venerdì 29 agosto 2014

"Meteoweb" e "Scientificast" confezionano un falso nel patetico tentativo di confutare Tanker enemy

La pseudo-scienza al servizio della disinformazione e del negazionismo.

In risposta alle nostre confutazioni in merito allo strumento Flir serie E8 ed alla possibilità di misurare con precisione i valori termici delle scie chimiche (Vedi QUI e QUI), dimostrando quindi che non si tratta di "contrails", i responsabili di meteoweb.eu e lo stesso chimico del C.I.C.A.P. nonché ideatore del sito scientificast.it, Simone Angioni hanno pontificato, con i soliti toni derisori, che le loro affermazioni erano corrette e che eravamo noi a non avere competenze per usare certe apparecchiature.

In sintesi, essi, basandosi su una mail palesemente falsa [1], hanno ribadito che la termocamera Flir serie 8 non è in nessun modo in grado di verificare la temperatura di un qualsiasi oggetto posto oltre i 3 metri e tanto meno rilevare le condizioni termiche di una scia. Ora, a conferma definitiva che certi "scienziati" mentono per habitus, dimostrando di non poter usare altro che la mistificazione nel vano tentativo di negare verità scomode, vi mostriamo la risposta che il tecnico della PCE instruments ci ha inviato, alla riapertura dell'azienda dopo il periodo di ferie. Era il messaggio che attendevamo per chiudere definitivamente la bocca a questi venditori di pentole. Nella mail si legge quanto segue:

"Gentile Cliente, tutte le termocamere sono in grado di misurare all’esterno. Non c’è una distanza massima o minima, l’unica cosa è che quanto più ci si allontana dall’oggetto tanto più le immagini risultano meno nitide. Per ulteriori informazioni ci contatti telefonicamente.

Morale: Meteoweb ha mentito in modo spudorato e quelle scie che rilevano la temperatura di +7° Celsius non sono scie di condensazione. La domanda che ora ci si pone è la seguente: "Chi sono i ciarlatani ed i falsari?". Questi personaggi dovrebbero essere denunciati per falso materiale.


[1] Il falso ideologico consiste nel sostenere il falso in un documento ufficiale. È una delle «falsità in atti», come sono chiamati i reati che implicano la falsificazione di documenti con dichiarazioni diverse da quelle vere oppure la creazione di documenti falsi. Nel primo caso si parla di falso ideologico e nel secondo di falso materiale. Le pene variano a seconda del ruolo dell’imputato (pubblico ufficiale o privato) e del documento falsificato. Arrivano a 2 anni di reclusione.

AGGIORNAMENTO

Un'ulteriore conferma proviene dalla viva voce di un responsabile vendita della termocamera Flir serie 8. la registrazione audio è ascoltabile qui.

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giovedì 28 agosto 2014

Salento: è allarme per la Xylella fastidiosa, il batterio che uccide gli olivi (articolo di Federica Sterza)

La geoingegneria clandestina miete un’altra vittima, l’ennesima. E’ la volta degli olivi salentini che sono aggrediti da un batterio, conseguenza diretta o indiretta di decenni funestati dalle operazioni chimico-biologiche. A furia di tendere la corda, la si spezza. Di fronte ad una questione tanto grave, suonano quasi comiche e grottesche le istanze dell’Assessore all’agricoltura, Fabrizio Nardoni. Costui evidentemente ignora (o finge di ignorare) le vere cause, la vera dimensione del fenomeno e l’ignoranza è la forza del sistema, come ci insegna Orwell. Auspichiamo perciò che la divulgazione del problema porti ad una sempre maggiore consapevolezza in vista di strategie risolutive.



E’ atteso per lunedì 4 agosto (l’articolo si riferisce ad un fatto dell’estate 2014, n.d.r.) l’incontro tra il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, e l’Assessore all’agricoltura della Puglia, Fabrizio Nardoni, per discutere dell’emergenza “Xylella fastidiosa”, il batterio che sta uccidendo centinaia di ulivi in Salento. Nardoni ha spiegato che la richiesta che avanzerà al governo sarà quella di “azioni energiche e specifiche per contenere ed arrestare la propagazione del batterio, un rafforzamento dell’organico che sta affrontando l’emergenza sul campo e nei laboratori scientifici, ma anche una maggiore operatività sul campo per entrare nei terreni con il supporto di atti amministrativi condivisi con il Ministero. Continueremo ad insistere affinché vengano messe a disposizione le somme indicate dal precedente ministro e che diano finalmente operatività ad ampio raggio e indennizzi per gli agricoltori colpiti”.

In Salento è in atto una vera e propria moria di ulivi. Dei dieci milioni di alberi presenti nell’area salentina, un quarto sarebbe a rischio di sradicamento, perché aggredito dalla Xylella fastidiosa. Ieri si è tenuta una conferenza stampa organizzata da un gruppo di consiglieri di minoranza appartenenti al centrodestra, nella sede della Regione Puglia. I consiglieri hanno esposto il problema. Il responsabile dell’Ufficio provinciale dell’agricoltura, Angelo Delle Donne, ha anche precisato che il patogeno è arrivato fino al Capo di Leuca, dove sono stati scoperti nuovi focolai.

Fonte: puglia24news.it

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domenica 24 agosto 2014

Intervista ad Allan Buckman, meteorologo e biologo, sulla geoingegneria clandestina

Il ricercatore indipendente e documentarista Dane Wigington, curatore di Geoengineeringwatch.org, ha intervistato, il 15 luglio 2014, Allan Buckman, militare in pensione, meteorologo e biologo.

I contenuti-chiave dell'intervista rilasciata da Allan Buckman sono quelli di seguito riportati. Le osservazioni dello scienziato, sebbene non aggiungano informazioni nuove, sono un’incisiva conferma di quanto scriviamo da anni. Per di più la fonte delle dichiarazioni è autorevole e qualificata, mentre in Italia, non si sa a quale titolo, personaggi come Paolo Attivissimo e di recente anche Natalino Balasso, privi di qualsiasi competenza specifica, credono di poter disquisire su temi che ignorano del tutto. In un ipotetico contraddittorio tra uno specialista come Buckmann (solo per menzionarne uno tra i numerosi) ed Attivissimo, che cosa prevarrebbe? La verità o la sfacciata disinformazione? A chi intendiamo dar credito? Ad un meteorologo e biologo o ad uno ex impiegato alla "Top One UK Ltd" (Macchinari per macinare le cose)?

• Quello che vediamo oggi nel nostro cielo è tutt'altro che normale.
• L'intero ecosistema, a causa della geoingegneria clandestina, è già cambiato.
• Pochi osano denunciare quanto realmente è accaduto e sta accadendo nella biosfera.
• Il governo ha ostacolato in modo sistematico le persone che affrontano il problema.
• Le nuvole sono oggigiorno per lo più artificiali.
• E' evidente che le scie che si vedono non sono contrails.
• Quando si scorgono aerei che volano in formazione o allineati, è palese che esiste un programma di dispersione di composti chimici.
• Nessuno dei funzionari interpellati e sollecitati da cittadini ed attivisti ha avuto ed ha il coraggio di occuparsi della questione, perché i responsabili temono conseguenze negative provenienti dai livelli superiori della gerarchia.

Fonti:

- Ningizhzidda.blogspot.it
- Sauberer-himmel.de


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mercoledì 20 agosto 2014

La metamorfosi dell’Artico


Da tempo il ricercatore indipendente e documentarista, Dane Wigington, denuncia il problema dello scioglimento del pack e del permafrost artico. La vera causa del fenomeno è, come è ovvio, da ricercare nelle coltri chimiche che intrappolano il calore nei livelli basssi dell’atmosfera e nell’impiego dei riscaldatori ionosferici. La principale conseguenza della fusione dei ghiacci è il rilascio nell’atmosfera e nell’oceano di gas metano all’origine di un aumento delle temperature. Tale crescita innesca, in un circolo vizioso, un’ulteriore liquefazione dello strato ghiacciato. Intanto la “scienza” accademica vede qualche particolare, ma in modo sfocato o brancola (quando non finge di brancolare) nel buio, incapace di distinguere tra fattori naturali ed antropici, tra un riscaldamento che, se correlato solo ai cicli geologici, di per sé non è preoccupante, e manipolazioni climatiche. Il global warming diventa fonte di inquietudine, quando si inquadra nella cornice di una degenerazione ambientale provocata in modo deliberato dagli interventi distruttivi della geoingegneria clandestina.

Ha suscitato un notevole sconcerto tra gli studiosi il misterioso cratere apertosi in Siberia all’inizio del mese di agosto 2014. Si ritiene che questo tipo di voragine si generi per le bolle di metano compresse nel sottosuolo, espulse poi a causa dello scongelamento del terreno. Questo, però, è solo il primo di una serie di inquietanti fenomeni a cui potremmo assistere nei prossimi anni, tutti causati, secondo gli “scienziati”, dall’innalzamento della temperatura del pianeta.

David Biello, sulla rivista “Scientific American”, nota che le temperature in tutto l’Artico mostrano un incremento circa due volte più veloce rispetto a quello del resto del globo. “Ad un certo punto, potremmo assistere ad uno stato del permafrost che non è paragonabile a quanto osservato negli ultimi cento anni," spiega Guido Grosse, geologo dell’Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina.

Uno di questi processi è in atto in alcune regioni artiche dove è possibile osservare un fenomeno noto come termocarsismo. Il termocarsismo tende a modellare il suolo, plasmando superfici molto irregolari, bacini paludosi, piccoli monticelli, cumuli di detriti. Essi si formano quando il permafrost si scongela. Molti di questi bacini carsici conservano grandi depositi di metano che si disperdono in atmosfera a volte con fiammate.

La N.A.S.A. afferma che il permafrost artico ha accumulato grandi riserve di carbonio organico: si stima che siano immagazzinate tra le 1400 e il 1850 miliardi di tonnellate, la metà di tutto il carbonio organico accumulato nel suolo della Terra. “Il riscaldamento del permafrost minaccia di rilasciare queste riserve di carbonio organico e di immettere in atmosfera biossido di carbonio e metano, sconvolgendo l’equilibrio dell’Artico e aggravando notevolmente il riscaldamento globale”, spiega Charles Miller della N.A.S.A. Tuttavia, una ricerca separata indica che alcuni laghi artici sono in grado di assorbire più gas serra di quanto non ne emettano in atmosfera. Questo contrasta con la visione “scientifica” diffusa secondo cui lo scongelamento del permafrost accelererebbe il riscaldamento atmosferico.

Di chi è la colpa? In primo luogo dei geoingegneri, sebbene il fenomeno sia anche connesso all’attività solare ed a cicli naturali.

Uno studio condotto dal professor Liu Zhengyu dell’Università del Wisconsin-Madison sembra, infatti, contraddice l’opinione corrente che il riscaldamento globale sia determinato dalle attività umane. La ricerca di Zhengyu mostra che l’innalzamento graduale delle temperature globali cominciò circa diecimila anni fa, molto prima della presenza di situazioni antropiche in grado di incidere sul clima dell’intero pianeta. Le simulazioni realizzate dall’équipe di Zhengyu attestano che la tendenza all’aumento dei valori termici è un fenomeno tipico dell’Olocene, l’attuale epoca geologica.

Fonte: ilnavigatorecurioso.it

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sabato 16 agosto 2014

Lo scienziato Clifford Carnicom individua una nuova specie di esseri viventi: i cross domain bacteria


Fummo lungimiranti anni fa, quando ridefinimmo la geoingegneria clandestina “bio-ingegneria”: nei fatti gli obiettivi di queste proditorie operazioni trascendono lo stesso ambito militare per collocarsi nel dominio di un’avanzata e sinistra biotecnologia. Sophia Smallstorm docet. Proponiamo un articolo del curatore di Freeskies. Il testo è relativo a recenti studi compiuti dallo scienziato statunitense Clifford Carnicom. Egli ha individuato una nuova forma di vita, i cross domain bacteria, cioè “batteri che travalicano i confini delle specie viventi conosciute”. Ci chiediamo se questi bizzarri microbi abbiano qualche attinenza con la pioggia rossa di Kerala (India) e con le precipitazioni chimico-biologiche di Oakville (stato di Washington, Stati Uniti d’America).

Il geniale ingegnere e ricercatore indipendente statunitense, Clifford E. Carnicom, studia da anni quella perniciosa ed al contempo misteriosa malattia denominata (forse impropriamente) sindrome di Morgellons. Con la sua équipe di ricerca ed i suoi mezzi personali, è giunto a risultati sorprendenti, grazie soprattutto alla sua mentalità, libera e priva di censure (o peggio di auto-censure) accademiche.

Il suo lavoro si sta concentrando ultimamente sulla classificazione di un nuovo tipo di batteri, riscontrato nei soggetti affetti dal Morgellons. Egli ha denominato questi patogeni C.D.B., ossia Cross domain bacteria. La sua intuizione ed uno scrupoloso lavoro di laboratorio lo hanno portato a definire tali organismi come ‘una nuova forma di vita’, al di fuori delle tassonomie tradizionali.

Questi microorganismi presentano alcune caratteristiche simili a quelle dei batteri estremofili in grado di vivere in condizioni ed in ambienti repulsivi, con temperature estreme, in terreni o acque iperacidi o iperalcalini nonché nei carburanti avio. Contemporaneamente non assomigliano a nessun organismo conosciuto. La loro capacità di aggregazione spontanea e quella di generare bio-film condivisi, li porta a produrre comunità filamentose a rapido accrescimento. Da notare infine la loro predisposizione a parassitare i globuli rossi umani, legandosi ad essi per costituire un aggregato nuovo a causa del quale gli eritrociti diminuiscono in modo drastico la loro capacità di scambiare molecole di ossigeno.

Da dove provengano tali organismi e come siano stati introdotti nella biosfera è difficile da stabilire: occorre, però, osservare che Carnicom da decenni denuncia quel crimine contro l’umanità che prende la dicitura corrente, ma di origine militare, di “scie chimiche” (chemtrails). La mappa planetaria dei pazienti colpiti dal Morgellons tende a coincidere, infatti, con le aree del pianeta maggiormente afflitte dalla nefasta operazione di irrorazione clandestina bio-chimica dei cieli, la bio-geoingegneria illegale.

Fonti:

- La suggestione oscura della libera ricerca, 2014
- C.D.B. characteristics, 2014

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martedì 12 agosto 2014

Canneto di Caronia (Sicilia) e Bitlis (Turchia): quale collegamento?


Canneto è una frazione di Caronia, in provincia di Messina. E’ salita alla ribalta della cronaca dal 19 febbraio 2004, per via di strani fenomeni di combustione: contatori ed oggetti contenenti parti metalliche prendevano fuoco senza alcuna ragione apparente. I fenomeni, protrattisi nel tempo, hanno causato anche un parziale allontanamento di alcuni abitanti dalle proprie case ed hanno dato una sinistra rinomanza alla piccola località.

Il 10 maggio 2005 fu istituito Il Gruppo Interistituzionale per l'osservazione dei fenomeni con ordinanza emergenziale della Protezione civile n.3428. L’iniziativa prevedeva una collaborazione tra Stato italiano e Regione Sicilia, anche nello stanziamento di fondi. Secondo l’équipe, diretta dal professor Francesco Mantegna Venerando, Canneto di Caronia "era stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata che dovrebbe raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt" (pari a quella prodotta da circa dieci centrali nucleari). A questo gruppo partecipò anche il professor Clarbruno Vedruccio, laureato in Fisica ed Ingegneria elettronica negli Stati Uniti, già collaboratore dell’Istituto di Fisica dell’atmosfera del C.N.R. a Bologna e docente di Metodologia della ricerca all’Università di Urbino.



Dei roghi si interessò pure il mitico C.I.C.A.P. che tentò di insabbiare, insinuando che erano stati gli abitanti della frazione ad aver appiccato le fiamme.
Il 24 giugno 2008 in seguito ad ulteriori indagini per opera dei periti nominati, il caso fu archiviato dalla Procura di Mistretta. La conclusione dei consulenti fu che si trattò di fiamme libere e di mano umana (sic!!!).

Tuttavia il 17 luglio 2014 il problema ha ricominciato a manifestarsi. Non solo! Curiosamente eventi come quelli ripresi a Canneto sono occorsi e stanno accadendo nella città di Bitlis in Turchia, nel quartiere di Mehmet Eli Bakir. Qui in alcune abitazioni scoppiano incendi per autocombustione. I residenti riferiscono di fuochi spontanei di divani, tappeti, armadi, letti e piumoni, ma anche di danni agli elettrodomestici. Il tutto è stato documentato da una rete televisiva turca.

Che cosa collega Caronia a Bitlis e qual è la causa degli accadimenrti? Entrambe le località sono situate a 38 gradi latitudine Nord. L’ipotesi più accreditata è riconducibile, come abbiamo scritto in altre occasioni, all’uso di armi elettromagnetiche: molti aspetti, però, rimangono ancora enigmatici e bisognerà ancora indagare. Tra l’altro malfunzionamenti di apparati elettronici ed incendi si registrano anche in altre località siciliane, ad esempio nella galleria di Tremonzelli.

Comunque l’archiviazione della Procura di cui sopra ci sembra un modus operandi molto significativo: quando non si riesce a disinformare, si occulta.

Fonte: ansu



Canneto di Caronia: ritorna l’incubo degli incendi che divampano senza causa apparente

Da alcune settimane sono ricominciati i roghi a Canneto di Caronia (Messina): anche se i media nazionali scrivono che l’origine degli incendi è, a tutt’oggi, ignota, non saremo molto lontani dalla verità, se vedremo nel fenomeno la conseguenza dell’uso di armi a microonde. L’imminente implementazione del M.U.O.S. a Niscemi forse gioca il suo ruolo nello… scottante problema.

E’ emergenza a Canneto di Caronia (Messina), dove gli incendi misteriosi proseguono senza sosta. Negli ultimi giorni gli episodi si sono moltiplicati e la gente è atterrita. Perciò il sindaco Calogero Beringheli, con un’ordinanza comunale, ha disposto di sgomberare gli appartamenti in cui si sono divampati i roghi, ma la psicosi (sic) sembra solo all’inizio, tanto che anche i vicini di casa che abitano poco distanti delle abitazioni sgomberate hanno preso armi e bagagli e si sono trasferiti altrove.

L’ultimo episodio è avvenuto lunedì 21 luglio, quando una mansarda ha preso fuoco e le fiamme in pochi istanti hanno avvolto tutto l’appartamento. Tre persone sono anche rimaste intossicate, mentre cercavano di spegnere il fuoco. Un altro rogo era divampato alcuni giorni prima, quando un materasso e alcuni mobili si erano incendiati senza una ragione. Non solo! Cavi e quadri elettrici, televisori, frigoriferi… tutti bruciati, senza che nessuno abbia mai scoperto la causa. Nei prossimi giorni in paese dovrebbe arrivare una squadra di tecnici per capire che cosa sta accadendo.

Fra il 2004 e il 2005 Canneto era stata già interessata da roghi “inspiegabili” che avevano portato la frazione in cui vivono poco più di duecento persone al centro della ribalta nazionale. Indagini, ispezioni, sopralluoghi, ma alla fine tutto era stato insabbiato e adesso le combustioni spontanee sono ricominciate.

Fonte: resapubblica


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sabato 9 agosto 2014

Scie chimiche: smontata la "smentita" di Meteoweb e di Simone Angioni sulla prova termica


A seguito della pubblicazione del nostro breve articolo in cui si relazionava circa il test di una scia chimica con una termocamera Flir serie E8, immediatamente si è avuta la risposta sulle pagine di meteoweb, attraverso le parole dei telecomandati di turno, Angelo Ruggieri e Simone Angioni. Il testo dal titolo reboante e derisorio mostra tutta la pochezza e la superficialità, nonché il disprezzo che questi signori hanno per il pubblico che ancora li legge e per la verità. Lo scartafaccio, infatti, presuppone che il fruitore non verifichi le affermazioni tautologiche dell'"esperto". Così troviamo che le indicazioni fornite sulle caratteristiche dell'apparecchio Flir E8 sono completamente sballate, non rispondenti al vero e volte quindi ad insinuare che l'esperimento condotto dall'amico ed attivista "Ferro809" sia non solo insignificante, ma anche irto di errori.



Ora, in primo luogo, bisogna precisare che la termocamera Flir E8 fornisce la possibilità di autoconfigurarsi in tempo reale (e dal video è evidenziato dalla scritta "calibrating" che appare quando si cambia bersaglio).

Analizziamo, però, nel dettaglio le affermazioni del chimico dal volto umano, in forza al C.I.C.A.P., Simone Angioni. Egli scrive:

"La termocamera utilizzata è una Flir E8 che ha un intervallo di utilizzo tra i -20°C e i 250°C questo significa che è assolutamente inadatta a misurare le temperature delle nuvole che, soprattutto alla quota di formazione delle scie di condensazione, è spesso inferiore ai -40°C".

Qui il Nostro tende a barare, come al solito. Infatti egli afferma che lo strumento usato per l'esperimento non è adatto a misurare temperature al di sotto dei -20° Celsius, ma il problema non si pone, dato che la scia presa come bersaglio per la misurazione della sua temperatura mostra addirittura un range termico compreso tra i +3 ed i -7° centigradi, palesando non essere formata da cristalli di ghiaccio. Se così non fosse stato, l'indicatore avrebbe segnalato un "out of range", comunque ben di là dall'essere essere toccato.

Angioni prosegue:

"Leggendo il manuale non si trova alcuna traccia di una portata massima dello strumento. In effetti come si può definire la portata massima di una telecamera? I limiti di un’immagine variano dal tipo di strumento, dal dettaglio che vogliamo riuscire a visualizzare e dalle condizioni ambientali (giorno, notte, nebbia). In effetti vari parametri possono influenzare la risposta di una termocamera che va adeguatamente tarata prima dell’utilizzo inserendo prima di tutto il valore di emissività".

Qui il chimico contraddice il messaggio email che gli "scienziati" di "Meteoweb" asseriscono di aver ricevuto con i chiarimenti dalla ditta distributrice, ma di questo aspetto discuteremo più avanti.

In effetti il manuale non definisce i limiti del sensore infrarosso, ma sappiamo che il Flir E8 dispone di un puntatore laser che, per le sue caratteristiche intrinseche, non supera i 4 km di portata. Di conseguenza questo parametro ci è sufficiente per postulare un limite di portata massima, per lo meno per quanto attiene alla possibilità di collimare un bersaglio ad elevate distanze.

Leggiamo ancora che cosa dichiara Angioni:

"Nel video tale parametro è settato a 0,8, tuttavia, nel manuale dello strumento è riportato che quando si inquadra il cielo l’emissività deve essere settata a 1".

Anche qui si afferma quanto in realtà non è corrispondente al vero. Infatti i valori di emissività del Flir E8 sono compresi tra 0,8 e 0,95. In alternativa, se si opta per l'emissività impostata "in automatico", questa viene selezionata come è necessario durante la calibrazione in tempo reale. Idem per quanto concerne l'umidità relativa. Quest'ultima è stata settata su un valore medio, secondo i consigli del manuale. Ma non solo! Dove sarebbe scritto "Nel manuale dello strumento è riportato che quando si inquadra il cielo l’emissività deve essere settata a 1"? Non leggiamo nulla del genere sul manuale ed anzi il cielo non è nemmeno menzionato! Quindi Simone mente!

Infine arriviamo al messaggio di posta elettronica che, in tutta evidenza, è un falso. Perché? Per tre motivi fondamentali. a) Perché la ditta è in ferie, come riportato in questa email. b) Perché la firma in calce non corrisponde a quella che abbiamo ricevuto noi. c) Perché la firma oscurata risulta essere posticcia!

In ultima analisi è impossibile che un tecnico risponda, a differenza di quanto mostrato nella missiva spuria, che "sopra i 3 metri il Flir E8 non può eseguire misurazioni", poiché il tecnico interpellato avrebbe dovuto sapere che lo strumento, nei settaggi, permette di impostare il focus emissivo per distanze superiori ai 3 metri, come mostrato nell'immagine qui sotto. Poi qualcuno osa accusare i ricercatori veri di essere dei falsari! Da che pulpito!

Insomma, consigliamo agli esperti di "Meteoweb di continuare" a dedicarsi alla pubblicazione delle veline dei militari, mentre esortiamo il chimico Dottor Simone Angioni a concentrarsi sugli Aracnidi migratori che sono la sua specialità. Chissà che qualche giorno non lo vediamo invischiato finalmente in una gigantesca tela, come succulento pranzo per un ragno volante gigante! Buon appetito, spider!


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mercoledì 6 agosto 2014

Bioterrorismo governativo: le conclusioni dell’ingegnere Clifford Carnicom


Elana Freeland, autrice di “Chemtrails, H.A.A.R.P. and the full spectrum dominance of planet Earth”, incontrò l’ingegnere Clifford Carnicom nell’ormai lontano 2003 per acquisire informazioni circa i risvolti biologici della geoingegneria clandestina. La ricercatrice scrive:

Lo scienziato indipendente e ricercatore sul Morgellons, Clifford Carnicom, ebbe delle intuizioni a proposito dell’aspetto biologico inerente alle chemtrails. Queste intuizioni sono in gran parte credibili non solo per l’autorevolezza dello specialista succitato, ma pure perché le sue conclusioni sono confermate da altri studi condotti secondo differenti angolazioni e metodologie”.

I seguenti sono i dieci capisaldi focalizzati da Carnicom.

• Le operazioni clandestine di aerosol rivelano una liaison tra il Pentagono e le industrie farmaceutiche.
• Il Pentagono ha intenzione di sperimentare patogeni sulla popolazione ignara. E’ plausibile che la S.A.R.S. (severe acute respiratory syndrome) sia stata una patologia il cui agente biologico è stato creato in laboratorio, ma ci si attendeva che il tasso di mortalità fosse più alto, intorno all’80 per cento.
• Le industrie farmaceutiche stanno realizzando enormi profitti, grazie alla sempre maggiore incidenza di affezioni letali e no.
• Batteri e virus sono liofilizzati e quindi inseriti nei filamenti destinati ad esseri dispersi.
• I metalli diffusi in atmosfera determinano un aumento delle temperature e creano un habitat adatto alla proliferazione di virus e batteri.
• Molti stati in cui sono compiute le attività di geoingegneria illegali non hanno mai accordato il loro assenso. Gli aerei commerciali sono uno fra i sistemi per la diffusione di chemtrails.
• Parecchi fra gli artefici delle operazioni di biogeoingegneria sono vecchi amici e partners commerciali di Bush senior.
• Lo scopo finale consiste nel controllo dei cicli demografici attraverso la diffusione di composti chimici, patogeni etc.
• Le persone che hanno tentato di rivelare la verità per lo più sono state perseguite “legalmente” o uccise.
• Questi sono i tempi più pericolosi e cupi che stanno vivendo l’umanità ed il pianeta.

Come giudicare il “decalogo” stilato da Carnicom? Ci sembra che, sebbene egli concentri l’attenzione sulla realtà statunitense, il suo spaccato sia verosimile ed applicabile un po’ a tutta la nostra martoriata Terra. Come avvenga di preciso la propagazione degli agenti biologici è tema da approfondire, ma che le chemtrails siano anche una forma di bioterrorismo governativo è probabile. Si pensi almeno a tutti quegli “esperimenti” condotti dall’esercito britannico e statunitense su cittadini inconsapevoli: furono sparsi microorganismi e composti nocivi. Le scie chimico-biologiche sono il naturale coronamento di una politica scellerata… pluridecennale.


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sabato 2 agosto 2014

"Fumo in cabina" su un volo Ryanair

Succedono strane cose oggigiorno sui voli aerei: ad esempio, il decollo di un velivolo appartenente alla compagnia irlandese Ryanair è stato rinviato, poiché i passeggeri, poco dopo l’imbarco, hanno avvertito un sentore sgradevole come di bruciato. Per comprendere che cosa è veramente successo (non è stato un “falso allarme”), si leggano a proposito dei fatti accaduti le conclusioni cui è giunto l’autore di Globalskywatch.



Volo partito in ritardo a causa del forte odore di bruciato avvertito dai passeggeri poco prima del decollo. E’ accaduto nel primo pomeriggio (del 14 luglio 2014, n.dr.) nello scalo di Orio al Serio (Bergamo) sull’aereo per Ibiza la cui partenza era prevista per le 14:30. Quando il pilota ha aumentato i giri del motore del Boeing 737-800 Ryanair, alcuni viaggiatori hanno sentito uno strano odore e la procedura di decollo è stata immediatamente interrotta.

Sul velivolo sono quindi saliti tre pompieri che hanno iniziato ad ispezionare la cabina, mentre i passeggeri venivano invitati a scendere. I controlli si sono conclusi con la dichiarazione che era stato un falso allarme (Si è, invece, verificato l'ennesimo episodio di "fumo in cabina", in genere collegato alla "sindrome aerotossica"). Dopo due ore l’aereo è potuto partire per la sua destinazione.

Fonte: bergamo.corriere.it


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martedì 29 luglio 2014

Stati Uniti: la contea di Shasta agisce contro la geoingegneria clandestina


Un organo di rappresentanza di Shasta (California) ha approvato una mozione per compiere analisi indipendenti volte a stabilire quali veleni contengono le chemtrails. Si noti che i cittadini di Shasta non intendono per nessuna ragione commissionare ulteriori analisi agli organi federali. Hanno ragione! Quando smetteremo di credere nelle istituzioni corrotte e nei media di regime, cominceremo a credere in noi stessi e nelle nostre potenzialità. Di seguito la cronaca dei fatti redatta da Richard DuPertuis.

Il consiglio delle autorità di vigilanza che opera nella contea di Shasta vuole vedere che cosa contengono veramente le scie degli aerei nella California settentrionale. Le autorità di vigilanza intendono stabilire se siano scie di condensazione o scie chimiche.

Il Consiglio delle autorità di vigilanza ha approvato una mozione per acquisire informazioni sulla composizione chimica delle scie, viste le preoccupazioni dei cittadini, preoccupazioni espresse durante l’assemblea svoltasi 15 luglio 2014 a Redding.

Con una decisione unanime, durante la riunione ordinaria, tenutasi il 15 luglio 2014, i supervisori, David Kehoe, Leonard Moty, Pam Giancomini, Bill Schappel ed il presidente, Les Baugh, hanno convenuto di determinare se l’attuale programma di monitoraggio della contea è finalizzato a rivelare la presenza di ossidi di alluminio.

Schappel ha respinto una proposta da parte del personale della contea con la quale si chiedeva di affidarsi a studi federali per chiarire la questione, affermando: "Qualsiasi conclusione federale sarà distorta. Abbiamo bisogno di uno studio locale, i risultati saranno poi inviati ai federali per vedere la loro reazione”.

Richard Simon, Direttore del Dipartimento di Gestione delle Risorse, ha dichiarato che il Distretto di gestione della qualità dell'aria ha competenza sul tema e che è in grado di rilevare gli ossidi ultrafini di alluminio. […] Dopo che la mozione è stata approvata, i convenuti hanno espresso la loro soddisfazione con un sonoro applauso.



Il primo cittadino a commentare favorevolmente la decisione è stato Dane Wigington, ricercatore indipendente e curatore del sito “Geoengineeringwatch” ha presentato quelli che egli definisce "metodi scientifici di geoingegneria". Wigington ha distribuito gratuitamente copie del DVD da lui realizzato in cui, tra le altre cose, denuncia le chemtrails come un gravissimo problema di contaminazione dell’ambiente.

Fonte: mtshastanews.com

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Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 23 luglio 2014

Radici e motivazioni del negazionismo



I disinformatori sono i primi ad essere arciconvinti che la geoingegneria clandestina con tutti i suoi addentellati è reale. Sono simili a quei Siciliani cui si chiede se esiste la mafia. Essi rispondono che non sanno neppure che cosa sia la “mafia”. Sappiamo bene, però, che, ostentando di ignorare il ruolo della malavita organizzata, si trincerano dietro la più rocciosa omertà per paura o per connivenza.

Come si può contestare l’evidenza delle operazioni chimico-biologiche, la frattura che hanno determinato nella storia del pianeta Terra? La si contesta per le seguenti ragioni: o la si conosce in modo superficiale attraverso il filtro dei media ufficiali (è il caso della stragrande maggioranza della popolazione che vive in una campana di vetro all’oscuro dei piani di distruzione orditi dai governi), oppure si tenta di insabbiare la verità, essendo in malafede. E’ questo il caso preciso dei negazionisti: essi non possono non aver compreso le questioni inerenti alle attività di “guerra climatica”. Schiavi di biechi interessi, però, svolgono il loro compito che consiste nel propalare la solita frottola delle “scie di condensazione”.

Tuttavia anche il pur depistante tema delle contrails è soltanto sfiorato: nei loro biliosi articoli privilegiano l’argomento ad personam, provando a screditare i ricercatori e gli scienziati. Gli occultatori si cimentano in analisi pseudo-psicologiche e pseudo-sociologiche, scadono in una serie di insulti, non disdegnando la scatologia.

Pur essendo sovente laureati, NON scienziati, quando i negazionisti obtorto collo affrontano il soggetto cruciale, restano nel vago: non puntualizzano i valori termici, barici ed igrometrici che sono necessari alla formazione di una scia di condensa. La loro “scienza” è fumosa, generica, frammentaria, epidermica. Codesta imbarazzante faciloneria non si accetterebbe neppure in un manuale in uso nella secondaria di primo grado, ma è il massimo che si riesce a spremere dai depistatori.

Quali sono gli interessi in gioco? E’ semplice rispondere: percorsi universitari facilitati, carriere accademiche più o meno folgoranti, impieghi in aziende strategiche, patentini da giornalisti, finanziamenti a fondo perduto per l'apertura di attività commerciali, aderenze in partiti politici, associazioni “ambientaliste”, testate, gruppi di pressione… E’ uno scenario desolante, di abissale ignoranza (in primo luogo della lingua italiana) associata a formidabile spregiudicatezza. [1] Si capisce: i vantaggi sono numerosi, non solo congrue prebende, ma pure la gloria (usurpata ed immeritata) di “scienziati” o, per coloro che si accontentano, di “divulgatori scientifici”.

Naturalmente tutto ciò non è scienza, bensì mistificazione. La disinformazione è la sentina del mondo. Invano cercheremo delle motivazioni non dico nobili, ma almeno normali all’interno della cloaca in cui amano sguazzare i negazionisti. Il loro obiettivo non è sbarcare il lunario, ma bruciare le tappe e, nel contempo, sfogare le loro frustrazioni contro i loro avversari. Solo dei paranoici, degli psicopatici possono trovare soddisfazione in una miserabile esistenza ingorgata nel turpiloquio, nel livore, nella monomania. Solo dei vigliacchi possono aggredire i ricercatori indipendenti ed i cittadini svegli, nascosti dietro l’anonimato e protetti da istituzioni corrotte sino al midollo.

Sono dei buffoni feroci, ma pur sempre dei buffoni.

Abbiamo deciso di rendere pubbliche le informazioni a suo tempo fornite alla Magistratura, poiché siamo consapevoli che il noto stalker, diffamatore di professione, dispone delle sue coperture in alto loco, per cui questo documento non potrà essere più limitato ad una stretta cerchia di toghe, ma è, da oggi, pubblico. Coloro che proteggono Federico De Massis alias Task Force Butler e gli altri suoi sodali, sappiano che nulla sarà più possibile insabbiare.

PERCHE' LO STALKER TASK FORCE BUTLER E' DE MASSIS FEDERICO (file PDF)


[1] Si pensi all’ignobile scartafaccio a firma di uno che che pomposamente presenta le sue credenziali “Primo ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Bologna, esperto in fisica delle particelle, lavora all'esperimento CMS dell'LHC al Cern (sic) di Ginevra”. Sarà pure megadirettore galattico e magnifico rettore dell’Università cosmicomica del pianeta Papalla, ma già infiora il titolo del suo brogliaccio con due strafalcioni: “Paura delle scie chimiche? A quanto pare si… ecco cosa è successo”. Scrive “sì” senza accento e “cosa”, in luogo di “che cosa”. Dovrebbe andare a spaccare le pietre nelle Latomie, non tornare sui banchi della prima elementare, perché per lo studio è negato!

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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 18 luglio 2014

L’applicazione delle conoscenze scientifiche relative alla formazione delle scie di condensazione dimostra l’esistenza della geoingegneria clandestina

In un non recente, ma fondamentale studio l'ingegnere Clifford Carnicom ha dimostrato in modo incontrovertibile che le scie di condensazione non possono essere persistenti. Precisiamo che, da anni, sono impiegate anche scie non persistenti: sono comunque artificiali, non coincidenti con le contrails. Ciò puntualizzato, le conclusioni di Carnicom inceneriscono tutti i sofismi pseudo-scientifici con cui i negazionisti tentano di equiparare presunte "scie di condensa" alle nuvole: sono fenomeni differenti che obbediscono a leggi fisico-chimiche non del tutto sovrapponibili. Una vera scia di condensazione è come il vapore acqueo che si può formare in inverno, con temperature molto rigide ed elevata umidità, quando si espira: chi potrebbe affermare che quella nuvola di vapore può durare ore o addirittura giorni?



E’ stato sviluppato un modello preliminare per stimare il tempo necessario affinché una vera scia di condensazione si dissipi. Si presume, all’interno di questa discussione, che la scia sia composta per lo più di vapore acqueo. Il modello scientifico elaborato concorda molto bene con con i dati storici e con l'osservazione delle contrails. Si avverte che questo studio prescinde dal fenomeno della formazione delle nuvole: l'introduzione di particelle di aerosol (nuclei di condensazione), uno dei fattori da cui dipende la loro generazione è un ambito differente che deve essere esaminato separatamente. Le conclusioni che derivano dallo studio di questo paradigma sono le seguenti.

1. Le scie composte da vapore acqueo si dissolvono rapidamente, come la fisica e la chimica di questo modello dimostreranno. All’interno di un insieme separato e distinto di eventi, le nuvole si possono formare, se concorrono almeno tre circostanze, ossia temperatura, umidità relativa e nuclei di condensazione. Se certe "scie" si trasformano in "nuvole", si deve concludere che il loro materiale di composizione non è vapore acqueo.

2. Le condizioni in esame mostrano che i cristalli di ghiaccio all'interno di una scia possono attingere il punto di fusione e appunto fondersi grazie al calore fornito dalla radiazione solare.

3. Come dimostrato sia dalla osservazione storica sia da questo modello, il tempo previsto per la dissipazione di una scia è breve, al massimo due minuti. Questo presuppone che la scia sia composta essenzialmente da vapore acqueo, secondo la classica definizione di "contrail".

4. Il tasso di dissipazione della scia di condensa dipende soprattutto dalle dimensioni dei cristalli di ghiaccio e dalla quantità di radiazione solare.

La ratio di base del modello inerente al dissolvimento di una scia di condensazione, paradigma basato su chimica, matematica e fisica della termodinamica è la seguente:

Tempo per la dissipazione = [massa di acqua cristallina * (Q + calore di fusione)) / potenza dove Q è la quantità di calore necessaria per aumentare la temperatura di una sostanza (ghiaccio)].

O anche

t (sec) = (m (kg) * Ht (kj / kg)) / P (watt)

dove t è il tempo necessario per la dissoluzione della contrail (trasformazione), in secondi, m è la massa del cristallo di ghiaccio in chilogrammi, Ht è il calore di trasformazione di ghiaccio in kilojoule per chilogrammo, P è la potenza applicata al sistema in watt.

Calcolare l'energia interna o entalpia del vapore acqueo spesso coinvolge diversi cambiamenti di stato, giacché l’H2O può essere solida, liquida o aeriforme, secondo le varie condizioni di temperatura e pressione. Nel caso di una scia composta di vapore acqueo, il calore di trasformazione consisterà di due fasi. La prima è la quantità di calore necessaria per innalzare la temperatura del cristallo di ghiaccio da una temperatura sotto zero a 0 gradi C. Questo valore sarà designato come Q nel caso di specie. Il secondo segmento di calore indispensabile sarà quello che scioglie il cristallo di ghiaccio in forma liquida. I processi principali coinvolti nella formazione delle scie quindi riguardano le fasi seguenti.

1. L'emissione di vapore acqueo dal velivolo.
2. Il congelamento del vapore acqueo a temperature sotto lo zero (almeno – 40 gradi C.) in cristalli di ghiaccio.
3. Il riscaldamento dei cristalli di ghiaccio al punto di fusione per irraggiamento solare.
4. La fusione del cristallo di ghiaccio grazie alla radiazione solare sino al punto in cui il vapore acqueo volta non è più visibile. Questo processo riporta l'acqua alle condizioni in cui è stata emessa dal motore.

Vediamo ora di quantificare i componenti di questo modello con elementi che sono tipici o rappresentativi delle condizioni di formazione delle scie di condensazione.

Massa

Supponiamo che abbiamo una dimensione delle particelle a cubetti (cristalli di ghiaccio nucleati) di dimensione d su un lato, misurata in micron (designati con u). Dato inoltre che la densità del ghiaccio è 917gm/cm3, la massa della particella è la seguente:

massa = (d (u) * (1E-6 m / u)) ^ 3 * (1E6cm3/m3) * (.917gm/cm3) * (1E-3kg/cm3)

oppure

massa = (d ^ 3 * 9.17E-16 cm3 gm kg m3) / (m3 cm3 gm)

Q + Calore di fusione

Q è uguale alla quantità di calore necessaria per aumentare la temperatura del cristallo di ghiaccio dalla temperatura ambiente a 0 gradi C. Il calore specifico del ghiaccio è dato come 4.21 kJ / (kg C) a 0 gradi C. Il calore specifico varia solo leggermente rispetto alla temperatura ed alla pressione e sarà quindi usato questo valore. J si riferisce a joule di energia.

Il calore di fusione del ghiaccio è 335kJ/kg. E’ necessaria questa quantità di energia per sciogliere il ghiaccio.

Pertanto la quantità di calore necessaria per trasformare il cristallo di ghiaccio è la seguente:

dQ + calore di fusione = 4.21 kJ / (kg C) * dT + 355kJ/kg

dove dQ è la quantità di calore che permea i cristalli di ghiaccio, il calore di fusione è la quantità di calore necessaria per fondere il cristallo di ghiaccio e dT è la variazione di temperatura dall'aria ambiente a 0 gradi Celsius.

Il modello ora diventa:

t (sec) = (d ^ 3 * (9.17E-16) cm ^ 3 gm kg m ^ 3 * ((((4.21kJ/kg) * dT) / (kg C))
+ 355kj/kg)) / P * (m ^ 3 cm ^ 3 gm)

Potenza (P)

L'energia della radiazione solare è data in termini di metro watt/quadrato. Valori rappresentativi misurati vanno all’incirca da 200 a 700 watt / m ^ 2. Per arrivare alla potenza applicata al cristallo di ghiaccio, prenderemo la superficie del cristallo esposta perpendicolarmente alla luce solare e applicheremo la radiazione solare al cristallo. La radiazione solare viene applicata in modo continuo alla superficie fino a quando la fusione è completa.

Potenza assorbita = d ^ 2 * (watt / m ^ 2) * (1E-6 m / u) ^ 2

e da 1 watt = 1 joule / sec

Potenza assorbita = d ^ 2 * (J / (m ^ 2 s) * (1E-12) m ^ 2 / u ^ 2

Il modello ora diventa:

t (sec) = (d (u) ^ 3 * (9.17E-16) cm3 gm kg m ^ 3 * ((4.21kJ/kg * dT kJ / kg
C) + (335kj/kg))) / (d (u) ^ 2 * (J / (m ^ 2 s) * (1E-12) m ^ 2 / u ^ 2)

Semplificato si ottiene la seguente formula:

t (sec) = ((d (u) * (9.17E-13) * (4.21dT + 335) J cm ^ 3 gm kg m ^ 3 s
m ^ 2) / (W * 1E-12 J m ^ 2 m ^ 3 cm ^ 3 gm kg)

o t (sec) = (d (u) * (9.17E-13) * (4.21dT + 335)) sec / (W *
1E-12)

o t (sec) = (d (u) * 0,917 * (-4.21T + 335)) / Watts/m2

dove d è misurata in micron, T è la temperatura dell'aria dove si possono formare le scie di condensazione, misurata in gradi centigradi e la radiazione solare è in watt per metro quadrato.

Saranno ora considerati casi rappresentativi e l'applicazione di questo modello. La ricerca indica che la dimensione delle particelle emesse dagli aeromobili è compresa tra 30 e 200 micron (Goethe MB – Ground based passive remote sensing of ice clouds with scattered solar radiation in the near infrared – Max Planck Inst. Meteorol.). La temperatura dell'aria ad altitudini di volo è comunemente -40, - 50 gradi. C. La radiazione solare normalmente varia tra i 400 ei 700 watt per metro quadrato.

Nelle tabelle presentate, d è la dimensione dei cristalli di ghiaccio lungo un lato del cubo, T è la temperatura dell'aria dove si possono formare le contrails, e P è la radiazione solare in Watt/ sq m; t è il periodo di tempo che è necessario per la scia o per i cristalli di ghiaccio affinché si dissipino (cioè si trasformi da ghiaccio in vapore acqueo).

d (micron) T (deg. C.) P (watt / mq) t (sec)

1 -50 600 1 sec.
10 -50 600 8
30 -50 600 25
50 -50 600 42
100 -50 600 83
1 -40 400 1
10 -40 400 12
30 -40 400 35
50 -40 400 58
100 -40 400 115
1 -30 700 1
10 -30 700 6
30 -30 700 18
50 -30 700 33
100 -30 700 60

Questo modello copre la gamma di dimensioni attesa per eventuali particelle che dovrebbero essere emesse dagli aeromobili; la maggior parte delle particelle sospese nell'aria va da 0-100 micron. E' interessante notare che le dimensioni delle particelle considerate in questo modello sono generalmente reputate troppo grandi per servire come nuclei di condensazione nelle nubi; la dimensione media prevista per i nuclei di condensazione è estremamente piccola e dell'ordine di 0,1-0,2 micron. Una particella da 10 micron è considerata estremamente ampia rispetto ai nuclei di condensazione delle nuvole. Questa distinzione nelle dimensioni, quando abbinata con i risultati del modello precedente, indica inoltre la necessità di considerare la formazione delle nubi come un processo fisico separato e distinto da quello della scia di condensa. Tale analisi dovrebbe necessariamente valutare il ruolo significativo che le particelle di aerosol, deliberatamente o meno introdotte, avrebbero sulla nucleazione della nuvola e sul processo di formazione.

Come si vede, i risultati di questo modello concordano molto bene con le proprietà osservate delle scie. Questo lavoro si basa sull’analisi di processi fisici, chimici e matematici della termodinamica rispetto all'acqua ed ai vari stati di fase. È stato anche preso in esame il fenomeno della sublimazione, ma è stato appurato che non è applicabile a causa dei requisiti di pressione atmosferica estremamente bassi, necessari affinché la sublimazione si verifichi (P <.006 atm). La maggiore variazione all'interno di questo modello è connessa con la dimensione del particolato. Si è visto che le scie composte di particelle più piccole si dissipano entro 30 secondi o meno e che le scie formate anche da particelle relativamente grandi dovrebbero disperdersi entro un paio di minuti al massimo.





Conclusione

Se la dissipazione di una scia osservata non è conforme al modello di cui sopra, allora la logica conclusione che si deve trarre è la seguente: il materiale di emissione non è probabile che sia vapore acqueo. Come accennato in precedenza, la fisica della formazione delle nuvole è un processo separato dipendente dalla temperatura, dall’umidità relativa, dal tipo di nuclei di aerosol e dalla dimensione dei nuclei di condensazione (granelli di sabbia, di polvere, pollini etc.)

Clifford Carnicom

Fonte: chemtrailsplanet.net


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martedì 15 luglio 2014

Parole magiche


Se il biossido di carbonio è dipinto come più pericoloso del demonio...

Cambiamenti climatici”: è questa la magica espressione con cui “esperti” e gazzettieri credono di spiegare le bizzarrie delle condizioni meteorologiche. E’ un’espressione che significa tutto, ma non significa niente, una specie di tautologia utile solo per inculcare nella casalinga di Voghera il pregiudizio secondo cui il biossido di carbonio è all’origine di spaventosi disastri.

Gli ignoranti usano la dicitura “cambiamenti climatici” come sinonimo di “riscaldamento globale”: la colpa è sempre del CO2. Anche se gli inverni sono rigidi, le estati fresche, anche se i ghiacci polari, invece di fondersi, si espandono, è sempre “global warming”. [1] Con “ragionamenti” astrusi, illogici e capziosi, gli specialisti dimostrano che in realtà il freddo è caldo e sei tu che ti fidi di impressioni soggettive, mentre loro sono scienziati del clima (sic) ed i loro modelli sono corretti.

Sulla... scia di Al Gore, tutti a strapparsi le vesti ed a gridare come indemoniati, se le concentrazioni di biossido di carbonio in atmosfera aumentano di un ridicolo zero virgola, a mo’ dei partiti fondati da Clemente Mastella. La verità è un’altra: il CO2 genera un debolissimo “effetto serra”, è fondamentale per la vita sul pianeta perché promuove la fotosintesi clorofilliana, mentre sono altri composti (ad esempio il biossido di zolfo e l’esafluoruro di zolfo) a provocare un considerevole incremento delle temperature, senza dimenticare i veri inquinanti, oltre ai metalli neurotossici, l’uranio impoverito ed i radionuclidi.



Allora come si giustifica la crociata contro il biossido di carbonio, una demonizzazione che comincia dai banchi delle scuole primarie per culminare nell’introduzione di esosi balzelli come la carbon tax? Si giustifica, ricordando che il sistema ha nel suo D.N.A. la frode: si ricorre a qualsiasi mistificazione pur di colpevolizzare il cittadino e di spillargli quattrini. Nel contempo i giornalisti decantano le autovetture e le motociclette che avrebbero basse emissioni di CO2. Andassero a spigolare!

Ammettiamo un attimo per assurdo che veramente il CO2 sia davvero il male assoluto. Quanto ne producono le centinaia di aerei che contiamo nei giorni precedenti l’avvicinarsi di un fronte perturbato solo in'area circoscritta? Quanto ne producono le migliaia di velivoli che in tutti gli altri giorni scorrazzano ed insozzano i nostri cieli nel mondo? Eppure si celebrano e si pubblicizzano le compagnie aeree, i voli low cost, si incoraggiano la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento degli scali già esistenti. Non è in stridente contraddizione con l’obiettivo di contenere l’emissione di gas serra?

L’avvelenamento globale è inferiore per gravità solo alla menzogna planetaria, la truffa dell’”effetto serra” da CO2. Lo stesso Antonino Zichichi, scienziato dell’establishment, scagiona il biossido di carbonio, anche se si deve ascrivere a Zichichi il non piccolo demerito di aver ospitato al simposio di Erice da lui ideato, un satanico Edward Teller. Costui, nel 1997, consigliò di impiegare gli aerei civili accanto a quelli militari per diffondere in atmosfera nanoparticolato di alluminio e fibre di vetro.

Si ripetono fino alla nausea mantra, parole magiche per imbambolare l’opinione pubblica. Si pensi, in ambito politico ed economico, a termini tanto insopportabili quanto insidiosi, come “crescita”, “flessibilità”, “riforme”. E’ nel giusto Giorgio Manganelli quando scrive: “La parola è magia ed è magia nera”.

[1] Sul Daily Mail leggiamo: “Sulla base di letture provenienti da oltre 30.000 stazioni di misurazione, i dati che sono stati divulgati senza fanfare dal Met Office e dalla University of East Anglia, Unità di ricerca climatica, confermano (vedi grafico) che la tendenza all’aumento delle temperature mondiali si è conclusa nel 1997".



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