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venerdì 28 ottobre 2011

Scie chimiche: oltre l’approccio retinico

Nella questione “scie chimiche” è ormai necessario superare un approccio meramente retinico: l’osservazione è importante, ma occorre evidenziare gli scopi della biogeoingegneria, evitando di limitarsi a constatare la presenza di chemtrails o, peggio, di impantanarsi in oziosi dibattitti sulla distinzione tra scie tossiche e le rarissime scie di condensazione.

Il validissimo ricercatore indipendente Stefano, curatore del canale You-Tube “Felce e Mirtillo”, ci soccorre, con la sua lucida analisi, per comprendere, ad esempio, la relazione tra sole e dispersione di composti chimici nell’atmosfera. Tempo addietro, qualcuno aveva congetturato che le coltri artificiali fossero volte a contenere le conseguenze di un’attività solare molto intensa. E’ ipotesi da scartare senza indugio. In verità, esiste un nesso tra la luce della nostra stella e le scie, ma non nel senso ipotizzato sopra. Le coperture indotte da un lato filtrano le radiazioni solari benefiche, così da privare gli esseri viventi di energie salutifere, dall’altro lasciano passare i raggi atti ad interagire con i nanopolimeri o che facilitano le reazioni fotochimiche dei composti diffusi nella biosfera. Gli uomini, gli animali e le piante sono stati defraudati della giovevole radiazione solare e lo stesso ciclo del carbonio, in cui è inclusa la fotosintesi clorofilliana, risulta compromesso: le molecole di carbonio che nel D.N.A. raccolgono le informazioni dalla luce solare per equilibrare il sistema immunitario, sono alla base della vita.

Le armi esotiche non funzionano solo con gli irraggiamenti di onde elettromagnetiche, ma pure con la luce solare e con le sue attuali caratteristiche: tali armi inibiscono la vitalità, diminuendo l’elettronegatività nell’organismo in modo da impedire l’assorbimento di protoni dal cosmo. Gli esseri viventi sono dunque costantemente irradiati per essere infiacchiti e soggiogati. Mentre fino a pochi lustri fa, tali strumenti militari operavano solo dall’alto per mezzo dei satelliti, oggi agiscono anche in orizzontale attraverso le frequenze analogiche liberate dall’introduzione del digitale terrestre. Le armi psicotroniche sono frequenze hertziane polarizzate che possono colpire in modo selettivo il singolo individuo (target individual), una specie prescelta oppure in modo indiscriminato.

L’umanità è oggi sottoposta a questo trattamento. Molti sentono un ronzio nell’orecchio sinistro o vedono dei bagliori: sono sintomi di un’aggressione elettromagnetica che provoca vari disturbi e patologie, dall’insonnia fino all’emorragia cerebrale. Esistono tuttavia delle precauzioni che si possono adottare, perché il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: le contromisure si basano sulla conoscenza della fisica della risonanza su cui, tra l’altro, verte l’interessantissimo articolo intitolato Crop circles, Overlap ed overton, la fisica delle onde, 2011


[1] A proposito dell’atomo di carbonio, è stata osservata una correlazione tra il 666 di “Apocalisse” (pare, però, che in origine, “il numero d’uomo” fosse il 616) ed il carbonio. Il carbonio, come il silicio, è un elemento del tutto particolare, per la sua spiccata capacità di combinarsi con sé stesso sì da formare catene più o meno lunghe e più o meno ramificate. Ciò lo rende l'elemento fondamentale di tutti i composti organici, biologici e no. Scrive il Professor Alessio Di Benedetto: "L'Homo sapiens sapiens è l'unità carbonio, la cui base atomica è formata da 6 protoni, 6 elettroni e 6 neutroni. Unità carbonio, sesto elemento derivato dall'idrogeno”.

Fonti:

A. Di Benedetto, I figli della Sfinge: quando gli dei scesero sulla terra, Foggia, 2008
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. carbonio
Felce e Mirtillo (Stefano) su H.A.A.R.P., scie chimiche e controllo mentale (videoediting by TheAntitanker)



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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 23 dicembre 2010

Digitale terrestre e militarizzazione del pianeta

Che cosa implicherà il passaggio al digitale terrestre? In questo periodo in cui il sistema di ricezione analogico dei televisori viene, regione dopo regione, sostituito dal digitale, si liberano via via nuovi canali nella banda VHF (Very high frequencies) e UHF (Ultra high frequencies). Questa gamma, compresa fra 30 e 300 MHz (VHF) e 300 MHz a 3 GHz (UHF), ospita i canali dal 61 al 69.

Da che cosa verranno occupati? Il WRC-07, ovvero la Conferenza mondiale delle comunicazioni, tenutasi a Ginevra nel 2007, ha stabilito che, entro il 2015, debbano essere destinati ai protocolli di telecomunicazione mobile del futuro o IMT (WIMAX e LTE). Fino a tale data, i governi nazionali potranno riservarne l’impiego ai servizi telefonici. Dai lavori del simposio sono emerse delle informazioni molto interessanti: alla frequenza dei 18 GHz sono stati assegnati ulteriori 100 MHz per applicazioni meteorologiche; alla frequenza dei 9 GHz, altri 300 MHz per osservazioni planetarie. Infine molte frequenze destinate alla radioastronomia sono state protette.

Ora, consideriamo il nesso tra attività di aerosol clandestino e meteorologia: è corretto affermare che sono due àmbiti interdipendenti. Infatti non solo i fenomeni atmosferici sono pesantemente condizionati dalle irrorazioni, ma con gli aerei chimici sono dispersi micro-sensori usati per le previsioni del tempo, previsioni che, in molti casi, sono decisioni. E’ evidente dunque che la gestione di questi interventi, monopolizzati dai militari, avviene oggi giorno con nano-strumenti che funzionano sul range menzionato sopra. Era necessario per i militari occupare un ampio segmento delle frequenze elettromagnetiche per gestire e dirigere, attraverso un capillare coordinamento, le dinamiche meteo-climatiche.

La transizione allo scalcinato digitale terrestre, lungi dall’essere un vantaggio per i cittadini, blanditi ed imbrogliati con la promessa di poter usufruire di numerosi canali tematici, è soltanto finalizzata ad un’ulteriore militarizzazione del pianeta e presumibilmente dello spazio circostante la Terra. I nanosensori meteorologici e quelli per la sorveglianza operano sulle bande che erano dedicate alla ricetrasmissione dei programmi analogici. La destinazione di frequenze alle esplorazioni planetarie ed alla radioastronomia lascia intuire che il complesso strategico ed industriale intende tenere sott’occhio possibili intrusioni sgradite al sistema. Sappiamo che questo scenario può apparire fantasioso, ma il formidabile spiegamento di forze nelle regioni attorno a Gaia, attraverso droni di alta quota, satelliti, stazioni orbitanti munite di dispositivi bellici…, ben si inquadra in un conflitto segreto per il dominio del pianeta. Il vero scontro, quello finale, forse non vedrà contrapposte superpotenze terrestri…

Fonti:

R. Cavallo, G. Saccomano, Passaggio al digitale, 2010, in "X Times", n. 26
Scie chimiche, nanosensori e digitale terrestre, 2010


Articolo correlato: C. Penna, Scie chimiche: usi militari e cooperazione internazionale, 2010



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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 28 gennaio 2010

Scie chimiche, nanosensori e digitale terrestre

Come è noto, con le scie chimiche è anche distribuita la cosiddetta "polvere intelligente", in inglese smart dust: in particolar modo, la giornalista indipendente Carolyn Williams Palit ha dedicato approfonditi studi a questo argomento, come la Dottoressa Hildegarde Staninger. Ora, numerose persone si chiedono per quale motivo si sia deciso di introdurre il digitale terrestre per la trasmissione dei segnali televisivi, in sostituzione del sistema analogico. Molti ritengono che tale "innovazione" sia collegata ad interessi di tipo economico. Ciò non è del tutto errato, ma la vera ragione del digitale terrestre è un'altra: è necessario per i militari liberare le frequenze analogiche affinché esse siano adoperate per gli scopi più disparati e quasi sempre sinistri. Infatti i nanosensori diffusi con le chemtrails funzionano occupando una parte delle frequenze destinate originariamente al segnale cosiddetto analogico. Essi sono impiegati sui campi di battaglia, per le previsioni meteorologiche, ma soprattutto per il controllo della popolazione.

Il WiFi lavora su diverse frequenze a seconda della tipologia (serie 802.11) tra i 2,4 gigahertz (802.11bgn) e 5,2/5,4/5,8 gigahertz (802.11a ed altri standard). Non a caso, la banda UHF, che è l'acronimo di Ultra High Frequency, indica i segnali a radiofrequenza trasmessi nella banda che va da 300 MHz a 3,0 GHz. Come si vede, la frequenza impegnata dalle apparecchiature WiFi è inclusa nel range dei segnali televisivi in fase di dismissione.

Invisibili e pressoché indistruttibili, queste nanostrutture possono localizzare le persone, registrandone parametri come la temperatura corporea e sono assimiliabili ai microchips inseriti sottopelle ai cani. Naturalmente di questa pericolosa tecnologia vengono decantati i presunti vantaggi (il controllo della salute dei pazienti, la razionalizzazione degli inventari, la possibilità di rintracciare le persone scomparse...), sottacendo che assistiamo ad una nano-invasione con milioni di microscopiche strutture che rischiano di penetrare dappertutto, negli ambienti naturali ed artificiali, nell'acqua, negli alimenti, come negli stessi organismi... se non sono già penetrati in ogni dove.

Si comprende dunque la frenesia attorno al digitale terrestre, magnificato come sistema per ricevere centinaia di canali che trasmettono mirabolanti programmi: in realtà il DTV è parte di uno scellerato piano volto al controllo elettronico del pianeta. La banda analogica è uno dei "corridoi" su cui transitano i segnali emessi e ricevuti dalla smartdust il cui funzionamento è comparabile a quello dei R.F.I.D.



"I R.F.I.D. sono Dispositivi di identificazione di radio frequenze (Radio frequency identification devices). Un R.F.I.D. è un microchip con una micro-antenna incorporata. Il microchip contiene informazioni immagazzinate che possono essere trasmesse ad un lettore (scanner) e quindi ad un computer. Un R.F.I.D. può essere passivo, semi-passivo o attivo.

Quelli attivi sono dotati di batteria. In questo modo il dispositivo invia il segnale al lettore. Tali congegni possono ricevere ed archiviare dati ed essere letti ad una distanza maggiore rispetto a quelli passivi. Le batterie attuali nei dispositivi R.F.I.D. durano anche oltre cento anni. La banda “ultralarga” (Ultrawideband U.W.B.) rende il tag (etichetta–lettore) ricevibile in amplissime aree. I lettori possono trasmettere ai computers sia via telefono sia per mezzo della Rete. Si usano anche i satelliti. Qualunque cosa disponga di un tag (etichetta) R.F.I.D. può essere rintracciato da un lettore o da un computer.

I dispositivi R.F.I.D. semi passivi hanno una fonte interna di energia che permette loro di monitorare le condizioni ambientali, ma hanno bisogno energia R.F. dal lettore per rispondere.

I dispositivi R.F.I.D. passivi non hanno un dispositivo di alimentazione, ma impiegano un segnale inviato da uno scanner che fornisce energia al circuito del microchip affinché trasmetta le informazioni immagazzinate. Sono adatti solo per monitorare aree non molto estese.

L'aumento nell’uso dei microprocessori R.F.I.D. richiede una maggiore quota della banda U.B.F. Come conseguenza, per esempio, il governo degli Stati Uniti nel 2009 ha bloccato l’uso dello spettro U.B.F. della frequenza V.H.F. con il passaggio al digitale: la frequenza analogica U.B.F. è destinata ai microprocessori, quindi i militari non intendono sovraccaricare questa banda con segnali televisivi."
(C. Bassi, Nuove tecnologie e digitale terrestre, 2010)

Come volevasi dimostrare.




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domenica 24 gennaio 2010

No al canone R.A.I. che finanzia la masnada dei disinformatori

Pubblichiamo una lettera da inviare alla R.A.I. al fine di disdire l'abbonamento televisivo, qualora si intenda rinunciare alla truffa del digitale terrestre. E' necessario ancora corrispondere la somma del canone per il periodo in cui sarà possibile ricevere il segnale analogico, dopo di che, avvenuto il passaggio al digitale (passaggio che decorre a partire da date diverse, secondo la regione), si potrà disdire l'abbonamento. E' essenziale inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno entro il 31 gennaio p.v., data di scadenza del canone. L'ultimo capoverso è da omettere, poiché riguarda esclusivamente il Comitato Tanker Enemy.


Alla cortese attenzione della sede R.A.I.

Agenzia delle Entrate - Ufficio Torino 1 - S.A.T. - Sportello Abbonamenti alla Televisione - C.P. 22 - 10121 Torino

Il sottoscritto,.......... residente in.......... , titolare dell’abbonamento radio televisivo R.A.I., in considerazione del fatto che, a decorrere dal... del 20... , in... (indicare la regione) verrà introdotto il sistema “Digitale terrestre”, in sostituzione integrale del segnale analogico, con la presente, comunica quanto segue.

Versato il canone di abbonamento per il periodo.......... , non essendo l’apparecchio televisivo in possesso dello scrivente atto a ricevere le trasmissioni in digitale terrestre e non avendo l’intenzione di acquistare il decoder né un televisore con il decoder DTV incorporato, il sottoscritto si riterrà esonerato ipso facto dal pagamento del canone radiotelevisivo. Infatti, sulla base della normativa vigente, suddetto canone va versato solo nel caso in cui si possieda un apparecchio televisivo idoneo a ricevere le trasmissioni della R.A.I. e dal momento che il segnale analogico verrà completamente oscurato, è chiaro che il sottoscritto si troverà ad avere un apparecchio televisivo inservibile.

Ciò precisato, qualsiasi eventuale obiezione nei confronti di tale decisione, è da considerarsi del tutto illegittima ed inopportuna, senza dimenticare che la R.A.I., la quale si qualifica come servizio pubblico, nonostante una precedente lettera dello scrivente, non ha mai trattato in modo serio ed assiduo il tema delle attività clandestine di aerosol tramite aerei militari e civili (scie chimiche). Si era, infatti, avanzata l’istanza di dedicare a questo problema appositi servizi all’interno dei telegiornali e di altri programmi di informazione, laddove si è dato addirittura spazio alla pura disinformazione sotto legida del C.I.C.A.P. e di Piero Angela, nel programma “Superquark” e questo con i denari dei contribuenti! Il format è stato inoltre lesivo della dignità dei ricercatori indipendenti nel mondo e dei testimoni obiettivi nonché inficiato da evidente faziosità e superficialità. Nello stesso tempo sono state magnificate le attività del C.I.C.A.P. che organizza corsi di dubbia utilità e di scarso valore, dietro versamento di 600 euro per ciascun iscritto!

Si rileva anche che, tra le persone riprese nel servizio sulle "cospirazioni", figurava il Dottor Francesco Sblendorio (C.I.C.A.P.) che, per aver violato la legge sulla protezione dei dati personali, è stato dal sottoscritto denunciato alle autorità competenti. Lo stesso Sblendorio ha recentemente partecipato come macchietta ad una farsesca e volgare pseudo-rubrica televisiva all'interno di "Tatami", programma R.A.I. di sconvolgente bruttezza.

Considerato tutto ciò, si ribadisce che, a decorrere dal........., qualsiasi richiesta proveniente dalla R.A.I. sarà completamente ignorata.

Distinti saluti





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