sabato 19 aprile 2008

Sempre meno acqua (articolo di Anna Ermanni)

Le scie chimiche colpiscono ancora! Ora in Spagna la situazione idrica, come preveddemmo tempo fa (vedi Missione compiuta!), è divenuta allarmante: infatti la penisola iberica, alla quale si approssimano le umide perturbazioni atlantiche, è al centro di un inenarrabile attacco sferrato con gli aerei della morte. In questo modo le precipitazioni sono diminuite in modo drastico in questi ultimi anni. Nulla c'entra il cosiddetto "riscaldamento globale" che, anzi, cagionando un aumento dell'evaporazione e della traspirazione, dovrebbe propiziare un'intensificazione della frequenza delle piogge. La vera causa della siccità deve essere ricercata nelle manipolazioni climatiche che sconvolgono gli equilibri naturali e determinano situazioni favorevoli per le élites: esse mirano a controllare non solo le fonti energetiche, ma anche le risorse alimentari ed il prezioso liquido.

Colgo l’occasione per ricordare l’iniziativa dell’amico Freenfo denominata “Osservatorio sulla siccità”.



Non esagera chi asserisce che si è iniziata la “guerra dell'acqua”. Non si tratta di catastrofismo, bensì di puro realismo.

Recentemente alcuni climatologi, guidati dal dottor Mark Zeitoun, del Centre for Environmental Policy and Governance della London School of Economics, hanno presentato i risultati di uno studio a dir poco inquietante sulle mutazioni climatiche in Europa e sulle possibili implicazioni future.

La Spagna deve fare i conti con la carenza d'acqua. A Barcellona non c'è acqua e la regione catalana sta attraversando la peggiore siccità degli ultimi dieci anni, tanto che il governo spagnolo sta pianificando la possibilità di acquistare l'acqua dalla vicina Francia. Il trasporto verrebbe compiuto per mezzo di navi dal porto di Marsiglia.

Secondo i ricercatori, la situazione spagnola è solo l'inizio, in quanto, in un futuro abbastanza vicino, anche molti altri paesi si troveranno nelle stesse condizioni della Spagna. A causa del surriscaldamento – spiegano i climatologi – molte regioni del bacino mediterraneo soffriranno di lunghi periodi di siccità. Oltre alle gravi conseguenze all'ecosistema derivate dall'inaridimento, ciò potrà innescare altri problemi devastanti come lo scoppio di conflitti e l'inasprirsi dei conflitti in corso. Queste considerazioni generano fortissima apprensione nella comunità internazionale.

Si chiederà qualcuno: invenzioni? No, fatti! Già in corso!

Ad esempio, Zeitoun si preoccupa delle strategie dell'autorità palestinese con Israele che gestisce il 90 per cento delle riserve di acqua condivise dai due stati. I Palestinesi stanno valutando (come gli Spagnoli) le possibili soluzioni tra cui acquistare l'acqua dalla Turchia, anch'essa confrontata dall'inasprirsi delle relazioni con la Siria e l'Iraq. Il Tigri e l'Eufrate nascono in Turchia, ma poi sconfinano in Siria ed in Iraq. Il governo turco ha pensato bene di costruire delle dighe nel proprio territorio, ma ciò ha causato una forte riduzione della portata dei corsi d'acqua. Ne consegue che il malcontento della Siria e dell'Iraq acuisce la tensione con la Turchia che, tra l'altro, esporta acqua a Cipro, con il benestare di Israele che, in cambio, le fornisce armamenti.

Questi sono segnali molto eloquenti dell'inizio di nuovi conflitti correlati alla carenza d'acqua, concludono i ricercatori.

Leggi qui l'articolo sul sito Ecplanet.com



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