venerdì 2 settembre 2011

Nuvole tarocche: da Rudolf Steiner alle scie chimiche, da Rihanna a Fabrizio De André (articolo di M.B.)

Pubblichiamo un originale studio di M.B. in cui sono snidati significati occulti, filigranati in alcune canzoni, e connessi ad un’interpretazione esoterica e spirituale circa l’origine dell’umanità. Non sembri un approccio peregrino: la bio-ingegneria clandestina nasconde molto più di quanto si possa immaginare con la più fervida fantasia.

Esistono entità che vivono nelle nuvole? Ed esistono altri esseri che vogliono danneggiarle, magari ponendosi dietro le quinte dei molteplici scopi dell'operazione 'scie chimiche'? Per quale motivo si osserva un tale accanimento contro i cumuli? Sono un semplice ostacolo alle comunicazioni militari o c'è dell'altro? E cosa sono i globi di luce che sembrerebbero tentare di contrastare i tankers chimici quando attraversano il cumulo al fine di dissolverlo? Quelle entità viventi nelle nubi potrebbero essere... come noi qualche anno fa.

Rudolf Steiner nel suo libro “Il Vangelo di Giovanni” scrive alle pagg. 110 e 111: "L'uomo è veramente, alla lettera, disceso sulla terra da sfere che dobbiamo definire come sfere di acqua e di vapore, d'acqua e d'aria (simili a elementali?). ... Finché era stato liquido ed aeriforme. egli si trovava su in mezzo agli dei; a poco a poco, parallelamente all'addensarsi della Terra, l'uomo si addensò fino all'odierna materialità. Questo processo rappresenta la discesa; come l'uomo è disceso, così pure risalirà. Dopo aver maturato tutte le esperienze possibili entro la materia solida, egli tornerà ad ascendere a quelle regioni nelle quali il suo corpo fisico è liquido ed aeriforme. ... Oggi intanto egli non può che anticipare spiritualmente quegli stati. L'uomo un tempo non nasceva dalla carne e dalla terra, bensì dall'aria e dall'acqua e, in avvenire, dovrà realmente rinascere dallo spirito dell'aria e dell'acqua".

In seguito l'antroposofo riporta un passo del Vangelo detto di Giovanni tratto dal colloquio con Nicodemo: “A meno che uno non sia nato dall'acqua e dall'aria, non potrà entrare nel Regno dei Cieli”. (Gv. 3, 5).

C'è qualcuno che si sta opponendo a tale risalita? Qualche forza contraria all'uomo?

Da sempre la musica propinata a ripetizione in radio e televisioni, è spesso veicolo di messaggi 'satanici' intrisi di forte simbologia. Pensiamo alle attuali 'stelle' internazionali come Lady Gaga e Rihanna. Proprio riguardo a quest'ultima, l'utente di Youtube, Lenonhonor, ha analizzato la canzone “Umbrella”, producendo un documentario di circa tre ore dal titolo 'Works of evil', ora riproposto dall’utente GrandTruth0777 col titolo ‘Hip hop and the occult: secret cult messages, Rihanna Umbrella video’ di cui sono disponibili tutti gli spezzoni a partire dal secondo

La canzone ed ancor più il video che l'accompagna sono pieni di simboli: figure geometriche, sigle, doppi sensi, riferimenti a famiglie illustri (Rockfeller), ma non solo. La cantante è accompagnata dal rapper Jay-Z che compare in diversi fotogrammi, mentre tiene le dita a forma di piramide, inserendo il suo occhio all'interno. Il rapper produce una voce particolare e la cantante interagisce con lui: secondo Lenonhonor, questo duetto alluderebbe ad un vero e proprio dialogo fra un demone e la popstar, nella quale vengono elencati i vantaggi che ella avrebbe, ponendosi sotto la sua protezione (l'umbrella del titolo): soldi, fama, successo. Tra le varie lusinghe, il demone afferma che non ci sono nuvole nelle sue tempeste: 'No clouds in my storms'. E proprio questa frase, più volte sottolineata nel documentario, ci porta al tema iniziale: le 'tempeste' non vanno qui intese, secondo Lenonhonor, dal punto di vista meteorologico, ma come sconvolgimenti che il demone è in grado di provocare con i suoi poteri. Ed in queste negatività non ci sono nuvole.

Le nubi, quelle naturali, oltre ad essere portatrici di piogge nutrienti e rinfrescanti, riescono a rendere splendidi anche i paesaggi più monotoni, disegnando particolari scenografie. Eppure nel linguaggio comune il tempo nuvoloso viene definito 'brutto'. Un altro modo per metterci contro di loro?

Anche in Italia esistono casi simili a quelli di Rihanna. Molti cantanti, talora non privi di qualche qualità, appaiono tuttavia come 'fabbricati a tavolino', uscendo da qualche talk show o reality. E chi ci dice che non vengano anch'essi usati per veicolare determinati messaggi? Alessandra Amoroso ha inciso un disco in cui appare in copertina con uno sguardo particolare, quasi demoniaco e diverso dal solito (notare le differenze), ma soprattutto acconciata in modo molto simile a Rihanna. E come si intitola questo album? “Senza nuvole”.

Ma nella musica potrebbero esserci anche casi 'opposti'. Sorvolerei sulla Bandabardò e sul loro recente album 'Scaccianuvole' in cui appare un uomo a cavalcioni sul muso di un aereo (ma io, pur non conoscendola appieno, credo che tale band sia buona solo per emozionare qualche illuso alla festa dell'Unità, ma assolutamente non in grado di formulare riferimenti metaforici o simili).

Appare, invece, molto più interessante il caso di Fabrizio De André, autore da porre sicuramente tra quelli che si sono “spinti oltre”. Le nuvole sono presenti in almeno due titoli di suoi dischi: “Nuvole barocche” e “Le nuvole”.

Il primo è uno dei più vecchi e sembra sia stato ripudiato dal cantautore stesso. Lo stile appare quasi antico, come quelle musiche che uscivano da un grammofono. Ma non per questo i brani sono di scarsa qualità. Anzi, due sembrano davvero da inserire fra i più belli di De André.

Il secondo si apre proprio con la canzone che dà il nome all'album: si tratta in realtà di una poesia letta a due voci da Lalla Pisano e Maria Mereu. Potrebbe sembrare un'ode alle nubi o meglio di come esse possano al contempo affascinare ed impaurire. [ Link al video ]

In realtà Fabrizio De Andrè, in una rara intervista televisiva, affermò che il titolo è un omaggio ad Aristofane e le nuvole sono da intendersi come personaggi (politici etc.) che si mettono fra noi ed il cielo, impedendoci di vedere il sole.

Un'accezione negativa quindi anche per lui? Probabile: le nuvole 'che assumono forma di pecora' potrebbero essere un riferimento alla famiglia Agnelli? E quelle a forma di airone, elegante volatile citato anche da Rino Gaetano nel suo sibillino brano “Cerco”? Va ricordato, però, che come il cantautore calabrese non ha quasi mai parlato esplicitamente in televisione del vero significato delle sue canzoni, allo stesso modo l'autore genovese potrebbe aver fornito una lettura più comprensibile ad una platea televisiva, come quella offertaci ad hoc da Fabio Fazio che sembrerebbe avere l'esclusiva su qualunque cosa riguardi De Andrè. L'ultima frase della canzone è troppo profetica per non essere presa in considerazione, soprattutto perché all'epoca dell'uscita dell'album non si parlava ancora di 'scie chimiche'. Eccola per intero:"(Le nuvole) vanno, vengono, per una vera, mille sono finte e si mettono lì tra noi ed il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia". Da notare l’aggettivo ‘finte’: perché usarlo se si trattasse solo, come sostenuto nell’intervista, di quelle nuvole gonfie di pioggia, poi dissolte dal vento? Esse sarebbero comunque vere, al massimo ‘illusorie’ o ‘bugiarde’, ma in fin dei conti reali. Nessuno aveva descritto in maniera così poetica la nuvolaglia lattiginosa e sterile delle scie chimiche persistenti!

Insomma, nonostante Fabrizio De André abbia ripudiato il suo album giovanile, meglio le sue “Nuvole barocche” delle moderne e più tristi “nuvole tarocche”.


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