Visualizzazione post con etichetta Brevetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brevetti. Mostra tutti i post

martedì 16 ottobre 2018

Zika virus (ATCC® VR-84™): un virus brevettato e la guerra biologica



Ci è stato sempre raccontato che all'origine della trasmissione dello Zika virus si trova una zanzara del genere Aedes. L'insetto non solo sarebbe il vettore, ma anche la genesi. Invece scopriamo che il patogeno, catalogato con la sigla ATCC® VR-84, è un virus sotto brevetto dal 1947, depositato dalla "Rockefeller Foundation" ed è anche facilmente acquistabile, alla modica somma di 646 euro.



Nel 2016, dopo che il virus si era propagato in Brasile dove, però, le affezioni che colpirono soprattutto bambini furono dovute ad un fitofarmaco, è stato diffuso in ambiente un moscerino geneticamente modificato ufficialmente per combattere il vettore del virus Zika, la zanzara. Il problema è che ora, a seguito dei fenomeni meteorologici di guerra ambientale nel Nord America, è comparso un mostruoso moscerino, grande alcuni centimetri che succhia il sangue e trasmette il virus Zika e Dio solo sa quali altri patogeni dannosi e letali.

La guerra chimica e biologica contro i cittadini quasi sempre inermi ed inconsapevoli, prosegue indisturbata. Anche il virus H1N1, al centro qualche anno fa di un allarme globale creato ad hoc dal sistema, era brevettato.

Per comprendere che cos'è veramente un virus e per quali ragioni si presta agli attacchi biologici, si legga [ LINK ] il fondamentale studio di Alessio Feltri, Virus.



Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 1 luglio 2018

Brevetto C.N.R. sui carburanti avio: sperimentazioni in Piemonte già dagli anni '60



In merito al brevetto per carburanti avio igroscopici, uno scrupoloso ed attento lettore (che ringraziamo) ha eseguito un po' di ricerche su uno fra gli "scienziati" che hanno depositato il brevetto: Gianna L. Petriconi. Sono questi i contributi concreti che ci entusiasmano, confermandoci che tante tra le persone che ci seguono dimostrano dedizione e capacità di indagare, non limitandosi ad essere fruitori passivi di quanto Tanker enemy pubblica sin dal 2005.

Lo studio (in formato PDF), che vi invito a scaricare, è qui. Il file è comunque visionabile dai nostri server, nel caso venisse rimosso dal link originale.

In pratica il testo si riferisce ad una sperimentazione concreta nei cieli di Asti: si evince che enormi quantità di materiale neurotossico e cancerogeno sono state rilasciate all'interno di fronti perturbati al fine di sperimentare l'efficacia del brevetto (da noi pubblicato qui) in ordine all'inibizione delle precipitazioni piovose (inseminazione igroscopica), usando allumina (insolubile) e sodio alluminato (solubile), secondo la seguente reazione: 6 NaNO 3 + 10 A1 = 6 NaA10 2 + 2 AI20 3 + 3 N2. Se si ricorre ad un eccesso di alluminio e si aggiunge NaC1 alla miscela, la matrice solida generata contiene anche cloruro di sodio (il comune sale da cucina) e tracce di metallo alcalino.


A number of sites was also placed along both, the Northern and the Western boundary of the Province; this was in accordance with the trajectory distribution of the local thunderstorms, as substantiated by References.

La Dottoressa Gianna L. Petriconi era una ricercatrice attiva tra il 1960 ed il 1980 e supponiamo sia deceduta. Tutte le tracce biografiche sono irreperibili. Non abbiamo trovato alcunché circa il suo curriculum e le sue attività, se escludiamo il libro "Nuvole mediterranee", pubblicato per Manfrini e Calliano editori, nel 1980.

Per quanto riguarda gli esperimenti, ci duole constatare che tutto il lavoro di Gianna L. Petriconi si sia concentrato sulla ionizzazione di metalli disciolti in soluzioni acquose e che, sulla base delle sue ricerche, si continui oggi a compiere "esperimenti" in vivo. Abbiamo anche la prova che, al contrario di quanto asseriscono i negazionisti (vedi il caso delle sperimentazioni del C.N.R. a seguito dell'accordo del 2002 con gli Stati Uniti d'America) le sperimentazioni sono avvenute in situ e non solo in laboratorio.

Qui ad esempio uno studio di specialisti cinesi pubblicato anche sulla rivista di chimica accademica "Analytica Chimica Acta", ove si discute in merito agli effetti dannosi su DNA, metabolismo cellulare, processi neurodegenerativi per opera di molecole di Perossinitrito.

La Dottoressa Gianna L. Petriconi è citata, infatti, nelle fonti bibliografiche della ricerca. Alcuni atomi semplicemente ionizzano (ossia perdono o acquistano elettroni) per esposizione ai raggi UV. L'abstract si riferisce anche a determinate lunghezze d'onda (spettro di frequenza).


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 6 giugno 2018

Un brevetto del C.N.R. conferma che gli aerei commerciali manipolano il clima tramite i carburanti



E' possibile modificare le condizioni meteorologiche e manipolare i cicli pluviometrici, intervenendo sulle nubi tramite l'impiego di carburanti idonei? La risposta è affermativa. A titolo di esempio, vi proponiamo un brevetto risalente al lontano 1973 e nel 1977 assegnato al Consiglio Nazionale per le ricerche (C.N.R.). Nel testo è spiegato in modo approfondito com'è possibile alterare la composizione del combustibile al fine di abbattere l'umidità atmosferica e dissolvere le formazioni nuvolose che potrebbero causare precipitazioni piovose. Ciò è possibile additivando alluminio, magnesio ed altri elementi alcalini che, reagendo con i solfuri di scarto, derivanti dalla combustione, determinano una fine miscela di nanopolveri igroscopiche. E' quindi evidente com'è vantaggiosa ed economica la collaborazione delle compagnie civili, giacché la capillarità delle rotte commerciali permette di intervenire ovunque si intenda distruggere o deviare intere perturbazioni. Cade così ogni fantasiosa spiegazione negazionista, volta a screditare quella che, secondo i media di regime, sarebbe solo una leggenda metropolitana nata dalla sfrenata fantasia di due fantomatici appassionati di bioterrorismo. Dubitiamo che la Magistratura sia mai andata oltre le bislacche dichiarazioni dei pennivendoli e degli pseudo-scienziati che, nei processi farsa a nostro carico, passano sempre per coloro che dispensano la "verità". Costoro, invece, sono solo abili mentitori, sponsorizzati da qualcuno molto in alto.

Il testo del brevetto può essere scaricato dai nostri server in formato txt [LINK]. Qui, invece, in formato PDF.

Consigliamo vivamente di tradurre la descrizione del "patent", in quanto davvero molto istruttivo e chiarificatore. Qui la pagina di Google con il traduttore.

Questo passo in particolare è molto interessante:

"Abbiamo trovato che l'alluminio è il metallo più adatto in quanto, oltre ad essere relativamente economico, può essere considerato inerte a temperatura ambiente (questa caratteristica è un fattore importante per la sicurezza nella preparazione e trasporto delle composizioni descritte), produce un calore notevole di combustione che favorisce una buona continuità di reazione e una buona dispersione di aerosol. Inoltre è disponibile sul mercato nella purezza e dimensione delle particelle adeguate. Tuttavia, magnesio e altri elementi altamente reattivi a temperatura ambiente possono essere utilizzati se vengono adottati espedienti adatti, come ad esempio quello di incorporare e rivestire i granuli di composizione con idonee sostanze inerti e/o leganti. Un espediente adatto per prevenire i pericoli consiste nel riscaldare separatamente il mg e l'ossidante a circa 70 ° C. e mescolando, vengono incollati con piccole quantità di paraffina fusa e quindi amalgamati insieme. In pratica, l'incollatura (miscelazione) viene effettuata sulla presenza di polimeri che, dopo l'impostazione, ottengono "cariche segmentate" e gli ingredienti sono più sicuri da manipolare poiché le miscele reattive in polvere vengono rivestite ed immobilizzate dai polimeri solidi".


Combustible compositions for generating aerosols, particularly suitable for cloud modification and weather control and aerosolization process

Document Type and Number:
United States Patent RE29142

Papee, Henry M. (Rome, IT)
Montefinale, Alberto C. (Rome, IT)
Petriconi, Gianna L. (Rome, IT)
Zawidzky, Tadeusz W. (Ottawa, CA)

Abstract:

A combustible composition for generating aerosols for the control and modification of weather conditions consisting of a readily oxidizable substance selected from the group consisting of aluminum, magnesium, alkali-metals and alkaline earth metals; an oxidizing agent selected from the groups consisting of:

(a) sulphur and sulphur yielding compounds; and

(b) organic and inorganic nitrates, alkali-metal and ammonium chlorates and perchlorates; The molar ratio of the oxidizable substance to the oxidizing agent being between 1.5:1 and 3.5:1 and a stable hygroscopic solid which does not directly participate in the combustion process of the combustible composition, said hygroscopic solid being present in an amount up to 40% of the total weight of the combustible composition, the oxidizable substance, the oxidizing agent and the hygroscopic substance having a particle size in the range of from -140 to +270 mesh, and a primer initiating the combustion of said composition whereby during combustion, a finely dispersed aerosol smoke consisting of moderately hygroscopic condensation nuclei, and a non-hygroscopic gas are simultaneously evolved, said gas acting to disperse said nuclei. Combustible compositions for generating aerosols, particularly suitable...

BACKGROUND OF THE INVENTION

This invention relates to combustible compositions, consisting of or comprising: mixtures of one or more easily oxidizable, powdered metals and one or more powdered oxidizing agents, which mixtures are able to generate aerosols to be employed, in particular, to control and/or to modify weather, such as to clear fogs, to modify clouds, to prevent hail.

This invention relates also to the process for the aerosolization of the reaction products of said compositions realized by oxidizing said metal/s with said oxidizing agents. More precisely, the compositions of the present invention are able to give, after "giant condensation nuclei" and/or "giant freezing nuclei" for the purposes stated above.

This invention further relates to an aerosolization process of various substances which are contained in mixtures comprising one or more easily oxidizable, powdered metals and powdered oxidizing agents, the aerosolization being the consequence of the combustion of the above defined mixtures and/or of the melting or vaporization of suitable salts embodied in the mixtures.

It is known that various inorganic and organic substances have been employed as smokes or dispersions for ice nucleation in super-cooled clouds; among these known substances mention is made of silver and lead iodides as well as the carbon dioxide.

the use of suspended or dissolved, powdered or vaporized hygroscopic substances is also known to induce coalescence of the water drops into clouds or in fog; we cite among these known substances, as potential agents, the activated sodium or potassium chlorides, that is, the sodium or potassium chlorides which show defective crystalline lattice, caused by ionizing radiations.

Various methods and devices have been used up to date to generate aerosols from the known substances; for example, burners fed with solutions of silver iodide in acetone have been used, or also containers containing said substances finely subdivided which is then dispersed by means of an explosive charge of gunpowder. The use of aircrafts, helicopters, aerostats and also rockets provided with a head charged with the product to be aerosolized and with a bursting charge suitable to realize the dispersion is also known for the purpose of transporting the substances to be aerosolized and the aerosolization devices in the atmosphere zones wherein a weather modification is desired.

Particularly the substances used up to this time, but also the known methods and devices for dispersing them to control and/or modify weather, show a number of disadvantages.

The silver iodide, which up to now has been considered the best artificial ice-nucleant and is the most commonly used for this purpose, besides being considerably expensive promptly decays in its nucleating activity under the action of both light or moisture. Further its high cost confines its employment in practice to dispersions having very small particles i.e. particles whose sizes are comparable with those of the colloidal water which constitutes the clouds; as a consequence said particles are not able to mechanically sweep away the colloidal water of the clouds.

Many other solid, hygroscopic substances, capable of coalescing water vapour in clouds, etc. have the disadvantages that the ground product, which must be finely subdivided (about 30 microns or less) and dry to avoid reagglomeration and caking phenomena shown by said hygroscopic particles in the presence of low moisture content. In particular, cumbersome apparatuses are needed to obtain sodium or potassium chlorides or generally speaking, alkali-metal halides provided with a defective crystalline lattice.

Also the methods now in use to produce aerosols present various disadvantages, since they require dispersing or burning devices or other bulky and/or heavy apparatuses which in turn require special equipment for their transport and functioning. [...]


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.




mercoledì 26 gennaio 2011

Cancellare le scie chimiche

Esiste un brevetto (Patent U.S. 20100043443 - Method and apparatus for suppressing aeroengine contrails) che spiega la presenza di velivoli a bassa o a bassissima quota che rilasciano prodotti chimico-biologici senza, però, mostrare apparentemente traccia del loro sporco lavoro. Quante volte abbiamo scorto questi aeromobili, mentre sorvolavano pericolosamente le città! Senza dubbio, visto che, a tali quote, il consumo di carburante aumenta, a causa della maggiore resistenza esercitata dall’aria meno rarefatta rispetto ad altitudini superiori, tali aerei sono impegnati nella diffusione di veleni che, però, non sono visibili sotto forma di scie durevoli o evanescenti che siano.

Ecco la descrizione del brevetto sopra citato, ossia il Patent U.S. 20100043443 Nopper et al:

“Un velivolo dispone di un generatore di ultrasuoni ed una guida d'onda per dirigere le onde ultrasoniche verso l’ugello dello scarico al fine di evitare la formazione di scie”.

A conferma che esiste un'evidente anomalia nel passaggio a bassa quota di velivoli di notevoli dimensioni (ad esempio, A-330, KC-10, Tupolev, 747) su aree interdette al volo o laddove non esistono aerovie di bassa altitudine per sorvolo radiofari di atterraggio (1.200 metri), si può notare come in diverse circostanze sia impossibile mettere a fuoco taluni bersagli con l'uso di videocamere che adottano il sistema autofocus ad ultrasuoni. Questo inconveniente [ VIDEO ] si verifica con tantissimi modelli di diverse marche e non è quindi da ascrivere ad un difetto di fabbricazione. Si può, invece, supporre che eventuali sistemi di occultamento delle sostanze, di volta in volta, disperse provochino il malfunzionamento dei meccanismi elettronici di messa a fuoco automatica ad ultrasuoni. Non potrebbe spiegarsi altrimenti il motivo per cui, spostando poi l'inquadratura su altri soggetti in movimento, il problema smetta di presentarsi.

L'autofocus ad emettitore di ultrasuoni risale ad un’invenzione del 1987, nota con la sigla "U.S.M, motore ad ultrasuoni".

Nel 1987 Canon adottò per la prima volta un motore ad ultrasuoni (U.S.M.) negli obiettivi autofocus. Le caratteristiche principali erano un'alta velocità ed una bassa rumorosità, fatto che conquistò i fotografi sportivi e naturalisti di tutto il mondo. Fu per questa innovazione senza paragoni che ben presto le ottiche manuali furono abbandonate.

Nel 1992 Canon sviluppò un micromotore U.S.M. che poteva essere prodotto industrialmente: attualmente i micromotori USM equipaggiano quasi tutti gli obiettivi della gamma Canon.

Il funzionamento del motore USM è basato sulla trasmissione di una vibrazione generata da un'onda ad ultrasuoni. Per questo, l'anello del motore non richiede né ingranaggi né sorgenti di campo elettromagnetico e fornisce una risposta rapidissima priva di rumore e a bassissimo consumo energetico. Il range di utilizzo del sistema va da -30°C a +60°C.

Autofocus attivo ad ultrasuoni

Gli ultrasuoni vengono emessi dalla fotocamera che, misurando il tempo di ritorno del suono per riflessione (verso l'obiettivo), calcola la distanza del soggetto. Le fotocamere che usano l'autofocus attivo emettono qualcosa (per esempio luce infrarossa oppure onde sonore) verso il soggetto e poi misurano l'intensità del segnale riflesso o il tempo impiegato dal segnale per rimbalzare sul soggetto e tornare alla fotocamera.

Un autofocus si definisce attivo, quando la macchina emette qualcosa (onde sonore, raggi infrarossi o altro) per riuscire a determinare la distanza del soggetto inquadrato e di conseguenza regolare la posizione delle lenti.

Nel 1986, la Polaroid introdusse sul mercato uno dei primi modelli di autofocus attivo in cui la macchina produceva onde sonore ad alta frequenza. Le onde, una volta colpito il soggetto, si riflettevano, tornando verso la macchina. Misurando il tempo intercorso tra l'invio ed il ritorno delle onde, era possibile determinare con precisione la distanza del soggetto. Il principio era pressoché identico a quello del sonar usato nei sottomarini.

Ogni qualvolta si riscontrano problemi di messa a fuoco (ovviamente con sistema autofocus ad ultrasuoni), riprendendo elicotteri o aerei senza contrassegni sulle vostre città, pensate al brevetto U.S. 20100043443.





Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Chi è Wasp? CLICCA QUI


CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 11 ottobre 2010

Le irrorazioni clandestine nei cieli: un articolo senza difesa (di Carole Pellatt, 1 agosto 2010 - Seconda parte)

Leggi qui la prima parte.

MA TORNIAMO AL CIELO

Allora il cielo è “normale” o è una “cospirazione della normalità”? Disgraziatamente, ho la sensazione che ciò di cui siamo attualmente testimoni è la nuova “normalità”. La tragedia dello stupro del nostro cielo potrebbe essere considerata una “cospirazione” o una “teoria della cospirazione”. Se i fatti, i rapporti, i libri, i brevetti, le statistiche, le industrie beneficiarie ed i documenti scientifici che descrivono questi accadimenti e pratiche, fossero mantenuti strettamente “segreti”. Ma non è così. Ci sono letteralmente migliaia di migliaia di documenti, libri ed articoli sulla modificazione del tempo atmosferico ed altre azioni che coprono l'arco di più di un secolo. C'è una quantità inesauribile di legittima informazione su esperimenti, ricerche, eventi, pratiche, esercitazioni e verificarsi di anomalie come chaff militare, aerosol artificiali, goccioline liquide, vapori, gas, onde elettromagnetiche, frequenze letali – sia udibili sia non udibili, modificazioni atmosferiche, sostanze chimiche velenose ed agenti biologici che sono stati creati in laboratorio e cosparsi sulla terra, nei corpi idrici, nelle nuvole, nella troposfera, nella stratosfera, nella mesosfera e nell'atmosfera. Queste imitazioni tossiche sono state mietute, iniettate, propulse, detonate, sversate, irraggiate, rovesciate e spruzzate nel nostro ambiente vitale. Le abbiamo mangiate ed esse hanno mangiato noi.

Si potrebbe passare una vita intera a leggere documenti tecnici su crimini efferati contro l'uomo e la natura. Questo dovrebbe chiudere ogni discussione sulle teorie della cospirazione e dovrebbe ricordarci che chiunque usi ancora questa espressione è vittima di un'abissale ignoranza nei confronti della realtà.

TU LE CHIAMI SCIE CHIMICHE, LUI LE CHIAMA "SCIE DI CONDENSA": diamoci un taglio!

Discutiamo ora alcuni aspetti di ciò che la gente chiama “scie chimiche”. Prima di tutto, io faccio del mio meglio per non chiamarle mai “scie chimiche”. Non provo risentimento per chi lo fa, ma preferisco scegliere le mie parole diversamente. Per svariati motivi. Il primo di questi è che non si ritrova questa definizione nei documenti scientifici che ho letto. Sì, so tutto della proposta di legge HR2977 di Dennis Kucinich dove le “scie chimiche” sono menzionate tra le armi esotiche. Ma ci sono dei problemi associati all'uso di una dicitura che è connessa a questo tipo di definizione: arma esotica. Ciò nega le implicazioni del loro uso corrente su base quotidiana come sistema di guida missilistico, “autostrada” per le comunicazioni in ambito militare, sistema di sabotaggio dei radar, strumento di massima accuratezza per la distruzione di Internet e dei satelliti di comunicazione internazionale, sistema per le generazione di tempeste di fulmini, uragani, tempeste di sabbia, armi biologiche e perfetta piattaforma per il lancio di ordigni nucleari.

Questi sono solo alcuni degli usi correnti di queste irrorazioni. Vedete, se dite a qualcuno: “Guarda, c'è questa paurosa nuova tecnologia chiamata scie chimiche ed è un piano su larga scala per spruzzare i cieli di tutto il mondo”, state rimanendo un po' troppo sul vago. Usare un sintagma che è stato forgiato decenni e decenni dopo che il governo ha iniziato a spruzzare i cieli con chaff militare e ioduro d'argento – per nominare solo due conduttori in forma di aerosol – rivela ignoranza della storia dell'irrorazione di aerosol e particolato metallico. Queste tecnologie multifunzionali ci consentono di creare uno “scudo di plasma” attorno alla terra e di dominare la nuova “autostrada” elettromagnetica creata nel cielo. Fondamentalmente, la guerra fredda è migrata nel cielo.

“Scie chimiche” è un’espressione che è comparsa nella proposta di legge di un senatore, ma l'irrorazione dei cieli o iniezione di aerosol e particolati conosciuti e sconosciuti nell'atmosfera, è un retaggio della Prima guerra mondiale. Bisogna inoltre ricordare che la modificazione atmosferica è stata potenzialmente investigata e praticata dai popoli antichi, dalle tribù indigene fino agli Egiziani ed agli antichi Greci. Ancora, io non entro mai in quelle sterili discussioni centrate sulla “scienza delle scie di condensazione”. Gente che non ha mai letto una riga di relazione scientifica in vita sua è ora lì che espone quale deve essere la temperatura della stratosfera per consentire la formazione di scie di condensa degli aerei. Questa è la spiegazione per la loro negazione. Se qualcuno mi rimanda l'ennesimo “copia e incolla” di questa dissertazione, mi metto a urlare. Non riesco a capacitarmi di come si possa “sapere” così tanto di fisica e, al contempo, essere così completamente all'oscuro delle attuali acquisizioni della scienza moderna e delle correnti pratiche tecnologiche. Se qualcuno vuole sostenere che lo spettacolo orribile nel cielo è semplicemente il risultato di scie di condensa, che faccia pure.

Scie di condensa; tossiche, manipolate, succintamente spruzzate, “scie di condensa”. Fine della discussione. Dopo tutto, questa storia è iniziata proprio con lo studio delle “scie di condensa”. Davvero, chiamatele come vi pare, sono tossiche per la vita sulla terra. Perché questi giovani “scienziati” non riescono mai a spiegarmi – e neanche ci provano – com'è possibile che le nuvole invadano il cielo nel deserto quando l'umidità è al 3%? E come facciano a comparire all'improvviso e poi misteriosamente a svanire? “Scie chimiche”, “scie di condensa”, ma facciamocela finita...

Un altro argomento che tirano fuori i negazionisti è il seguente: “Qualche svitato sostiene l'assurda ipotesi che in tutto il mondo ci sia una cospirazione sincronizzata di centinaia di jet che spruzzano ogni giorno”. ”Come potrebbe esserci una cospirazione di questa portata ed al contempo non se ne sappia niente?”, chiedono sarcasticamente. Beh, cominciate a leggere la documentazione militare e vedrete che non è affatto un segreto. Vi renderete conto che qualsiasi paese sia dotato di forze militari irrora il cielo. Se non è un segreto, non è una cospirazione. Sostengono che è a scopo di “esercitazioni militari”, ma fondamentalmente questo significa che “è lì tutto il tempo”.

Ecco dov'è la nostra tecnologia. Ecco dove si combatte la guerra. Se un paese ha la tecnologia, inevitabilmente ogni altro paese se la procurerà e la gente di tutto il mondo sta assistendo a queste irrorazioni. Esse non sfuggono all'attenzione del pubblico. C'è poi bisogno di ricordare quante basi militari statunitensi e quante altre basi alleate esistono in tutto il mondo? Ora, a queste aggiungiamo le nazioni non alleate che hanno anch'esse la tecnologia perché dispongono di squadriglie aeree. Devo continuare? Dovunque ci siano aerei militari e radar, ci sono irrorazioni di aerosol. Quindi non c'è bisogno di una potenza malvagia centralizzata implicata in una cospirazione di livello globale. Basta avere forze militari con squadriglie aeree e la stessa alta tecnologia bellica e/o il potenziale per esplorazioni e sperimentazioni. Nessuna difesa. Fate le vostre ricerche.

Inoltre, devo sgombrare il campo dalla nozione altruistica che i fautori della geo-ingegneria vogliono così bene a noi ed al pianeta che stanno cercando di combattere il “riscaldamento globale” con queste irrorazioni in tutto il globo per proteggerci dai dannosi raggi UV del sole. Questo concetto è assimilabile al tentativo di spegnere un incendio boschivo con il petrolio. Questa teoria e questa pratica potrebbero essere un prodotto collaterale della sperimentazione altamente tecnologica al plasma, ma non sono che un piccolo componente del parco giochi sopra la terra ed uno degli esperimenti più recenti, se si guarda a questa teoria alla luce dei primi esperimenti con le “scie di condensa” dei primi anni '40.

Quindi, prima ancora di metterci a discutere su che cosa sia il “riscaldamento globale”, possiamo cortesemente ammettere la realtà dei decenni di modificazione atmosferica, inquinamento industriale, sfruttamento corporativo dell'ambiente, detonazioni nucleari – in superficie, sotto terra, sott'acqua e nello spazio? Siamo in grado di ammettere la quasi completa distruzione delle foreste planetarie – i naturali regolatori climatici e la costruzione di un numero eccessivo di devastanti dighe che hanno compromesso il sistema circolatorio dell'ecosistema? Forse prima ancora di dibattere sull'esistenza o meno del “riscaldamento globale” e sulle relative responsabilità, possiamo prendere atto del nostro stile di vita basato su consumo e profitto che propugna una totale mancanza di rispetto per tutti gli organismi viventi e per le loro necessità riproduttive e migratorie. Se apriamo gli occhi, forse riusciremo a vedere tutto il danno che la pavimentazione e l'asfalto causano agli ambienti naturali.

Poi, potremo parlare del calore...





Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 4 settembre 2010

Le irrorazioni clandestine nei cieli: un articolo senza difesa (di Carole Pellatt, 1 agosto 2010 - Prima parte)

Pubblichiamo la prima parte di un appassionato ed amaro articolo scritto dall’artista Carole Pellatt. L’accurata traduzione si deve all’amica Giulia che ringraziamo sentitamente. La Pellatt riesce a mettere a fuoco tutti i principali aspetti del problema con l’acume di un’attenta osservatrice, con un’indignazione che evidenzia notevole caratura morale. Non solo, la cantautrice ed attivista si muove con disinvoltura fra testimonianze, documenti ufficiali, brevetti, fonti, materiale fotografico e video, dimostrando rara competenza anche quando denuncia le volgari manovre dei disinformatori. La malafede e l’ignoranza di queste mosche cocchiere, il cui 'modus operandi' è stereotipato, sono esibite senza remora alcuna in tutto il loro tragico squallore, in tutta la loro brutale idiozia.

Scrivo quest'articolo per varie ragioni. La prima e la più ovvia, è che non pubblico un saggio fotografico da più di un anno. Per questo motivo ho ricevuto vari quesiti da parte dei frequentatori del mio sito sulle ragioni per cui mi sarei apparentemente eclissata. So che molte persone hanno contato sulla mia voce per una presa di posizione chiara sul problema delle irrorazioni aeree clandestine e voglio rassicurarle sul fatto che la mia posizione e la mia ipotesi non sono cambiate di un millimetro.Un’altra ragione per quest'articolo è che nel corso degli anni sono stata attenta e responsabile nel pubblicare ricerche, sostanziando qualsiasi affermazione o accusa da me sostenuta con numerose fonti di fatti inoppugnabili: ricerche scientifiche pubblicate, rapporti militari, rapporti di supervisione governativi, fatti raccolti da cause legali etc.

Ho fatto questo, perché è così che si pubblica ogni valida ricerca e volevo dare a tutti i miei lettori il beneficio del dubbio che tutti stavano sinceramente cercando per venire a capo di questa storia. Sembra che in questi tempi di discussioni e pubblicazioni a base di “copia e incolla” e la completa apertura di Internet come luogo dove acquisire libera informazione, le mie fondate prove siano state ignorate da molte persone che inevitabilmente mi accusano di essere “stramba”, cospirazionista” e semplicemente stupida. Apparentemente, molti degli individui che si avventano con commenti negativi sul dibattito riguardante le scie chimiche non sono altro che squali che disturbano Internet in caccia del loro prossimo impiego di aggressione anonima. Questi individui si autoproclamano “esperti” solo perché hanno la meglio, con prepotenza, nelle discussioni dal pulpito di un forum della Rete, nascosti dietro l'anonimato.

Stando così le cose, secondo la mia esperienza, ho deciso di scrivere un articolo che infrange tutte le regole di un buon ricercatore: voglio dare una risposta a tutti quelli che mi chiedono che cosa sto facendo al momento contro le irrorazioni clandestine e a che cosa penso che siano finalizzate. Ma questa volta parlerò delle mie convinzioni e sensazioni più istintive su quello che sta succedendo nel cielo e non mi darò la pena di fornire nessuna prova a sostegno.Tutte le mie affermazioni possono essere verificate, compiendo un minimo di ricerca, che è poi quello che ho fatto io stessa per giungere a certe conclusioni.Come diceva il mio insegnante di chitarra Joe a proposito di imparare a suonare: “Nessuno può farlo al posto tuo”. I fatti dietro alla mia indagine sono inoppugnabili e facili da trovare, quindi potete farcela senza il mio aiuto.

COME E' SEMPRE STATO

Una delle mie principali preoccupazioni durante questa mia latenza di pubblicazioni è stata costituita dalle persone che necessitano di una guida, di prove documentali, di un’ipotesi o di serie informazioni di base sui pericolosi, dannosi ed innegabilmente letali programmi governativi, corporativi e militari. Invito tutti a leggere il mio articolo Connessioni, sì ci stanno irrorando. Questo saggio è il risultato di centinaia di ore di ricerca da un'infinità di fonti che sono indipendenti l'una dall'altra. Vi troverete tutta la difesa e prove a sostegno delle mie “scandalose” affermazioni. Resto convinta delle conclusioni raggiunte dopo gli anni di esaustiva ricerca che ho concentrato in quell'articolo.

Per favore, usate il link che vi fornisco o che trovate nel mio sito per accedere a Sì, ci stanno irrorando, dal momento che questo articolo è stato plagiato in Internet e la sua essenza è stata stravolta. Di ciò sono responsabili portali come “Educate Yourself” che rifiutano, dopo due comunicazioni, di usare le mie parole originarie. La versione che gira attualmente in Rete, in forma di “copia e incolla” è stata rivista dall'"Idaho Observer" ed il prodotto finale non rappresenta i miei sentimenti, parole o intenzioni. Non nutro rancore nei loro confronti per avere interpretato le mie parole al fine di rappresentare le loro idee, ma ciò che è venuto fuori dall'altro capo è stato un trauma per me.

Inoltre, ho prodotto un cortometraggio intitolato Chi siete che contiene un'abbondanza di mie foto di attacchi aerei, ovvi esempi di modificazione del tempo atmosferico e di spostamento di nuvole di bario per mezzo di onde elettromagnetiche. Una delle lamentele dei miei detrattori è stata che le informazioni scritte nel filmato scorrevano troppo veloci. Con tutta la loro “erudizione tecnologica” nei forum, i poveretti non sanno neppure usare il pulsante “pausa” di Youtube.

A tutte le brave persone che mi hanno sostenuto in questi anni dico: ci sono ancora. Sono occupata prevalentemente nelle ricerche e nell'assicurarmi che ciò che ho scritto in quell'articolo, Connessioni, resista alla prova del tempo.Non sento il bisogno di continuare a pubblicare le stesse conclusioni più e più volte. Ho anche passato ore infinite ad aggiornare il mio sito I see lines.

Per fornire aiuto nella ricerca, ho aggiunto nuovi contenuti nel link “documenti scaricabili”. I link venivano compromessi in continuazione dal server Mac e mi scuso per tutti gli inconvenienti che questo può avere comportato. Tutti i documenti dovrebbero essere facilmente accessibili ora.

DISCUTIAMO IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “NORMALE”

Ci sono varie ragioni per cui non ho pubblicato nuovi saggi fotografici. Una di queste è il fatto che cominciavo ad avere l'impressione di pubblicare sempre le stesse foto. Ci sono più di cinquanta rapporti fotografici sul mio sito www.iseelines.com Se dovessi vedere qualcosa di nuovo, lo pubblicherò. Ma siamo nel bel mezzo dei programmi scientifici che comportano l'irrorazione del globo con aerosol conduttivi a base di metalli. Nel corso di quei circa cinquanta rapporti fotografici con centinaia di foto, penso di avere illustrato ampiamente le differenti sfaccettature del nostro cielo fasullo.

Vi invito ad andare a riguardare e rileggere queste memorie fotografiche, Today's weather (il tempo che fa oggi). Per favore, continuate a diffonderle. Hanno la stessa importanza oggi di quanta ne avevano quando pubblicai originariamente. Un'altra cosa che ho notato a proposito delle mie foto nel corso del tempo, è che non sembrano più così “orribili” al grande pubblico. Sono diventate “normali” o addirittura di routine. C'è stato un lasso di tempo in cui si passava da irrorazioni sporadiche – sebbene regolari per più decenni di quanti sia consapevole la gente, ad una completa scacchiera, una coperta e scie di fogge in prevalenza abominevoli.

Ciò è stato prima che la situazione si normalizzasse dopo tanti anni e tanti programmi televisivi, film, pubblicità, grafiche di canali meteo, grafiche di canali di informazione, grafiche di carte di credito e fondali di talk show. Queste immagini mostravano nuove forme atmosferiche che erano appena comparse quando venivano creati i nuovi media. Tuttavia, ci si può legittimamente domandare se non ci sia stata una pianificazione dietro le quinte all'interno dei media per diffondere così velocemente queste immagini. Tale tipo di propaganda basata sul “potere della suggestione” non è uno strumento nuovo della “civiltà”.

Ora, il nostro cielo artefatto è una vista comune. Queste forme sono state impresse a fuoco nell'emisfero destro di quelli che sono cresciuti con una diversa memoria del cielo. Alcune persone se ne accorgono e se ne disinteressano; altre non se ne accorgono nemmeno. Un'intera nuova generazione di bambini è cresciuta vedendo scie e X spruzzate nel cielo, formazioni nuvolose del tutto innaturali, eventi atmosferici finti che essi però percepiscono come “normali” cicli della terra su cui vivono. Così come ogni generazione precedente, ha ovviamente ereditato un paesaggio che era più danneggiato e meno naturale di quello dei suoi predecessori.

E' lo stesso dappertutto e le mie foto non fanno che illustrare la nuova immagine della “normalità”. Devo specificare, a questo punto, che quando uso il termine “normale” per descrivere il cielo, ciò non significa “giusto”. Il termine “inquinamento idrico” è normalizzato, ma non è qualcosa che mi va bene. Allo stesso modo la privatizzazione dell'acqua è considerata una “normale pratica commerciale” ma non per questo la ritengo giusta. L'inquinamento dell'aria è una “vista normale”, ma mi riempie di orrore. Il taglio a raso di foreste millenarie è “normalmente praticato”, ma non mi va bene. Gli sversamenti di petrolio sono un “evenienza normale”, ma non mi vanno bene. Sono certa che ogni creatura vivente che non sia umana condividerebbe i miei istinti primari su queste cose.

Se a questo ragionamento aggiungiamo gli uomini, le banche che rubano soldi ai poveri lavoratori sono qualcosa di “normale”, ma non mi vanno bene e neppure il fatto che esista gente senza una casa o la povertà costruita a tavolino, il razzismo, la guerra permanente, i rifugiati o la schiavitù. Niente è come sembra e la definizione di “normale” si allontana ogni giorno di più dal grembo generoso di madre natura.

Fine della prima parte.





Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 18 gennaio 2009

Generatore di false scie di condensa (articolo di Mike Sterling)

Giusto per restare in tema di un sito creato ad arte per disinformare (contrailscience.com), voglio ricordare che, proprio a proposito di contrails, esiste un documento declassificato (U.S. patent del 12/8/1975) che mostra l'invenzione di un generatore artificiale di scie di condensa.

Artificiale? Qualcuno voleva creare ad arte delle false scie di condensa? Dalla lettura del documento, si direbbe proprio di sì. Anzi, non "si direbbe", si dice!

Si chiama
POWDER CONTRAIL GENERATOR e già questo basterebbe ad analizzare meglio l'apparato.

Secondo la disinformazione più attiva, una contrail è formata dai soliti aghetti di ghiaccio... bla bla bla.

Nella spiegazione del brevetto vediamo, invece, un generatore di POWDER, polvere, quindi scia di polvere (pulviscolo) e non d'acqua solida più una frazione di idrocarburi combusti e incombusti che si solidificano a quote elevate e a temperature bassissime, bla bla bla.

Proprio lo stesso documento chiarisce che tale invenzione è impiegabile per la dispersione in atmosfera di vari tipi di composti.

A pagina 4, per esempio, il documento recita: "Altri tipi di composizioni in polvere possono essere usati con l'apparato qui descritto. Per esempio, svariate particelle in polvere che riflettono radiazioni elettromagnetiche possono essere disperse come paglia (pagliuzze, n.d.r.) o similari".

Radiazioni elettromagnetiche? Ah, ecco! H.A.A.R.P., radiazione luminosa, comunicazioni etc. Quindi già dal 1975, la "Difesa" statunitense (o chi per essa) investiva milioni di dollari per inventare uno strumento molto utile alla dispersione di chemtrails in atmosfera, atte a riflettere radiazioni elettromagnetiche.

Sono passati oltre 30 anni, immaginiamoci a quale grado di sofisticazione essi sono arrivati oggi.

Ecco il link:

GENERATORE DI CONTRAILS IN POLVERE

Ah, dimenticavo, la definizione di contrails che sono formazioni di ghiaccio bla bla bla, mi è stata postata da un disinformatore che mi ha mandato screenshots di due pagine di un dizionario in inglese per dimostrare, secondo lui, che le contrails sono, sì artificiali, ma composte solo da gocce di liquido o da cristalli di ghiaccio. Complimentoni per l'autogoal.

CONDENSATION TRAIL 1
CONDENSATION TRAIL 2


Fonte: Dirty Sky Sardinia



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in
questa pagina.


Aggiorna Tanker Enemy nei tuoi preferiti. D'ora in poi questo blog è raggiungibile digitando http://www.tankerenemy.com/

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 24 febbraio 2007

Morbo di Morgellons e brevetti correlati

Nuovi studi ed esami di laboratorio hanno consentito di accertare che il morbo di Morgellons è collegato alla presenza nell’organismo dei malati di frammenti costituiti da silicone e da fibre di polietilene. Il polietilene è usato normalmente nell’industria delle fibre ottiche. A queste conclusioni è giunta la Dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa, nell’ottobre del 2006. La ricercatrice precisa che tali materiali sono usati dall’industria delle nanobiotecnologie per incapsulare i viron, ossia virus geneticamente modificati, da una a cento cinquanta volte più piccoli dei virus. Le analisi istologiche hanno rivelato la presenza di tubicini di vetro e di silicone, in pazienti in cui non erano mai state impiantate protesi di silicone nel seno o in altre parti del corpo. Da notare che gli effetti nocivi del silicone sono stati scientificamente dimostrati (...)

http://sciechimiche-zret.blogspot.com/2006/10/morgellons-nuove-acquisizioni-e.html


Morgellons & patents...

United States Patent patent # 03994437:

Abstract:

A method and apparatus are provided for evenly disseminating by broadcast techniques trace quantities of biologically active chemicals such as nutrients, insecticides, fungicides, growth regulators and the like. The biologically active chemical is encapsulated in a microdispenser such as a filamentary conduit of regulated cross-section and length. The filled microdispensers are then metered into a moving carrier fluid stream, preferably air, and the carrier fluid containing the microdispensers is then evenly dispensed throughout the area. In an alternate preferred embodiment, the microdispensers are coated with a second material which may be either another biologically active material or a sticker for attaching the microdispenser to living organisms such as plants or animals. The method and apparatus is also applicable to biologically active chemicals contained in laminated microdispenser structures for dissemination and release.

Process for the preparation of bead polymers of uniform particle size by polymerization of microencapsulated monomer

Document Type and Number: United States Patent 4427794

Link to this Page: http://www.freepatentsonline.com/4427794.html

Abstract:

Process for the production of bead polymers of improved uniform particle size and uniform quality comprising (a) producing droplets which have a uniform particle size from the monomer or polymerization mixture to be polymerized by spraying the monomer or polymerization mixture into a liquid (continuous phase) which is essentially immiscible with the monomer or polymerization mixture, (b) encapsulating these droplets of uniform size are by shells which are stable under the polymerization conditions to be used and © then polymerizing the encapsulated droplets, and with the provision to maintain in the process steps of droplet production and encapsulation of the droplets certain special conditions.


Encapsulation by interfacial polycondensation, and aqueous herbicidal composition containing microcapsules produced thereby

Document Type and Number: United States Patent 4280833

Link to this Page: http://www.freepatentsonline.com/4280833.html

Abstract:

This invention relates to a process for encapsulation, and particularly to the production of small or minute capsules constituted by a skin or thin wall of polyurea, which involves bringing together an aqueous phase containing a lignin sulfonate emulsifier and a water-immiscible phase containing a water-immiscible material, the material to be encapsulated, plus polymethylene polyphenylisocyanate, dispersing the water-immiscible phase in the aqueous phase followed by addition of a polyfunctional amine. Polymethylene polyphenylisocyanate reacts with the amine to form a solid polyurea shell wall about the encapsulated material. The capsules formed may be directly used as aqueous suspensions.

Tracce oleose in seguito a precipitazioni
High concentration encapsulation by interfacial polycondensation

Document Type and Number: United States Patent 4640709

Link to this Page: http://www.freepatentsonline.com/4640709.html

Abstract:

This invention relates to a process for encapsulation, and particularly to the production of small or minute capsules constituted by a skin or thin wall of polymeric material e.g., polyurea, polyamide, polysulfonamide, polyester, polycarbonate, or polyurethane, which involves first providing an aqueous solution (continuous phase liquid) containing an emulsifier which is a water soluble, alkylated polyvinyl pyrrolidone polymer which will form a stable oil-in-water emulsion under the process conditions described herein. A discontinuous (immiscible or organic) phase liquid containing a water-immiscible material which is the material to be encapsulated, plus a first shell wall component; is dispersed in the aqueous liquid to form an oil-in-water emulsion. The second shell wall component is added to the oil-in-water emulsion whereupon the first shell wall component reacts with the second shell wall component to form a solid polycondensate shell wall about the material to be encapsulated. The capsules formed may be directly used as in the form of an aqueous suspension.


I documenti originali (ricerca di gurzo):

Process for the preparation of bead polymers of uniform particle size by polymerization of microencapsulated monomer

Encapsulation by interfacial polycondensation, and aqueous herbicidal composition containing microcapsules produced thereby

High concentration encapsulation by interfacial polycondensation

lunedì 19 febbraio 2007

A Partial History of Aerosol and Weather Related Technologies

July 30, 2003
Lorie Kramer
http://www.chemtrailcentral.com/
(Ricerca eseguita da Gazal)

3131131 - April 28, 1964 - Electrostatic Mixing in Microbial Conversions

3174150 - March 16, 1965 - Self-Focusing Antenna System

3234357 - February 8, 1966 - Electrically Heated Smoke Producing Device
3274035 - September 20, 1966 - Metallic Composition For Production of Hydroscopic Smoke
3300721 - January 24, 1967 - Means For Communication Through a Layer of Ionized Gases
3313487 - April 11, 1967 - Cloud Seeding Apparatus
3338476 - August 29, 1967 - Heating Device For Use With Aerosol Containers - Referenced in 3990987
3410489 - November 12, 1968 - Automatically Adjustable Airfoil Spray System With Pump
3429507 - February 25, 1969 - Rainmaker
3432208 - November 7, 1967 - Fluidized Particle Dispenser
3441214 - April 29, 1969 - Method And Apparatus For Seeding Clouds
3445844 - May 20, 1969 - Trapped Electromagnetic Radiation Communications System

3518670 June 30, 1970 - Artificial Ion Cloud
3534906 - October 20, 1970 - Control of Atmospheric Particles
3545677 - December 8, 1970 - Method of Cloud Seeding
3564253 - February 16, 1971 - System And Method For Irradiation Of Planet Surface Areas
3587966 - June 28, 1971 - Freezing Nucleation
3601312 - August 24, 1971 - Methods of Increasing The Likelihood oF Precipatation By The Artificial Introduction Of Sea Water Vapor Into The Atmosphere Winward Of An Air Lift Region
3608810 - September 28, 1971 - Methods of Treating Atmospheric Conditions
3608820 - September 20, 1971 - Treatment of Atmospheric Conditions by Intermittent Dispensing of Materials Therein
3613992 - October 19, 1971 - Weather Modification Method
3630950 - December 28, 1971 - Combustible Compositions For Generating Aerosols, Particularly Suitable For Cloud Modification And Weather Control And Aerosolization Process
USRE29142 - This patent is a reissue of patent US3630950 - Combustible compositions for generating aerosols, particularly suitable for cloud modification and weather control and aerosolization process
3659785 - December 8, 1971 - Weather Modification Utilizing Microencapsulated Material
3666176 - March 3, 1972 - Solar Temperature Inversion Device
3677840 - July 18, 1972 - Pyrotechnics Comprising Oxide of Silver For Weather Modification Use

3769107 - October 30, 1973 - Pyrotechnic Composition For Generating Lead Based Smoke
3784099 - January 8, 1974 - Air Pollution Control Method
3785557 - January 15, 1974 - Cloud Seeding System
3795626 - March 5, 1974 - Weather Modification Process
3808595 - April 30, 1974 - Chaff Dispensing System
3813875 - June 4, 1974 - Rocket Having Barium Release System to Create Ion Clouds In The Upper Atmopsphere
3835059 - September 10, 1974 - Methods of Generating Ice Nuclei Smoke Particles For Weather Modification And Apparatus Therefore
3835293 - September 10, 1974 - Electrical Heating Aparatus For Generating Super Heated Vapors - Referenced in 3990987
3877642 - April 15, 1975 - Freezing Nucleant
3882393 - May 6, 1975 - Communications System Utilizing Modulation of The Characteristic Polarization of The Ionosphere
3896993 - July 29, 1975 - Process For Local Modification of Fog And Clouds For Triggering Their Precipitation And For Hindering The Development of Hail Producing Clouds
3899129 - August 12, 1975 - Apparatus for generating ice nuclei smoke particles for weather modification
3899144 - August 12, 1975 - Powder contrail generation
3940059 - February 24, 1976 - Method For Fog Dispersion
3940060 - February 24, 1976 - Vortex Ring Generator
3990987 - November 9, 1976 - Smoke generator
3992628 - November 16, 1976 - Countermeasure system for laser radiation
3994437 - November 30, 1976 - Broadcast dissemination of trace quantities of biologically active chemicals
4042196 - August 16, 1977 - Method and apparatus for triggering a substantial change in earth characteristics and measuring earth changes
RE29,142 - February 22, 1977 - Reissue of: 03630950 - Combustible compositions for generating aerosols, particularly suitable for cloud modification and weather control and aerosolization process
4035726 - July 12, 1977 - Method of controlling and/or improving high-latitude and other communications or radio wave surveillance systems by partial control of radio wave et al
4096005 - June 20, 1978 - Pyrotechnic Cloud Seeding Composition
4129252 - December 12, 1978 - Method and apparatus for production of seeding materials
4141274 - February 27, 1979 - Weather modification automatic cartridge dispenser
4167008 - September 4, 1979 - Fluid bed chaff dispenser
4347284 - August 31, 1982 - White cover sheet material capable of reflecting ultraviolet rays
4362271 - December 7, 1982 - Procedure for the artificial modification of atmospheric precipitation as well as compounds with a dimethyl sulfoxide base for use in carrying out said procedure
4402480 - September 6, 1983 - Atmosphere modification satellite
4412654 - November 1, 1983 - Laminar microjet atomizer and method of aerial spraying of liquids
4415265 - November 15, 1983 - Method and apparatus for aerosol particle absorption spectroscopy
4470544 - September 11, 1984 - Method of and Means for weather modification
4475927 - October 9, 1984 - Bipolar Fog Abatement System
4600147 - July 15, 1986 - Liquid propane generator for cloud seeding apparatus
4633714 - January 6, 1987 - Aerosol particle charge and size analyzer
4643355 - February 17, 1987 - Method and apparatus for modification of climatic conditions
4653690 - March 31, 1987 - Method of producing cumulus clouds
4684063 - August 4, 1987 - Particulates generation and removal
4686605 - August 11, 1987 - Method and apparatus for altering a region in the earth's atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere
4704942 - November 10, 1987 - Charged Aerosol
4712155 - December 8, 1987 - Method and apparatus for creating an artificial electron cyclotron heating region of plasma
4744919 - May 17, 1988 - Method of dispersing particulate aerosol tracer
4766725 - August 30, 1988 - Method of suppressing formation of contrails and solution therefor
4829838 - May 16, 1989 - Method and apparatus for the measurement of the size of particles entrained in a gas
4836086 - June 6, 1989 - Apparatus and method for the mixing and diffusion of warm and cold air for dissolving fog
4873928 - October 17, 1989 - Nuclear-sized explosions without radiation
4948257 - August 14, 1990 - Laser optical measuring device and method for stabilizing fringe pattern spacing
4948050 - August 14, 1990 - Liquid atomizing apparatus for aerial spraying
4999637 - March 12, 1991 - Creation of artificial ionization clouds above the earth
5003186 - March 26, 1991 - Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming
5005355 - April 9, 1991 - Method of suppressing formation of contrails and solution therefor
5038664 - August 13, 1991 - Method for producing a shell of relativistic particles at an altitude above the earths surface
5041760 - August 20, 1991 - Method and apparatus for generating and utilizing a compound plasma configuration
5041834 - August 20, 1991 - Artificial ionospheric mirror composed of a plasma layer which can be tilted
5056357 - October 15, 1991- Acoustic method for measuring properties of a mobile medium
5059909 - October 22, 1991 - Determination of particle size and electrical charge
5104069 - April 14, 1992 - Apparatus and method for ejecting matter from an aircraft
5110502 - May 5, 1992 - Method of suppressing formation of contrails and solution therefor
5156802 - October 20, 1992 - Inspection of fuel particles with acoustics
5174498 - December 29, 1992 - Cloud Seeding
5148173 - September 15, 1992 - Millimeter wave screening cloud and method
5245290 - September 14, 1993 - Device for determining the size and charge of colloidal particles by measuring electroacoustic effect
5286979 - February 15, 1994 - Process for absorbing ultraviolet radiation using dispersed melanin
5296910 - March 22, 1994 - Method and apparatus for particle analysis
5327222 - July 5, 1994 - Displacement information detecting apparatus
5357865 - October 25, 1994 - Method of cloud seeding
5360162 - November 1, 1994 - Method and composition for precipitation of atmospheric water
5383024 - January 17, 1995 - Optical wet steam monitor
5425413 - June 20, 1995 - Method to hinder the formation and to break-up overhead atmospheric inversions, enhance ground level air circulation and improve urban air quality
5434667 - July 18, 1995 - Characterization of particles by modulated dynamic light scattering
5441200 - August 15, 1995 - Tropical cyclone disruption
5486900 - January 23, 1996 - Measuring device for amount of charge of toner and image forming apparatus having the measuring device
5556029 - September 17, 1996 - Method of hydrometeor dissipation (clouds)
5628455 - May 13, 1997 - Method and apparatus for modification of supercooled fog
5631414 - May 20, 1997 - Method and device for remote diagnostics of ocean-atmosphere system state
5639441 - June 17, 1997 - Methods for fine particle formation
5762298 - June 9, 1998 - Use of artificial satellites in earth orbits adaptively to modify the effect that solar radiation would otherwise have on earth's weather
5912396 - June 15, 1999 - System and method for remediation of selected atmospheric conditions
5922976 - July 13, 1999 - Method of measuring aerosol particles using automated mobility-classified aerosol detector
5949001 - September 7, 1999 - Method for aerodynamic particle size analysis
5984239 - November 16, 1999 - Weather modification by artificial satellite
6025402 - February 15, 2000 - Chemical composition for effectuating a reduction of visibility obscuration, and a detoxifixation of fumes and chemical fogs in spaces of fire origin
6030506 - February 29, 2000 - Preparation of independently generated highly reactive chemical species
6034073 - March 7, 2000 - Solvent detergent emulsions having antiviral activity
6045089 - April 4, 2000 - Solar-powered airplane
6056203 - May 2, 2000 - Method and apparatus for modifying supercooled clouds
6110590 - August 29, 2000 - Synthetically spun silk nanofibers and a process for making the same
6263744 - July 24, 2001 - Automated mobility-classified-aerosol detector
6281972 - August 28, 2001 - Method and apparatus for measuring particle-size distribution
6315213 - November 13, 2001 - Method of modifying weather
6382526 - May 7, 2002 - Process and apparatus for the production of nanofibers
6408704 - June 25, 2002 - Aerodynamic particle size analysis method and apparatus
6412416 - July 2, 2002 - Propellant-based aerosol generation devices and method
6520425 - February 18, 2003 - Process and apparatus for the production of nanofibers

mercoledì 24 gennaio 2007

Scie chimiche: brevetti e documenti (di Marco Giacometti)

L’accurato articolo che pubblichiamo, frutto dello studio di Marco Giacometti, valido utente del forum di sciechimiche.org, è la dimostrazione che è possibile intervenire sulle condizioni atmosferiche e climatiche del pianeta, attraverso lo spargimento di sostanze chimiche, di irradiazione di onde elettromagnetiche, di sistemi laser. Gli stralci dei brevetti riportati si riferiscono alla possibilità di mitigare il cosiddetto “effetto serra”, che bisognerebbe definire “effetto atmosfera”, o all’opportunità di ricucire gli strappi dell’ozonosfera. Naturalmente si tratta di vere e proprie mistificazioni: ammesso e non concesso che tali sistemi siano efficaci, si tratta di rimedi peggiori del male. Diffondere nell’atmosfera alluminio ed acido solforico per riflettere la radiazione elettromagnetica proveniente dal Sole, ha conseguenze gravissime per gli equilibri ecologici di Gaia e per la vita stessa dei suoi abitanti. Non è poi assolutamente credibile che i potenti, del tutto insensibili ai temi ambientali, spendano somme ingentissime per risolvere problemi come il global warming che, tra l’altro, non è dovuto, se non in minima parte, alle emissioni di CO2. In realtà, i brevetti sono stati usati per un’attività mirante ad aggravare il riscaldamento del pianeta, a deteriorare lo strato di ozono, nell’ambito dei folli piani per il controllo delle risorse residue e per la dominazione di una popolazione mondiale malata, affamata e ridotta allo stremo delle forze. Un‘ultima nota: la Raytheon, citata nel primo capoverso, è una delle più importanti industrie belliche mondiali. Essa appartiene al Vaticano.

SCIE CHIMICHE: BREVETTI E DOCUMENTI di Marco Giacometti

Nel tentare di dare una spiegazione plausibile al fenomeno scie chimiche, ci si ritrova di fronte a numerosi brevetti e documenti che descrivono tecniche e metodologie da attuare per il raggiungimento di diversi scopi.

Uno dei brevetti più interessanti è “Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming” (Irrorazione della stratosfera con agenti Welsbach per la riduzione del riscaldamento globale), brevetto numero 5003186, anno 1991, commissionato da “Hughes Aircraft Company”, una società del gruppo General Motors. Nel 1992 la GM Hughes Electronics acquistò dalla General Dynamics il settore missilistico. Nel 1997 avvenne la fusione del settore difesa con Raytheon, società leader per la produzione di materiale bellico, radar, tankers, armi elettromagnetiche. Un metodo di riduzione del riscaldamento atmosferico dovuto all'effetto serra, deriva da uno strato di gas nell'atmosfera che assorbe la radiazione infrarossa, disperdendo particelle molto piccole di un materiale all'interno dello strato dei gas.

Il materiale della particella è caratterizzato dall'emissività o la riflettività che dipende dalla lunghezza d'onda, in quanto il materiale ha alte emissività in ordine alla radiazione negli spettri infrarossi visibili e di alta lunghezza d'onda, ed emissività bassa nello spettro infrarosso di bassa lunghezza d'onda, per cui le particelle molto piccole forniscono i mezzi per convertire l'energia termica infrarossa in alta radiazione infrarossa, che verrà irradiata nello spazio. Il materiale contiene uno o più ossidi dei metalli, l'ossido di alluminio, ossido di torio; le particelle sono disperse, irrorando la stratosfera con una quantità di particelle ad un’altitudine compresa tra sette e tredici chilometri sopra la superficie della terra: il formato delle particelle è nella gamma di dieci - cento micron: la sostanza (materiale Welsbach) contiene un materiale refrattario.

Una risoluzione proposta al problema del riscaldamento globale consiste nell'irrorazione dell'atmosfera con particelle metalliche. Una tecnica per irrorare le particelle metalliche era di aggiungere particelle molto piccole al combustibile degli aerei di linea, così che siano emesse dagli scarichi dei motori una volta in cui l'aereo si trova ad altitudine di volo. Mentre questo metodo aumenterebbe la riflessione della luce visibile proveniente dallo spazio, le particelle metalliche intrappolerebbero la lunghezza d'onda della radiazione “blackbody” (radiazione del corpo nero, superficie ideale, postulata dalla fisica classica, che ad una data temperatura irraggia il massimo di energia per unità di area e per ogni lunghezza d'onda e che può assorbire tutta la radiazione che incide su di esso) rilasciata dalla Terra, e potrebbe dare luogo ad un netto aumento del riscaldamento globale.

È quindi oggetto della presente invenzione fornire un metodo per la riduzione del riscaldamento globale dovuto a quello che impropriamente è chiamato “effetto serra”, consentendo al calore di fuoriuscire attraverso l'atmosfera. Il metodo comprende l'irrorazione dello strato di gas serra con una quantità di sostanze in piccole particelle. Tali sostanze possono includere la classe di materiali note come sostanze Welsbach; gli ossidi di metallo, per esempio, ossido di alluminio, sono inoltre adatti allo scopo. Lo strato di gas serra si estende approssimativamente tra sette e tredici chilometri sopra la superficie della terra. L'irrorazione della stratosfera avviene all'interno di questo strato. Le particelle sospese nella stratosfera diffuse offrono un meccanismo per convertire la radiazione del corpo nero emessa dalla terra a lunghezze d'onda infrarosse, così che questa energia di calore può essere reindirizzata nello spazio oltre la stratosfera, riducendo con ciò il riscaldamento globale dovuto all'effetto serra.

I materiali refrattari conosciuti hanno una funzione termica di emissività che è fortemente dipendente dalla lunghezza d'onda. Per esempio, i materiali possono avere alta emissività (ed assorbimento) alle alte lunghezze d'onda infrarosse, alta emissività nella lunghezza d'onda visibile ed emissività molto bassa alle lunghezze d'onda intermedie. Se un materiale che ha quelle caratteristiche di emissività ed un corpo nero sono esposti ad energia IR di intensità uguale, il radiatore termico selettivo emetterà la radiazione visibile con alta efficienza (se il raffreddamento della radiazione predomina), cioè, il radiatore termico selettivo sembrerà più luminoso del corpo nero. Questo effetto è conosciuto come “effetto Welsbach”, ed è comunemente usato nelle lanterne a gas in commercio. I gas serra sono nella stratosfera ad una altitudine di sette - tredici chilometri. Ciò suggerisce che l’ irrorazione delle particelle dovrebbe essere eseguita ad un’altitudine nell'ordine di 10 chilometri. Le particelle possono essere disperse da un aereo irroratore; una tecnica esemplare può essere tramite carburante per quanto riguarda le particelle metalliche. Una volta che le particelle molto piccole sono state disperse nell'atmosfera, possono rimanere in sospensione fino ad un anno.
Method and apparatus for altering a region in the earth's atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere (Metodo ed apparato per alterare una regione nell'atmosfera, ionosfera, e/o magnetosfera) Brevetto numero 4686605 a cura di Eastlund Bernard J., anno 1987.
In questo brevetto si descrive come modificare una zona dell'atmosfera tramite particolari antenne (vedi H.A.A.R.P.) poste sulla superficie terrestre trasmettendo radiazioni elettromagnetiche attraverso la zona desiderata. Viene anche descritto un altro metodo per raggiungere il medesimo scopo, iniettando particelle cariche tramite satelliti equipaggiati con appositi acceleratori. Per facilitare la propagazione, vengono rilasciate nella magnetosfera “nuvole” di bario. La potenzialità di tali operazioni è illimitata; può essere impiegata per distruggere qualsiasi tipo di comunicazione terrestre, spaziale e marina, sia in campo civile sia militare. Questo metodo viene anche usato per creare una barriera per missili ed aerei ostili, i quali possono venire distrutti tramite la generazione di raggi elettromagnetici, semplicemente modificando la lunghezza d'onda della radiazione. Si crea così un vero e proprio sistema d'arma planetario. Questo sistema è in grado di modificare il clima, deviando il flusso dei venti nella parte alta dell'atmosfera ed alterando l'assorbimento dei raggi solari tramite la creazione di “piume” di particelle atmosferiche che fungono da lenti rifrangenti. Si possono incrementare artificialmente le concentrazioni di ozono e nitrogeno nell'atmosfera, per diminuire (o aumentare...) l'”effetto serra”. All'interno del brevetto si descrive anche la possibilità di controllare i movimenti magneto-tellurici. Questa tecnologia può essere impiegata come detonatore per apparecchiature nucleari, eliminando cosi altri sistemi di detonazione più “ingombranti” o “visibili”.
Altra pubblicazione interessante è ”Policy Implications of Greenhouse Warming: Mitigation, Adaptation, and the Science Base” http://www.nap.edu/catalog/1605.html, Il testo risale al 1992 a firma COSEPUP (The Committee on Science, Engineering, and Public Policy) http://www7.nationalacademies.org/cosepup/. COSEPUP è composto da numerosi professori universitari statunitensi e da Uma Chowdhry, del Centro ricerche e sviluppo DuPont Company. In questo volume di quasi 1000 pagine, vengono analizzate metodologie e costi per arginare il riscaldamento globale. Tra le numerose pagine, cito quelle di particolare interesse.
Pag. 59, capitolo Geoengineering (si analizzano i metodi per diminuire le temperature arginando i raggi solari):
Schermatura solare
Specchi spaziali: posizionare 50,000 100-km2 di specchi nell'orbita della terra per riflettere la luce del sole entrante.
Polvere nella stratosfera: usare apparati o palloni per mantenere una nube di polvere nella stratosfera aumentando la riflessione della luce solare.
“Bolle” stratosferiche: disporre miliardi di aerostati alluminati e carichi d’idrogeno nella stratosfera per fornire uno schermo riflettente.
Polvere nella bassa stratosfera: Utilizzare un aereo per mantenere una nube di polvere nella bassa stratosfera per riflettere la luce solare.
Fuliggine nella bassa stratosfera: diminuire l’efficienza della combustione dei motori dell’aereo che vola nella bassa stratosfera per mantenere una nube sottile di fuliggine al fine di intercettare la luce solare.

Stimolazione nubi: bruciare zolfo in navi o in centrali elettriche per formare l'aerosol del solfato per stimolare le nubi marine basse in modo da riflettere la luce solare.
Stimolazione della Biomassa dell'oceano: disperdere ferro negli oceani per stimolare la generazione dell’assorbimento di biossido di carbonio, tramite il fitoplancton.
Rimozione Clorofluorocarburo (CFC) atmosferico: uso del laser per distruggere CFC nell'atmosfera.
Pag. 447-448-449-450
Un'altra opzione per l'attenuazione del riscaldamento globale sarebbe di provare a controllare l'equilibrio globale di radiazione, limitando la quantità di radiazione ricevuta dal sole. Ciò può essere attuato, aumentando la riflettività della terra, cioè, l'albedo. La proposta di imbiancare i tetti delle abitazioni avrebbe un certo effetto, ma soltanto una frazione dell’incidenza della radiazione solare raggiunge la superficie della terra. Una modifica sostanziale dell'albedo avrebbe più effetto se eseguita nell'atmosfera. Secondo Ramanathan (1988), un aumento nell'albedo planetaria di appena 0.5 per cento è sufficiente a dimezzare l'effetto di un raddoppio del CO2. La disposizione di uno schermo nell'atmosfera o nell'orbita bassa della terra, potrebbe presentarsi in diverse soluzioni: si potrebbe cambiare la quantità o le caratteristiche di annuvolamento. Lo schermo potrebbe prendere la forma di un “foglio continuo” o potrebbe essere diviso in tanti “specchi” o in una nube di polvere.
Stratospheric dust
Anche se l'opzione della polvere nello spazio non sembra essere ragionevole, i calcoli dei tempi di permanenza della polvere di 0.2-µm oltre i 20 - 40 chilometri sono dell'ordine di 1 - 3 anni (Hunten, 1975). Sembra essere correntemente accertato che gli aerosol vulcanici rimangono nella stratosfera per parecchi anni (Kellogg e Schneider, 1974; Ramaswamy e Kiehl, 1985). Uno schermo può essere generato nella stratosfera, aggiungendo polvere alla polvere stratosferica naturale per aumentare nettamente la relativa riflessione di luce solare. Un'alternativa alla polvere è un aerosol di acido solforico, l'altro componente naturale principale dell’opacità stratosferica. La polvere sembra la scelta migliore perché è simile alla polvere del terreno e non ha effetti eccessivi, se non di precipitare naturalmente nella troposfera, anche tramite le piogge.

Tuttavia Budyko (1982) suggerisce l'uso di aerosol di acido solforico, che può essere generato dalla combustione dello zolfo in situ, con conseguente biossido di zolfo (SO2), che assorbirà automaticamente l'acqua atmosferica, provocando goccioline di soluzione acido-solforica. Descrive la quantità richiesta di acido solforico per ridurre la radiazione totale dell’ 1 per cento in 600.000 t.

Questo è meno d'un decimo della quantità valutata di polvere. Budyko continua a precisare che la quantità di zolfo richiesta da bruciare nella stratosfera per produrre l'aerosol è 200.000 t, o possibilmente circa il 40 per cento di questo, secondo la quantità di acqua che potrebbe essere assorbita dall'aria. Così i requisiti della quantità hanno potuto essere soltanto un settimo - un terzo di quello valutati per acido solforico in sé. Inoltre descrive in 2 anni la permanenza dell'aerosol nella stratosfera. Comunque, il requisito massimo di Budyko è molto di meno di quello che si usa per stimare il costo del materiale ed alzare i requisiti. I costi dello zolfo sono circa $0.05/pound ed ammettiamo meno di $0.25/pound per la polvere; i costi per creare la barriera solare, usando l'aerosol di acido solforico nella stratosfera, sarebbero più bassi di quelli che sono valutati per la polvere, usando le valutazioni di Budyko.

La polvere nel modello del Kiehl e di Ramaswamy è distribuita fra 10 e 30 chilometri nella stratosfera, uniformemente sopra il globo. L'effetto reale sulla forzatura radiativa di una distribuzione globale di polvere supplementare, sarebbe maggiore al livello basso che alle alte latitudini, perché buona parte della luce solare è più efficace alle basse latitudini per motivi geometrici. Ciò farebbe diminuire le variazioni di temperatura dall’Equatore al polo e può avere qualche effetto sull’intensità del tempo. Presumibilmente, questo effetto può anche essere studiato con i modelli globali del clima.
Pag. 453-454-455
…Un’altra possibilità è semplicemente di affittare un aereo commerciale per trasportare la polvere all’altezza massima di volo, dove verrà distribuita. Per fare un preventivo di spesa, un presupposto semplice è che la stessa quantità di polvere sopra la stratosfera funzionerebbe per la tropopausa (lo strato fra la troposfera e la stratosfera). I risultati possono essere calibrati per altri importi. Le osservazioni formulate circa l'effetto possibile di polvere sull’ozono stratosferico, si applicano pure all’ozono nella bassa stratosfera, ma non nella troposfera. L'altezza della tropopausa varia con la latitudine e con la stagione dell'anno.
…Ciò dà un costo un po' più alto di $1 per tonnellata-miglio per trasporto. Se una missione di distribuzione della polvere richiede l'equivalente di un volo di 500 miglia (circa 1.5 ore), il costo della polvere è $500/t ed ignorando la differenza fra le tonnellate inglesi e metriche, un costo di $0.50/kg di polvere. Se 1010 chilogrammi devono essere trasportati ogni 83 giorni, (la polvere fornita cade allo stesso tasso della fuliggine), sarà richiesta una quantità maggiore di 5 volte quella del 1987 (tonnellata-miglia). La domanda se il velivolo dedicato potrebbe volare per distanze più lunghe allo stesso tasso di efficienza, dovrebbe essere studiata. Tuttavia, se il requisito è di attenuare le emissioni del 1989 degli Stati Uniti di CO2, 500 volte meno polvere è necessaria, il costo è circa $10 milioni all'anno e l'esecuzione richiederebbe circa 1 per cento delle tonnellata-miglia impiegate nel 1987. Se il 10 per cento delle tonnellata-miglia usate nel 1987 fosse impiegato, il sistema potrebbe attenuare il CO2 di 80 Gt. Questi costi dovrebbero probabilmente essere aumentati dal costo della polvere trasportata (stima, $0.50/kg) e dei sistemi di rilascio nel velivolo, ma i tassi di trasporto superiori alla media potrebbero probabilmente essere mitigati.
…è proposto che le emissioni di CCN dovrebbero essere liberate sopra gli oceani, che il rilascio dovrebbe produrre un aumento nell'albedo degli stratocumuli soltanto e che le nubi dovrebbero rimanere alle stesse latitudini sopra l'oceano dove l'albedo di superficie è relativamente costante e piccola. Albrecht (1989) valuta che approssimativamente un 30 per cento di aumento in CCN sarebbe necessario per aumentare l'opacità o l'albedo frazionaria delle nubi marine degli stratocumuli del 4 per cento. La nube di stratocumuli idealizzata da Albrecht, ha uno spessore di 375 m., un “tasso dell'acquerugiola” di 1 millimetro al giorno e un raggio medio della gocciolina di 100 millimetri, supponendo che ogni gocciolina è costituita dalla coalescenza di 1000 più piccole goccioline. Il tasso a cui i CCN sono esauriti dal suo modello è 1000/cm3 al giorno. Di conseguenza, circa 300/cm3 al giorno (30 per cento di 1000) di CCN supplementare dovrebbe essere scaricato al giorno alla base della nube per consentire un aumento di 4 per cento nell'opacità. Ciò suppone che l'atmosfera perturbata inoltre rimarrebbe sufficientemente vicino alla saturazione nelle vicinanze del CCN che l'annuvolamento supplementare sarebbe formato sempre dal numero di CCN incrementato.
Pag. 457-458-459
È stato suggerito che laser estremamente potenti potrebbero essere utilizzati per distruggere CFC’s troposferici (Stix, 1989). Enormi quantità di laser inviati ad altezza delle montagne, lancerebbero intensi raggi infrarossi nell'atmosfera. I fasci laser distruggerebbero selettivamente le molecole del clorofluorocarburo nell'atmosfera con il processo di dissociazione del multifotone. Considerata la bassa concentrazione atmosferica dei CFC’s (meno d'una parte per miliardo in volume), tutto il processo per rimuoverlo deve essere altamente selettivo. Ovvero, il processo non può permettersi di sprecare energia in reazioni che coinvolgono alcune molecole lontane e più abbondanti "non-CFC" nell'atmosfera. Lo schema proposto del laser dipende in primo luogo dall'individuazione delle fasce di assorbimento massimo della luce laser da parte delle molecole di CFC.

In secondo luogo, all'interno di queste fasce, si devono individuare finestre spettrali dove l'assorbimento della luce laser delle molecole non-CFC nell'atmosfera è virtualmente assente. I risultati dei computer che sfruttano una sezione trasversale infrarossa estesa gas-atmosferica, suggeriscono che una trasmissione del 90 per cento oltre percorsi di 50 km., sarebbe possibile attraverso atmosfere asciutte. In secondo luogo, all'interno di queste fasce, si devono trovare '' finestre spettrali" dove l'assorbimento della luce laser nell'atmosfera delle molecole “non-CFC” è virtualmente assente. Molti schemi dipendono dall'effetto della polvere supplementare (o possibilmente della fuliggine) nella stratosfera o stratosfera molto bassa che respinge la luce del sole.

Tale polvere può essere trasportata nella stratosfera attraverso vari mezzi, sparata con cannoni o razzi o essere trasportata da aerostati ad aria calda od idrogeno. Queste possibilità appaiono fattibili, economiche e capaci di mitigare l'effetto di molto CO2 equivalente per anno come noi desideriamo. Trasportare polvere o fuliggine, nella tropopausa o nella bassa stratosfera con un aereo può essere limitato, a basso costo, alla mitigazione da 8 a 80 Gt di CO2 equivalente per anno.

Tali sistemi probabilmente potrebbero essere attivati all'interno di un anno o due dalla decisione, e gli effetti della mitigazione comincerebbero immediatamente. Poiché la polvere ricade naturalmente, se la dispersione di polvere si dovesse interrompere, gli effetti della mitigazione cesserebbero in circa 6 mesi per la polvere (o fuliggine) trasportata nella tropopausa e circa in un paio d’anni per la polvere trasportata nella media stratosfera. Tale polvere avrebbe un effetto visibile, specialmente al tramonto e all’alba, e riscalderebbe la stratosfera nella zona della polvere.

© Marco Giacometti
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...