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venerdì 22 gennaio 2021

La Quinta onda

"La Quinta onda" ("The 5th wave") è una pellicola del 2016 diretta da J. Blakeson.

La produzione è un adattamento del romanzo "La quinta onda" ("The 5th wave", 2013), primo dell'omonima saga scritta da Rick Yancey.

Nell'antefatto un micidiale attacco alieno devasta il pianeta Terra, attraverso quattro calamità denominate "onde" (interruzione dell'erogazione di energia elettrica, sismi, maremoti ed alluvioni, epidemie, possessione extraterrestre dei corpi umani), impedendo così ogni tentativo di resistenza per opera dei terrestri di modo che non riescano a fronteggiare il flagello susseguente. All'alba della Quinta onda, l'adolescente Cassie Sullivan, rimasta orfana, si mette in marcia alla ricerca del fratellino Sam, portato nella base militare di Wright Patterson, assieme a molti altri ragazzi, con lo scopo di trasformarlo in soldato.

L'esercito ufficialmente manda gli adolescenti a stanare ed uccidere coloro che ritiene siano posseduti dagli extraterrestri: così i pochi sopravvissuti umani si massacrano l'un l'altro, mentre nelle installazioni militari, i vertici di comando sono tutti sotto il controllo di ibridi umano-alieni che prendono ordini direttamente dagli invasori.

La produzione ha collezionato recensioni negative, perché, come altri lungometraggi appartenenti al filone fantascienza distopica con e per adolescenti (ad esempio, Hunger games, The maze), è inficiata da ingenuità nella sceneggiatura e nella regia, accanto a semplificazioni estetiche. Tuttavia “La quinta onda” suscita vivo interesse per il carattere predittivo inerente al controllo climatico e geofisico (terremoti e diluvi artificiali: vedi alla voce sistemi H.A.A.R.P., ma pure alle pandemie. Che poi l’attuale situazione sanitaria sia, a nostro avviso, una gigantesca candid camera, purtroppo non diminuisce la gravità delle sue ripercussioni sociali, economiche, politiche…

Ci chiediamo se lo scenario tratteggiato nel film con il riferimento ad una minaccia esterna sia un espediente narrativo o alluda a qualcosa di probabile. A chi avrà la possibilità ed il coraggio di investigare la risposta.

Di seguito l’intreccio della pellicola.

Una teenager, Cassie Sullivan, armata di M4, emerge dai boschi e si dirige verso una stazione di servizio abbandonata in cerca di provviste. Entrando, sente la voce di un uomo che chiede aiuto. Si dirige verso di lui, puntandogli contro l'arma. L'uomo tiene una mano sotto la giacca, ma, quando la tira fuori, Cassie vede luccicare qualcosa: pensando sia un'arma, lo uccide. Il luccichio si scopre essere quello di una croce. Tutto si oscura e la scena si sposta su un’analessi che racconta gli avvenimenti dell'ultimo periodo.

Un'astronave aliena di dimensioni colossali compare dal nulla e sorvola la Terra: appartiene ad una razza di extraterrestri chiamati "Altri" (Un’allusione al titolo del biologo ed ufologo tedesco J. Fiebag, autore di un saggio intitolato "Gli Altri"?). Dieci giorni dopo la loro comparsa, gli Altri scatenano la Prima onda: un impulso elettromagnetico che distrugge tutte le apparecchiature elettriche, riportando l'umanità all'Età della Pietra. Nella Seconda onda, gli invasori manipolano la geologia terrestre, causando sommovimenti tellurici che distruggono le isole e le città costiere. Per la Terza onda, gli Altri modificano un ceppo del virus dell'influenza aviaria per diffonderlo in tutto il pianeta con l’avifauna. La popolazione è decimata e la madre di Cassie (inquadrata con una mascherina fp1...) è tra le vittime.

Cassie, suo padre e suo fratello minore Sam, si dirigono in un campo estivo nei boschi, trasformato in rifugio, dove trovano circa 300 sopravvissuti. Alcuni giorno dopo, un'unità militare con veicoli d'assalto, entra nel campo. Il comandante dell'unità, il colonnello Vosch, avvisa i superstiti dell'imminente arrivo della Quarta onda e comunica il piano di evacuazione del campo: prima porteranno in salvo i bambini presso la base aeronautica di Wright-Patterson, poi torneranno a prendere gli adulti. Cassie è separata da Sam, a causa di un contrattempo: dopo la partenza dei bambini, vede l'esercito massacrare tutti gli adulti, incluso suo padre.

La scena torna al presente. Cassie si incammina verso la base dove si trova il fratellino. Raggiunge una strada dove nota alcuni cadaveri in mezzo alle auto, ma è colpita alla gamba da un cecchino nascosto nelle vicinanze. La protagonista cerca di nascondersi dapprima sotto un veicolo, poi tenta di rifugiarsi nel bosco, ma sviene durante la fuga, perdendo la pistola. Si risveglia dopo quasi una settimana, nella casa di un giovane, Evan Walker, che l'ha salvata da morte certa. Dopo essersi ripresa, Cassie riparte, in compagnia di Evan, alla volta della base, ma nel viaggio scopre che anche lui è uno degli Altri, mandato anni prima e innestato come agente dormiente nel corpo di un essere umano. Viene poi a sapere che altri Dormienti sono dislocati, ognuno in una zona designata, per sterminare i sopravvissuti umani. Evan, a differenza degli altri Dormienti, è, però, contrario all'invasione, dimostrando che il suo lato umano non è stato corrotto dall'Altro; difende Cassie durante un attacco notturno. Poi, però, vista la diffidenza della giovane, la lascia andare, avvertendola, però, che il colonnello Vosch e tutti i militari della base sono posseduti dagli Altri.

Alla base, i militari, usando l'inganno e la tecnologia, convincono i bambini soccorsi che gli umani là fuori sono stati posseduti dagli alieni; fornito loro il necessario addestramento, organizzano squadre per missioni di sterminio fuori dall’installazione. Sam è inserito nella squadra di Ben, detto Zombi, Ringer, Dumbo e Teacup. Durante una missione, svolta con l'ausilio di nuovi visori ad hoc, Ringer rimuove la capsula-microchip nel collo che avevano inserito a tutti gli adolescenti. Il gruppo di ragazzi scopre il vero piano dei superiori: far uccidere gli umani superstiti. Si rendono così conto di essere loro stessi la Quinta onda.

Ben decide di mandare la sua squadra nel bosco: egli torna alla base per recuperare Sam, lì rimasto, e racconta che i commilitoni sono morti. Ben affronta il colonnello Vosch a proposito della Quinta onda, mentre Cassie, riuscita ad infiltrarsi nell’installazione, uccide il sergente Reznik. Ben e Cassie salvano Sam. Evan fa esplodere alcuni ordigni all'interno della struttura. Ben, Cassie e Sam riescono a ricongiungersi e a fuggire con l'aiuto di Ringer, mentre Evan completa la distruzione della base. Il colonnello Vosch, insieme con i collaborazionisti sopravvissuti, riesce a svignarsela in aereo, portando con sé il resto dei bambini.

La squadra di Ben si allontana in una zona “sicura” e, in un momento di tregua attorno a un fuoco, Cassie riflette sul ruolo della speranza.

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mercoledì 16 dicembre 2015

Possedere il tempo: progetti da brividi dal Pentagono (articolo di Loredana Reppucci)

Pubblichiamo un articolo riguardante soprattutto H.A.A.R.P.: sebbene il testo non aggiunga informazioni nuove, è uno spaccato chiaro ed efficace di alcuni sinistri “progetti” militari. Repetita iuvant.



Ed ora… una sigla oscura e minacciosa, OTW, Owning the weather.

Possedere il tempo (sotto il profilo meteorologico)… parole che fanno venire i brividi. Eppure questo è diventato da anni il “credo” del Pentagono, sempre a caccia di sistemi che offrano una maggiore letalità da contrapporre ai suoi nemici.

Da più di quarant’anni gli Stati Uniti incoraggiano la ricerca di ciò che è stato descritto come “modificazione del clima per scopi benefici”… anche se, in realtà, è per un usi bellici. Il capo di stato maggiore della U.S. Air Force, generale Thomas D. White, durante il meeting consultivo presidenziale denominato “Weather control”, dichiarò con fermezza che “possedere il tempo costituiva un’arma molto più potente della bomba atomica”.

A prima vista, certo, l’idea di rendere fertili le zone aride, potrebbe sembrare la porta del paradiso: i popoli che da secoli si sono avvicendati nei deserti, rispettosi dell’acqua nascosta in profondi pozzi, arsi dal sole e dalla sabbia rovente, potrebbero avviare una nuova era di benessere con queste tecnologie che consentono di modificare gli eventi meteorologici a loro favore sul pianeta. La realtà è ben diversa. […]

Possedere il clima non è una semplice arma, ma è soprattutto un “sistema” per la distruzione di massa. Fabio Mini, Generale di corpo d’armata, già capo di Stato maggiore del Comando N.A.T.O. per il Sud Europa, ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani, oltre ad essere stato comandante delle operazioni a guida N.A.T.O. nello scenario di guerra del Kosovo. A proposito di controllo del clima, Mini ricorda che gli esperimenti militari per alterare la ionosfera incominciarono a metà degli anni ‘50 del secolo scorso. All’epoca, gli Stati Uniti fecero esplodere tre ordigni atomici a fissione nucleare nella parte inferiore della fascia di Van Allen ed altri due a fusione nucleare nella parte alta dell’atmosfera, provocando ampi buchi nella ionosfera. Questi strappi oggi pregiudicano il sistema che ci protegge dalle radiazioni provenienti dal cosmo. La comunità scientifica protestò, finché Washington non sospese gli “esperimenti”. Peccato che i Sovietici abbiano ritenuto opportuno, dal canto loro, avviare “sperimentazioni” analoghe. […]

Alcuni documenti della C.I.A., ormai declassificati, testimoniano come negli anni della guerra in Vietnam, gli Stati Uniti con l’Operazione Popeye, prolungarono la stagione monsonica sulla Cambogia inseminando le nuvole con l’agente Orange. Le piste dei Vietcong diventarono così fangose da impedire loro di spostarsi. [...]

Il sistema H.A.A.R.P. (High Frequency Active Auroral Research Program), finanziato dal Pentagono è in grado di inviare onde radio nella ionosfera, riscaldandola e causando volutamente delle perturbazioni, simili a quelle provocate dalla radiazione solare. Il motivo? Si dice “per studiare quanto queste influiscano sulle comunicazioni a breve e a lunga distanza”. I riscaldatori ionosferici possono determinare, però, interruzioni sulle reti elettriche, sul pompaggio degli oleodotti e influire sui fenomeni naturali per mezzo di onde radio.

Per questo progetto è stata costruita in Alaska (nella località di Gakona) una base militare in cui sono stati installati circa 200 piloni su ognuno dei quali si trova una coppia di antenne per la banda bassa e per la banda alta: le antenne sono in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad un’altitudine di 350 km. Le onde possono essere “lanciate” contro la ionosfera e/o deviate verso zone strategiche del pianeta. Come spesso succede, l’operazione si veste di nobili scopi: lo studio della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar che rendano possibili radiografare la litosfera in modo da rilevare armi o bunker a decine di chilometri di profondità… Un’innocua stazione scientifica, insomma.

Fonte: italiapost

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giovedì 21 novembre 2013

La guerra meteorologica in pillole


Il sito dedicato alla meteorologia, afferente all’Università partenopea “Federico II”, si segnala per la sua strenua opposizione alle conclusioni dell’I.P.C.C., il comitato pseudo-scientifico secondo cui il presunto riscaldamento globale sarebbe causato dall’aumento di CO2 in atmosfera. Pur nell’ambito di un orientamento vicino all’ortodossia, qua e là il portale in oggetto pubblica informazioni che si discostano dalla vulgata per fare qualche timido accenno alla guerra climatica. Di seguito una di queste notizie che, alla luce di quanto occorso di recente in Sardegna, assumomo una sinistra attualità.



Il primo atto di guerra meteorologica fu compiuto dagli Statunitensi, durante la Seconda guerra mondiale, quando furono bombardate le città tedesche di Amburgo e Dresda: in seguito agli incendi provocati dalle bombe al fosforo, le intense correnti ascensionali di aria rovente determinarono un fortissimo afflusso di venti dalle zone limitrofe. I venti, che toccarono la velocità di 200 chilometri all’ora, ebbero effetti rovinosi.

Durante il conflitto in Indocina, le forze statunitensi con l’operazione “Popeye”, per mezzo di oltre 2500 missioni, inseminarono le nubi con ioduro d’argento al fine di incrementare le piogge nelle zone attraversate dalle piste su cui transitavano i rifornimenti ai Vietcong.

Secondo Ohmura, direttore dell’Istituto di ricerca climatologica di Zurigo, la guerra meteorologica potrebbe articolarsi con scenari di volta in volta differenti.

• Deflagrazioni nella stratosfera di ordigni contenenti biossido di carbonio e metano in grado di produrre una coltre di particelle finissime con il fine di oscurare il Sole e di raffreddare intere aeree sottostanti.
• Armi laser indirizzate sul deserto per surriscaldare l’aria e provocare devastanti tempeste di sabbia. [1]
• Esplosioni di miscele speciali (anche ordigni nucleari, n.d.r.) sotto la superficie del mare per cagionare un maremoto con onde alte fino trenta metri.
Armi a microonde per creare un fittissimo pulviscolo ed una cortina (elettromagnetica n.dr.) tali da mettere fuori uso le apparecchiature elettroniche.


Fonte: La guerra meteorologica


[1] Un’équipe di ricercatori europei, coordinati dal fisico tedesco Rohwetter della Libera Università di Berlino, ha pubblicato sulla rivista scientifica “Nature photonics” di maggio 2010 un lavoro sui raggi laser per fini di modifica meteorologica. I raggi che colpiscono le nuvole dal basso sono in grado di stimolare la caduta della pioggia in modo molto più efficace dell’inseminazione delle nubi con aerei che spargono ioduro d’argento. L'esperimento è stato condotto prima in laboratorio. In una stanza con un'umidità vicina al livello di saturazione è stato usato un laser di grande potenza, una sorta di cannone energetico in grado di colpire ed eccitare le molecole di gas presenti nell'aria: si sono così creati nuclei di condensazione sui quali si sono subito addensate piccole gocce di acqua, visibili anche ad occhio nudo. L’esperimento è stato poi ripetuto direttamente nel cielo sopra Berlino, in una giornata nuvolosa. Anche in questo caso sono state ben visibili tracce di condensazione lungo tutto il percorso del raggio laser, ma le goccioline di pioggia così ottenute sono state troppo piccole per scatenare un vero e proprio acquazzone.

Fonte della nota: Tra le nuvole cannoni laser ed acquazzoni

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domenica 24 febbraio 2013

Misteriosa moria di storni in Tennessee

Abbiamo deciso di rispolverare una notizia non recente, ma che non merita di cadere nel dimenticatoio. Ci riferiamo ad un’altra all’apparenza inesplicabile moria di volatili, occorsa l’ultimo giorno del 2012 a Seymour, nel Tennessee. La fine del 2011 era stata funestata da identici eventi, refrattari a qualsiasi spiegazione convenzionale (fuochi d’artificio, avvelenamento, fulmini…). Semmai l’ecatombe potrebbe appartenere a quella galassia di manifestazioni aberranti, di cui i boati sono il fenomeno più rappresentativo. E’ inutile che negazionisti di ieri e di oggi si affannino per sminuire o ricondurrre alla normalità queste anomalie, indizi di sinistre operazioni collegate ad apparati militari. Mentre un altro adepto della nefasta setta composta dai disinformatori, tale Tony Elliot, disconosce l’esistenza della Geoingegneria e definisce quella delle deflagrazioni una “mania” (sic), la giornalista investigativa Linda Moulton Howe, fornisce un aggiornamento circa le detonazioni, proprio in Tennessee…

1 gennaio 2013 - Una scena raccapricciante si è presentata davanti agli occhi dei residenti di una cittadina del Tennessee, Seymour, nell'ultimo giorno del 2012: decine di volatili giacevano senza vita su una corsia della Boyd Creek Highway. Altri pennuti erano disseminati su un campo ai lati della carrozzabile: molti di loro si muovevano ancora, quando sono state scattate queste fotografie.

Secondo un testimone, è stata una scena terribile vedere tutti quegli storni come improvvisamente colpiti da una misteriosa forza che li aveva schiantati al suolo.

Gli esperti hanno prelevato alcuni esemplari per eseguire analisi di laboratorio (di cui non si è saputo più nulla, n.d.r.). Non è la prima volta in cui ci occupiamo di questo fenomeno che continua a verificarsi in diversi paesi del mondo e che nella maggior parte dei casi non ha trovato e non trova una spiegazione ufficiale convincente.

Fonte: Latanadizak


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domenica 17 febbraio 2013

Guerra del clima: una nuova funzione operativa nelle operazioni militari? (studio del Generale di Brigata Luigi Cinaglia, con la collaborazione di Angelo Barbalonga)

Lo studio che proponiamo è stato elaborato da un ufficiale e ciò ci offre l’opportunità per svolgere alcune importanti riflessioni. Le operazioni di geoingegneria clandestina sono gestite, coordinate ed eseguite dall’aviazione militare dei vari paesi, ma questo non significa che tutti gli appartenenti alle forze armate siano favorevoli, anzi. Così, anche se in modo all’apparenza dubitativo, il Generale di Brigata, Luigi Cinaglia, prova con la sua ricerca a sensibilizzare l’opinione pubblica. Qualcuno obietterà che è inammissibile tenere il piede in due staffe, ma non siamo qui per esprimere giudizi etici. Forse alcuni militari sperano di incidere sul sistema, pur rimanendo nel sistema, esercitando una valutazione critica o un timido dissenso. Forse non possono o non vogliono recidere ogni legame con gli apparati che dominano il pianeta. Certo, l’ideale sarebbe rompere del tutto i ponti con l’establishment è, come è scritto nella Bibbia, trasformare le spade in vomeri, ma in questi frangenti, è comunque di grande rilievo che un esponente dell'esercito dia il suo contributo per indicare i pericoli ed i danni insiti nella guerra climatica. Luigi Cinaglia non solo asserisce che molte attività sono in corso, ma, indicando tra le fonti un'intervista radiofonica rilasciata da Rosario Marcianò, presidente del "Comitato Tanker enemy", ne legittima l’operato e ne avvalora le acquisizioni. Sappiamo che il controllo degli eventi meteorologici è solo un aspetto del problema e neppure il più significativo, ma intanto ai fini della divulgazione, una voce autorevole concorre ad aprire una breccia nel muro dell’incredulità che ancora paralizza molti cittadini, incapaci di concepire istituzioni spregiudicate. Un’ultima osservazione: sebbene il ruolo del complesso industriale-militare nella geoingegneria sia decisivo, enormi sono pure le responsabilità dei “politici” che traggono immensi benefici dalla loro omertà e fattiva collaborazione.

Profilo biografico dell’autore

Generale di Brigata (ris.) Luigi Cinaglia ha svolto, per conto dello Stato Maggiore dell’Esercito, esercitazioni all’estero in ambito formazioni “Joint and combined” a livello europeo (UEO-Crisex ’96) ed a livello N.A.T.O. (Dynamic mix 97 allied effort 97) ed ha ricoperto l’incarico di Chief J4 in HQ-KFOR. Dal 2002 al 2005 è stato impiegato quale Addetto per la difesa, l’esercito e per l’aeronautica presso l’Ambasciata d’Italia a Berna (CH) e quale Addetto militare presso la Rappresentanza italiana presso la Conferenza per il disarmo della Nazioni Unite a Ginevra (CH). Infine ha ricoperto l'incarico di Capo di Stato Maggiore presso il Comando Regione Militare Nord.

Premessa

Appare particolarmente interessante lo sviluppo della ricerca in ambito internazionale volta allo studio delle condizioni meteorologiche. Pertanto che cosa potrebbe accadere se un giorno si potesse veramente controllare anche il clima? Manipolare il clima sembrerebbe impensabile. Essere capaci di dirigere un ciclone o provocare della siccità potrebbe essere l’arma assoluta. Quale sarebbe allora l’impatto sulle operazioni militari? Occorrerà tener conto di una nuova funzione operativa, la guerra del vlima?

Scopo di questo articolo è quello di fare un punto della situazione in merito e fornire un quadro di riferimento, avvalendosi delle “fonti aperte”, presenti prevalentemente nel Web, consentendo così al lettore la possibilità di agire in maniera multimediale ed interattiva attraverso la consultazione diretta di filmati, pagine della Rete e blog citati nel testo, ampliando quindi direttamente la propria conoscenza secondo le proprie necessità e svolgendo così le proprie considerazioni e valutazioni.

Dunque non si vuole – in questa sede – elaborare un trattato scientifico sulla geoingegneria atmosferica e specificamente sulle manipolazioni climatiche, scie di condensazione e scie chimiche né, tantomeno, entrare nel merito della dottrina militare, ma, come già detto, fornire spunti di riflessione per consentire eventualmente l’apertura di una “tavola rotonda” sull’argomento.

Leggi QUI il documento pdf con l’intero studio:
Link alternativo QUI.

Fonte: cestudec.com



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domenica 9 dicembre 2012

Attacchi EMP o tempeste solari?

Che cosa sta per accadere? Si susseguono gli allarmi a proposito di black out su scala regionale o nazionale che potrebbero lasciarci al buio, senza servizi essenziali, acqua e generi di prima necessità. Le interruzioni dell’erogazione di energia elettrica sono e saranno dovute all’attività solare o ad esperimenti militari? Sarà una sinergia tra fenomeni naturali ed indotti? E’ dilemma su cui abbiamo già indugiato in precedenti articoli.

Qui ricordiamo il recente intervento del fisico Mikio Kaku in proposito. Il controverso (e pericoloso) scienziato giapponese, nel corso della nota trasmissione radiofonica “Coast to coast”, si è soffermato sulla possibilità che la Terra attraversi, tra il dicembre 2012 ed il maggio 2013, una fase molto critica. Sarà un periodo probabilmente interessato da fenomeni cosmoclimatici molto intensi. Sono fenomeni che riguardano il plasma, i campi magnetici, le radiazioni ed altre energie sprigionate nell’atmosfera della Terra, ma anche nello spazio interplanetario e talvolta nelle regioni interstellari.

Ha asserito Mikio Kaku: “Recentemente il Sole ha dimostrato un ‘temperamento capriccioso’, con alcune eruzioni gigantesche [...]: si teme che una di queste potenti eiezioni di massa coronale possa colpire il pianeta, come accadde nel 1859, quando i flares provocarono seri danni alle comunicazioni telegrafiche”. (Ci si riferisce al cosiddetto “evento Carrington”, n.d.r.)

In effetti, aurore boreali, con i loro drappi multicolori, si sono manifestate il mese scorso in Svezia ed un episodio singolare è occorso a Novgorod. Si rammenti che le aurore polari di solito si verificano a latitudini superiori a quelle in cui sono situate la Svezia e soprattutto la Russia.

Ecco che cosa riporta un’agenzia di stampa russa.

"2 dicembre 2012, ore 20:15. In diversi distretti di Novgorod le luci si spengono per alcuni secondi dopo che nel cielo notturno è apparso un bagliore. Nel video è ripreso, per mezzo di una camera montata su un’automobile, un tratto di strada: la vettura procede lungo la carreggiata e l’autoradio è accesa. All’improvviso si scorge tra le nuvole un baleno: la musica si interrompe e tutto sprofonda nelle tenebre. Non pare sia stato il lampo di un fulmine, poiché nessun tuono è stato udito. Le autorità hanno asserito che è il problema è stato causato da un gatto..." (sic).

Ringraziamo l’amico Ron per la segnalazione relativa al black out a Novgorod.

Fonti: gismeteo, segnidalcielo

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giovedì 4 marzo 2010

Il terremoto in Cile è stato causato da H.A.A.R.P.?

Pubblichiamo un articolo di Deborah Dupré. Il testo, tratto da Examiner.com, suggerisce che il disastroso terremoto che ha colpito recentemente il Cile sia stato artificiale. In particolar modo, la giornalista si basa su alcuni sinistri precedenti e sulle acquisizioni di Chossudovsky.

In "Breaking News", oggi (27 febbario 2010), Lori Price, rappresentante del movimento Cittadini per il governo legittimo (C.L.G.) ha usato la sigla
H.A.A.R.P. tra parentesi quadre, poiché reputa che tale sistema potrebbe essere stato coinvolto nel rovinoso terremoto di magnitudo 8,8 Richter, sisma che ha colpito il Cile. C.L.G. evidenzia che oggi un sempre crescente numero di scienziati e di cittadini è consapevole che H.A.A.R.P. è un'arma di distruzione di massa in grado di scatenare calamità "naturali" per scopi di dominio globale.

Il reportage della Price

"Un potentissimo terremoto ha colpito il Cile il 27 febbraio 2010. Il terremoto è stato rilevato alle ore 06:34 G.M.T., a circa 91 km (56 miglia) a nord-est della città di Concepcion ed a 317 km a sud-ovest della capitale, Santiago. Gli edifici a Santiago hanno oscillato per 30 secondi, mentre l'erogazione di energia elettrica si è interrotta. Gli Stati Uniti hanno lanciato un allarme tsunami per il Cile, il Perù e l'Ecuador. L'allarme è stato successivamente esteso alla Colombia, all'Antartide, a Panama ed al Costa Rica. "

H.A.A.R.P. ha la capacità di provocare "calamità naturali" in zone già vulnerabili sotto il profilo tettonico in modo che la catastrofe viene scambiata per naturale, anziché essere il risultato di un'arma di distruzione di massa (Si legga Michael Chossudovsky, L'ultima arma di distruzione di massa: possedere il tempo per fini militari, Global Research, 2004).

Nel 2005, Chossudovsky sottolineò nel suo articolo originariamente scritto nel 2002, che Il Nuovo ordine mondiale dispone di armi adatte a determinare cambiamenti climatici. [...] Sia gli Statunitensi sia i Russi hanno sviluppato la capacità di manipolare i fenomeni meteorologici e climatici in tutto il pianeta. Negli Stati Uniti, la tecnologia è stata perfezionata nell'ambito dell'Active Auroral Research Program (H.A.A.R.P.), parte integrante dell'iniziativa per la difesa strategica ("guerre stellari"). Evidenze scientifiche recenti suggeriscono che H.A.A.R.P. è pienamente operativo ed ha la capacità di causare inondazioni, siccità, uragani e terremoti. Dal punto di vista militare, H.A.A.R.P. è un'arma di distruzione di massa. Potenzialmente, esso costituisce uno strumento di conquista in grado di destabilizzare selettivamente i sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni.

Chossudovsky scrisse nel 2004

"L'espansione significativa nell'arsenale di guerra meteorologica degli Stati Uniti, che è una delle priorità del Dipartimento della difesa non è una questione che riguardi il dibattito o la discussione. Mentre, per gli ambientalisti, la colpa dell'amministrazione Bush è di non aver firmato il protocollo di Kyoto, la questione della 'guerra del tempo', vale a dire la manipolazione dei modelli meteorologici ad uso militare, non è mai menzionata. La guerra climatica non è stata un tema cruciale al recente Vertice di Copenaghen, nonostante la massiccia presenza degli 'ambientalisti'. Il Pentagono ha aderito alla crociata sul riscaldamento globale, cavallo di battaglia degli ambientalisti, secondo Chossudovsky. H.A.A.R.P. ha anche la possibilità di causare black-out e di provocare malfunzionamenti in intere regioni degli apparati per la produzione e distribuzione di energia elettrica. Un'analisi delle dichiarazioni provenienti dalla U.S. Air Force si focalizza sull'impensabile: la manipolazione occulta dei modelli meteorologici, dei sistemi di comunicazione e di energia elettrica come arma di guerra globale consente agli Stati Uniti di disgregare e dominare intere regioni del mondo." (Chossudovsky, 2004)

La militarizzazione dello spazio fondamentale per le élites mondialiste è combattuta da Bruce Gagnon, del Global Network Against the Weapons and Nuclear Power in Space.

Grande sfera di fuoco

Un bagliore non è un precursore di un terremoto naturale. Un fulgore è stato visto prima del terremoto che ha devastato Haiti. Pravda.Ru ha riferito che la marina russa ritiene che gli Stati Uniti abbiano scatenato il terremoto nell'isola di Haiti. L'articolo relativo è archiviato su NoLiesRadio.

Un bagliore è stato scorto pure in Cina, nel Sichuan, prima dell'ultimo potente terremoto. Esiste la prova documentata che è stato cagionato da armi scalari.

Una luce iridescente (il fisico candaese Neil Finley definisce questi arcobaleni artificiali, "firme chimiche".n.d.t.) è stata notata e segnalata da centinaia di persone, locali e turisti, prima del terremoto che colpì Vanuatu nel 2002, sisma 7.3 della scala Richter. I Ni-vans, popolazione indigena della Repubblica di Vanuatu ed una delle più antiche culture di vita del mondo che abita in una zona remota ed in incontaminato paradiso tropicale, ha riferito che non avevano mai visto un bagliore durante i terremoti. Essi notarono con grande curiosità l'insolita presenza nel porto Port Vila, di un'enorme nave da guerra che si era avvicinata un paio di giorni prima del sisma e che si allontanò tranquillamente come tranquillamente si era accostata allo stato insulare.

La questione ora è se ci saranno testimonianze in Cile di una grande palla di fuoco che ha annunciato il sommovimento tellurico. In questa età globale dominata dagli Stati Uniti, né una remota isola tropicale né lo spazio sono luoghi di pace.


Fonte: Examiner.com



AGGIORNAMENTO: una corrispondente dal Cile, Cecelia Lagos, testimonia di un repentino bagliore nel cielo pochi istanti prima del sisma (minuto 1:00).



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martedì 22 dicembre 2009

Copenhagen: la truffa del riscaldamento globale

Si è svolto a Copenhagen, dal 7 al 18 dicembre, il vertice sul clima. Al summit hanno partecipato i potenti, anzi i prepotenti della Terra, per continuare a recitare l'ignobile farsa del riscaldamento globale causato dal biossido di carbonio. I bugiardi, sostenuti nelle loro dichiarazioni ed iniziative da "ambientalisti" collusi o ingenui, affermano che occorre ridurre le emissioni di gas serra, se si intende salvare il pianeta dagli sconvolgimenti climatici. Come sempre il biossido di carbonio, gas che determina un lievissimo effetto atmosfera e che è indispensabile alla vita, viene demonizzato, mentre non si accenna neppure alle vere fonti di inquinamento. Quali sono le effettive cause dei disastri ambientali e dell'aumento di patologie? Le onde elettromagnetiche, il benzene nei carburanti (sostanza cancerogena), i veleni diffusi con le scie chimiche (dal bario all'alluminio, dal torio radioattivo al litio e via discorrendo), l'uranio impoverito, le nanoparticelle degli inceneritori, i pesticidi usati in agricoltura, il fluoro nei dentifrici... Pseudo-scienziati e pupazzi della politica cianciano di riscaldamento globale, ma, ad esempio, non citano mai il biossido di zolfo, composto chimico diffuso clandestinamente tramite gli aerei (militari e civili) e che determina un effetto serra decine di volte superiore a quello del biossido di carbonio.

A che cosa serve dunque la gigantesca pagliacciata di Copenhagen? Non certo a salvare la Terra ed i suoi abitanti da catastrofi climatiche, ma ad introdurre nuove tasse per strangolare i cittadini (vedi la futura Carbon Tax). Serve a creare sensi di colpa in una popolazione sempre più controllata. Siamo seri: Obama e gli altri burattini del governo occulto mondiale fingono di agire a favore dell'umanità, ma essi stessi attuano TUTTE le operazioni più criminali (scie chimiche in primo luogo) finalizzate alla diffusione di inquinanti per distruggere gli ecosistemi ed avvelenare le persone. Infine, gli "esperti" e le marionette dei governi glissano sul climategate, la truffa perpetrata da molti "scienziati" che sono stati colti in flagrante, mentre falsificavano statistiche e studi per propagandare la menzogna del "global warming" dovuto al biossido di carbonio.



Responsabili di queste mistificazioni sono i media di regime che fanno da cassa di risonanza delle affermazioni di “pseudoscienziati” (italiani e stranieri) e ministri dell’ambiente: i mezzi di informazione di massa manipolano l’opinione pubblica, creando pregiudizi e plasmando una “realtà” completamente finta, ma creduta vera.

Intanto, imperterriti Obama e le altre marionette ripetono le loro falsità, come dischi incantati. Non lasciamoci ingannare da questi ipocriti del clima, come Al Gore, Luca Mercalli, Mario Tozzi e tanti altri, che hanno ricavato da questa immane frode notevoli vantaggi ed una immerita popolarità da ecologisti.



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