sabato 18 agosto 2007

Scie chimiche e regimi pluviometrici

Sanremo - Irrorazioni notturneNonostante i media di regime tacciano colpevolmente, la situazione idrica in molte regioni italiane si sta aggravando: la portata dei fiumi è diminuita, il livello di molti laghi si è abbassato, l'acqua è già razionata in alcuni comuni, le coltivazioni soffrono della carenza di piogge…

Tutto ciò, come è naturale, è una conseguenza delle irrorazioni chimiche, nella fattispecie della diffusione nell'atmosfera di sostanze igroscopiche che riducono o addirittura azzerano le precipitazioni. E' vero che l'acqua evapora in continuazione da oceani, mari, bacini lacustri e fiumi. E' vero che il fenomeno della traspirazione contribuisce ad alimentare l'umidità atmosferica; tuttavia è incontrovertibile che alcuni polimeri (si veda, ad esempio, il brevetto di Peter Cordani) sono in grado di assorbire, ipso facto, il prezioso liquido, mentre, in altri casi, la manipolazione atmosferica spinge le perturbazioni sopra i mari di modo che le piogge non cadano su terre ormai quasi inaridite.

Per circoscrivere il discorso all'Italia, da un'analisi delle carte che riportano i valori pluviometrici, si evince che le precipitazioni [si osservino le isoiete (1) delle rappresentazioni cartografiche] hanno conosciuto un aumento quasi esclusivamente a ridosso dell'arco alpino e della fascia prealpina.

Elementari conoscenze di climatologia e di meteorologia ci soccorrono: le masse nuvolose imbrifere tendono ad addensarsi sui rilievi che sono tra i fattori che influiscono sul clima. Le dorsali montuose, con la loro morfologia, altitudine e disposizione, infatti, bloccano i fronti delle perturbazioni dove generalmente si scaricano le piogge e le nevicate, in concomitanza con particolari condizioni di umidità, temperatura e pressione. L'operazione "scie chimiche", concentrando le perturbazioni sulle Alpi ha, così determinato da un lato un lieve incremento delle precipitazioni in quest'area, dall'altro, però, una paurosa diminuzione nelle altre regioni. Ad onor del vero, bisogna notare che l'area circostante Torino palesa un consistente apporto di preciptazioni: non si può escludere l'effetto positivo, in tal senso, di apparati orgonici.

Bisogna prendere in considerazione un altro aspetto del problema. E' stato notato che, anche in assenza di aerei chimici, i cumuli apportatori di piogge, tendono a sfibrarsi, a diradarsi, fino a disolversi quasi del tutto. Prescindendo da cause naturali sempre possibili, credo che si possano formulare le seguenti ipotesi, non incompatibili tra loro, per spiegare il fenomeno.

- Le irrorazioni, volte soprattutto a sciogliere le nuvole, avvengono con il favore delle tenebre: questo chiarisce perché al mattino l’orizzonte è già coperto di una caligine biancastra.

- Gli elementi sparsi copiosamente nell'atmosfera agiscono rimanendo sospesi a lungo, anche dopo molti giorni o settimane dalla loro diffusione, a guisa di quei farmaci, a lento e graduale rilascio, i cui effetti si protraggono nel tempo.

- In alcune zone sono sperimentati nuovi sistemi per contrastare le piogge: ad esempio, sono usate sfere che nebulizzano sostanze igroscopiche. In effetti, anche quando non si scorgono i velivoli della morte, si forma nel cielo diurno una patina, una foschia artificiale tanto più strana, in quanto concomitante con un'umidità atmosferica inferiore ai valori registrati negli anni precedenti l'"operazione chemtrails". Non è escluso che siano impiegate sfere invisibili (si può oggi facilmente rendere un oggetto invisibile o quasi, adottando tecnologie che riverberano i fotoni attraverso vari sistemi) atte a spargere veleni, senza che nessuno se ne accorga.




(1) Le isoiete sono le linee che, in una raffigurazione cartografica, congiungono i punti in cui l’altezza delle precipitazioni atmosferiche, in uno stesso periodo, raggiunge uguale valore.

Articolo correlato: Acquaemotion, Pure pulsar life, 2008

5 commenti:

  1. A proposito di oggetti invisibili...
    a Tara è un continuo brontolio di aerei...assolutamente invisibili!
    ho con me un potente binocolo,che fa vedere stelle che non si vedono a occhio nudo,niente da fare...fin'ora non sono riuscita a individuare la fonte del "brontolio" che smette al crepuscolo e di notte...
    questa piccola nota...è una piccola testimonianza!
    Qui,manca il respiro,c'è tanta umidità!
    io me ne sto andando in depressione...
    dolgono le gambe,faccio molta fatica a fare la salita di casa!
    che facevo volando....
    ciao Zret...

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  2. Ciao Angelotta, l'altro giorno sentivo il brontolio di aerei sopra le nuvole, poi dissoltesi. A volte, però, li sento, ma non li vedo: è un altro enigma non sempre spiegabile con la velocità del suono. Qui l'umidità è bassa, mentre HAARP è al massimo.
    Gli angeli suonano le arpe, i demoni HAARP.

    Ciao e grazie.

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  3. Concordo pienamente con la vostra analisi. Se risulta impossibile eludere la formazione delle nubi, si provvede poi a scaricare le precipitazioni su zone quali gli oceani.
    Un dettaglio personale: da un pò di anni a questa parte mi concedo ogni estate alcuni giorni di vacanza in un'isola dell'Oceano Indiano.
    Non sarà il Paradiso sulla terra ma temo che la bellezza mozzafiato ed i colori vivaci ed intensi che si colà si ammirano me lo ricordino un pò.
    Quest'anno sull'Oceano Indiano faceva tempo non sempre buono anzi decisamente piovoso. Scrosci di pioggia anche più volte al giorno.( Ma dopo ogni temporale spunta regolarmente il sole). Di tankers chimici neanche l'ombra pur se un'intensa attività scalare nei cieli ( le solite nubi strane e assurde) era ben discernibile ad occhi allenati da anni di esercizio quotidiano quali i miei.
    Fatto curioso - e il post di oggi mi consente di fare un collegamento - vedevo talora formazioni assai somiglianti alle scie ma senza che ci fossero aerei a spruzzarle. E allora? Allora ne deduco che la vostra ipotesi di sfere -o altro- invisibili ad occhio nudo fossero coinvolte in qualche forma di spargimento di sostanze venefiche.
    Si, anch'io ho notato ben di fequente nei nostri cieli la nota patina chimica 'a smeriglio' manifestarsi e coprire gradualmente tutta la volta senza scorgere aviogetti implicati nello spargimento dei soliti intrugli.
    Nella mia esperienza però, qui sulla valle del Po, non noto passaggi notturni di aerei cisterna da un sacco di tempo. Le irrorazioni cominciano invece il mattino presto credo verso le cinque o le sei. Quando mi alzo alcune scie chimiche mi danno quasi sempre il buongiorno.
    Riguardo alle precipitazioni piovose dalle nostre parti beh, credo che ce le possiamo scordare. Fanno piovere - anche se non molto - su zone di relativo interesse quali i monti dell'arco alpino. Ma dove ci sono coltivazioni e densi insediamenti umani, lì la pioggia non la vedremo più o quasi.
    A sentire il Colonnello ( in pensione) Mario Giuliacci ( tg5 delle 13 di ieri 17 agosto) al Nord - papale papale - è piovuto un pò dappertutto mentre al Centro e al Sud 'l'estate continua'.
    Bene, ora la truffa diventa conclamata e vorrei chiedere al sempre sorridente Mario dove trova il coraggio per raccontarci simili baggianate.
    Da parte mia invito molto volentieri Mario a casa mia - abito a pochi metri dall'argine maestro del Po sulla 'rive gauche' - e così possiamo andare insieme a pesca di siluri e lucci perca in quella leggiadra fogna che è diventato il grande fiume. L'acqua è alta un metro o un metro e mezzo al massimo. Dove le vedi, Mario, tutte le precipitazioni di cui ci racconti?

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  4. E bravo il nostro Giuliacci. un'altra figura di m...

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  5. Ciao Paolo, mirabile commento e lepido resoconto. Qui in Liguria erano state previste piogge almeno in provincia di Genova: nemmeno una goccia. Ormai le piogge sono confinate sull'arco alpino, ma, non appena affinate tecniche, credo che l'arco alpino diventerà come il deserto di Atacama. Si tratta di aver pazienza: tra un po' la pioggia e la neve saranno come l'araba fenice.
    Più del breve articolo, è eloquente la carta pluviometrica del Piemonte con le precipitazioni confinate sulle dorsali montuose, mentre le pianure e le Langhe restano all'asciutto, eppure -dice la televisione- la prossima annata per il vino sarà ottima. Se lo dice la televisione, dev'essere vero, come nel caso delle predizioni di Giuliacci.

    Ciao e grazie.

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