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mercoledì 4 luglio 2012

Ritrattazione

In alcune occasioni abbiamo osato vituperare Sanremo e chi ne rappresenta i cittadini. Dobbiamo, però, pronunciare una palinodia: siamo incorsi in grossolani errori che auspichiamo trovino venia nei nostri affezionati lettori ed in chi, in maniera del tutto inavvertita ed involontaria, abbiamo criticato con eccessiva severità. Speriamo di trovare, se non perdono, almeno comprensione per le nostre intemperanze verbali ed i nostri giudizi avventati.

Sanremo è superba, meravigliosa. I parchi sono luoghi paradisiaci, con le loro palme dalle foglie che sono eleganti flabelli, le magnolie i cui fiori sono calici colmi di aulenti elisir. Bimbi giocondi cinguettano nei giardini. Il centro storico, la celeberrima “Pigna”, arroccata su un colle, domina la città con i quartieri che sorgono tra valli verdeggianti e declivi odorosi di limoni. In ogni dove, è bellezza ed armonia: qui un angolo pittoresco, qua uno scorcio incantevole, lì un panorama mozzafiato...

Che pensare poi dell’esimio Signor sindaco di Sanremo? E’ persona zelante, signorile, sagace, luminoso esempio di un borgomastro davvero al servizio dei concittadini. Egli palesa le virtù più sublimi della classe politica che benefica il nostro bel paese: la probità, la sollecitudine, l’abnegazione, la lungimiranza, la trasparenza. Che diciamo? Egli non palesa tali fulgide virtù, poiché le incarna, le impersona tutte nella sua natura sovrumana.

Che pensare poi degli operosi ed affabili abitanti di Sanremo, di questo zaffiro prezioso e rutilante incastonato nel cielo blu? Se camminate per le animate e linde strade di Villa Matutiana, ad ogni passo vi imbatterete in persone squisite come costui dal cui sguardo, aperto, cordiale ed intelligente, si sprigiona una contagiosa, incontenibile simpatia.

Avete mai visitato l’entroterra di Sanremo? Le pendici di monti, adornati da scintillanti diademi di castagni e di pini, incorniciano la città tuffata nel mare diafano, verde-azzurro. Così da lassù, tra terra e firmamento, a guisa di una leggiadra colomba in procinto di spiccare il volo verso l’etereo orizzonte, potrete ammirare il centro rivierasco.

Nondimeno, tutte le bellezze fin qui decantate, bellezze di cui neppure il più abile pittore riuscirebbe a restituirci se non un pallido simulacro, sono nulla, se comparate con l’aurea testimonianza del’ospedale civico. Perché definirlo “ospedale”, laddove è piuttosto un prestigioso albergo, una principesca dimora? Qui, però, la realtà ci trascende e, come nel caso del sommo poeta, possiamo solo ammettere l’impotenza dell’umana inventiva: “A l’alta fantasia qui mancò possa”.

Dunque, mentre ci cospargiamo il capo di cenere per la nostra improntidudine, impetrando umilicordi il perdòno, chiediamo il soccorso delle veridiche immagini, a mo' di muse ispiratrici, onde la divina epifania del nosocomio matuziano rifulga in tutta la sua indescrivibile, soprannaturale magnificenza.


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martedì 12 luglio 2011

Wasp: atto III

Wasp, chi era costui? Uno dei disinformatori più subdoli ed insultanti ha agito indisturbato per tre anni, disseminando calunnie, diffamazioni e contenuti scatologici a iosa... Dio, però, non paga il sabato e così eccolo identificato, con volto, nome e cognome, in tutto il suo splendore. Per Wasp è arrivata Filippi: presto sarà la volta dei suoi amichetti.

E' il 19 novembre 2007, allorquando mio fratello Antonio riceve questa email:

"Caro Antonio, ho assistito alla conferenza sui cambiamenti climatici e, dato che i relatori non erano giornalisti e tantomeno "scientifici, ma meteorologi, quindi tecnici, ho trovato interessante l'esposizione documentata sulla realtà dei cambiamenti climatici nella nostra zona. Detto questo, condivido il proposito di tener desta l'attenzione sulle scie inviando di quando in quando lettere a Sanremonews. Tuttavia sarei curiosa o meglio, interessata, a conoscere la disponibilità della stampa locale sull'argomento. A giudicare dalla totale assenza di notizie in tal senso, temo che sia nulla, ma vorrei da Lei una conferma ed eventualmente la motivazione che i responsabili adducono per giustificare il loro silenzio. Grazie e buona, buonissima giornata anche se, questa mattina, strisciavano in mezzo alle nuvole! Teresa"

A questo messaggio ne seguirono altri, più verbosi che significativi. La signora Teresa chiese pure un incontro di persona, visto che ella risiedeva a Sanremo. Sembrava uno dei tanti contatti che quasi tutti i giorni si instaurano nell'ambito della nostra lotta alle attività di aerosol clandestine cominciata nelll'ormai lontano 2005. In seguito Teresa non scrisse più e la matronale donna fu dimenticata, così come dimenticammo che era stata proprio lei a procurarci il libro "Polvere di Stel", scritto dal figlio, con una prefazione di Achille Pennellatore. La vanità le è stata fatale.

Più recentemente siamo venuti a conoscenza del fatto che sul citofono dell'abitazione di Angelo Nigrelli (Wasp) appare anche il cognome "Barazzetti". A quel punto ci è tornata in mente Teresa... Teresa Barazzetti di Sanremo.

Abbiamo quindi proceduto ad una ricerca delle email ricevute in passato ed è saltato fuori l'incredibile: Teresa Barazzetti scriveva usando l'account del marito (nigrelli.angelo@tiscali.it), ovvero Angelo Nigrelli alias Wasp: il padre di Enrico Nigrelli, l'autista di autobus le cui azioni di stalking, in collaborazione con il padre Angelo, avevamo evidenziato nei mesi trascorsi.

Teresa Barazzetti era l'anello mancante per ricostruire l'organigramma ed i ruoli di una famiglia dedita alle ingiurie ed alla maldicenza, attraverso blog, canali video ed altri mezzi disponibili sulla Rete. Qual era il ruolo di Teresa? In tutta evidenza la moglie di Nigrelli si era prestata, nel 2007, per carpire informazioni personali, cercando di infiltrarsi nel nostro Comitato, spacciandosi per cittadina sensibile al problema "scie chimiche". E' un espediente collaudato in certi ambienti: Wasp è, a tutti gli effetti, una creatura (o un aborto?) dei servizi, protetta dalla Magistratura e dalla Polizia. A conferma di ciò, abbiamo raccolto altri elementi probanti, su cui qui non indugiamo, ma che saranno esposti al nostro legale, nel momento in cui sporgeremo denuncia/querela nei confornti dell'agente di Sanremo, Angelo Nigrelli.

Teresa, signorile nei modi, a differenza del marito zoticone, garrula, sofistica (i direttori di Sanremo News e di Riviera 24 ne sanno qualcosa) e vanagloriosa, ha costruito, insieme con i familiari, una cellula di delatori non privi di una certa scaltrezza, ma troppo sicuri di sé.

Wasp ora ha un volto ed un nome, insieme ad altri suoi colleghi. Il suo ruolo di diffamatore di professione è alla luce del sole. Chi lo dovesse incontrare, saprà che si tratta di individuo spregiudicato e dalla dubbia moralità così da regolarsi di conseguenza.



Descrizione dell'episodio delle riprese video:

Sono le 18:30 circa delll'11 luglio 2011. La regale consorte di Angelo Nigrelli (Wasp), Teresa Barazzetti, esce dalla tipografia per dirigersi verso casa, non molto distante, e, voltando il cantone, mi riconosce. Sbianca in volto per la sorpresa, si precipita in un antro del parcheggio sotteranneo di fronte, adagia sul marciapiede le sporte della spesa e chiama l'augusto consorte. Costui esce dalla tipografia e, sapendo in quale angolo mi trovo, inizia ad inquadrarmi in quella direzione.

Conscio che deve essere "buona la prima" lo riprendo anch'io, pur sapendo che mi ha scorto. Poi il raffinato locutore tenta una provocazione, berciando: "Vaffanculo te e quello stronzo di tuo fratello!" (sic). Avrebbe certamente cercato di prendermi la videocamera, così decido di allontanarmi. Tenta di rincorrermi, ma, arrancando, dopo un po', deve rinunciare. Ora mastica amaro, perché un agente scoperto è bruciato ed i primi a "scaricarlo" saranno i suoi sodali. Sarebbe stato preferibile se si fosse dedicato alla tipografia: meglio un misconosciuto, ma onesto artigiano che un famoso spione malato.

Le perle di Wasp al secolo Angelo Nigrelli


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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 11 febbraio 2011

Islabonita

"Islabonita" è l'ultimo romanzo scritto da Nico Orengo. Riprendiamo dalla quarta di copertina la presentazione dell'opera narrativa.

"La Riviera luccicante degli anni Venti, tra i balli e la casa da gioco, le spiagge ed i campi da golf: è lo scenario di questa storia in cui cospirazioni di corte, trame massoniche e manovre dei servizi segreti sospingono i destini dei personaggi in un gioco che può rivelarsi mortale. A Sanremo, infatti, soggiorna Maometto VI, sultano in esilio; poco distante, a Bordighera, ha la sua dimora la regina madre Margherita di Savoia. Ma quando il medico del sultano muore in circostanze misteriose, Fatima viene fatta fuggire dalla corte, perché ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Sotto una copertura insospettabile si nasconde ad Isolabona, paesino dell'entroterra ligure che 'crede nella Madonna e nel silenzio'. Qui trascorre le sue giornate, aspettando Michel e l'ineluttabile compiersi del destino, mentre dal grammofono di Ricò, all'ingresso del paese, escono le note malinconiche di una canzone sudamericana che inspiegabilmente si interrompe sempre prima della fine. Intanto il nascondiglio di Fatima diventa sempre meno sicuro: sono in troppi a voler conoscere il suo segreto, a partire da Gino Cariolato, lo chauffeur-coiffeur della regina che, invidioso delle sue doti di pettinatrice, rischia di mettere a repentaglio la vita del sultano".

E’ gia notevole che, nel suo volumetto, Orengo (Torino 1944-2009), autore di “narrazioni apparentemente sbrigliate, ma sorrette da una notevole sapienza costruttiva e capaci di affrontare temi seri”, non disdegni di sceneggiare congiure orchestrate dai servizi segreti internazionali.

Colpisce, però, che, con palese e volontario anacronismo, lo scrittore torinese, naturalizzato ligure, affidi ad un personaggio secondario una curiosa osservazione che verte sulle chemtrails: il personaggio, infatti, si lamenta delle "scie lungo l'orizzonte" che modificano il clima e porteranno entro la fine del XX secolo a desertificare le regioni lambite dal Mar Mediterraneo. L’attante asserisce che l’area del Mediterraneo è terreno di sperimentazione per opera di Statunitensi e Russi con l’obiettivo di dominare i fenomeni atmosferici per fiaccare i loro nemici.

Che cosa pensare di questa strana digressione all'interno di un romanzo comunque un po' affettato? Nel cuore della rutilante e fatua belle epoque, si incunea un aguzzo cenno ad un’atroce realtà ormai sotto gli occhi di tutti. Una denuncia attraverso la finzione narrativa? Orengo non è nuovo a caustiche contestazioni: nel romanzo “La guerra del basilico” (1994), lo scrittore "muove da un'indagine alla James Bond su un 'alga assassina' per alludere alle grandi furfanterie dei nostri tempi che rendono veniali i peccati dei personaggi". Nel libro "Gli spiccioli di Montale", l'autore attacca la speculazione edilizia che ha sfigurato la Liguria.

E’ plausibile che Orengo abbia abbandonato alla corrente il messaggio nella bottiglia, alla corrente di un mare ormai avvelenato.


Ringraziamo F. per la segnalazione.





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martedì 2 marzo 2010

La Riviera dei dolori

"Riviera dei fiori, la terra dei colori": vezzoso titolo di una pubblicazione edita su iniziativa dell'A.P.T., l'Azienda di promozione turistica della Riviera. Datato 2006, il libercolo illustra, ad uso dei villeggianti, alcuni itinerari tra costa ed entroterra imperiese di cui magnifica le bellezze naturali, con brevi excursus nella gastronomia, nell'arte e nelle manifestazioni "culturali". "La Liguria è una terra leggiadra": dunque molte fotografie inquadrano le città del litorale in panorami mozzafiato ed i pittoreschi borghi montani arroccati sui poggi. Peccato che alcuni dagherrotipi immortalino scie chimiche e cirri artificiali. In qualche caso il firmamento che si staglia sulla skyline è violaceo, percorso da cadaveriche venature. E' il cielo cui ormai siamo adusi, bigio, di un pallore mortale. Le istantanee che ritraggono angoli verdeggianti e baciati da una luce d'oro evidentemente sono state scattate in quei rari giorni in cui gli aerei della morte incrociavano altrove.

L'opuscolo sarebbe già patetico, se non si tenesse conto della situazione reale: prosa enfatica ed insipida al tempo stesso, da temino di uno scolaretto cui è stato raccomandato di tessere l'elogio del paese natio. Il clima perennemente primaverile di Sanremo è descritto così: "Sole, sole, sole. D'estate ti regala un'abbronzatura fantastica. A novembre ti accarezza con il suo tepore. In gennaio ti fa cacciar via il cappotto. a marzo ti fa tornar la voglia di andare in spiaggia..." Forse l'autrice del libretto, Etta Cascini, aveva le traveggole o stava ammirando una località della Polinesia. Dovrebbe prestarci i suoi occhiali rosa. Possiamo capire che si cerchi in ogni modo di attrarre i turisti in quel di Sanremo, ma se la Cascini evitasse espressioni così sperticate, i forestieri resterebbero meno delusi al loro ingresso nella Suburra. Colei rischia di essere lapidata da qualche villeggiante disincantato e… inferocito.

Patetiche e grottesche dunque le descrizioni della Cascini: sulle montagne della provincia ligure crescono più antenne che alberi (le conifere da anni sono aggredite dalla processionaria), mentre le latifoglie e la macchia mediterranea non se la passano meglio. Sulla costa le palme (i poeti le cantavano, paragonandole ai candelabri) sono attaccate dal punteruolo. Il sole è ridotto ad un pallido riflesso dietro un tendaggio chimico. I centri urbani sul litorale, caotici e sporchi, sono colate di cemento. Maurizio Zoccarato, borgomastro di Sanremo, personaggio velleitario e dal linguaggio veemente (a proposito di Piazza Colombo, tempo fa esclamò: "Dobbiamo demolirla!") ha dato il colpo di grazia con le sue pazze idee ad una città già devastata dai suoi predecessori e da una genia di baroni. Quod non fecerunt barbari, fecerunt baroni. Una classe politica rigurgitante di uomini insipienti ed avidi delira di inceneritori, centrali nucleari, porti faraonici, superstrade… Il feudatario Scajola, ministro del sottosviluppo, domina il suo latifondo. Il nobile rampollo del signorotto, Marco, è candidato alle elezioni regionali: nella migliore tradizione del nepotismo, subentrerà all’inclito padre.

Non sono solo i danni - comunque gravi - al turismo, all'ambiente ed alle attività economiche ad angustiare, quanto la trasformazione di questo lembo estremo di Liguria in una delle plaghe più piagate da mali come la diffusione di patologie connesse per lo più alle perniciose irrorazioni. Mentre si riempiono di oscene sciocchezze questi volumetti e mentre si ricorre agli effetti speciali di festival beceri e di sagre consumistiche, le persone continuano ad ammalarsi ed a morire. In Liguria, più che altrove, si moltiplicano i tumori, le leucemie, i linfomi non Hodgkin, i casi di sindrome laterale amiotrofica, di Alzheimer, di Parkinson... Onde elettromagnetiche e scie: un connubio letale.

Le persone continuano ad ammalarsi ed a morire, ma il Festival della canzone italiana è giunto all'edizione n. 60! Lunga vita al Festival.

Alla fine, però, seguiremo gli itinerari indicati nella guida e ci fermeremo in qualche trattoria per copiose libagioni di Rossese e di Pigato. Tra i fumi dell'alcool, certamente anche noi, come la Cascini vedremo "il sole, i colori del mare, con la sua luce splendente che brilla ad ogni onda per i fondali color smeraldo, le spiagge di sabbia dorata, le rocce grigie a picco con il loro verde cappello di pini..."



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mercoledì 26 agosto 2009

Scie tossiche nel cielo di Bussana, frazione di Sanremo

Un cittadino ha scritto al direttore di Sanremonews per denunciare il problema delle scie tossiche. Siamo certi che sono centinaia i messaggi che vengono inviati dagli Italiani ai direttori delle testate giornalistiche, sia telematiche sia cartacee. Purtroppo solo poche denunce passano attraverso le fitte maglie della censura e del complice silenzio: così i militari possono continuare impunemente a spargere veleni nella biosfera, mentre gran parte della popolazione è ignara o disinformata dai camerieri del sistema. Pubblichiamo una lettera inviata a Sanremonews che denota una presa di coscienza: è una forma di consapevolezza ancora più significativa di fronte alla sorda, stolida indifferenza delle istituzioni. Di seguito il testo tratto da Sanremonews.


Un nostro lettore ci ha scritto, inviandoci anche una fotografia, sul fenomeno delle scie sospette nel cielo.


"Ho trovato la foto nel Web. Riguarda Bussana ed ha veramente dell'inquietante; ricorda decisamente più una irrorazione sistematica dell'atmosfera che un fenomeno naturale. Ricordando al Signor sindaco le Sue responsabilità istituzionali, in quanto tutore della salute pubblica di tutta la cittadinanza, sottopongo alla Sua attenzione anche l'immagine allegata, scattata il giorno 11 gennaio scorso (solo uno degli innumerevoli giorni di irrorazione chimico-biologica, n.d.r.)
, oltre alle decine di altre disponibili in Rete sull'argomento, perché siano inoltrate agli uffici competenti tutte le richieste di informazioni possibil, circa questo inconsueto quanto preoccupante fenomeno e siano compiute le dovute verifiche a proposito del traffico aereo sul cielo della città di Sanremo".

Leggi qui la lettera inviata a Sanremonews.



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sabato 18 luglio 2009

30 giorni

Sanremo, 15 luglio 2007, ore 10:47: il termometro segna 43° Celsius. Sopra di noi il cielo è sfregiato da scie chimiche di tipo persistente.

Considerata la temperatura di 43° Celsius sul livello del mare e valutando un gradiente di circa 6,5° Celsius per ogni Km di aumento di quota, possiamo concludere che che a 9.000 metri di altitudine si potevano rilevare, quel giorno, -16,4° Celsius. Siamo ben lontani dai - 42° necessari per la sola formazione di condensa ed ancor meno per la persistenza.

Sappiamo che la sola temperatura non è sufficiente e che è necessaria anche un'elevata percentuale di umidità relativa, ma anche se ciò non fosse vero, come vediamo, quella rovente mattina non esisteva nemmeno la temperatura idonea per la formazione di contrails.

Se poi vogliamo essere precisi, dobbiamo far notare che i velivoli che si possono avvistare ed osservare (anche quando non emettono scia ed anche nel buio delle ore notturne) sono gli aerei militari impegnati nelle irrorazioni a bassa quota. Infatti i vettori commerciali, anch'essi coinvolti nell'"operazione cloverleaf" e che sorvolano a quote superiori agli 8.000 metri, non sono assolutamente quelli che possiamo vedere noi da terra.

Detto questo, visto che gli aerei che possiamo scorgere volano quasi sempre a quote comprese tra i 1.500 ed i 5.500 metri, è facile verificare che la temperatura a quelle altitudini, il 17 luglio era compresa tra i 33 ed i 6,7 ° Celsius sopra lo zero termico. Contrails e per di più durevoli? IMPOSSIBILE! Non prendeteci in giro, per favore!

Se intendiamo berci tutte le menzogne che ci raccontano gli "esperti" di turno, è affare nostro. Sta a noi decidere.

Intanto il Comune di Sanremo, con il nuovo Sindaco Maurizio Zoccarato, ha emanato una serie infinita di divieti, come, ad esempio, il divieto di mangiare un gelato per strada, oppure la proibizione di sedersi sul bordo delle fontane. Nel frattempo il cielo è perennemente oscurato da false contrails e l'aria è irrespirabile, le rare e brevi precipitazioni rilasciano non si sa quali veleni, ma l'amministrazione matuziana offre il patrocinio a ridicoli e menzogneri convegni sul "meraviglioso microclima della Liguria di ponente". Siamo di fronte ad un lento genocidio del quale pochi citttadini si avvedono e se chiediamo risposte dai nostri politici, otteniamo solo silenzio. Silenzio colpevole, poiché essi sanno, ma non hanno intenzione di perdere la poltrona, per cui preferiscono assecondare ordini dall'alto, favorendo la disinformazione, pur di non rinunciare a potere, denaro e privilegi.

Il Sindaco Zoccarato è stato da noi invitato a rispondere in modo chiaro sulla questione "scie chimiche". Gli sono stati forniti ampia documentazione e decine di filmati. Egli, per legge, ha trenta giorni per rispondere in modo esauriente ad un'istanza di un cittadino. Se non lo farà, sarà denunciato, come il suo predecessore, per omissione d'atti d'ufficio.

Trenta giorni, egregio signor Sindaco. Trenta giorni.



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