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lunedì 27 novembre 2023

E' ufficiale: i forti terremoti sono provocati dalle armi ionosferiche

Un prestigioso studio, che indaga l'origine di taluni terremoti e reso pubblico nell'ormai lontano mese di maggio del 2011 sul portale della Cornell University (QUI), è passato del tutto inosservato. Ne possiamo benissimo intuire i motivi, visto che i ricercatori imputano ai riscaldatori ionosferici i sismi. La ricerca, firmata dagli scienziati Dimitar Ouzounov, Sergey Pulinets, Alexey Romanov, Alexander Romanov, Konstantin Tsybulya, Dimitri Davidenko, Menas Kafatos, Patrick Taylor, determina, sulla base di granitici elementi probanti, che una buona parte dei recenti sommovimenti tellurici di magnitudo elevata (sopra i 7 gradi della scala Richter) è da ascrivere alle sperimentazioni che interessano la ionosfera, per mezzo dell'emissione di basse frequenze. Ci vengono in mente le stazioni di H.A.A.R.P., in Alaska, e Tromsø, in Norvegia, che sono tra i più noti "riscaldatori ionosferici", anche se ne esistono molti altri (almeno venti), ubicati in varie parti del mondo.

Lo studio, censurato dai media ufficiali, è dirompente, in quanto mette a tacere, una volta per tutte, i negazionisti di regime che, di norma, tacciano di "complottismo" le voci fuori dal coro che accusano i Governi di provocare i terremoti. Ora ne abbiamo le prove certificate.
Di seguito il report della ricerca che, in formato PDF, potete visionare e scaricare (QUI) dai nostri server.


L'atmosfera sopra il Giappone si riscaldò rapidamente prima del terremoto di magnitudo 9.0 Richter. Secondo gli scienziati, le emissioni infrarosse sopra l’epicentro erano aumentate drammaticamente nei giorni precedenti il ​​devastante sisma che colpì le isole nipponiche.

I geologi si sono interrogati a lungo sui resoconti di strani fenomeni atmosferici avvenuti nei giorni precedenti i rovinosi terremoti, ma è stato difficile ottenere buoni dati a sostegno di questi rapporti.

Negli ultimi anni, tuttavia, diversi gruppi di ricerca hanno allestito stazioni di monitoraggio atmosferico nelle zone sismiche, usufruendo dei satelliti che inviano informazioni sullo stato dell'alta atmosfera e della ionosfera durante un evento tellurico. Nel 2010 furono esaminati alcuni dati, provenienti dalla sonda spaziale DEMETER: essi mostravano un aumento significativo dei segnali radio a frequenza ultrabassa, prima del terremoto di magnitudo 7.0, scossa che colpì Haiti il 12 gennaio 2010.

Dimitar Ouzounov del Goddard Space Flight Center della NASA nel Maryland e alcuni collaboratori analizzarono le caratteristiche del disastroso terremoto di Tohoku e Fukushima (Giappone) verificatosi il giorno 11 marzo 2011. I loro risultati, anche se preliminari, aprono gli occhi.

Fu accertato che prima del sommovimento di magnitudo 9.0, il contenuto totale di elettroni, presenti nella ionosfera, era aumentato notevolmente sopra l’epicentro, raggiungendo il culmine tre giorni prima del cataclisma. Allo stesso tempo, le osservazioni satellitari evidenziarono un forte incremento delle emissioni infrarosse sopra l’epicentro: esse toccarono il picco nelle ore immediatamente precedenti il ​​terremoto. In altre parole, l’atmosfera si era riscaldata. Queste osservazioni sono coerenti con un’idea definita "meccanismo di accoppiamento litosfera-atmosfera-ionosfera". L'idea è che nei giorni che precedono un sisma, le forti sollecitazioni di una faglia sul punto di cedere provocano il rilascio di grandi quantità di radon.

La radioattività di questo gas ionizza l'aria su larga scala e ciò provoca una serie di effetti a catena. Poiché le molecole d’acqua, caricate negativamente, sono attratte dagli ioni positivi presenti nell’aria, si innesca un fenomeno di condensazione su larga scala dell’acqua, ma tale processo sprigione anche energia termica (calore) ed è questo che provoca le emissioni infrarosse. "I nostri primi risultati mostrano che il giorno 8 marzo del 2011 è stato osservato un picco della radiazione infrarossa rilevata dai satelliti", affermano Ouzounov e colleghi. Queste emissioni influisconio sulla ionosfera e sul contenuto totale di elettroni. È evidente che la troposfera e la ionosfera sono strattamente collegate, tanto che, quando uno strato è perturbato, le alterazioni si riverberano sulle altre falde atmosferiche.

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mercoledì 3 ottobre 2018

Sconvolgimenti climatici e tellurici: le vere cause



Terremoti e fenomeni climatici estremi sono sempre più frequenti e diffusi. Quali sono le vere cause? Ribadiamo in primo luogo che il cosiddetto “riscaldamento globale” dovuto al biossido di carbonio è una solenne frottola, mentre l’inasprimento dell’effetto serra è da ricondurre ad interventi militari sulle dinamiche atmosferiche: leggi scie chimiche [1] e riscaldatori ionosferici alias impianti H.A.A.R.P.

Tuttavia non bisogna trascurare altri fattori: il letargo del Sole incide, anzi inciderebbe, sul clima globale, rendendolo, in assenza di operazioni di biogeoingegneria clandestina, più fresco. Non solo, la debole attività della nostra stella è collegata ad un’inferiore produzione di quella formidabile energia che equilibra e, per così dire, “compatta” la litosfera. Le zolle così, oltre che per altre ragioni legate alla tettonica del pianeta, in particolare i movimenti convettivi del mantello, tendono a separarsi ed a disgregarsi, provocando sommovimenti tellurici sempre più rovinosi. Sono sommovimenti favoriti anche dall’impiego di armi geofisiche, la cui firma coincide spesso con un ipocentro del terremoto intorno ai dieci chilometri.



A queste circostanze, sulle quali ci siamo in altre occasioni soffermati, bisogna aggiungere un nuovo parametro: lo spostamento dell’asse terrestre. I geologi attribuiscono a tale fenomeno lo scioglimento dei ghiacci che coprivano amplissime aree delle terre emerse sino al 10.000 a.C. circa: con la deglaciazione vaste regioni del pianeta furono sommerse ed alcune civiltà scomparvero. [2] Lo spostamento dell’asse terrestre, già osservato alcuni anni fa dagli Inuit che notarono che il Sole sorge e tramonta in punti diversi rispetto al passato, è ora riconosciuto dalla comunità scientifica. E’ indubbio che tale variazione è destinata a generare ulteriori sconquassi (eruzioni, sismi etc.), come se non bastassero quelli che già conosciamo…

[1] La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.

[2] Il periodo che intercorre dal 10.000 all’8.500 a.C. è definito Mesolitico, età della pietra di mezzo, e fu contraddistinto da giganteschi allagamenti e dall’introduzione delle prime forme di agricoltura non a caso in aree collinari, non soggette ad alluvioni.


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sabato 12 luglio 2014

Boati anche in Finlandia


E’ la prima volta in cui, per quanto ci consta, sono segnalati rintronanti clangori in Finlandia. A nord est della capitale, Helsinki, la popolazione si è allarmata per una serie di boati sulle cui vere cause gli organi ufficiali o non si pronunciano o divulgano versioni for dummies. Da ricordare che l’enigmatico fenomeno potrebbe essere collegato all’uso dei riscaldatori ionosferici (esplosioni radianti) – un impianto del genere è ubicato a Tromsø, in Norvegia – forse in concomitanza con manifestazioni più o meno naturali, come cambiamenti nel nucleo terrestre e nella magnetosfera. La magnetosfera si è indebolita di circa il 15 per cento negli ultimi due secoli, mentre, da alcuni decenni, i militari la intaccano con le emissioni elettromagnetiche irradiate dalle installazioni basate sui brevetti di Bernard Eastlund e Nikola Tesla.

Più volte il 28 e 29 giugno 2014, i residenti di Kouvola e Kotka, Finlandia, a nord est di Helsinki, hanno pensato che fossero esplosi degli ordigni, avendo udito dei formidabili boati. Molti residenti hanno chiamato la polizia ed i servizi di emergenza, ma i responsabili delle forze dell’ordine hanno dichiarato di ignorare la causa dei fragori. Il 30 giugno esperti (?) dell’Istituto di sismologia (Universita di Helsinki) hanno riferito che in quei due giorni sono stati rilevati quattro terremoti di magnitudo intorno ad 1,9 della scala Richter. Secondo il parere degli specialisti, i sismi spiegano le assordanti deflagrazioni. I residenti, però, ritengono che la delucidazione degli scienziati sia poco persuasiva. Sommovimenti tellurici sono stati registrati negli ultimi due anni nella regione di Kouvola, ma non erano mai stati segnalati rimbombi.

Fonte: iltalehti

Articolo correlato: Continuano i misteriosi boati negli Stati Uniti: affiora una nuova ipotesi, 2013


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giovedì 4 marzo 2010

Il terremoto in Cile è stato causato da H.A.A.R.P.?

Pubblichiamo un articolo di Deborah Dupré. Il testo, tratto da Examiner.com, suggerisce che il disastroso terremoto che ha colpito recentemente il Cile sia stato artificiale. In particolar modo, la giornalista si basa su alcuni sinistri precedenti e sulle acquisizioni di Chossudovsky.

In "Breaking News", oggi (27 febbario 2010), Lori Price, rappresentante del movimento Cittadini per il governo legittimo (C.L.G.) ha usato la sigla
H.A.A.R.P. tra parentesi quadre, poiché reputa che tale sistema potrebbe essere stato coinvolto nel rovinoso terremoto di magnitudo 8,8 Richter, sisma che ha colpito il Cile. C.L.G. evidenzia che oggi un sempre crescente numero di scienziati e di cittadini è consapevole che H.A.A.R.P. è un'arma di distruzione di massa in grado di scatenare calamità "naturali" per scopi di dominio globale.

Il reportage della Price

"Un potentissimo terremoto ha colpito il Cile il 27 febbraio 2010. Il terremoto è stato rilevato alle ore 06:34 G.M.T., a circa 91 km (56 miglia) a nord-est della città di Concepcion ed a 317 km a sud-ovest della capitale, Santiago. Gli edifici a Santiago hanno oscillato per 30 secondi, mentre l'erogazione di energia elettrica si è interrotta. Gli Stati Uniti hanno lanciato un allarme tsunami per il Cile, il Perù e l'Ecuador. L'allarme è stato successivamente esteso alla Colombia, all'Antartide, a Panama ed al Costa Rica. "

H.A.A.R.P. ha la capacità di provocare "calamità naturali" in zone già vulnerabili sotto il profilo tettonico in modo che la catastrofe viene scambiata per naturale, anziché essere il risultato di un'arma di distruzione di massa (Si legga Michael Chossudovsky, L'ultima arma di distruzione di massa: possedere il tempo per fini militari, Global Research, 2004).

Nel 2005, Chossudovsky sottolineò nel suo articolo originariamente scritto nel 2002, che Il Nuovo ordine mondiale dispone di armi adatte a determinare cambiamenti climatici. [...] Sia gli Statunitensi sia i Russi hanno sviluppato la capacità di manipolare i fenomeni meteorologici e climatici in tutto il pianeta. Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata nell'ambito dell'Active Auroral Research Program (H.A.A.R.P.), parte integrante dell'iniziativa per la difesa strategica ("guerre stellari"). Evidenze scientifiche recenti suggeriscono che H.A.A.R.P. è pienamente operativo ed ha la capacità di causare inondazioni, siccità, uragani e terremoti. Dal punto di vista militare, H.A.A.R.P. è un'arma di distruzione di massa. Potenzialmente, esso costituisce uno strumento di conquista in grado di destabilizzare selettivamente i sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni.

Chossudovsky scrisse nel 2004

"L'espansione significativa nell'arsenale di guerra meteorologica degli Stati Uniti, che è una delle priorità del Dipartimento della difesa non è una questione che riguardi il dibattito o la discussione. Mentre, per gli ambientalisti, la colpa dell'amministrazione Bush è di non aver firmato il protocollo di Kyoto, la questione della 'guerra del tempo', vale a dire la manipolazione dei modelli meteorologici ad uso militare, non è mai menzionata. La guerra climatica non è stata un tema cruciale al recente Vertice di Copenaghen, nonostante la massiccia presenza degli 'ambientalisti'. Il Pentagono ha aderito alla crociata sul riscaldamento globale, cavallo di battaglia degli ambientalisti, secondo Chossudovsky. H.A.A.R.P. ha anche la possibilità di causare black-out e di provocare malfunzionamenti in intere regioni degli apparati per la produzione e distribuzione di energia elettrica. Un'analisi delle dichiarazioni provenienti dalla U.S. Air Force si focalizza sull'impensabile: la manipolazione occulta dei modelli meteorologici, dei sistemi di comunicazione e di energia elettrica come arma di guerra globale consente agli Stati Uniti di disgregare e dominare intere regioni del mondo." (Chossudovsky, 2004)

La militarizzazione dello spazio fondamentale per le élites mondialiste è combattuta da Bruce Gagnon, del Global Network Against the Weapons and Nuclear Power in Space.

Grande sfera di fuoco

Un bagliore non è un precursore di un terremoto naturale. Un fulgore è stato visto prima del terremoto che ha devastato Haiti. Pravda.Ru ha riferito che la marina russa ritiene che gli Stati Uniti abbiano scatenato il terremoto nell'isola di Haiti. L'articolo relativo è archiviato su NoLiesRadio.

Un bagliore è stato scorto pure in Cina, nel Sichuan, prima dell'ultimo potente terremoto. Esiste la prova documentata che è stato cagionato da armi scalari.

Una luce iridescente (il fisico candaese Neil Finley definisce questi arcobaleni artificiali, "firme chimiche".n.d.t.) è stata notata e segnalata da centinaia di persone, locali e turisti, prima del terremoto che colpì Vanuatu nel 2002, sisma 7.3 della scala Richter. I Ni-vans, popolazione indigena della Repubblica di Vanuatu ed una delle più antiche culture di vita del mondo che abita in una zona remota ed in incontaminato paradiso tropicale, ha riferito che non avevano mai visto un bagliore durante i terremoti. Essi notarono con grande curiosità l'insolita presenza nel porto Port Vila, di un'enorme nave da guerra che si era avvicinata un paio di giorni prima del sisma e che si allontanò tranquillamente come tranquillamente si era accostata allo stato insulare.

La questione ora è se ci saranno testimonianze in Cile di una grande palla di fuoco che ha annunciato il sommovimento tellurico. In questa età globale dominata dagli Stati Uniti, né una remota isola tropicale né lo spazio sono luoghi di pace.


Fonte: Examiner.com



AGGIORNAMENTO: una corrispondente dal Cile, Cecelia Lagos, testimonia di un repentino bagliore nel cielo pochi istanti prima del sisma (minuto 1:00).



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venerdì 22 gennaio 2010

Il vaso di Pandora

Pubblichiamo un estratto da un articolo elaborato dal Professor Alessio Di Benedetto, il maggiore esperto di H.A.A.R.P. in Italia. Come è noto, alcuni ricercatori hanno attribuito a H.A.A.R.P., quindi ad emissioni elettromagnetiche artificiali, il sisma che ha colpito il 12 gennaio scorso lo stato di Haiti e soprattutto la popolosa capitale Port Au Prince. E' ancora prematuro addivenire ad una conclusione, ma vari indizi raccolti dagli scienziati indipendenti e la conoscenza del potere distruttivo che connota H.A.A.R.P. inducono ad ipotizzare che il disastroso terremoto sia stato scatenato con micidiali armi tettoniche. Il Professor Di Benedetto pare propendere per l'artificialità del fenomeno tellurico. E' anche possibile che i sismi di questi ultimi anni siano stati provocati da una sinergia tra situazioni naturali (presenza di fratture, slittamenti tettonici, fenomeni di subsidenza...) e sollecitazioni esterne (armi tettoniche) che hanno determinato il cedimento delle faglie con le tragiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

La scienziata indipendente, esperta in Fisica delle alte energie, Elisabeth Rauscher, avverte che si stanno artificialmente irradiando “energie spaventose all’interno di una configurazione molecolare estremamente delicata” qual è la ionosfera, una sorta di bolla di sapone che si muove a mulinello intorno alla superficie terrestre. Un foro sufficientemente grande potrebbe farla scoppiare. La
Dottoressa Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari statunitensi si stanno occupando dei sistemi meteorologici come potenziale arma. Le metodologie comprendono l’aumento delle tempeste e la deviazione delle correnti di vapore dell’atmosfera terrestre allo scopo di causare siccità o inondazioni mirate…”

Anche il fisico Daniel Winter (Waynesville, North Carolina) puntualizza che le emissioni ad alta frequenza potrebbero unirsi con le pulsazioni ad onde lunghe presenti nella griglia terrestre (la magnetosfera n.d.r.) e causare effetti non previsti e collaterali alla “danza della vita nella biosfera”. Le emissioni in Gigawatt (miliardi di W) del Centro H.A.A.R.P. incideranno un lungo taglio sulla ionosfera come un coltello a microonde. H.A.A.R.P. potrebbe far vibrare ogni corda armonica di Gaia con frequenze discordanti. Questi rumorosi impulsi scombussoleranno le linee di flusso geomagnetico, distruggendo le bioinformazioni che mettono in risonanza le corde della vita, predisponendo ogni cosa alla malattia ed alla morte. Due dei maggiori oppositori al sistema globale di distruzione di massa H.A.A.R.P., gli scienziati indipendenti Begich e Manning, autori del libro Angels don’t play this H.A.A.R.P. Advances in Tesla Technologies, avvertono che addizionare energia al substrato ambientale potrebbe avere effetti molto vasti, indefinibili ed incontrollabili.
[...]

Essi affermano, senza mezzi termini, che il genere umano ha già aggiunto sostanziali quantità di energia elettromagnetica nel suo ambiente, senza aver la benché minima idea di che cosa potrebbe essere la massa critica o il punto del non ritorno. Stiamo per imbarcarci in un altro assurdo esperimento sull’energia che sguinzaglierà un nuovo e terrificante assortimento di demoni dal vaso di Pandora.

Già il consigliere della sicurezza nazionale del presidente Carter, Brzezinski, metteva sull’avviso che una società, dominata da un gruppo elitario (Brzezinski appartiene alla stessa élite, n.d.r.) e non ostacolato dalle restrizioni tradizionali dei valori liberali, non esiterebbe ad usare le tecniche più moderne per influenzare il comportamento pubblico e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo. È del resto un fatto ormai assodato che la U. S. Air Force punti sui sistemi elettromagnetici (E.M.) e sulle armi vibrazionali per produrre scompiglio psicologico, distorsione percettiva o disorientamento, per annullare da una parte le capacità di combattimento del nemico e dall’altra accrescere le potenzialità paranormali di altri. Come conferma il geofisico Gordon Macdonald, bombardamenti elettronici prodotti artificialmente produrrebbero pannelli o vortici magnetici in determinate zone terrestri che potrebbero danneggiare seriamente le funzioni cerebrali d’intere popolazioni. Tra le ripercussioni fisiche ricordiamo le seguenti: dolori articolari, mal di testa, vertigini, bruciore agli occhi, nausea, affaticamento, difficoltà respiratorie, allergie, asma, disordini circolatori e cardiaci (infarti che aumentano di circa il 50%), caduta della capacità reattiva, embolie polmonari e trombosi... A livello psicologico, le onde H.A.A.R.P. provocano squilibrio emozionale, irritazione, avversione alla vita, al lavoro ed alla scuola, insicurezza, ansia e depressione (specialmente tra i 40-50 anni), tendenza al suicidio (aumentata del 20% negli ultimi tempi, un milione di morti all’anno specialmente tra i giovani), tossicodipendenza ed omicidi.



H.A.A.R.P. ha la capacità, lavorando in collaborazione con lo Spacelab, di produrre energie elevatissime, paragonabili alla bomba atomica e può provocare distruzioni epocali e di massa in qualsiasi parte della Terra. Naturalmente il programma può modificare l’ambiente vibrazionale naturale e scatenare inondazioni, uragani e terremoti di qualsiasi entità. Eppure esso sarà “venduto e spacciato” al pubblico come un’arma di difesa, ossia lo “Scudo stellare” o addirittura di studio sull’Aurora Boreale (Alice nel paese delle meraviglie)! La stampa straniera e gli stati occidentali hanno comunque denunciato che il piano antimissile e di laser orbitali “Joint Vision 2020” è estremamente pericoloso: il suo fine è il dominio degli U.S.A. su tutto il mondo.


Qui il sito del Professor Alessio Di Benedetto.




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lunedì 16 novembre 2009

Il "sogno" di un Risiko a colpi di uragano

Pubblichiamo un articolo tratto dal quotidiano "Il Sole 24 ore" sulla manipolazioni meteorologiche in Cina. Una testata di regime conferma, anche se con ritardo, tutte le acquisizioni dei ricercatori indipendenti su scie chimiche e H.A.A.R.P., benché l'espressione tabù, "scie chimiche", non sia mai adoperata. Per ora si preferiscono parole e diciture ambigue ed oblique, ma i riferimenti alle chemtrails sono trasparenti. Occorre considerare questo parziale e progressivo rilascio di informazioni, per opera di pubblicazioni ufficiali, una strategia volta ad abituare l'opinione pubblica alla presenza degli aerei chimici collegati ad interventi sui fenomeni atmosferici, ma "benefici". In questo modo, è possibile che, una volta assuefatta la popolazione ai tankers, si decida di imporre nuove tasse per finanziare un'operazione ufficialmente attuata per mitigare il riscaldamento del pianeta, laddove i voli chimici sono e saranno strumento per scopi assai sinistri, come la diffusione di epidemie. La diffusione di agenti patogeni rischia di essere il pretesto - come scrive Corrado Penna - "per imporre la legge marziale, per implementare campagne di vaccinazione di massa con i tossici vaccini contro l'influenza AH1N1, per porre i paesi alle dipendenze di un governo sovranazionale e dittatoriale".



Da che mondo è mondo, molte delle maggiori invenzioni sono nate con finalità militari oppure ne hanno trovata rapidamente una. Non potevano fare eccezione, ovviamente, anche i tentativi di modificare il clima e il perché si comprende facilmente: secondo il National Hurricane Center, l' energia sviluppata da un uragano equivale allo scoppio di una bomba nucleare da 10 megaton (10 milioni di tonnellate di tritolo) ogni 20 minuti. Per avere un'idea di che effetti ciò possa avere, può essere utile ricordare ciò che accadde, nel 1281, alla flotta d'invasione mongola, lanciata alla conquista del Giappone, cui un tifone imprevisto distrusse quasi tutte le 3.500 navi che la componevano.

A parte alcuni vaghi esperimenti condotti negli anni '40 dalla Marina U.S.A. in Nuova Zelanda per provocare tsunami artificiali, il primo tentativo storico di manipolare il clima a fini bellici fu condotto dall'esercito statunitense durante la guerra in Vietnam. L'operazione "Popeye", tra il marzo 1967 e il luglio 1972, tentò di rendere impraticabile, allagandola con piogge artificialmente provocate, la cosiddetta "pista di Ho Chi Min", che dal Vietnam del Nord, attraverso il Laos, recava gli indispensabili rifornimenti ai guerriglieri Vietcong nel Sud del paese. Nonostante la riservatezza delle fonti statunitensi, pare che in effetti vi fu un certo aumento delle piogge monsoniche, ma senza un esito decisivo sui flussi di traffico e quindi sul conflitto.

Contemporanei furono anche alcuni studi per dirottare degli uragani su Cuba, ma senza varcare la soglia del wishful thinking. Più seri e determinati i piani contemporanei di controllo climatico. Il più ambizioso è il progetto lanciato nel 1996 dall'Accademia dell'aviazione statunitense «Il tempo come moltiplicatore di forza. Dominare il tempo entro il 2025». Esso mira a creare le condizioni meteo più favorevoli per compiere le missioni aeree. «Dalla possibilità di favorire le operazioni amiche o di annientare quelle avversarie, fino al potere di assicurare il dominio di comunicazioni globali e controllo spaziale, le modificazioni meteo offrono ai piloti militari un'ampia gamma di opzioni per sconfiggere o reprimere un avversario... Alcuni strumenti esistono già oggi, altri si possono sviluppare e perfezionare in futuro».

Più in generale, i militari puntano a manipolazioni del clima con effetti devastanti per il paese attaccato, ma non tali da provocare oneri di ricostruzione troppo elevati in caso di sua conquista o controllo sotto altra forma indiretta.

Ricadono in questa casistica le inondazioni artificialmente provocate; le modificazioni delle correnti oceaniche (si sa che El Nino e La Nina possono causare enormi effetti sulla piovosità di vastissime regioni, ma anche la modifica dell'estensione delle calotte polari può avere forti conseguenze militari); la citata deviazione di tempeste tropicali (ad una versione pacifica intendono lavorare Bill Gates e la sua fondazione); l'apertura di buchi nella calotta protettiva dell'ozono (ufficialmente per alterare le comunicazioni militari a onde ultra-corte, di fatto per variare anche qui clima ed abitabilità umana: il prototipo di questo progetto è H.A.A.R.P.).

Last but not least, la paventata possibilità di causare terremoti, ipotesi che rasenta la fantascienza, ma che, secondo alcuni studiosi seguaci del grande fisico ed inventore serbo Nikola Tesla, non sarebbe affatto utopica. Per alcuni organi di stampa cinesi, il sisma che l'anno scorso devastò la provincia cinese del Sichuan causando 70mila vittime, sarebbe il risultato di un esperimento statunitense.

Leggi qui l'articolo pubblicato dal quotidiano "Il Sole 24 ore"



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venerdì 2 ottobre 2009

Fenomeni gravitazionali, onde a bassa frequenza, esperimenti militari e terremoti: dagli studi di Bendandi alla fisica iperdimensionale (prima parte)

Gli studi compiuti dallo statunitense Jim Berkland e dal faentino Raffaele Bendandi possono offrire un contributo alla comprensione dei fenomeni tellurici. Cristiano Fidani, nel suo articolo intitolato Raffaele Bendandi (1893-1979), fornisce delle informazioni che, correlate ai dati acquisiti su H.A.A.R.P., scie chimiche e nuove frontiere della fisica, consentono di delineare un quadro più articolato, includente sia manifestazioni naturali sia artificiali. Riporto un ampio stralcio del testo elaborato da Fidani, per enuclearne addentellati collegabili all'attualità ed a nuovi indirizzi di ricerca.

"Terremoti, maree e comportamento degli animali sono gli argomenti di un libro pubblicato all'inizio di quest'anno dalla giornalista Cal Orey. Il titolo del libro è The man who predicts earthquakes, Jim Berkland, maverik geologist', 2006. Alla domanda se sono prevedibili i terremoti l'autrice risponde che Jim Berkland sta sperimentando con successo un metodo di previsione da circa 30 anni.

Berkland è un geologo statunitense di San Jose, California, che ha avuto il coraggio di portare avanti una serie di osservazioni sulle congiunzioni luni-solari, lo smarrimento di animali domestici ed i terremoti, nonostante lo scetticismo dei colleghi. Dalle sue osservazioni ha potuto appurare che, durante l'anno, è possibile individuare delle "finestre temporali" entro le quali è molto probabile che si verifichino forti terremoti. Queste "finestre" sono determinate dall'allineamento Sole-Terra-Luna in concomitanza con la posizione del nostro satellite in prossimità del perigeo. Ciò capita da due a cinque volte l'anno. L'epicentro dell'evento è, invece, individuato attraverso il monitoraggio degli animali domestici scomparsi, con l'aiuto degli annunci dei quotidiani locali.

Già negli anni '20 un sismologo italiano tentò delle previsioni, ricorrendo alla forza di marea. Si tratta del faentino Raffaele Bendandi (1893-1979). Bendandi scrisse un primo libro che pubblicò completamente a sue spese nel luglio 1931. Tale libro, intitolato 'Un principio fondamentale dell'universo' era dedicato all'attività solare e conteneva il primo caposaldo su cui egli basava le sue ricerche, il ciclo undecennale che venne interpretato come un battimento delle sollecitazioni mareali prodotte dai pianeti che ruotavano attorno al Sole.

La variabilità delle altre stelle venne spiegata attraverso lo stesso principio e descritta in un secondo volume ancora inedito. Essendo anche il fenomeno sismico inquadrabile sotto lo stesso ragionamento, nella situazione di non poter divulgare le previsioni dei terremoti, Raffaele Bendandi volle probabilmente fissare un primo principio che, se apprezzato, gli avrebbe permesso di far riconsiderare le sue previsioni. Nello studio dei terremoti si occupò del fenomeno delle variazioni di inclinazione del terreno e degli effetti dei moti planetari sui movimenti della crosta terrestre. Strettamente legato a questi fu lo studio della migrazione della posizione del polo. La soluzione dell'enigma del ciclo undecennale solare costituì uno dei suoi maggiori argomenti, assieme a quello delle stelle variabili.

Bendandi ipotizzò anche l'esistenza di cinque nuovi pianeti: quattro extra-nettuniani ed uno situato fra il Sole e Mercurio. L'esistenza dei primi quattro fu dedotta dall'osservazione dei terremoti, mentre quella dell'ultimo dall'attività solare [...] Dopo la Seconda guerra mondiale, attraverso una bussola ed alcuni radio ricevitori su onda corta, ma probabilmente anche prima attraverso strumenti per la ricetrasmissione radio-telegrafica, realizzò osservazioni sistematiche delle interferenze elettromagnetiche che accompagnavano le tempeste solari e che, qualche volta, sembravano essere associate ai terremoti. Anche Jim Berkland, come riportato nel libro di Cal Orey, considera la manifestazione delle anomalie elettromagnetiche, le variazioni del campo magnetico terrestre e gli altri disturbi a bassa frequenza come quei segnali che gli animali sono in grado di percepire prima di un terremoto e che li spinge ad abbandonare l'area interessata dall'evento.

Raffaele Bendandi fu uno dei primi a riconoscere tali anomalie come responsabili di strani effetti sugli esseri viventi. Dal 1950 inaugurò, infatti, un nuovo genere di osservazioni sull'aumento di aggressività delle forme influenzali e sulla recrudescenza della criminalità, legate all'attività solare. Si servì delle scoperte di Giorgio Piccardi (1895-1972) per giustificare l'effetto dei vari tipi di radiazioni solari sulle forme viventi. Introdusse un nuovo genere di previsioni meteorologiche e compì utili osservazioni sulle esplosioni nelle miniere, ma, soprattutto, comprese tutti questi argomenti in un quadro più ampio che egli chiamò "crisi cosmica".

L'attività di pochi scienziati è paragonabile a quella di Raffaele Bendandi, innanzitutto per i risultati ottenuti, cioè per i contributi alla previsione dei terremoti, dell'attività solare e delle 'crisi cosmiche'".

Nota: le fonti del presente articolo saranno indicate in calce all'ultima parte.



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mercoledì 22 aprile 2009

Fenomeni luminosi e sismi: alcune note circa la previsione dei terremoti

Lo studioso livornese Piero Giovannini è autore di alcuni libri editi in proprio, in cui, analizzando la struttura della materia, le interazioni fondamentali ed alcuni problemi della fisica, cerca di spiegare fenomeni anomali di solito definiti U.F.O., ossia oggetti volanti non identificati. L'autore, nel saggio intitolato Un diesis per la materia, propugna, a proposito dei dischi volanti, l'ipotesi naturale, poiché nei vari avvistamenti di corpi luminosi (sfere, sigari, dischi...), individua delle cause riconducibili a movimenti tettonici, energie telluriche, campi elettromagnetici, in sinergia con altre manifestazioni che riguardano la gravità e l'antimateria. Purtroppo Giovannelli espone la sua teoria in maniera alquanto astrusa e frammentaria sicché non è possibile valutarne appieno la plausibilità, ma è interessante la sua ricognizione delle concomitanze tra luci nel cielo e terremoti, tra anomalie fisiche ed incidenti aerei.

Il ricercatore, esaminando un'ampia casistica relativa a scosse, a disastri in cui rimasero coinvolti dei velivoli, a globi e lampi nel cielo, intuì un nesso, già negli anni '90 del XX secolo, tra avvistamenti di luci e sommovimenti della litosfera. E' una connessione che è stata messa in evidenza poco prima di alcuni violenti cataclismi, ad esempio in Cina, nel Sichuan.

E' presumibile, come pensa Giovannelli, che sia talvolta la natura responsabile di tali correlazioni, ma, spesso – lo ha appurato, ad esempio, la scienziata statunitense, Rosalie Bertell - sono usate formidabili tecnologie per scatenare sismi e sprigionare energie distruttive, di cui i globi sono segni anticipatori. Si deve supporre che apparati ad hoc come il Pamir ed esplosioni nucleari sotterranee favoriscano il cedimento di faglie: probabilmente gli interventi di manipolazione tettonica si concentrano in aree critiche, in regioni sismiche.

Come ricorda il biologo Giorgio Pattera, molte zone in cui sono avvenuti avvistamenti di U.F.O. sono classificati a rischio sismico medio-alto. Lo scienziato congettura che gli U.F.O. siano interessati a tali distretti contraddistinti da situazione di instabilità del sottosuolo, originata da due fronti energetici che si contrappongono. Quando uno dei due fronti cede, l'energia viene liberata e dà origine al movimento tellurico. "Se vogliamo ipotizzare l'interesse degli U.F.O. per le fonti naturali di energia, in qualsiasi forma si presentino (elettricità, acqua, gravità, radioattività...), questo potrebbe spiegare l'insistenza degli oggetti volanti non identificati lungo queste "autostrade", a scopo di ricognizione e di acquisizione".

L'ipotesi di Pattera non è da scartare, mentre mi pare che sia discutibile la teoria di Giovannelli, laddove vede addirittura nei triangoli del Belgio ed in enormi astronavi delle manifestazioni fisiche, sebbene di una fisica in gran parte ancora da costruire. Anche i matematici tedeschi Franz Bludorf e Grazyna Fosar sono inclini ad ascrivere gli O.V.N.I. a situazioni naturali, ossia ai cosiddetti domini di "vuoto". I domini di "vuoto" sono zone del "vacuum" in cui la gravitazione diventa instabile, mediante la concentrazione di masse negative. In una zona di questo tipo possono accoppiarsi anche delle forze fisiche classiche. Come Giovannelli, Bludorf e Fosar reputano che alcuni incidenti aerei, le cui cause sono rimaste piuttosto oscure, possano essere stati determinati da particolari alterazioni fisiche.

Giovannelli pare aver anticipato la teoria esposta circa quindici anni dopo dai matematici tedeschi, sulla base di studi condotti da scienziati russi, finlandesi, statunitensi. A mio parere, però, ricondurre gli avvistamenti di luci "sismiche", globi, sonde.... a fulmini globulari, a domini di "vuoto", a concentrazioni di plasma, è una generalizzazione: in qualche caso (si pensi agli archi chimici, a certe sonde, ad aeromobili sperimentali), mi sembra evidente una matrice tecnologica, militare; in altri si potrebbe trattare di velivoli non terrestri.

L'osservazione del cielo e di eventuali anomalie luminose potrebbe risultare utile, insieme con altri metodi ed altre rilevazioni (emissioni di radon) per prevedere i terremoti, naturali o artificiali che siano.


N.A.S.A.: i terremoti sono prevedibili

WASHINGTON, U.S.A. -- La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia americana, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera.



Fonti:

F. Bludorf, G. Fosar, L’Intelligenza in Rete nascosta nel D.N.A., Diegaro di Cesena, 2006
P. Giovannelli, Un diesis per la materia, Livorno, 1993
G. Pattera, U.F.O.: vent’anni di indagini e di ricerche, Parma, 2005-2007

Ringrazio sentitamente gli amici M. e Giorgio Pattera per il prezioso materiale fornito.



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