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giovedì 14 maggio 2020

Da Giorgione a Giorgino



Per una singolare combinazione, il precedente articolo era dedicato a Zorzi di Castelfranco, noto come Giorgione, artista eccelso, genio del Rinascimento italiano; oggi ci occupiamo, se è lecito confrontare le cose grandi con le cose piccolissime – ma qui le accostiamo solamente - di Giorgino Romiti, in “arte” Gaston Zama (sic). Giorgio Romiti… chi è costui? E’ uno che appartiene alla redazione del programma “Le iene”: non è né pubblicista né giornalista, ma un dilettante che realizza servizi per la storica trasmissione di Italia Uno.

Sono noti i fatti che lo hanno condotto a confezionare un fumetto sulla relazione tra il Covid 19 ed il 5G. Abbiamo già scritto decine di articoli sui media di regime, sulla propaganda, sugli stratagemmi adottati dalla disinformazione: sono soggetti cui abbiamo dedicato anche un corposo capitolo nel volume “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019 cui dunque rinviamo per ogni approfondimento.

Tuttavia, poiché abbiamo conosciuto di persona Giorgio Romiti, vogliamo spendere qualche parola su un caso clinico. E’ un caso molto interessante ed istruttivo, perché possiamo asserire, senza tema di smentita, che Giorgino è la dimostrazione di come il sistema sia riuscito a creare degli individui omologati, lobotomizzati, paradossalmente in buona fede. Tanto di cappello ai registi dell’”educazione” e della “cultura” che hanno determinato una vera e propria mutazione antropologica: Giorgino è il campione - nel senso di specimen, non di asso - dell’uomo odierno, uno che si abbevera alle fonti ufficiali e che crede nelle favolette raccontate dagli organi dell’establishment, uno che apprezza e perfino ama il carnefice, scambiato per filantropo. Trasecolammo, quando ci accorgemmo che colui davvero è convinto che le Torri gemelle furono distrutte da un drappello di jihadisti barbuti, armati di coltellini. Giorgino non sapeva che il giorno 11 settembre 2001 fu demolita anche la Torre n. 7: quando lo informammo di ciò, restò in silenzio per un paio di minuti sì da parere un automa in cortocircuito. E’ semplice: Giorgino è un negazionista, ma il negazionismo ha tante teste come l’Idra. Vediamo quali.



· Negazionismo vero e proprio: coincide con la masnada di disinformatori storici intenti ad occultare, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, la verità ed a tacitare ogni voce fuori dal coro. Un esempio: Massimo Polidoro.

· Negazionismo estemporaneo: vi appartengono tutti quei “giornalisti” che di solito scribacchiano o berciano i loro scempi sui temi più disparati, ma che, alla bisogna, si uniscono agli occultatori di professione. Questi gazzettieri a volte si aggregano al primo gruppo. Un esempio: Enrico Mentana, iscritto al famigerato C.I.C.A.P.

· Negazionismo mascherato: combacia con il manipolo di “divulgatori” che rivelano qualche verità intrecciata a bugie e che si concentrano su argomenti alla fine collaterali o datati, ad esempio il falso allunaggio, l’omicidio di J.F. Kennedy. Se affrontano temi scottanti, come la geoingegneria clandestina, li trattano in modo ambiguo e depistante con il fine di intorbidare le acque. Un esempio: Claudio Messora.

· Negazionismo paranoide ed involontario: si riferisce a tutti coloro che, come Giorgino e la stragrande maggioranza della popolazione, amano rintanarsi in un mondo fiabesco dove persino Bill Gates, anzi Kill Hates, è un benefattore. Più che fette di prosciutto sugli occhi hanno delle mole di frantoio. Costoro sono paranoici in senso letterale, perché, non essendo in grado di accettare la realtà, che spesso ha degli aspetti spiacevoli, si creano una dimensione fittizia, rassicurante, puerile dove tutte le istituzioni sono buone, al limite, in qualche circostanza, un po’ inefficienti. Un tratto contraddistingue questa categoria rispetto alle altre stirpi di “bravi” che sono in mala fede, ma non del tutto privi di conoscenze e di intelligenza: la totale, irremissibile incapacità di comprendere e svolgere il più semplice ragionamento. E’ senza dubbio colpa dell’ignoranza, giacché, non appena citi, verbigrazia, il concetto di “frequenza elettromagnetica” o evochi, per cambiare àmbito, il mito platonico della caverna o il cambiamento di paradigma scientifico secondo Kuhn, strabuzzano gli occhi vacui e, imbarazzati, ridono nervosamente. E’ un’ignoranza in cui sguazzano “come porci in brago”, in quanto non vogliono né studiare né documentarsi. Questa ottusità è anche dovuta ad una “forma mentis” tipica dell’uomo nuovo, plagiato ed indottrinato ad hoc. E’ l’individuo descritto da Aldous Huxley nel romanzo “Brave new world”.

Come concludere? Se ci rivolgessimo ad una pianta per spiegarle che il virus non è un essere vivente, essa capirebbe, non la maggior parte dei sudditi. Contro la malvagità si può ancora lottare, ma contro la stoltezza siamo del tutto inermi.

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domenica 20 settembre 2015

Strategie linguistiche contro la setta dei disinformatori

Quando la dittatura è un fatto, la rivoluzione è un dovere (dal film "Treno di notte per Lisbona").

“Dobbiamo compiere ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie (quelle diffuse dall'informazione indipendente, n.d.r.). Se qualche resistenza compare, dobbiamo sottolineare con forza che essa viene da ‘isolati’ ostinati individui, mal informati o disonesti, che non sono affiliati ad alcun gruppo o partito importante. […] L’inevitabile sospetto che il colpo di Stato è opera delle macchinazioni della Compagnia (la C.I.A., n.d.r.), può essere stornato, attaccandolo violentemente e l’attacco sarà tanto più violento quanto più questi sospetti sono giustificati. Faremo uso di una selezione adatta ed opportuna di frasi sgradevoli che restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo”. (E. Luttwak)

Il pensiero libero si esprime attraverso un linguaggio libero, creativo, provocatorio. Nei confronti della disinformazione, la lingua della verità informa, ora usando i termini che aderiscono ai significati ed alle cose ora mutuando, con intento correttivo, espressioni e vocaboli con cui negazionisti e gazzettieri stravolgono la realtà. Nel momento in cui tali parole e diciture sono riprese in modo critico, si recupera il loro vero valore e lo si ritorce, a mo’ di boomerang, contro gli occultatori.

Qualche esempio è indispensabile: abbiamo intitolato un recente articolo “L’asse del Male”, rivisitando un sintagma che fu usato dopo l’inside job del 9 11, allorché Bush junior dichiarò la guerra al terrore, ossia guerra al Goldstein di turno, ad un’entità fantomatica; meglio, i terroristi (i servizi segreti internazionali) con il pretesto dell’”attacco” alle Torri gemelle proclamarono paradossalmente, dietro la finzione dell’integralismo islamico, la lotta contro sé stessi, perché sono gli Stati-canaglia ad essere gli autori e gli attori (anche in senso teatrale e cinematografico) del terrore.

Mentre l’”asse del Male” evocato dal criminale scemo era inesistente, essendo la semplice demonizzazione di paesi che, pur non privi di contraddizioni, erano e sono del tutto estranei al terrorismo, quando noi scriviamo “asse del Male” designiamo una struttura di potere precisa, per inchiodarla alle sue responsabilità. Anche la parola macedonia “Stati-canaglia” è efficace e doverosa, nel momento in cui la si riferisce a quelle entità governative che sono artefici di attacchi proditori contro paesi non allineati al Diktat globalista e contro intere nazioni inconsapevoli. E’ questo il caso della geoingegneria clandestina, conflitto non dichiarato ai danni della popolazione.

La voce “negazionisti” poi è quanto mai idonea per indicare i forsennati della disinformazione, poiché essi appunto tentano pervicacemente di negare, di smentire, contro ogni evidenza e prova, la verità.

Nel contempo, devono essere denunciati, rifiutati e trasformati i sintagmi e lessemi che manifestano l’infinita, untuosa ipocrisia del sistema: “democrazia”, “libertà”, “giustizia”, “missione di pace”, “lotta alla povertà”… segnalano l’esatto contrario, non appena sono pronunciati o vergati da un esponente delle istituzioni, un pennivendolo, un depistatore.

Altre espressioni-chiave dei media di regime sono ossimoriche, ad esempio “guerra giusta”, “guerra umanitaria”, “bombardamento umanitario”… Sono quindi assurde, frutto solo di una volontà di mistificare i fatti.

Laddove un guerrafondaio come Edward Luttwak, in “Coup d'Etat: a practical handbook”, 1968, consiglia di ghettizzare i dissidenti e gli oppositori, per mezzo di termini quali “antisemita”, “terrorista”, “comunista”, “fascista”, “stalinista” (sciachimista... n.d.r.) etc., senza tema di errore, potremo usare l’aggettivo “antisemita” per denotare coloro che covano un odio indiscriminato contro gli Arabi, poiché gli Arabi (come gli Aramei e gli Ebrei) sono un’etnia appartenente al gruppo linguistico semitico. Pertanto sono Bush junior e tutti quelli che, come lui, fomentano la xenofobia contro gli Arabi ad essere sic et simpliciter “antisemiti”. Lo era evidentemente la fallace Fallaci, autrice di libracci comunque detestabili perché mal scritti piuttosto che per la loro palese istigazione all’odio.

La dittatura del pensiero unico (in realtà non-pensiero) deve essere combattuta con tutti gli strumenti culturali a disposizione, a cominciare da un uso onesto, veritiero ed intrepido della lingua, rigettando la doppiezza di un codice “falso e bugiardo”, verbigrazia quello che definisce la distruttiva legge sull’istruzione (?) “buona scuola” che dobbiamo bollare sempre e comunque come “pessima scuola”.

Di fronte a fenomeni nuovi è d’uopo coniare neologismi, compiere ribaltamenti semantici (decisioni del tempo, anziché previsioni, Ministero dell’inferno, invece che dell’interno etc.), ricorrere ad un’elegante, pungente ironia. Soprattutto è importante abituarsi a ripetere certe voci ed elocuzioni affinché diventino un patrimonio semantico e concettuale cui tutti possano attingere per smascherare l’inganno linguistico, riflesso di numerosi altri imbrogli. Questo fino a quando il re sarà nudo e… afono.

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venerdì 20 febbraio 2015

Geoingegneria clandestina e media di regime

Pubblichiamo un recente articolo di Dane Wigington, tradotto dall’autore di Offskies. L’attivista californiano chiarisce e denuncia le connivenze dei media ufficiali nelle mistificazioni e nei silenzi inerenti alla geoingegneria illegale.



La geoingegneria illegale non potrà più essere nascosta ancora per molto tempo: i media di regime hanno dovuto cominciare ad affrontare questo problema su larga scala. Negli ultimi tempi sono state pubblicate diverse decine di articoli su testate ufficiali: ventidue di questi sono a disposizione per un’adeguata analisi (vedi fonte in inglese).

Viviamo in un mondo di fumo e di specchi. Un gran numero di figure appartenenti al mondo accademico ha contribuito a creare le illusioni che finora hanno occultato le realtà più terribili: sono realtà che ora abbiamo tutti di fronte. Le bugie e le omissioni sono una parte importante di quell'inganno a cui siamo stati sottoposti ed ognuno di quegli articoli è un esempio lampante di tutto ciò.

In primo luogo, ognuna delle pubblicazioni perpetua la menzogna palese che l'ingegneria del clima è solo per ora una "proposta". Inoltre nessun pezzo di quelli citati (per colpa degli “esperti” che hanno trasmesso loro dati erronei e lacunosi?) si preoccupa mai di menzionare il fatto più clamoroso ed importante di tutti per quanto riguarda "le cosiddette proposte di geoingegneria tramite aerosol": ogni singola particella dispersa in aria deve per forza di cose ricadere a terra! Ogni organismo vivente è soggetto a questa contaminazione, ma questo fatto indiscutibile non è mai neppure accennato.

La struttura di potere non vuole prendere in considerazione le domande della popolazione sugli ovvi pericoli direttamente legati alle attività di geoingegneria clandestina. Il geoingegnere David Keith è stato interpellato in occasione di una conferenza scientifica sul suo "progetto" di diffondere 20.000.000 di tonnellate di alluminio in atmosfera: la sua risposta dovrebbe scandalizzare ed indignare qualsiasi persona dotata di un briciolo di buon senso.

Gli “scienziati” ed i media mainstream omettono sempre di menzionare il fatto che disperdere particolato tossico nell'atmosfera deve giocoforza avvelenare l'intera superficie del pianeta. Le chemtrails hanno provocato uno spaventoso inquinamento della biosfera: ogni nostro respiro è ormai contaminato.

Tutti sono necessari nella lotta in corso per informare, esporre e tentare di interrompere l’insania della geoingegneria. Fate sentire la vostra voce.

Fonte in italiano
Fonte originale


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lunedì 1 dicembre 2014

Caronia: il sindaco ritiene che i roghi siano dovuti ad esperimenti militari

A differenza della stragrande maggioranza dei media ufficiali, riteniamo doveroso dar spazio all’odissea che stanno vivendo gli abitanti di Canneto di Caronia (Messina). Reputiamo che gli incendi ed altri fenomeni all’apparenza inspiegabili siano il fulcro di operazioni cruciali, anche se per lo più ignorate. Per ora, una sola osservazione: dopo che la frazione di Caronia è stata sgomberata, i roghi continuano: è la conferma che erano insinuazioni calunniose quelle di chi accusava i residenti di essere dei piromani.



Palermo. Potrebbero essere gli esperimenti militari la causa dei misteriosi incendi che, dal 2004, sgomentano gli abitanti di Canneto di Caronia (Messina). Ad asserirlo, ai microfoni di “Restate scomodi”, programma trasmesso da Radio Uno dal lunedì al venerdì alle 15:30, è il sindaco di Caronia, Calogero Beringheli. Beringheli ha affermato di essere in possesso di una relazione riservata, preparata da una commissione scientifica incaricata di studiare il fenomeno.

“Lo studio - spiega il primo cittadino - rivela che fra le ipotesi più probabili delle combustioni bisogna annoverare proprio la sperimentazione di armi che diversi stati starebbero usando. Noi vogliamo sapere quali sono questi paesi. Tutto è fermo dal 2007, i monitoraggi sono stati interrotti, la commissione ha proposto alla Protezione civile di potenziare la rete dei sensori. Noi vogliamo sapere che cosa sta accadendo”.

Gli incendi, cominciati nel 2004, sono ripresi qualche mese addietro dopo una pausa. Il sindaco di recente è stato costretto ad ordinare lo sgombero delle case dei 148 abitanti della frazione. “Finché non saranno state individuate le cause - afferma Beringheli - la popolazione sgomberata non tornerà nelle abitazioni”.

Oltre ai roghi altri strani fenomeni hanno interessato la zona: dallo moria di alcune specie ittiche ai danni subiti da un elicottero della Protezione civile che sorvolava la frazione.

“A mio parere, lo Stato sa se ci sono esperimenti in corso – chiosa il sindaco - Lo Stato o qualche istituzione sa ed è assurdo che non sia stato comunicato nulla”.


Fonte: lasicilia.it




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lunedì 22 settembre 2014

Asimmetria


Molti si domandano per quali ragioni, nonostante l’informazione sulla geoingegneria clandestina, il signoraggio bancario e crimini correlati sia sempre più capillare, benché siano molteplici i movimenti che si battono per la verità, non si ottengano risultati concreti. In primo luogo, se escludiamo le associazioni che sono in realtà espressioni del sistema (Thrive, Zeitgeist, WWF, Greenpeace, Lega Ambiente, Italia nostra, FAI etc.), il numero degli attivisti sinceri si riduce in modo drastico sicché il vero dissenso occupa una parte molto esigua.

E’ evidente l’asimmetria con l’establishment da una parte, sistema che detiene il potere ed ingenti risorse finanziarie, ed i cittadini dall’altra. Essi, pur organizzati, non dispongono né di strumenti finanziari né di altro tipo. Sbilanciato è anche il quadro globale in merito all’informazione: gli apparati monopolizzano i media sia tradizionali sia digitali, laddove il fronte della libertà, tra mille impedimenti pratici e legali, a mala pena riesce a manifestare il suo pensiero ed a divulgare. L’ostacolo principale, però, in cui ci si imbatte è la divisione che connota la galassia dei gruppi anti-sistema. Siamo spesso al cospetto di una polverizzazione ora alimentata da individualismo ora da egomania ora da oggettive, logistiche difficoltà a creare un coordinamento.

Questa divisione, però, non è del tutto deplorevole, anzi. Infatti, mentre gli apparati sono compatti nel segno di obiettivi biechi (denaro, egemonia, carriere universitarie, censura, controllo, persecuzione dei dissidenti), gli attivisti sono talora in disaccordo tra loro per motivi legati alle idee. La frattura più importante è quella che separa i laici dai credenti. I credenti di solito sono cattolici, ma non mancano gli aderenti ad altre confessioni cristiane anche minoritarie. Gli stessi cattolici, però, sono distinti in cattolici canonici (papisti), sedevacantisti, lefebrviani e via discorrendo. Anche i laici (laico non significa che sia indifferente a risvolti metastorici, metafisici e persino spirituali, ma che non ritiene necessario, per attuare certe strategie, sconfinare dall’ambito empirico) si parcellizzano in diversi orientamenti più o meno contigui a compagini istituzionali. Si pensi solo alle logoranti ed inutili diatribe tra economisti indipendenti (contrari al signoraggio bancario) circa la funzione e gli scopi della moneta. [1]



Non mancano divergenze a proposito delle strategie da adottare: qualcuno intende privilegiare le manifestazioni, altri l’informazione, altri gesti simbolici, altri iniziative legali, altri propendono per una metodologia “mista”. Alcuni preferiscono concentrare le proprie energie su obiettivi minimi (la sovranità monetaria), altri vorrebbero azioni di più ampio respiro. Purtroppo la scarsa unità di intenti fra gli attivisti rischia di indebolire una condotta già profondamente condizionata dallo strapotere del sistema. Bisognerebbe porre tra parentesi certe differenze di idee per incanalare le forze verso un fine condiviso da tutti.

In linea di massima, in questi anni si è riusciti ad aprire qualche breccia nel muro poderoso del negazionismo, ma gli esiti sono stati insoddisfacenti e non tanto per l’intrinseca vigoria dell’establishment, quanto per l’inerzia e l’indifferenza di gran parte dell’opinione pubblica preoccupata solo di difendere il suo hortus conclusus. La gente è restia a prendere coscienza e ad intraprendere un itinerario difficile ma alla fine proficuo, un percorso verso la libertà e la dignità. Dunque le fenditure spesso si sono richiuse. In questi anni poi non pochi attivisti, per una ragione o per un’altra, hanno defezionato.

Stando così le cose, è arduo sperare in una svolta positiva e per giunta in tempi brevi. Non si può mai sapere: nella storia e nella natura agiscono fattori imponderabili, ma pare restino poche opportunità almeno sul piano pratico di individuare risoluzioni definitive. Né si può dimenticare che probabilmente il tracciato principale è, almeno in una certa misura, predeterminato: l’umanità non poté in passato scampare al cataclisma planetario noto come diluvio universale.

L’asimmetria non si limita solo al confronto tra l’uomo e la struttura governativa, ma pure alla dialettica tra “progetto e destino” per usare un’efficace antitesi di Giulio Carlo Argan. Da tale dialettica non si può prescindere. L’asimmetria fondamentale è, però, un’altra ed è a nostro vantaggio: è quella tra coscienza e “macchina”, tra onestà intellettuale ed ingiustizia, tra verità e menzogna, tra sapere ed ignoranza. Ci deprederanno, ci vesseranno, ci aggrediranno in ogni modo, devasteranno il pianeta purtroppo, ma la coscienza non si può svellere. Essa è quercia di cui la bufera squassa la chioma, ma che non può essere sradicata.

Se, sotto il profilo storico, la sconfitta è probabile, sul piano metastorico, la vittoria ci appartiene. Non vinceremo, perché abbiamo già vinto. Da sempre.

[1] Purtroppo i cattolici non vogliono riconoscere che la Chiesa di Roma, in quanto istituzione, fatti salvi quindi singoli esponenti che sono anche degnissimi, è convinta promotrice della dittatura planetaria nota come Nuovo ordine mondiale.


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domenica 14 settembre 2014

Usare il filo di Arianna, ossia come leggere ed interpretare le notizie nel mondo globalizzato


Sia gli utenti della Rete sia coloro i quali, credendo di informarsi, si appoggiano ai media tradizionali, sono subissati da una ridda di notizie che stentano a decodificare. Spesso sono ragguagli di cui è, in effetti, arduo stabilire il grado di veridicità o plausibilità. Semplificando, si può stilare un vademecum che può aiutare ad orizzontarsi.

In primo luogo, occorre distinguere le news in tre categorie.

1) Notizie vere
2) Notizie ambivalenti, in cui la verità è deliberatamente intrecciata alla mistificazione o offuscata da superficialità ed incompletezza
3) Annunci distorti, falsi ed inventati

1) Le prime sono rarissime e coincidono o con fatti che possono essere verificati di persona ed in loco o con reportages diffusi da quelle poche fonti indipendenti animate dall'esclusivo interesse a denunciare situazioni scomode per gli apparati, circostanze suscettibili altresì di promuovere una presa di coscienza nei fruitori. Sono siti contraddistinti dall'abitudine ad una meticolosa analisi e scrematura delle informazioni. Compiono perciò indagini indipendenti, intervistando i testimoni dell'accaduto, inoltre analizzano e comparano il materiale a disposizione.

A questo gruppo appartengono pure le notizie veraci ma insignificanti: ad esempio, tale calciatore si è sposato con una fotomodella. Il fatto è certo, ma non ha alcuna rilevanza sul piano individuale e sociale.

2) Le seconde sono molto numerose. Si distinguono a loro volta in due sottoinsiemi: quelle diramate dal sistema per confondere l'opinione pubblica o per sensazionalismo; i comunicati che, a causa del rumore o perché connessi ad avvenimenti già di per sé poco chiari, si rivelano come un groviglio inestricabile di genuino e di mendace. Talvolta queste notizie, visti i loro tratti dirompenti, sono rilanciate da portali liberi con ingenuità ed avventatezza. In questi casi, occorre spirito critico per separare il grano dal loglio. E' necessario poi enucleare le incongruenze che minano dall’interno la credibilità dell’informazione. Anche la "sorgente" è rivelatrice: se è un medium ufficiale, il tutto andrà preso con le pinze.

Dato che ci occupiamo di geoingegneria clandestina, proponiamo un esempio coerente con il tema. Qualche settimana addietro, è stata diffusa la notizia secondo cui i ghiacci dell'Artico si stanno espandendo. Ora, premesso che per essere sicuri al 100 per cento di quanto avviene al Polo Nord, bisogna recarcivisi, il dispaccio è vero, ma inficiato da una lacuna, vale a dire che il pack si è espanso un po' rispetto agli anni immediatamente pregressi ma, se si considera il trend dal 1979, la calotta glaciale si è ridotta in modo notevole. Hanno quindi ragione gli artificialisti che vedono nelle chemtrails e nei riscaldatori ionosferici le precipue cause degli sconvolgimenti climatici e del collasso ambientale.

Dunque ogni notizia deve essere, ogni qual volta è possibile, contestualizzata ed anatomizzata. Se non si è sicuri della sua autenticità, è bene proporla come ricostruzione probabile, sempre soggetta a rettifiche, chiarimenti, smentite.

3) Le notizie fittizie sono la stragrande maggioranza: propalate dai media di regime, si possono quasi sempre comprendere, leggendole al contrario. Ad esempio, il governo cerca di affrontare il problema della disoccupazione significa in modo inequivocabile che l'esecutivo si sta adoperando affinché la perdita dell'impiego e l'impossibilità di trovarlo siano la regola.



Ancora, se i gazzettieri scrivono che l'esecutivo è impegnato a reperire le risorse per diminuire il cuneo fiscale che penalizza le aziende, bisogna operare la seguente traduzione: il Presidente del consiglio ed i ministri, mirano, su mandato dei poteri sovranazionali, a far fallire con una tassazione esosa e con una normativa vessatoria, il maggior numero possibile di imprese. Naturalmente ci riescono! In questo modo si creano quelle crisi socio-economiche che sono un presupposto, come ammise il mefistofelico Mario Monti, per la cessione di "pezzi di sovranità nazionale" all'Unione europea.

Quando le istituzioni affermano che bisogna proteggere gli ecosistemi contenendo le emissioni di CO2, il messaggio reale è il seguente: “Noi (le sedicenti élites) stiamo con alacrità e tenacia distruggendo il pianeta per mezzo di aerosol nocivi, armi elettromagnetiche, radiazioni nucleari, fracking, inquinanti di ogni genere, sebbene accusiamo di ogni disastro ambientale i comuni cittadini ed il biossido di carbonio che sappiamo c’entrare pochissimo o nulla con la devastazione in atto”.

Ultimamente sono apparsi sulla Rete alcuni portali di falsa informazione libera che hanno lo scopo primario di pubblicare articoli fondati su fatti mai occorsi, ma spacciati per "notizie-bomba". Senza esitazione queste "agenzie" sono riprese da certi lettori poco attenti sulle piattaforme di condivisione, trasformandole in contenuti "virali". A quel punto l'informazione spuria diviene reale. E' quanto il sistema si prefigge, poiché è sempre più diffusa in modo deliberato l'idea che il Web sia inaffidabile. Non sono pochi gli esempi di giornalisti appartenenti all'establishment che, in occasione di convegni sull'informazione, puntano a delegittimare le notizie vere attraverso la denigrazione di quelle false da loro stessi confezionate. Infatti, se si eseguono delle ricerche, si nota che questi domini, sebbene con suffisso .it sono spesso gestiti da società di marketing con sede all'estero.

Bisognerebbe aggiungere tante altre osservazioni, ma per ora basti questo breve prontuario per cominciare ad orientarsi nel dedalo dell'informazione e della disinformazione. Che Arianna ci metta a disposizione il filo…


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martedì 15 luglio 2014

Parole magiche


Se il biossido di carbonio è dipinto come più pericoloso del demonio...

Cambiamenti climatici”: è questa la magica espressione con cui “esperti” e gazzettieri credono di spiegare le bizzarrie delle condizioni meteorologiche. E’ un’espressione che significa tutto, ma non significa niente, una specie di tautologia utile solo per inculcare nella casalinga di Voghera il pregiudizio secondo cui il biossido di carbonio è all’origine di spaventosi disastri.

Gli ignoranti usano la dicitura “cambiamenti climatici” come sinonimo di “riscaldamento globale”: la colpa è sempre del CO2. Anche se gli inverni sono rigidi, le estati fresche, anche se i ghiacci polari, invece di fondersi, si espandono, è sempre “global warming”. [1] Con “ragionamenti” astrusi, illogici e capziosi, gli specialisti dimostrano che in realtà il freddo è caldo e sei tu che ti fidi di impressioni soggettive, mentre loro sono scienziati del clima (sic) ed i loro modelli sono corretti.

Sulla... scia di Al Gore, tutti a strapparsi le vesti ed a gridare come indemoniati, se le concentrazioni di biossido di carbonio in atmosfera aumentano di un ridicolo zero virgola, a mo’ dei partiti fondati da Clemente Mastella. La verità è un’altra: il CO2 genera un debolissimo “effetto serra”, è fondamentale per la vita sul pianeta perché promuove la fotosintesi clorofilliana, mentre sono altri composti (ad esempio il biossido di zolfo e l’esafluoruro di zolfo) a provocare un considerevole incremento delle temperature, senza dimenticare i veri inquinanti, oltre ai metalli neurotossici, l’uranio impoverito ed i radionuclidi.



Allora come si giustifica la crociata contro il biossido di carbonio, una demonizzazione che comincia dai banchi delle scuole primarie per culminare nell’introduzione di esosi balzelli come la carbon tax? Si giustifica, ricordando che il sistema ha nel suo D.N.A. la frode: si ricorre a qualsiasi mistificazione pur di colpevolizzare il cittadino e di spillargli quattrini. Nel contempo i giornalisti decantano le autovetture e le motociclette che avrebbero basse emissioni di CO2. Andassero a spigolare!

Ammettiamo un attimo per assurdo che veramente il CO2 sia davvero il male assoluto. Quanto ne producono le centinaia di aerei che contiamo nei giorni precedenti l’avvicinarsi di un fronte perturbato solo in'area circoscritta? Quanto ne producono le migliaia di velivoli che in tutti gli altri giorni scorrazzano ed insozzano i nostri cieli nel mondo? Eppure si celebrano e si pubblicizzano le compagnie aeree, i voli low cost, si incoraggiano la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento degli scali già esistenti. Non è in stridente contraddizione con l’obiettivo di contenere l’emissione di gas serra?

L’avvelenamento globale è inferiore per gravità solo alla menzogna planetaria, la truffa dell’”effetto serra” da CO2. Lo stesso Antonino Zichichi, scienziato dell’establishment, scagiona il biossido di carbonio, anche se si deve ascrivere a Zichichi il non piccolo demerito di aver ospitato al simposio di Erice da lui ideato, un satanico Edward Teller. Costui, nel 1997, consigliò di impiegare gli aerei civili accanto a quelli militari per diffondere in atmosfera nanoparticolato di alluminio e fibre di vetro.

Si ripetono fino alla nausea mantra, parole magiche per imbambolare l’opinione pubblica. Si pensi, in ambito politico ed economico, a termini tanto insopportabili quanto insidiosi, come “crescita”, “flessibilità”, “riforme”. E’ nel giusto Giorgio Manganelli quando scrive: “La parola è magia ed è magia nera”.

[1] Sul Daily Mail leggiamo: “Sulla base di letture provenienti da oltre 30.000 stazioni di misurazione, i dati che sono stati divulgati senza fanfare dal Met Office e dalla University of East Anglia, Unità di ricerca climatica, confermano (vedi grafico) che la tendenza all’aumento delle temperature mondiali si è conclusa nel 1997".



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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 26 giugno 2012

Il grande mentitore, i bambini e le scie chimiche (articolo di Penelope Griffith London)

Maestri? No, mostri.

Tutti sanno che è necessario proteggere i bambini da certi loschi figuri, ma quanti sono al corrente del plagio cui sono sottoposte le nuove generazioni attraverso i media che non esitiamo a definire diabolici? Chi difenderà i bambini dai Mostri camuffati da “educatori”, araldi di una “scienza” falsa e mortale? Stanno allevando bambini che scambieranno l’inferno chimico in un eden. Bisogna impedire a questi cattivi maestri di manipolare la percezione e la coscienza, di mistificare la realtà: essi non sono meno pericolosi dei pervertiti che adescano le loro piccole vittime.


Non è facile scrivere due righe di accompagnamento a questo misfatto, senza rischiare di essere ridondanti o retorici; ma dopo che “per caso” una rivista per bambini, una rivista di grande diffusione in Spagna, è arrivata tra le mie mani, non ho potuto fare a meno di condividere quello che ho visto.

Sulla rivista CLAN (stesso titolo di un noto canale televisivo per bambini), n. 28, uscita in Spagna nel giugno 2012, troviamo una pagina destinata alle SCIE CHIMICHE, perché questo è il vero nome delle “strisce che gli aerei lasciano nel cielo e che dipingono (sic) il cielo”!

Penso che non ci si stia ponendo “il problema” di parlare delle scie di condensa lasciate dagli aerei, visto che con queste il cielo non “resta dipinto” giacchè esse svaniscono al massimo in pochi minuti. (Moltissime scie evanescenti sono artificiali, n.d.r.)

Nel numero di giugno di CLAN c'è una pagina che “spiega” ai bambini le scie chimiche. Traduco dallo spagnolo per voi:

“PERCHÈ GLI AEREI DIPINGONO IL CIELO?”

“Claner giallo”: << Che Bello!! Tutto questo è per decorare il cielo... >>

Voce narrante: Quando l'aereo vola, esce del gas caldo...

“Claner giallo”: << E già e vuole che lo seguiamo >>

Voce narrante: Il gas caldo si scontra con l'aria gelata...

“Claner giallo”: << Hoy, che pasticcio. Perché gli aerei dipingono il cielo? >>

Voce narrante: … e si formano cristalli di ghiaccio che dipingono il cielo

“Claner giallo”: << Ho capito, la striscia bianca degli aerei nel cielo, sono piccole gocce d'acqua convertite in ghiaccio >>

Il problema di questo mondo possiede radici profonde. Non si risolverà con i giusti accordi bancari, i giusti uomini politici né con il ritrovato sogno del lavoro ben retribuito. Tutto questo è così sleale, è così perverso che solo una società profondamente malata potrebbe produrlo ed accettarlo.

Una volta esistevano fiabe in cui gli Orchi ingannavano i bambini per mangiarli. Esistevano storie in cui le streghe si mascheravano da vecchiette accoglienti per rapire i bambini. In questa società politicamente corretta, come si può permettere ad una rivista così di esistere? E il suo canale televisivo? Mi fa tremendamente paura... Ma che cosa guardano i bambini, che cosa raccontano loro? Cominciamo a combattere per le cose giuste. Una rivista così non può esistere. Gli Orchi si tengono alla larga dai bambini.

Penelope Griffith London

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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 18 gennaio 2010

Una giornata di ordinaria follia (articolo di Luca)

Volentieri pubblichiamo un articolo dell’amico e lettore Luca. E’ una testimonianza che non è basata su una “semplice” osservazione (sappiamo quanto sia esiguo il numero di coloro che, oggigiorno, sono in grado di osservare): infatti l’analisi del triste fenomeno “scie chimiche” diventa lo spunto per sondare, con acuminata intelligenza, i retroscena di un’operazione vergognosa ed infame. Ne scaturisce una condanna corrosiva ed implacabile che demolisce l’intero sistema con tutte le sue mistificazioni, il suo sfacciato stravolgimento della verità.

Oggi, per la prima volta, mi sono veramente spaventato, guardando il crimine perpetrato da questi ignobili militari che spargono veleni sulle nostre teste e sulla Terra tutta. Non avevo mai visto simile spettacolo sui cieli di Genova. Sembra che siano sempre più sofisticati i loro metodi di "oscuramento globale" del sole e delle menti; in poche ore, ho visto quello che non avevo mai visto prima d'ora. Speravo che la forza del vento, operoso ed instancabile per tutta la nottata, fosse riuscito a sventare i loro piani di morte, invece, nonostante la giornata abbia continuato ad essere molto ventosa, i voli costanti e pesanti di aerei chimici, sempre tutti in prossimità del nostro sole, sono riusciti nel giro di poche ore (ho osservato il fenomeno con attenzione dalle 9 del mattino fino alle 13 e poi di seguito con i risultati peggiori che si sono visti nel pomeriggio) a formare comunque una cappa "ondulata" e persistente di colore biancastro che ricopriva tutta la città. Inoltre erano ben visibili le linee di irrorazione parallele tra loro, uguali a quelle che si possono osservare sulle riviste patinate o in Internet nelle pubblicità delle automobili o nei cartoni animati per bambini, anche molto distanti queste ultime dal giro del sole. Intorno alle ore 11.30, mentre due ore prima il cielo appariva ancora completamente azzurro, seppur velato dalle irrorazioni di cui sopra, ora era completamente oscurato ed il sole appariva come dietro ad una nebbia padana, completamente fuori luogo dalle nostre parti. Verso le prime ore del pomeriggio, la popolazione genovese avrebbe potuto benissimo pensare di essere di nuovo interessata da un'interminabile nuova perturbazione, come nelle due lunghe settimane precedenti, quando gli ombrelli continuavano ad essere aperti, a causa di quelle goccioline minuscole, quasi ghiacciate e persistenti e per via della plumbea cappa chimica.

La giornata di oggi è proseguita all'insegna di un freddo intenso, di vortici d'aria molto compressa e di un cielo simil-piovoso, ma ahimé totalmente finto, anche se sempre più grigio. Ormai non si riescono più a vedere orizzonti nitidi, mentre tutto appare fumoso e velato, nonostante il forte vento spesso spazzi le nostre coste. Ho sentito diversi Milanesi proprietari di "seconde case" nel Levante ligure lamentarsi del cambiamento del clima della Liguria quando, loro malgrado, pensano di venderle senza più spostarsi da Milano! Alcuni notano persino di sentirsi molto più fiacchi e sonnolenti in Riviera, più di quanto lo siano a casa loro. Purtroppo è ancora difficile produrre in loro un ovvio collegamento tra il loro stato di salute, il cambiamento del clima e le scie chimiche. Occorre non abbassare la guardia ed anche migliorare l'informazione, attraverso volantini sempre più esaurienti nel dare spiegazioni scrupolose sui fenomeni chimici prodotti nel cielo dai finti "aerei di linea" ed informare sulle conseguenze anche apparentemente contraddittorie che questi generano sul clima, ora producendo siccità, come durante i periodi estivi, ora provocando viceversa calamità dovute a piogge torrenziali, a straripamenti di fiumi ed a venti fortissimi, durante la stagione invernale.

Occorre insomma portare alla comprensione dei nostri interlocutori un nesso, una "connessione" di tutti quegli eventi apparentemente discordanti o contraddittori tra loro, nonché semplicemente e apparentemente casuali, mostrandoli come il frutto invece di un'operazione maniacale, studiata a tavolino, nei minimi dettagli e pianificata a medio e a lungo termine da una cricca di nazisti, ancora viva e vegeta, che come durante il Terzo Reich, parla ancora di "Nuovo ordine mondiale". L'unica differenza da allora è la lingua usata: prima era quella tedesca, ora è l'inglese! Ci abituano a pensare che tutto quello di cui ci "informano" e che succede nel mondo sia completamente slegato e casuale, che non ci sia alcun nesso, con l'effetto psicologico di creare da una parte disorientamento e paura, dall'altra il bisogno di protezione, grazie, per fortuna, alle agenzie preposte alla "sicurezza" ed all'incolumità propria e dei rispettivi cari.

Attraverso il processo mentale e psicologico della "delega", abbiamo rinunciato al nostro potere personale e consegnato noi stessi ed i nostri figli ai più biechi torturatori e stupratori di massa di tutti i tempi, senza riconoscerli come tali, ma anzi osannandoli, come se fossero i nostri salvatori!!! Una volta i NAZI avevano la divisa grigia e sulle mostrine nere facevano bella mostra i teschi bianchi; tutto ciò dava loro un'identità certa; da loro potevi anche fuggire, se non ti sentivi a tuo agio o non ne condividevi i metodi!

Oggi i loro epigoni hanno capito la lezione: i luogo delle mostrine nere con i teschi bianchi, del passo dell'oca e degli stivaloni in cuoio nero lucido, preferiscono la pubblicità occulta, i messaggi subliminali, gli o.g.m., le multinazionali, la droga, le medicine, le auto col benzene-verde (colore molto di moda ultimamente...), gli i-pod perennemente accesi e sparati a tutto volume per la goduria dei timpani dei nostri figli adolescenti, i vaccini che "salvaguardano" la nostra salute dalle più terribili pandemie inventate in laboratorio, mettendo in mostra la loro solerzia a proteggerci da violenti terremoti o da tornado stile 2012-fine del mondo; loro, che ci salvano dalla cieca violenza del terrorismo islamico e da certi voli sfuggiti al controllo dei caccia americani su New York, così come dal temibile Saddam Hussein prima o da Bin Laden dopo, il quale riesce a sfuggire nel deserto all'Intelligence statunitense a bordo di una rumorosa motoretta a due tempi alimentata a miscela, come nei migliori episodi di Indiana Jones, interpretato dall'intramontabile Harrison Ford! Può darsi che durante gli anni del college americano il più pestifero dei "Laden" abbia tratto spunto, ancora giovane, dalla mitologia hollywoodiana di Indiana e che qualche simpatico amicone gli abbia poi girato dal vivo la scena!!!

Incredibile, eppure vero: difficile il collegamento per la maggioranza. E' come diceva il grande "Faber": solitamente "la maggioranza sta"...



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