mercoledì 4 febbraio 2009

La struttura bipolare della lingua come sistema ideologico di controllo: diagnosi di un caso patologico, l’idioletto di Paolo Attivissimo

Siamo abituati a ragionare in termini duali. Quasi tutte le lingue indoeuropee odierne, con la loro struttura, rispecchiano e, nel contempo, generano una visione bipolare: maschile, femminile; singolare, plurale; attivo, passivo... La terza "forza" degli idiomi, sorta di entanglement linguistico, si è perduta: restano fossili di duale e di neutro in vari idiomi. Lo sloveno ha conservato il numero duale.

Da un lato, il quadro linguistico contemporaneo si può considerare il risultato di una semplificazione dei sistemi comunicativi, dall'altro la dicotomia è causa-conseguenza di una percezione del mondo in cui si tende a contrapporre soggetto ed oggetto. E' tipico del pensiero occidentale, dai presocratici in poi, una tendenza a separare l'io dal non-io, l'uomo dalla natura, il passato dal futuro etc. La distinzione, così utile per un approccio conoscitivo basato sul raziocinio, col passare del tempo, è divenuta divaricazione, scissione. Il termine "scienza" deriva dal latino "scindo", "dividere". Simile ad una falda sotterranea la cui eco si può appena udire accostando l’orecchio al terreno, è quella tradizione che, circoscrivendo l’attenzione al mondo ellenico, trova in Eraclito il suo principale iniziatore. Nei frammenti del filosofo sono incluse riflessioni che nell’oscurità e nel paradosso trovano la loro dynamis semantica. Questa tradizione è, però, marginale rispetto alla corrente dominante di tipo razionalistico-“scientifica”.



Siamo avvezzi a pensare che il bipolarismo del linguaggio sia un risultato del carattere duale del mondo, laddove tale carattere è almeno in parte imposto, sulla base di uno schema culturale, di un a priori linguistico ed ideologico. La riflessione sulla natura della conoscenza e sulle strutture mentali potrebbe ampliarsi con lo studio di quei linguaggi che, non dominati da una logica aristotelica, potrebbero ampliare l'orizzonte gnoseologico. Mi riferisco, ad esempio, all'idioma dei nativi americani Hopi. La loro lingua non contempla parole-verbi e parole-sostantivi, ma lessemi-avvenimenti, riflettendo così più strettamente la dimensione degli eventi in cui viviamo. Inoltre la parola-avvenimento possiede tre modalità: certezza, probabilità, immaginazione. Invece di ricorrere all'espressione: "Un uomo attraversa il fiume con la canoa", un hopi impiega il sintagma uomo-fiume-canoa in tre combinazioni diverse, secondo che si tratti di un’azione osservata, riportata da altri o concepita. Non è chi non comprenda la ricchezza e la duttilità di tale funzione idiomatica che si discosta dall'idolatria del fatto e dell'oggettività, vera ipoteca per lo studio dei fenomeni, soprattutto quando diviene il dogma che gli scientisti impongono dall'alto della loro tracotante saccenteria.

Anche le lingue indogermaniche custodiscono, nel loro repertorio morfo-sintattico e lessicale, frammenti di consustanzialità cronotopica: basti pensare al caso locativo che denotava sia lo spazio sia il tempo, ma questi tratti si sono o atrofizzati o oscurati a tal punto che la lingua odierna assomiglia sempre più ad un codice binario, alla neo-lingua orwelliana, scarna e rachitica, incapace di esplorare la realtà, di sondare la profondità dei problemi, di evocare il senso, di sfiorare l'orizzonte dell'anima. E' una pseudo-lingua che trova la sua più esemplare, tragica incarnazione in Paolo Attivissimo, in cui all'assoluta assenza di pensiero, ridotto ad un larvale delirio, si abbina la deformazione ideologica, il tutto sotto il segno della disfasia. Qui occorre riportare un eloquente, sebbene orrido saggio dell’elocuzione in oggetto, campione tratto da un'intervista che Attivissimo ha rilasciato ad un gazzettiere. Si noti, all'interno della dissertazione sulle scie tossiche, la ripetizione fino all'uggia di verbi opachi e fiacchi ("esserci", "dire", "fare"), l'agonia della sintassi ridotta a rantolo, la coazione a ripetere sui "fatti", sintomo di una visione piattamente ottocentesca e di una volontà di controllare il reale che, sebbene ad un livello ormai degenerato, si inscrive nella Weltanschauung baconiana. (Si legga, a tale proposito, l’eccellente articolo di Francesco Lamendola, Spietata manipolazione di cose, vegetali ed animali nella Nuova Atlantide di Francesco Bacone, 2007).

Paolo Attivissimo - “Da una parte ci sono dei fatti, c'è una grande quantità di letteratura tecnica, scientifica che è coerente e dimostra una situazione. Dall'altra c'è una serie di teorie alternative. Infatti i vari sostenitori delle scie chimiche non sono d'accordo su che cosa siano, quale sia lo scopo per il quale esisterebbero queste scie chimiche. Quindi non possiamo dire “c'è da una parte e dall'altra a pari merito”. Da una parte c'è un enorme corpus scientifico di esperti di settore. Dall'altra abbiamo un gruppo di non esperti, molti dilettanti, che non sono nemmeno d'accordo fra di loro su quali teorie devono sostenere.

È comprensibile, perché non si pretende che un politico sia per definizione esperto in qualunque cosa. Anzi, ci sono in archivio tanti casi di politici che hanno fatto interrogazioni su argomenti totalmente bufalini. Ricordo, per esempio, il questore Ballaman che ai tempi fece un’interrogazione parlamentare per scoprire cosa c'era dietro l'allarme di un numero telefonico che addebitava cinquanta euro alla chiamata. E poi in realtà era una bufala che poteva controllare via internet. Quello che voglio dire è che il fatto che un politico faccia un’interrogazione non vuol dire che la domanda che fa è scientificamente fondata. Semplicemente un politico, come ogni altra persona, se non è correttamente documentata sui fatti, se non conosce la materia della quale sta parlando, può dire delle fesserie.

Sì, l'attacco è abbastanza frequente. Purtroppo devo sconfessare chi sostiene che io faccia parte della C.I.A. o dei massoni. Mi piacerebbe molto, perché vorrebbe dire che io sarei pieno di soldi, avrei grandi sponsor e potrei averne dei vantaggi nella mia vita personale. Purtroppo non è così, queste indagini le faccio per pura curiosità personale perché queste cose sono un’offesa alla scienza. Minacce sì, ne capitano. Per fortuna fino adesso sono sempre state incruente, grosse parole, ma il cane che ha abbaiato non ha mai morso. E spero che vada avanti così, sinceramente. Da come vedo anche in altri settori che sostengono teorie del complotto, se si è comodi a casa propria, a riparo dello schermo del computer, si lanciano minacce e si dicono cose che magari faccia a faccia non si ha il coraggio né di dire né di fare.

Non è un’accusa, è un dato di fatto: fra loro non c'è un esperto di settore: né un meteorologo, né un pilota di linea, né nessun altro del settore, come può essere un climatologo, che dica che le scie chimiche siano un fenomeno reale.



Giustissimo, infatti non mi presento io come autorità del settore. Non faccio altro che quello che può fare qualsiasi persona di fronte a un fenomeno sul quale vuole indagare: chiedere agli esperti. Ed è quello che ho fatto: ho chiesto agli esperti, ho chiesto ai piloti di linea, ho chiesto ai meteorologi, ho chiesto ai chimici e tutti mi dicono “Guarda, questa storia delle scie chimiche è una stupidaggine”. È comprensibile che alcune persone poco familiari con il linguaggio della scienza e le regole della scienza possano essere sedotte da questa storia. Perché è una bella storia, effettivamente, molto intrigante, questo grande complotto con questi aeroplani che vanno in giro, spruzzano e avvelenano. Suona, di primo acchito, interessante e avvincente. È un bel romanzo. Poi si va a vedere i fatti e si ci rende conto che la verità è più banale.

Intendiamoci, non è che una persona, per il fatto di essere esperta in un argomento, è quindi esperta e infallibile in tutti gli altri. Io ho visto anche fisici prendere delle cantonate in ingegneria strutturale. Questo perché sono due argomenti completamente distinti. Quando c'è una domanda di ingegneria strutturale si fa questa domanda a un ingegnere strutturista, quando c'è una domanda di fisica la si fa a un fisico. Ed è così che si fa nella scienza. Si mettono a confronto i pareri professionali e quindi si ottiene un quadro generale. E un consenso. Alla fine si guarda il consenso: la comunità scientifica è d'accordo sul fatto che la meteorologia funziona in un certo modo, gli aerei quando volano rilasciano una quantità di condensa significativa che forma l'equivalente di nubi e queste nubi seguono le leggi della chimica e della fisica nel dissolversi o persistere più o meno a lungo nell'atmosfera. Quindi lì la cosa finisce.


Anche se il tuttologo avesse un briciolo di ragione sugli argomenti che tratta con sconvolgente incompetenza e perfetta malafede, la sua prosa anfanante e stentata, il lessico esangue, gli strafalcioni, il periodare regressivo da bimbo di tre anni significano, in modo palese, il vuoto culturale, la crisi definitiva ed irreversibile della società odierna che trova in questo esempio di analfabetismo moltiplicato all'ennesima potenza un punto di riferimento, uno psicofarmaco contro la nevrosi. Né si può obiettare che, poiché il testo riproduce alcuni passaggi di un'intervista, l'idioletto è meno sorvegliato: infatti chi dimostrerà il coraggio leonino di leggere un articolo di Heidi noterà, nell'ambito di un'esposizione un po' più articolata, il medesimo balbettio linguistico, la stessa confusione mentale e concettuale, simile al farfuglio di un bruto, che uscito da una caverna, scorge stupefatto, per la prima volta nella sua vita, un'eclissi.

Nel caso di cui ci siamo occupati, l'idioma è quello di uno per il quale l'epiteto più calzante è idioma trasformato in aggettivo e con una sola lettera differente.



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martedì 3 febbraio 2009

Zolfo per raffreddare la Terra (articolo di Claudio Colombo)

L'articolo che pubblichiamo tratto dal Corriere.it è l'ennesima dimostrazione che i media di regime sono soliti a presentare come progetti delle criminali attività di manipolazione della biosfera, attività perpetrate sotto gli occhi di tutti. Lo zolfo, infatti, da anni viene sparso nell'atmosfera, ma non per ridurre il cosiddetto riscaldamento globale, ma per causare danni agli ecosistemi, filtrando la luce solare e per provocare incendi. Si legga dunque il testo come il resoconto dell'operazione "scie chimiche" limitatamente alla dispersione di zolfo: si impiegano aerei militari, si dilapidano 14 miliardi di euro l'anno, si deteriora lo strato d'ozono, le piogge sono acide come i terreni, con gravi conseguenze per flora, fauna e monumenti. I pazzoidi, che intervengono sulle condizioni meteorologiche e climatiche per scopi militari, cominciano a rivelare qualche mezza verità in modo obliquo e surrettizio. La verità vera è naturalmente un'altra ed è mostruosa.

«Iniezioni» nell’atmosfera con palloni stratosferici. La proposta del Nobel Crutzen. Gli scienziati: idea folle

Cristalli di zolfo

Zolfo nell’atmosfera per abbassare la temperatura della Terra (sic). È l’ultima ipotesi (sic) sul fronte del clima avanzata recentemente al congresso di San Francisco dell’Unione geofisica statunitense, ma l’idea ha scatenato la polemica sui costi e sulle possibili conseguenze negative sull’ambiente, come l’intensificazione di piogge acide e la riduzione dello strato di ozono nell’atmosfera. Tutti d’accordo: al «global warming» bisogna mettere un freno, ma come? Su questo punto il mondo scientifico si è spaccato.

Il firmatario del progetto è un premio Nobel (sic) per la chimica, l’olandese Paul Jozef Crutzen, che insieme con il collega Thomas Wigley, ha comunque il merito (sic) di tenere alta la discussione un tema centrale che riguarda il futuro del pianeta. «Si tratta - ha spiegato Crutzen, che studia l’ipotesi dal 2006 - di immettere nella stratosfera, in una fascia tra i 10 e i 50 km di altitudine, almeno un milione di tonnellate di zolfo portato da una serie di palloni lanciati dalla zona dei Tropici». Raggiunta la quota desiderata, il materiale viene bruciato in modo da ottenere biossido di zolfo, che poi si converte in particelle di solfato infinitesimali: queste particelle, assorbendo una parte dei raggi solari, farebbero abbassare di un grado centigrado la temperatura media della Terra. L’operazione dovrebbe essere ripetuta con cadenza biennale.

Per «iniettare» un milione di tonnellate di zolfo servirebbero oltre 30 mila palloni stratosferici, a meno di usare canali istituzionali come le aviazioni militari dei paesi cooperanti. Il progetto è indubbiamente affascinante, ma ha costi elevatissimi: 14 miliardi di euro all’anno. E si porta dietro dubbi e riserve sui possibili effetti collaterali, come l’intensificazione delle piogge acide, la riduzione dell’ozonosfera e, nelle zone tropicali, la modifica dei regimi monsonici asiatici e africani. «E quest’ultima conseguenza — ha sottolineato Alan Robock, dell’università di Rutgers (U.S.A.) — rischia di mettere in crisi la disponibilità di risorse alimentari per miliardi di individui». A meno di utilizzare il progetto — Crutzen, hanno suggerito altri studiosi, per limitate aree della Terra: sull’Artico, per esempio, potrebbe rallentare la riduzione dei ghiacci polari, senza conseguenze per le altre zone del pianeta.

Altre ipotesi di raffreddamento, dalle più rudimentali alle più sofisticate, sono state prese in esame a San Francisco dagli ingegneri della Terra: invio in atmosfera di sonde-parasole, «rimescolamento» artificiale degli oceani con «pompaggio» di CO2 per favorire l’attività biologica, dispersione in mare di grandi piattaforme flottanti in grado di assorbire una parte dell’irraggiamento solare. «Il controllo del clima — ha però avvertito David Keith, dell’Università di Calgary, in Canada - è un problema di equilibrio: ogni soluzione comporta dei rischi, bisogna valutare se è il caso di correrli». Esempio: vale la pena combattere contro l’innalzamento degli oceani, se la contropartita è una riduzione probabile delle precipitazioni? Ma il vero, grande punto interrogativo riporta agli anni della Guerra fredda U.S.A.-U.R.S.S., in cui l’ingegneria del clima rappresentò un’arma in più nelle mani delle due superpotenze: chi dovrebbe manovrare il «termostato» della Terra? Chi decide quale dovrebbe essere il clima «ideale» del nostro pianeta? Ecco perché, tra le tante proposte, la più sensata appare quella che i geoingegneri hanno avanzato alle istituzioni mondiali: la creazione di un organismo tecnico internazionale che studi e tenga sotto controllo il clima, senza la pretesa di manipolarlo.


Claudio Colombo

Leggi qui l'articolo sul Corriere.it


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lunedì 2 febbraio 2009

Api, cormorani, virus e batteri, ossia le scie chimiche sono innocue

Molti si chiedono se la paurosa diminuzione del numero delle api sia un effetto collaterale dell'operazione "scie chimiche". In primo luogo, ricorderei che non sono solo questi utilissimi imenotteri sull'orlo ormai dell'estinzione, ma anche molti altri insetti (bombi, vespe, varie specie di lepidotteri etc.). Anche i pipistrelli sono sempre più rari.

Quindi si deve osservare che lo sterminio delle api non è tanto una conseguenza delle chemtrails quanto un obiettivo scientemente perseguito dagli avvelenatori: infatti eliminare questi insetti significa danneggiare in modo irreversibile le colture (la maggior parte) che si giovano dell'impollinazione entemofila. Così le famigerate multinazionali che producono sementi geneticamente modificate potranno imporre i loro prodotti, dopo che le api saranno sparite. Recentemente è stata brevettata una nuova semente che non abbisogna di impollinazione.

Certamente i profitti di queste società, che mirano a controllare l'agricoltura in tutto il pianeta, conosceranno un'impennata; inoltre, frutta, cereali, ortaggi transgenici favoriranno la diffusione di intolleranze alimentari nei consumatori, di patologie varie, tra cui pure il morbo di Morgellons che pare anche essere collegato all'agrobacterium, contenuto nel mais transgenico. Il fine ultimo è la manipolazione del D.N.A. umano, la sua degradazione.

Intanto dalla California giunge la notizia di una strage di cormorani: questi volatili precipitano sulle spiagge, sulle strade ed autostrade, causando panico e sconcerto tra gli abitanti dello stato. Non si conoscono i motivi di questa moria, ma potremmo ipotizzare che gli uccelli marini siano intossicati pure dai veleni sparsi con le scie chimiche e con le shiptrails, veleni che entrano nella catena alimentare. La fauna ittica, infatti, senza dubbio ha risentito delle irrorazioni, all’origine di questa e di altre falcidie.



Da alcuni mesi ormai le pubblicità televisive sono dominate da spots che magnificano le virtù medicamentose di farmaci di ogni tipo. Ciò denota che disturbi più o meno gravi sono sempre più frequenti in una popolazione che è aggredita da onde elettromagnetiche, intossicata con inquinanti di ogni specie e contenuti nel cibo, nell'acqua, nell'aria, oltre che sottoposta spesso a ritmi di vita logoranti ed insalubri. In particolare, si può notare che, da alcuni giorni, va sovente in onda la reclame di un farmaco contro l'Herpes. Lettori, amici e conoscenti ci comunicano che i casi Herpes sono in aumento, come le patologie dovute al batterio Pseudomonas aeruginosa. Un mese fa circa, la Dottoressa Staninger ci forniva la seguente informazione:

"La *** è un'azienda italiana specializzata nella produzione di nanorobots. Questa società impiega nanotecnologie in correlazione ai vaccini. E' possibile una vaccinazione di massa attraverso mezzi aerei. Potrebbe trattarsi di test. E' possibile un incremento di casi di Herpes simplex con eruzioni cutanee. Ho trattato, in una settimana, tre pazienti con l'Herpes sul petto, laddove ho diagnosticato, in trent'anni, solo una persona con questa particolare forma di Herpes. Non tre in una settimana!

Questi pazienti avevano già manifestato i sintomi dell'Herpes in passato, così si potrebbe trattare di una ricaduta. In questo periodo l'irrorazione chimico-biologica è stata molto pesante a Los Angeles. Altre persone hanno mostrato delle verruche sulla pelle. Questi sono solo alcuni parametri per monitorare, all'interno della popolazione, le reazioni ed i profili epidemiologici nell'ambito della diffusione di agenti patogeni per mezzo degli aerei".

Non sembra una coincidenza l'incremento dei casi di Herpes concomitante con le pubblicità di farmaci ad hoc. Ingenti profitti per le società farmaceutiche saranno assicurati, mentre vengono compiuti esperimenti per indebolire le persone tramite virus, viron, funghi e batteri. Essere consapevoli dei rischi in cui si può incorrere è comunque utile: si eviterà l'abuso di farmaci e ci si orienterà verso un'alimentazione e verso rimedi il più possibile naturali, sebbene oggi l'idea stessa di "naturale" sia un concetto-limite.



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venerdì 30 gennaio 2009

Scie chimiche all'interno di "Rebus", programma di Odeon TV

Riprende su Odeon TV e su Odeon SAT la trasmissione, condotta da Maurizio Decollanz, "Rebus, questioni di conoscenza". Prima della nuova serie vera e propria che comincerà il 13 aprile, andranno in onda quattro puntate denominate "Sequel" con le quali si tireranno le somme degli argomenti affrontati nel precedente ciclo.

Nelle prime quattro puntate saranno ricapitolati i seguenti temi:

1 - ufologia
2 - scie chimiche, 11 settembre 2001 e signoraggio;
3 - misteri dell'antico Egitto, Maya e 2012;
4 - i misteri celati nei Vangeli, la figura di Maria Maddalena e di S. Giovanni.

L'appuntamento è quindi per lunedì 2 febbraio alle 21.30 su Odeon TV e su Odeon SAT (Sky827).



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Scie chimiche: la distruzione dei cumuli. Metodologie e motivazioni

Nell'ambito delle operazioni di aerosol clandestine nei cieli del mondo (chemtrails o scie chimiche), le ricerche svolte in questi ultimi mesi hanno portato ad alcune conferme sia per quanto riguarda gli obiettivi di questi esperimenti militari sia per quanto concerne i metodi e le strategie.

Tempo addietro, abbiamo mostrato diverse riprese video che evidenziavano un dettaglio rilevante: gli elementi chimico-biologici vengono dispersi, in moltissime occasioni, al di sotto o all'interno dei cumuli da bel tempo e quindi a quote non idonee alla formazione di scie di condensa.

I cumuli sono nubi di tipo basso. Essi si trovano a quote comprese tra gli 800 ed i 2.300 metri e si formano generalmente in presenza di alta pressione. Di solito quindi compaiono nelle giornate di bel tempo oppure subito dopo un acquazzone. I cumuli denotano valori di umidità atmosferici piuttosto alti.

A questo punto nasce un problema: i sistemi di comunicazione militare di ultima generazione tra le stazioni radar a terra, i satelliti, i velivoli con o senza pilota, i nanosensori wireless hanno bisogno di due condizioni:

a) Il medium atmosferico deve essere reso elettroconduttivo attraverso la dispersione di metalli quali l'alluminio ed il bario
b) I valori di umidità relativa devono mantenersi su livelli bassi

I militari hanno risolto questo problema, impiegando squadriglie di aerei che rilasciano nell'atmosfera (alle quote dei cumuli) sali di bario, trimetilalluminio e gel di silicio, così da creare un canale per le frequenze radio e, nel contempo, disgregare i cumuli presenti nonché impedire la formazione di nuovi.

Una volta che questo compito è terminato, altri velivoli vengono dirottati sulle aree nelle quali si deve operare una serie di sorvoli definibili "di mantenimento".

Ecco quindi spiegato l'impiego di aerei che, palesemente, rilasciano scie di tipo evanescente pur con temperature estremamente basse e che alcuni possono scambiare per contrails. Ciò rientra nell'esigenza di ottenere una valida dissimulazione nella creazione di una copertura elettroconduttiva a bassa quota che sia costituita da strati artificiali o da nebbia chimica. Infatti gli elementi dispersi con le scie di tipo non persistente hanno la capacità di diffondersi in tempi brevi nell'ambiente circostante, creando un effetto da vetro smerigliato. Il cielo appare opaco, riflettente, abbagliante. La colorazione azzurro pallido al mattino e bianco latte al pomeriggio, nonché la completa assenza di cumuli da bel tempo, rivelano la presenza di attività di aerosol che tutto sono fuorché scie di condensa.

Download video in Mpeg-2 formatI servizi meteo annunceranno giornate soleggiate con "innocue velature di passaggio" o nebbie diffuse... in realtà sono micidiali nebbie di ricaduta, originate dalla presenza di metalli ed altri elementi diffusi in atmosfera.





Scie Chimiche: La Distruzione Dei Cumuli - Metodologie E Motivazioni - video powered by Metacafe



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L'On. Brandolini interroga nuovamente il governo sulle “Scie chimiche”

«Si continua a dare risposte non esaurienti su un fenomeno che può avere pesanti ricadute sulla salute dei cittadini»


Cesena, 28 gennaio 2009

L’onorevole PD Sandro Brandolini torna a chiedere al governo di fare chiarezza sul fenomeno delle cosiddette “scie chimiche”. «Finché il governo non farà piena chiarezza continuerò a chiedere risposte», commenta.

Dallo scorso mese di giugno, infatti, il deputato cesenate è giunto alla sua terza interrogazione parlamentare. «È necessario fornire ai cittadini, fortemente preoccupati dalla crescente presenza di scie anomale, un’adeguata e documentata informazione». Cosa che il governo, nella persona del Ministro della Difesa, secondo l’On. Brandolini non sta facendo.

Nella risposta alla seconda interrogazione, lo scorso 16 dicembre, dal Ministero si affermava che “le indagini svolte hanno consentito di escludere il coinvolgimento degli aeromobili dell’Aeronautica Militare nella generazione o emissione di scie differenti da quelle normalmente dovute alla condensazione del vapore acqueo. L’Aeronautica Militare, inoltre, non ha in dotazione aeromobili adibiti allo spargimento di sostanze chimiche, né si hanno evidenze relative ad aeromobili militari che, operando a bassa quota sul territorio italiano, abbiano disperso o irrorato sostanze chimiche”.

«Il Ministero però non ha detto – spiega ancora Brandolini – quali ricerche scientifiche sono state eseguite, quali indagini sono state svolte e quali elementi sono stati raccolti sull’insieme di voli, militari e non, effettuati nello spazio aereo nazionale che abbiano avuto come effetto il rilascio di scie chimiche».

«Inoltre – prosegue Brandolini – con la nuova interrogazione, presentata alla Presidenza del Consiglio e ai Ministri della Difesa, dell'Ambiente e dell'Università e Ricerca, si chiede al governo se non ritiene di monitorare e registrare tempi, luoghi e modalità entro cui nello spazio aereo nazionale si formano scie chimiche, in modo da realizzare una banca dati utile a definirne la natura e le eventuali conseguenze su salute, clima e ambiente».

L'interrogazione (cofirmatari gli Onorevoli Antonio La Forgia, Alessandro Bratti, Manuela Ghizzoni) si conclude con la richiesta di sapere se l'Aeronautica Militare o altri soggetti pubblici sono coinvolti e con quali compiti, nel progetto di cooperazione Italia/USA su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici.


LEGGI LA TERZA INTERROGAZIONE

LEGGI LA RISPOSTA DEL MINISTRO ALLA SECONDA INTERROGAZIONE


Ringraziamo ^DaNiEl^ per la pronta segnalazione.




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mercoledì 28 gennaio 2009

Lacerazioni nella magnetosfera: fenomeno naturale o, almeno in parte, artificiale?

Il 6 luglio 2008 pubblicammo l'articolo intitolato Progetto Starfish: il giorno in cui il cielo si incendiò. A distanza di circa sei mesi, apprendiamo che la magnetosfera terrestre, stando a studi condotti dalla N.A.S.A., sarebbe deteriorata ed in maniera piuttosto grave. Ora, pur senza escludere che si tratti di un fenomeno naturale (l'indebolimento del campo magnetico è dimostrato e data dal I sec. d.C), ricordiamo che, sin dagli anni '50 del XX secolo, vengono compiute sperimentazioni che hanno danneggiato la coltre magnetica del nostro pianeta. Oggi varie tecnologie militari molto avanzate consentono di manipolare la magnetosfera sicché non sorprende se, attraverso alcuni strappi, sono penetrate potenti emissioni di origine sconosciuta. Nei giorni 25 e 26 gennaio, infatti, per più di venti ore la magnetosfera è stata oggetto di blasts potentissimi di matrice ignota: il Sole è calmo in questo periodo e non è quindi una manifestazione collegata all'attività dell'astro.

Forse questi fenomeni sono gli effetti collaterali di folli progetti bellici legati anche allo Scudo spaziale, forse sono, invece, il risultato scientemente voluto di azioni perpetrate dai mentecatti del complesso industriale e militare. En passant, ricordiamo che molti recenti disastri erano innaturali e che il magnetismo terrestre è fondamentale per quella che il console Alberto Perego definì, negli anni '50, "aviazione elettromagnetica". Dunque assistiamo alle conseguenze di una guerra spaziale invisibile? Ci attende un black out artificiale dei sistemi di telecomunicazione, per un anno considerato simbolico dalla sinarchia?

Proponiamo uno studio tratto da AG sul tema.



I cinque satelliti THEMIS della N.A.S.A. hanno scoperto un buco nel campo magnetico terrestre dieci volte più grande di qualsiasi cosa in precedenza si pensava esistesse. Il vento solare può fluire attraverso questa apertura per "caricare" la magnetosfera per potenti tempeste geomagnetiche. Ma il buco non è di per sé la più grande sorpresa. I ricercatori sono ancora più stupiti dallo strano ed inaspettato modo in cui si è formato, ribaltando le idee a lungo sostenute dalla fisica spaziale.

"In un primo momento non potevo crederci", afferma lo scienziato del progetto THEMIS David Sibeck del Goddard Space Flight Center. "Questa constatazione altera sostanzialmente la nostra comprensione dell'interazione tra vento solare e magnetosfera.

La magnetosfera è una bolla di magnetismo che circonda la Terra e ci protegge dal vento solare. Esplorare la bolla è un obiettivo chiave della missione THEMIS, lanciata nel febbraio 2007. La grande scoperta è avvenuta il 3 giugno 2007, quando le cinque sonde sono passate attraverso la frattura, appena si è aperta. I sensori a bordo hanno registrato un torrente di particelle di vento solare che fluiva nella magnetosfera, segnalando un evento di inaspettate dimensioni ed importanza.

"Il buco è enorme — quattro volte più grande della Terra stessa," spiega Wenhui Li, un fisico spaziale presso l'Università del New Hampshire che ha analizzato i dati. Il collega di Li Jimmy Raeder, anch'egli del New Hampshire, afferma "1027 particelle al secondo sono fluite nella magnetosfera: ciò corrisponde ad un 1 seguito da 27 zeri. Questo tipo di afflusso è di un ordine di grandezza superiore a quello che pensavamo fosse possibile."

L'evento è cominciato con un piccolo avvertimento, quando una dolce raffica di vento solare ha emesso un fascio di campi magnetici dal Sole alla Terra. Come una piovra che avvolge i suoi tentacoli intorno ad una grande vongola, i campi magnetici solari hanno avvolto la magnetosfera e l'hanno aperta, rompendola. Il buco si è creato per mezzo di un processo chiamato "riconnessione magnetica." Dai poli della Terra, i campi magnetici solari e terrestri si sono collegati (riconnessi) per formare canali per il vento solare. I canali sopra l'Artico e l'Antartico rapidamente si sono estesi; in pochi minuti si sono sovrapposti sull'equatore terrestre per creare il più grande buco magnetico mai registrato da un satellite che orbita intorno alla Terra.

La dimensione del buco ha colto di sorpresa i ricercatori. "Abbiamo visto cose come questa in precedenza," afferma Raeder, "ma mai su così vasta scala. Per tutto il giorno il bordo della magnetosfera è rimasto aperto al vento solare."

Le circostanze sono state ancora più sorprendenti. I fisici spaziali hanno creduto a lungo che i fori nella magnetosfera si aprissero solo in risposta ai campi magnetici solari che puntano a sud. Il grande buco del giugno 2007, tuttavia, si è aperto in risposta ad un campo magnetico solare che puntava a nord.

"Ad un profano questo fatto può sembrare un cavillo, ma per un fisico spaziale è quasi un evento sismico," spiega Sibeck. "Quando lo dico ai miei colleghi, la maggior parte reagisce con scetticismo, come se stessi cercando di convincerli che il sole sorge ad ovest."

Ecco il motivo per cui non possono credere alle loro orecchie. Il vento solare preme contro la magnetosfera terrestre all'altezza dell'equatore dove il campo magnetico del nostro pianeta punta a nord. Supponiamo che un fascio di magnetismo solare arrivi e che punti anch'esso a nord. I due campi dovrebbero rinforzarsi a vicenda, corroborando le difese magnetiche della Terra e chiudendo la porta al vento solare. Nel linguaggio della fisica spaziale, un campo magnetico solare che punta a nord è chiamato un "IMF settentrionale" ed è sinonimo di protezione!

"Così si può immaginare la nostra sorpresa quando un IMF settentrionale arriva ed invece entra," afferma Sibeck. "Questo capovolge completamente la nostra comprensione delle cose."

Gli I.M.F. settentrionali non innescano in realtà tempeste geomagnetiche, nota Raeder, ma preparano il terreno per le tempeste, caricando la magnetosfera con il plasma. Una magnetosfera carica è pronta per le aurore, per le interruzioni di energia ed altri disturbi che possono aver luogo quando una C.M.E. (espulsione di massa coronale) la colpisce.

Gli anni a venire potrebbero essere particolarmente vivaci. Raeder spiega: "Stiamo entrando nel ciclo solare 24. Per ragioni non del tutto comprese, le C.M.E. nei cicli solari a numeri pari (come 24) tendono a colpire la Terra con un bordo d'entrata magnetizzato a nord. Tale C.M.E. dovrebbe aprire un varco e caricare la magnetosfera con il plasma poco prima che la tempesta abbia inizio. E' la sequenza perfetta per un evento davvero grande."

Sibeck concorda. "Questo fatto potrebbe portare alle più forti tempeste geomagnetiche che abbiamo mai visto in molti anni."

Autore: Dr. Tony Phillips - Credit: Science@ N.A.S.A.

Leggi qui l'articolo su Altrogiornale.



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martedì 27 gennaio 2009

L'ape e la goccia killer (articolo di Manuela Cartosio)

L'articolo che pubblichiamo, tratto dal quotidiano Il Manifesto ed a firma di Manuela Cartosio, passa in rassegna le varie ipotesi circa la preoccupante moria delle api: l'interpretazione prevalente attribuisce la diminuzione degli imenotteri all'uso dei neonicotinoidi. Questa spiegazione è plausibile, ma, con Franco Bovone, ricordiamo che questi insetti spesso muoiono in aree in cui in cui non si usano fitofarmaci. “Nel Parco naturale Capanne di Marcarolo – sottolinea Bovone – le api continuano a morire, sebbene non si usino i pesticidi indicati come causa e non vi sia attività antropica inquinante". Dunque che tra i motivi della quasi estinzione siano indicate le onde elettromagnetiche e le scie chimiche è quanto mai corretto.

«Basta far politica sulle api!», tuona Agrofarma. A mandare su tutte le furie l'associazione delle imprese produttrici di fitofarmaci è la «guttazione». E' la spiegazione, parzialmente inedita, del perché un po' in tutto il mondo le api stanno morendo a sciami. L'hanno presentata alcuni ricercatori dell'Università di Padova al Congresso degli apicoltori, in corso a Sorrento.

La responsabilità degli insetticidi neonicotinoidi nella moria delle api è già sufficientemente acclarata, tant'è vero che persino in Italia ne è stato sospeso l'impiego (anche se solo temporaneamente, in attesa di raccogliere ulteriori prove scientifiche). I neonicotinoidi sono usati per «conciare» i semi del mais, prima della semina. Finora si pensava che gli effetti micidiali sulle api derivassero dalla dispersione dei neonicotinoidi al momento della semina o dall'inquinamento del polline e del nettare da essi causato. I ricercatori di Padova aggiungono una terza via di trasmissione, le «gutte», le gocce d'acqua essudate sulla punta delle foglie dalle piantine di mais.

In quelle gocce il Dipartimento di Chimica patavino ha rinvenuto una concentrazione di neonicotinoidi di una decina di milligrammi per litro. Ne basta molto meno per uccidere un'ape. "Se beve l'acqua contaminata, muore entro 2-10 minuti, afferma il professor Vincenzo Girolami. Se si limita a sfiorarla con la ligula (la lingua a proboscide), ci vogliono 20-40 minuti, ma il risultato è lo stesso".

"Questa scoperta, commenta Francesco Panella, presidente degli apicoltori, fa ancor più risaltare la superficialità con cui sono state concesse le autorizzazioni all'uso di molecole ad effetto neurologico sistemico, «che trasformano le piante tal quali in insetticidi perenni». Inoltre, se il veleno viaggia anche attraverso le gocce di linfa, ne consegue che il problema non si risolve, modificando le seminatrici e migliorando le tecniche di concia.



Agrofarma definisce la guttazione «un'ipotesi improbabile». Il mais, argomenta l'associazione, non produce nettare, quindi è «curioso» che le api, per dissetarsi, ricorrano ad una pianta per loro «così poco attrattiva». «Colpisce la natura tutta politica delle accuse lanciate dagli apicoltori». Questi ultimi, secondo Agrofarma, continuano «ad alzare la posta», alimentano «una deriva ideologica che non trova mai fine». Anche la faccia tosta di Agrofarma è infinita. Nella sua nota sostiene che «al momento non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un nesso causa-effetto tra l'impiego di agrofarmaci e lo spopolamento degli alveari». E' vero che sul banco degli imputati ci sono anche le onde elettromagnetiche e le scie chimico-biologiche rilasciate nell'aria (contengono metalli, batteri, virus), ma i fitofarmaci sono i maggiori indiziati.

Contro i nuovi insetticidi puntano il dito gli apicoltori giunti a Sorrento da mezza Europa: «Sono incompatibili con la natura e con la vita». Per Manuel Izquierdo, del sindacato agricolo Coag, il crollo nel 2008 della produzione di miele in Spagna ha una causa «inequivocabile»: l'impatto sempre più massiccio e deleterio degli insetticidi sulle campagne spagnole. L'associazione degli apicoltori italiani stima che la scorsa primavera nella sola Pianura Padana siano state spopolate 40-50mila arnie.

La moria delle api, oltre a far diminuire la produzione di miele, mette a rischio l'impollinazione delle principali colture alimentari.

Leggi qui l'articolo pubblicato sul quotidiano Il Manifesto.



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domenica 25 gennaio 2009

Chemtrails-Meteo sulla TV tedesca ufficiale pubblica Z.D.F.

Previsioni Chemtrails-Meteo del 14.01.2009 sulla televisione tedesca ufficiale pubblica Z.D.F. (Zweites Deutsches Fernsehen - seconda rete televisiva germanica)

Durante il bollettino del 14 gennaio 2009, il il meteorologo tedesco Gűnther Tiersch, ha indugiato, nell'ambito di un'analisi del tempo previsto sulla Germania per i giorni successivi, sulle scie chimiche in questi termini inequivocabili:

"… Poi abbiamo ancora qualcosa che non possiamo identificare come pioggia o neve. Qui nell’Ovest queste linee serpeggianti sono state generate probabilmente di pomeriggio sopra il mare del Nord da alcuni aerei, aerei militari e all’incirca a 5-6 km. di altitudine. Non hanno così nulla a che fare col tempo…" (Si veda il documento: sequenza al minuto 0:43 – 0:59).

Il meteorologo ha indicato delle linee serpeggianti che, nell'elaborazione elettronica della mappa satellitare, si dipanano tra la Germania occidentale, i Paesi Bassi, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia orientale. Dopo aver accennato a queste scie generate da velivoli militari, Tiersch, cambiando tono di voce e con un breve iato, ha ripreso la disamina delle condizioni meteo. Si osservi che nell'area irrorata i simboli evidenziano cielo poco nuvoloso senza piogge, presumibilmente a causa della manipolazione attuata con le sostanze chimiche igroscopiche diffuse in atmosfera.

E' notevole questa incursione nel tema proibito delle chemtrails per opera di un protagonista di una rete ufficiale: l'incursione stride con la rocciosa omertà dell'ineffabile Luca Mercalli che afferma di non sapere alcunché delle scie chimiche. Purtuttavia si nota già un lieve cambiamento: infatti il direttore della rivista Nimbus ed autoproclamatosi "ambientalista" tempo fa gridava che le scie erano una "bufala colossale" (sic), laddove oggi cerca di glissare sul tema, ammettendo di intendersi solo di S.U.V. e di effetto serra.

Il video che proponiamo è quanto mai eloquente: un'altra freccia che centra il bersaglio, mentre i disinformatori hanno il fiato sempre più corto.



Ringraziamo A&G del blog "Il sole attivo" per la traduzione dal tedesco.

Leggi qui un interessante approfondimento sul blog di Corrado Penna



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sabato 24 gennaio 2009

Armi spaziali, controllo del clima e scie chimiche

Pubblichiamo la traduzione di un estratto desunto da un corposo documento ufficiale dell'Aeronautica statunitense (U.S.A.F.): questo testo informa sui portentosi e micidiali sistemi d'arma di cui dispongono i militari e che sono sovente legati all'operazione "scie chimiche", intesa in senso lato. Bisogna precisare che non si tratta di brevetti, ma di apparati tecnologici già sperimentati ed usati in teatri di guerra ed altrove. Alla luce di queste informazioni sulle tecnologie belliche, certi fenomeni che paiono inspiegabili, come gli incendi spontanei divampati a Canneto di Caronia ed in altre località, possono essere letti in un loro preciso contesto. Si tratta di roghi appiccati con le armi a microonde descritte nel documento? Probabilmente sì. Nel testo si trova la conferma che i fenomeni meteorologici sono controllati, ad esempio con l’inseminazione delle nuvole e con la distribuzione di smart dust. Sconcertante, almeno per i profani, il riferimento ad un sistema d'arma per contrastare navicelle spaziali (spacecraft).


Microrobot d’attacco

Breve descrizione

I microrobot d’attacco costituiscono un tipo di sistema altamente miniaturizzato (delle dimensioni di un millimetro) che può essere usato per colpire sia in modo individuale sia in modo globale un bersaglio. Sono possibili vari metodi per diffondere questi microrobot, inclusa la dispersione come aerosol, il trasporto da grandi piattaforme, il tutto con una piena autonomia nel volo e nell’avanzata strisciando. L’attacco viene sferrato grazie ad una varietà di strumenti robotici, elettromagnetici o materiali energetici. Alcuni sensori microrobotici sono necessari per l’acquisizione del bersaglio e per l’analisi.


Proiettore olografico atmosferico

Breve descrizione

Il proiettore olografico crea un’immagine tridimensionale in qualsiasi luogo prescelto. Il proiettore può essere usato per operazioni psicologiche e per l’attuazione di strategie percettive. Può essere impiegato anche per creare illusioni ottiche e per l’occultamento, creando una temporanea distrazione a danno di un avversario dotato di armamenti non sofisticati.


Sistema ibrido laser ad alta energia

Breve descrizione

Il sistema ibrido laser ad alta energia consiste di numerose installazioni a terra, di laser chimici ad alta energia e di una costellazione di specchi collocati nello spazio. Questo apparato può essere impiegato nell’ambito di una molteplicità di operazioni. Il laser ad alta energia può colpire bersagli nell’atmosfera, nello spazio e sulla terra, riflettendo un raggio. Può essere adoperato anche per individuare dei bersagli, per la rimozione di detriti spaziali di limitate dimensioni (da uno a dieci centimetri).

The Airborne Laser aircraft, a new futuristic defensive (?) weapon used to shoot down enemy missilesSistema globale per colpire intere aree

Breve descrizione

Il sistema globale per colpire intere aree consiste di un sistema laser ad alta energia, di un sistema d’arma cinetica e di un velivolo transatmosferico. Il sistema laser è basato su installazioni a terra e su specchi nello spazio che dirigono l’energia verso l’obiettivo prescelto. Il sistema d’arma cinetica consiste di proiettili teleguidati con o senza detonatori di esplosivi. Il velivolo transatmosferico si basa su una piattaforma flessibile utile per rifornire installazioni nello spazio e può essere usato per un rapido intervento di forze speciali.


Arma spaziale a microonde ad alta energia

Breve descrizione

L’arma spaziale a microonde ad alta energia è un sistema in grado di colpire obiettivi sulla terra, nell’atmosfera e nello spazio, con un differente potenziale distruttivo. Consiste in una costellazione di satelliti che possono dirigere una banda ultralarga di microonde sui bersagli. Il suo effetto può generare alti campi elettromagnetici sull’area colpita, la cui superficie può variare da 10 a 100 metri. Inoltre, può interrompere o distruggere ogni apparato elettronico.


Sistema laser ad alta energia alimentato dal sole

Breve descrizione

Il sistema laser ad alta energia alimentato dal sole è un insieme di stazioni laser della potenza di svariati megawatts, che può essere usato in diversi contesti. Come arma, può centrare bersagli sulla terra, nell’atmosfera e nello spazio. Come sistema di sorveglianza, può operare usando il laser a bassa potenza per illuminare l’area di intervento.


Sistema per neutralizzare gli asteroidi

Breve descrizione

Il sistema per neutralizzare gli asteroidi protegge la terra e la luna dall’impatto degli asteroidi, sia respingendoli sia frantumandoli, di modo che non costituiscano più una minaccia. Il sistema di deflessione può essere integrato servendosi di ordigni nucleari.


Sistema di analisi e di modificazione meteorologica

Breve descrizione

Il sistema di analisi e di modificazione meteorologica consiste in una rete globale di sensori definiti “guerrieri del tempo” (Smart dust) in grado di monitorare e di predire accuratamente i fenomeni meteorologici con le loro conseguenze sulle operazioni militari. Una serie di strumenti di modificazione meteorologica consente la manipolazione dei fenomeni atmosferici su piccola o media scala per incrementare le capacità strategiche delle proprie forze militari e per indebolire quelle dell’avversario. Si possono indurre le precipitazioni o inibirle, usando particolato disseminato nell’atmosfera o energia diretta. E’ possibile potenziare e scatenare fenomeni atmosferici inseminando le nubi. Strumenti a microonde sulla terra e specchi ionosferici vengono impiegati per le comunicazioni radio e per facilitare o interrompere i segnali radar. Si possono usare cariche ionosferiche per danneggiare navi spaziali (spacecaft) ed usare raggi a microonde.


Ringraziamo l'amico Davy per la ricerca compiuta e la collaborazione.



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giovedì 22 gennaio 2009

Attenzione alle scie pericolose (articolo di Franco Bovone)

Nel pubblicare l'articolo dell'amico Franco Bovone, vorremmo rivolgere un appello a tutti i militanti e simpatizzanti di qualunque forza politica, prescindendo da barriere ideologiche erette spesso per indebolire l'azione dei cittadini, affinché esercitino pressione sui dirigenti al fine di promuovere l'informazione e la verità sulle scie chimiche e su altri problemi. Dunque invitiamo tutti a superare le divisioni ideologiche create ad arte per attuare il famoso "divide et impera".

Quanto segue è stato pubblicato dal periodico NOTIZIE del GRUPPO REGIONALE della LEGANORDPIEMONT. L'autore dell'articolo è Franco Bovone, Presidente della Commissione naturalistica del parco Regionale Capanne di Marcarolo – Alessandria.



Attenzione alle "scie" pericolose

Motivazioni tecniche, conseguenze geopolitiche, implicazioni economiche

Con gli occhi puntati al cielo, non per rimirare le stelle, ma per cogliere il rischio rappresentato dalle cosiddette scie chimiche.

Un nuovo pericolo. Da diversi anni i nostri cieli sono interessati da un'attività inconsueta con passaggi frequenti di aerei impegnati nella diffusione di aerosol chimico-biologici di diversa natura. Tali operazioni vengono pervicacemente negate dalle autorità preposte al controllo dei cieli ed alla tutela della salute pubblica, esponendo i ricercatori che ne denunciano l'esistenza all'accusa di allarmismo ingiustificato, relegandoli al silenzio o definendoli visionari.

L'aspetto sconcertante della questione non è l'operazione in sé, in quanto, purtroppo, gli attacchi agli ecosistemi hanno una triste e lunga storia, quanto il fatto che la totalità o quasi delle persone, non si renda conto che ciò sta avvenendo. Il vero problema da affrontare, da un punto di vista tecnico, geopolitico e socioeconomico, è il motivo per cui vengono realizzate, visto che un'ora di volo costa 12.000 € (dati Min. Int. per i voli antincendio dei Canadair).

La cronistoria

Il progetto nasce negli U.S.A. nei primi anni 90 del XX secolo sulla base di un'idea del Professor Teller, padre della bomba H, ufficialmente come contromisura per il riscaldamento globale. Iniziano le sperimentazioni in campo aperto e, conseguentemente, i primi avvistamenti, negli Stati Uniti e Canada. L'irrorazione fornisce subito inaspettati vantaggi nelle telecomunicazioni, è integrata con diversi prodotti registrati sul controllo climatico e dall'originario progetto N.A.S.A. passa sotto il Pentagono.

In un articolo pubblicato su Limes nel 2007 del generale Fabio Mini, già capo di Stato Maggiore della N.A.T.O. in sud Europa e nei Balcani, associato alle unità operative U.S.A. si introduce il concetto di “Owning the weather” (possedere il tempo): “La guerra ambientale globale è già cominciata”.

Impatto sugli ecosistemi

Nel 2002 l'Italia ha firmato la convenzione Italia – U.S.A. per la ricerca sui cambiamenti climatici, che prevede, tra le altre cose, sperimentazioni in natura di condizioni estreme quali si verificherebbero tra cento anni sugli ecosistemi a seguito dei cambiamenti climatici e l'adozione delle relative contromisure. La ricaduta dei particolati metallici a base di alluminio, bario, litio e la diffusione di polimeri vari, (rilevati nelle analisi eseguite in Italia, Canada, Spagna, Grecia ed U.S.A.), causa variazione del Ph dei suoli, aridità, morte dei batteri necessari per l'assorbimento nutritivo delle piante, morte di alcuni insetti utili, in particolare le api. “Nel Parco naturale – sottolinea Bovone – continuano a morire, sebbene non si usino i pesticidi (neonicotinoidi) indicati come causa e non vi sia attività antropica inquinante.

L'uso esteso a quasi tutte le aree coltivate del pianeta di tali sostanze sta portando al crollo delle produzioni di cereali e generi alimentari, con conseguente aumento indotto dei prezzi”

Chi controlla le operazioni

Esiste ed è attivo un gruppo finanziario di estrema potenza economica che programma gli eventi a livello mondiale.

La direzione intrapresa dal gruppo finanziario internazionale che controlla e ricatta i governi nazionali, è quella del Nuovo Ordine Mondiale.

La globalizzazione economica, preludio di quella politica, è il primo degli strumenti per imporre una progressiva esautorazione dei governi nazionali. Il Trattato di Lisbona ne è la prova. Prevede che le competenze principali degli stati-nazione aderenti siano affidate alla Commissione europea che potrà delegarle ad organismi superiori e perfino a società private. Nell'ultima campagna elettorale, Giulio Tremonti ha citato i responsabili della globalizzazione selvaggia a tappe forzate, senza regole, definendoli "Illuminati".

Gli "Illuminati"

Da "La congiura degli Illuminati" di Renè Chandelle (professore universitario, storico), edizioni il punto d'incontro, 2005:

pag. 83 "L'obiettivo finale degli Illuminati era sempre stato la creazione di un Nuovo ordine mondiale";

pag. 89 "Il terzo grande conflitto che riguarderà tutto il mondo è stato programmato (come i due precedenti) in una lettera scritta dagli Illuminati il 15 Agosto 1871, e che oggi è conservata al British Museum di Londra";

pag. 96 "La terza guerra mondiale verrà fomentata usando la contesa promossa dagli agenti degli Illuminati tra il sionismo politico ed i capi del mondo musulmano".

Naturalmente, possiamo credere che sia tutto falso, che non vi sia nessuna setta segreta degli Illuminati, che le strisce che vediamo in cielo siano trecce di Berenice, che gli eventi e il destino dell'Umanità sia solo dovuto al caso o solo al nostro libero arbitrio. Possiamo continuare a condurre la vita di sempre oppure prendere atto che qualcosa di vero c'è. Certamente scegliere la seconda ipotesi implica un'enorme assunzione di responsabilità: dobbiamo prepararci, costituire un centro di studi strategici formato da persone dotate di intuito e capacità di cogliere i segnali che filtrano attraverso le fitte maglie della censura dell'informazione di regime, dobbiamo prevedere, per quanto possibile, in quali scenari ci troveremo tra uno, due, tre anni o qualche mese, capire se siamo già nella Terza guerra mondiale o se ne vediamo solo i prodromi e come sarà e se, eventualmente, avremo modo di difenderci e sopravvivere. Diventa allora necessario rivedere le politiche nazionali ed internazionali. I segnali ci sono e non vanno sottovalutati, compresa la grave e preoccupante crisi finanziaria con rialzo dei prezzi indotto e conseguente scarsità di denaro circolante.



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martedì 20 gennaio 2009

Cipro: denuncia dell’ambientalista Perdikis sulle scie chimiche

Nicosia. A denunciare l'irrorazione aerea su Cipro, attività svolta, senza aver studiato i possibili rischi per la salute degli abitanti e l'ambiente, è un esponente del Movimento ecologista, George Perdikis. La denuncia si riferisce ad informazioni riguardanti velivoli che decollano dalla base britannica di Cipro. Fondato su una preoccupazione per le inspiegabili tracce di irrorazione aerea (chemtrails), alcuni deputati ciprioti hanno presentato un ordine del giorno alla Commissione parlamentare per l'agricoltura.

L'irrorazione aerea è correlata a problemi per la salute pubblica. Fra gli elementi di ricaduta, si annoverano sostanze tossiche e cancerogene che contribuiscono altresì all'inquinamento atmosferico nelle città, creando un'atmosfera soffocante.

I deputati domandano di indagare su quali siano i veri scopi dell'aerosol, se si tratti di modificazioni meteorologiche o di rilevazioni in atmosfera, chiedono pure se il bario e l'alluminio siano correlati ad operazioni militari.

Perdikis sospetta pure che le installazioni militari di Cipro siano anche riconducibili al sistema H.A.A.R.P. che mira a controllare il clima del pianeta per il beneficio di Stati Uniti e degli alleati. Inoltre l'ambientalista rileva che l'irrorazione avviene non di rado con aviocisterne, come KC-10 e KC-135.



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domenica 18 gennaio 2009

Il C.I.C.A.P. dietro i disinformatori italiani

Recentemente l'illustre Steno Ferluga, astrofisico nato nel 1951 e presidente del C.I.C.A.P., di cui fu tra i fondatori nel 1988, insieme con Piero Angela, ha prestato la sua voce, la sua manina paffuta, ma soprattutto il suo inarrivabile genio, per la realizzazione di un filmato in cui, sfogliando l'enciclopedia dell'aviazione Mach 1 (edita nel 1978), si arrabatta per tentare di dimostrare che le affermazioni dei ricercatori sulle scie chimiche sono errate.

Nel contributo il Ferluga, sotto le mentite spoglie di tale markogts (Marko Germani), contesta la mai espressa asserzione di Tanker Enemy secondo la quale i bombardieri della Seconda guerra mondiale, come i B-17, non potevano raggiungere quote assai elevate in cui si formano, in concomitanza di particolari parametri fisici, le scie di condensazione. Egli dimentica di precisare che gli 11.000 metri raggiungibili dai B-17 erano riferiti al velivolo privo di carico bellico e che quindi quella non era la quota operativa, ma la quota massima raggiungibile dal bombardiere impiegato nel secondo conflitto mondiale.

Nel 1941 20 B-17 furono spediti in Gran Bretagna, ma non dimostrarono grandi doti: il primo in volo sul Regno Unito precipitò: durante la prima missione, le mitragliatrici si ghiacciarono e le bombe furono sganciate fuori obiettivo. Per ovviare a questi problemi i Britannici aumentarono la corazza e l'armamento, riducendo la quota operativa.

[...] Il B-17 fu usato in tutti i teatri operativi della Seconda guerra mondiale. La prima operazione è dell'agosto 1942. In seguito, venne impiegato principalmente per bombardamenti diurni di precisione [a quote vicine ai 4000 metri - n.d.r.] su fabbriche e raffinerie dall'U.S.A.F., mentre la R.A.F. si occupava di quelli notturni.

I B-17 volavano normalmente attorno ai 300 kmh a pieno carico, con tangenza di 6.000-8.000 metri, più spesso attorno ai 7.200-7.800 m. Una volta scarichi, i B-17 possono salire oltre i 10.000 metri oppure accelerare a circa 500 kmh, ma, data l'assenza della pressurizzazione, tali altitudini non potevano essere mantenute per molto tempo. Infatti, oltre alle mitragliatrici, anche la saliva nella maschera d'ossigeno si ghiacciava, per via delle basse temperature.


Ora, non è solo Ferluga a possedere un'enciclopedia cartacea: così abbiamo compulsato anche noi un testo, Take off, 1989, pag. 397, volume 2 (si veda il filmato) da cui abbiamo reperito dei dati che confermano le quote operative indicate nell'articolo La riscrittura orwelliana della storia. Infatti, a pagina 397 sono mostrati degli schemi che evidenziano le formazioni di combattimento dei B-17 con indicate le quote di volo, da un minimo di 6.200 ad un massimo di 8.000. Ad 8.000 metri la formazione di contrails (attenzione: non le trecce di Berenice) è rarissima, come abbiamo già più volte dimostrato. A quote inferiori praticamente è impossibile. Dunque la fonte consultata conferma i nostri assunti in modo inoppugnabile. Tra l'altro, scorrendo tutti i volumi (ben 10) dell'enciclopedia Take off, non abbiamo riscontrato fotografie, tra le centinaia, che ritraessero aerei civili o militari, storici o moderni con scie di condensa, fuorché una. La percentuale di probabilità di formazione di una contrail è quindi riconducibile alle statistiche a suo tempo pubblicate su questo blog.

Dobbiamo poi evidenziare la mistificazione operata dall'inclito astrofisico. Egli sostiene, nel suo discorso farraginoso e fuorviante, che secondo i ricercatori indipendenti, prima della metà degli anni '90, le scie di condensazione non esistevano. Veramente affermiamo che sono le chemtrails ad essere manifestazione recente (salvo alcune eccezioni), mentre le scie di condensa sono, per quanto assai infrequenti, un fenomeno risalente alla prima metà degli anni '40. Non è un caso se il termine contrails fu coniato nel 1945 (Vedi Etymonline sotto la voce inerente).



Singolare che lo stesso presidente del C.I.C.A.P. svolga un compito di solito affidato alla bassa manovalanza, come quello di realizzare un video con le solite colossali sciocchezze tipiche dei disinformatori, dando man forte a questa masnada di disperati e di frustrati. Si vede, però, che con questa pietra miliare, il prestigioso Ferluga voleva dimostrare, come è scritto nel suo profilo leggibile nel sito del famigerato comitato, la distinzione tra scienza (la nostra) e pseudo-scienza (la sua e quella dei suoi sodali).



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Generatore di false scie di condensa (articolo di Mike Sterling)

Giusto per restare in tema di un sito creato ad arte per disinformare (contrailscience.com), voglio ricordare che, proprio a proposito di contrails, esiste un documento declassificato (U.S. patent del 12/8/1975) che mostra l'invenzione di un generatore artificiale di scie di condensa.

Artificiale? Qualcuno voleva creare ad arte delle false scie di condensa? Dalla lettura del documento, si direbbe proprio di sì. Anzi, non "si direbbe", si dice!

Si chiama
POWDER CONTRAIL GENERATOR e già questo basterebbe ad analizzare meglio l'apparato.

Secondo la disinformazione più attiva, una contrail è formata dai soliti aghetti di ghiaccio... bla bla bla.

Nella spiegazione del brevetto vediamo, invece, un generatore di POWDER, polvere, quindi scia di polvere (pulviscolo) e non d'acqua solida più una frazione di idrocarburi combusti e incombusti che si solidificano a quote elevate e a temperature bassissime, bla bla bla.

Proprio lo stesso documento chiarisce che tale invenzione è impiegabile per la dispersione in atmosfera di vari tipi di composti.

A pagina 4, per esempio, il documento recita: "Altri tipi di composizioni in polvere possono essere usati con l'apparato qui descritto. Per esempio, svariate particelle in polvere che riflettono radiazioni elettromagnetiche possono essere disperse come paglia (pagliuzze, n.d.r.) o similari".

Radiazioni elettromagnetiche? Ah, ecco! H.A.A.R.P., radiazione luminosa, comunicazioni etc. Quindi già dal 1975, la "Difesa" statunitense (o chi per essa) investiva milioni di dollari per inventare uno strumento molto utile alla dispersione di chemtrails in atmosfera, atte a riflettere radiazioni elettromagnetiche.

Sono passati oltre 30 anni, immaginiamoci a quale grado di sofisticazione essi sono arrivati oggi.

Ecco il link:

GENERATORE DI CONTRAILS IN POLVERE

Ah, dimenticavo, la definizione di contrails che sono formazioni di ghiaccio bla bla bla, mi è stata postata da un disinformatore che mi ha mandato screenshots di due pagine di un dizionario in inglese per dimostrare, secondo lui, che le contrails sono, sì artificiali, ma composte solo da gocce di liquido o da cristalli di ghiaccio. Complimentoni per l'autogoal.

CONDENSATION TRAIL 1
CONDENSATION TRAIL 2


Fonte: Dirty Sky Sardinia



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