
“Com’è il cielo oggi?” E’ questa la domanda che le persone consapevoli pongono a chi ha avuto al mattino presto già l’occasione (ed il coraggio) di sbirciare fuori dalla finestra. La risposta spesso non è univoca: se, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi il firmamento è lordato dalle solite scie chimiche, succede anche di poter assistere alla titanica lotta tra naturale ed artificiale.
Qualche nuvola genuina si forma ancora, anche se presto è sferrato l’attacco mortale contro cumuli vaporosi e nivei. Squadriglie di aerei chimici – per lo più velivoli “civili” – aggrediscono le poche formazioni imbrifere per farne orrendo scempio. Ne risulta un cielo spaccato: da un lato, generalmente verso il mare e le pianure, dominano cirri sintetici, obbrobriosi artigli e coltri neurotossiche; dall’altro, al di sopra di colline e dorsali montuose, sopravvive qualche nube naturale. La bipartizione riguarda anche il colore della volta celeste: grigio-cilestre da una parte, azzurro o quasi dall’altra. Purtroppo in questo agone epico sono quasi sempre le armi meteorologiche a spuntarla: così, nell’arco di poco tempo, una giornata che prometteva un bel sole tiepido con un corteo di nuvole scintillanti, si trasforma in uno scenario fosco, larvale, deprimente.

Purtroppo il danno non è solo estetico ed è già un danno notevole: ha ragione lo scienziato statunitense Michael Tamez (un altro esperto che si aggiunge agli innumerevoli specialisti intenti a denunciare il genocidio ed ecocidio definito in modo eufemistico “biogeoingegneria illegale”) ad asserire che le chemtrails rischiano di falcidiare l’umanità entro i prossimi anni. Egli sostiene che la geoingegneria clandestina provoca e provocherà inondazioni in stile biblico e, nel contempo, epocali siccità. L’ambiente – ci ricorda Tamez – è inoltre contaminato da piombo, mercurio, bario, alluminio, stronzio, manganese etc. e NON sono né il traffico veicolare né gli impianti industriali le principali cause di questo avvelenamento globale.
Quanto preconizzammo negli anni passati si è purtroppo adempiuto: gli alberi stanno morendo ad ogni latitudine, varie specie di fauna selvatica sono prossime all’estinzione, le malattie neurodegenerative, i tumori etc. mietono vittime senza pietà… In Italia, le castagne? Perdute. Le olive? Perdute? Le noci? Perdute… I negazionisti? In perfetta salute. Nonostante ciò, come direbbe fra Cristoforo “Verrà un giorno…” . State sicuri, disinformatori, quel giorno, presto o tardi, verrà anche per voi.
Qualche nuvola genuina si forma ancora, anche se presto è sferrato l’attacco mortale contro cumuli vaporosi e nivei. Squadriglie di aerei chimici – per lo più velivoli “civili” – aggrediscono le poche formazioni imbrifere per farne orrendo scempio. Ne risulta un cielo spaccato: da un lato, generalmente verso il mare e le pianure, dominano cirri sintetici, obbrobriosi artigli e coltri neurotossiche; dall’altro, al di sopra di colline e dorsali montuose, sopravvive qualche nube naturale. La bipartizione riguarda anche il colore della volta celeste: grigio-cilestre da una parte, azzurro o quasi dall’altra. Purtroppo in questo agone epico sono quasi sempre le armi meteorologiche a spuntarla: così, nell’arco di poco tempo, una giornata che prometteva un bel sole tiepido con un corteo di nuvole scintillanti, si trasforma in uno scenario fosco, larvale, deprimente.

Purtroppo il danno non è solo estetico ed è già un danno notevole: ha ragione lo scienziato statunitense Michael Tamez (un altro esperto che si aggiunge agli innumerevoli specialisti intenti a denunciare il genocidio ed ecocidio definito in modo eufemistico “biogeoingegneria illegale”) ad asserire che le chemtrails rischiano di falcidiare l’umanità entro i prossimi anni. Egli sostiene che la geoingegneria clandestina provoca e provocherà inondazioni in stile biblico e, nel contempo, epocali siccità. L’ambiente – ci ricorda Tamez – è inoltre contaminato da piombo, mercurio, bario, alluminio, stronzio, manganese etc. e NON sono né il traffico veicolare né gli impianti industriali le principali cause di questo avvelenamento globale.
Quanto preconizzammo negli anni passati si è purtroppo adempiuto: gli alberi stanno morendo ad ogni latitudine, varie specie di fauna selvatica sono prossime all’estinzione, le malattie neurodegenerative, i tumori etc. mietono vittime senza pietà… In Italia, le castagne? Perdute. Le olive? Perdute? Le noci? Perdute… I negazionisti? In perfetta salute. Nonostante ciò, come direbbe fra Cristoforo “Verrà un giorno…” . State sicuri, disinformatori, quel giorno, presto o tardi, verrà anche per voi.
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