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lunedì 27 giugno 2011

Steiner ed il destino della Terra

Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore dell’Antroposofia, nel libro “La scienza occulta”, distingue la storia umana in epoche. Egli considera il processo storico che, in modo alquanto improprio, definisce “evoluzione”, un movimento ondulatorio prima ascendente, poi discendente. L’”evoluzione” comprende le seguenti epoche: la prima, la seconda, l’atlantica, la postatlantica (quella in cui viviamo noi) e due successive. Nell’età atlantica si toccò l’apogeo, in seguito principiò il declino, pur con qualche risalita, ad esempio nella stagione ellenica. Lo svolgimento non concerne solo l’umanità ma pure il pianeta, nell’ambito di un costante influsso reciproco.

Scrive il filosofo nella raccolta di conferenze, tenutesi a Dornach (Svizzera) nel 1917, silloge intitolata “La caduta degli spiriti delle tenebre I retroscena spirituali del mondo”: “Se oggi camminiamo su zolle di terra, ci moviamo su qualcosa che va in frantumi, su qualcosa che, rispetto alle condizioni di crescita del passato, non è in continuo incremento. Prima dell’epoca atlantica e fino alla sua metà, la Terra era piuttosto un organismo in crescita, germogliante. Poi cominciò, diciamo, ad avere crepe e fessure e solo in seguito si formarono le rocce con le loro crepe e fessure. Non solo la scienza dello spirito è al corrente di questo. Che la Terra attuale si stia screpolando e fendendo, che stia andando incontro alla sua disgregazione, si trova ben esposto dalla scienza ufficiale nella notevole opera di Sueß, “L’aspetto della terra”. […] Sueß giunge a concludere che noi oggi abbiamo a che fare con un mondo che si avvia alla sua fine, che va frantumandosi”. [1]

E’ così: ci si sta incamminando verso un mondo sempre più decaduto, sotto il profilo spirituale, etico e fisico. La Terra è oramai agonizzante, isterilita, stanca. Questo corso non risparmia alcunché né alcuno, poiché è ineluttabile. E’ nell’ordine delle cose, piaccia o no. Non si può più guardare alla realtà, come in passato: essa è inquinata alle radici.

Non devono dunque stupirci recenti fenomeni come i sink holes, i giganteschi fori nel suolo dalla circonferenza perfetta o quasi: essi si aprono all’improvviso di solito in corrispondenza di strade, sia in città sia in zone rurali. Le pareti interne delle voragini, profonde alcune decine di metri, sono di solito lisce. La precisione del perimetro ha indotto alcuni ricercatori ad escludere che i sink holes siano manifestazioni naturali, ma che siano creati con potenti armi satellitari. Sono comunque la dimostrazione – se ancora se ne avvertisse l’esigenza – di un tempo in cui la tecnologia, assurta a strumento di controllo e di morte, è tutt’uno con una volontà diabolica. Le legioni delle tenebre hanno invaso silenziosamente la Terra e, come predisse Steiner al principio del XX secolo, molti uomini sono oggi soggiogati da distruggitrici entità ahrimaniche.

Come si accennava, un incessante flusso, un’osmosi collega gli esseri viventi al pianeta: i cambiamenti spirituali si riverberano nell’universo organico e viceversa. La decadenza della civiltà è dunque essa stessa causa ed effetto del disfacimento che colpisce la Madre. In alcune regioni si aprono spaccature, vulcani sopiti da tempo si risvegliano, violenti sismi squassano città, le placche slittano pericolosamente…: non è, come afferma qualcuno, la Natura che si ribella! È Gea preda di convulsioni. E’ la conseguenza di un attacco sferrato dalle élites oscure ai punti più sensibili di un organismo il cui “sistema immunitario” è sempre più debole.

La geologia potrà evidenziare i cambiamenti che stanno investendo la tettonica, i processi orogenetici, il vulcanismo, le loro relazioni con il clima, ma invano si cercheranno le cause fisiche di situazioni che trovano la loro origine in una sfera che trascende la semplice materia.

[1] Non è questa l’unica “profezia “ di Steiner che, nelle sue opere, prefigurò gli attuali scenari tecnocratici a base di eugenetica, sterilità maschile e femminile, automazione della società, creazione di un Messia sintetico etc.

Fonti:

Freeskies, Sink holes: i buchi lavandino, 2010
R. Steiner, La caduta degli spiriti delle tenebre: i retroscena spirituali del mondo”, Milano, 2010
Zret, L’enigma del doppio in Steiner, 2009



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domenica 13 marzo 2011

11 marzo 2011: terremoto artificiale in Giappone?

Sit iis terra levis.

N.A.S.A.: i terremoti sono prevedibili

"WASHINGTON, U.S.A. -- La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia americana, vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera".

Il rovinoso sisma che ha devastato un'ampia area del Giappone il giorno 11 marzo 2011 è stato un fenomeno indotto? E' possibile. Purtroppo le armi tettoniche esistono ed i pazzi che le impiegano pure. Molti indizi suffragano l'ipotesi dell'artificialità: l'ipocentro (10 km), certe scelte energetiche sgradite al sistema, le nubi “harpizzate” sopra il sito del disastro, le scosse di assestamento in luoghi lontani dall'epicentro e, last but not least, il marchio simbolico della data, imperniata sul numero 11, cifra che, in àmbiti esoterici degenerati, adombra l’incompletezza e la disgregazione. Tuttavia, riconoscendo che queste circostanze non sono sufficienti per convalidare la congettura di cui sopra, ci ripromettiamo di pubblicare quanto prima un dirompente studio da cui si evince che certe calamità sono innaturali.


Il terremoto di magnitudo 9.1 che ha colpito il Giappone ha provocato lo spostamento dell'asse terrestre di circa 10 centimetri. Secondo il geofisico della N.A.S.A., Richard Gross, l'evento ha provocato un incremento della rotazione terrestre, cagionando un accorciamento di 1,6 microsecondi della durata del giorno (un microsecondo corrisponde ad un milionesimo di secondo).

Di seguito la lista degli eventi sismici che hanno provocato uno spostamento dell'asse terrestre:

- scossa di Sumatra del 26-12-2004: spostamento dell'asse di 7 centimetri lineari e di 2 millesimi di secondo d'arco angolari;

- sisma in Cile: slittamento dell'asse di circa 8-12 centimetri;

- terremoto in Giappone: dislocamento dell'asse pari a circa 9-11 centimetri.

Ora cerchiamo di individuare le ragioni che potrebbero aver indotto gli Oscurati a scatenare questo disastroso sommovimento che i media ufficiali attribuiscono alla fatalità. Va detto che il Giappone è stato l'unico paese al mondo che ha cominciato ufficialmente un serio programma di sperimentazione dell'energia fredda, l'energia pulita a costo zero che permetterebbe di 'licenziare' i petrolieri e di smantellare tutte le centrali atomiche.

Sorge subito questa domanda: «Ai poteri forti che controllano il cartello petrolifero, l'apparato bancario e le altre corporations, ha fatto piacere sapere che il Giappone stava conducendo un programma di studio con lo scopo di perfezionare la fusione fredda?»

È evidente che il Giappone andava fermato! E come? Con un bel terremoto evidentemente.

Avete notato l'intensità del sommovimento? L'Impero del Sol Levante è il paese con la più efficiente struttura antisismica del mondo. Bisogna ovviamente generare delle scosse gigantesche per procurare danni così importanti.

È necessario precisare che, dopo la scossa principale, quella che ha generato lo tsunami, rilevata ad una profondità di 10 km, si sono susseguite repliche piuttosto potenti, sempre ad una profondità di 10 km. È inequivocabile il coinvolgimento e l'uso dell'arma H.A.A.R.P.

Non devono poi essere assolutamente trascurate le conseguenze dell'esplosione alla centrale nucleare di Fukushima, a 250 km da Tokyo. La rete televisiva N.H.K. ha mostrato le immagini di una nuvola di fumo bianco sopra l’impianto. La radioattività è destinata a propagarsi verso altre aree del pianeta.

Curiosa e inquietante è stata la decisione della Reuters di rimuovere dal proprio portale la carta del possibile fallout conseguente all'esplosione della centrale nucleare.

Qui sotto le misurazioni del magnetometro (Università di Tokyo) che rileva le perturbazioni ionosferiche prodotte dalle stazioni H.A.A.R.P., precorritrici, come è sottolineato dalla stessa N.A.S.A. (vedi citazione in testa all'articolo), di terremoti.
Fonte: ecplanet.com

Articoli correlati: C. Belli, Terremoto in Giappone: troppo coincidenze come ad Haiti, 2011

C. Penna, Terremoto in Giappone: c'è chi lo aveva previsto studiando l'attività di H.A.A.R.P., 2011






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giovedì 29 aprile 2010

La nube vulcanica che ha obnubilato la verità

Eyjafjallajökull è un ghiacciaio dell'Islanda. Con un'area di 100 km quadrati, è il quinto per estensione dei ghiacciai islandesi. E' ubicato nella parte meridionale dell'isola. Il nome significa "Ghiacciaio dei monti delle isole". Il ghiacciaio ricopre il vulcano Eyjafjöll. In località Fimmvörðuháls, la notte del 20 marzo 2010 si è aperto un cratere vulcanico. Prima del 2010, l'ultima eruzione avvenne dal 1821 al 1823 e causò un'inondazione dovuta allo scioglimento dei ghiacci che provocò notevoli danni.

Il 20 marzo 2010, dopo 187 anni, si è verificata una nuova eruzione dell'Eyjafjöll che ha causato l'evacuazione di circa 600 persone. Il 15 aprile la presenza di una nube di ceneri vulcaniche emessa dal vulcano ha portato alla (strumentale) chiusura degli spazi aerei e di vari aeroporti di alcuni paesi dell'Europa centro-settentrionale: Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Belgio, Francia, Germania , Svizzera, Svezia, Polonia, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Romania, Spagna ed Italia. Campioni di cenere vulcanica, raccolti nelle vicinanze dell'eruzione, hanno mostrato una concentrazione di fluoruri solubili in acqua pari a 104 milligrammi per chilogrammo di cenere. L'agricoltura è molto importante in questa regione dell'Islanda e gli allevatori residenti nelle vicinanze del vulcano sono stati avvisati di non usare le acque dei pozzi e dei fiumi, per via dell'elevata concentrazione di fluoruri che può determinare gravi problemi ai reni ed al fegato del bestiame.

Il 14 aprile 2010, dopo una breve pausa, è ripresa l'eruzione da Eyjafjallajökull, questa volta dal centro del ghiacciaio, con un'inondazione che ha costretto gli abitanti a sgomberare la zona.

Diversamente dalla prima eruzione, la seconda è avvenuta sotto i ghiacci. L'acqua fredda del ghiacciaio miscelata alla lava ha creato delle piccole particelle di ghiaccio che, miscelate alla cenere, si sono innalzate a formare una nube di vapore e fumo, trasportata poi, stando alle fonti ufficiali, a grande distanza. Ciò, assieme alle dimensioni dell'eruzione, stimata venti volte maggiore di quella del 20 marzo ha generato una nube di particelle di silicio, molto pericolose per la navigazione aerea.

Le ceneri vulcaniche sono un pericolo notevole per i collegamenti aerei. A seguito della seconda eruzione, è stato deciso un blocco del traffico aereo a causa della nube di cenere che si è diffusa nell'atmosfera. Sono stati cancellati voli con provvedimenti che hanno interessato milioni di viaggiatori. Il 17 aprile, con la dichiarata diffusione della nube in Italia, l'E.N.A.C. ha provveduto a chiudere alcuni scali nel nord del paese. La I.A.T.A. ha stimato una perdita di circa 200 milioni di dollari al giorno per le compagnie di trasporto aereo.

Le eruzioni vulcaniche di grandi dimensioni sono note, perché producono cambiamenti nell'atmosfera. Gli aerosol di solfati che raggiungono la stratosfera, catalizzano la produzione di monossido di cloro (ClO), che distrugge l'ozono (O3). Nella troposfera superiore, gli stessi aerosol diventano nuclei di cirri che aumentano l'albedo della Terra e quindi alterano il suo equilibrio di radiazioni. Diverse eruzioni nel corso del secolo passato hanno causato, stando ad alcuni studi, un calo della temperatura media sulla superficie terrestre fino a mezzo grado (scala Celsius) per periodi da uno a tre anni. Altri scienziati affermano, invece, (ipotesi assai più probabile) che l’accumulo di ceneri vulcaniche porta ad un innalzamento dei valori termici.

Questa è, in sintesi, la ricostruzione degli eventi, basata sulle fonti dei media mainstream, ma gli accadimenti sono da esaminare nei loro risvolti non ufficiali. Alcuni aspetti, infatti, meritano un approfondimento. In primo luogo, il fenomeno vulcanico è stato concomitante con un'esercitazione militare (operazione Brilliant Ardent) condotta dalla N.A.T.O. per simulare la risposta ad un attacco nucleare sferrato dall'Iran. Qualcuno ha ipotizzato che l’interruzione dei voli civili sia da collegare alla necessità di rafforzare ed implementare l’operazione “scie chimiche”, per mezzo di una pausa tecnica.

In questo lasso di tempo gli aerei chimici hanno continuato a volare, soprattutto nelle ore notturne: ciò è dimostrato dalle mappe satellitari in cui sono rimaste immortalate le chemtrails ed è anche testimoniato da fotografie, riprese video di numerosi attivisti del Nord Europa. Non era stato strombazzato dai vari “giornalisti” che i voli erano stati cancellati in tutta l'Europa settentrionale? I velivoli fotografati e filmati erano dunque aerei militari impegnati nelle operazioni di aerosol clandestino a bassa quota. Questo è un fatto incontrovertibile. E' evidente che l'eruzione è stata enfatizzata e che il blocco del traffico aereo non è stato motivato da esigenze di sicurezza, ma da ragioni di tipo strategico. Infatti, è vero che le microparticelle di silicio possono danneggiare i motori degli aerei, ma tonnellate di silicio vengono ogni giorno disperse nell'atmosfera dagli aerei chimici e nessun ente si è mai preoccupato per la sicurezza. Gli incidenti aerei, il cui numero è aumentato in questi ultimi anni, sono imputabili anche alle attività di aerosol: ne è una funesta testimonianza il sinistro occorso al volo Alaska 261.

Scrive l'acuto Michael Castle a tale proposito: "E' necessaria un'altra osservazione circa il particolato Welsbach: si tratta di una mistura molto abrasiva, poiché contiene ossido di alluminio e silicio. Questi composti nella scala di Mohs, che misura la durezza, sono secondi solo al diamante. La polvere Welsbach, le cui dimensioni si aggirano intorno al micron ed anche meno, tende a depositarsi su qualsiasi superficie ed anche sugli apparati di un aereo che si trovi a volare attraverso questa "sabbia". I meccanismi lubrificati, usati negli stabilizzatori orizzontali e verticali, negli alettoni, nei flaps, nei sistemi di atterraggio possono essere danneggiati dai metalli abrasivi dispersi con le chemtrails. Il jack-screw (vite di alzata) coperto del materiale Welsbach può causare una graduale "fresatura" del metallo della vite di alzata e provocare un'avaria, determinando una configurazione incontrollabile dei parametri relativi all'assetto di volo. Riteniamo che il volo Alaska 261 incappò in circostanze imprevedibili. Quel volo attraversava ogni giorno aree pesantemente irrorate, come la costa occidentale degli Stati Uniti o la regione sopra Dallas, in Texas.

Altri aerei sia civili sia militari hanno subìto malfunzionamenti che sono stati attribuiti ad una componentistica di scarsa qualità. Queste conclusioni potrebbero non essere lontane dal vero, ma si potrebbe vedere nelle chemtrails la causa di alcuni incidenti aerei?"




Senza escludere che il governo segreto mondiale abbia strumentalizzato l'eruzione per saggiare le reazioni dei cittadini di fronte a gravi ed inattese difficoltà negli spostamenti, crediamo che il pretesto della nube di cenere vulcanica sia stato usato soprattutto per "giochi di guerra", naturalmente all'insaputa dell’opinione pubblica che si balocca con le versioni ufficiali (e false) propalate da telegiornali e quotidiani. Ne è la prova il fatto che nessun organo di informazione ha anche solo accennato all'esercitazione congiunta delle forze N.A.T.O.

D'altronde, il problema costituito dalla nube è stato ingigantito ad arte: essa si è espansa sopra l'Islanda e nelle aree limitrofe, mentre al di fuori di questa zona, tutto sommato non amplissima, non se ne è vista neanche l'ombra. Alcuni elicotteri hanno tranquillamente sorvolato il vulcano, senza incorrere in alcun pericolo.



La manifestazione geologica è occorsa, dopo essere stata preceduta da numerosi articoli ed interventi sulla diabolica geoingegneria, un insieme di progetti ed attività basate sulla dispersione di vari composti chimici, in primis il biossido di zolfo (SO2), ufficialmente per contrastare il global warming. Il biossido di zolfo si sprigiona proprio con le eruzioni vulcaniche.

Infine non si può escludere che l'eruzione sia stata causata o per lo meno propiziata con l'impiego di armi ad hoc. D'altra parte una delle Illuminati cards raffigura proprio un evento vulcanico distruttivo…


Nota: altri addentellati meritano di essere esaminati circa l'eruzione vulcanica: ne daremo conto, appena possibile. Intanto, rimandiamo agli ottimi articoli sul tema pubblicati da Corrado Penna. Queste inchieste si possono leggere qui, qui e qui.

Appendice: trascrizione del testo di un "profetico" servizio giornalistico mandato in onda dal TG2 nel mese di febbraio 2010.

Eruzioni vulcaniche controllate per combattere il riscaldamento globale. Proposta bizzarra, ma lanciata da serissimi scienziati (sic) su un'importante rivista. La proposta scaturisce dalla constatazione degli effetti in parte benefici, per quanto strano possa sembrare, di un immane disastro che colpì nei primi mesi del 1991 l'isola Luzon nelle Filippine.

Il vulcano Pinatubo dette vita piuttosto lentamente, il che permise di evacuare la popolazione, ad una gigantesca eruzione. La massa di polveri a base di zolfo emesse dal Pinatubo creò per molti mesi una sorta di ombrello che, filtrando i raggi del sole, fece abbassare la temperatura del pianeta di quasi mezzo grado centigrado.

Tre scienziati nordamericani ci hanno ragionato ed adesso con un articolo sull'autorevole (sic) rivista "Nature" propongono di provocare artificialmente delle eruzioni vulcaniche per raggiungere lo stesso obiettivo: creare un ombrello di polveri che riduca temporaneamente, ma velocemente, la febbre del pianeta. In questo modo, dicono, si potrebbe guadagnare tempo per realizzare una riduzione a lungo termine dell'effetto serra.

I critici obiettano che l'operazione sarebbe costosa e soprattutto ad altissimo rischio, ma i tre insistono: bisogna lavorarci, poiché la situazione è troppo grave per ignorare questa possibilità.

Staremo a vedere: se c'è una cosa che non manca in Italia, sono proprio i vulcani.



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lunedì 8 marzo 2010

La guerra sismica

Il saggio di Marc Filterman, intitolato Les armes de l'ombre, include un capitolo intitolato La guerra sismica. Nel paragrafo "Risonanza terrestre" (cfr infra), l'autore passa brevemente in rassegna i dispositivi con cui è possibile scatenare dei terremoti. Il brano estratto dal libro in oggetto ci offre l'opportunità di ricapitolare i principali sistemi con cui i militari e le élites mondialiste talora provocano cedimenti delle faglie e movimenti tellurici, riuscendo altresì a "spiegarli" come fenomeni tettonici del tutto naturali.

- Esplosioni nucleari ipogee

- Dispositivi ad infrasuoni

- Dispositivi Tesla da cui deriva la tecnologia H.A.A.R.P. Il russo Pamir è un'altra arma elettromagnetica.


Un'esplosione nucleare sotterranea può provocare un effetto di risonanza attraverso il globo terracqueo, può anche distruggere un territorio agli antipodi. I sommovimenti tellurici possono propagarsi. Perché? La massa viscosa costituita dal petrolio può essere considerata come un lubrificante che permette alle placche tettoniche di scivolare più facilmente. Ora, le milioni di tonnellate di oro nero che si estraggono dal sottosuolo diminuiscono la massa formata dallo strato di greggio, il che può contribuire ad aumentare il numero delle scosse sismiche. Se inoltre si ricorre ad ordigni atomici, si possono causare delle rotture nella litosfera. Esistono altri modi per causare i terremoti. Dispositivi che usano gli infrasuoni possono essere usati per provocare una risonanza terrestre, ma si tratta di un'ipotesi: è più facile che gli infrasuoni siano usati per manipolare il clima.

Si possono citare anche gli apparati ideati dallo scienziato ed inventore serbo, Nikola Tesla, sistemi basati sulla risonanza meccanica ed elettronica. Si potrebbe immaginare che questi sistemi funzionino come martelli pneumatici. Il loro uso come armi infrasoniche è ugualmente possibile. Gli specialisti sanno che un'onda sonora in montagna o in una grotta è pericolosa. Una detonazione può provocare una valanga. Sarebbe dunque sbalorditivo se i militari non percorressero e non avessero percorso questa via, sulla base delle ricerche compiute da Tesla. L'episodio delle trombe di Gerico è solo una leggenda?


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lunedì 1 febbraio 2010

Haiti e l'arma sismica

Pubblichiamo un articolo di Thierry Meyssan di Réseau Voltaire ed intitolato "Haiti e l'arma sismica". Il testo, scelto e tradotto da Matteo Bovis di www.comedonchisciotte.org, si sofferma sulla possibilità che il terremoto occorso nello stato di Haiti sia stato di origine artificiale. L'inchiesta, scevra da sensazionalismi, focalizza l'attenzione sulle armi sismiche impiegate dai Sovietici e dagli Statunitensi e, pur accennando solo al sistema H.A.A.R.P., lo inquadra nel corretto contesto delle inquietanti manipolazioni climatiche, meteorologiche e tettoniche. Un'affermazione di Meyssan ci lascia perplessi, ossia la seguente: "Nulla differenzia un sisma artificiale da un sisma naturale, tuttavia non si è in grado di causare che sismi superficiali, come quello di Haiti". Riteniamo che la profondità dell'ipocentro tipica dei terremoti artificiali, profondità corrispondente a 10 kilometri, sia già un indizio per stabilire che il sommovimento è causato con armi ad hoc. Altre peculiarità concernenti i prodromi del sisma, le caratteristiche delle onde sismiche etc. possono contribuire a stabilire l'origine del terremoto.

La polemica aperta dalla pubblicazione sul nostro sito di un articolo che evocava la possibile origine artificiale del terremoto nello stato di Haiti richiede qualche precisazione.

Sì, l'arma sismica esiste e gli Stati Uniti, tra gli altri, ne sono in possesso. Sì, le forze armate statunitensi erano già in posizione pronte a dispiegarsi sull'isola. Ciò non è sufficiente per giungere a conclusioni, ma merita una riflessione.

Con la pubblicazione dell'articolo Gli Stati Uniti hanno provocato il terremoto ad Haiti?", il nostro obiettivo è stato quello di rilanciare una questione che agita gli ambienti militari e mediatici in molti paesi, ma che è ignorata in altri [1].

Ciò non equivale ad una presa di posizione. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso mal compreso, riteniamo che non si possano capire le relazioni internazionali, se non studiando quello che pensano i dirigenti del pianeta. Il conformismo diffuso fa sì che, quando rendiamo conto dei dibattiti che si svolgono a Washington nessuno si offende, ma quando riferiamo dei dibattiti nei paesi non allineati assistiamo ad una levata di scudi in Europa. E' come se gli Europei giudicassero a priori che solo i problemi "occidentali" siano pertinenti e che le altre siano irragionevoli.

Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l'origine dell'accusa secondo la quale il terremoto nello stato di Haiti potrebbe essere artificiale. Si è preoccupato che si potesse trattare di pura disinformazione, iniziata da un certo David Booth (alias Sorcha Faal), che si sarebbe propagata negli ambienti di governo mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza quale sia la fonte iniziale, ma sappiamo che la questione viene dibattuta ai massimi livelli in numerosi stati in America meridionale, in Europa ed in Asia.

In qualità di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho scelto di tradurre il servizio di ViveTV, che era stato redatto sotto forma di comunicato sul sito web del Ministero dell'Informazione in Venezuela e di pubblicarlo con il video di Russia Today, facendoli precedere da una nota preliminare:
"Stranamente, la fonte televisiva venezuelana indica come fonte delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa indica come origine delle stesse accuse il presidente Chavez.".

Se questi elementi sono stati ripresi fedelmente da numerosi giornali, specialmente in Medio Oriente, essi sono stati deformati dalla stampa atlantista che si è basata sull'articolo di Sorcha Faal. Questi ha estratto dei passaggi dal testo di ViveTV e li ha posti tra virgolette in bocca al presidente Chavez. Quella che era un'ipotesi di lavoro è diventata allora una posizione governativa. Alcuni di questi giornali si sono spinti ancora più lontano, inventando di sana pianta il contesto nel quale il presidente venezuelano si sarebbe pronunciato, in modo da concludere che il presidente ed il suo uditorio erano in preda a delirio anti-americano acuto e che il Réseau Voltaire condividesse la stessa patologia.

Non lasciamoci intimidire da questa manipolazione e approfondiamo l'ipotesi.

Che cosa sappiamo al momento dell'arma sismica?

Durante la Seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di creare una macchina in grado di provocare tsunami che potesse essere usata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall'australiano Thomas Leech dell'università di Auckland, sotto il nome di "Progetto Seal". Furono compiuti numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa. Gli esperimenti furono coronati da successo.

Gli Stati Uniti consideravano questo programma tanto promettente quanto il "progetto Manhattan" per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl T. Compton per collegare le due unità di ricerca. Compton era il presidente del M.I.T. [Massachusets Institute of Technology, n.d.t.]. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull'uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba avrebbe potuto fornire l'energia necessaria all'équipe di Leech per provocare grandi tsunami.

I lavori di Thomas Leech proseguirono durante la Guerra fredda. Nel 1947, Giorgio VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell'Impero britannico per ricompensarlo di avere costruito una nuova arma. Essendo il Progetto Seal ancora un segreto militare, non fu rivelato all'epoca che Leech aveva ricevuto un'onorificenza per la bomba a tsunami. In seguito, i servizi statunitensi si sono applicati affinché si credesse che queste ricerche non fossero mai esistite e che tutto fosse una finzione per impressionare i Sovietici. Tuttavia, l'autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Ufficialmente, ora gli studi sono stati ripresi all'università di Waikato [2].

Si ignora se le ricerche anglo-sassoni siano proseguite negli anni '60, ma esse sono per forza ricominciate, quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a vantaggio dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Volevano saperlo fare volontariamente.

Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, distruzione dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche - nubi, precipitazioni, cicloni e uragani - modificazioni delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera), firmando la "Convenzione sul divieto di impiego di tecniche di modificazione dell'ambiente per scopi militari o per altri fini ostili" (1976).

Tuttavia, a partire dal 1975, l'U.R.S.S. ha cominciato nuove ricerche di Magnetoidrodinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e di prevedere i terremoti. I Sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno grande. Tali ricerche furono ben presto militarizzate. Sfociarono nella costruzione di Pamir, la macchina per i terremoti.

All'epoca della disgregazione dell'U.R.S.S., alcuni responsabili del programma decisero di passarlo agli Stati Uniti per denaro, ma essendo la loro ricerca incompiuta, il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, quando la Russia era governata da Boris Eltsin e dall'oligarca Victor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori e il loro laboratorio a Nijni Novgorod. Vi costruirono una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu sperimentata con successo. Il Pentagono acquisì allora gli uomini ed il materiale e li trasportò negli Stati Uniti dove furono integrati nel programma H.A.A.R.P.



Negli ultimi anni sono stati suggeriti alcuni usi dell'arma sismica, particolarmente in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è quello del sisma del Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti in cielo. Se certuni vedono in questi eventi il segno che il Cielo ha ritirato la sua fiducia nel Partito comunista, altri li interpretano in maniera più razionale. L'energia adoperata per provocare il sisma avrebbe anche determinato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti, la Rete ed i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi che oggi viene data per certa dall'opinione pubblica cinese.

Ritorno ad Haiti

Nulla differenzia un sisma artificiale da un sisma naturale, tuttavia non si è in grado di causare che sismi superficiali, come quello di Haiti.

Quello che provoca turbamento è la reazione degli Stati Uniti. Mentre i media atlantisti si accontentano di rilanciare la polemica sulle violazioni della sovranità haitiana, i media latino-americani si interrogano sulla rapidità nello spiegamento di soldati: fin dal primo giorno, più di 10 000 soldati e contractors sono arrivati ad Haiti. Questa prodezza logistica si spiega semplicemente. Questi uomini erano già stati dispiegati nell'ambito di un'esercitazione militare. Sotto l'autorità del vice comandante del SouthCom, il generale P.K. Keen, partecipavano ad una simulazione di una operazione umanitaria, anello stato di Haiti, dopo un uragano. Keen e la sua squadra erano arrivati qualche giorno prima. Al momento preciso del terremoto si trovavano tutti al sicuro, nella sede dell'ambasciata statunitense che è costruita secondo le norme antisismiche, ad eccezione di due uomini che si trovavano all'hotel Montana e che sarebbero rimasti feriti.

Il generale Keen ha rilasciato numerose interviste alla stampa statunitense che ha moltiplicato i servizi e le trasmissioni circa le operazioni di soccorso. Egli ha fatto spesso menzione della sua presenza a Port-au-Prince durante il sisma, ma senza mai accennare ai motivi della sua presenza.

Tra gli obiettivi dell'esercitazione militare, figurava il test di un nuovo software finalizzato a coordinare gli sforzi umanitari delle O.N.G. e dei soldati. Nei minuti che hanno seguito la catastrofe, questo software è stato messo in linea e 280 O.N.G. si sono iscritte.

E' legittimo chiedersi se queste coincidenze siano o no dovute al caso.

Thierry Meyssan

Analista politico francese, presidente-fondatore del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for peace. Pubblica ogni settimana delle cronache di politica estera nella stampa araba e russa. Ultima opera pubblicata: L’Effroyable imposture 2 , edizione JP Bert.

Note:

[1] « Les Etats Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haiti ? », Réseau Voltaire, 22 gennaio 2010.
[Traduzione italiana: "Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?", Comedonchisciotte.org, 23 gennaio 2010]
[2] « Tsunami bomb NZ’s devastating war secret » e « Devastating tsunami bomb viable, say experts », di Eugene Bingham, New Zealand Herald, 25 e 28 settembre 1999. « Experimental bomb to create huge tidal wave was tested in 1944 » di Kathy Marks, The Independent, 27 settembre 1999.



Leggi qui l'articolo tratto da www.voltaire.org e qui il testo tratto da www.comedonchisciotte.org



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venerdì 2 ottobre 2009

Fenomeni gravitazionali, onde a bassa frequenza, esperimenti militari e terremoti: dagli studi di Bendandi alla fisica iperdimensionale (prima parte)

Gli studi compiuti dallo statunitense Jim Berkland e dal faentino Raffaele Bendandi possono offrire un contributo alla comprensione dei fenomeni tellurici. Cristiano Fidani, nel suo articolo intitolato Raffaele Bendandi (1893-1979), fornisce delle informazioni che, correlate ai dati acquisiti su H.A.A.R.P., scie chimiche e nuove frontiere della fisica, consentono di delineare un quadro più articolato, includente sia manifestazioni naturali sia artificiali. Riporto un ampio stralcio del testo elaborato da Fidani, per enuclearne addentellati collegabili all'attualità ed a nuovi indirizzi di ricerca.

"Terremoti, maree e comportamento degli animali sono gli argomenti di un libro pubblicato all'inizio di quest'anno dalla giornalista Cal Orey. Il titolo del libro è The man who predicts earthquakes, Jim Berkland, maverik geologist', 2006. Alla domanda se sono prevedibili i terremoti l'autrice risponde che Jim Berkland sta sperimentando con successo un metodo di previsione da circa 30 anni.

Berkland è un geologo statunitense di San Jose, California, che ha avuto il coraggio di portare avanti una serie di osservazioni sulle congiunzioni luni-solari, lo smarrimento di animali domestici ed i terremoti, nonostante lo scetticismo dei colleghi. Dalle sue osservazioni ha potuto appurare che, durante l'anno, è possibile individuare delle "finestre temporali" entro le quali è molto probabile che si verifichino forti terremoti. Queste "finestre" sono determinate dall'allineamento Sole-Terra-Luna in concomitanza con la posizione del nostro satellite in prossimità del perigeo. Ciò capita da due a cinque volte l'anno. L'epicentro dell'evento è, invece, individuato attraverso il monitoraggio degli animali domestici scomparsi, con l'aiuto degli annunci dei quotidiani locali.

Già negli anni '20 un sismologo italiano tentò delle previsioni, ricorrendo alla forza di marea. Si tratta del faentino Raffaele Bendandi (1893-1979). Bendandi scrisse un primo libro che pubblicò completamente a sue spese nel luglio 1931. Tale libro, intitolato 'Un principio fondamentale dell'universo' era dedicato all'attività solare e conteneva il primo caposaldo su cui egli basava le sue ricerche, il ciclo undecennale che venne interpretato come un battimento delle sollecitazioni mareali prodotte dai pianeti che ruotavano attorno al Sole.

La variabilità delle altre stelle venne spiegata attraverso lo stesso principio e descritta in un secondo volume ancora inedito. Essendo anche il fenomeno sismico inquadrabile sotto lo stesso ragionamento, nella situazione di non poter divulgare le previsioni dei terremoti, Raffaele Bendandi volle probabilmente fissare un primo principio che, se apprezzato, gli avrebbe permesso di far riconsiderare le sue previsioni. Nello studio dei terremoti si occupò del fenomeno delle variazioni di inclinazione del terreno e degli effetti dei moti planetari sui movimenti della crosta terrestre. Strettamente legato a questi fu lo studio della migrazione della posizione del polo. La soluzione dell'enigma del ciclo undecennale solare costituì uno dei suoi maggiori argomenti, assieme a quello delle stelle variabili.

Bendandi ipotizzò anche l'esistenza di cinque nuovi pianeti: quattro extra-nettuniani ed uno situato fra il Sole e Mercurio. L'esistenza dei primi quattro fu dedotta dall'osservazione dei terremoti, mentre quella dell'ultimo dall'attività solare [...] Dopo la Seconda guerra mondiale, attraverso una bussola ed alcuni radio ricevitori su onda corta, ma probabilmente anche prima attraverso strumenti per la ricetrasmissione radio-telegrafica, realizzò osservazioni sistematiche delle interferenze elettromagnetiche che accompagnavano le tempeste solari e che, qualche volta, sembravano essere associate ai terremoti. Anche Jim Berkland, come riportato nel libro di Cal Orey, considera la manifestazione delle anomalie elettromagnetiche, le variazioni del campo magnetico terrestre e gli altri disturbi a bassa frequenza come quei segnali che gli animali sono in grado di percepire prima di un terremoto e che li spinge ad abbandonare l'area interessata dall'evento.

Raffaele Bendandi fu uno dei primi a riconoscere tali anomalie come responsabili di strani effetti sugli esseri viventi. Dal 1950 inaugurò, infatti, un nuovo genere di osservazioni sull'aumento di aggressività delle forme influenzali e sulla recrudescenza della criminalità, legate all'attività solare. Si servì delle scoperte di Giorgio Piccardi (1895-1972) per giustificare l'effetto dei vari tipi di radiazioni solari sulle forme viventi. Introdusse un nuovo genere di previsioni meteorologiche e compì utili osservazioni sulle esplosioni nelle miniere, ma, soprattutto, comprese tutti questi argomenti in un quadro più ampio che egli chiamò "crisi cosmica".

L'attività di pochi scienziati è paragonabile a quella di Raffaele Bendandi, innanzitutto per i risultati ottenuti, cioè per i contributi alla previsione dei terremoti, dell'attività solare e delle 'crisi cosmiche'".

Nota: le fonti del presente articolo saranno indicate in calce all'ultima parte.



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