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domenica 1 febbraio 2026

Groenlandia contesa: un caso emblematico al crocevia tra “guerra climatica” e geopolitica

“Hanno creato un deserto e l’hanno chiamato pace”. (Tacito)

Sono numerosi gli argomenti che si potrebbero trattare in merito alla geoingegneria clandestina ed addentellati: la situazione, infatti, è statica, anche se in costante peggioramento. Qualunque cosa accada in questo martoriato mondo, la “guerra climatica” è spesso una costante da cui non si può prescindere, come non si può ignorare lo spaventoso deterioramento della situazione odierna nazionale ed internazionale, sotto ogni profilo, etico, socio-economico, politico, culturale.

Abbiamo comunque deciso di pubblicare questo articolo per fare il punto della situazione e per soffermarci su una questione attuale la cui intelligenza può essere utile per orientarsi nell’analisi del tumultuoso presente.

In primo luogo intendiamo ringraziare tutte le amiche e gli amici che ci hanno sostenuto e ci sostengono con elargizioni, consigli, contributi…

In questi ultimi tempi abbiamo privilegiato la pubblicazione di podcast e video finalizzati a chiarire gli aspetti salienti della geoingegneria clandestina: a distanza di tanti anni da quando sono cominciate le operazioni chimiche in atmosfera, molti ancora pensano che le scie effimere siano condensa e quelle persistenti, invece, generate in modo deliberato; altri ritengono, complice un’informazione non corretta, che le attività siano finalizzate a schermare il sole e a far abbassare le temperature. Non è così.

Cogliamo l’occasione per rammentare che le varie sfaccettature del problema sono affrontate ed approfondite con rigore scientifico all’interno dei vari saggi finora pubblicati, in particolare il sempre incisivo “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019. E’ un testo adatto sia per acquisire una visione esauriente del tema sia per fugare eventuali dubbi e smentire stereotipi interpretativi.

Abbiamo notato che taluni fruitori sono incorsi nell’errore di ritenere che, in qualche caso, alla manipolazione dei fenomeni meteo possa soggiacere uno scopo positivo, come quello di contrastare il raffreddamento in corso in concomitanza con la diminuita attività solare. Il cosiddetto “global warming” collegato al biossido di carbonio, è, infatti, una fandonia colossale e semmai si assiste ad una flessione dei valori termici planetari. Ripetiamo che l’uso degli strumenti meteorologici, elettromagnetici e geofisici è sempre dannoso e contronatura: ne conseguono aberrazioni e disastri, anche se, di quando in quando, gli organi di regime accennano alla geoingegneria come un insieme di progetti per riequilibrare il clima e le precipitazioni. Naturalmente è vero l’esatto contrario, fatte salve le finalità militari e di controllo delle risorse alimentari ed idriche. [1]

Consideriamo il caso cruciale della Groenlandia: di per sé, risulta che l’isola non è interessata dallo scioglimento dei ghiacci, visto che l’estensione delle nevi invernali è, tutto sommato, stabile da decenni. Le estati, come è logico, sono relativamente miti lungo la costa meridionale, lambita dalla Corrente del Golfo, e contraddistinte dal disgelo e dalla formazione di iceberg. Tuttavia è vero che zone circoscritte e a macchia di leopardo palesano fusioni repentine dello strato ghiacciato. Da che cosa dipendono tali anomalie? Dalle operazioni aeree: è ovvio. Il cielo della Groenlandia è offuscato da dense coperture chimiche, percorso da un intrico di scie: la crosta glaciale deve essere liquefatta per sfruttare le ingenti ricchezze del sottosuolo (petrolio, gas, pietre preziose, oro, piombo, zinco, criolite… suscitano gli insaziabili appetiti del complesso militare-industriale) e per liberare le rotte artiche essenziali per i traffici. Infine il dominio della regione artica si rivelerà strategico se e quando, come in una combattimento tra galli, Occidente e Oriente si beccheranno e spenneranno con ferocia. Su questi obiettivi sono tutti d’accordo: Statunitensi, Russi, Cinesi non vedono l’ora di esautorare la Danimarca per depredare l’isola e per accelerare i flussi commerciali A tale progetto, in modo quasi profetico, accennavamo già anni addietro nel documentario “Scie chimiche: la guerra segreta”.

Bisogna riconoscere che, nonostante i difetti e le tare dei vari governi, l’amministrazione danese sulla “Terra verde” è stata piuttosto saggia per quanto riguarda la gestione della pesca alle varie specie di cetacei e lo sfruttamento delle miniere. Se, però, la Groenlandia dovesse essere fagocitata dagli Stati Uniti, la situazione degenererebbe sia sul piano geopolitico sia sotto il profilo climatico ed ambientale.

Il caso quindi della terra scoperta e colonizzata dai Normanni nel X secolo e dove da molto tempo abitano gli Inuit è istruttivo: permette di capire, ancora una volta, che la geoingegneria è il fulcro dei principali scenari politici ed economici. [2] Conferma che, di là dall’apparente contrapposizione e malgrado alcune ovvie differenze, mondo occidentale e BRICS sono tutti attori dello stesso dramma. I registi veri non sono né Trump né Putin, che valgono come il due di coppe a briscola, bensì altri. Schierarsi con l’uno o l’altro, come parteggiare per la cosiddetta Destra o la cosiddetta Sinistra è segno di infinita ingenuità, oltre che sbagliato. La vera dialettica è quella che contrappone i vari apparati statali ai popoli, gli oppressori agli oppressi.

[1] E’ per lo meno curioso che le coste delle Isole Maldive, a differenza di quanto predetto dai climatologi catastrofisti, non sono state sommerse dal mare, sebbene l’esecutivo dell’arcipelago continui a denunciare il supposto pericolo circa l’innalzamento del livello oceanico con il fine di ottenere fondi da destinare ufficialmente a misure volte a contenere l’emissione di gas serra.

[2] La Groenlandia fu chiamata “Terra verde” dai Norreni non perché nel Basso Medioevo fosse libera dai ghiacci, ma in quanto Norvegesi e Danesi intesero depistare altri eventuali navigatori. Vero è che l’optimum climatico del periodo consentì di praticare l’agricoltura sul lembo meridionale dell’isola, ma i ghiacci ricoprivano gran parte del territorio. L’Islanda, invece, che era coperta da prati e dal clima molto più mite, fu denominata, sempre con il fine di fuorviare altri esploratori, “Terra dei ghiacci”. In modo analogo alcuni mercanti genovesi erano già giunti in Cina prima di Marco Polo, ma tennero per sé la conoscenza delle vie commerciali così da preservare il monopolio dei lucrosi traffici con l’Estremo Oriente.

Ascolta qui il Podcast.

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sabato 10 dicembre 2022

A causa della ridotta attività solare è imminente una mini-era glaciale?

La vita sulla Terra è sempre stata dipendente dalle condizioni del Sole, quindi gli scienziati dedicano molto tempo allo studio della sua attività. Un recente annuncio degli scienziati solari suggerisce che il Sole potrebbe presto entrare in un periodo di significativa riduzione dell'attività, che potrebbe causare una mini-era glaciale entro il 2030.

Queste previsioni sono state annunciate al National Astronomy Meeting di Llandudno, nel Galles, quindi non è stato ancora possibile valutare la ricerca. Tuttavia la professoressa Valentina Zharkova dell'Università della Northumbria, che ha fatto questo annuncio, afferma che i risultati provengono da un modello computerizzato di macchie solari che ha fatto "previsioni accurate senza precedenti", come riportato dalla testata The Telegraph.

Il modello ha dimostrato di avere una precisione del 97% nella mappatura dei cicli passati delle macchie solari, usando i dati dei cicli solari dal 1976 al 2008. Se questa affidabilità continua, allora il modello ha anche alcune previsioni allarmanti per il futuro: una mini-era glaciale intorno al 2030.

Per ottenere questi risultati, gli scienziati hanno mappato il movimento del fluido solare che si muove in cicli di circa 11 anni, che corrispondono ai cicli meteorologici sulla Terra. Intorno all'anno 2022 (denominato ciclo 25), una coppia di onde si sposterà verso gli emisferi settentrionale e meridionale del Sole, perdendo lentamente la sincronia e riducendo l'attività solare e quindi il nostro clima caldo.

"Nel ciclo 26, le due onde si rispecchiano esattamente l'una nell'altra, raggiungendo un picco nello stesso momento ma in emisferi opposti del Sole. La loro interazione sarà dirompente o si annulleranno quasi a vicenda. Prevediamo che ciò porterà alle proprietà di un 'minimo di Maunder'", ha detto Zharkova.
Il minimo di Maunder è stato un periodo di 70 anni tra il 1645 e il 1715. Il Sole produsse a malapena macchie solari e la Terra visse una fase di raffreddamento. Alcune regioni dell'Europa settentrionale e degli Stati Uniti ebbero inverni insolitamente freddi. Il fiume Tamigi, che scorre attraverso Londra, gelò persino per sette settimane ed era percorribile a piedi. La superficie era così stabile che i residenti potevano persino organizzare "fiere del gelo" sul ghiaccio.

Le macchie solari sono regioni relativamente "fredde" del Sole che appaiono più scure quando sono fotografate. Sono più fredde del resto del Sole, ma sono ancora intorno ai 4500 K (4200ºC, 7600ºF). Sono causati da una concentrazione di intenso campo magnetico proveniente dal Sole. Questo inibisce e reindirizza il flusso di materia calda verso quella regione e la rende più scura, ciò che chiamiamo macchie solari.

Le macchie solari durano da 1 a 100 giorni, durante i quali ruotano attorno al Sole, seguendo il flusso del fluido solare. Le macchie solari attraversano cicli di intensità e scarsità basati sul movimento dei cicli fluidi. Ci sono due onde principali che sono leggermente sfalsate nel tempo, producendo periodi di massima e minima attività solare.

"In effetti, quando le onde sono approssimativamente in fase, possono mostrare una forte interazione o risonanza e abbiamo una forte attività solare", ha spiegato Zharkova.

"Quando sono fuori fase, abbiamo i minimi solari. Quando c'è una completa separazione di fase, abbiamo le condizioni viste per l'ultima volta durante il minimo di Maunder, 370 anni fa".

Fonte: Iflscience.com

Articolo correlato: Il Sole si sta "spegnendo": verso un nuovo Minimo di Maunder

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martedì 1 gennaio 2019

2019: possibili scenari


Quali sono gli scenari che si prospettano in merito alla geoingegneria clandestina e ad altre questioni cruciali per il 2019? Un’ufficializzazione delle chemtrails, con la solita scusa del riscaldamento globale da biossido di carbonio, a taluni ricercatori pare imminente, almeno nella forma di “sperimentazioni”.

In ogni caso, ufficializzate o no, le attività di “guerra climatica, vista la debole attività solare”, sono destinate ad inasprirsi con tutte le micidiali conseguenze facilmente immaginabili. Non solo, l’introduzione capillare del funesto 5G, le cui frequenze sono in parte schermate dalla vegetazione e dalle idrometeore (pioggia, nebbia etc.) lascia presagire un aggravamento di fenomeni quali la siccità e seri danni alla flora. Delle perniciose ripercussioni sugli animali e sull’uomo abbiamo già scritto.

Insomma, sarà un anno all’insegna di un genocidio lento e subdolo, un genocidio perpetrato con varie armi (vaccinazioni coatte, contaminazione deliberata degli ecosistemi, campi elettromagnetici…), ma nascosto in modo ipocrita dietro iniziative per tutelare l’ambiente e la salute: si pensi alla colossale truffa degli autoveicoli elettrici o ibridi che inquinano molto più degli automezzi a benzina, poiché l’elettricità per caricare le batterie è generata da centrali che usano combustibili fossili e l’uranio, senza dimenticare che non si sa come smaltire gli accumulatori.


Efficienza energetica fotovoltaico in presenza di geoingegneria clandestina - Clicca per ingrandire - NOTA: Le oscillazioni nel grafico sono dovute - sopra: alle velature - sotto: al passaggio dei cumuli.

Sarà dunque un anno poco propizio per usare un eufemismo. Le diuturne operazioni di biogeoingegneria assassina causeranno un decremento, se non un crollo della produzione agricola: non saremo colpiti forse dalla carestia, ma molti settori ne risentiranno in modo pesante. La crisi socio-economica e finanziaria comunque si accentuerà, grazie soprattutto alla nefasta politica dell’attuale esecutivo, in perfetta continuità, nonostante la reboante retorica populista (sic), con i crimini dei governi precedenti, tutti volti ad impoverire l’Italia ed a consegnarla, una volta ridotta ad un fantasma di sé stessa, ai potentati internazionali.

E’ poi probabile che sismi, eruzioni vulcaniche e maremoti, sia naturali sia indotti, diventeranno sempre più frequenti e rovinosi.

Non si può trascurare, in questa analisi-previsione, il ruolo che sarà giocato dalle frizioni sullo scacchiere internazionale tra la Federazione russa, Cina etc. (Gog e Magog) e l’Occidente con tutta la galassia di nazioni che non si sa con chi si schiereranno: tra questi l’Italia che, dopo il recente viaggio del ministro della disoccupazione e del sottosviluppo, l’eroico Gigetto Di Maio, nella Repubblica popolare cinese, potrebbe pure sparigliare le carte.

Il pericolo maggiore è il seguente: pensare che la risoluzione dei problemi possa giungere dalle istituzioni, dagli apparati, da qualche statista… illuminato. Molti, ad esempio, s’illudono che Putin (o chi per lui) possa costituire un argine allo strapotere della mafia mondialista, mentre è probabile che il Presidente della Federazione russa sia organico, volente o nolente, alla realizzazione dei piani che prevedono lo scoppio di un Terzo conflitto mondiale, secondo le linee tracciate da Pike e Mazzini nel XIX secolo. Si sta definendo, di giorno in giorno, nell’indifferenza della massa, la cornice strategica adatta all’adempimento di certi progetti (o profezie?) tesi alla ridefinizione degli equilibri planetari ed alla “palingenesi” (la guerra come “sola igiene del mondo”, F. T. Marinetti), culminante nell’instaurazione di un inedito assetto, il Nuovo Ordine mondiale…. E il Vaticano, con quest’ultimo papa, fautore della globalizzazione più bieca, non starà a guardare.


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venerdì 8 dicembre 2017

Il Sole si sta "spegnendo": verso un nuovo Minimo di Maunder



Giungono altre conferme a quanto segnalammo tempo fa, soprattutto sulla base delle ricerche condotte dall’astronomo statunitense Eric Dollar. Dollar fu il primo o uno dei primi scienziati ad avvisare che l’attività solare era sempre più debole. Lo specialista lanciò l’allarme circa l’avvento di una piccola era glaciale, conosciuta come Minimo di Maunder. [1] Tra l’altro, Alessandro Manzoni, nei “Promessi sposi”, ambientati tra il 1628 ed il 1630, indugia sui prodromi di questa fase meteo-climatica, contraddistinta da crollo delle temperature ed aridità. Mutatis mutandis, sembra che siamo prossimi ad una situazione molto simile, sebbene l’attuale siccità sia in toto di origine artificiale. Non è casuale se in Rivelazione di Giovanni-Cerinto, testo esoterico e simbolico, è scritto: “Poi suonò il quarto angelo; e la terza parte del sole fu percossa e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle, sì che la loro terza parte si oscurò; e la terza parte del giorno non splendeva né la notte in modo simile”. (Apocalisse 8:12). Si consideri infine, come ci ricorda Dollar, che un’attività solare tenue implica un inasprimento delle operazioni chimiche, giacché è la nostra stella ad alimentare, con la sua energia, la ionosfera usata dai militari e dai civili per le radio-comunicazioni. [2]



Gli scienziati mettono in guardia: il Sole andrà a "dormire" nel 2030, causando un crollo delle temperature ed una possibile ’mini era glaciale per la Terra.

È quanto emerge da un nuovo studio - riportato dal “Daily mail” - secondo il quale fra il 2020 e il 2030 i cicli solari si cancelleranno uno con l’altro: questo porterà ad un fenomeno chiamato ’Maunder minimum’, all’origine di una piccola era glaciale che colpì l’Europa fra il 1646 e il 1715, causando fra l’altro il congelamento del Tamigi.

Il modello usato nella ricerca - secondo la professoressa Valentina Zharkova, che lo ha presentato al National Astromy Meeting a Llandun - suggerisce che l’attività solare calerà del 60% durante il 2030. Sulle incognite climatiche per il futuro è intervenuta anche Confagricoltura: "Abbiamo davanti uno scenario di medio periodo inquietante. Il cambiamento climatico (sic) non è più qualcosa che accadrà in futuro: è già qui e sta manifestando i suoi effetti. Le imprese agricole sono state le prime a confrontarsi con questo problema. Non esiste, infatti, altra attività umana così dipendente dal clima come l’agricoltura ed il nostro paese non può sottrarsi a questa sfida", ha affermato Antonio Boselli, componente della Giunta di Confagricoltura.

[1] Il minimo di Maunder è il nome dato al periodo che va circa dal 1645 al 1715 e che fu caratterizzato da un'attività solare molto scarsa, ovvero una situazione in cui il numero di macchie solari divenne estremamente basso.

[2] Dollar ha dedicato quattro anni a studiare il Sole alla Sonoma State University, prima che il suo laboratorio fosse chiuso d’autorità. Egli ritiene che il Sole non sia una gigantesca fornace a fusione nucleare che sprigiona luce e calore bruciando combustibile, ma un corpo celeste in grado di convertire energia da un’altra dimensione. L’ipotesi, che può sembrare peregrina, non è del tutto nuova: è possibile che le stelle attingano l’energia dall’etere, come ventilato da taluni studiosi. Qui, però, ci interessa in particolar modo un’altra osservazione di Dollar: egli ritiene che uno degli scopi di H.A.A.R.P. e degli altri riscaldatori ionosferici sia quello di creare uno strato di plasma artificiale, ogni qual volta la debole attività solare non alimenta la ionosfera naturale. E’ una conclusione che merita di essere considerata ed approfondita, perché conferma quanto sappiamo a proposito degli interventi ad opera dei militari per cui la ionosfera è indispensabile ai fini delle comunicazioni radio.

Dichiara l’astronomo: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

Fonte: ilgiornale.it

Articoli correlati:

- Comprendere il caos climatico, 2014
- Attività solare e ionosfera, 2014
- Eric Dollar: Il Sole non è un Reattore Nucleare, 2014


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venerdì 20 gennaio 2017

Scambi atmosferici: attività solare e geoingegneria clandestina



Pubblichiamo un breve articolo che correla alcune aberrazioni atmosferiche (già osservate da Tanker enemy nel 2010) e termiche alla debole attività solare (Minimo di Maunder) di questo periodo. Ovviamente le informazioni del testo, scritto da un solarista, devono essere integrate, al fine di comprendere il caos climatico che stiamo vivendo da alcuni lustri, alle criminali attività di manipolazione della biosfera. E’ evidente in ogni caso che la concentrazione di biossido di carbonio in atmosfera non ha alcun effetto sui fenomeni climatici o, al limite, ripercussioni del tutto trascurabili: i bugiardi del riscaldamento globale di origine antropica sono ancora una volta smentiti.



Sinceramente non so sia normale una situazione del genere, ma da qualche tempo si verificano frequenti scambi emisferici ovvero, a livello di bassa stratosfera (alla quota di 250 hPa), i venti dell’emisfero australe attraversano l’equatore e si “mescolano” con quelli dell’emisfero boreale.

Quello che bisogna notare, però, non è tanto questa apparente e teorica “anomalia”, quanto l’estrema ondulazione della corrente a getto sull’America settentrionale (in alto al centro) e sull’Europa. Questo andamento sinuoso è tipico dei periodi di bassa attività solare ed è la causa principale (insieme con le disastrose operazioni di geoingegneria illegale, n.d.r.) delle anomalie termiche alle varie latitudini.



Fonte: attivitasolare.com


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mercoledì 23 dicembre 2015

Il Sole va in letargo: raffreddamento globale e parossismo delle operazioni chimiche

Un’ennesima smentita alla balzana pseudo-teoria del riscaldamento globale giunge dall’autorevole voce del climatologo John Casey. Ha ragione l’astronomo Eric Dollar a sostenere che l’attività solare è, in questi ultimi tempi, debole: ne conseguirà più che un immediato influsso sul clima, ormai gestito in gran parte dai soliti noti, un’intensificazione delle attività chimiche, visto che la ionosfera è alimentata dall’energia elettromagnetica sprigionata dalla nostra stella. E’ un’intensificazione volta a creare uno strato elettroconduttivo nella bassa atmosfera indispensabile ai signori della guerra per i loro maledetti conflitti presenti e futuri. [1] Di seguito l’articolo in cui Casey, che è pur sempre un solarista con i pregi ed i limiti di questa categoria, preannuncia un raffreddamento planetario con tutte le ripercussioni facilmente immaginabili. Osserviamo infine che, se veramente il clima subirà una diminuzione delle temperature, probabilmente ciò sarà dovuto per lo più alle operazioni illegali in atmosfera e non tanto ad un Sole sonnacchioso, i cui effetti non si manifestano ex abrupto, da un anno all’altro, ma con estrema gradualità.



"Caro presidente Obama, si copra bene: farà freddo, freddissimo, per almeno trent’anni". Lo sostiene John Casey, già climatologo della N.A.S.A., ora direttore di un centro studi di Orlando, la “Space and science research corporation”. L’allarme: l’attività del sole sta rapidamente cambiando, la comparsa di nuove macchie solari lascia presagire un nuovo “grande inverno” per il pianeta, a partire dal 2015-2016, con conseguenze devastanti, fenomeni di assideramento di massa e addirittura il crollo del 50% della produzione alimentare a causa del collasso dell’agricoltura. E’ il drammatico contenuto della lettera che lo scienziato ha rivolto al capo della Casa Bianca già lo scorso aprile. Oggetto: “Richiesta di preparare gli Stati Uniti per un pericoloso clima freddo”. Casey chiede di prendere “provvedimenti immediati per garantire che gli Stati Uniti d’America siano pronti per lo storico e potenzialmente pericoloso clima freddo, che sta per arrivare”. Ma il problema non era il global warming, il surriscaldamento? Sì, fino a ieri. Da oggi, l’allarme è di segno opposto: neve, gelo, temperature sotto zero. A partire dai prossimi mesi.

Anche l’Italia dovrebbe già avvertirne gli effetti da questo dicembre. Gli ultimi studi compiuti confermerebbero l’arrivo di freddo e neve sull’Italia, infatti, già da capodanno. A condizionare la stagione invernale saranno i venti di Burian che si faranno sentire in modo particolare per due o tre volte quest’anno. La tesi di molti mesi rigidi e di un gennaio tra i più freddi della storia con temperature al di sotto dei 20 gradi sembra dunque confermarsi.



Casey cita le ricerche condotte negli ultimi decenni sulle cause del cosiddetti cambiamenti climatici. Il periodo passato del riscaldamento globale è un fenomeno naturale, prodotto principalmente dal Sole ed è finito”, scrive il climatologo nella sua Iceberglettera ad Obama. “Sono oltre diciassette anni che non viene registrata alcuna effettiva crescita delle temperature atmosferiche globali in troposfera. Ironia della sorte, questo significa che, mentre per la maggior parte del tempo la comunità internazionale ha avuto a che fare con il riscaldamento globale, quest’ultimo, non c’era! E’ quindi importante accettare che il riscaldamento globale è finito”. Non c’è più alcun riscaldamento globale, sostiene Casey. “La Terra – scrive – è in fase di raffreddamento da diversi anni, come gli oceani negli ultimi undici anni e l’atmosfera per la maggior parte del tempo”. Dei 24 parametri climatici monitorati dalla Space and science research corporation, registrati in resoconti trimestrali, ben 18 di essi mostrano un raffreddamento globale come tendenza dominante”. Quanto ai restanti 6, «si convertiranno verso lo stato di raffreddamento, entro i prossimi cinque anni».

Lo scienziato dichiara che il livello del mare ha già iniziato a calare, là dove alcune aree oceaniche stanno diventando più fredde. Il centro ricerche coordinato da Casey prevede una riduzione globale del livello del mare della durata di 30 anni, “che comincerà in qualsiasi momento tra quest’anno ed il 2020. Se queste tendenze cambiassero, il centro studi sarebbe il primo a segnalarlo - dice Casey - tuttavia, sulla base delle temperature globali effettive e dei modelli climatici più affidabili, c’è una sola conclusione sullo stato attuale clima della Terra: un nuovo clima freddo è arrivato”. Se questa “nuova era glaciale” procedesse come negli episodi passati (circa 200 e 400 anni fa), secondo Casey “dovremmo aspettarci di vedere notevoli danni alle colture a livello mondiale, sconvolgimenti sociali e politici e la perdita della vita”. […] Casey aggiunge che abbiamo poco tempo per prepararci: “Gli scienziati russi si sono spinti fino a parlare di una nuova “Piccola era glaciale” che principierà quest’anno”.

Secondo gli studiosi statunitensi, il nuovo clima freddo verrebbe imposto alla Terra “da un ripetuto ciclo, di 206 anni, del Sole”. Casey l’aveva già annunciato nel 2007. “Anche se molti altri ricercatori hanno scoperto questo ciclo o previsto un clima rigido in arrivo, sono stati ignorati”, scrive lo scienziato, nella sua lettera a Obama. “La fase di freddo di questo lungo ciclo di due secoli, è prodotta dalla riduzione drammatica dell’energia con la quale il sole scalda la Terra”. Lo chiamano “letargo solare” ed è stato confermato dalla N.A.S.A., dall’aviazione statunitense e dal “National solar observatory”. “La ricerca relativa a questi letarghi – aggiunge Casey – mostra anche che si verificano in concomitanza con i terremoti e le eruzioni vulcaniche più distruttive”.

Potenzialmente devastanti le conseguenze dello choc climatico sulla popolazione, a cominciare dalle categorie più esposte: “Credo che gli afro-statunitensi, altre minoranze ed i poveri soffriranno di più, per la nuova era glaciale e le vostre politiche climatiche”, scrive Casey al presidente (in realtà un fantoccio, un utile idiota, n.d.r.) […] “Senza adeguate contromisure governative, avverte lo scienziato, saremo impreparati ed incapaci di procurarci il cibo”. Inutile aggiungere che ci sarà un’impennata dei costi dell’energia, micidiale soprattutto per i più poveri. Casey rimprovera ad Obama di aver “creduto alla teoria del surriscaldamento globale” e gli rinfaccia la responsabilità per l’incolumità di 317 milioni di cittadini statunitensi di fronte al “grande freddo” che, giura, sta davvero per arrivare.

Fonte: Retenews24

[1] Spiega Dollar: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà è il contrario, ossia le operazioni di aerosol sono finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.


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mercoledì 11 febbraio 2015

Il Sole in letargo

Attività solare al minimo in questo periodo: aveva dunque ragione lo scienziato statunitense Eric Dollar a contraddire quanti prevedevano un Sole sempre più “esuberante”. Tra le altre cose, i cicli della nostra stella incidono pure sulla ionosfera la cui efficienza dipende da una più intensa attività dell’astro. Questo spiega per quale ragione le operazioni chimiche diventano di giorno in giorno sempre più parossistiche: se la ionosfera, indispensabile per le radiocomunicazioni, si indebolisce, i militari vi sopperiscono, creando degli strati ionosferici artificiali a base di metalli elettroconduttivi e… neurotossici.



L’articolo che pubblichiamo, affinché non si cada in visioni unilaterali ed incomplete, va inquadrato nella dialettica tra “naturalismo” ed “artificialismo”.

Sembra che il Sole si sia addormentato. Secondo gli scienziati, l’attività del Sole è al suo minimo da cento anni a questa parte. Le condizioni sono stranamente simili a quelle che precedettero il minimo di Maunder, un periodo a metà del XVII secolo, quando si verificò una piccola era glaciale: nel 1645 il fiume Tamigi ghiacciò.

Alcuni ricercatori ritengono che la debole attività del Sole potrebbe causare notevoli cambiamenti climatici, a partire da una drastica riduzione dei valori termici.

E’ noto che, per un certo periodo, è stata l’attività solare a provocare il cosiddetto ‘global warming', accentuato dalle operazioni di geoingegneria clandestina in sinergia con le emissioni dei riscaldatori ionosferici e non il biossido di carbonio (n.d.r.). L'interpretazione è avvalorata dal fatto che ormai da molti anni le temperature globali sono stabili, in coincidenza proprio con la diminuzione delle eiezioni di massa coronale e di altri fenomeni riguardanti la nostra stella.

“Qualunque misura si adoperi, si osserva che i picchi solari stanno scendendo”, asserisce Richard Harrison del Rutherford Appleton Laboratory nell’Oxfordshire (Regno Unito). ‘Mi occupo di fisica solare da trent’anni e non ho mai visto alcunché di simile”, chiosa l’astronomo.

Mike Lockwood della University of Reading afferma che le temperature più basse potrebbero anche influire sulle correnti a getto, innescando un repentino sconvolgimento dei sistemi meteorologici.

“Stimiamo entro quarant’anni una probabilità del 10-20% che ci si avvii verso un nuovo minimo di Maunder’, precisa l’esperto.

Nel 2014 la N.A.S.A. avvertì che “qualcosa di inaspettato” stava accadendo sul Sole. Il 2015 sarebbe dovuto essere l’anno del massimo solare, con l’acme del ciclo delle macchie, ciclo che dura undici anni circa, ma ne sono state rilevate poche. “Il numero di macchie solari è, a partire dal 2011, ben al di sotto dei valori medi; inoltre forti brillamenti sono stati rari”, spiegano gli scienziati dell’agenzia spaziale statunitense.

Fonte: Latanadizak


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lunedì 14 aprile 2014

Attività solare, ionosfera e geoingegneria clandestina


Si moltiplicano gli allarmi degli astrofisici circa le aberrazioni dell’attività solare che si manifesta attraverso flares, eiezioni di massa coronale, filamenti etc. Pare che abbiano ragione gli scienziati russi e l’astronomo non accademico Eric Dollar [1]: essi da tempo paventano un indebolimento dell’attività solare, concomitante con la disgregazione del campo magnetico, in passato connesso al minimo di Maunder, quindi ad una diminuzione delle temperature globali.

Alcuni esperti ritengono che i fenomeni sismici e vulcanici sempre più frequenti ed intensi siano da collegare alle anomalie del Sole. Noi riteniamo, invece, che in molti casi i terremoti, il cui ipocentro è superficiale, siano dovuti ad “esperimenti”, in particolare alla manipolazione della ionosfera e degli strati di atmosfera inferiori.

La ionosfera è, considerando le irregolarità dell’attuale ciclo solare, cominciato nel gennaio del 2008, la chiave per comprendere l’intensificazione delle operazioni chimiche nei nostri cieli. E’ noto, infatti, che la ionosfera, formata da plasma (il quarto stato della materia in cui agli atomi sono strappati gli elettroni da potenti emissioni di energia) è indispensabile, grazie alle sue caratteristiche fisiche, per la trasmissione dei segnali radio in ambito sia civile sia strategico.

Sappiamo anche che la ionosfera è, per dir così, alimentata dall’attività solare. Se essa si affievolisce, la ionosfera tende ad indebolirsi: i militari hanno risolto il problema trasformando l’atmosfera, anche a bassa quota, in una sorta di plasma, soprattutto attraverso la dispersione di bario e di altri elementi elettroconduttivi come l'alluminio, il manganese, il litio ed il supermagnetico stronzio. Così sopperiscono alla perdita di efficacia sopra descritta. Perciò, se il Sole non uscirà dal suo “letargo”, dobbiamo attenderci un ulteriore parossismo nella micidiale “aerosolterapia”.

Correlare i fenomeni naturali agli interventi “umani” ci permette di comprendere il quadro complessivo ed altresì di concludere che la tecnologia, con il letale connubio tra sistemi H.A.A.R.P. ed irrorazioni, tende a prevalere sulla Natura: infatti il presente stato della nostra stella dovrebbe indurre una piccola era glaciale, laddove tale tendenza non è ancora visibile. Semmai si rileva un caos meteorologico e climatico su cui ci siamo già soffermati, per analizzarne origini, caratteristiche e conseguenze.

[1] Dichiara l’astronomo Eric Dollar: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

Articoli correlati:

- Comprendere il caos climatico, 2014
- Il campo magnetico solare è disgregato, 2014
- Un ambiente di plasma elettroconduttivo, 2008


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martedì 4 febbraio 2014

Comprendere il caos climatico


E’ imminente una piccola era glaciale? Alcuni scienziati avvertono che il Sole è ‘andato a dormire’ e che le temperature potrebbero scendere ancora nel corso del 2014. Il 2014 sarebbe dovuto essere ricordato come l’anno del ‘massimo solare’. I ricercatori hanno constatato, invece, che l’attività solare è solo una frazione di quella che ci si aspettava, con condizioni molto simili a quelle registrate nella meta del XVII secolo, quando una piccola era glaciale investì la Terra. Nel 1645, all’inizio dell’era del minimo di Maunder, ghiacciò addirittura la superficie del Tamigi.

L’attività solare è al minimo degli ultimi 100 anni. I ricercatori credono che questa fase potrà causare importanti variazioni nelle temperature globali.

“Qualsiasi sistema di misurazione si adoperi, è evidente che il picco solare sta scemando”, asserisce il Dr. Richard Harrison del Rutherford Appleton Laboratory nell’Oxfordshire. “Sono fisico solare da trent’anni e non ho mai osservato nulla di simile’.

Lucie Green della U.C.L. ritiene che le cose potrebbero essere differenti oggigiorno, considerando l’apporto antropico sul clima globale. La Green dichiara: ‘L’attività umana potrebbe contrastare tale andamento, anche se risulta assai difficile elaborare delle previsioni’.



Come si può notare da questa carrellata di autorevoli pareri, sembra che il pianeta si stia avviando verso il raffreddamento. Tuttavia il già complesso sistema climatico mondiale è reso ancora più complicato dalle operazioni di geoingegneria clandestina il cui impatto sulle dinamiche atmosferiche è pesante ed indiscusso. Dane Wingington, studiando gli andamenti termici ed altre variabili meteorologiche regioni, ritiene che in alcune aree del globo le temperature stiano scendendo, mentre in altre esse stanno crescendo. Qui sono associate ad una grave carenza di precipitazioni. E’ palese che è arduo districarsi: vediamo allora di valutare i fattori che incidono sul clima attuale per tentare di preconizzare gli sviluppi futuri.

1. Attività solare
2. Interventi di geoingegneria abusiva
3. Altri aspetti naturali ed antropici

1. Già alcuni scienziati russi e l’astronomo statunitense Eric Dollar [1] tempo addietro avvisarono che l’attività della nostra stella era sempre più debole e ciò induceva a presagire un raffreddamento globale.

2. La geoingegneria clandestina determina squilibri e sconvolgimenti disparati, ora provocando un incremento delle temperature ora generando l’effetto contrario. In alcuni casi favorisce la siccità, in altre circostanze alluvioni. Le chemtrails, abbinate all’azione dei riscaldatori ionosferici, catalizzano ed estremizzano le manifestazioni naturali o ne alterano il corso, aggiungendo caos al caos. In particolare lo spostamento e la frantumazione della corrente a getto possono spiegare le aberrazioni meteorologiche di questo inverno.

3. Tra gli eventi che sono decisivi non si può trascurare l’influsso delle correnti marine: il rallentamento della Gulf stream è destinato a rendere rigido il clima di molte regioni dell’emisfero settentrionale.

Sviscerati questi tre parametri ed i loro numerosi risvolti, si può tentare di definire dei modelli predittivi che dovranno, però, essere continuamente adattati all’evoluzione dei vari “ingredienti” (naturali e no) ora in sinergia ora in conflitto tra loro. In questo quadro confuso, una cosa sola è certa: ghiaccio o fiamme, sarà grama.


Fonti:

- evoluzioneclima.it
- freeskies.over-blog.com
- geoengineeringwatch.org
- tankerenemymeteo.blogspot.it


[1] Un altro “eretico” è lo scienziato Eric Dollar. Dollar ha dedicato quattro anni a studiare il Sole alla Sonoma State University, prima che il suo laboratorio fosse chiuso d’autorità. Egli ritiene che il Sole non sia una gigantesca fornace a fusione nucleare che sprigiona luce e calore bruciando combustibile, ma un corpo celeste in grado di convertire energia da un’altra dimensione. L’ipotesi, che può sembrare peregrina, non è del tutto nuova: è possibile che le stelle attingano l’energia dall’etere, come ventilato da taluni studiosi. Qui, però, ci interessa in particolar modo un’altra osservazione di Dollar: egli ritiene che uno degli scopi di H.A.A.R.P. e degli altri riscaldatori ionosferici sia quello di creare uno strato di plasma artificiale, ogni qual volta la debole attività solare non alimenta la ionosfera naturale. E’ una conclusione che merita di essere considerata ed approfondita, perché conferma quanto sappiamo a proposito degli interventi ad opera dei militari per cui la ionosfera è indispensabile ai fini delle comunicazioni radio.

Dichiara l’astronomo: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

Vedi Eric Dollar: Il Sole non è un Reattore Nucleare, 2013

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