domenica 27 aprile 2008

I "rainmakers" thailandesi: come spacciare le scie velenose per interventi atti a favorire le piogge

Sappiamo che Al Jazeera è una rete mainstream, dunque ammanisce una mezza verità in questo articolo sui "maghi della pioggia", intrecciata a molte menzogne. Riflettiamo: il testo, tratto da Vedo sento parlo, è un modo obliquo per spacciare le operazioni chimiche-biologiche in Thailandia come lodevoli interventi per propiziare le piogge, mentre la nebbia stagnante, fenomeno diffuso anche in Italia in zone lontane da insediamenti urbani ed industriali, è legata soprattutto proprio alle scie chimiche. Siamo così gonzi da credere che i governi si adoperino per i cittadini? Perché i rainmakers dovrebbero agire, quando la stagione delle piogge in Indocina è ormai prossima? E' molto più credibile pensare ad un'inseminazione delle nubi con veleni, affinché essi ricadano al suolo insieme con le precipitazioni.


Qualche giorno fa il sito in lingua inglese di Al Jazeera ha pubblicato un articolo curioso.


Non è una novità che, nel nord della Thailandia, in particolare nella provincia di Chiang Mai, capiti che ad aprile si formi una cappa di smog dovuta ai numerosi incendi nelle foreste circostanti ed all’annosa pratica degli abitanti dei villaggi di bruciare qualsiasi tipo di rifiuto nel giardino di casa.

Inoltre aprile è l’ultimo mese della stagione secca prima dell’arrivo delle piogge, quindi il concentrato di inquinamento e fumi da incendi è talmente alto da provocare puntualmente, da anni, questa foschia stagnante.

Il governo thailandese, per cercare di porvi rimedio, già da qualche tempo ha deciso di impiegare alcuni aerei della King Air che sorvolano la zona interessata, rilasciando nell’aria una mistura di sale (?), ioduri di argento e ghiaccio secco (CO2) con l’obiettivo di “inseminare” le nuvole, aumentandovi la quantità dei nuclei di condensazione inclusi nelle gocce d'acqua o di ghiaccio e far quindi piovere.

I rainmakers sono certi di avere un qualche successo, ma ammettono il limite principale: è basilare la presenza di nuvole nel cielo da “inseminare”.

Comunque gli abitanti della zona confidano speranzosi nel successo dei rainmakers anche perché, con questa cappa di smog, stanno naturalmente aumentando i casi di asma, mal di gola e prurito agli occhi.

Ma, più in generale, è nell’intero paese che la situazione sul fronte dell’inquinamento sta peggiorando, anche a causa del fatto che sono tollerati livelli ben più elevati di quelli accettati nell’Unione Europea, per esempio.

Sembra, però, evidente che il lavoro dei rainmakers continuerà anche in futuro, ma finora nel paese non è mai stato sfiorato l’argomento di un eventuale ulteriore peggioramento della qualità dell’aria, causato proprio dalle sostanze irrorate dagli aerei dei rainmakers.

In tal caso, però, anche i Thailandesi dovrebbero affrontare la questione delle “scie chimiche”.

Forse tra 50 anni… forse.

Leggi qui l'articolo pubblicato da Vedo sento parlo.


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