martedì 24 marzo 2009

Scie chimiche: sicuramente non per il nostro bene

Stefano Silvestri è uno psicologo e ricercatore indipendente. Negli ultimi anni si è occupato di anomalie climatiche e di esopolitica. E' recente la pubblicazione del suo libro dal titolo 2012, Pianeta X, Cerchi di grano, 2009. In questo saggio l'autore dedica un breve passaggio alle scie chimiche nei seguenti termini:"La modificazione della magnetosfera è qualcosa che sta interessando anche il nostro pianeta. Per questo appare presumibile che l'attività delle scie chimiche sia un sistema, concordato dalla maggior parte dei governi del pianeta, per mantenere inalterata (?) l'atmosfera e la magnetosfera del pianeta. Per questo gli aerei che emettono queste scie volano e rilasciano questi gas in ogni parte del pianeta".

L'approccio di Silvestri è simile a quello di altri autori che, in buona fede o no, credono che le chemtrails siano usate per preservare la Terra da raggi cosmici, dal vento solare, dal riscaldamento globale o, viceversa, dal raffreddamento planetario.

Sembra assodato che siano in atto cambiamenti nel sistema solare e su Gaia. Queste variazioni riguardano il campo geomagnetico che è un fenomeno naturale presente sul pianeta Terra e comune a molti altri corpi celesti, come, ad esempio, il Sole. Esso è prevalentemente un dipolo magnetico con poli non coincidenti con quelli geografici e non statici ed avente momento dipolare (asse) inclinato di 11.3°, rispetto all’ asse di rotazione terrestre. L'intensità del campo magnetico terrestre non è costante nel tempo, ma subisce notevoli variazioni. Esse hanno portato, nel corso delle ere geologiche, alla deriva dei poli magnetici rispetto ai continenti ed a ripetuti fenomeni di inversione del campo, con scambio reciproco dei poli magnetici Nord e Sud. Il magnetismo terrestre ha una notevole importanza per la vita sulla Terra. Infatti esso si estende per svariate decine di migliaia di chilometri nello spazio, formando una zona chiamata magnetosfera, la cui presenza genera una sorta di "scudo" elettromagnetico che devia e riduce il numero di raggi cosmici. I raggi cosmici sono particelle provenienti dallo spazio, quasi tutte dotate di carica elettrica, che colpiscono l’atmosfera con alte energie. Essi provengono dal Sole, da sorgenti della Galassia ed anche da oggetti esterni alla nostra Galassia.

Le macchie solari, aree scure dell'astro dove si sprigiona un'energia elettromagnetica inferiore alle altre regioni, influiscono sulle condizioni dei vari pianeti: una minore emissione di luce e calore crea un forte campo magnetico che influisce sulla magnetosfera dei pianeti. Scrive Silvestri a tale proposito: "La presenza della magnetosfera e dell'attività delle macchie solari protegge la Terra dal vento solare e dai raggi cosmici. Una recente analisi di cinque satelliti geostazionari differenti ha rilevato che esiste uno scudo invisibile di campi magnetici e di particelle elettricamente cariche che riparano la Terra dagli attacchi del vento solare. Il manto di plasma caldo è una sottile regione che avvolge il pianeta, iniziando dal lato esposto alla notte e continuando fino al lato esposto al giorno. Questo manto copre i tre quarti della superficie del pianeta, in quanto nel pomeriggio tende a svanire. E' composto da particelle cariche che tendono a salire nello spazio sopra i poli e vengono trasportate sopra la Terra.

Alcuni scienziati si riferiscono ad una superonda composta di raggi cosmici che, proveniente dal centro della Galassia, potrebbe investire il sistema solare. Il primo effetto che noteremmo è un'alterazione di tutti i sistemi elettromagnetici e della magnetosfera. Inoltre potrebbero saltare tutte le linee elettriche, informatiche, geostazionarie, GPS e tutte le comunicazioni elettroniche. L'ipotesi è che l'onda galattica potrebbe ionizzare l'atmosfera terrestre aumentando l'esposizione ai dannosi raggi ultravioletti ed alla radiazioni ionizzanti".

Lo scenario delineato da Silvestri pare plausibile: ci chiediamo, però, se le scie chimiche e le emissioni elettrodinamiche artificiali, in tale contesto, siano lo strumento più idoneo per contrastare i cambiamenti sopra descritti. Siamo molto scettici: sappiamo, infatti, che le varie manipolazioni (si pensi, ad esempio al Progetto Starfish o ai sistemi H.A.A.R.P.) aggravano una situazione già precaria: la magnetosfera e le fasce di Van Allen sono state deteriorate, la coltre di ozono è stata deliberatamente assottigliata sicché i raggi ultravioletti penetrano più facilmente nella biosfera, la ionosfera è stata lacerata. Tutto ciò servirebbe a salvare Gaia e gli esseri viventi. Se veramente si intendono proteggere le apparecchiature elettroniche ed i sistemi di comunicazione, si può ricorrere alla schermatura con metalli ad hoc o alla costruzione di installazioni sotterranee. In realtà, pare che il governo segreto con la realizzazione di basi ipogee, da un lato, e l'operazione scie chimiche, dall'altro, miri ad una divaricazione: creare un futuro per pochi privilegiati che, in caso di cataclisma, si rifugerebbero nei bunker e, nel contempo, lasciare il resto dell'umanità in balia degli elementi, accelerando ed anticipando la distruzione delle protezioni naturali in modo che raggi cosmici e quant'altro diventino ancora più micidiali.

Ammettiamo per assurdo che le scie servano per il bene dell'umanità: può essere utile diffondere nell'atmosfera alluminio, bario, torio, titanio. rame, arsenico, cesio... contro i raggi cosmici? Un'onda galattica può essere schermata da polimeri, nanostrutture, virus, viron, funghi e batteri? Non è forse vero che tutti questi interventi stanno aggravando una situazione già precaria? Non è forse vero che i raggi ultravioletti alimentano le nanostrutture? Siamo realisti: se gli esecutivi intendessero agire a favore della collettività, avrebbero già sbandierato l'operazione ai quattro venti. Siamo seri: i servizi non avrebbero sguinzagliato le rabbiose mute dei disinformatori per tentare di contrastare e screditare ricercatori indipendenti, attivisti e scienziati.

Inoltre, la diffusione di malattie causate da agenti patogeni che cosa c'entra con la schermatura per i raggi cosmici? Che cosa c'entra la "smart" dust? Impedire le precipitazioni, distruggendo le nubi, inquinare l'intera biosfera, dalle falde acquifere, ai suoli agricoli, all'aria che respiriamo, avvelenare il cibo, irradiare campi elettromagnetici letali... sono forse strategie contro i cambiamenti climatici? Ammesso e non concesso che distribuire particolato di alluminio possa contribuire a riflettere fino al 2 per cento della luce solare (brevetto Teller), non ci pare che ne valga la pena. Anche qualora si riverberi questo due per cento di radiazione luminosa, è difficile pensare che ciò attenui o impedisca la penetrazione di energie ionizzanti.

Non dimentichiamo che alcuni di questi cambiamenti nel sistema solare potrebbero essere stati provocati artificialmente o, per lo meno, catalizzati con sistemi d'arma spaziali di cui i militari già dispongono, il tutto con lo scopo di instaurare una dittatura planetaria sotto il pretesto dei gravi disordini e disagi collegati all'interruzione dell'erogazione di elettricità e della distribuzione d’acqua, in seguito a disastri più o meno naturali.

La proclamazione della legge marziale attende solo l'occasione propizia. Se il fine precipuo di chemtrails et similia è il controllo dell'umanità, dal suo stile di... sopravvivenza ai processi cerebrali, tutte le ipotesi sulle scie come metodo per salvare gli uomini ed i biomi, si rivelano per quello che sono: pura disinformazione o pie illusioni.

Le chemtrails sono parte integrante, sebbene solo la punta dell’iceberg, di un piano di dominazione militare: si sa che i militari ed i governi, che eseguono gli ordini dei generali, non hanno mai a cuore il bene della collettività e la salvaguardia dell'ambiente, inoltre non esitano a compiere scelleratezze o azioni avventate pur di stabilire la loro egemonia. La guerra perenne, la creazione di nemici fittizi, il controllo della Terra e persino la conquista del sistema solare sono, al tempo stesso, mezzi e fini di una cricca di psicopatici.

Ringraziamo il gentilissimo Dottor Gianni Ginatta per la segnalazione del libro scritto da Stefano Silvestri.



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