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giovedì 18 agosto 2022

ESCLUSIVO: "Natural News" pubblica i risultati dell'analisi elementare ICP-MS, confrontando i coaguli con il sangue umano. I risultati rivelano che questi grumi NON sono costituiti da sangue

FOTO: Coaguli sintetici autoassemblanti al microscopio da laboratorio

Mercoledì, 17 agosto 2022 di: Mike Adams

Mike Adams di "Natural News" ha pubblicato i risultati degli esami di laboratorio ICP-MS che confrontano la composizione elementare del sangue umano con la composizione elementare di un campione di coagulo, prelevato da una persona inoculata con siero "Covid" e che, successivamente, è deceduta. Il coagulo è stato fornito dall'imbalsamatore Richard Hirschman e si riferisce ai grumi costantemente ritrovati nei corpi di coloro che sono "morti per malore" nelle settimane o mesi seguenti ad una o più "vaccinazioni Covid".

Secondo un'analisi rigorosa, basata sui dati relativi alle morti in eccesso – riassunti bene da Steve Kirsh di Substack – ci sono attualmente circa 10.000 persone che muoiono ogni giorno a causa dei "vaccini Covid" (che non sono vaccini N.d.T.). Finora si sono verificati da 5 a 12 milioni di decessi in tutto il mondo. Questi coaguli autoassemblanti continuano ad aumentare di dimensioni e massa all'interno degli organismi di coloro che hanno ricevuto iniezioni di "sieri", sicchè è certo che molte persone che non sono ancora decedute, sperimenteranno la morte nei prossimi mesi e anni.

Kirsch ha stimato approssimativamente che siamo alla cifra di un decesso ogni 1.000 dosi di "vaccini Covid" somministrati. Questo numero aumenterà quasi sicuramente con il tempo, poiché i coaguli che stanno causando malori letali sembrano continuare a "crescere" (autoassemblarsi) all'interno dei vasi sanguigni e delle arterie dei pazienti. Pertanto il bilancio finale sarà quantificabile solo nell'arco di diversi anni e potrebbe essere di ordine di grandezza superiore: potenzialmente 1 su 100 o addirittura 1 su 10, anche se dovremo guardare attentamente la mortalità in eccesso nei prossimi anni per capire su quali cifre si attesterà il fenomeno della "morte post-vaccino".

Sino ad ora, nel mondo sono state somministrate oltre dodici miliardi di dosi di pseudo-vaccino contro il Covid. Negli Stati Uniti sono state somministrate oltre 600 milioni di dosi e Kirsch stima che 600.000 Statunitensi sono probabilmente già stati uccisi dai "sieri Covid" (Questa cifra è circa dodici volte superiore al totale delle vittime statunitensi nella guerra del Vietnam).
FOTO: Coaguli sintetici autoassemblanti al microscopio da laboratorio

Alla ricerca del mistero dei coaguli post "vaccino"

Il nostro laboratorio è accreditato, verificato, ispezionato e convalidato per i test ICP-MSI. I test ICP-MS sui coaguli sono stati condotti il ​​23 giugno 2022. Abbiamo ritardato il rilascio pubblico dei risultati per avere il tempo utile a condividere le informazioni acquisite con i colleghi. I PDF sono stati condivisi anche privatamente con la Dott.ssa Jane Ruby ed altri professionisti del settore. Nessuno con esperienza in questo campo ha indicato problemi circa le analisi condotte. In ogni caso l'analisi ICP-MS è piuttosto semplice: i campioni sono "digeriti" in acido nitrico. Questo acido è nebulizzato in un flusso liquido che passa attraverso una torcia al plasma, è ionizzato, quindi diretto attraverso un gruppo quadrupolare che ordina gli elementi per i loro rapporti massa-carica. Ogni singolo elemento è scansionato e conteggiato su un PMT (Photo Multiplier Tube), che traduce i singoli elementi in corrente elettrica. Abbiamo usato 0,4528 grammi di coagulo come massa campione. I risultati dell'analisi ICP-MS rivelano che questi grumi non sono formati da sangue. Come possiamo saperlo? Perché i rapporti e le densità elementari sono molto diversi. Si consideri il seguente grafico di confronto, basato sui nostri risultati ICP-MS (vedasi i risultati completi di seguito) e si notino le forti differenze tra le concentrazioni elementari nel sangue e nel coagulo tra elementi nutritivi "marcatori" come ferro e magnesio:
Come si può vedere, il campione di coagulo "post-vaccino" contiene solo il 4,4% del ferro che si vedrebbe nel sangue umano. Questa valutazione, da sola, è la conferma che questo coagulo non è un "coagulo di sangue". Inoltre, si noti la mancanza quasi totale di potassio (K) nel campione di coagulo. Il grumo contiene meno dello 0,6% del potassio che circola nel sangue umano. Accade similmente anche con il magnesio.
Diversi elementi elettricamente conduttivi erano più alti nel coagulo

Oltre agli elementi nutritivi mostrati sopra, abbiamo notato uno schema peculiare tra elementi elettricamente conduttivi come sodio (Na), alluminio (Al) e stagno (Sn). Per la tabella seguente si noti che i risultati di stagno e sodio provengono da un rapporto separato "semiquant", che è meno accurato dell'analisi "fullquant" adoperata per tutti gli altri elementi qui mostrati. In sostanza, i numeri semiquanti sono accurati in termini di concentrazioni relative da un campione all'altro, ma non sono confrontati con campioni esterni calibrati, quindi la concentrazione effettiva (assoluta) riportata non ha l'intervallo di confidenza dei risultati fullquant:
Con il sodio, che è quasi il 50% più alto nel coagulo, e lo stagno, che mostra un aumento del 588%, possiamo concludere che il coagulo autoassemblante sta, in effetti, "raccogliendo" o concentrando alcuni elementi dal sangue circolante, mentre l'assemblaggio del coagulo si sta sostituendo ad essi. È interessante notare che molti di questi elementi sono elettroconduttivi. L'alluminio, ad esempio, è l'alternativa più comune al rame per l'uso nei cavi elettrici. Il sodio è un metallo alcalino altamente conduttivo e lo stagno è usato come componente principale nelle leghe di saldatura, atte a produrre o riparare i circuiti stampati.

Si possono vedere i numeri sulla conducibilità elementare in questa tabella di riferimento della conducibilità elettrica di Angstrom Sciences.
FOTO: Coaguli sintetici trovati nelle arterie di un soggetto deceduto a seguito di "vaccinazione" Covid"

Una conclusione è inevitabile: il coagulo è quasi completamente privo di elementi marcatori chiave, che sarebbero naturalmente presenti nel sangue umano (come ferro e potassio), invece mostra concentrazioni significativamente più elevate di elementi impiegati nell'elettronica e nei circuiti stampati. Invitiamo il lettore a trarre la propria conclusione dalla spiegazione alla base di ciò, semplicemente osservando che i brevetti del Dr. Charles Lieber possono essere di particolare interesse.

Questa analisi, in particolare, non risponde alla domanda se questi coaguli siano "vivi" o morti (come capelli e unghie). La mia opinione professionale è che essi non siano strutture viventi. Sembrano essere autoassemblanti "dead biostructures", da quanto abbiamo visto finora, ma questa è solo una valutazione iniziale e potrebbe cambiare con osservazioni o risultati aggiuntivi. I prioni, ad esempio, sono biostrutture autoassemblanti, ma non viventi. Sono essenzialmente proteine mal ripiegate che si diffondono in tutto il cervello (o in altre regioni), causando alterazioni morfologiche che danneggiano sia la normale struttura sia la funzione delle cellule cerebrali.

Ulteriori risultati dell'analisi arriveranno a breve, comprese ulteriori immagini al microscopio.

LINK all'articolo completo su natural News.

Traduzione e adattamento di Antonio e Rosario Marcianò>

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lunedì 12 luglio 2021

“Vaccino” ricombinante che assume ossido di grafene come vettore

Pubblichiamo l'estratto del brevetto sul "vaccino" ricombinante che contiene ossido di grafene come vettore, a conferma di quanto abbiamo già segnalato. Dobbiamo qui ribadire che gli "elisir di lunga vita", insieme con le scie tossiche ed i campi elettromagnetici (su cui quanto prima proporremo un approfondito e recente studio: si osserverà che nella ricerca l'aggettivo "intelligenti" a proposito dei contatori del gas è tra virgolette per indicare che tutto ciò che nella nostra società è definito "intelligente" è in realtà stupido e dannoso) formano un Cerbero tricipite. Una delle tre teste è appunto coincidente con le pozioni velenose, in modo improprio definite "vaccini". Le virgolette naturalmente sono nostre.

Nano coronavirus recombinant vaccine taking graphene oxide as carrier

Excerptum

L'invenzione appartiene al campo dei nanomateriali e della biomedicina e riguarda un "vaccino", in particolare lo sviluppo del "nanovaccino" ricombinante nucleare 2019-nCoV coronavirus. L'invenzione include anche un metodo di preparazione dell'"antidoto" e l'applicazione del "vaccino" in esperimenti su animali. Il nuovo "vaccino" corona contiene ossido di grafene, carnosina [1], CpG e nuovo virus corona RBD; legame di carnosina, CpG e neocoronavirus RBD sulla spina dorsale dell'ossido di grafene; la sequenza codificante CpG è mostrata come SEQ ID NO 1; il nuovo coronavirus RBD si riferisce a una nuova regione di legame del recettore proteico del coronavirus che può generare un anticorpo specifico (come no!) ad alto titolo che mira all'RBD in topi da laboratorio e fornisce un forte supporto per la prevenzione e il trattamento del nuovo coronavirus. (Sic)


ARTICOLI CORRELATI:

- Importanza delle virgolette
- L'analisi dei cosiddetti "vaccini anti-covid" conferma la presenza del tossico grafene

[1] La carnosina è un dipeptide ottenuto dalla reazione di condensazione tra β-alanina e L-istidina. Nell'organismo si trova in grande quantità nei muscoli e nel cervello; è stato dimostrato avere proprietà antiossidanti ed anti-invecchiamento. Come ogni composto di natura proteica è termolabile: la temperatura di 253 °C corrisponde alla temperatura di decomposizione della molecola.

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domenica 30 aprile 2017

Nanobots negli organismi umani dal 2030



Pubblichiamo un articolo in cui è delineata la fusione uomo-macchina attraverso nanostrutture [1] introdotte negli organismi. La conoscenza della biogeoingegneria e dei suo sinistri addentellati ci permette di vedere nelle “previsioni” di Evans e Kurzweil una situazione in gran parte già realizzata. Le virgolette all’interno del testo sono nostre.

L’”esperto” di scenari futuri, Dave Evans, ha recentemente condiviso i suoi convincimenti circa l’interazione uomo-macchina prossima ventura. In un'intervista rilasciata a James Bedsole, Evans ha illustrato le prospettive evocate da un altro “specialista” del settore, Ray Kurzweil. Kurzweil si riferisce a nanobots negli organismi umani entro il 2030.

Raymond Kurzweil, ingegnere ed esponente di spicco di Google, sembra avere talento per le predizioni accurate. Egli ha ribadito le sue anticipazioni a proposito della cosiddetta singolarità tecnologica che avverrà entro il 2045. Per Kurzweil, questo non si tradurrà in un mondo dove l’”intelligenza” artificiale controllerà tutto e tutti, ma in una società in cui gli esseri umani saranno alimentati dalle nanostrutture.

Kurzweil ritiene che, come conseguenza della fusione tra uomo e macchina, i nanobots albergheranno negli organismi dal 2030. Questi robot microscopici, fluendo nelle vene e nelle arterie, ci terranno sani (sic) e trasferiranno i nostri pensieri ai sistemi informatici.

Evans ritiene che il nesso tra tecnologia e biologia non sia affatto peregrino. Egli descrive tre fasi su come questo nesso diventerà sempre più stretto: la fase attuale con microchip indossabili, lo stadio di integrazione con impianti neurali e simili, infine il punto in cui si potranno sostituire neuroni ed organi naturali con i corrispondenti artificiali.

Fonte: futurism.com

[1] In merito alla diffusione surrettizia nell'ambiente di nanostrutture (smart dust) ricordiamo il documento reso pubblico dalla N.A.S.A. nel 2013, per voce del Dottor Dennis M. Bushnell, “scienziato capo” che opera nel famigerato "Langley research center". Il testo si intitola in modo eloquente “Future strategic issues – Future warfare”, ossia “Questioni strategiche del futuro – Il sistema bellico futuro”. Il sottotitolo non è meno significativo “The ‘bots, ‘borgs & humans welcome you to 2025 A.D”., “Gli automi, gli esseri bionici e gli uomini ti danno il benvenuto nel 2025”.


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lunedì 2 settembre 2013

Polli con sorpresa

Mike Adams di ”Natural news” ha eseguito delle analisi su alcuni campioni di carne bianca: l’esito è stato sbalorditivo…

Abbiamo condotto la prima indagine presso il “Natural news gastronomic forensic laboratory”, il nuovo strumento di ricerca di “Natural news”, volto a mettere in senso letterale sotto il microscopio gli alimenti.

Proprio oggi ho acquistato una confezione da dieci bocconcini di polli McNuggets da un ristorante McDonald ad Austin, Texas. Ho esaminato al microscopio digitale ad alta potenza in condizioni controllate dei campioni di pollo, aspettandomi di vedere solo carne ed un rivestimento esterno fritto.

UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili).

Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici.

Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.

Quello che ho trovato, però, mi ha sconvolto. Ho visto un sacco di cose strane in tanti anni, occupandomi di alimenti e di nutrizione, ma non mi aspettavo di trovare questo... strane fibre all'interno dei polli McNuggets.

Come mostrano le fotografie, sono stati reperiti filamenti sovrapponibili a quelli trovati nei malati di Morgellons. Abbiamo individuato strutture simili a capelli neri scuri e strutture blu a forma di uovo con annesse altre fibre. I campioni sono stati congelati per essere conservati come prove forensi.
Abbiamo anche trovato macchie rosse ed un oggetto sferico che ricorda le alghe verdi.

Non affermiamo che ciò implica che queste fibre rendono i pollli Mc Nuggets poco sicuri per i consumatori. Riteniamo tuttavia che si ravvisino le condizioni per giustificare un'indagine della Food and Drug Admistration. In particolare da dove provengono questi "capelli"? E' in atto una contaminazione incrociata nella lavorazione dei polli McNuggets? Bisogna trovare delle risposte a tali domande.



Fonte: - naturalnews.com

Articoli e siti correlati:

- Filamenti di polimeri, 2006
- Strani filamenti nelle urine di soggetti apparentemente sani, 2009
- Morgellons info

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domenica 1 maggio 2011

Morgellons e terraforming (articolo di Kandy Griffin)

L’articolo di Kandy Griffin, del “Morgellons research group”, non contiene particolari novità sulla gravissima affezione. Tuttavia è importante, poiché il testo inquadra la malattia nel giusto contesto: le scie chimiche sono finalizzate, in ultima istanza, insieme con altri diabolici mezzi, alla modificazione genetica degli esseri viventi in sintonia con i folli progetti del Transumanesimo. La meta finale è la degenerazione dell’essere umano trasformato in uno schiavo radiocomandato, in un docile robot bio-sintetico.

Falliranno miseramente nel loro intento.



Questo video, realizzato da un valente studioso del Morgellons (skizitgesture), spiega in modo efficace quali sono le tecniche di bioingegneria attuate per trasferire surrettiziamente (con le chemtrails) i biosensori negli organismi umani.

Il Morgellons più che una malattia, è un processo. Si tratta di un modo per forzare l'evoluzione del genoma umano. È la fase fetale del Transumanesimo ed incombe su di noi. Questo progetto invisibile è realizzato attraverso le diuturne operazioni note come "scie chimiche", diffuse in tutto il mondo. Non c'è scampo. Le operazioni di "bonifica del territorio" per mezzo delle scie chimiche investono tutta la terra e tutti gli esseri viventi, voi compresi.

Molti sono morti. Mentre il C.D.C. si trascina con il suo cosiddetto studio, gli esseri umani si ammalano, provando una sofferenza inenarrabile e sono lasciati soli, senza alcuno cui rivolgersi. In innumerevoli pazienti sono state diagnosticate impropriamente parassitosi frutto di psicopatologie.

Poco prima dell'"esplosione" del Morgellons qui negli Stati Uniti, il C.D.C. (Center for “diseases control” di Atlanta) ha inviato comunicazioni ai medici di tutto il paese, in cui si affermava che stavano rilevando un aumento di pazienti con DOP. Coincidenza? Credo di no. Era un escamotage per coprire le loro tracce, per così dire.

I deliri non causano lesioni della pelle che trasuda, non generano gli insetti che si muovono sotto pelle, vermi, funghi, muffe, piante, fibre colorate e fasci di fibre, placche policrome o cristalli di diverse forme e colori. Questi sono solo alcuni dei sintomi associati a questo processo di mutazione, in base alla propria struttura genetica. [...]

I ricercatori indipendenti stanno acquisendo molte cognizioni sul Morgellons e stanno mettendo insieme le tessere del mosaico. Sembra che nella patologia rivestano un ruolo determinante le proteine di numerose specie (si pensi alle conclusioni della giornalista indipendente, Carolyn Williams Palit, n.d.r.) nonché biosensori nanotecnologici.

E' lento, invasivo e progressivo.

Centinaia di campioni sono stati ottenuti da persone che non mostrano i sintomi della mutazione. Gli stessi campioni sono stati trovati in pazienti in cui la sindrome è conclamata come nei campioni ambientali.

Immaginate di trovare un punto nero da cui spuntano una fibra blu da uno strato di pelle strana che si è ivi formata, insieme con le lesioni cutanee. Quindi immaginate di trovare lo stesso filamento nero e la stessa fibra blu su un chicco di riso. Li ho confrontati. Era impossibile distinguere quale venisse dalla mia pelle e quale dal riso.

Il Transumanesimo si attua attraverso il terraforming.


Fonte: aircrap.org





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martedì 9 novembre 2010

L’aggressione della nanotecnologia al D.N.A. ed all'ambiente

L'articolo che pubblichiamo riguarda gli abnormi danni provocati dalla nanotecnologia, ma anche implicitamente le scie chimiche: le chemtrails, infatti, contengono micidiali nanoparticelle. Non ci sembra sia necessario aggiungere altro: solo notiamo che l'autore dell'inchiesta ha lo stesso atteggiamento irresoluto e poco cristallino di chi sconsiglia l'uso della geo-ingegneria, mentre tonnellate di veleni vengono riversate ogni giorno nella biosfera. Così vengono paventate le possibili insidie di una tecnologia che, priva di veri benefici, ha già aggredito da tempo il pianeta ed i suoi abitanti.

Noi tutti pensiamo che gli articoli personali di uso quotidiano siano inoffensivi: cosmetici, lozioni abbronzanti, calze ed abbigliamento sportivo, ma questi prodotti potrebbero contenere particelle nanotech (novità sviluppata dalla cosiddetta nanotecnologia). Le minuscole particelle generate dalla nanotecnologia hanno dimostrato la loro capacità di far ammalare ed uccidere i lavoratori di fabbriche che usano questo tipo di tecnologia. I rischi conosciuti per la salute umana includono danni gravi e permanenti al polmone, mentre gli studi sulle cellule rivelano danni genetici al D.N.A. Estremamente tossiche per la fauna acquatica, le nanoparticelle comportano chiari rischi per molte specie e minacciano l’intera catena alimentare.

Le nanoparticelle sono state presentate dall’industria come il meraviglioso ingrediente di nuovi prodotti per l’igiene personale, il confezionamento degli alimenti, le vernici, le procedure mediche, gli articoli farmaceutici, gli pneumatici ed i pezzi di automobile, tra il numero sempre crescente di altri prodotti di consumo. Le compagnie cosmetiche aggiungono nanoparticelle di diossido di titano alle creme solari per renderle trasparenti sulla pelle. I produttori di abbigliamento sportivo hanno inventato vestiti inodori che contengono nanoparticelle d’argento, due volte più tossiche per i batteri rispetto alla candeggina. Le compagnie industriali automobilistiche hanno aggiunto nanofibre di carbonio per rinforzare pneumatici e pannelli di carrozzeria.

Secondo il "Progetto statunitense sulle Nanotecnologie Emergenti" (P.E.N.), gli articoli per la salute ed il fitness continuano a dominare l’offerta della produzione nanotecnologica, raggiungendo il 60% dei prodotti conosciuti. Il nanoargento è il nanomateriale più impiegato, grazie alle sue proprietà antimicrobiche: nella fabbricazione di gran parte di prodotti, infatti, ben 259 di essi lo contengono (il 26% di 1.000 articoli studiati). L’inventario aggiornato del PEN presenta i prodotti di 24 paesi, inclusi Stati Uniti, Cina, Canada e Germania.

Finora i nanomateriali sono stati così poco compresi che gli scienziati non sono in grado di predire come si comporteranno e di testare la loro sicurezza (sic). Più di 1.000 articoli di consumo manifatturati con nanoparticelle, che possono essere fino a 100 volte più piccole di un virus, sono già sul mercato, nonostante la quasi totale assenza di dati certi sui pericoli che comportano per la salute umana e l’ambiente. Mentre queste particelle atomiche possono essere un beneficio in alcune applicazioni mediche (sic), scienziati ed ambientalisti richiedono maggiori studi. Fino ad oggi sono pochi gli effetti nocivi riscontrati di questa nuova tecnologia virtualmente non regolamentare. Ma questa mancanza potrebbe essere dovuta proprio agli scarsi studi che sono stati condotti nella fretta di trovare un sempre maggior numero di applicazioni nanotech redditizie.

La nanotecnologia, la scienza dell’infinitamente piccolo, è un’importante industria emergente, con un mercato annuale proiettato intorno a un trilione di dollari statunitensi entro il 2015. Essa implica la manipolazione o la produzione di nuovi materiali a partire da piccole porzioni di materia leggermente più grandi di atomi e molecole; argento e carbonio costituiscono i materiali base più importanti.

I nanomateriali sono più piccoli del diametro di un capello umano e possono essere osservati solo attraverso potenti microscopi. Un nanometro è la miliardesima parte di un metro, un capello umano misura circa 80.000 nanometri. Un atomo è pressappoco la terza parte di un nanometro e le nanoparticelle sono gruppi di atomi di solito più piccoli di cento nanometri. Le minuscole particelle di materiali presentano spesso proprietà uniche e diverse da quelle degli stessi materiali in scala più grande. Le nanoparticelle devono il loro successo alle straordinarie e, a volte, davvero insolite, proprietà che possiedono. Ad esempio, le racchette da tennis costruite con nanotubi di carbonio sono incredibilmente forti, mentre i pezzi più grandi di grafite si rompono facilmente. L’industria medica sta investendo enormemente sulle nanoparticelle per creare farmaci di precisione in grado di mirare a specifici tessuti, come le cellule cancerose (sic). Mentre alcuni di questi nuovi materiali possono avere applicazioni benefiche nelle procedure mediche, medicazioni di ferite e prodotti farmaceutici (?), cresce la preoccupazione sui possibili effetti tossici. Le nanoparticelle sono state collegate soprattutto alle malattie polmonari ed ai danni genetici.

Nel corso di un nuovo studio britannico, gli investigatori hanno riscontrato un processo mai visto prima, soprannominato “toxic gossip”, in cui le nanoparticelle di metallo danneggiano il D.N.A., perfino attraverso le barriere di tessuto epidermico intatte. I ricercatori hanno definito la scoperta come un’”enorme sorpresa”, poiché le nanoparticelle, sembra, abbiano indirettamente creato dei danni.

Adesso, per la prima volta, uno studio scientifico ha stabilito una relazione chiara e causale tra il contatto umano con le nanoparticelle e gravi problemi di salute. Secondo un articolo pubblicato sull’ European Respiratory Journal da un gruppo di ricercatori cinesi diretti da Yuguo Song, del "Dipartimento di Medicina del Lavoro e Tossicologia Clinica del Chaoyang Hospital" di Beijing (Pechino), sette giovani operaie si sono gravemente ammalate dopo aver lavorato in una fabbrica di vernici che usava la nanotecnologia. Le operaie hanno sofferto danni gravi e permanenti ai polmoni, oltre ad eruzioni cutanee su viso e braccia. Due di loro sono morte, mentre le altre cinque non sono ancora guarite, nonostante siano passati diversi anni.

Circa cinquecento studi hanno dimostrato la tossicità della nanotecnologia per gli animali, le cellule umane e l’ambiente. Sebbene l’articolo di Song provi per la prima volta l’evidenza della tossicità negli esseri umani, secondo la ricercatrice Silvia Ribeiro questo risultato potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di un’industria estremamente rischiosa.

Gli agglomerati di nanoparticelle dello stesso materiale, invece, si comportano diversamente, in modo più potente, più tossico, ed hanno proprietà radicalmente differenti. Ciò che le rende così utili rende anche la loro sicurezza così incerta. È necessaria una ricerca immediata e approfondita sulla tossicità delle nanoparticelle. Gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente derivano dalle nanoparticelle che si riversano nei condotti idrici attraverso il trattamento delle acque reflue, colpendo gli organismi che vivono nell’acqua e le persone che bevono e cucinano con quell’acqua.

Le nanoparticelle che destano maggiore preoccupazione sono tre: quelle d’argento, le nanofibre di carbonio e le cosiddette “buckyballs”, ovvero microscopiche strutture di carbonio a forma di pallone da calcio.

Il nanoargento è noto per la sua alta tossicità verso la vita acquatica. Mentre per gli esseri umani l’argento risulta più sicuro di altri metalli tossici come il piombo e il cromo, per gli organismi acquatici purtroppo non è così. L’argento è più tossico per molti organismi di acqua dolce e salata, risalendo dal fitoplancton (alla base della catena alimentare) fino agli invertebrati marini, come ostriche e lumache, e per i pesci, soprattutto nella loro fase di crescita. Molte specie di pesci e crostacei, così come i pesci di cui si nutrono, sono vulnerabili. La prolungata esposizione all’argento colpisce e spezza la salute dell’ecosistema. Il nanoargento è significativamente più tossico dei pezzi d’argento, perché le particelle microscopiche in una vasta area aumentano la loro capacità di interagire con l’ambiente. È stata comprovata la capacità del nanoargento di rompersi, scomporsi e infiltrarsi nell’acqua quando, per esempio, gli indumenti sportivi contenenti nanoparticelle d’argento per il controllo degli odori, vengono centrifugati nelle lavatrici. Secondo uno studio sulle nanoparticelle d’argento adoperate come antimicrobici nei tessuti, su sette campioni testati, quattro di questi hanno perso dal 20 al 35% dell’ argento al loro primo lavaggio ed una marca ha perso la metà del suo contenuto d’argento già dopo i primi due lavaggi, andando a finire direttamente nell’ambiente. Molti corsi d’acqua si stanno riprendendo dagli alti livelli d’argento introdotti dall’industria fotografica durante il ventesimo secolo. I nuovi prodotti contenenti nanoparticelle d’argento possono risultare altamente tossici per i livelli d’argento che verrebbero così reintrodotti nei fiumi e nei laghi attraverso gli impianti per il trattamento delle acque.

Le nanofibre di carbonio aggiunte agli pneumatici ed intessute nell’abbigliamento per produrre diversi colori senza usare tinte, sono tendenzialmente impiegate anche in prodotti attraverso i quali potrebbero essere inalate provocando danni ai polmoni. In uno studio pubblicato sul Journal of Molecular Cell Biology, i ricercatori cinesi hanno scoperto che una classe di nanoparticelle ampiamente sviluppata in medicina, i dendrimeri poliamidoaminici (PAMAM), causa danni ai polmoni, innescando un tipo di cellule programmate, conosciute come cellule mortali autofagiche. Inoltre, le “buckyballs” a base di carbonio hanno dimostrato di essere assorbite dagli organismi semplici, sollevando la preoccupazione che le sostanze tossiche contaminino la catena alimentare danneggiandola alla base.

Oggi, secondo il P.E.N., più di un mille prodotti basati sulla nanotecnologia, sono stati resi disponibili ai consumatori di tutto il mondo. Il più recente aggiornamento dell’inventario, risalente a tre anni e mezzo fa, riflette il crescente uso delle minuscole particelle in ogni cosa, dai prodotti convenzionali come gli utensili da cucina antiaderenti, accendigas, racchette da tennis più resistenti, fino a dispositivi sofisticati come sensori indossabili che monitorano la postura.

“L’uso di nanotecnologia nei prodotti per i consumatori continua a crescere rapidamente”, afferma il direttore del P.E.N. David Rejeski. "Quando abbiamo avviato l’inventario nel marzo 2006, c’erano soltanto 212 prodotti. Se l’introduzione di nuovi prodotti dovesse continuare a questo ritmo, il suo numero potrebbe avvicinarsi a 1.600 entro i prossimi due anni. Questo porterà a significative cause legali per negligenza contro organismi come la Food and Drugs Administration (Agenzia per gli Alimenti e i medicinali) e la Consumer Product Safety Commission (C.P.S.C.), che spesso adottano provvedimenti insufficienti ad identificare prodotti nanotech, prima che vengano introdotti sul mercato”.


Fonte: http://www.comedonchisciotte.org






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martedì 19 ottobre 2010

L’invasione delle nano-particelle (articolo di Maria Paola Gianni)

Pubblichiamo un articolo tratto dal quotidiano "Il Giornale". L'autrice dedica il pezzo ai rischi connessi ai nano-materiali nell'ambito degli ambienti di lavoro. Le nano-particelle sono micidiali per gli esseri viventi, perché, oltrepassata ogni difesa dell'organismo, si insediano soprattutto nell'encefalo, causando malattie anche gravi. Purtroppo i toni rassicuranti del testo non convincono per nulla sia perché non è certo sufficiente qualche grida manzoniana per difendere la salute sia poiché il nano-particolato non è circoscritto solo ad alcuni stabilimenti e laboratori: le chemtrails, infatti, sono mortali miscele di veleni sotto forma di nano-strutture e nano-composti. L’invasione correlata alle scie chimiche, infatti, è quotidiana e planetaria: ecco perché le malattie provocate da nano-particelle sono in spaventoso aumento fra tutta la popolazione e non solo tra reduci, tecnici ed operai.

Piccoli, piccolissimi, praticamente invisibili ad occhio nudo, ma penetranti. Rappresentano "il pulviscolo del Terzo millennio". Sono i "nano-materiali". Formano uno sciame di microparticelle, frutto delle nuove produzioni sempre più tecnologiche. Ci sono, ma non si vedono. Eppure ci penetrano, lentamente, mentre ancora non sappiamo che cosa ci faranno. Basti pensare all'incredibile impatto che produrranno sull'economia mondiale questi piccoli intrusi, sconosciuti forse, quanto nocivi. Ebbene, entro il 2015, saranno 10 milioni i lavoratori esposti alle nanoparticelle, la cui tossicità è tutta da verificare.

A lanciare l'allarme sulle nanotecnologie è stata l'ottava edizione della conferenza internazionale Ioha su salute, sicurezza ambientale e lavoro, organizzata dall'A.I.D.I.I. (Associazione italiana degli igienisti industriali) con I.N.A.I.L. ed I.S.P.E.S.L., in programma a Roma dal 28 settembre al 2 ottobre, all'Università Urbaniana. E' stata una cinque-giorni che ha riunito più di 1.000 scienziati da 50 paesi del mondo, compresi Cina ed Iran, rappresentando un primato internazionale ed un'eccellenza italiana (sic).

In pratica, dopo il boom della microfibra, è la volta dei nano-materiali. Si progettano nuovi farmaci e chemioterapici, materiali termici, vernici, pneumatici, innovative forme di energie e tanto altro. Ma c'è un rovescio della medaglia. Come spiega Sergio Iavicoli, direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'I.S.P.E.S.L., «i nuovi cicli tecnologici causeranno anche nuove esposizioni dei lavoratori impegnati nelle produzioni». Non a caso, il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali in Italia, con più di 34mila denunce. Un dato I.N.A.I.L. che fa riflettere. Secondo l'ingegner Michele Casciani, presidente A.I.D.I.I. ed organizzatore della cinque-giorni, «troppo spesso ci si preoccupa del numero degli infortuni, trascurando le malattie professionali, che sono in aumento proprio perché esposte a nuove insidie nei sistemi di lavoro e produzione, come le nanotecnologie. Per fortuna (sic) l'Italia ed i nostri ricercatori sono all'avanguardia in campo internazionale sui temi dell'ambiente e della salute e la nostra conferenza lo ha testimoniato ampiamente». Per gli esperti intervenuti alla cinque-giorni, il 30% delle denunce di malattie professionali riguarda le ipoacusie e le patologie causate da amianto e silicio. Non mancano le nuove patologie muscolo-scheletriche e quelle legate allo stress.

Un altro dato allarmante è costituito da uno studio sull'inquinamento acustico secondo il quale il rumore urbano, associato ad aeroporti o al traffico delle auto, fa aumentare la pressione sanguigna, le malattie cardiovascolari ed il rischio d'infarto. Per dirimere questa guerra tra ambientalisti e fautori della tecnologia presto sarà pronto un decreto ministeriale per censire le aziende che usano nanostrutture sul territorio nazionale.

C'è da confidare nella norma sulle responsabilità sociale delle imprese, la Iso 26000, che ha raccolto il più ampio consenso internazionale degli scienziati intervenuti alla cinque-giorni e che fornirà alle organizzazioni pubbliche e private una guida armonizzata ed universalmente applicabile alle pratiche di responsabilità sociale. Una garanzia in più per tutti i lavoratori.(sic)


Fonte: Il Giornale




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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 12 maggio 2010

Un futuro sistema di controllo globale? (articolo di Michele Altamura)

Pubblichiamo un articolo di Michele Altamura e segnalatoci dall'amico Bacab. L'autore, in modo molto lucido, vede nella diffusione della nanotecnologia una spaventosa minaccia. Come altri ricercatori, Altamura collega il funzionamento delle nanostrutture alla ionizzazione dell'atmosfera. Le nuove tecnologie sono inoltre inserite in un sistema globale di controllo e di manipolazione, basato sulla trasmissione di messaggi subliminali. Non sfuggirà che lo scrittore delinea un quadro assimilabile allo scenario noto come Progetto Blue Beam. Sono imminenti gli inganni olografici, come preludio per la creazione di una religione luciferiana mondiale? Intanto si susseguono gli obliqui annunci attribuiti dagli sprovveduti alla "Regina della pace".

Lo strano e turbato evolversi degli eventi non sfuggirà certo al governo invisibile che, da tempo ormai, controlla le nostre menti e presto sintonizzerà i nostri pensieri su onde e frequenze standardizzate e poi gestibili da una piattaforma.

I progressi della tecnologia sono inmmaginabili: nanotecnologie biologiche, come le "pulci", sono ormai ad un livello tale di avanzamento da non renderle più "fantascienza", ma futuro prossimo. Questi meccanismi costituiscono la versione tecnologica dei parassiti. Sono prodotti da società di I.T., come la "Alien Technology" (sic), e trovano larga applicazione non solo in campo militare, ma anche in ogni altro settore di interesse civile: l'attuale progresso della ricerca permette di produrne alcune di diametro di cento micron, cioè un decimo di millimetro, più piccole di un granello di sabbia. Le "pulci" possono essere innestate nei tessuti dei vestiti, nelle filigrane delle banconote: il passo che separa dalla loro iniezione nel corpo umano per motivi terapeutici e di sicurezza è davvero breve. Basterà semplicemente che le persone si abituino all'idea e, come di fronte ad ogni altra tecnologia, preferisca i vantaggi e le comodità del progresso alla perdita di libertà personale.

Le "pulci" impiantate in un corpo umano formano un sistema di ricezione di informazioni che, a sua volta, possono essere trasmesse al cervello umano, influenzandone gli impulsi e la percezione dei segnali dall'esterno. Questo è stato già realizzato, grazie al fatto che queste micropulci hanno una densità inferiore a quella del sangue, viaggiando all'interno del sistema sanguigno come delle minuscole bolle.

Nell'orecchio interno esistono nervi che sono legati alla percezione di determinate frequenze: un suo danneggiamento potrebbe provocare delle illusioni sonore. Questi nervi sono alimentati da un'arteria di piccolo diametro, l'arteria cerebrale media, collegata all'arco aortico che è invece di diametro più grande e che si dirama direttamente dal cuore. Quando il sangue trasporta delle bolle di azoto, che possono essersi formate a causa della mancanza di ossigeno, queste tenderanno a punteggiare l'arteria cerebrale, perché l'aorta diventa una perfetta trappola. I nervi dell'orecchio interno sono collegati tra loro da capillari poco ramificati (senza anastomosi) che bloccano il defluire di tali bolle che li danneggiano e distruggono i tessuti.

Le "pulci", essendo sferoidali, leggere e della stessa dimensione delle bolle di azoto, si comporteranno allo stesso modo. Seguiranno così questo percorso con ramificazioni che si restringono sempre più, accumulandosi lungo l'arteria cerebrale.

Una volta che queste "pulci" sono raggruppate in un capillare dell'orecchio interno, esse potranno da lì agire non solo sul sistema uditivo, ma anche sul cervello, allora fungeranno da antenne per ricevere segnali sotto forma di microonde compresse. Questi segnali attaccano il sistema nervoso legato all'udito e potranno creare delle allucinazioni acustiche o addirittura condizionare gli individui grazie a messaggi subliminali, ossia al di sotto di un livello sonoro non percepibile in maniera cosciente. Per "livello sonoro" si intende il "livello di percezione": infatti questi segnali non passano più per il sistema ricettivo delle onde sonore, cioè attraverso il timpano. I messaggi saranno, infatti, ricevuti e ritrasmessi, operando poi un vero e proprio "lavaggio del cervello", a nostra completa insaputa.

Non stiamo parlando di fantascienza, perché queste tecniche sono state sperimentate con successo già agli inizi degli anni '70 del XX secolo, usando come effettore le microonde compresse. Queste emissioni elettromagnetiche possono essere inviate da satelliti in grado di coprire vaste regioni o possono essere irradiate da centrali trasmittenti o con un cellulare.

Anche il sistema H.A.A.R.P. (High Frequency Active Auroral Research Program) è stato concepito per sperimentare un sistema di controllo delle folle di paesi interi: gli Stati Uniti e la Russia sono i soli paesi che controllano attualmente questa tecnologia.

Quando le onde sono propagate a grande distanza, possono essere riflesse con specchi invisibili costituiti da superfici di gas ionizzati, creati ad elevata distanza e, a loro volta, originati da altre fonti di microonde.

Le "pulci" elettroniche possono essere iniettate nel nostro corpo tramite i vaccini: entrano in circolazione simili a virus. Tutto questo deve indurci a capire che la diffusione della notizia di un rischio di pandemia potrebbe portare poi ad una vaccinazione di massa, dietro la quale si nascondono delle strategie volte all’assoggettamento della popolazione.

Quello che è in moto non è solo un meccanismo di industrie farmaceutiche, multinazionali, di banche ed assicurazioni: è molto di più! [...]

La risoluzione e le contromisure per il tracollo economico sono state già programmate e previste in ogni minimo dettaglio: sarà creato un nuovo sistema finanziario telematico globale. […]

Non è uno scenario difficile da concepire, se si pensa che un mondo intero ha creduto al crollo delle Torri gemelle perché i piloni di acciaio sarebbero stati fusi dal calore dell'esplosione dell'aereo. Il controllo esiste già e ditte come la Vodafone, l'I.B.M. e la Microsoft sanno bene che cosa sta accadendo.



Fonte: Freemonkeys

Articolo correlato: Regina del sole, 2009



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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 28 gennaio 2010

Scie chimiche, nanosensori e digitale terrestre

Come è noto, con le scie chimiche è anche distribuita la cosiddetta "polvere intelligente", in inglese smart dust: in particolar modo, la giornalista indipendente Carolyn Williams Palit ha dedicato approfonditi studi a questo argomento, come la Dottoressa Hildegarde Staninger. Ora, numerose persone si chiedono per quale motivo si sia deciso di introdurre il digitale terrestre per la trasmissione dei segnali televisivi, in sostituzione del sistema analogico. Molti ritengono che tale "innovazione" sia collegata ad interessi di tipo economico. Ciò non è del tutto errato, ma la vera ragione del digitale terrestre è un'altra: è necessario per i militari liberare le frequenze analogiche affinché esse siano adoperate per gli scopi più disparati e quasi sempre sinistri. Infatti i nanosensori diffusi con le chemtrails funzionano occupando una parte delle frequenze destinate originariamente al segnale cosiddetto analogico. Essi sono impiegati sui campi di battaglia, per le previsioni meteorologiche, ma soprattutto per il controllo della popolazione.

Il WiFi lavora su diverse frequenze a seconda della tipologia (serie 802.11) tra i 2,4 gigahertz (802.11bgn) e 5,2/5,4/5,8 gigahertz (802.11a ed altri standard). Non a caso, la banda UHF, che è l'acronimo di Ultra High Frequency, indica i segnali a radiofrequenza trasmessi nella banda che va da 300 MHz a 3,0 GHz. Come si vede, la frequenza impegnata dalle apparecchiature WiFi è inclusa nel range dei segnali televisivi in fase di dismissione.

Invisibili e pressoché indistruttibili, queste nanostrutture possono localizzare le persone, registrandone parametri come la temperatura corporea e sono assimiliabili ai microchips inseriti sottopelle ai cani. Naturalmente di questa pericolosa tecnologia vengono decantati i presunti vantaggi (il controllo della salute dei pazienti, la razionalizzazione degli inventari, la possibilità di rintracciare le persone scomparse...), sottacendo che assistiamo ad una nano-invasione con milioni di microscopiche strutture che rischiano di penetrare dappertutto, negli ambienti naturali ed artificiali, nell'acqua, negli alimenti, come negli stessi organismi... se non sono già penetrati in ogni dove.

Si comprende dunque la frenesia attorno al digitale terrestre, magnificato come sistema per ricevere centinaia di canali che trasmettono mirabolanti programmi: in realtà il DTV è parte di uno scellerato piano volto al controllo elettronico del pianeta. La banda analogica è uno dei "corridoi" su cui transitano i segnali emessi e ricevuti dalla smartdust il cui funzionamento è comparabile a quello dei R.F.I.D.



"I R.F.I.D. sono Dispositivi di identificazione di radio frequenze (Radio frequency identification devices). Un R.F.I.D. è un microchip con una micro-antenna incorporata. Il microchip contiene informazioni immagazzinate che possono essere trasmesse ad un lettore (scanner) e quindi ad un computer. Un R.F.I.D. può essere passivo, semi-passivo o attivo.

Quelli attivi sono dotati di batteria. In questo modo il dispositivo invia il segnale al lettore. Tali congegni possono ricevere ed archiviare dati ed essere letti ad una distanza maggiore rispetto a quelli passivi. Le batterie attuali nei dispositivi R.F.I.D. durano anche oltre cento anni. La banda “ultralarga” (Ultrawideband U.W.B.) rende il tag (etichetta–lettore) ricevibile in amplissime aree. I lettori possono trasmettere ai computers sia via telefono sia per mezzo della Rete. Si usano anche i satelliti. Qualunque cosa disponga di un tag (etichetta) R.F.I.D. può essere rintracciato da un lettore o da un computer.

I dispositivi R.F.I.D. semi passivi hanno una fonte interna di energia che permette loro di monitorare le condizioni ambientali, ma hanno bisogno energia R.F. dal lettore per rispondere.

I dispositivi R.F.I.D. passivi non hanno un dispositivo di alimentazione, ma impiegano un segnale inviato da uno scanner che fornisce energia al circuito del microchip affinché trasmetta le informazioni immagazzinate. Sono adatti solo per monitorare aree non molto estese.

L'aumento nell’uso dei microprocessori R.F.I.D. richiede una maggiore quota della banda U.B.F. Come conseguenza, per esempio, il governo degli Stati Uniti nel 2009 ha bloccato l’uso dello spettro U.B.F. della frequenza V.H.F. con il passaggio al digitale: la frequenza analogica U.B.F. è destinata ai microprocessori, quindi i militari non intendono sovraccaricare questa banda con segnali televisivi."
(C. Bassi, Nuove tecnologie e digitale terrestre, 2010)

Come volevasi dimostrare.




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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 14 novembre 2009

Rimedi contro i M.E.M.S. (Micro Electro Mechanical Sensors)

Nota bene: si precisa che i suggerimenti di questo articolo non sostituiscono in alcun modo e per nessun motivo le terapie e le indicazioni del proprio medico cui bisognerà rivolgersi, in caso di necessità.

La tossicologa californiana Hildegarde Staninger reputa che, per contrastare gli effetti deleteri dei M.E.M.S. (Micro Electro Mechanical Sensors) sparsi con le scie chimiche possano essere efficaci alcuni alimenti. Ella, assodato che queste nanostrutture sottraggono ossigeno alle cellule, consiglia per eliminarle almeno in parte dall'organismo e per ripristinare l'equilibrio cellulare, l'Acai, denominato anche Acai berry. L’Acai è una bacca piccola e sferica di colore violaceo, molto simile al mirtillo. E' il frutto di una varietà di palma che cresce solo nella foresta amazzonica. Dapprima diffusa esclusivamente in Brasile e negli altri paesi dell’America meridionale, la bacca di Acai, in questi ultimi anni, è stata ampiamente commercializzata in Europa sotto forma di bevande, tavolette e pillole.

A questo frutto viene attribuito grande efficacia come accelerante metabolico, energizzante ed anti-ossidante. Secondo Ana Vania Carvalho, ricercatrice dell’Istituto di Agronomia del Brasile, studi preliminari hanno certamente dimostrato che l’Acai è ricca di antiossidanti, fibre, vitamine (A, B, C, E) e minerali. E' quindi in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e di prevenire, di conseguenza, l’invecchiamento precoce. I risultati preliminari di uno studio condotto all’Università della Florida avrebbero anche dimostrato le proprietà antitumorali dell'Acai.

In ogni caso, è certa la presenza di sostanze anti-ossidanti, caratteristica che, per altro, l’Acai berry condivide con gli altri frutti rossi, come mirtilli, more e lamponi.

Oltre al consumo di Acai, la Staninger suggerisce di integrare la dieta con olio d'oliva, tè verde, sciroppo di bacche di sambuco. Quest'ultimo sarebbe utile in particolare contro gli adenovirus.

Fonte:

Salvina, Acai berry, Proprietà accertate e presunte, 2009



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