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sabato 10 dicembre 2022

A causa della ridotta attività solare è imminente una mini-era glaciale?

La vita sulla Terra è sempre stata dipendente dalle condizioni del Sole, quindi gli scienziati dedicano molto tempo allo studio della sua attività. Un recente annuncio degli scienziati solari suggerisce che il Sole potrebbe presto entrare in un periodo di significativa riduzione dell'attività, che potrebbe causare una mini-era glaciale entro il 2030.

Queste previsioni sono state annunciate al National Astronomy Meeting di Llandudno, nel Galles, quindi non è stato ancora possibile valutare la ricerca. Tuttavia la professoressa Valentina Zharkova dell'Università della Northumbria, che ha fatto questo annuncio, afferma che i risultati provengono da un modello computerizzato di macchie solari che ha fatto "previsioni accurate senza precedenti", come riportato dalla testata The Telegraph.

Il modello ha dimostrato di avere una precisione del 97% nella mappatura dei cicli passati delle macchie solari, usando i dati dei cicli solari dal 1976 al 2008. Se questa affidabilità continua, allora il modello ha anche alcune previsioni allarmanti per il futuro: una mini-era glaciale intorno al 2030.

Per ottenere questi risultati, gli scienziati hanno mappato il movimento del fluido solare che si muove in cicli di circa 11 anni, che corrispondono ai cicli meteorologici sulla Terra. Intorno all'anno 2022 (denominato ciclo 25), una coppia di onde si sposterà verso gli emisferi settentrionale e meridionale del Sole, perdendo lentamente la sincronia e riducendo l'attività solare e quindi il nostro clima caldo.

"Nel ciclo 26, le due onde si rispecchiano esattamente l'una nell'altra, raggiungendo un picco nello stesso momento ma in emisferi opposti del Sole. La loro interazione sarà dirompente o si annulleranno quasi a vicenda. Prevediamo che ciò porterà alle proprietà di un 'minimo di Maunder'", ha detto Zharkova.
Il minimo di Maunder è stato un periodo di 70 anni tra il 1645 e il 1715. Il Sole produsse a malapena macchie solari e la Terra visse una fase di raffreddamento. Alcune regioni dell'Europa settentrionale e degli Stati Uniti ebbero inverni insolitamente freddi. Il fiume Tamigi, che scorre attraverso Londra, gelò persino per sette settimane ed era percorribile a piedi. La superficie era così stabile che i residenti potevano persino organizzare "fiere del gelo" sul ghiaccio.

Le macchie solari sono regioni relativamente "fredde" del Sole che appaiono più scure quando sono fotografate. Sono più fredde del resto del Sole, ma sono ancora intorno ai 4500 K (4200ºC, 7600ºF). Sono causati da una concentrazione di intenso campo magnetico proveniente dal Sole. Questo inibisce e reindirizza il flusso di materia calda verso quella regione e la rende più scura, ciò che chiamiamo macchie solari.

Le macchie solari durano da 1 a 100 giorni, durante i quali ruotano attorno al Sole, seguendo il flusso del fluido solare. Le macchie solari attraversano cicli di intensità e scarsità basati sul movimento dei cicli fluidi. Ci sono due onde principali che sono leggermente sfalsate nel tempo, producendo periodi di massima e minima attività solare.

"In effetti, quando le onde sono approssimativamente in fase, possono mostrare una forte interazione o risonanza e abbiamo una forte attività solare", ha spiegato Zharkova.

"Quando sono fuori fase, abbiamo i minimi solari. Quando c'è una completa separazione di fase, abbiamo le condizioni viste per l'ultima volta durante il minimo di Maunder, 370 anni fa".

Fonte: Iflscience.com

Articolo correlato: Il Sole si sta "spegnendo": verso un nuovo Minimo di Maunder

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martedì 1 gennaio 2019

2019: possibili scenari


Quali sono gli scenari che si prospettano in merito alla geoingegneria clandestina e ad altre questioni cruciali per il 2019? Un’ufficializzazione delle chemtrails, con la solita scusa del riscaldamento globale da biossido di carbonio, a taluni ricercatori pare imminente, almeno nella forma di “sperimentazioni”.

In ogni caso, ufficializzate o no, le attività di “guerra climatica, vista la debole attività solare”, sono destinate ad inasprirsi con tutte le micidiali conseguenze facilmente immaginabili. Non solo, l’introduzione capillare del funesto 5G, le cui frequenze sono in parte schermate dalla vegetazione e dalle idrometeore (pioggia, nebbia etc.) lascia presagire un aggravamento di fenomeni quali la siccità e seri danni alla flora. Delle perniciose ripercussioni sugli animali e sull’uomo abbiamo già scritto.

Insomma, sarà un anno all’insegna di un genocidio lento e subdolo, un genocidio perpetrato con varie armi (vaccinazioni coatte, contaminazione deliberata degli ecosistemi, campi elettromagnetici…), ma nascosto in modo ipocrita dietro iniziative per tutelare l’ambiente e la salute: si pensi alla colossale truffa degli autoveicoli elettrici o ibridi che inquinano molto più degli automezzi a benzina, poiché l’elettricità per caricare le batterie è generata da centrali che usano combustibili fossili e l’uranio, senza dimenticare che non si sa come smaltire gli accumulatori.


Efficienza energetica fotovoltaico in presenza di geoingegneria clandestina - Clicca per ingrandire - NOTA: Le oscillazioni nel grafico sono dovute - sopra: alle velature - sotto: al passaggio dei cumuli.

Sarà dunque un anno poco propizio per usare un eufemismo. Le diuturne operazioni di biogeoingegneria assassina causeranno un decremento, se non un crollo della produzione agricola: non saremo colpiti forse dalla carestia, ma molti settori ne risentiranno in modo pesante. La crisi socio-economica e finanziaria comunque si accentuerà, grazie soprattutto alla nefasta politica dell’attuale esecutivo, in perfetta continuità, nonostante la reboante retorica populista (sic), con i crimini dei governi precedenti, tutti volti ad impoverire l’Italia ed a consegnarla, una volta ridotta ad un fantasma di sé stessa, ai potentati internazionali.

E’ poi probabile che sismi, eruzioni vulcaniche e maremoti, sia naturali sia indotti, diventeranno sempre più frequenti e rovinosi.

Non si può trascurare, in questa analisi-previsione, il ruolo che sarà giocato dalle frizioni sullo scacchiere internazionale tra la Federazione russa, Cina etc. (Gog e Magog) e l’Occidente con tutta la galassia di nazioni che non si sa con chi si schiereranno: tra questi l’Italia che, dopo il recente viaggio del ministro della disoccupazione e del sottosviluppo, l’eroico Gigetto Di Maio, nella Repubblica popolare cinese, potrebbe pure sparigliare le carte.

Il pericolo maggiore è il seguente: pensare che la risoluzione dei problemi possa giungere dalle istituzioni, dagli apparati, da qualche statista… illuminato. Molti, ad esempio, s’illudono che Putin (o chi per lui) possa costituire un argine allo strapotere della mafia mondialista, mentre è probabile che il Presidente della Federazione russa sia organico, volente o nolente, alla realizzazione dei piani che prevedono lo scoppio di un Terzo conflitto mondiale, secondo le linee tracciate da Pike e Mazzini nel XIX secolo. Si sta definendo, di giorno in giorno, nell’indifferenza della massa, la cornice strategica adatta all’adempimento di certi progetti (o profezie?) tesi alla ridefinizione degli equilibri planetari ed alla “palingenesi” (la guerra come “sola igiene del mondo”, F. T. Marinetti), culminante nell’instaurazione di un inedito assetto, il Nuovo Ordine mondiale…. E il Vaticano, con quest’ultimo papa, fautore della globalizzazione più bieca, non starà a guardare.


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mercoledì 3 ottobre 2018

Sconvolgimenti climatici e tellurici: le vere cause



Terremoti e fenomeni climatici estremi sono sempre più frequenti e diffusi. Quali sono le vere cause? Ribadiamo in primo luogo che il cosiddetto “riscaldamento globale” dovuto al biossido di carbonio è una solenne frottola, mentre l’inasprimento dell’effetto serra è da ricondurre ad interventi militari sulle dinamiche atmosferiche: leggi scie chimiche [1] e riscaldatori ionosferici alias impianti H.A.A.R.P.

Tuttavia non bisogna trascurare altri fattori: il letargo del Sole incide, anzi inciderebbe, sul clima globale, rendendolo, in assenza di operazioni di biogeoingegneria clandestina, più fresco. Non solo, la debole attività della nostra stella è collegata ad un’inferiore produzione di quella formidabile energia che equilibra e, per così dire, “compatta” la litosfera. Le zolle così, oltre che per altre ragioni legate alla tettonica del pianeta, in particolare i movimenti convettivi del mantello, tendono a separarsi ed a disgregarsi, provocando sommovimenti tellurici sempre più rovinosi. Sono sommovimenti favoriti anche dall’impiego di armi geofisiche, la cui firma coincide spesso con un ipocentro del terremoto intorno ai dieci chilometri.



A queste circostanze, sulle quali ci siamo in altre occasioni soffermati, bisogna aggiungere un nuovo parametro: lo spostamento dell’asse terrestre. I geologi attribuiscono a tale fenomeno lo scioglimento dei ghiacci che coprivano amplissime aree delle terre emerse sino al 10.000 a.C. circa: con la deglaciazione vaste regioni del pianeta furono sommerse ed alcune civiltà scomparvero. [2] Lo spostamento dell’asse terrestre, già osservato alcuni anni fa dagli Inuit che notarono che il Sole sorge e tramonta in punti diversi rispetto al passato, è ora riconosciuto dalla comunità scientifica. E’ indubbio che tale variazione è destinata a generare ulteriori sconquassi (eruzioni, sismi etc.), come se non bastassero quelli che già conosciamo…

[1] La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

[2] Il periodo che intercorre dal 10.000 all’8.500 a.C. è definito Mesolitico, età della pietra di mezzo, e fu contraddistinto da giganteschi allagamenti e dall’introduzione delle prime forme di agricoltura non a caso in aree collinari, non soggette ad alluvioni.


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venerdì 24 agosto 2018

Un evento emblematico dell'estate 2018: una serie di apocalittici incendi divora la California



La California, che subisce un'epocale siccità di natura artificiale (leggi scie chimiche igroscopiche), è solo un esempio di una situazione meteorologica paradossale, perché, mentre l'attività solare è sempre più debole, i valori termici crescono in modo esponenziale: l'incremento delle temperature in molte regioni della Terra, è dovuto SOLO alle operazioni chimiche ed elettromagnetiche che prosciugano l'aria. Queste attività inoltre creano delle coltri artificiali (le "innocue velature") con cui il calore resta intrappolato negli strati bassi dell'atmosfera. E' ovvio che la catastrofe californiana, uno fra gli innumerevoli esempi di calamità governative, è legata all'Agenda 21... Pubblichiamo un articolo la cui cronaca si riferisce al mese di luglio 2018.

California, devastante incendio: 5 morti e 37mila sgomberati

La California è circondata dalle fiamme, al punto che il presidente Donald Trump ha dichiarato lo stato di emergenza. Gli incendi stanno, infatti, devastando il nord dello stato, dove 37mila persone sono state evacuate. Nella contea di Shasta due persone sono morte, di cui un pompiere, mentre decine di persone sono rimaste ferite. Tra le vittime si annoverano anche due bambini di 4 e 5 anni, deceduti insieme con la loro nonna di 70. [...]

I roghi hanno incenerito 65 edifici, ma almeno altre 500 strutture sono minacciate dal fuoco. Mentre anche la Grecia combatteva con le fiamme, il violento incendio sulla costa occidentale statunitense, ribattezzato "Carr fire", è scoppiato lunedì in seguito ad un guasto meccanico ad un veicolo nella Whiskeytown National Recreation Area. Poi, per le elevate temperature, in alcune zone fino a 45 gradi, le fiamme si sono estese velocemente, arrivando a coprire un'area di oltre 27 chilometri quadrati mercoledì sera, poi hanno continuato ad espandersi fino a 178 chilometri quadrati. Per cercare di domare gli incendi sono stati dispiegati 1.750 pompieri e 10 elicotteri, ma gli sforzi per ora non hanno conseguito risultati apprezzabili. Le autorità mettono in guardia: l'incendio "è molto pericoloso ed avanza distruggendo tutto quello che trova sulla sua strada". Oltre al Carr fire nel nord, la California brucia anche nella parte centrale, dove le fiamme hanno costretto alla chiusura dello Yosemite National Park.

Quotidiano.net

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venerdì 8 dicembre 2017

Il Sole si sta "spegnendo": verso un nuovo Minimo di Maunder



Giungono altre conferme a quanto segnalammo tempo fa, soprattutto sulla base delle ricerche condotte dall’astronomo statunitense Eric Dollar. Dollar fu il primo o uno dei primi scienziati ad avvisare che l’attività solare era sempre più debole. Lo specialista lanciò l’allarme circa l’avvento di una piccola era glaciale, conosciuta come Minimo di Maunder. [1] Tra l’altro, Alessandro Manzoni, nei “Promessi sposi”, ambientati tra il 1628 ed il 1630, indugia sui prodromi di questa fase meteo-climatica, contraddistinta da crollo delle temperature ed aridità. Mutatis mutandis, sembra che siamo prossimi ad una situazione molto simile, sebbene l’attuale siccità sia in toto di origine artificiale. Non è casuale se in Rivelazione di Giovanni-Cerinto, testo esoterico e simbolico, è scritto: “Poi suonò il quarto angelo; e la terza parte del sole fu percossa e la terza parte della luna e la terza parte delle stelle, sì che la loro terza parte si oscurò; e la terza parte del giorno non splendeva né la notte in modo simile”. (Apocalisse 8:12). Si consideri infine, come ci ricorda Dollar, che un’attività solare tenue implica un inasprimento delle operazioni chimiche, giacché è la nostra stella ad alimentare, con la sua energia, la ionosfera usata dai militari e dai civili per le radio-comunicazioni. [2]



Gli scienziati mettono in guardia: il Sole andrà a "dormire" nel 2030, causando un crollo delle temperature ed una possibile ’mini era glaciale per la Terra.

È quanto emerge da un nuovo studio - riportato dal “Daily mail” - secondo il quale fra il 2020 e il 2030 i cicli solari si cancelleranno uno con l’altro: questo porterà ad un fenomeno chiamato ’Maunder minimum’, all’origine di una piccola era glaciale che colpì l’Europa fra il 1646 e il 1715, causando fra l’altro il congelamento del Tamigi.

Il modello usato nella ricerca - secondo la professoressa Valentina Zharkova, che lo ha presentato al National Astromy Meeting a Llandun - suggerisce che l’attività solare calerà del 60% durante il 2030. Sulle incognite climatiche per il futuro è intervenuta anche Confagricoltura: "Abbiamo davanti uno scenario di medio periodo inquietante. Il cambiamento climatico (sic) non è più qualcosa che accadrà in futuro: è già qui e sta manifestando i suoi effetti. Le imprese agricole sono state le prime a confrontarsi con questo problema. Non esiste, infatti, altra attività umana così dipendente dal clima come l’agricoltura ed il nostro paese non può sottrarsi a questa sfida", ha affermato Antonio Boselli, componente della Giunta di Confagricoltura.

[1] Il minimo di Maunder è il nome dato al periodo che va circa dal 1645 al 1715 e che fu caratterizzato da un'attività solare molto scarsa, ovvero una situazione in cui il numero di macchie solari divenne estremamente basso.

[2] Dollar ha dedicato quattro anni a studiare il Sole alla Sonoma State University, prima che il suo laboratorio fosse chiuso d’autorità. Egli ritiene che il Sole non sia una gigantesca fornace a fusione nucleare che sprigiona luce e calore bruciando combustibile, ma un corpo celeste in grado di convertire energia da un’altra dimensione. L’ipotesi, che può sembrare peregrina, non è del tutto nuova: è possibile che le stelle attingano l’energia dall’etere, come ventilato da taluni studiosi. Qui, però, ci interessa in particolar modo un’altra osservazione di Dollar: egli ritiene che uno degli scopi di H.A.A.R.P. e degli altri riscaldatori ionosferici sia quello di creare uno strato di plasma artificiale, ogni qual volta la debole attività solare non alimenta la ionosfera naturale. E’ una conclusione che merita di essere considerata ed approfondita, perché conferma quanto sappiamo a proposito degli interventi ad opera dei militari per cui la ionosfera è indispensabile ai fini delle comunicazioni radio.

Dichiara l’astronomo: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

Fonte: ilgiornale.it

Articoli correlati:

- Comprendere il caos climatico, 2014
- Attività solare e ionosfera, 2014
- Eric Dollar: Il Sole non è un Reattore Nucleare, 2014


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giovedì 29 giugno 2017

Attività vulcanica: riscaldamento o raffreddamento globale?



In questi ultimi anni è aumentata l’attività vulcanica: le eruzioni hanno diffuso e stanno diffondendo nell’atmosfera ceneri che dovrebbero portare, almeno in linea teorica, ad una diminuzione delle temperature globali, poiché il materiale che si disperde funge da schermo per i raggi solari. Nonostante ciò, assistiamo in molte regioni del pianeta ad un incremento dei valori termici. Come si spiega tale situazione, se ricordiamo anche che l’ingiustamente demonizzato biossido di carbonio non determina un significativo accrescimento dell’effetto serra?

Non è difficile trovare la quadratura del cerchio: la situazione si comprende considerando che la notevole attività eruttiva è associata a fenomeni che investono la litosfera da cui in questo periodo si stanno sprigionando ingenti energie termiche. Sono le stesse energie che stanno fondendo il permafrost in Siberia e, in alcune aree, la banchisa ed i ghiacciai.



Quanto sta accadendo a Yellowstone – anche altrove si assiste a manifestazioni telluriche simili – dimostra che la Terra è in “ebollizione”: a Yellowstone le camere magmatiche si stanno riempiendo, l’acqua dei fiumi che scorrono nel celebre sito, si è riscaldata a tal punto che evapora, mentre si susseguono le scosse.

Dunque pare che, nel complesso, i parametri termici siano in crescita: ciò si deve non solo alle circostanze sopra indicate, ma pure all’azione incisiva ed ininterrotta dei riscaldatori ionosferici (impianti H.A.A.R.P.) ed alle deleterie operazioni igroscopiche con cui sono distrutti o indeboliti i fronti perturbati ed è desertificata la biosfera.

Tra l’altro, si verifica una condizione paradossale, perché all’aumento delle temperature dovrebbe corrispondere un’intensificazione delle piogge, a seguito della più forte evaporazione e traspirazione, laddove l’assenza e la penuria di precipitazioni affliggono moltissime zone. E’ evidente dunque che la cricca militare-industriale ha il pressoché totale controllo del clima in cui i fattori artificiali prevalgono, oggigiorno, su quelli naturali.

Fonti:

- Attivitasolare.com
- Segnidalcielo.it


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venerdì 20 gennaio 2017

Scambi atmosferici: attività solare e geoingegneria clandestina



Pubblichiamo un breve articolo che correla alcune aberrazioni atmosferiche (già osservate da Tanker enemy nel 2010) e termiche alla debole attività solare (Minimo di Maunder) di questo periodo. Ovviamente le informazioni del testo, scritto da un solarista, devono essere integrate, al fine di comprendere il caos climatico che stiamo vivendo da alcuni lustri, alle criminali attività di manipolazione della biosfera. E’ evidente in ogni caso che la concentrazione di biossido di carbonio in atmosfera non ha alcun effetto sui fenomeni climatici o, al limite, ripercussioni del tutto trascurabili: i bugiardi del riscaldamento globale di origine antropica sono ancora una volta smentiti.



Sinceramente non so sia normale una situazione del genere, ma da qualche tempo si verificano frequenti scambi emisferici ovvero, a livello di bassa stratosfera (alla quota di 250 hPa), i venti dell’emisfero australe attraversano l’equatore e si “mescolano” con quelli dell’emisfero boreale.

Quello che bisogna notare, però, non è tanto questa apparente e teorica “anomalia”, quanto l’estrema ondulazione della corrente a getto sull’America settentrionale (in alto al centro) e sull’Europa. Questo andamento sinuoso è tipico dei periodi di bassa attività solare ed è la causa principale (insieme con le disastrose operazioni di geoingegneria illegale, n.d.r.) delle anomalie termiche alle varie latitudini.



Fonte: attivitasolare.com


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venerdì 28 ottobre 2016

Terremoto nelle Marche: un evento di origine artificiale?



26 ottobre 2016, ore 19:11, terremoto nell’Appennino marchigiano di magnitudo 5.4 della Scala Richter, con ipocentro a circa 9.3 km. L’epicentro coincide con Castel Sant’Angelo sul Nera, sull’Appennino maceratese, in corrispondenza del confine con l’Umbria.

Il sisma è stato avvertito in tutto il centro Italia, in particolar modo nell’area fra Norcia, Castel Sant’Angelo sul Nera ed Arquata del Tronto, ma anche a Perugia, Terni, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Pescara, L’Aquila, Teramo, Rieti, Chieti, Viterbo, Roma, Arezzo, Firenze, Siena, Campobasso, Frosinone etc.

Molti si sono chiesti se il sommovimento tellurico sia naturale o no. Analizziamo i dati a nostra disposizione.

• Il sisma delle 19:11 è stato seguito alle ore 21.18 da un altro evento di magnitudo maggiore, ufficialmente 5,9: ciò è anomalo, perché l’energia di un sisma si sprigiona quasi tutta con la prima scossa; la restante è via via rilasciata con lo sciame successivo.
• L'ipocentro è estremamente superficiale (circa 10 Km di profondità). [1]
• La calamità è occorsa a coronamento di un periodo di intensa, parossistica attività chimica ed elettromagnetica (evidenziata nella foto satellitare di copertina).
• Sono state scorte le tipiche nubi sismiche (cfr infra) e segnalati inusuali fenomeni elettrici in atmosfera, come lampi senza tuoni, malfunzionamento delle comunicazioni UMTS e su digitale terrestre. Il caso vuole che nello stesso giorno la Terra era stata investita da un'imponente tempesta magnetica dovuta ad espulsioni di massa coronale di notevole intensità. Il sole, come è noto, agisce sulla formazione della ionosfera.



Seguiamo sempre questi accadimenti con apprensione. In realtà, fra trivellazioni (fracking), che destabilizzano le faglie, e manipolazioni ionosferiche, viviamo tutti su una polveriera: le alterazioni ionosferiche PROVOCANO terremoti, come riconobbe la stessa N.A.S.A., pochi giorni dopo - guarda caso - il sisma che colpì l’Abruzzo, nel 2009.

Le chemclouds e le smart clouds sono l’indizio evidente della presenza di metalli elettroconduttivi in bassa atmosfera. Giustamente qualcuno le definisce anche "nubi sismiche".

Circa la profondità degli epicentri, meglio affidarsi ai rapporti francesi, poiché il nostro I.N.G.V., costola del sistema, tende a modificare i dati inerenti all'ipocentro, che è cruciale per l'identificazione di un sisma di origine ionosferica. Comunque sia, anche portando la profondità a 19 km, non cambia molto, giacché i sommovimenti naturali hanno di solito ipocentri superiori ai 50 km di profondità.

Si chiama effetto rimbalzo o "bunching", letteralmente “raggruppamento”. La ionosfera è riscaldata (quindi gonfiata verso l'alto) con l'emissione di impulsi ad alta frequenza sfasati di tempo e frequenza (ad esempio, 10.000 hz e 10.006 hz) e che creano una risonanza ELF ed ULF verso terra. Quindi, una volta interrotto il segnale, la ionosfera ritorna velocemente alla sua forma naturale, creando un effetto domino verso gli strati di atmosfera sottostanti nonché sulle fenditure, già sollecitate dalle bassissime frequenze che risultano dallo sfasamento di fase creato da due impulsi inviati con piccola distanza di tempo l'uno rispetto all'altro.

La realtà purtroppo è questa: oggigiorno molte catastrofi sono di origine militare; due giorni dopo il sisma abruzzese, alcune testate riportarono la seguente notizia: “La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia spaziale statunitense, esisterebbe una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che sono rilevate nell’atmosfera più alta, la ionosfera”. [2]

E’ così: gli ecoterroristi governativi stimolano la ionosfera, provocano i terremoti e poi invertono i fattori, affermando che le aberrazioni nella ionosfera possono preannunciare sismi di magnitudo superiore a 5 gradi della Scala Richter. Comunque, invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia: è un ennesimo disastro… innaturale.

[1] CLASSIFICAZIONE dei TERREMOTI in base alla profondità dell’ipocentro: TERREMOTI SUPERFICIALI (ipocentro compreso fra 0 e 70 Km di profondità) TERREMOTI INTERMEDI (ipocentro compreso fra 70 e 300 Km di profondità) TERREMOTI PROFONDI (ipocentro supera i 300 Km di profondità – registrati al massimo terremoti con ipocentro non inferiore ai 700 Km).

[2] L'articolo in cui si riportava che la N.A.S.A. sarebbe in grado di prevedere sismi in base alle alterazioni ionosferiche è stato poi rimosso. Comunque ne fu fatta copia ed è visionabile [QUI] dai nostri server.


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sabato 30 aprile 2016

Approfondimento sul collasso della magnetosfera ed una segnalazione importante



Avevamo pianificato un articolo di segnalazioni, ma, in questi ultimi tempi, si rincorrono e si sovrappongono numerose e disparate notizie: così, per evitare di mettere troppa carne al fuoco, abbiamo deciso di concentrarci su un paio di segnalazioni, riservandoci, appena sarà possibile, di dare il giusto spazio agli altri fatti inerenti all’infernale universo della biogeoingegneria clandestina.

In primo luogo intendiamo rendere partecipi i lettori che recentemente è stato aperto un blog dedicato alla figura ed alle vicissitudini di Davide Cervia. Davide Cervia nacque a Sanremo nel 1959 dove risiedette con la famiglia fino al 1978, quando decise di arruolarsi come volontario in Marina, anche se poi rinunciò a rimanere in servizio fino al termine della ferma di sei anni. Davide fu scorto l'ultima volta alle ore 17 del 12 settembre 1990. "Ho visto un gruppo di persone che spingevano Davide con la forza verso l'interno di un'auto color verde scuro": questa è la testimonianza di un vicino di casa, dichiarazione che fu seguita da una serie di depistaggi, omissioni, intimidazioni ai danni di Marisa Gentile, moglie di Davide Cervia e dei suoi congiunti. Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà e vicinanza all’amica Marisa, ai figli ed agli altri familiari che da anni vivono una situazione difficile e spesso paradossale.

Davide Cervia era un esperto di guerra elettronica, un campo divenuto strategico in questi ultimi decenni. Alcuni ricercatori hanno creduto di poter attribuire il recente collasso della magnetosfera appunto ad esperimenti militari (qualcuno ha chiamato in causa i sistemi H.A.A.R.P., qualcun altro il C.E.R.N. di Ginevra): è prematuro pronunciarsi, perché mancano sia indizi sia prove per suffragare le ipotesi in oggetto. E’ possibile, però, che il cedimento della coltre magnetica sia stato provocato da una sinergia tra fenomeni naturali e fattori artificiali.

A proposito di interventi “umani” ricordiamo che il 9 luglio 1962 gli Stati Uniti avviarono una serie di esperimenti relativi alla ionosfera: un ordigno da un kilotone fu fatto esplodere ad un'altitudine di 60 km, insieme con un altro da un megatone ed un terzo da più megatoni ad alcune centinaia di chilometri di quota. Questi tests danneggiarono seriamente la parte interna delle fasce di Van Allen, suscitando l'indignazione internazionale. Gli esperimenti in questione, etichettati come Progetto Starfish, alterarono la forma e la densità della fascia di Van Allen, con la conseguente precipitazione di particelle nell'atmosfera. [1]

Il giorno 11 maggio 1962 il Keesings Historische Archief aveva anticipato che le esplosioni atomiche avrebbero interferito con il campo magnetico terrestre, creando anche seri problemi alle telecomunicazioni. La deflagrazione generò una sorta di cupola artificiale di luce polare visibile anche alla latitudine di Los Angeles. Un lupo di mare delle Isole Fiji raccontò che il cielo parve incendiarsi. Qualche mese dopo l'Unione Sovietica compì analoghi esperimenti con tre esplosioni in alta atmosfera. Il danno cagionato, secondo molti scienziati, potrà forse essere sanato in alcune centinaia di anni.

E’ sintomatico che la cricca dei negazionisti (excusatio non petita, culpa manifesta) si sia subito scatenata per affermare che la notizia circa il crollo della magnetosfera, occorso il 23 aprile 2016, è una frottola: non lo è! In primo luogo, non è la prima volta in cui sono segnalate rarefazioni dello strato magnetico, inoltre la concomitante riduzione dei voli commerciali impegnati nelle criminali operazioni di geoingegneria illegale è aspetto che impedisce di relegare l’informazione nel novero dei ballons d’essai. Anche il repentino cambiamento di profondità (55 metri) nell’Oceano Atlantico al largo della Nuova Inghilterra, circostanza rilevata il 23 aprile, attesta che qualcosa è accaduto. La nasuta N.A.S.A. non ha pubblicato informazioni a proposito dell’evento ed anzi ha rimosso i fotogrammi incriminati, ma le immagini satellitari preventivamente salvate ed altri dati sono lì a dimostrare quanto accaduto. Siamo comunque di fronte ad un fenomeno che potrebbe essere foriero di conseguenze di non poco conto: non sono forse lontani dal vero coloro i quali, come l’astrofisica Giuliana Conforto, ritengono che la magnetosfera sia una sorta di velo il cui disfacimento è il prodromo di eventi sbalorditivi.

[1] Le cinture di radiazione di Van Allen sono due zone di intense radiazioni catturate dalla magnetosfera che avvolgono la terra principalmente al di sopra delle regioni equatoriali. Furono scoperte dall'astrofisico statunitense James Alfred Van Allen (1914) per mezzo del satellite Explorer, nel gennaio 1958. La cintura più interna è formata per lo più da protoni; la radiazione di questa banda risente delle tempeste geomagnetiche e varia col ciclo solare di 11,1 anni. La fascia esterna è costituita principalmente da elettroni.

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sabato 23 gennaio 2016

N.O.A.A.: le scie degli aerei sono una forma di geoingegneria

La National oceanic and atmospheric administration (N.O.O.A.) lo riconosce a denti stretti: quelle scie, che quasi ogni giorno deturpano il cielo ed ammorbano la biosfera, sono una forma di geoingegneria. Non è certo la confessione del crimine, della deliberata contaminazione del pianeta per mezzo delle chemtrails, ma è già un passo verso l’ammissione delle attività di geoingegneria clandestina, per lo meno verso il riconoscimento delle pesanti conseguenze dovute al traffico aereo (“civile” in primis) sul clima e sugli equilibri dei biomi. Insomma, ora nessuno può più negare che oggigiorno il cielo è… candeggiato.



Attualmente stiamo usando involontariamente (sic) la geoingegneria”.

Non sono le parole di un attivista, ma di Chuck Long, membro dell’Earth system research laboratory della N.O.A.A., l’agenzia federale statunitense che studia le condizioni atmosferiche ed oceaniche. […]

Le ha pronunciate al convegno dell’American geophysical union, attribuendo alle scie emesse dagli aerei lo sbiancamento dei cieli e l’offuscamento della luce solare (fenomeno noto con l’espressione inglese “global dimming”, n,d.r.) in alcune (sic) regioni del mondo.

Long ed altri scienziati se ne sono accorti, studiando la quantità di luce solare che raggiunge la superficie terrestre. E’ un’energia che non è costante: nel periodo dal 1950 al 1980, per esempio, il Sole sembrò più fioco, poi, invece, l’intensità luminosa riprese a crescere. Gli specialisti hanno cercato di capire le cause di questa intermittenza, rapportandola alla variabilità naturale dell’attività solare, ma non sono state trovate connessioni tra i due fenomeni, stando a Martin Wild, ricercatore dell’Institute for atmospheric and climate science del Politecnico di Zurigo.

Se non è il sole, deve essere l’atmosfera”, ha dichiarato Wild. Gli alti livelli di inquinamento intorno alla metà del XX secolo hanno portato alla diffusione in atmosfera di enormi quantità di particelle che intercettano una parte della radiazione solare. Anche quando Stati Uniti ed Europa hanno iniziato ad inquinare meno, le cose non sono cambiate sensibilmente. Chuck Long ed i suoi collaboratori hanno compreso che qualcosa non quadrava, altrimenti una maggior quota di luce solare dovrebbe raggiungere la Terra direttamente, mentre essa risulta deviata in misura crescente.

Infine la scoperta (sic… che colpo di genio!): la genesi del problema è da ricercare nelle particelle disperse in atmosfera dai velivoli. Il traffico aereo è responsabile di una modificazione atmosferica su larga scala.

Le scie prodotte dai velivoli sono un insieme di particolato e vapore acqueo e formano piccolissimi corpuscoli ghiacciati (in realtà è nanoparticolato per lo più metallico o di vetro, n.d.r.) capaci di rifrangere la luce del Sole e di sbiancare il cielo. Tutto ciò potrebbe avere effetti imprevisti sul clima: gli studiosi che hanno sollevato il problema non sanno nemmeno se questo fenomeno contribuisca al riscaldamento globale o ad un raffreddamento. Nondimeno si può asserire che le scie (chimiche, artificiali, non di vapore acqueo, n.d.r.) generate dagli aerei sono uno dei mezzi con cui gli esseri umani (leggi i militari, le multinazionali, i governi e mascalzoni variamente assortiti, n.d.r.) stanno alterando il sistema climatico. “Potete vederlo con i vostri occhi”, attesta Long.

Ora, se la geoingegneria comporta la manipolazione dei processi naturali, quello che sta succedendo sopra le nostre teste non si può definire in altro modo.

Fonti:

- N.O.A.A.
- Agu.confex.com
- Nogeoingegneria.com


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mercoledì 23 dicembre 2015

Il Sole va in letargo: raffreddamento globale e parossismo delle operazioni chimiche

Un’ennesima smentita alla balzana pseudo-teoria del riscaldamento globale giunge dall’autorevole voce del climatologo John Casey. Ha ragione l’astronomo Eric Dollar a sostenere che l’attività solare è, in questi ultimi tempi, debole: ne conseguirà più che un immediato influsso sul clima, ormai gestito in gran parte dai soliti noti, un’intensificazione delle attività chimiche, visto che la ionosfera è alimentata dall’energia elettromagnetica sprigionata dalla nostra stella. E’ un’intensificazione volta a creare uno strato elettroconduttivo nella bassa atmosfera indispensabile ai signori della guerra per i loro maledetti conflitti presenti e futuri. [1] Di seguito l’articolo in cui Casey, che è pur sempre un solarista con i pregi ed i limiti di questa categoria, preannuncia un raffreddamento planetario con tutte le ripercussioni facilmente immaginabili. Osserviamo infine che, se veramente il clima subirà una diminuzione delle temperature, probabilmente ciò sarà dovuto per lo più alle operazioni illegali in atmosfera e non tanto ad un Sole sonnacchioso, i cui effetti non si manifestano ex abrupto, da un anno all’altro, ma con estrema gradualità.



"Caro presidente Obama, si copra bene: farà freddo, freddissimo, per almeno trent’anni". Lo sostiene John Casey, già climatologo della N.A.S.A., ora direttore di un centro studi di Orlando, la “Space and science research corporation”. L’allarme: l’attività del sole sta rapidamente cambiando, la comparsa di nuove macchie solari lascia presagire un nuovo “grande inverno” per il pianeta, a partire dal 2015-2016, con conseguenze devastanti, fenomeni di assideramento di massa e addirittura il crollo del 50% della produzione alimentare a causa del collasso dell’agricoltura. E’ il drammatico contenuto della lettera che lo scienziato ha rivolto al capo della Casa Bianca già lo scorso aprile. Oggetto: “Richiesta di preparare gli Stati Uniti per un pericoloso clima freddo”. Casey chiede di prendere “provvedimenti immediati per garantire che gli Stati Uniti d’America siano pronti per lo storico e potenzialmente pericoloso clima freddo, che sta per arrivare”. Ma il problema non era il global warming, il surriscaldamento? Sì, fino a ieri. Da oggi, l’allarme è di segno opposto: neve, gelo, temperature sotto zero. A partire dai prossimi mesi.

Anche l’Italia dovrebbe già avvertirne gli effetti da questo dicembre. Gli ultimi studi compiuti confermerebbero l’arrivo di freddo e neve sull’Italia, infatti, già da capodanno. A condizionare la stagione invernale saranno i venti di Burian che si faranno sentire in modo particolare per due o tre volte quest’anno. La tesi di molti mesi rigidi e di un gennaio tra i più freddi della storia con temperature al di sotto dei 20 gradi sembra dunque confermarsi.



Casey cita le ricerche condotte negli ultimi decenni sulle cause del cosiddetti cambiamenti climatici. Il periodo passato del riscaldamento globale è un fenomeno naturale, prodotto principalmente dal Sole ed è finito”, scrive il climatologo nella sua Iceberglettera ad Obama. “Sono oltre diciassette anni che non viene registrata alcuna effettiva crescita delle temperature atmosferiche globali in troposfera. Ironia della sorte, questo significa che, mentre per la maggior parte del tempo la comunità internazionale ha avuto a che fare con il riscaldamento globale, quest’ultimo, non c’era! E’ quindi importante accettare che il riscaldamento globale è finito”. Non c’è più alcun riscaldamento globale, sostiene Casey. “La Terra – scrive – è in fase di raffreddamento da diversi anni, come gli oceani negli ultimi undici anni e l’atmosfera per la maggior parte del tempo”. Dei 24 parametri climatici monitorati dalla Space and science research corporation, registrati in resoconti trimestrali, ben 18 di essi mostrano un raffreddamento globale come tendenza dominante”. Quanto ai restanti 6, «si convertiranno verso lo stato di raffreddamento, entro i prossimi cinque anni».

Lo scienziato dichiara che il livello del mare ha già iniziato a calare, là dove alcune aree oceaniche stanno diventando più fredde. Il centro ricerche coordinato da Casey prevede una riduzione globale del livello del mare della durata di 30 anni, “che comincerà in qualsiasi momento tra quest’anno ed il 2020. Se queste tendenze cambiassero, il centro studi sarebbe il primo a segnalarlo - dice Casey - tuttavia, sulla base delle temperature globali effettive e dei modelli climatici più affidabili, c’è una sola conclusione sullo stato attuale clima della Terra: un nuovo clima freddo è arrivato”. Se questa “nuova era glaciale” procedesse come negli episodi passati (circa 200 e 400 anni fa), secondo Casey “dovremmo aspettarci di vedere notevoli danni alle colture a livello mondiale, sconvolgimenti sociali e politici e la perdita della vita”. […] Casey aggiunge che abbiamo poco tempo per prepararci: “Gli scienziati russi si sono spinti fino a parlare di una nuova “Piccola era glaciale” che principierà quest’anno”.

Secondo gli studiosi statunitensi, il nuovo clima freddo verrebbe imposto alla Terra “da un ripetuto ciclo, di 206 anni, del Sole”. Casey l’aveva già annunciato nel 2007. “Anche se molti altri ricercatori hanno scoperto questo ciclo o previsto un clima rigido in arrivo, sono stati ignorati”, scrive lo scienziato, nella sua lettera a Obama. “La fase di freddo di questo lungo ciclo di due secoli, è prodotta dalla riduzione drammatica dell’energia con la quale il sole scalda la Terra”. Lo chiamano “letargo solare” ed è stato confermato dalla N.A.S.A., dall’aviazione statunitense e dal “National solar observatory”. “La ricerca relativa a questi letarghi – aggiunge Casey – mostra anche che si verificano in concomitanza con i terremoti e le eruzioni vulcaniche più distruttive”.

Potenzialmente devastanti le conseguenze dello choc climatico sulla popolazione, a cominciare dalle categorie più esposte: “Credo che gli afro-statunitensi, altre minoranze ed i poveri soffriranno di più, per la nuova era glaciale e le vostre politiche climatiche”, scrive Casey al presidente (in realtà un fantoccio, un utile idiota, n.d.r.) […] “Senza adeguate contromisure governative, avverte lo scienziato, saremo impreparati ed incapaci di procurarci il cibo”. Inutile aggiungere che ci sarà un’impennata dei costi dell’energia, micidiale soprattutto per i più poveri. Casey rimprovera ad Obama di aver “creduto alla teoria del surriscaldamento globale” e gli rinfaccia la responsabilità per l’incolumità di 317 milioni di cittadini statunitensi di fronte al “grande freddo” che, giura, sta davvero per arrivare.

Fonte: Retenews24

[1] Spiega Dollar: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà è il contrario, ossia le operazioni di aerosol sono finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.


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mercoledì 11 febbraio 2015

Il Sole in letargo

Attività solare al minimo in questo periodo: aveva dunque ragione lo scienziato statunitense Eric Dollar a contraddire quanti prevedevano un Sole sempre più “esuberante”. Tra le altre cose, i cicli della nostra stella incidono pure sulla ionosfera la cui efficienza dipende da una più intensa attività dell’astro. Questo spiega per quale ragione le operazioni chimiche diventano di giorno in giorno sempre più parossistiche: se la ionosfera, indispensabile per le radiocomunicazioni, si indebolisce, i militari vi sopperiscono, creando degli strati ionosferici artificiali a base di metalli elettroconduttivi e… neurotossici.



L’articolo che pubblichiamo, affinché non si cada in visioni unilaterali ed incomplete, va inquadrato nella dialettica tra “naturalismo” ed “artificialismo”.

Sembra che il Sole si sia addormentato. Secondo gli scienziati, l’attività del Sole è al suo minimo da cento anni a questa parte. Le condizioni sono stranamente simili a quelle che precedettero il minimo di Maunder, un periodo a metà del XVII secolo, quando si verificò una piccola era glaciale: nel 1645 il fiume Tamigi ghiacciò.

Alcuni ricercatori ritengono che la debole attività del Sole potrebbe causare notevoli cambiamenti climatici, a partire da una drastica riduzione dei valori termici.

E’ noto che, per un certo periodo, è stata l’attività solare a provocare il cosiddetto ‘global warming', accentuato dalle operazioni di geoingegneria clandestina in sinergia con le emissioni dei riscaldatori ionosferici e non il biossido di carbonio (n.d.r.). L'interpretazione è avvalorata dal fatto che ormai da molti anni le temperature globali sono stabili, in coincidenza proprio con la diminuzione delle eiezioni di massa coronale e di altri fenomeni riguardanti la nostra stella.

“Qualunque misura si adoperi, si osserva che i picchi solari stanno scendendo”, asserisce Richard Harrison del Rutherford Appleton Laboratory nell’Oxfordshire (Regno Unito). ‘Mi occupo di fisica solare da trent’anni e non ho mai visto alcunché di simile”, chiosa l’astronomo.

Mike Lockwood della University of Reading afferma che le temperature più basse potrebbero anche influire sulle correnti a getto, innescando un repentino sconvolgimento dei sistemi meteorologici.

“Stimiamo entro quarant’anni una probabilità del 10-20% che ci si avvii verso un nuovo minimo di Maunder’, precisa l’esperto.

Nel 2014 la N.A.S.A. avvertì che “qualcosa di inaspettato” stava accadendo sul Sole. Il 2015 sarebbe dovuto essere l’anno del massimo solare, con l’acme del ciclo delle macchie, ciclo che dura undici anni circa, ma ne sono state rilevate poche. “Il numero di macchie solari è, a partire dal 2011, ben al di sotto dei valori medi; inoltre forti brillamenti sono stati rari”, spiegano gli scienziati dell’agenzia spaziale statunitense.

Fonte: Latanadizak


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lunedì 14 aprile 2014

Attività solare, ionosfera e geoingegneria clandestina


Si moltiplicano gli allarmi degli astrofisici circa le aberrazioni dell’attività solare che si manifesta attraverso flares, eiezioni di massa coronale, filamenti etc. Pare che abbiano ragione gli scienziati russi e l’astronomo non accademico Eric Dollar [1]: essi da tempo paventano un indebolimento dell’attività solare, concomitante con la disgregazione del campo magnetico, in passato connesso al minimo di Maunder, quindi ad una diminuzione delle temperature globali.

Alcuni esperti ritengono che i fenomeni sismici e vulcanici sempre più frequenti ed intensi siano da collegare alle anomalie del Sole. Noi riteniamo, invece, che in molti casi i terremoti, il cui ipocentro è superficiale, siano dovuti ad “esperimenti”, in particolare alla manipolazione della ionosfera e degli strati di atmosfera inferiori.

La ionosfera è, considerando le irregolarità dell’attuale ciclo solare, cominciato nel gennaio del 2008, la chiave per comprendere l’intensificazione delle operazioni chimiche nei nostri cieli. E’ noto, infatti, che la ionosfera, formata da plasma (il quarto stato della materia in cui agli atomi sono strappati gli elettroni da potenti emissioni di energia) è indispensabile, grazie alle sue caratteristiche fisiche, per la trasmissione dei segnali radio in ambito sia civile sia strategico.

Sappiamo anche che la ionosfera è, per dir così, alimentata dall’attività solare. Se essa si affievolisce, la ionosfera tende ad indebolirsi: i militari hanno risolto il problema trasformando l’atmosfera, anche a bassa quota, in una sorta di plasma, soprattutto attraverso la dispersione di bario e di altri elementi elettroconduttivi come l'alluminio, il manganese, il litio ed il supermagnetico stronzio. Così sopperiscono alla perdita di efficacia sopra descritta. Perciò, se il Sole non uscirà dal suo “letargo”, dobbiamo attenderci un ulteriore parossismo nella micidiale “aerosolterapia”.

Correlare i fenomeni naturali agli interventi “umani” ci permette di comprendere il quadro complessivo ed altresì di concludere che la tecnologia, con il letale connubio tra sistemi H.A.A.R.P. ed irrorazioni, tende a prevalere sulla Natura: infatti il presente stato della nostra stella dovrebbe indurre una piccola era glaciale, laddove tale tendenza non è ancora visibile. Semmai si rileva un caos meteorologico e climatico su cui ci siamo già soffermati, per analizzarne origini, caratteristiche e conseguenze.

[1] Dichiara l’astronomo Eric Dollar: “Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

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Articoli correlati:

- Comprendere il caos climatico, 2014
- Il campo magnetico solare è disgregato, 2014
- Un ambiente di plasma elettroconduttivo, 2008


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