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martedì 22 settembre 2015

La società degli ipocriti e dei mistificatori



L'E.P.A. (l'ente statunitense per la tutela dell'ambiente - Si fa per dire...) accusa la casa produttrice tedesca Volkswagen di aver "truccato" le centraline elettroniche delle sue autovetture per superare i severi controlli "antinquinamento" vigenti negli Stati Uniti d'America.

In realtà il problema a livello europeo è in pratica generalizzato e riguarda tutti gli automezzi propulsi a gasolio e che montano il famigerato FAP o filtro attivo anti particolato. Come giustamente nota il nostro amico "Theantitanker", "Le nuove auto dotate di FAP, sono tutte fuori legge, dalla prima all'ultima. Infatti, quando questo apparato esegue la rigenerazione, 'butta fuori' tutto quello che aveva accumulato. In pratica è un miniinceneritore su ruote: è un dispositivo che espelle i residui accumulati, dopo che sono state percorse alcune migliaia di chilometri, in pochi minuti".



Vani sono stati i tentativi in Italia di far modificare o rimuovere il FAP che è all'origine dell'emissione di micidiali nanoparticelle 0.1 e 0.3 di polveri sulfuree, ancora più dannose del fastidioso "fumo nero". Il FAP brucia ad elevate temperature i prodotti della combustione, un po' come si verifica nei cosiddetti "termovalorizzatori" o nei turbofan dei velivoli odierni. La produzione di nanopolveri è, infatti, legata alla combustione ad alti valori termici.

Si consideri che negli ultimi anni molte case costruttrici si sono affidate ad un altro tipo di dispositivo (il DPF ovvero Diesel Particulate Filter) che non impiega additivi particolari, ma elimina il "particolato PM10" bruciandolo e riducendone quindi le dimensioni sino ai mortali PM 0.1/0.3.



L'E.P.A., dunque, ignora intenzionalmente, nonostante numerose denunce e segnalazioni, l'inquinamento [1] cagionato dal traffico aereo commerciale (UN A-330 INQUINA QUANTO 300/400 VEICOLI EURO 3), quando diversi recenti studi indipendenti attribuiscono alle polveri sottili, ai solfuri e ad altri composti chimici correlati al trasporto aereo civile un alto tasso di mortalità. Questi risultati, però, sono sempre ignorati, se non nascosti. E' il caso di “Evidence of coal-fly-ash toxic chemical geoengineering in the troposphere: consequences for public health”. Infatti "QUALCUNO" HA IMPOSTO LA RIMOZIONE DELLO STUDIO A FIRMA DELLO SCIENZIATO J. MARVIN HERDON CHE METTE SOTTO ACCUSA PROPRIO IL TRAFFICO AEREO CIVILE! Nel testo l’esperto non esita a chiamare le cose con il loro nome, usando termini come “chemtrails” e “geoengineering”, sgomberando il campo, anche sotto il profilo lessicale, da qualsiasi, residuo dubbio in merito al problema vigorosamente denunciato. E' inaudito, ma lo studio è stato rimosso da questa pagina a seguito delle solite pressioni provenienti dall'establishment pseudo-scientifico ed è stato sostituito da questo PDF, nel quale, in modo incredibile e vergognoso, giganteggia a caratteri cubitali la parola "RETRACTED". SE QUESTA NON E' DITTATURA, DITEMI CHE COS'E'...

Ma sia chiaro: sono le auto che inquinano. Non gli aerei.

[1] Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate. L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno, quello di Linate a 150.000 auto.

Articolo correlato: Inquinamento aereo: non solo scie chimiche, 2008

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sabato 13 giugno 2015

L’E.P.A. è sul punto di ammettere la geoingegneria clandestina



L'amministrazione Obama il 10 giugno 2015 ha annunciato che è in programma la promulgazione del Clear air act, una legge che dovrà stabilire dei limiti per le emissioni prodotte dal traffico aereo. L’annuncio è scaturito dalle pressioni, istanze e cause legali di vari attivisti che considerano il trasporto aereo la principale fonte di inquinamento.

L’E.P.A., l’Agenzia per la protezione (?) dell’ambiente, ha, dal canto suo, elaborato un dossier in cui è stabilito che le emissioni del traffico aereo sono dannose per la salute umana. Sebbene la ricerca si riferisca in modo generico a gas inquinanti, inclusi i gas serra, è sintomatico che l'E.P.A. abbia corretto la rotta, occupandosi di un problema che ha ignorato per decenni.

Se è vero – come è vero – che i residui dei gas incombusti sono dannosi per la salute umana, secondo quanto conclude l’E.P.A., significa soprattutto che gli aerei civil-chimici incrociano a bassa quota, non solo in fase di decollo e di atterraggio. Non è un caso se alcune testate giornalistiche, anche allineate al sistema, hanno scritto, con malcelato disappunto, che l’E.P.A. pare prossima ad ammettere le chemtrails: di fatto è così, nonostante i soliti sofismi e le consuete obliquità semantiche.

Nel documento dell'E.P.A. è scritto che "è stato compiuto un preliminare ma necessario passo per cominciare a ridurre le emissioni di gas serra del settore aereo”. Si dà quindi mandato all’International Civil Aviation Organization (I.C.A.O., agenzia delle Nazioni unite) di intervenire. Naturalmente l’I.C.A.O. non interverrà, soprattutto perché l'industria del trasporto si basa su standard internazionali con cui si eludono norme e misure dei singoli paesi.

I gruppi ambientalisti temono che la legge in discussione presso l'I.C.A.O. potrà incidere ben poco sullo status quo. Le nuove regole, tra l'altro, dovrebbero entrare in vigore nel 2020: così, fino ad allora, le compagnie civili avranno tutto l’agio ed il tempo di emettere gas serra (solfuri) e soprattutto di disperdere i veleni della “guerra climatica”.

Fonti:
- nymag
- reuters


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sabato 3 novembre 2012

Pioggia di corpuscoli nel Veronese

L’amico Corrado Penna ha di recente riferito la notizia circa una strana "grandine" caduta a Colognola, in provincia di Verona. Un lettore di "Meteoweb" si è, infatti, rivolto agli “esperti” del sito per segnalare che "ogni qual volta si avvicina una perturbazione, cadono strani chicchi, simili alla grandine ma durissimi. Ciò avviene sempre, trenta o quaranta minuti, prima che cominci a piovere”.

Gli “specialisti” di "Meteoweb" glissano più o meno elegantemente, strabuzzano gli occhi, fingendo di non sapere, di non capire. Ora, non conosciamo la composizione di questi corpuscoli, ma è evidente che il fenomeno è di natura artificiale. E’ sufficiente collegare i puntini. L’avvicinamento di un fronte imbrifero, i dardi chimici che trafiggono i corpi nuvolosi, le diaboliche tecnologie atte a controllare il tempo ed il clima... sono tutti fattori di una manipolazione militare che può spiegare questa ed altre anomalie atmosferiche.

E’ ovvio che è necessario un’analisi per pronunciarsi con sicurezza a proposito della "grandine" caduta a Colognola. Pertanto invitiamo eventuali lettori a comunicarci i risultati di esami ad hoc.

Qualcuno ha ventilato l’ipotesi che quei “chicchi durissimi” potrebbero essere legati alla dispersione di Corexit, il solvente prodotto dalla "Nalco" ed usato nel Golfo del Messico per degradare il petrolio riversatosi nell’oceano in seguito all’”incidente” occorso alla torre di trivellazione, “Deepwater horizon”. La "Nalco" non ha mai voluto rivelare tutti i composti del solvente, trincerandosi dietro il segreto commerciale, mentre l’E.P.A. (l'agenzia per la protezione dell'ambiente) si è pronunciata, concludendo che il Corexit è nocivo per alcune specie marine. Inoltre, sempre secondo l’E.P.A., nessun composto del solvente è privo di tossicità, mentre non si conoscono gli effetti sull’ambiente della mescolanza tra l’oro nero ed il Corexit.

Sia come sia, la grandinata innaturale di Colognala si aggiunge ad altre aberranti e “fortiane” precipitazioni: qui ricordiamo, ad esempio, le piogge rosse cadute nello stato del Kerala (India) e quelle polimeriche di Oakville (stato di Washington, U.S.A.).


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