mercoledì 30 aprile 2008

L’Aeronautica militare ti vuole L.O.V.: diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell’acqua, nell’aria (di C. W. Palit - Seconda parte)

Leggi la prima parte qui.


Le tecnologie psicotroniche sono menzionate in questo studio, ma in modo non molto particolareggiato, poiché l’informazione è classificata. Il documento spiega come queste armi siano in grado di penetrare in ciò che dovrebbe essere privato. Leggiamo:

“Il sistema di acquisizione del bersaglio implica la capacità di prendere decisioni per scoprire i cambiamenti nei valori personali dell’avversario. I cambiamenti nelle emozioni di un capo, nei pensieri e negli schemi di riferimento, sono di grande interesse per un sistema strategico di attacco. Le tecnologie che penetrano nella mente di un avversario per ottenere informazioni preziose, richiedono progressi rivoluzionari. Escogitare metodi per adempiere questo compito è l’obiettivo del documento ‘Information Attack’”.

L’Aeronautica non classificherebbe un’arma che può leggere pensieri, emozioni ed intenzioni, se il nostro paese non avesse già quest’arma dal 1995 (gli Stati Uniti - ndt) e non intendesse svilupparla. I bioimpianti diffusi nell’ambiente e gli strumenti spia sono descritti di seguito:

“Piattaforme sulla terra entro il 2025 potranno fare affidamento su strumenti nanotecnologici che si ridurranno a piattaforme di dimensioni microscopiche. Queste piattaforme potrebbero essere inserite attraverso agenti umani, l’acqua o il cibo oppure per mezzo di irrorazione aerea che impiega UAVs (droni). Microsensori più sottili di un capello umano potrebbero trasmettere dati all’archivio informatico di Delphi, per mezzo di UAVs o sistemi satellitari. Uno sciame di microsensori installati a terra potrebbe assicurare la trasmissione costante di dati relativi a condizioni locali ed a livelli di attività vicino ad un LOV”.

LOV sta letteralmente per “Luogo di valori”. Un LOV può essere un bersaglio “duro”, ossia qualcosa di fisico, oppure può essere intangibile come i sistemi, la conoscenza o il modo di pensare.

Nel documento tutti i sensori sono chiamati “Sensori di terra non assistiti” o anche “Bioimpianti”. In uno dei grafici del testo, delle frecce puntano verso i sensori di terra che sono collocati in un’area di incrocio di una coppia di uomini. In un altro grafico le frecce puntano verso i sensori collocati sulla spalla e sul polso di un uomo. Quando ho letto questo passaggio, la mia mente è corsa a Denzel Washington che estrae un microchip dalla sua spalla nel film “The Manchurian Candidate”. Dietro questi impianti l’Aeronautica discute il modo in cui diffondere sensori piccoli come granelli in atmosfera per formare una rete di sorveglianza; i microsensori possono anche essere distribuiti in modo surrettizio nelle abitazioni e nelle apparecchiature elettroniche.

Nel 2003 i militari rivelarono che essi possiedono una rete di sensori che potrebbero essere diffusi nell’atmosfera:

“Sono state compiute sperimentazioni per diffondere nanotubi contenenti ognuno da 10 a 20 sensori per mezzo di un aereo. Una volta che toccano il suolo, i nanotubi esplodono ed i sensori si disperdono. Quindi stabiliscono connessioni tra loro e controllano i movimenti delle truppe nemiche, inviando dati attraverso una rete senza fili ai velivoli che sorvolano il campo di battaglia”.

La polvere intelligente (smartdust) non è un sensore acustico, ma è piccolissima, dello spessore di un capello. Può essere chimicamente programmata per attaccarsi ad una specifica sostanza. Cambia colore per indicare che ha trovato la sostanza bersaglio. Può essere usata per introdursi nelle etichette e negli abiti. Mike Blair ed altre persone a conoscenza delle scie chimiche hanno notato che le fibre di ricaduta delle chemtrails spesso, mostrano barbigli sulla loro superficie. In “Hit ’Em Where It Hurts” leggiamo:

“Come spinosi ricci marini, sottili sensori potrebbero agganciarsi a certe persone, effettivamente pedinandole e tracciando i loro movimenti per inviare i dati a piattaforme nello spazio".

Le compagnie di sicurezza nazionali potrebbero presto usare questi sensori che possono rilevare l’odore di una molecola o il gusto ed identificarla, a somiglianza di nanonasi e nanolingue. Questi sensori possono essere utili per rilevare le molecole di cocaina o di cannabis che sono diffuse attorno alle persone quando tornano a casa o entrano negli edifici pubblici. I nanonasi e le nanolingue possono essere individuati dalla luce o da un’altra forma di energia e cambiano colore come i sensori di terra: “Quando irradiati dai raggi ultravioletti o dai raggi X, questi cambiamenti possono essere rilevati ed analizzati dai sensori sospesi in aria".


Fine seconda parte.

Leggi qui la terza parte.


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martedì 29 aprile 2008

Scie chimiche: DORizzazione finale del pianeta? (articolo di Alessandro Rosselli - quarta parte)

Le osservazioni di Reich circa gli aspetti negativi sulla vita causati da questi congegni e da queste installazioni non possono essere spiegate secondo le teorie convenzionali di fisici e biologi, ma sono state convalidate mediante molti studi. E' risaputo che le varie apparecchiature elettromagnetiche e nucleari nonché i materiali elencati nella precedente parte, irritano l’energia orgonica, conducendola ad uno stato selvaggio, frenetico, identificato da Reich come "effetto oranur". Oranur fu scoperto inaspettatamente, dopo che piccole quantità di materiale nucleare furono introdotte in un potente accumulatore orgonico. Reich aveva alcuni grandi accumulatori da 20 strati in una grande stanza costruita come accumulatore orgonico nel suo laboratorio, nelle campagne del Maine. Quando il materiale radioattivo fu introdotto in questo ambiente altamente caricato, il campo dell’energia orgonica dell’intera regione montana del suo laboratorio arrivò ad uno stato di selvaggia agitazione. Lo si poteva sia vedere sia sentire. I collaboratori del laboratorio si ammalarono ed un gran numero di topi, situati in un altro edificio attiguo, morì a causa degli esperimenti.

Reich constatò che l’effetto oranur persisteva a lungo, anche dopo che il materiale nucleare era stato rimosso dall’accumulatore del laboratorio, rendendo l’edificio inservibile per alcuni anni. Sotto tale persistente agitazione Oranur, l’energia orgonica, alla fine, diventava inerte. Reich identificò questo stato energetico indebolito come "dor", che era l’abbreviazione di deadly orgone (orgone mortale). In una stanza riempita con dor, ci si sentirà soffocare e sarà difficile avere una buona respirazione. Ci si sente anche costantemente disidratati, dato che la natura del dor abbisogna di acqua. Alcune persone reagiscono al dor con edemi. Reich ed i suoi collaboratori identificarono una particolare forma estrema di malattia dor: l’organismo reagiva con letargo, immobilità e mancanza di contatto emotivo. Questi effetti erano abbastanza tangibili, sensibili e misurabili.

Quell’incidente insegnò moltissimo sull'energia vitale atmosferica: infatti, in un’opera del 1951 di Reich intitolata The Oranur experiment, Reich identificò numerose altre fonti di Oranur miti o gravi, che potevano disturbare l’energia orgonica in un'abitazione o in un ufficio, in un ambiente di lavoro qualsiasi.

Nella maggior parte delle abitazioni, i più comuni irritanti per l’orgone sono gli apparecchi televisivi, i forni a microonde e le luci fluorescenti di ogni tipo (le varietà a pieno spettro riducono, ma non eliminano questo problema). Le lampade fluorescenti spesso producono piante iperattive, con grandi foglie e così le persone credono che le luci siano benefiche. Qualche studio ha anche mostrato che persone depresse possono agitarsi, palesando un’attività o un metabolismo maggiori dovuti all’esposizione a luci fluorescenti. Altri esempi sono costituiti dalle depressioni emotive invernali, dai neonati depressi ed anche dagli impiegati depressi, tutti soggetti che si agitano per un incremento temporaneo di attività sotto l’oranur fluorescente. In molti casi, l’incremento dell’attività era collegato al colore o alla frequenza della luce ed anche questo aveva il suo influsso. Tuttavia il problema dell’eccitazione fluorescente Oranur, di solito, non è applicato come un coefficiente in studi sugli effetti delle luci fluorescenti. Oranur, comunque, è prodotto da tutti i tipi di luci fluorescenti, dai televisori e dai forni a microonde. L'effetto si può misurare attraverso il potenziale elettrico disturbato di una pianta di casa esposta ad apparecchi simili, per mezzo di un contatore Geiger caricato con orgone o eseguendo estese misurazioni delle funzioni dell’accumulatore ed osservando le perturbazioni che avvengono durante le condizioni oranur e dor.

In qualche quartiere, le antenne di trasmissione radio, i radar degli aeroporti e le microonde delle antenne per le comunicazioni telefoniche costituiscono un rischio, in quanto anche questi apparati producono oranur: dai forni a microonde e dai televisori, per legge, si possono disperdere livelli relativamente alti di radiazioni nell'ambiente circostante. Sensori a raggi infrarossi per aprire automaticamente le porte o interruttori automatici della luce operano anche più vicino alla fine della banda relativa alle microonde dello spettro infrarosso, come le librerie o gli analizzatori commerciali per l’inventario, che sono progettati per sventare i furti. Questi piccoli sensori sono potenti abbastanza da far scattare il vostro rilevatore per controllare le automobili a parecchie centinaia di yards e possono costituire un pericolo per i lavoratori che operano nelle adiacenze, giorno dopo giorno. Il rischio reale qui è semplicemente sconosciuto. Come nel caso dei forni a microonde ed i televisori, la persona è esposta ad una dose media, che si suppone in maniera irrazionale possa essere innocua. Fino a quando non saranno conosciute meglio le conseguenze legate alle emissioni di tali apparecchiature, non situate un accumulatore vicino a nessuno di questi dispositivi.

Leggi qui la terza parte.

Leggi qui la prima parte.


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lunedì 28 aprile 2008

Piero Pelù accenna alle scie chimiche durante la trasmissione "Che tempo che fa"

Il cantante Piero Pelù, ex esponente dei Litfiba, durante la trasmissione mandata in onda ieri sera, 27 aprile, Che tempo che fa, ha accennato alle scie chimiche. Stamani ho interpellato un mio amico che mi ha riferito il breve dialogo imperniato sulle chemtrails tra Pelù e Fabio Fazio, conduttore del programma.

P. Pelù:"Fabio, ci vediamo presto, però mi devi promettere una cosa: che, in una delle prossime puntate, parlerete delle scie chimiche... chiedi a Mercalli".

F. Fazio:"Va bene, adesso, durante la pubblicità, mi spieghi bene questa cosa..."


Per quanto ci consta, è la prima volta in cui un personaggio noto evoca le scie chimiche, tra l'altro nella tana del lupo, essendo i giornalisti della R.A.I. al corrente del problema ed impegnati in un indefesso, costante cover up. E' il segno di un cambiamento, di una maggiore presa di coscienza del genocidio occulto? Vedremo gli sviluppi. Per ora, dobbiamo esprimere il nostro plauso all'intrepido Pelù, sperando che il suo esempio venga imitato da altri.

Ringraziamo la gentilissima Nuvola per la preziosa segnalazione.


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domenica 27 aprile 2008

I "rainmakers" thailandesi: come spacciare le scie velenose per interventi atti a favorire le piogge

Sappiamo che Al Jazeera è una rete mainstream, dunque ammanisce una mezza verità in questo articolo sui "maghi della pioggia", intrecciata a molte menzogne. Riflettiamo: il testo, tratto da Vedo sento parlo, è un modo obliquo per spacciare le operazioni chimiche-biologiche in Thailandia come lodevoli interventi per propiziare le piogge, mentre la nebbia stagnante, fenomeno diffuso anche in Italia in zone lontane da insediamenti urbani ed industriali, è legata soprattutto proprio alle scie chimiche. Siamo così gonzi da credere che i governi si adoperino per i cittadini? Perché i rainmakers dovrebbero agire, quando la stagione delle piogge in Indocina è ormai prossima? E' molto più credibile pensare ad un'inseminazione delle nubi con veleni, affinché essi ricadano al suolo insieme con le precipitazioni.


Qualche giorno fa il sito in lingua inglese di Al Jazeera ha pubblicato un articolo curioso.


Non è una novità che, nel nord della Thailandia, in particolare nella provincia di Chiang Mai, capiti che ad aprile si formi una cappa di smog dovuta ai numerosi incendi nelle foreste circostanti ed all’annosa pratica degli abitanti dei villaggi di bruciare qualsiasi tipo di rifiuto nel giardino di casa.

Inoltre aprile è l’ultimo mese della stagione secca prima dell’arrivo delle piogge, quindi il concentrato di inquinamento e fumi da incendi è talmente alto da provocare puntualmente, da anni, questa foschia stagnante.

Il governo thailandese, per cercare di porvi rimedio, già da qualche tempo ha deciso di impiegare alcuni aerei della King Air che sorvolano la zona interessata, rilasciando nell’aria una mistura di sale (?), ioduri di argento e ghiaccio secco (CO2) con l’obiettivo di “inseminare” le nuvole, aumentandovi la quantità dei nuclei di condensazione inclusi nelle gocce d'acqua o di ghiaccio e far quindi piovere.

I rainmakers sono certi di avere un qualche successo, ma ammettono il limite principale: è basilare la presenza di nuvole nel cielo da “inseminare”.

Comunque gli abitanti della zona confidano speranzosi nel successo dei rainmakers anche perché, con questa cappa di smog, stanno naturalmente aumentando i casi di asma, mal di gola e prurito agli occhi.

Ma, più in generale, è nell’intero paese che la situazione sul fronte dell’inquinamento sta peggiorando, anche a causa del fatto che sono tollerati livelli ben più elevati di quelli accettati nell’Unione Europea, per esempio.

Sembra, però, evidente che il lavoro dei rainmakers continuerà anche in futuro, ma finora nel paese non è mai stato sfiorato l’argomento di un eventuale ulteriore peggioramento della qualità dell’aria, causato proprio dalle sostanze irrorate dagli aerei dei rainmakers.

In tal caso, però, anche i Thailandesi dovrebbero affrontare la questione delle “scie chimiche”.

Forse tra 50 anni… forse.

Leggi qui l'articolo pubblicato da Vedo sento parlo.


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venerdì 25 aprile 2008

L’Aeronautica militare ti vuole L.O.V.: diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell’acqua, nell’aria (di C. W. Palit - Prima parte)

L'articolo che abbiamo tradotto è stato elaborato da una ricercatrice sagace e lungimirante del fenomeno "scie chimiche", Carolyn Williams Palit. Basandosi soprattutto sugli studi di scienziati come Castle e la Staninger e su documenti in parte declassificati, la Palit giunge a conclusioni plausibili sul vero scopo delle chemtrails, ossia il controllo della popolazione mondiale, per mezzo della distribuzione un po' in tutto il globo di microsensori che funzionano alimentati dai raggi ultravioletti. Ciò ci permette di comprendere per quale motivo gli avvelenatori stiano completando la distruzione dell'ozonosfera e di capire che, in nessun modo, essi stanno tentando di creare uno schermo contro le radiazioni solari, come ventilato ingenuamente da qualche ricercatore. Sono comunque temi illustrati dalla Palit con chiarezza ed incisività in uno studio che, senza tema di apparire iperbolici, giudichiamo fondamentale e di vitale importanza.

Bisognerebbe acquisire familiarità con il documento “Weather As a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025”, un capitolo delle previsioni future. Le persone preoccupate circa le operazioni di aerosol in tutto il mondo nell’atmosfera e definite “scie chimiche”, spesso si riferiscono a questo testo come un’evidenza in grado di dimostrare che le forze armate statunitensi sono coinvolte nelle operazioni di irrorazione per il controllo del tempo.

Izakovic Rolando, Amy Worthington e Scott Gilbert hanno esplorato il problema nei particolari. Mentre è ovvio che il tempo è manipolato con queste operazioni, le applicazioni militari attuate sono considerate di minore rilievo. Il concetto che le scie chimiche servono a ridurre il riscaldamento globale sembra essere la solita vecchia storia di copertura.

Lydia Mancini ha indagato alcuni degli aspetti delle scie chimiche in relazione al controllo mentale, ma penso di aver trovato una delle tessere finali del mosaico: l’aeronautica militare statunitense ha studiato come diffondere sensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell’acqua e dell’aria, di modo che questi sensori penetrino nell’organismo.

I ricercatori hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario ed un tipo di fibra di polietilene e silicio.

Recentemente la dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa ed il dottor Michael Castle, chimico e attivista, hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate.

I pazienti affetti da Morgellons presentano nanofibre di colori differenti che fuoriscono da piaghe che non guariscono. Le fibre di ricaduta delle scie chimiche sono simili. Sono su di te e nella tua abitazione e si possono vedere con una luce fluorescente nera. La luce ultravioletta le fa brillare. Usa anche una lente di ingrandimento, per vederle.

I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti: AMDL Inc., ACS, Inc., MIT e Lambda Solutions. Il dottor Castle e la dottoressa Staninger hanno chiesto a questi laboratori di identificare le fibre. La dottoressa Staninger ha inoltre determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia.

Le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons. Le fibre del Morgellons sono più sviluppate, ma sono correlate ad un tipo di nanotecnologia.

Assistiamo ad un’invasione dei tessuti umani nella forma di nanotubi, nanofili, nonostrumenti, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi insieme con sensori o antenne e capaci di trasportare frammenti di D.N.A. ed R.N.A. geneticamente modificati. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l’energia dell’organismo, i suoi minerali ed altri elementi non identificati come alimentazione.

Esiste un’evidenza che suggerisce che queste nanomacchine ospitano al loro interno delle batterie. Si ritiene anche che siano in grado di ricevere specifiche microonde, segnali EMF ed ELF. Alcuni malati di Morgellons riferiscono che queste nanomacchine hanno una sorta di intelligenza di gruppo.

E’ possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoarticelle possono passare attraverso le barriere del sangue nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Jim Giles afferma: “Le nanoparticelle, piccoli grumi che potrebbero essere usati per rendere i circuiti dei computers più veloci e per migliorare l’assorbimento dei farmaci, possono raggiungere il cervello dopo essere state inalate".

La Staninger ritiene che queste nanoparticelle siano in grado di assemblarsi dopo che hanno raggiunto il cervello o altri organi. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali. Ricorda anche che le nanoparticelle replicano il D.N.A. dei germi con cui vengono in contatto. Ciò determina un aumento delle malattie. Un tipo di nanofilo è implicato nella creazione di pseudo-capelli e di pseudo-pelle. Queste proteine, in grado di replicarsi, creano anche forme chimeriche, simili ad insetti o a parassiti. Nascono pure dei bambini con queste nanomacchine nel loro organismo e ciò è la prova che questa tecnologia può oltrepassare le barriere protettive.

Il dottor Castle ha stabilito che almeno 20 milioni di Statunitensi hanno questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Il Morgellons si diffonde con una media di mille casi al giorno. La media è destinata a crescere nei prossimi anni. Le persone che non manifestano sintomi del Morgellons possono avere comunque una malattia non conclamata. Si ritiene che il sintomo principale sia l’espulsione di fibre dalla pelle. Se non si manifestano sintomi, vuol dire che il tuo organismo si sta abituando all’aggressione.

Clifford Carnicom è uno scienziato esperto in geodetica, matematica, informatica e fisica. Ha lavorato per quindici anni con varie agenzie: DOD, Forest Service and The Bureau of Land Management. Egli studia ciò che molti ritengono essere una conseguenza delle scie chimiche, ossia l’aumento dell’alcalinità dei suoli del pianeta. Documenta l’incremento di calcio, magnesio, bario e potassio nell’acqua piovana. E’ interessante che J. Walleczck del Lawrence Berkeley Laboratory ha stabilito, nel 1991, come gli ioni di calcio favoriscano il trasporto di elettricità nelle membrane cellulari a livello molecolare.

Carnicom documenta anche che gli alti livelli di sali nei suoli sono dovuti alle scie chimiche ed essi rendono la terra più elettroconduttiva. Queste sostanze sono facilmente ionizzate dalla luce ultravioletta e stanno causando un aumento degli ioni positivi nell’atmosfera. Questo non è salutare per gli esseri viventi. Egli ha rilevato le stesse anormalità nel sangue tra i pazienti di Morgellons.

La terra e tutti i suoi abitanti sono ora un ambiente favorevole per queste nanotecnologie che prediligono un ambiente alcalino, adatto per usare la bioelettricità e per sensori, antenne e strumenti in grado di autoreplicarsi ed autogenerarsi all’interno degli organismi viventi.

Ciò ci porta ad un altro documento dell’Aeronautica denominato: “Hit ‘Em Where It Hurts: Strategic Attack in 2025”. Questo testo merita un’indagine accurata, poiché descrive come impiantare nella popolazione “invisibili sensori biologici che sono più sottili di un capello umano”, diffondendo queste macchine nel cibo, nell’acqua e nell’aria ed usando agenti umani all’uopo.


Fine prima parte

Guarda il video di questo articolo.

Leggi qui la seconda parte.




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giovedì 24 aprile 2008

Morgellons: fantascienza o ‘oscuro male’ delle (nano)tecnologie? (di Marisa Uberti)

Pubblichiamo un pregevole articolo a firma della dottoressa Marisa Umberti, nel quale si evidenzia una serie di dati scientifici a suffragio delle asserzioni sulle origini nanotecnologiche del morbo di Morgellons. E' rilevante il fatto che ora, anche nell'ambito medico italiano, si cominci ad affrontare il male del 21mo secolo. E' un morbo che potrebbe essere l'ultimo nella storia dell'umanità, in ogni caso la dimostrazione che le élites sono ormai vicine al traguardo: il totale asservimento delle persone, tutte, che si traduce in un una mutazione antropologica, la riduzione dell'uomo ad automa controllato.

Confesso che dopo vent’anni che opero nel campo sanitario e sociale, non avevo mai sentito parlare del morbo di Morgellons e forse trattarne in un sito come questo, che si occupa di ‘misteri’ non è poi così fuori luogo. Misteri moderni (forse) ma per questo abbiamo inserito l’argomento nella sezione dei ‘Fenomeni insoliti’, in cui ‘due passi’ li possiamo fare senza limiti temporali. Recentemente se ne sono occupati anche dei quotidiani italiani, portando all’attenzione pubblica questa sconosciuta pagina che riguarda la salute umana. Il ruolo di Internet è stato determinante per la divulgazione delle informazioni, che paiono allarmanti: i malati producono dalla pelle fibre e filamenti artificiali, oltre a sostanze gelatinose...


Cos’è il morbo di Morgellons?

E’ una malattia che non ha una definizione convenzionale, ancora. Venne così chiamata dalla mamma di una bambina che presentava strani sintomi cutanei, analoghi a quelli di una patologia di cui la donna aveva letto in un testo medico del 1600, per la precisione in una lettera scritta ad un amico da sir Thomas Browne (1605-1682), un erudito inglese che si interessò a varie branche del sapere, sentendosi influenzato dalla rivoluzione scientifica apportata da Bacone. In quella lettera Browne descriveva parecchie circostanze mediche da lui riscontrate, compreso il fatto che in Linguadoca vi era una endemia chiamata Morgellons, che colpiva i bambini più che gli adulti, i quali presentavano una 'crescita di capelli' non in testa ma sul retro del corpo, unita a convulsioni e tosse. Ho trovato la lettera e riporto il passo in cui si accenna al Morgellons:

"Hairs which have most amused me have not been in the Face or Head, but on the Back, and not in Men but Children, as I long ago observed in that Endemial Distemper of little Children in Languedock, called the Morgellons, wherein they critically break out with harsh Hairs on their Backs, which takes off the Unquiet Symptomes of the Disease, and delivers them from Coughs and Convulsions"

[Per un'ulteriore trattazione di questa lettera in relazione al Morbo di Morgellons si veda il lavoro "SIR THOMAS BROWNE AND THE DISEASE CALLED THE MORGELLONS By C.E. KELLETT, M.D., M.R.C.P. NEWCASTLE-ON-TYNE, ENGLAND -A note to Sir Thomas Browne's "Letter to a Friend!"].

Certo se il Morgellons fosse stato già noto allora, nel XVII secolo e in una regione francese, come mai oggi quasi nessuno lo conosce? E chi lo aveva per primo chiamato così? Dove si era manifestato la prima volta? Ma è davvero sovrapponibile al morbo di questo nostro XXI secolo?

La signora Mary Leitao (biologa), che oggi è Presidente della Fondazione di Ricerche Morgellons, madre della piccola paziente, trovò diverse corrispondenze tra la malattia di sua figlia e quanto descritto da Browne e chiamò allo stesso modo il morbo sconosciuto. I fatti risalgono al 2002 in America, a McMurray (Pennsylvania). La figlia di Mary non riusciva a trovare un medico in grado di capire quale fosse il suo male, ma finalmente -grazie anche ai suoi 'sospetti' che si trattasse di una patologia 'nuova'- alcuni medici le diedero ascolto.

Non potendo includere i suoi sintomi in nessuna delle patologie (nemmeno rare) esistenti, sentirono di doverne diagnosticare una del tutto ‘nuova’ e misteriosa, che denominarono Morgellons e aderirono alla MFR (Morgellons Research Foundation). In essa vengono da allora studiati tutti quei casi ‘irrisolti’ che sono giunti alla loro osservazione in anni precedenti (dal 1956 al 2007) e che presentano peculiarità analoghe a quelle della figlia di Mary. Erano state classificate come parassitosi ma non erano curabili come tali; inoltre quei casi si erano dimostrati molto diversi rispetto alle altre forme di parassitosi, con sintomi sistemici e non solo localizzati. Tali pazienti si videro appioppare affrettatamente anche una diagnosi generica di malattia psichiatrica (“allucinosi parassitaria”), in quanto generata da ‘autosuggestione’, mentre sembra che i medici di questi pazienti abbiano osservato che i sintomi della malattia precedono gli effetti ‘impressionabili’. E dopo che ci si documenta un poco, si capisce perché i pazienti comincino comprensibilmente ad ‘agitarsi’ e preoccuparsi fino a giungere a delle possibili crisi nervose!


I sintomi

Le caratteristiche peculiari del morbo di Morgellons sono tre:

Lesioni cutanee (tipo una ‘comune’ puntura da insetto) sulle quali sono presenti granelli neri o bianchi, simili nel formato ai granuli di sabbia. Con un microscopio -ma anche ad occhio nudo- è possibile vedere la presenza di “filamenti” di fibre bianchi, blu, rossi o neri (i più comunemente individuati) che diventerebbero fluorescenti alla luce ultravioletta. E' riferita anche la fuoriuscita di un' gel' scuro dalla pelle.Tali filamenti possono comparire anche sulla pelle intatta e le lesioni possono essere secondarie alla loro insorgenza a causa del fastidio avvertito dai soggetti (prurito o dolore intensi) che iniziano a grattarsi procurandosi fino a severe lesioni. Queste ‘fibre’ non sono di origine naturale ma apparterrebbero a quella categorie di materiali ‘artificiali’ costruiti dall’uomo per mezzo delle cosiddette ‘nanotecnologie’. Tali fibre fondono a oltre 700 gradi centigradi (la nostra pelle a 74 circa).

I filamenti sarebbero stati confrontati con oltre 90.000 composti presenti nel database del laboratorio del Centro per lo studio del morbo di Morgellons della Oklahoma State University Center for Health Sciences di Tulsa, senza tuttavia riscontrare niente di simile. Sensazione che ‘qualcosa’ cammini sotto la pelle, si muova, a volte in modo intermittente altre volte continuativamente, provocando disagi di diverso tipo. Può venire interessata tutta la pelle oppure essere limitata al cuoi capelluto, al naso, alle orecchie, al viso, sotto le ginocchia.

Dolori muscolo-scheletrici di vara entità e interessanti diversi distretti corporei; talvolta si accompagna la comparsa di prematuri segni di degenerazione dei dischi vertebrali.

Sono stati segnalati inoltre limitazioni funzionali tali da interferire con le attività quotidiane; disturbi gastro intestinali; a livello cardiologico sono stati rilevati sintomi di tachicardia e miocarditi; disfunzioni cognitive, come alterazioni della memoria di breve durata, deficit di attenzione, aumento dell’impressionabilità, ossessioni.
Chi se ne sta occupando

Inizialmente la signora Mary Leitao, oggi presidente della MFR, fu oggetto di pesanti critiche da parte della comunità medico-scientifica, che la tacciò di aver orchestrato una messa in scena. Quando si vide recapitare un numero attorno alle settemila email –si dice- di persone che erano affette dagli stessi sintomi (o avevano in casa propri cari malati di quella strana patologia) non si perse d’animo e continuò la sua ‘battaglia’ riunendo tutte le risorse e le forze disposte a prendere parte ad un vero progetto di Ricerca.

Il ristretto numero di medici della MFR decise di estendere i propri intenti a tutti i professionisti sanitari che si sentivano coinvolti in tale ricerca, coloro che avevano avuto modo di entrare in contatto con pazienti affetti da quella ‘strana’ e altamente invalidante patologia, facendo opera di divulgazione per farla anzitutto conoscere, primo passo per una presa di coscienza del problema.

I pazienti afflitti dai sintomi sopra descritti riferiscono di aver peregrinato assai da un medico all’altro, da uno specialista all’altro denunciando la mancata sensibilità di costoro nello studiare la loro patologia; di aver ricevuto scetticismo, derisione, frettolose rassicurazioni di una guarigione che mai arriva. I rimedi generici loro prescritti si sono dimostrati inefficaci e ancor peggio, si sono talvolta ritrovati come cavie per meri scopi economici (forse per testare su di essi nuovi prodotti farmaceutici facendo leva sulla speranza di trovare una soluzione al loro problema clinico). Il team della MFR si è posto come obiettivo di dare una connotazione nuova alla malattia di questi pazienti, anzitutto raccogliendo i dati necessari per poterla definire eticamente.

Oggi il sito della fondazione conta quasi dodicimila iscritti, per la maggiore abitanti in California, Florida e Texas, zone che sembrano essere tra le più colpite dall’oscura sindrome. Contempla specialisti di diverse discipline (neurologi, chirurghi, epidemiologi, infermieri professionali e altre figure sanitarie), che collaborano con i pazienti e i loro parenti al fine di raccogliere un database (Registro) di informazioni più completo possibile. E’ nato così il primo studio che ha coinvolto i pazienti teoricamente affetti da malattia di Morgellons per scoprirne cause e trattamenti. Sono stati sottoposti ad esami ematici, dermatologici, psichici, a biopsie cutanee e a breve si dovrebbero avere dei risultati più specifici in merito alle attuali conoscenze della malattia misteriosa.

Recentemente un organo sanitario ufficiale statunitense, il CDC (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta) ha dichiarato di ‘voler vederci chiaro’ e, insieme alla Kaiser Permanentes’s Northern California Division of Research ha iniziato uno studio per cercare di rispondere alle molte richieste di informazione e aiuto sopraggiunte numerosissime dai cittadini e dai medici, i quali versano anch’essi spesso ancora nell’ignoranza e non sanno cosa sia il morbo di Morgellons, che avrebbe colpito oltre ventimila individui negli Stati Uniti. Il 16 gennaio 2008 si è tenuta una riunione scientifica del CDC, nel Texas, a Sant’Antonio, a cui hanno partecipato medici, microbiologi, scienziati, veterinari, che tentano di dare delle risposte sanitarie in materia.

Era presente anche il direttore della MFR per ribadire le prospettive dei pazienti - in gran numero di età infantile - e dei parenti, oltre che tracciare la ‘breve’ storia o profilo del morbo. Sono state presentate anche discussioni in merito alle strategie da adottare per migliorare il corso della ricerca. Nel corso di tale evento è stata fornita una descrizione congiunta[1] della malattia: "Morgellons is an unexplained and debilitating condition that has emerged as a public health concern. Recently, the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) has received an increased number of inquiries from the public, health care providers, public health officials, Congress, and the media regarding this condition. Persons who suffer from this condition report a range of coetaneous symptoms including crawling, biting and stinging sensations; granules, threads or black speck-like materials on or beneath the skin; and/or skin lesions (e.g., rashes or sores) and some sufferers also report systemic manifestations such as fatigue, mental confusion, short term memory loss, joint pain, and changes in vision".

In America, dal 2004 ad oggi, l’argomento ha trovato spazio su diverse testate giornalistiche anche di prestigio. Tra gli altri, il Daily Mail (18/9/2007), il News Scientist Magazine (12/9/2007), The Wall Street Journal (13/9/2007), Los Angeles Time (13/11/2006), Washington Times (27/6/2006), Chicago Tribune (25/6/2006), San Francisco Chronicle (2/6/2006), Popular Mechanics (6/2005), Reno Gazette Journal (8/5/2004).

Esiste anche una discreta bibliografia, tutta Americana: Savely, VR, Stricher, RB “Morgellons Disease: the Mystery Unfolds” Expert Review of Dermatology, 2007, vol.2, pagg. 585-591; Morgellons Disease (letter to Editor), Bransfield RT, Psychiatric News, 2007; 42: 11, page 24; Harvey, WT Morgellons Disease. I Am Acd Dermatol.2007; 56:705-706; Psychology Today Magazine, March 6, 2007 The Morgellons Mystery; American Journal of Clinical Dermatology 2006, vol.7, Issue authored by Ginger Savely, NP, Mary Leitao and Raphael B.Stricker, MD “The Mystery of Morgellons Disease: infection or Delusion?”; Advance For Nurse Practitioners-May 2005 –National Nursing Publication’s article on Morgellons Disease authored by Ginger Savely, FNP-C and Mary M. Leitao.

Il 29 marzo 2008 si terrà ad Austin (Texas) una conferenza medico -scientifica internazionale sul Morgellons, intitolata "Searching for the UnCommon Thread" come riportato nel sito Charles E. Holman Foundation -A Source For Morgellons Disease Information, uno degli organismi sorti per lo studio della malattia.


Ed in Europa?

Pare che il morbo sia arrivato anche qui. Ne ha parlato il londinese Time già nel 2006 e numerosi sono i blog in cui viene sempre più spesso affrontato l'argomento. Mancherebbe comunque un approccio ufficiale da parte degli Organismi sanitari, almeno per il momento.


"Interazioni" con altre malattie

La sindrome di Morgellons è stata ‘confusa’ nel corso degli anni con una serie di patologie dalle quali sembra doversi comunque differenziare, appunto per le peculiarità che presenta. In alcuni casi il paziente riferisce di essere stato ‘punto’ da qualche insetto prima del manifestarsi di tutti gli altri sintomi oppure tale è la sensazione che ne hanno ricevuto; alcuni pazienti sono positivi ai test per altre malattie parassitarie, nonché sembrano avere beneficiato di alcuni trattamenti antiparassitari; hanno generalmente mostrato un calo delle difese immunitarie. Appare pertanto logica l’ipotesi che prima del manifestarsi della malattia vera e propria, il soggetto possa contrarre un malaugurato incontro ravvicinato con un parassita che immette nel suo organismo ‘qualcosa’? Tali insetti potrebbero provenire dai sistemi fognari, dice la d.ssa Hildegarde Staninger, che recentemente ha prodotto una sconcertante tesi del problema, dopo aver eseguito numerose analisi laboratoristiche dei filamenti che fuoriescono dalla cute dei pazienti. Tra poco ne parleremo.

Tra le malattie con cui è stata scambiata la sindrome di Morgellons figura la Malattia di Lyme, che venne individuata nel 1975 nella omonima cittadina che dà il nome alla patologia, dai ricercatori dell’Università statunitense di Yale in base ad uno studio condotto su un gruppo di bambini che dimostrava una curiosa epidemia di artrite giovanile. I piccoli pazienti presentavano un eritema migrante dal quale sembrava conseguire poi la patologia multiorgano. Nel 1982 fu isolato e classificato il vero responsabile della malattia, da Willy Burgdorfer e A.G.Barbour; si trattava di un microrganismo appartenente all’ordine delle Spirochetales, genere Borrelia, e la specie isolata prese nome dal suo scopritore, burgdorferi.

Questo avveniva in America mentre in Europa, in cui la malattia aveva connotazioni cliniche un po’ diverse, vennero isolate due specie diverse di Borrelia: garinii e afzeli (che in America sono assenti) ad opera dell’ Istituto Pasteur di Parigi. Oggi la sua definizione è che si tratti di “ una malattia infettiva sistemica causata da certe specie di Borrelia e trasmessa dagli animali affetti (piccoli roditori, ma anche altri animali, che rappresentano il serbatoio naturale dell’infezione) all’uomo attraverso vettori artropodi ematofagi del Genere Ixodes” (che chiameremo zecche). Si può venire punti dalla zecca anche stando sdraiati su un prato o durante escursioni all'aperto. I sintomi della Malattia di Lyme sono molteplici e si distinguono in due fasi principali: dopo il morso della zecca incriminata (che passa perlopiù inosservato perchè indolore) possono passare dai quattro ai sessanta giorni (tempo di latenza lunghissimo) prima di accusare i primi sinomi, dapprima a carico della cute (fase preoce) e poi una seconda fase che coinvolge altri organi, come articolazioni, SNC, cuore, occhi…

La diagnosi dev’essere posta in tempi rapidi per una prognosi fausta altrimenti può evolvere drammaticamente per le complicanze o cronicizzarsi con esiti permanenti. Stando al dr. William Harvey, presidente del Comitato consultivo dei formazione della NASA (NASA Education Advisory Committee) il 94% delle persone affette da Morgellons sono state trovate positive al batterio associato alla malattia di Lyme e questo appare interessante quanto strano poichè proprio dove è più alta l'incidenza del Morgellons (California,Texas e Florida) si rileva una bassa incidenza della malattia di Lyme.

Spesso i pazienti affetti da Morgellons sono positivi al test di Fakuda per la diagnosi di Sindrome da Affaticamento cronico che prevede l’aderenza ad almeno tre fattori oltre il principale, che è la stanchezza debilitante e persistente da almeno sei mesi, tale da non permettere la metà delle attività di vita quotidiana, in assenza di altra patologia sottostante. Gli altri sintomi -almeno tre concomitanti- devono persistere o ricorrere da almeno sei mesi e possono essere linfoadenopatia cervicale o ascellare, dolori articolari, mialgie, cefalea atipica, faringodinia, difficoltà di concentrazione e/o memoria.

Pur trovando alcune ‘similitudini’ con il Morgellons, siamo davanti ad una sindrome diversa. Morgellons non ha a tutt’oggi una definizione ufficiale sanitaria e nosografica, che solo gli studi incrociati potranno portare a delineare.


Le cause della malattia: "polveri intelligenti"?

In un clima ancora del tutto incerto, meno che mai si conoscono le cause di questo preoccupante morbo, che nuove indagini si prefiggono di individuare. Emergono però all’attenzione delle coraggiose quanto allarmanti teorie correlate alle sofisticate scoperte tecnologiche del nostro tempo. Provengono da diversi studiosi accreditati, che se ne stanno formando un’idea abbastanza chiara in base a quello che hanno trovato analizzando le ‘fibre’ presenti sui pazienti. Il neurologo Edward Spencer, membro del Barkley City Council, confermando la diffusione del Morgellons, fa riferimento alle ‘polveri intelligenti’, una probabile strumento nanotecnologico. Ma che cosa significa esattamente? Chiamato anche 'smart dust' è un pulviscolo costituito da miriadi di microchip capace di mimetizzarsi nell'ambiente e di 'spiarlo' (trasportato anche da vettori inconsapevoli) captando ogni cosa come farebbero i nostri cinque sensi. Con la differenza che è invisibile.


Da dove arriverebbero queste "polveri intelligenti"?

Inquinamento atmosferico? Il National Register of Environmental Professional (NREP, americano) lo deve aver incluso come una delle cagioni della malattia, se ha allestito un’apposita unità di intervento per indagare su eventuali cause ambientali. Ma forse è qualcosa di più subdolo, di più cattivo. Qualcosa che è l'uomo a creare e diffondere per scopi non meglio identificati ma come al solito a farne le spese sono gli ignari cittadini.

Il dottor Janavoy attesta che i filamenti fibrosi che fuoriescono dalla pelle dei pazienti affetti da Morgellons non hanno nulla a che vedere con l’apparato pilifero dell’essere umano, né con peli né con capelli; non si tratta nemmeno di cellule né di parassiti: sarebbero ‘nanomacchine’ veicolate da insetti. Ancora questa parola che riporta alla ‘famigerata’ nuova frontiera della scienza: le nanotecnologie, così auspicate per risolvere numerosi problemi in campi variegati…La tossicologa Hildegarda Staninger ha accertato nel 2006, tramite esami di laboratorio, che il Morgellons è collegato alla presenza di frammenti di silicone e fibre di polietilene nell’organismo dei pazienti; anche lei è del parere che questi composti si usino nell’industria nanotecnologica per incapsulare virus geneticamente modificati, detti ‘viron’, estremamente più piccoli dei già microscopici virus. Le nanofibre del resto, viaggiano in dimensioni da 100 nanometri in giù. L’istologia cutanea dei pazienti esaminati ha messo in evidenza la presenza di tubicini di vetro e di silicone, in assenza di protesi di qualsiasi tipo eventualmente impiantate nell’organismo in oggetto.

La d.ssa, con il dr. Rahim Karjoo ha avanzato l’ipotesi di una possibile correlazione tra le tanto discusse ‘scie chimiche’ o chemtrails con l’incidenza della sindrome di Morgellons. Gli aerei emettono normalmente scie di condensazione (contrails) che svaniscono dopo pochissimi minuti mentre le chemtrails hanno caratteristiche assai differenti, perdurando nell’aria per ore, allargandosi a dismisura e formando nel cielo dei veri e propri incroci geometrici, delle ‘griglie’ che conterrebbero elementi chimici dannosi per l’atmosfera, nonché –una volta ricaduti a terra – per tutto quanto tocchiamo, mangiamo, respiriamo. Analizzando dei campioni di terreno in cui erano sicuramente ricaduti residui ‘dispersi’ nel cielo dalle verosimili scie ‘chimiche’, i due citati ricercatori hanno scoperto una sovrapposizione tra gli elementi individuati e quelli presenti nelle ‘fibre’ dei pazienti affetti da Morgellons. Entrambi riconducibili non certo a strutture cellulari (estranee all’organismo umano) ma a forme nanotecnologiche dalla funzione non determinata, creste però dall'uomo.

I filamenti si possono unire, allargare, espandere; alcuni hanno apparenze biologiche artificiali, cioè contenenti DNA o RNA, microrganismi, proteine, enzimi, plasmidi usati nell’industria delle nanotecnologie. Non ci sembra poco. Anche se il vero significato spetta codificarlo agli esperti. A meno che i due stiano facendo una crociata contro le industrie nanotecnologiche, bisognerebbe quanto meno rifletterci su. Non sappiamo se esista un reale legame tra l’inquinamento climatico, multifattoriale, e la malattia di Morgellons. Del resto, siamo già rassegnati a convivere con l’oscuro nemico che è l’inquinamento (visibile e invisibile) e che produce tante altre patologie. Ma aver cominciato a prendere coscienza di questa nuova piaga del ventunesimo secolo è già qualcosa; tuttavia la reazione più comune è di mostrarsi quasi increduli che possa esistere veramente un morbo del genere, che coglie tutti impreparati. Non si sa nemmeno bene come classificarla, come curarla, come gestirla, né di conseguenza come prevenirla e la tendenza del suo sviluppo per il futuro. Perchè Morgellons?

E’, al momento, uno dei misteri di questo neonato millennio.

Linkgrafia:

[1] http://www.morgellons.org/ (sito ufficiale della MRF) in inglese

www.dldewey.com/morgel.htm (in inglese)

http://www.tanker-enemy.tv/videos/playlist/17925-Morgellons-is-chemtrails-related

Si può trovare una traduzione italiana qui.

http://www.morgellons-disease-research.com/Morgellons-Message-Board/index.php?topic=204.0 (in inglese: intervento del dr. Edward Spencer del 12/05/06 al Berkeley City Council).

http://www.morgellons.eu/

Link correlato.


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TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

mercoledì 23 aprile 2008

Scie chimiche: una strategia di guerra psicologica?

Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che le scie chimiche siano parte integrante di una strategia di guerra psicologica, ossia aerei di ogni tipo e dimensione scorrazzerebbero nei cieli di quasi tutto il pianeta per distogliere l'attenzione delle persone da altre insidie e da altri problemi. Credo che l'operazione scie chimiche possa anche rivestire, almeno in parte, questo ruolo: infatti, mentre gli studiosi del fenomeno e cittadini fortemente in apprensione per i danni causati dall'attività clandestina, volgono lo sguardo all'insù, altri progetti dell'agenda globalista vengono attuati ad uno ad uno, dal controllo della popolazione per mezzo della videosorveglianza, di leggi sempre più coercitive e del denaro elettronico, alla militarizzazione della società e dello spazio, dalla diffusione di sistemi anti-sommossa alle speculazioni finanziarie più deleterie per l'economia mondiale.

Tuttavia, chi intende sostenere toto corde l'ipotesi delle scie come strumento di penetrazione psicologica, escludendo altri fini, dimentica che le chemtrails sono il volano di un'operazione planetaria da cui dipendono moltissime conseguenze ambientali, climatiche, economiche, sociali... Sono, in altre parole, il fulcro di una nefanda politica globale dalle molteplici e tutte deleterie implicazioni.

Ora, è pur vero che gli orditi celesti, le linee serpeggianti, le scacchiere, gli zigzag... creano uno spettacolo grottesco e che, per la sua straordinaria bruttezza, può attirare lo sguardo di qualche distratto automa, ma gli spettacoli si inscenano per un pubblico, mentre i voli chimici sono "contemplati" da un numero irrisorio di persone. Una sala cinematografica in cui si recano pochissimi spettatori viene chiusa, prima o dopo. A questo punto, constatato lo scarso successo della pantomima chimico-biologica, il regista avrebbe optato per un'altra produzione, dalle speranze di maggiore successo.

Mi pare quindi un’ipotesi poco persuasiva ed ingannevole: essa non considera l’abnorme dispendio finanziario, l’inimmaginabile organizzazione logistica dell’attività, scivolando in un pericoloso riduzionismo. Tale congettura inoltre dimentica, come si accennava, i danni reali all’agricoltura, gli stravolgimenti meteorologici e climatici, gli aspetti militari della questione, soprattutto la trasformazione degli uomini in esseri bionici. Nel contempo, si consideri che le irrorazioni vengono, ogni qual volta possibile, dissimulate con diverse tattiche. Dobbiamo quindi credere che i demoni abbiano ideato un altro stratagemma per frastornare la gente? Non è la massa forse già controllata ed eterodiretta? Occorre forse che si giri il film delle scie chimiche per distrarla, laddove fanno perfettamente alla bisogna la televisione, le onde elettromagnetiche, il bieco consumismo e mille altri sciagurati sistemi del nostro mondo ipertecnologico ed iperstupido?

Certi personaggi si spingono oltre: non solo affermano che le scie sono un mezzo per depistare da altri piani, ma anche affermano, con sospetta sicumera, che le patologie causate dalle chemtrails tra cui il Morgellons, sono il risultato di fantasie. Ebbene, costoro, se non sono del tutto idioti, sono dei disinformatori infiltrati in siti insospettabili. Insospettabili sono altresì questi "ricercatori": più realisti del re, all'apparenza critici spietati del N.W.O., talora si tradiscono, rivelando la loro spregevole natura di consiglieri fraudolenti, di messaggeri di menzogne.


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martedì 22 aprile 2008

“Scie chimiche” nel cielo della capitale (tratto da Abitare a Roma . net)

Sulla testa dei cittadini romani per quasi tutto il pomeriggio del 20 aprile 2008

di Alvaro Colombi - 21/04/2008


Domenica pomeriggio 20 aprile 2008, finalmente, le abbiamo avvistate anche noi nel cielo di Roma. E adesso ci rimane più difficile essere d’accordo con quanti riconducono il fenomeno alle normali scie di “condensazione” rilasciate da aerei civili o commerciali. Perché le scie che da qualche anno, perfettamente visibili, fanno la loro comparsa nei cieli del pianeta, sono più larghe, persistenti e non si dissolvono in pochi minuti, si espandono anzi in uno strato uniforme biancastro.

Gli studiosi che se ne occupano le chiamano “scie chimiche”, o meglio “chemtrails” (contrazione di “chemicaltrails”) e ne parlano in termini allarmanti.

Si dice, forse per esorcizzare il fenomeno, che esistono centinaia di brevetti nel mondo riguardanti il monitoraggio del clima. Ed è vero. Tra questi il progetto H.A.A.R.P., acronimo di High frequency Active Auroral Research Project, nato (ufficialmente) per studiare le proprietà della ionosfera e le tecnologie nelle comunicazioni radio applicabili nel campo della difesa. Un programma del Dipartimento della Difesa degli Usa che rientra nel progetto “Guerre stellari”, avviato negli anni ottanta dall’amministrazione Reagan e portato avanti da Bush.

Ma se gli scopi, come nel caso del programma americano, sono solo scientifici, come spiegare la reticenza dei media ufficiali impegnati, al contrario, in un’ampia campagna di disinformazione su tale questione?

Il silenzio dei governi o degli enti governativi, che non hanno mai confermato, è bene dirlo, l’esistenza delle scie chimiche, ha indotto molti ricercatori ad indagare e raccogliere indizi e informazioni che, in qualche modo, potessero far luce sul fenomeno. Con ottimi risultati se è vero che, in diverse parti del mondo dove la presenza delle scie è più continua, nell’acqua, nelle polveri e nei terreni sono stati rilevati sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti. Tutti composti chimici notoriamente dannosi per l’ambiente e la salute umana.

Tra gli studiosi ormai si fa strada la convinzione che l’irrorazione, divenuta più intensa con l’inizio del nuovo millennio, sia legata a scopi militari e per questo in relazione col progetto HAARP.

A ciò si aggiunge la testimonianza di numerose persone che hanno visto delle lunghe scie lasciate da aerei bianchi, simili a tanker militari, privi di insegne o livree identificative.

Quello che sta succedendo non lo sappiamo. Sappiamo però che di qualsiasi cosa si tratti i cittadini del pianeta avrebbero diritto ad essere informati.

Fonte: Abitare a Roma . net


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lunedì 21 aprile 2008

Scie chimiche: DORizzazione finale del pianeta? (articolo di Alessandro Rosselli -Terza parte)

Reich ed altri suoi colleghi diedero degli avvertimenti sul pericolo costituito dalle apparecchiature elettroniche e dagli impianti nucleari, già negli anni ‘40 e ’50 del XX secolo, ma solo oggi possiamo consultare studi epidemiologici che confermano i loro effetti negativi. Parte di questo problema è nascosto attraverso il pretesto che, dimostrando semplicemente una correlazione fra due eventi, non si prova la causalità. Questa, nella maggior parte dei casi, è una politica molto saggia, ma non è applicata in modo regolare nel mondo della scienza. I concetti ortodossi sono raramente soggetti a valide analisi critiche, basate sulla loro incapacità a rispondere a questi precisi criteri, mentre alle ricerche non ortodosse sono negati i fondi o semplicemente sono osteggiate. o represse per qualsiasi debolezza possono avere. Gli industriali inquinatori possono anche sollevare questo problema per evitare di prendersi la responsabilità per i danni ambientali che hanno compiuto.

Circa la questione energetica, secondo i migliori calcoli dei fisici, il basso livello di radiazione non dovrebbe avere una conseguenza deleteria sugli organismi viventi. L’energia presente nella radiazione a basso livello, come rilevato con gli strumenti convenzionali per la rilevazione di radiazioni è insufficiente per causare danni significanti. Tuttavia, il danno avviene. Richiamo l’attenzione sugli strumenti convenzionali per il rilevamento delle radiazioni, perché un importante errore dei fisici è che, se uno strumento non misura un disturbo ambientale, allora non é avvenuto nessun disturbo. Qui l’errore poggia sulla falsa presupposizione che i normali strumenti di rilevazione dell’energia debbano registrare il 100% di ogni disturbo. Questa presupposizione non è probabile ed è contraddetta dall’analisi biologica o epidemiologica che dimostra che un effetto esiste. Si nota inoltre una grande diffidenza nell’ambito dell’establishment scientifico, perché persone che si ammalano a causa dei nostri moderni apparecchi, che irradiano energia, spesso non solo non sono credute, ma sono anche guardate in modo sospetto. E’ precisamente qui che le scoperte di Reich sull’energia orgonica forniscono un chiarimento, giacché l’energia vitale ed i disturbi correlati ad una sua carenza non possono essere rilevati con strumenti ordinari sensibili alle radiazioni nucleari ed all’energia elettromagnetica. Si deve modificare lo strumento o si devono usare metodi interamente differenti per captare i disturbi. L’orgone è anche un continuum di energia che connette e fornisce un collegamento fra la le applicazioni, installazioni o dispositivi nocivi (impianti nucleari, torri per microonde, luci fluorescenti, televisori etc.) e l’organismo interessato. Come il campo locale di energia orgonica della Terra o il campo energetico di una casa è disturbato da questi dispositivi, così anche la sfera di energia orgonica di una persona diventa disturbata in quell’ambiente.

La fisica contemporanea riconosce parzialmente queste connessioni, in quanto è assodato che le bombe atomiche, i reattori nucleari e le relative installazioni irradiano neutrini teoretici, non schermabili, non rilevabili, in tremenda quantità. Questi neutrini fluiscono dalle installazioni, penetrando tutti i tipi di schermature per le radiazioni. Teoricamente i neutrini non provocano nessun danno, ma questa è puramente una presupposizione speculativa. Il principale fatto osservato è che, secondo le più accreditate teorie della fisica classica, notevole energia non rilevabile con apparecchi ordinari per radiazioni, è persa costantemente dal cuore dei reattori nucleare.

Dalla prospettiva delle constatazioni di Reich, appare che questa perdita di energia non è scaricata sotto forma particelle, ma è irradiata direttamente nel continuum di energia orgonica, che diventa sovraccarica. Data la capacità dell’energia orgonica di penetrare le sostanze materiali, questa perturbazione energetica si propaga rapidamente fuori, attraverso la schermatura del reattore per intaccare le creature viventi ed il tempo atmosferico nella zona circostante l'impianto.

In modo analogo, si pone il problema delle malattie provocate dall’elettromagnetismo a basso livello. Tale radiazione non dovrebbe causare malattie, ma è ciò che avviene. La difficoltà teoretica qui è che la fisica afferma che queste onde elettromagnetiche sono trasmesse attraverso la regione ed intorno al globo senza nessun elemento di trasmissione, ossia nel vuoto. Ma le particelle/onde nucleari ed elettromagnetiche hanno bisogno di un medium attraverso il quale essi si possano propagare. Sulla questione del vettore delle interazioni energetiche, vedi Etere o non etere?

Dispositivi ed installazioni nucleari ed elettromagnetiche hanno effetti deleteri sulla salute di chi ci lavora e delle persone che vivono nelle vicinanze, sia che si accetti il punto di vista bioenergetico qui delineato sia che lo si rifiuti. In genere, i rischi per la salute non sono distribuiti uniformemente fra una data popolazione. Certe persone con livello energetico molto alto, o molto basso e, in generale, i giovanissimi e le persone molto anziane, sono più sensibili a queste energie perniciose e quindi esse reagiranno più rapidamente e vigorosamente verso di loro.

Si possono citare alcuni casi concreti. Incontrai una segretaria che non era in grado di passare da una macchina per scrivere ad un computer word/processor. Ogni volta che sedeva di fronte al computer, sviluppava un sapore metallico in bocca e provava nausea. Questi sintomi potevano rimanere per settimane, dopo una singola esposizione al computer. Il suo capo ed i suoi amici pensavano che fosse matta, ma la donna era semplicemente più sensibile di quanto non fossero i colleghi ed il principale. In un altro caso, incontrai un uomo che viveva ad un miglio da una grande torre radiotrasmittente, che irradiava l’intera regione con una forte dose di elettromagnetismo alle frequenze delle onde radio e delle microonde. Con il tempo, egli comprese la gravità della sua situazione: il suo bambino aveva contratto la leucemia ed egli dovette allontanarsi dalla zona.

Leggi qui la seconda parte.


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sabato 19 aprile 2008

Sempre meno acqua (articolo di Anna Ermanni)

Le scie chimiche colpiscono ancora! Ora in Spagna la situazione idrica, come preveddemmo tempo fa (vedi Missione compiuta!), è divenuta allarmante: infatti la penisola iberica, alla quale si approssimano le umide perturbazioni atlantiche, è al centro di un inenarrabile attacco sferrato con gli aerei della morte. In questo modo le precipitazioni sono diminuite in modo drastico in questi ultimi anni. Nulla c'entra il cosiddetto "riscaldamento globale" che, anzi, cagionando un aumento dell'evaporazione e della traspirazione, dovrebbe propiziare un'intensificazione della frequenza delle piogge. La vera causa della siccità deve essere ricercata nelle manipolazioni climatiche che sconvolgono gli equilibri naturali e determinano situazioni favorevoli per le élites: esse mirano a controllare non solo le fonti energetiche, ma anche le risorse alimentari ed il prezioso liquido.

Colgo l’occasione per ricordare l’iniziativa dell’amico Freenfo denominata “Osservatorio sulla siccità”.



Non esagera chi asserisce che si è iniziata la “guerra dell'acqua”. Non si tratta di catastrofismo, bensì di puro realismo.

Recentemente alcuni climatologi, guidati dal dottor Mark Zeitoun, del Centre for Environmental Policy and Governance della London School of Economics, hanno presentato i risultati di uno studio a dir poco inquietante sulle mutazioni climatiche in Europa e sulle possibili implicazioni future.

La Spagna deve fare i conti con la carenza d'acqua. A Barcellona non c'è acqua e la regione catalana sta attraversando la peggiore siccità degli ultimi dieci anni, tanto che il governo spagnolo sta pianificando la possibilità di acquistare l'acqua dalla vicina Francia. Il trasporto verrebbe compiuto per mezzo di navi dal porto di Marsiglia.

Secondo i ricercatori, la situazione spagnola è solo l'inizio, in quanto, in un futuro abbastanza vicino, anche molti altri paesi si troveranno nelle stesse condizioni della Spagna. A causa del surriscaldamento – spiegano i climatologi – molte regioni del bacino mediterraneo soffriranno di lunghi periodi di siccità. Oltre alle gravi conseguenze all'ecosistema derivate dall'inaridimento, ciò potrà innescare altri problemi devastanti come lo scoppio di conflitti e l'inasprirsi dei conflitti in corso. Queste considerazioni generano fortissima apprensione nella comunità internazionale.

Si chiederà qualcuno: invenzioni? No, fatti! Già in corso!

Ad esempio, Zeitoun si preoccupa delle strategie dell'autorità palestinese con Israele che gestisce il 90 per cento delle riserve di acqua condivise dai due stati. I Palestinesi stanno valutando (come gli Spagnoli) le possibili soluzioni tra cui acquistare l'acqua dalla Turchia, anch'essa confrontata dall'inasprirsi delle relazioni con la Siria e l'Iraq. Il Tigri e l'Eufrate nascono in Turchia, ma poi sconfinano in Siria ed in Iraq. Il governo turco ha pensato bene di costruire delle dighe nel proprio territorio, ma ciò ha causato una forte riduzione della portata dei corsi d'acqua. Ne consegue che il malcontento della Siria e dell'Iraq acuisce la tensione con la Turchia che, tra l'altro, esporta acqua a Cipro, con il benestare di Israele che, in cambio, le fornisce armamenti.

Questi sono segnali molto eloquenti dell'inizio di nuovi conflitti correlati alla carenza d'acqua, concludono i ricercatori.

Leggi qui l'articolo sul sito Ecplanet.com



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venerdì 18 aprile 2008

Bario: gli studi di Clifford Carnicom (di Calaminta blog)

Il lavorio dei disinformatori, personaggi invidiosi, inetti, inutili, ignoranti, continua senza sosta, ma essi non hanno inteso che è controproducente per la loro ignobile causa: infatti, quanto più si affannano nel tentare, adducendo argomenti pseudo-scientifici e petizioni di principio, di negare la realtà delle scie chimiche, tanto più si moltiplicano le persone che aprono gli occhi, soprattutto insospettite dall'accanimento di chi afferma che le scie chimiche sono una leggenda metropolitana.

Se avessero un briciolo di sale in zucca, i disinformatori tacerebbero per evitare di sollevare tutto questo polverone sul problema. Teste di legno! Non hanno capito che essi non possono neppure provare ad affossare la verità, perché da stolti quali sono mai la riconosceranno. Intanto, come si accennava, tra gli altri, l'accorta ideatrice del Calaminta blog, compresa la rilevanza della questione, ha tradotto ed elaborato due testi in cui sono riportate alcune allarmanti conclusioni dell'ingegnere statunitense, Clifford Carnicom, sul bario contenuto nelle scie chimiche.



LIVELLI DI BARIO IN ATMOSFERA SUPERIORI AL LIMITE DI SICUREZZA

Secondo gli studi condotti dallo scienziato statunitense Clifford E. Carnicom la presenza di Bario nell'atmosfera terrestre supera di 8 volte la soglia di sicurezza stabilita dall'EPA, agenzia governativa ambientale USA.

La tossicità del Bario è comparabile a quella dell'Arsenico. Secondo l'E.P.A., non è salutare per gli esseri umani respirare aria contenente più di 5 parti per milione di Bario (lo stesso limite indicato per l'Arsenico). Le ultime ricerche indicano che siamo stati esposti a livelli di Bario atmosferico di gran lunga superiori (circa 8 volte) al limite di sicurezza.

"E' stata eseguita una stima analitica preliminare della concentrazione di composti di bario nei campioni atmosferici sottoposti ad analisi. Questa stima eccede il limite per l'esposizione umana agli agenti contaminanti diffusi nell'aria [...]. I test sui campioni atmosferici continuano a confermare la presenza di composti di bario. I test comportano una varietà di metodi d'indagine, incluso l'uso di filtri di ionizzazione, filtri elettrostatici, filtri HEPA, filtri ad alte temperature.

I metodi di analisi includono solubilità, pH, precipitazione, cromatografia, elettrodi, elettrolisi, spettrografia e test di comparazione spettrografica. Le agenzie ambientali pubbliche sono state esortate ad intraprendere un processo di verifica dei metodi di analisi, per confermare o confutare i risultati che sono stati stabiliti. Le forme solubili di bario sono altamente tossiche, comparabili con i livelli di tossicità dell'arsenico". (Fonte: Carnicom.com)

Codice legale degli Stati Uniti
U.S. House of Representatives, Title 50/Chapter 32, Sec 1520a

Restrizioni sull'utilizzo di soggetti umani per i test di agenti chimici o biologici A. Attività Proibite - Il Segretario della Difesa non può condurre (direttamente o per contratto) (1) nessun test o esperimenti che comprendano l'utilizzo di agenti chimici o biologici sulla popolazione civile; o (2) nessun test di agenti chimici o biologici su soggetti umani.

Gli esperimenti biologici sui civili sono proibiti e considerati una grave violazione della Convenzione di Ginevra (Convention IV, Art. 147).


BARIO, CHEMTRAILS E IMMUNOSOPPRESSIONE USA: ANALISI CONFERMANO PRESENZA BARIO

(di Bob Lee, fonte Rense.com)

Crescenti prove suggeriscono che il fenomeno delle "chemtrails" è molto più serio di un semplice "aereo che rilascia vapore acqueo nel cielo". Il lavoro di ricerca di Clifford Carnicom sostiene la possibilità di aumento del bario precipitato nell'acqua piovana raccolta nelle aree in cui si è verificato recentemente lo spray di chemtrails.

Quali sono gli effetti del bario, un metallo pesante, sugli esseri umani? Pecanha e Dos Reis (1989) riportarono in un articolo intitolato "Eterogeneità funzionale nel processo di attivazione dei linfociti T; il bario blocca diverse modalità di attivazione dei linfociti T, ma risparmia un'unica funzionalità delle cellule T sottoposte all'attivazione PHA". Pubblicato nel maggio 1989 in "Immunologia clinica sperimentale": "Tutte le modalità dell'attivazione delle cellule T, eccetto la mitogenesi PHA indotta, vengono bloccate dal Ba2+ (bario) in maniera reversibile e relativa alla dose".

In altre parole, il bario rende inattive le cellule T del corpo. Le cellule T sono una fondamentale componente del sistema immunitario. Insieme ai linfociti OKT4+ inducono le cellule T ad indirizzare l'attacco delle cellule OKT8 verso gli antigeni estranei (batteri invasivi o virus).

In estrema sintesi, il bario può disattivare il sistema immunitario.


SURRISCALDAMENTO GLOBALE: IL BARIO E' RESPONSABILE DELLE ELEVATE TEMPERATURE (C.CARNICOM)

E' stato svolto uno studio per esaminare il ruolo delle operazioni di aerosol in relazione al riscaldamento globale.

Da molto tempo è stato proposto che tali operazioni hanno l'effetto di aggravare lo stato di riscaldamento del pianeta, e che esse non mostrano alcuna prospettiva di raffreddamento per la terra come molti hanno sostenuto. Ciò si pone in diretta contraddizione con molte delle diffuse nozioni che comunemente circolano al loro riguardo e cioè che tali operazioni sono in qualche modo intese per il nostro bene ma che è meglio che la loro vera natura rimanga segreta e nascosta al pubblico dominio. [...]

Leggi qui il seguito dell'articolo pubblicato nell'aprile 2007.



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mercoledì 16 aprile 2008

Negli interstizi: la R.A.I. è una rete satanista?

Certi dominatori biechi e satanicamente illuminati curano di spegnere ogni fuoco spirituale. […] Poiché il satanismo è profonda quanto perversa conoscenza, essa saprà adoperare a questa sua bisogna, pervertendole, le sublimi illuminazioni di Lao Tsu: “I sapienti al potere svuotano i cuori e riempiono le pance, badano a che il popolo sia senza conoscenza né impulsi e che coloro i quali hanno conoscenza non osino operare. E’ difficile governare il popolo, se possiede troppo conoscenze”. (E. Zolla, Le meraviglie della natura)

I malvagi hanno la bontà sulle labbra più dei buoni (Paracelso, De matrice)

Non è agevole comprendere non tanto i piani della sinarchia quanto le loro strategie di dissimulazione. Come notavo nel testo Gli infiltrati, essi si intrudono in maniera molto subdola tra comitati di cittadini, siti di informazione indipendente, movimenti, partiti... Questi infiltrati operano come gli Achei quando decisero di espugnare Ilio, con lo stratagemma del cavallo. Essi sono simili a virus che restano latenti in attesa di aggredire l'organismo, non appena il sistema immunitario si indebolisce.

Dobbiamo quindi osservare gli interstizi dove si annidano costoro. Il diavolo si nasconde nei particolari e nei messaggi subliminali. Propongo un esempio: consideriamo una nota trasmissione come Voyager. Il conduttore Roberto Giacobbo è certamente all'oscuro della scaltra azione per opera di individui che agiscono per insinuare segni occulti, per oscurare le verità scomode, enfatizzando particolari insignificanti o ridicolizzando, anche se in modo molto velato ed indiretto, ricerche serie. Consideriamo il logo di Voyager, quella V cubitale simile ad una radice quadrata, lettera che echeggia la celebre V del grillo, la V di Visitors e di V per vendetta. Tutte le V portano lì... Chi crediamo che si celi dietro certi loschi progetti?

Nella puntata di Voyager che dedicò un servizio alle chemtrails sono stati inseriti dei fotogrammi subliminali, proprio all’interno dell’inchiesta sulle chemtrails. I fotogrammi, che durano una brevissima frazione di secondo, mostrano una freccia diretta verso il basso (con evidente significato di inversione, di stravolgimento e di catabasi infernale) e la frase Splice here, Unisci(ti) qui, ossia a noi, seguaci di… [1] Lo sono. Lo sono: chi ha il terzo occhio per guardare, guardi.

E' incredibile quanto siano diffusi certi culti nefandi ed abominevoli negli ambienti più insospettabili, dietro una facciata di rispettabilità. Snidare questi agenti dell'inganno non è difficile: talora sono personaggi carismatici, reputati difensori degli inermi cittadini. Denunciano il pericolo costituito dalle nanoparticelle degli inceneritori, ma tacciono sulle scie chimiche. Studiano l'etere, ma negano la realtà delle chemtrails. Conducono inchieste sugli scandali italiani, ma aderiscono alla versione ufficiale sul 911. Affermano di combattere per i diritti calpestati, ma sono favorevoli all’energia nucleare. Rivelano per censurare, scoprono altarini, ma solo per depistare.

A volte è più arduo smascherarli: sono busti di cera televisivi che orchestrano innocui programmi "culturali", in cui si magnificano gli o.g.m., l'energia atomica, i "termovalorizzatori", i microprocessori che consentono di ritrovare i bambini scomparsi... Tutto nell'interesse della gente. Come sono umani! E' la televisione della crudeltà sotto le sembianze dell'intrattenimento o della divulgazione "scientifica". La forza di infiltrati e disinformatori è nel loro mimetismo. Si mimetizzano come camaleonti, pronti a catturare l'insetto con la loro lingua lunghissima e vischiosa. Usano la lingua per adulare, per mentire e blandire. Ci ricorda Virgilio: Latet anguis in herba, Si nasconde nell’erba il serpente. Costoro sono serpenti, rettili, forse non soli in senso metaforico.

[1] Abbiamo potuto appurare che si tratta di una consuetudine del programma: questi equivoci fotogrammi sono introdotti in tutti i servizi di particolare significato esoterico, archeologico, ufologico etc.

In realtà viene usato un simbolo impiegato nei softwares di editing. Non si capisce però perché viene inserito capovolto e per pochissimi istanti e perchè solo nel servizio sulle scie chimiche. Sembra un palese utilizzo subliminale di un'immagine nota solo ai tecnici video, ma con scopi ben diversi.


Addendum (Grazie a R.V. per le preziose informazioni)

Magari sono solo innocui simboli, ma...

[...] Per meglio comprendere a che livelli è infiltrata la massoneria, è necessario tornare indietro di qualche anno e precisamente all’11 luglio 2002 quando il Gran Maestro Giuliano Di Bernardo deposita a Roma, presso un notaio, l’atto costitutivo degli Illuminati, la cui sede si trova al numero 31 in piazza di Spagna.

Membri di quest’ordine, che ricorda gli Illuminati di Baviera, sono: Carlo Freccero (già direttore di Rai2 ed ex programmista di Fininvest), Rubens Esposito, (avvocato responsabile degli affari legali per la Rai), Sergio Bindi (tredici anni consigliere di amministrazione della Rai). [...]
http://www.disinformazione.it/cade_il_governo.htm

La RAI sembra un luogo di coltura della massoneria, se è vero, come testimonia il professor Aldo Mola, che al Grande Oriente giunse a un certo punto in dote una Loggia coperta, retta dal Venerabile Giorgio Ciarocca, alto funzionario del Servizio pubblico, di cui facevano parte Cesare Merzagora, Eugenio Cefis, Giuseppe Arcaini, il genero di Fanfani Stelio Valentini, il comunista Gianni Cervetti, nonché Guido Carli, Enrico Cuccia, Raffaele Ursini, Michele Sindona, il cardinale Franziskus Konig, e l'antico direttore generale della RAI Ettore Bernabei, notoriamente soprannumerario dell'Opus Dei.
http://panenutella.wordpress.com/2007/11/27/muratori-ditalia-unitevi-massoneria-alla-riscossa/

Articolo il secolo XIX Freccero "A Savona nessuno tocca i massoni".
http://www.truciolisavonesi.it/articoli/numero133/magnano.pdf

Massoneria, in onda l'inchiesta

Decide Freccero, dopo un incontro col Gran Maestro Gaito. Ma è polemica: una guerra a distanza tra il capo delle Logge e la Federazione della Stampa.
http://archiviostorico.corriere.it/1997/...


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