbe essere relegato ad un circoscritto territorio o porzione di mare) a causare tutto ciò, ma il magnetismo terrestre influenzato dall’attività solare e, in parte, dal nucleo interno della Terra.

per Accademia KRONOS

Gabriele La Malfa


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venerdì 3 aprile 2009

Moria delle api: il problema si aggrava

Pubblichiamo un breve articolo sulla moria delle api negli Stati Uniti, dove, come in Europa ed altrove, il problema si sta acuendo. Era dunque probabilmente un'invenzione giornalistica la recente notizia, secondo la quale gli imenotteri erano tornati in gran numero in California.

Giova ricordare che le cause principali della moria sono i campi elettromagnetici, le colture geneticamente modificate, i neonicotinoidi e le scie chimico-biologiche contenenti, oltre al gel di silicio, anche virus. Di fronte a tale quadro appare per lo meno grottesco che si tenti di arginare il problema con vaccini prodotti da una società specializzata in biotecnologia... E' come affidare un paziente alle amorevoli cure del dottor Mengele.



Il Dipartimento statunitense dell’agricoltura ha confermato i dati di Pettis et al. usciti su PloS-One a proposito del calo del numero delle api: 31% nel 2007, 37% nel 2008. Non si è notato alcun miglioramento, nonostante i principali apicoltori siano seguiti dai centri di ricerca, applichino i trattamenti anti-varroa, rinnovino le famiglie con nuove regine, senza mischiarle con quelle precedenti, curino questi imenotteri con fungicidi per la Nosema ceranae, un parassita diffuso negli Sati Uniti come nei paesi affacciati al Mediterraneo…

Stamattina mi ha chiamato un amico israeliano che produce vini spesso pregiati (non gliene rimane quasi più, solo poche bottiglie tenute da parte per i vecchi clienti). Abbiamo discusso della mortalità delle api che in Israele è dovuta anche alla siccità; abbiamo accennato anche alle promesse (sic) del vaccino “orale” Remebee. E’ stato messo a punto dal genetista Ilan Sela che aveva isolato il virus della paralisi acuta (I.A.P.V.), i cui sintomi corrispondono in parte a quelli della sindrome da spopolamento degli alveari o C.C.D.

Il vaccino è finanziato e prodotto dalla Beeologics, una nuova azienda biotecnologica di Miami e l’anno scorso è stato usato nell'ambito di un test clinico da Jamie Ellis dell’Università della Florida. Altri tests dovrebbe essere esefuiti, ma - a quanto sento dire - non ha dimostrato una grande efficacia.

Leggi qui l'articolo tratto da dweb.repubblica.it





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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 30 novembre 2008

Gli agricoltori spagnoli protestano contro le scie chimiche

AVIMON: in Soria (Spagna), gli agricoltori si preoccupano delle irrorazioni

Dal sito planetaesclavo , articolo di Alfonso VI

È difficile ingannare le persone intelligenti, impossibile imbrogliare i saggi agricoltori. Da qualche anno gli imprenditori agricoli della regione di Soria si sono resi conto di certi aerei che passano sopra le loro terre, dissolvendo le nuvole portatrici di pioggia. Essi hanno quindi inoltrato una protesta al governo spagnolo e, come era facile immaginare, non è stata fornita alcuna risposta logica a giustificazione delle attività aeree chimiche clandestine.

Come sempre, quando si denuncia il fenomeno delle scie chimiche (irrorazioni illegali sopra la popolazione civile con finalità di manipolazione climatica e diffusione di agenti patogeni) la risposta delle istituzioni è ridicola.

Questi cittadini consapevoli ed attenti della Soria, che si sono organizzati in un’associazione denominata AVIMON, scrivono e denunciano che poteri occulti, anche governativi, operano con squadriglie di velivoli sui loro campi coltivati per desertificarli.

Ecco un video in cui viene esposta tale denuncia; il filmato è tratto dal servizio di una televisione pubblica, la 24h TVE, che ha diffuso la notizia.


Traduzione a cura di Corrado Penna



Addendum

Da notare che in tale filmato un certo José Ramon de Grado, direttore del Centro di Meteorologia di Castiglia e Léon (alter ego spagnolo dei nostri Giuliacci, Mercalli e compagnia bella) afferma che non esiste tecnologia affidabile per la modificazione climatica. Possiamo, invece, vedere nel servizio Félix Lopez Garcìa, Sindaco di Almazul (comune della regione di Soria) che conferma le sue osservazioni sulle nuvole dissipate in concomitanza con le scie chimiche. I cittadini della stessa regione, erroneamente, puntano il dito contro l'uso dello ioduro d'argento, anche se in realtà, per dissolvere i fronti nuvolosi, vengono solitamente impiegati sali di bario e gel di silicio - si veda il brevetto Peter Gordani - n.d.r.). Lo ioduro d'argento serve, infatti, ad aumentare i nuclei di condensazione per favorire le precipitazioni.

In questo altro video si vede anche un congegno che serve a rilasciare nell'atmosfera iodouro d'argento (sicuramente venefico per la nostra salute data la tossicità dell'argento) per evitare la grandine. Ma le autorità smentiscono il rilascio di ioduro d'argento per mezzo di aerei.



Da lodare infine l'iniziativa di questo gruppo di indomiti cittadini spagnoli che stanno indagando sugli aerei cisterna anche tramite un piccolo aereo telecomandato: vogliono dimostrare che le loro affermazioni non sono follie né storie di fantascienza, ma che qualcuno sta rubando loro la pioggia.

È forse il caso di ricordare le prove della manipolazione climatica con alcuni link:

link n° 1 (al paragrafo 12) ; link n° 2



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venerdì 7 marzo 2008

Scie chimiche e sementi geneticamente modificate (articolo di Francesca Mele)

Un'amica del sodale Menphis riflette sul nesso tra scie chimiche e mercato dei semi geneticamente modificati. La diffusione degli o.g.m., l'inaridimento e l'acidificazione dei suoli sono fenomeni contestuali: quando gli Oscurati non riescono a convincere i governi ad introdurre sementi aliene, ricorrono ad espedienti molto efficaci. Cogliamo l'occasione per testimoniare la nostra stima al gentilissimo Menphis che, con costanza ed abnegazione, divulga temi spinosi e verità nascoste.

A mio parere, le voci che girano sull'arrivo del Pianeta X sono state diffuse apposta per generare paura, insicurezza, mancanza d'iniziativa e di presa di coscienza di verità fondamentali per noi in questo momento. Se gli Ottenebrati fossero perfettamente al corrente di tutto questo, non spenderebbero miliardi per l'irrorazione chimica o la ricerca sugli o.g.m. Stanno, invece, investendo tutte queste risorse per progetti a lungo termine: non certo solo per i prossimi quattro anni!

Insinuano queste bugie per impaurire ed indebolire la volontà di chi opera per risvegliare le coscienze e per indurci a pensare: "A che cosa serve cambiare, se tra pochi anni verremo tutti distrutti?".

Non avrebbe più senso nulla, se fosse davvero così!

L'opinione che mi sono formata in questi ultimi tempi è la seguente: alterare il clima ed il terreno in modo da rendere necessarie le colture o.g.m. che saranno le uniche ad attecchire in terreni acidi e secchi, anche nei paesi che si mostrano più scettici e riluttanti verso le sementi aliene, Italia in primis. E' questo il loro scopo principale ed è per questo che stanno mettendo "sotto chiave" in Norvegia i semi autentici, perché intendono far sì che quei semi siano accessibili solo a loro, supercontrollati e lontani dall'umanità un domani, dopo che avranno imposto le loro coltivazioni o.g.m.su scala mondiale. In quel momento, nessuno dovrà possedere i semi naturali e poterli coltivare. I semi naturali saranno custoditi nei bunker, isolati dal resto del mondo, nelle loro mani: solo loro potranno possedere quelle informazioni, quel D.N.A. autentico e continuare a compiere ricerche, al sicuro nei loro caveaux: all'umanità non resterà che arrendersi ed accettare la loro monocultura.

Proprio così, i governi saranno costretti a scegliere ed imporre quelle sementi, poiché, in un prossimo futuro, se le irrorazioni non termineranno, non riusciremo più ad avere raccolti decenti. Senza le piogge, con il terreno indurito e reso acido come faremo?

Il loro progetto è questo: in quel momento controlleranno davvero l'umanità intera. Stanno interferendo sul clima nell'intenzione di estirpare la biodiversità di cereali che l'umanità coltiva da millenni e sui quali poggia il suo sostentamento.

I raccolti mondiali di frumento stanno diminuendo negli ultimi tempi e ciò incide sempre più sul prezzo dei prezzi dei generi di prima necessità, come il pane.

Questa è la conseguenza di dieci anni e più di scie chimiche.

L'Italia è uno dei primi paesi produttori di cereali biologici: ha un'immensa e fertile distesa coltivabile che è la Pianura padana. La stanno colpendo al cuore, disseccando all'origine la fonte primaria di acqua che la sostenta: le montagne del Nord, dalle quali nascono i torrenti che diventano i fiumi che poi solcano la pianura, alimentando il Po. Quando il Po sarà ridotto ad un rigagnolo, ed è quello che vogliono, allora sarà arrivata la grande occasione per imporre le sementi o.g.m. Saranno l'unica scelta, se non si vorrà restare senza cibo.

Credo poi che in questo folle progetto rientri anche l'oscuramento della luce solare: le piante non potranno più compiere una normale fotosintesi e saranno indebolite con l'offuscamento della luce.


Leggi QUI articolo correlato.



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martedì 1 gennaio 2008

Come in alto così in basso

Su la trista riviera d’Acheronte (Dante, Inferno, III, 78)

Spesso i quotidiani ed i notiziari si soffermano sull'"emergenza rifiuti" in Campania: quando i cassonetti per l'immondizia sono strapieni, rifiuti di ogni tipo si accumulano sui cigli delle strade, sulle massicciate, nei campi, persino sui pendii dei colli. Alcuni stolti individui, pensando di esprimere una protesta, appiccano il fuoco alla spazzatura, da cui esalano fumi ammorbanti che contengono diossina ed altri esiziali veleni. Nell'area dell'Hinterland partenopeo, stando alle statistiche, si registra una percentuale di tumori, di feti malformati e di aborti spontanei, superiore alla media nazionale.

E' un'obbrobriosa e sterminata banlieu dove, tra costruzioni abusive, discariche più o meno illegali, siti per lo stoccaggio dei rifiuti, non resta neanche un pallido ricordo della ferace ed amena regione definita un tempo dagli autori latini Campania felix. I vari sindaci, commissari governativi, responsabili della “protezione civile” ed altri inutili personaggi hanno creduto di risolvere il problema ora con i "termovalorizzatori", le cui emissioni sono dannose, ora con la creazione di aree dove l'immondizia, dopo essere stata compressa, è accatastata in montagne di eco-balle (parola di involontaria ironia anfibologica). La popolazione si oppone alla costruzione di impianti per la combustione dei rifiuti con cui si può produrre energia, ma anche alle discariche per le quali bisogna occupare zone un tempo destinate all'agricoltura o all'allevamento, con il rischio di inquinare l'humus, le falde acquifere e le sorgenti.

Quali potrebbero essere i rimedi ad una situazione tanto critica? La raccolta differenziata, il riuso, il riciclaggio, il consumo intelligente... Le tecnologie e le strategie per trasformare i rifiuti in risorse senza avvelenare l'ambiente esistono. Tuttavia manca del tutto quella che una volta veniva definita "volontà politica": non si tratta, però, solamente di inefficienza e di incapacità delle istituzioni che comunque sono loro “doti” indiscutibili. Sembra di intravedere, infatti, una precisa, perversa intenzione che ha trasformato ampie zone della Campania in un laboratorio per un folle esperimento, approfittando della cronica insipienza della classe politica locale, della perniciosa diffusione della malavita organizzata.

Centri di potere hanno dunque ridotto quella terra ad un avamposto dell'inferno. Non si può restare sgomenti, quando si osservano le spirali di fumo mefitico ed acre che si levano da cumuli in fiamme, mentre nel cielo opaco scorrazzano aerei chimici da cui si snodano scie venefiche. Lo scenario ha i colori dello Stige: tutto è grigiastro, smorto, lugubre. In lontananza il Golfo di Napoli, appena visibile tra la nebbia chimica, sembra una "livida palude". Il Vesuvio è un'ombra spettrale che sovrasta la desolazione.

Se esistono ingentissime risorse finanziarie e gli strumenti tecnologici per compiere l'infame e deleteria "operazione scie chimiche", per quale motivo non si riesce a risolvere il problema dei rifiuti che seppelliscono la Campania? Non si può o non si vuole? Tutto ciò è dovuto alla stoltezza degli amministratori o alla spaventosa efficienza di uno stato-Leviatano, di un sistema la cui diabolica forza risiede nell'apparente debolezza?


Leggi qui altri articoli sugli attacchi chimici in Campania.
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