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sabato 25 novembre 2017

Spaventosi risultati di un mineralogramma! I veleni sono serviti



La fandonia delle innocue scie di vapore dovrà finire, prima o poi. Un mineralogramma [1] a caso. E' stato rilevato un eccesso dei seguenti elementi: calcio, cromo, bario, alluminio, arsenico, oro, titanio, uranio, palladio, tallio e rodio.

Tra l'altro, la cronaca di queste ultime settimane riporta di persone decedute per avvelenamento da tallio e sono state escluse origini alimentari o di altro genere. Quindi il tallio da dove viene?



Possiamo affermare che il menu è ricco, giacché, oltre ai famigerati bario ed alluminio, ora troviamo anche l'oro, il palladio, il rodio e via discorrendo. Come ci spiegheranno gli "scienziati" e la coorte dei negazionisti la massiccia presenza di questi "ingredienti" nel nostro organismo? Siamo intossicati a nostre spese: radionuclidi, campi elettromagnetici, vaccini, glifosato, cereali transgenici, metalli pesanti e no, benzene e chi più ne ha, più ne metta! E' una lunga lista, anzi scia di morte...

[1] Il mineralogramma o analisi tissutale del capello è un esame di laboratorio che impiega come campione il capello e, mediante avanzate tecniche, determina la concentrazione dei principali minerali presenti nello specimen. Questa analisi si compie prelevando capelli della lunghezza di pressappoco tre centimetri dal retro della nuca, nella zona della base del cranio, nella misura di circa 0,5 grammi. Il campione deve essere estratto in piccole quantità da aree differenti della regione occipitale, tagliando i capelli il più vicino possibile allo scalpo. I capelli vengono lavati con una soluzione neutra per eliminarne le sostanze esterne, quindi sciolti in una soluzione acida per esaminarli con uno spettrofotometro ad assorbimento atomico, capace di misurare la quantità di minerali contenuti. Naturalmente il mineralogramma è un efficace strumento per rilevare e quantificare l’entità di metalli all’interno dell’organismo.

Articolo correlato: La prova del mineralogramma, 2013


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mercoledì 18 ottobre 2017

Clair Patterson ed il piombo tetraetile



Clair Cameron Patterson [Mitchellville (Iowa), 2 giugno 1922 – The Sea Ranch, 5 dicembre 1995] è stato un geochimico statunitense. Nel 1953 determinò la possibile età della Terra in 4,55 miliardi di anni.

Patterson sviluppò un metodo di datazione basato sulla quantità di isotopo di piombo ed uranio presenti nei meteoriti, considerati materiali di scarto formatisi durante la nascita del sistema solare e quindi aventi la stessa età dei pianeti. Tuttavia, al momento della misurazione spettrografica, notò che tutti i campioni di materiali risultavano contaminati da elevati livelli di piombo. Patterson non fu in grado per lungo tempo di ottenere risultati precisi, sino a quando, nel 1953, grazie a nuovi finanziamenti ottenuti, riuscì nell'impresa di realizzare un laboratorio asettico, risolvendo così il problema che lo aveva ostacolato per lungo tempo ed ottenendo perciò le misurazioni necessarie a determinare l'età di Gaia.

Tuttavia da dove proveniva la contaminazione da piompo? Patterson era determinato a scoprirlo. Arrivò alla conclusione che le tracce di piombo risultanti dagli esami che eseguiva in ambiente non isolato erano causate dalla presenza di questo elemento nell'atmosfera. Si trattava del piombo tetraetile che era aggiunto alla benzina come additivo antidetonante [1]. Per dimostrare che il piombo immesso in atmosfera proveniva soprattutto dai gas di scarico delle automobili, lo scienziato misurò il contenuto del metallo negli strati di ghiaccio della Groenlandia, strati che si erano depositati nel tempo. Scoprì che l'atmosfera comnciò ad arricchirsi costantemente di piombo a partire dal 1923, anno dell'immissione sul mercato del piombo tetraetile. A causa della nocività del piombo e dei suoi composti, in particolare di quelli organici come il piombo tetraetile, lo specialista si adoperò affinché il metallo pesante fosse eliminato dai carburanti. Subito incontrò fortissime resistenze, subendo anche il boicottaggio del suo lavoro di scienziato, sino a rischiare il licenziamento. Ad esempio, l'American Petroleum Institute e lo U.S. Public Health Service, un ente governativo che avrebbe dovuto essere indipendente, gli tagliò i fondi per la ricerca. Da allora, poté procurarsi i finanziamenti solo con grande difficoltà. All'epoca il mondo accademico, ostile nei confronti delle posizioni di Patterson, non solo negava che il piombo era dannoso per la salute, ma si spingeva pure ad asserire che, essendo naturalmente il piombo presente sulla Terra, era normale che si potesse rilevare in atmosfera e nelle acque. Oggi non si ha un'identica reazione, quando i ricercatori che denunciano la biogeoingegneria criminale lamentano la presenza di alluminio e bario nelle acque potabili nonché nell'aria e nel suolo?

In questa sua battaglia Patterson ebbe comunque successo tanto che, nel 1970, il Congresso degli Stati Uniti votò il Clean Air Act che limitava fortemente l'uso dei composti del piombo con il risultato che, nel 1986, tutti i carburanti addittivati con piombo tetraetile furono posti fuori commercio negli Stati Uniti. Fu poi introdotta la cosiddetta "benzina verde", contenente il cancerogeno benzene, ma questa è un'altra storia...

[1] Con il termine "antidetonante" si indicano quei composti chimici che, additivati alle benzine, hanno il compito di diminuire il fenomeno del "battito in testa" nei motori a combustione interna e di aumentare il numero di ottani a parità di compressione nei cilindri.


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mercoledì 30 dicembre 2015

Scie chimiche: un genocidio silenzioso



In vari articoli e nel documentario “Scie chimiche: la guerra segreta” avevamo preannunciato e paventato un incremento della mortalità a cause delle massicce, diuturne, micidiali operazioni di geoingegneria bellica. Ora giunge una conferma dall’ISTAT. E’ una conferma che non avremmo mai voluto avere. I giornalisti che hanno riportato la notizia, basata su indagini recenti, si arrovellano cercando di capire quale possa essere la causa del fenomeno. Noi non ci arrovelliamo. Conosciamo la risposta ed è la seguente: la ragione principale dell’incremento nella percentuale dei decessi va ricercata nelle chemtrails. Qualcuno potrebbe obiettare, adducendo l’argomento secondo cui le statistiche non sono attendibili, ma è sufficiente considerare quanti tra parenti, amici e conoscenti in questi anni o si sono purtroppo ammalati o sono deceduti per comprendere che i numeri in oggetto corrispondono ad una triste realtà. Per amore di completezza e per non essere accusati di procedere a senso unico, ricordiamo le cause precipue della contaminazione ambientale:

Geoingegneria clandestina
Traffico aereo civile
• Centrali nucleari (scorie e fughe radioattive)
Inceneritori
• Discariche
Campi elettromagnetici
• Uso di ordigni bellici
• Zootecnia, agricoltura industrializzata ed attività manifatturiere
• Traffico veicolare (benzene, nanoparticolato dei motori Diesel etc.)
• Altre fonti



Dalle statistiche mensili elaborate dall’ISTAT si rileva come il totale dei morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 – ultimo aggiornamento a tutt’oggi disponibile – sia aumentato di 45mila unità rispetto agli stessi primi otto mesi del 2014. La cosa non è affatto marginale, se si pensa che ciò corrisponde ad un aumento dell’11,3% e che, se confermato su base annua, porterebbe a 666mila morti nel 2015 contro i 598mila dello scorso anno. Si tratta di un incremento di ben 68mila unità che appare in gran parte concentrato nella componente femminile (+41mila) e che verosimilmente coinvolge soprattutto la fascia più anziana della popolazione residente nel nostro paese. Il dato è impressionante, ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace (?) e con uno stato di benessere (?) che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni?[…]

Non basta evocare l’invecchiamento demografico

Non potendo ancora disporre dei dati puntuali sull’incidenza dei decessi per singola età e per genere nel corso del 2015 – dati che ci consentirebbero di valutare gli eventuali cambiamenti del rischio di morte – possiamo sin d’ora cercare almeno di capire se, e soprattutto in quale misura, l’impennata di mortalità del 2015 sia ascrivibile al semplice processo di invecchiamento della popolazione italiana o se, invece, abbia altre cause. […] Le modifiche nella struttura della popolazione spiegano solo in minima parte la maggior frequenza di decessi. Infatti, se i rischi di morte fossero restati invariati rispetto a quelli osservati di recente (ISTAT 2014), l’aumento del numero di persone anziane avrebbe dato luogo solo a 16mila decessi in più rispetto al 2014. E le altre 52mila unità aggiuntive a che cosa sono dovute?

Aspettando nuovi elementi

La questione resta dunque aperta. Tra qualche mese avremo certamente dati più esaurienti che, ci si augura, consentiranno spiegazioni plausibili. […] È la presenza di 68mila morti in più, se confermata dal resoconto di fine anno, rappresenta un segnale importante che la demografia consegna alla riflessione sia del mondo scientifico sia di quello della politica, della pubblica amministrazione e dello stato sociale (tutti insieme appassionatamente coinvolti nel negare la geoingegneria clandestina alias scie chimiche, n.d.r.). E’ un evento “straordinario” che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europa nel passaggio dal comunismo all’economia di mercato: un “déjà vu” che non vorremmo certo rivivere. Il controllo della spesa sanitaria sempre e a qualunque costo – in un momento di recessione economica – può avere effetti molto pesanti sul già fragile sistema demografico. Dobbiamo esserne consapevoli.

Gian Carlo Blangiardo

Fonte: neodemos


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mercoledì 29 ottobre 2014

Il diossido di selenio nelle scie chimiche


Sulla base di recenti ricerche ed analisi condotte in Italia da un chimico che opera nel campo della protezione ambientale, è stato acccertato che, fra gli ingredienti velenosi delle scie chimiche, si deve annoverare pure il diossido (o biossido) di selenio, la cui formula bruta è SeO2 [1]. Il diossido di selenio è un composto dall’aspetto di un solido bianco cristallino. Ha un’ottima solubilità in acqua. Si può formare per combustione del selenio o dei seleniuri, per ossidazione del selenio con acido solforico concentrato e caldo nonché per decomposizione del triossido di selenio. Il composto è solubile in solventi apolari (benzene), mentre in acqua reagisce producendo acido selenioso. Allo stato solido è un polimero la cui catena principale è formata da un'alternanza di atomi di selenio e di ossigeno; allo stato gassoso ha una struttura trimera simile a quella del biossido di zolfo. La sua volatilità a temperature moderatamente alte lo rende adatto ad essere separato dai fanghi anodici dell'elettrolisi del rame: esistono, infatti, processi commerciali di produzione, sfruttando questo metodo.

Il biossido di selenio è usato come catalizzatore nell’industria galvanica e come materia prima per l’estrazione del manganese, notoriamente impiegato come additivo per carburanti aeronautici e non solo. Il biossido di selenio è tossico per inalazione ed ingestione. E’ soprattutto nocivo per gli organismi acquatici.

[1] I risultati di queste analisi combaciano con quanto evidenziato negli Stati Uniti da vari scienziati, tra cui il Dott. Michael Castle.

Fonte: Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2005, s.v. selenio

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mercoledì 3 febbraio 2010

Milano: l'inquinamento da polveri è causato dalle scie chimiche

A causa del superamento dei limiti riguardanti le polveri sottili nella città di Milano, il sindaco Letizia Moratti, d'accordo con il presidente della regione Lombardia, Formigoni e l'assessore provinciale ai trasporti, Nicola Podestà, ha deciso di chiudere al traffico veicolare la città nella giornata di domenica 31 gennaio. L'iniziativa, foriera di altre misure ancora più coercitive, prevede i soliti inasprimenti delle norme che consentono l'uso dell'auto solo a precise e draconiane condizioni, le solite inique gabelle per gli automobilisti già angariati e tartassati.

Nessuno può negare che gli autoveicoli e gli impianti di riscaldamento inquinano, contribuendo a creare lo smog, all'origine di numerose patologie, soprattutto tra i bambini. Particolarmente nocivo è il benzene, una sostanza tossica cancerogena, addizionata alla benzina paradossalmente definita "verde". Tuttavia deve essere qui ricordato e ribadito che la causa principale dell'inquinamento deve essere individuata nelle emissioni degli aerei con cui è perpetrata la perniciosa ed infame attività di aerosol clandestino. Quanti velivoli sorvolano ogni giorno la città ambrosiana generando scie chimiche sia persistenti sia effimere! Vogliamo forse credere che gli orrendi pennacchi siano formati da vapore acqueo? Ammettiamo anche solo per assurdo che tutti quegli aeroplani siano riferibili a voli civili: è arcinoto che i gas incombusti provenienti dai motori degli aerei civili contengono una miscela micidiale di veleni!

In città come Milano, in cui la circolazione dei venti è limitata, a causa della morfologia del territorio, è naturale che le polveri sottili ed ultrasottili [di solito le A.R.P.A., agenzie regionali per la protezione (sic) dell’ambiente rilevano il P.M. 10, ossia le polveri sottili] tendano a ristagnare: in questo modo la soglia di attenzione viene sovente oltrepassata. Nel frattempo si formano comitati di cittadini autolesionisti che chiedono interventi ancora più severi per limitare o impedire la circolazione (targhe alterne, blocco del traffico, chiusura di intere zone in cui i veicoli privati non possono accedere… ): costoro ignorano che la maggior parte dell'inquinamento è dovuta agli aerei chimici. Questi velivoli decollano a centinaia ogni giorno, 365 dì all'anno, incrociando, con rotte assurde ed improbabili, nei cieli di tutta Italia (e non solo) per avvelenare la biosfera, provocando enormi danni alle piante, agli animali ed agli uomini. E' ora che i cittadini si sveglino ed imparino qual è la primaria fonte di contaminazione, senza dimenticare le emissioni degli inceneritori, le fibre di amianto, le scorie nucleari, le onde elettromagnetiche… Gli Italiani dovrebbero esautorare i vari sindaci, presidenti di regioni, assessori, ministri etc., i quali fingono di non sapere che le chemtrails stanno devastando la Terra e sterminando l'umanità, per proiettarli su un pianeta dall'atmosfera composta di anidride solforosa.



Intanto la mortale Moratti ed il formidabile Formigoni si accingono a stanziare (meglio sarebbe dire scialacquare) milioni di euro per i controlli sulla "qualità" dell'aria: è un altro escamotage per lucrare. E' la consueta strategia ipocrita e gattopardesca di una classe "politica" di mummie che riescono non solo a nascondere la verità, ma a propalare ignominiose menzogne con cui ottenere il consenso dell'elettorato.

Quale intenerimento, quando udiamo le accorate parole della letale Letizia che, con voce rotta dall'emozione, promette che si prodigherà per proteggere i bimbi dalle polveri!

Perfetto: siamo rassicurati, ma chi ci libererà della polvere mefitica e soffocante di queste mummie in putrefazione?



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lunedì 18 gennaio 2010

Una giornata di ordinaria follia (articolo di Luca)

Volentieri pubblichiamo un articolo dell’amico e lettore Luca. E’ una testimonianza che non è basata su una “semplice” osservazione (sappiamo quanto sia esiguo il numero di coloro che, oggigiorno, sono in grado di osservare): infatti l’analisi del triste fenomeno “scie chimiche” diventa lo spunto per sondare, con acuminata intelligenza, i retroscena di un’operazione vergognosa ed infame. Ne scaturisce una condanna corrosiva ed implacabile che demolisce l’intero sistema con tutte le sue mistificazioni, il suo sfacciato stravolgimento della verità.

Oggi, per la prima volta, mi sono veramente spaventato, guardando il crimine perpetrato da questi ignobili militari che spargono veleni sulle nostre teste e sulla Terra tutta. Non avevo mai visto simile spettacolo sui cieli di Genova. Sembra che siano sempre più sofisticati i loro metodi di "oscuramento globale" del sole e delle menti; in poche ore, ho visto quello che non avevo mai visto prima d'ora. Speravo che la forza del vento, operoso ed instancabile per tutta la nottata, fosse riuscito a sventare i loro piani di morte, invece, nonostante la giornata abbia continuato ad essere molto ventosa, i voli costanti e pesanti di aerei chimici, sempre tutti in prossimità del nostro sole, sono riusciti nel giro di poche ore (ho osservato il fenomeno con attenzione dalle 9 del mattino fino alle 13 e poi di seguito con i risultati peggiori che si sono visti nel pomeriggio) a formare comunque una cappa "ondulata" e persistente di colore biancastro che ricopriva tutta la città. Inoltre erano ben visibili le linee di irrorazione parallele tra loro, uguali a quelle che si possono osservare sulle riviste patinate o in Internet nelle pubblicità delle automobili o nei cartoni animati per bambini, anche molto distanti queste ultime dal giro del sole. Intorno alle ore 11.30, mentre due ore prima il cielo appariva ancora completamente azzurro, seppur velato dalle irrorazioni di cui sopra, ora era completamente oscurato ed il sole appariva come dietro ad una nebbia padana, completamente fuori luogo dalle nostre parti. Verso le prime ore del pomeriggio, la popolazione genovese avrebbe potuto benissimo pensare di essere di nuovo interessata da un'interminabile nuova perturbazione, come nelle due lunghe settimane precedenti, quando gli ombrelli continuavano ad essere aperti, a causa di quelle goccioline minuscole, quasi ghiacciate e persistenti e per via della plumbea cappa chimica.

La giornata di oggi è proseguita all'insegna di un freddo intenso, di vortici d'aria molto compressa e di un cielo simil-piovoso, ma ahimé totalmente finto, anche se sempre più grigio. Ormai non si riescono più a vedere orizzonti nitidi, mentre tutto appare fumoso e velato, nonostante il forte vento spesso spazzi le nostre coste. Ho sentito diversi Milanesi proprietari di "seconde case" nel Levante ligure lamentarsi del cambiamento del clima della Liguria quando, loro malgrado, pensano di venderle senza più spostarsi da Milano! Alcuni notano persino di sentirsi molto più fiacchi e sonnolenti in Riviera, più di quanto lo siano a casa loro. Purtroppo è ancora difficile produrre in loro un ovvio collegamento tra il loro stato di salute, il cambiamento del clima e le scie chimiche. Occorre non abbassare la guardia ed anche migliorare l'informazione, attraverso volantini sempre più esaurienti nel dare spiegazioni scrupolose sui fenomeni chimici prodotti nel cielo dai finti "aerei di linea" ed informare sulle conseguenze anche apparentemente contraddittorie che questi generano sul clima, ora producendo siccità, come durante i periodi estivi, ora provocando viceversa calamità dovute a piogge torrenziali, a straripamenti di fiumi ed a venti fortissimi, durante la stagione invernale.

Occorre insomma portare alla comprensione dei nostri interlocutori un nesso, una "connessione" di tutti quegli eventi apparentemente discordanti o contraddittori tra loro, nonché semplicemente e apparentemente casuali, mostrandoli come il frutto invece di un'operazione maniacale, studiata a tavolino, nei minimi dettagli e pianificata a medio e a lungo termine da una cricca di nazisti, ancora viva e vegeta, che come durante il Terzo Reich, parla ancora di "Nuovo ordine mondiale". L'unica differenza da allora è la lingua usata: prima era quella tedesca, ora è l'inglese! Ci abituano a pensare che tutto quello di cui ci "informano" e che succede nel mondo sia completamente slegato e casuale, che non ci sia alcun nesso, con l'effetto psicologico di creare da una parte disorientamento e paura, dall'altra il bisogno di protezione, grazie, per fortuna, alle agenzie preposte alla "sicurezza" ed all'incolumità propria e dei rispettivi cari.

Attraverso il processo mentale e psicologico della "delega", abbiamo rinunciato al nostro potere personale e consegnato noi stessi ed i nostri figli ai più biechi torturatori e stupratori di massa di tutti i tempi, senza riconoscerli come tali, ma anzi osannandoli, come se fossero i nostri salvatori!!! Una volta i NAZI avevano la divisa grigia e sulle mostrine nere facevano bella mostra i teschi bianchi; tutto ciò dava loro un'identità certa; da loro potevi anche fuggire, se non ti sentivi a tuo agio o non ne condividevi i metodi!

Oggi i loro epigoni hanno capito la lezione: i luogo delle mostrine nere con i teschi bianchi, del passo dell'oca e degli stivaloni in cuoio nero lucido, preferiscono la pubblicità occulta, i messaggi subliminali, gli o.g.m., le multinazionali, la droga, le medicine, le auto col benzene-verde (colore molto di moda ultimamente...), gli i-pod perennemente accesi e sparati a tutto volume per la goduria dei timpani dei nostri figli adolescenti, i vaccini che "salvaguardano" la nostra salute dalle più terribili pandemie inventate in laboratorio, mettendo in mostra la loro solerzia a proteggerci da violenti terremoti o da tornado stile 2012-fine del mondo; loro, che ci salvano dalla cieca violenza del terrorismo islamico e da certi voli sfuggiti al controllo dei caccia americani su New York, così come dal temibile Saddam Hussein prima o da Bin Laden dopo, il quale riesce a sfuggire nel deserto all'Intelligence statunitense a bordo di una rumorosa motoretta a due tempi alimentata a miscela, come nei migliori episodi di Indiana Jones, interpretato dall'intramontabile Harrison Ford! Può darsi che durante gli anni del college americano il più pestifero dei "Laden" abbia tratto spunto, ancora giovane, dalla mitologia hollywoodiana di Indiana e che qualche simpatico amicone gli abbia poi girato dal vivo la scena!!!

Incredibile, eppure vero: difficile il collegamento per la maggioranza. E' come diceva il grande "Faber": solitamente "la maggioranza sta"...



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lunedì 9 novembre 2009

Bambini (e tutti noi) ed inquinamento ambientale

Volentieri pubblichiamo uno studio di che esamina il gravissimo problema dell'inquinamento ambientale, causa di tante malattie soprattutto tra i bambini. Purtroppo, infatti, le chemtrails costituiscono "solo" il coronamento di uno scellerato piano per intossicare la popolazione, ma migliaia sono i composti chimici che aggrediscono uomini, animali e piante. Le scie tossiche, in tale inquietante scenario, si possono considerare la globalizzazione dell'avvelenamento ed il colpo di grazia. Per fortuna esistono, se non dei rimedi, delle contromisure da attuare per proteggere in primis la salute dei bambini, più vulnerabili agli inquinanti ambientali. Si consultino a tale proposito gli articoli della categoria "Morgellons". Un'ultima osservazione: è evidente che le difficoltà cognitive rilevate da educatori e docenti nelle nuove generazioni sono imputabili, in buona parte, alla contaminazione della biosfera. Fantasiose sindromi psicologiche dalle improbabili sigle c'entrano poco o punto.

Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale (Prof. Lorenzo Tomatis, 1929-2007).


Oggi i bambini sono sottoposti al rischio dell’esposizione a più di 15 mila sostanze chimiche sintetiche, senza contare l’inquinamento dell’aria, il traffico, la contaminazione di acqua e cibo, le radiazioni (R.F. e E.M.F., radiofrequenze e campi elettromagnetici) ed altre fonti sulle quali vi è ancora “dibattito”.

Non c’era una volta…

Centomila sostanze di sintesi sono state registrate nella sola Unione europea., ma i composti si contano a milioni. Si badi che gli effetti cumulativi e soprattutto sinergici tra ogni singola sostanza sono di fatto sconosciuti per la mancata ricerca. Si aggiunga il “fondo” elettromagnetico maggiore di dieci milioni di unità rispetto a quello naturale. Alimentazione ricca in volumi, ma povera di nutrienti essenziali. Nanoparticelle dovute alle politiche “verdi” sulla mobilità (catalizzatori al platino) e degli inceneritori. Un migliaio di test nucleari in superficie e sotterranei dal 1945 ad oggi, vaccinazioni multiple, pesticidi, erbicidi… Potremmo continuare ad addizionare ancora rischi e pericoli prodotti dall’umanità per il “benessere”. Una vera e propria giungla di insidie, non sempre tenuta nella giusta considerazione, anzi decisamente ignorata a favore di diagnosi psichiatriche più che tossicologiche. Ciò, nonostante le numerose evidenze scientifiche, dal dopoguerra ad oggi, e benché si registrino casi di M.C.S. anche nella prima infanzia.

Sono i bambini di oggi, gli adulti di domani, a fare le maggiori spese per l’attuale situazione ambientale. Nell’aria di casa e in quella esterna, nei cibi, nell’acqua e persino nei giocattoli sono presenti sostanze che quotidianamente mettono a rischio la loro salute, così come nella quasi totalità delle attrezzature medico-ospedaliere (siringhe, kit flebo etc.) e dei farmaci (mercurio come conservante, coloranti, lattosio e via dicendo).

Rapporti sanitari nel cassetto dell'agenda politica

A lanciare uno delle tante grida d’allarme fu l’Organizzazione Mondiale della Sanità (W.H.O.) e l’Agenzia Europea per l’Ambiente (E.E.A.) nel 2002, con la pubblicazione del rapporto Children’s Health and Environment - A review of evidence, nel quale vennero analizzati i diversi fattori di rischio per la salute dei bambini, prendendo spunto da una serie di studi compiuti sull’argomento nei diversi paesi europei.

Nell'aggiornamento del 2007 emerge un quadro della situazione decisamente peggiore.

Oltre il 40 per cento delle patologie causate da fattori ambientali colpisce bambini di età inferiore ai 5 anni. I bambini sono particolarmente vulnerabili all’inquinamento ambientale, in parte poiché la loro esposizione precoce a determinati fattori può avere ripercussioni anche a lungo termine, in parte perché in proporzione al loro peso corporeo i bambini respirano, bevono e mangiano più degli adulti, con una conseguente maggiore assimilazione delle sostanze potenzialmente tossiche.

“Innanzitutto c’è un’enorme differenza – commenta Giorgio Tamburlini, che ha partecipato alla stesura del rapporto – da un paese all’altro d’Europa per quelli che sono i pericoli a carico dei bambini. Nel rapporto abbiamo sintetizzato questo concetto, parlando di 'ingiustizia ambientale', individuando tre fattori preponderanti che possono creare situazioni di rischio. Innanzitutto c’è il fattore locale, le singole città, una determinata zona del territorio; anche in spazi limitati si possono avere delle differenze notevoli da questo punto di vista. Un altro fattore da tenere in considerazione è poi la vicinanza agli scarichi di rifiuti tossici, un problema maggiormente presente nei paesi più poveri ormai destinati ad essere la discarica dei paesi più ricchi. Ma il fattore da tenere in maggiore considerazione è l’accumulo di inquinamento. Stiamo ormai accantonando delle riserve di inquinamento di varia natura che necessariamente penalizzeranno gli adulti di domani (mentre quelli di oggi si ammalano sempre maggiore numero, n.d.r.). La loro esposizione a certi fattori è notevolmente più rilevante di quella delle generazioni precedenti. Questo avrà necessariamente una ripercussione negativa sulla loro vita futura”. Oggi i bambini sono sottoposti al rischio dell’esposizione a più di 15 mila sostanze chimiche sintetiche, nella maggioranza dei casi create negli ultimi 50 anni. Non si dimentichi poi una serie di agenti fisici, come l’inquinamento dell’aria, il traffico, la contaminazione di acqua e cibo, dei giocattoli, le radiazioni.

“Tra i fattori emergenti collocherei al primo posto il piombo e gli effetti che la concentrazione troppo alta di questo metallo pesante può avere sull’intelligenza del bambino, effetti che possono diventare cronici, se il bambino viene sovresposto nei primi anni di vita – continua cautamente il dottor Tamburlini – .Anche i casi di bronchiti e di asma in aumento rappresentano un rischio aggiuntivo. E questi sono fattori di rischio di cui conosciamo la pericolosità. Ci sono poi casi di incertezza. Qualche tempo fa, uno studio su alcuni grandi mammiferi esposti per lungo tempo d inquinanti, evidenziò la maggiore incidenza di malformazioni e la diminuita fertilità. Soprattutto quest’ultimo problema è molto sentito anche da noi ed è in parte dovuto al fatto che il numero e la carica degli spermatozoi è diminuito. Questo può essere dovuto agli inquinanti, anche se non sono state stabilite relazioni scientificamente certe."

Leggi qui l'articolo su Lettere dalla Germania.



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martedì 20 ottobre 2009

Gli ingredienti velenosi delle scie chimiche

Nel luglio 2009 sono state compiute alcune analisi chimiche che si riferiscono al particolato rilevato in campioni di aria prelevati a Phoenix, Arizona. L'Arizona, come quasi tutti gli stati della Federazione, subisce pesanti irrorazioni chimico-biologiche. I risultati degli esami sono stati tradotti in istogrammi molto eloquenti. Naturalmente i soliti ciarlatani della disinformazione affermeranno che si tratta di "normale" inquinamento ambientale, ma gli alti livelli di vari elementi chimici si spiegano solo chiamando in causa le attività clandestine ed illegali di aerosol.

Dalle analisi emerge che - bisognava aspettarselo - l'alluminio fa la parte del leone con 39.000 parti per milione. Sono stati rilevati anche ferro (17.300 parti per milione), bario (2.100), zinco (1.100), rame (172), manganese (487), piombo (56), cadmio (1,70), cromo (48), nickel (34), arsenico (48), antimonio (26).

I valori rilevati superano di gran lunga i limiti consentiti per legge (in alcuni casi, non esiste un limite stabilito) ed è quindi palese che le concentrazioni rintracciate sono nocive. E' ozioso attribuire tali abnormi concentrazioni solo alla contaminazione ordinaria (stabilimenti industriali, traffico veicolare, attività agricole, inceneritori...) che pure contribuisce, ma non in misura determinante. In aree non industrializzate e lontane da centri urbani si rilevano spesso quantità notevoli di alluminio e bario, come dimostrato da Luigina Marchese in Pioggia di alluminio. Le scie chimiche quindi costituiscono, oggi giorno, la maggiore fonte di inquinamento: è difficile quantificare, ma non saremo lontani dal vero se attribuiremo alle chemtrails almeno l'80 per cento della polluzione ambientale, visti i frequentissimi sorvoli di città ed aree rurali per opera degli aerei della morte.

Ricordiamo che non solo l'alluminio ed il bario sono veleni, ma anche gli altri metalli. Il piombo è neurotossico: usato nella benzina, prima che fosse sostituito dal cancerogneno benzene (bel colpo!) oggi usato nei cosiddetti carburanti "verdi", attacca soprattutto il sistema nervoso. Alcuni derivati del cromo sono fortemente tossici ed inquinanti; lo stesso vale per i sali di antimonio. Anche l'arsenico è velenoso, soprattutto sotto forma di composto inorganico.

Si comprende dunque perché molte persone spesso avvertono uno sgradevole sapore metallico in bocca: i metalli copiosamente diffusi in atmosfera sono all’origine di questo altrimenti incomprensibile sintomo.

Insomma, una pietanza a base di veleni ci viene ammannita dai militari e dai nostri governi, ogni giorno... Buon appetito.

Consulta qui i risultati delle analisi.



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