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domenica 17 maggio 2026

Il cielo non è più lo stesso: sette rivelazioni sulla geoingegneria che cambiano la nostra prospettiva

Chi ha rubato il nostro cielo e perchè?

1. Il mistero del "velo grigiastro"

Alzi lo sguardo e cerchi l'azzurro profondo di un tempo, ma trovi una realtà diversa. L'esperienza comune, ormai quotidiana, è quella di un cielo che non riesce più a mantenere la sua trasparenza naturale, trasformandosi rapidamente in un "sudario grigiastro" e lattiginoso. Quello che le versioni ufficiali liquidano frettolosamente come un effetto collaterale del cambiamento climatico o come semplici "innocue velature", rivela a un'analisi più attenta una natura tecnologica e clandestina. Non siamo di fronte a un'evoluzione spontanea dell'atmosfera, ma al risultato di una manipolazione complessa che utilizza il cielo come un laboratorio a bassa quota. Ciò che osserviamo non è il capriccio della natura, ma una "toppa" artificiale applicata ad un sistema planetario in crisi energetica.

2. Quando il Sole "dorme", i militari agiscono: La toppa al plasma sulla ionosfera

L'attività solare sta attraversando una fase di profondo indebolimento, un "letargo" che richiama il celebre minimo di Maunder, accompagnato dalla disgregazione del campo magnetico terrestre. Questo calo energetico compromette la ionosfera, lo strato di plasma essenziale per la riflessione dei segnali radio civili e, soprattutto, strategico-militari. Quando il Sole non "alimenta" più questo strato, la trasmissione dei dati diventa instabile. I militari hanno risolto il problema trasformando l'atmosfera inferiore in un medium elettroconduttivo, irrorando elementi come bario, alluminio, manganese, litio e lo stronzio supermagnetico per creare un plasma artificiale.

L'astronomo Eric Dollar ha evidenziato chiaramente questa criticità energetica nei cicli solari:

"Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l'astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà 'morto'?"

L'intensificazione delle operazioni di aerosol serve dunque a compensare questa perdita di efficienza, mantenendo operativa la griglia di comunicazione globale in un momento di stasi solare.

3. L'inganno del carburante: Perché il tuo volo low-cost potrebbe essere una missione di aerosol

Le compagnie aeree civili non sono semplici vettori di passeggeri, ma attori primari in questa operazione. Il paradosso dei biglietti aerei a prezzi irrisori, spesso inferiori a quelli di un treno, suggerisce l'esistenza di massicci sussidi statali occulti, destinati a coprire operazioni di irrorazione diurna e notturna. Invece di dover contare esclusivamente di costosi ed ingombranti sistemi esterni di irrorazione, è sufficiente additivare i carburanti con sostanze specifiche che vengono espulse direttamente dai motori turbofan.

Le tecnologie impiegate si basano su una chimica sofisticata e sulla fisica delle particelle:

* Nanoparticelle di alluminio: utilizzate per aumentare l'efficienza della combustione e garantire una riflettività luminosa (Solar Radiation Management).

* Polimeri (come ftalati e carbammato): additivi estrusi sotto forte pressione che, legati a materiali con un determinato momento di dipolo magnetico, subiscono la Precessione di Larmor. Questo moto rotatorio attorno alle linee del campo magnetico terrestre permette ai filamenti di entrare in Risonanza Magnetico Nucleare, creando una rete elettromagnetica capace di riflettere le onde radio.

* Metalli pesanti (Bario e Stadis 450): impiegati per aumentare la conduttività dell'atmosfera e facilitare le comunicazioni radar.

Un ruolo centrale è giocato dal propellente ALICE (Aluminum-Ice), una miscela di nanopolveri di alluminio ed acqua che permette la creazione di scie persistenti anche in condizioni di bassa umidità. È fondamentale comprendere che queste irrorazioni avvengono spesso sotto i 3.000 metri, una quota che permette di distinguere chiaramente i dettagli del velivolo. In questo contesto, i dati forniti da app come Flightradar24 risultano spesso inattendibili e fuorvianti, simulando quote e rotte teoriche per nascondere operazioni che avvengono nella bassa troposfera.

4. La chimica della simulazione: Come nasce una "falsa" scia di condensazione

L'osservatore inesperto è indotto a credere che ogni traccia bianca (anche non persistente) nel cielo sia vapore acqueo. In realtà, la genesi di molte scie è puramente chimica e indipendente dalle condizioni termodinamiche necessarie per le naturali contrails. Un agente chiave è il boroidruro di alluminio [Al(BH4)3], un composto volatile e piroforico utilizzato come additivo aeronautico. Questa sostanza reagisce violentemente con l'umidità, rilasciando idrogeno e creando un effetto visivo indistinguibile dalla condensa, ma con finalità opposte.

La reazione chimica alla base di questo processo di simulazione è la seguente:

3Ca(BH4)2 + 2 AlCl3 --> CaCl2 + Al(BH4)3

La finalità di queste emissioni è igroscopica: le sostanze disperse assorbono l'umidità ambientale per dissolvere i "cumuli da bel tempo", le nubi naturali che indicano un equilibrio atmosferico non manipolato. Il risultato è la trasformazione del vapore acqueo in una coltre lattiginosa che stabilizza l'aria per scopi tecnologici. Quelle coltri sono previste dai servizi meteo, gestiti dall'aeronautica militare, il che la dice lunga sul coinvolgimento diretto dei militari.

5. Oltre la pioggia: La guerra invisibile per la Banda KA e il Radar

Le nubi naturali sono il principale nemico della sorveglianza moderna. L'acqua contenuta nei cumulonembi provoca lo "scattering", ovvero un disturbo radio che dirada e devia i segnali elettromagnetici. Questo fenomeno rende i sistemi radar e satellitari che operano in Banda KA parzialmente ciechi di fronte ad una copertura nuvolosa naturale.

Per ovviare a questo limite fisico, l'irrorazione di magnetite e ferro trasforma le nubi in un medium trasparente. Questi metalli additivi permettono ai segnali militari di "vedere attraverso" i cumulonembi, trasformando il muro d'acqua in un cristallo elettromagnetico. In questo scenario, il meteo naturale viene sacrificato: le perturbazioni vengono inibite o alterate per garantire la trasparenza necessaria alla guerra elettronica ed alla guida di armi a comando remoto come, ad esempio, i droni che decollano da Sigonella.

6. Alluvioni a comando: Il "Cloud Seeding" come valvola di sfogo

È necessario distinguere tra la geoingegneria clandestina globale — che mira a prosciugare l'atmosfera per scopi strategici — e il "cloud seeding" (inseminazione delle nubi) localizzato. Le cosiddette "bombe d'acqua" non sono eventi casuali, ma agiscono come una sorta di valvola di sfogo termodinamica. Quando l'umidità accumulata in quota a causa delle operazioni igroscopiche diventa eccessiva, deve essere scaricata. Attraverso l'uso di ioduro d'argento o batteri modificati, si forza la precipitazione violenta in aree circoscritte.

In Italia, questa manipolazione è già codificata in testi normativi come la Legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36) ed ha radici in programmi istituzionali come il "Progetto Pioggia". Queste pratiche permettono di gestire il ciclo dell'acqua come un rubinetto industriale.

Il controllo dei cicli naturali e la creazione di siccità artificiali non rispondono solo a logiche militari, ma servono una precisa agenda economica: la distruzione programmata delle produzioni agricole locali permette di manipolare i mercati globali, favorendo la speculazione alimentare e l'aumento dei profitti derivanti dalla scarsità indotta.

7. Conclusione: Verso un orizzonte di silicio

Ciò che emerge è la visione di un'atmosfera militarizzata, dove la biosfera è stata sostituita da un'architettura tecnica di metalli e polimeri. Questa aggressione chimica silenziosa sta portando al collasso degli ecosistemi del suolo. La ricaduta costante di bario e alluminio sta alterando drasticamente il PH del terreno, rendendolo alcalino. Questa mutazione chimica sta causando l'estinzione del Rhizobacterium-endomycorrhizae, un microrganismo fondamentale per il trasferimento dei nutrienti dal suolo alle radici delle piante. Senza questo simbionte, la vita vegetale naturale è destinata a soccombere.

Siamo pronti ad accettare un mondo in cui il colore del cielo è deciso da un additivo chimico invece che dalle leggi del cosmo? È giunto il momento di chiederci se il prezzo della supremazia tecnologica non sia, in realtà, la fine della vita biologica come l'abbiamo conosciuta.

Addendum

Come studiosi della geoingegneria e della manipolazione meteorologica per scopi militari non possiamo esimerci nell'esprimere il nostro parere e le nostre considerazioni sul quel DDL "Cieli blu" a rischio anche di essere additati magari come gatekeepers.

Intanto servirebbe parlare chiaro e spiegare bene che una proposta di legge d'iniziativa popolare NON È una legge dello Stato neanche con un milione di firme, sino a quando non viene approvata in parlamento e la parola fine su quello scritto spetta ai deputati ed ai senatori, che sono obbligati a discuterlo sicuramente, ma con comodo e magari con l'aula vuota, e questi possono decidere se ignorarlo, applicarlo così com'è (e ne dubito), oppure snaturarlo completamente.

Le proposte di legge, incluse quelle d'iniziativa popolare, non vengono pubblicate in Gazzetta Ufficiale poiché non sono atti normativi. Sono atti parlamentari e vengono pubblicate solo sui siti della Camera e del Senato. La Gazzetta pubblica, infatti, esclusivamente le leggi approvate e promulgate.

Quella pubblicazione in gazzetta è solo l'annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare.
Serve solo a rendere noto che un gruppo di cittadini ha depositato una proposta presso la Cassazione, affinché possa iniziare la raccolta firme. Da quel momento, i promotori possono raccogliere almeno 50.000 firme per presentare la proposta al Parlamento.
L'art. 71 Cost. riconosce l'iniziativa, ma non vincola le Camere al testo proposto.
Le Camere possono emendarla, riscriverla integralmente o non approvarla.
L'unico obbligo è l'esame, non l'approvazione.

Per questo motivo noi "vecchi" attivisti diffidiamo fortemente e sapete perchè? Perché da anni ci aspettiamo una legalizzazione di queste pratiche, compreso il "cloud seeding". Molte nazioni hanno già normalizzato queste tecniche causando danni indescrivibili, ma non riconoscendone la gravità in quanto spacciati poi per eventi naturali.

E' vero che la "scienza" ufficiale riconobbe nel 2017 che quelle scie provocano alterazioni del tempo meteorologico, considerandole come geoingegneria involontaria. Vero anche che l'associazione meteorologica mondiale, sempre nel 2017, riconobbe che quelle scie provocano coperture, catalogate e definite da loro "nuvole homogenitus", che si trasformano poi in "nuvole homomutatus"; dal 2007 definite dal lemma di origine militare noto come "innocue velature", ma quel DDL non può riguardare quelle scie, poiché la "scienza" ufficiale non le riconosce come geoingegneria volontaria, ma come semplici inquinanti, tanto quanto gli scarichi delle automobili! Ed infatti il DDL proposto dal Maresciallo dell'aeronautica militare italiana Roberto Nuzzo (quella stessa aeronautica che dirige le previsioni meteo...) e redatto dall'avvocatessa Frida Chialastri, non le nomina affatto. Tra l'altro è d'uopo osservare che MAI sono state definite le chiare responsabilità delle autorità governative italiane né dei più alti vertici militari.

Dimentichiamoci quindi che, se anche fosse approvata così com'è la legge proposta, i nostri cieli torneranno come trent'anni fa: blu cobalto ed abbelliti da maestosi cumuli. Non sarà certo con queste azioni che rivedremo i "CIELI BLU" e qui evidenziamo la disarmante innocenza dei promotori che, coscientemente o meno, stanno generando solo false illusioni, impiegando quel termine ovunque.

Aggiungiamo inoltre che, anche con una legge del genere, quelle azioni di geoingegneria sono difficili da dimostrare e da condannare legalmente, tanto più che sono operazioni di geoingegneria operanti a livello globale e coperte da segreto di Stato.

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lunedì 19 settembre 2022

Cambiamenti climatici? No, crimini meteorologici

A seguito degli oltre novanta eventi climatici definiti "bombe d'acqua", verificatisi durante quest'ultimo anno, è d'uopo affrontare nuovamente la questione, anche perché la propaganda da un lato e la censura dall'altro creano confusione e distorcono la verità dei fatti. E' peraltro incontestabile che le condizioni meteorologiche sono manipolate, attraverso svariate tecniche, che possiamo distinguere essenzialmente nelle seguenti modalità:

a) inseminazione igroscopica delle nubi basse (le ben note "scie chimiche"), atte ad impedire la formazione di nubi temporalesche e ad inibire le precipitazioni piovose attraverso la diffusione di composti prosciuganti come alluminio, bario, manganese, carbonato di calcio;
b) semina imbrifera dei cumulonembi o "cloud seeding", volta a provocare piogge, grazie alla dispersione di nuclei di condensazione formati da cristalli di ioduro d'argento oppure per mezzo della dispersione del batterio Pseudomonas syringae, geneticamente modificato;
c) creazione ad hoc di celle temporalesche, definite "celle autorigeneranti", adoperando macchinari speciali come il TMC65 o il Meteotron, quest'ultimo definito anche "macchina della pioggia".
FOTO: Le anomale celle temporalesche (di forma oblunga) che hanno interessato la Regione Marche nella notte del nubifragio

La recente alluvione, occorsa nel marchigiano nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 e che ha visto cadere al suolo in poche ore ben 700 millimetri di acqua e cioé il quantitativo che si sarebbe dovuto distribuire in un anno, evidenzia come il modus operandi è sempre il medesimo: procurare periodi siccitosi estremi, per poi far scatenare, una volta che le energie in gioco si sono accumulate per mesi, violentissimi nubifragi. Sono attività studiate a tavolino, che non hanno alcunché di casuale e assolutamente prive di correlazioni con un fantomatico "cambiamento climatico", usato come alibi per continuare indisturbati con le sperimentazioni sul campo. In tale contesto è singolare il sorvolo delle Marche per diverse ore, ad opera di un velivolo AWACS (ALIAS Boeing E-3 Sentry1) con identificativo LX-N90446, decollato dalla base N.A.T.O. di Geilenkirchen (in Germania), due giorni prima della tragedia che ha causato la morte di (al momento in cui si scrive questo articolo) undici persone. Probabilmente, grazie alle apparecchiature presenti a bordo dell'AWACS, unità attrezzata per la guerra elettronica e non solo, sono state studiate le opportunità fornite dalle particolari condizioni meteo (forti venti e correnti calde provenienti da Ovest, in contrasto con le correnti fredde in arrivo dal Nord Europa), per innescare un fenomeno violento, utile ad avvalorare la tesi del "cambiamento climatico". [1]
FOTO: il velivolo AWACS che, decollato dalla base NATO in Germania il giorno 13 settembre, ha sorvolato per oltre tre ore le Marche.

Il "Progetto pioggia" risale agli anni '90 del XX secolo. Per legittimare queste operazioni, nate da un accordo con Israele, fu varata la legge 36/94, mirata a regolamentare il controllo artificiale delle precipitazioni. L'esistenza di tale legge fu all'epoca divulgata e denunciata da Marco Pannella, allora segretario del Partito radicale. Non bisogna, però, confondere le operazioni "igroscopiche" (le cosiddette scie chimiche o "hygroscopic cloud seeding", come si diceva più sopra) con le missioni di "cloud seeding". Infatti in queste ultime sono usati aerei monomotore o piccoli bimotori ad elica. Questi apparecchi, passando poco al di sotto o al di sopra delle nuvole temporalesche, bruciano sali di ioduro d'argento che, di solito, generano piogge più o meno intense. Invece, nella maggior parte dei casi, le operazioni sono volte ad impedire le precipitazioni, dissolvendo i fronti temporaleschi tramite l'aviodispersione di metalli ed altri elementi e composti prosciuganti, ovvero alluminio, bario, manganese, carbonato di calcio. Inevitabilmente, in questo modo, si creano, in maniera artificiale, le condizioni per lunghissimi periodi di aridità, interrotti bruscamente da nubifragi ed alluvioni.

[1] Il Boeing E-3 Sentinella è un aereo attrezzato per il controllo e la gestione dei dati meteorologici. Ufficialmente non si conosce se è dotato anche di tecnologia atta alla modificazione delle condizioni meteo, ma è un fatto che a circa 48 ore prima delle forti piogge e dopo un volo di appena 40 minuti, sorvola le Marche per qualche ora, per poi ritornare alla base…

Di seguito le parti salienti della legge cui abbiamo accennato.

Legge 36/94

2. Usi delle acque

1. [...]
2. Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell'acqua.

Per completezza riteniamo opportuno riportare un articolo che segnalammo nel mese di agosto del 2019 e che, su indicazioni governative, è stato eliminato. Il pezzo si intitolava "Progetto pioggia: tappe italiane, contestazioni e nuovi investitori", allora presente a questo link. Articolo non più On-Line. Inevitabilmente la Rete, un tempo fonte di preziose informazioni, è via via bonificata, facendo sparire le prove del coinvolgimento italiano nella modifica del clima.

Progetto pioggia: tappe italiane, contestazioni e nuovi investitori

Il progetto di stimolazione delle piogge, messo a punto dalla Tecnagro, una società italiana che ha sviluppato tecniche già impiegate in Israele, è nato nel 1984, ma sarebbe stato successivamente interrotto in Italia e continuato dall'ONU. Anche i contestatori del Progetto hanno alzato la loro testa e spiegato rischi e pericoli.

"La sperimentazione è partita nel 1984, con test nella Ragione Puglia dall'88 al '94 - afferma Massimo Bartolelli, presidente della Tecnagro: "Dopo una serie di sperimentazioni in altre regioni d'Italia, il progetto è stato - ufficialmente n.d.r. - chiuso ed ora lavoriamo per l'O.N.U. Eppure i primi risultati sembravano incoraggianti: abbiamo registrato incrementi dei livelli di pioggia fino al 40% annuo". Alcuni dati riferirebbero: 139 missioni per un totale di 298 ore di volo, dal 1992 al 1994 e le precipitazioni erano passate da 56 milioni di metri cubi d'acqua a 231 milioni.

TAPPE PROGETTO IN ITALIA - Un articolo del "Corriere della Sera" comincia a parlare di "Progetto pioggia" nel febbraio 2002 e spiega in che cosa consiste, che cosa riguarda, come funziona, quali zone interessa. Il 14 maggio 2002, l'Atto n. 3-00452 del Senato della Repubblica, Seduta n. 170 vede proposto al Consiglio dei Ministri da parte di Bonatesta, Bongiorni e Pace, il piano per l'approvazione delle sperimentazioni sulla manipolazione climatica: "Gli interroganti chiedono di sapere se il Comitato dei Ministri intenda avvalersi delle esperienze e dei risultati ottenuti dalla Tecnagro con il suo "Progetto pioggia" e portare così a conclusione un'iniziativa meritoria e indispensabile per l’agricoltura meridionale".

Il 17 luglio 2002, la testata "La Stampa" riporta l'intervento del capogruppo di Alleanza Nazionale in commissione agricoltura al Senato, Michele Bonatesta: "Il "Progetto pioggia" è la risoluzione al problema siccità. Il sistema per contribuire concretamente ed efficacemente a risolvere la crisi idrica che trae origine soprattutto dalle variazioni climatiche che hanno interessato e continueranno ad interessare l'Italia, specialmente il Mezzogiorno, esiste. E' il caso che il Governo metta a frutto le esperienze in materia di stimolazione artificiale della pioggia della Tecnagro, quasi ventennale". Il 20 luglio 2002 l'Unione Sarda Politica, a pagina 2, riporta l’annuncio dell’assessore Ladu: "In Sardegna la sperimentazione partirà. Con dieci milioni di euro avremo pioggia artificiale da ottobre". Il 10 gennaio 2005 anche la Regione Puglia avvia il "Progetto pioggia" per incrementare le precipitazioni attraverso l'inseminazione artificiale delle nubi. 'Il Progetto pioggia', per il quale sono stati stanziati oltre tre milioni di euro, è già pronto per partire", scriveva il "Corriere del Mezzogiorno". Il Presidente della Tecnagro afferma che, per mancanza di fondi e finanziamenti, il progetto in Italia non andrà a buon fine e così gli esperimenti, dopo il 2005, sarebbero (il condizionale è d'obbligo) stati interrotti.

CONTESTAZIONI - Nonostante l'entusiasmo iniziale a favore del progetto, c'era anche chi valutava i lati negativi e gli "effetti indesiderati". Il Generale Abele Nania, catanese residente a Brindisi, consulente scientifico della Tecnagro, in due studi pubblicati nel 2002, asserì che: "I metodi statistici erano inadeguati alla conoscenza, non consideravano l'influsso delle intensità dei venti in quota nel determinare la ricaduta delle precipitazioni. In realtà, l'aumento della pioggia spesso si verificava sotto vento a notevoli distanze dal luogo della semina, cosa di cui gli statistici non tenevano conto e che, invece, è stata messa in luce dall'impiego di radar digitali di nuova generazione. Le applicazioni future devono tenere conto di queste variabili e spostare le piste di semina per evitare che piova nei posti sbagliati".

NUOVI FINANZIATORI - La "World meteorological organization" ha preso sul serio le sperimentazioni. Godwin Obasi, segretario generale, dichiarava: "Il Progetto pioggia sviluppato da Tecnagro su tecnologia israeliana, ha evidenziato l'incremento delle precipitazioni nell'area interessata. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Tecnagro di preparare un piano simile per l'Arabia Saudita". Secondo alcune ricostruzioni, molte nuvole dall'Africa potrebbero transitare sulla Sicilia, Sardegna e sul resto del Mezzogiorno, con una sufficiente possibilità di precipitazione, "potendo causare anche danni, se non controllate a dovere", rifeririva il Generale Abele Nania. Il progetto sarebbe attualmente nelle mani dell'O.N.U.

Fonti: www.corriere.it
www.panorama.it
www.lastampa.it
www.corrieredelmezzogiorno.it
www.unionesarda.it
www.repubblica.it

Che cosa è successo nelle Marche? Quale correlazione c'è tra il velivolo AWACS in sorvolo sulla Regione - due giorni prima del disastro della notte tra il 15 ed il 16 settembre 2022 - e l'alluvione ultima? Quali sono le differenze tra "Cloud Seeding" ed "Hygroscopic Cloud Seeeding"? Cerchiamo di fare chiarezza in questa intervista del 23 settembre.

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giovedì 31 agosto 2017

Bilancio dell'estate 2017



Com’è stata l’estate 2017, stagione che ormai volge al termine? Il bilancio, sotto il profilo pluviometrico, è stato senza dubbio negativo, ma era facile prevederlo. Le precipitazioni sono diventate in Italia ed altrove più rare dell’iridio, mentre, ad esempio, il Texas è stato flagellato da micidiali inondazioni: siccità ed uragani sono due facce della stessa medaglia, una medaglia istoriata con i disgustosi profili dei carnefici chimici.

Quali sono le prospettive? Siamo sinceri: non sono rosee. Tralasciando la disamina delle situazioni sociali, economiche, politiche ormai prossime al collasso, da un punto di vista meteorologico dobbiamo attenderci un inasprimento dell’aridità che qualche nubifragio provocato dai terroristi del clima, non potrà neppure mitigare. I previsori di regime preannunciano le tanto sospirate piogge per settembre, ma qualcuno già ne ridimensiona la portata, altri adombrano un loro slittamento a metà settembre… Gatta ci cova.



Di fronte a tali difficoltà abbiamo probabilmente una sola carta da giocare, quella degli ionizzatori imbriferi: a tale proposito sono necessarie alcune precisazioni.

• La biosfera è talmente devastata da decenni di manipolazioni chimiche ed elettromagnetiche che le “macchine della pioggia” potranno essere efficaci solo approfittando di quelle infrequenti occasioni in cui le attività di geoingegneria assassina o sono interrotte o sono alleggerite. Se esistono delle aree, per lo più montane, dove le scie tossiche sono assenti o quasi, saranno quelle più adatte per sperimentare l’impiego dei dispositivi in esame, filmando il tutto. In condizioni non ideali, almeno si otterrà un’aria un po’ più respirabile.

• Non ci si può improvvisare: nella costruzione e nella messa in opera degli apparati, bisogna essere competenti ed iperaccorti. Vanno prese tutte le precauzioni per assemblare congegni efficienti e sicuri.

• E’ opportuno che gli attivisti collaborino per scambiarsi idee ed informazioni in modo da ottimizzare tempi e criteri per l’attuazione del progetto.

• Qualcuno teme che tali dispositivi possano causare temporali disastrosi. No. Il loro uso, reso necessario dagli scompensi determinati dalla biogeingegneria illegale, tende a ripristinare l’omeostasi atmosferica, a ricondurre i fenomeni nelle loro dimensioni naturali.

• Qualora per qualche motivo l’operazione non dovesse essere coronata da successo – l’ostacolo maggiore, anzi unico, è costituito dalle incessanti operazioni di dorizzazzione ai danni dell’ambiente – sarà bene prepararsi al razionamento dell’acqua ed a misure simili.


Accenniamo in questo resoconto anche alle altre inquietanti sfide che ci attendono nei prossimi mesi: in primo luogo la censura sempre più soffocante per opera delle truppe cammellate guidate da insigni figure istituzionali. Emblematico è il caso di Tommix, il cui reportage sull’operazione falsa bandiera- scemeggiato televisivo di Barcellona è stato oggetto di una vergognosa crociata per annientare la verità. A questa crociata hanno partecipato anche i Kapò che amano accreditarsi come redattori indipendenti. Tra mazzi truccati, zucche, mazzate, imboscate e strafalcioni vari questa frangia, che si allinea con la disinformazione ufficiale su tutti i temi importanti, ostentando libertà di pensiero (come se sapessero pensare) su questioni marginali, rivela in modo chiaro ed inequivocabile la sua natura di “opposizione voluta ed autorizzata dal sistema”. (G.C. Argan)

Un altro problema è quello delle deleterie vaccinazioni di massa: è previsto, tra l’altro, che le “immunizzazioni” siano estese ad ampi settori della popolazione. Sarà d’uopo respingere questo attacco alla salute con tutti gli strumenti legali a disposizione.

Intanto si susseguono le schermaglie tra Donnie e Kim, tra Stati Uniti d’America e Corea del Nord: dimentichiamo tutte le “analisi” pseudo-strategiche e pseudo-politiche alla “Limes”. I due dittatori stanno solo recitando un copione scritto da chi (la cricca mondialista) cerca ad ogni costo di scatenare un conflitto di proporzioni planetarie, dipingendo la Corea del Nord come un paese pericoloso munito di missili intercontinentali ed in procinto di dotarsi di un arsenale nucleare. Avete visto i filmati con i vettori lanciati dai Nord coreani? Si nota che il vettore, una volta partito dalla rampa, compie una breve parabola per ricadere non molto distante dalla piattaforma di lancio. Eppure i media di regime, con il codazzo dei pennivendoli “liberi”, vogliono farci credere che i missili, dalla gittata portentosa, abbiano sorvolato il Giappone e che possano colpire addirittura Guam. Quanti si bevono queste frottole? Tantissimi! Bene! Che se le bevano pure, visto che resterà loro poca acqua per dissetarsi.

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martedì 29 agosto 2017

Come costruire la "macchina della pioggia": aggiornamenti



Nell'aprile del 2008 ci occupammo per la prima volta di ionizzazione dell'aria [ LINK ] e l'argomento fu ancora sviluppato nel 2012 [ LINK ], sino a concretizzarsi nelle ultime settimane, durante le quali abbiamo eseguito alcuni test con il prototipo di generatore di ioni modulare [ LINK 1 ] e [ LINK 2 ]. Abbiamo cominciato le nostre ricerche, basandoci sugli studi sfociati poi nei primi esperimenti dell'azienda svizzera Meteo Systems negli Emirati Arabi Uniti. Il grosso ostacolo, direi insormontabile, di queste attrezzature, è la loro difficile realizzazione per opera di comuni cittadini. Oltretutto servono luoghi di installazione idonei.



Abbiamo risolto il problema, eliminando in pratica l'impossibilità di messa in opera del "rainmaker" ad opera di coloro che non hanno conoscenze di base per costruire da sé il circuito amplificatore di tensione. Su ebay si possono, infatti, reperire facilmente i dispositivi che poi troviamo in tutti gli ionizzatori in commercio. Si tratta di dispositivi piccoli ed economici, il che ci permette (dovendoli far funzionare in sinergia a decine) di acquistarne molti e di assemblare di conseguenza un apparecchio di ionizzazione molto efficiente. Il tutto con pochissima spesa e senza disporre di conoscenze eccezionali in elettronica.



Giacché per noi è arduo creare un singolo apparato potente, servono più ionizzatori che lavorino insieme, in diverse zone abitative. Serve un circuito già assemblato a bassissimo costo, idoneo altresì per un progetto di un multi-ionizzatore modulare. L'ideale è basarsi sul principio della parabola riflettente. Il resto si attua con gli ionizzatori (il piccolo e compatto circuito di base pre-costruito si trova on line al costo di circa 3/6 euro), disposti a raggiera come nel primo esperimento nonché l'aria calda, che tende a salire. Inoltre l'aggiunta di una ventola, posta alla base del dispositivo, può incrementare il flusso d'aria verso l'alto.

Un certo numero di strumenti del genere, montati in varie zone di un centro abitato, potrebbe costituire la differenza. Diciamo che ognuno di noi dovrebbe assemblare un "rainmaker" composto da una quarantina almeno di circuiti di ionizzazione (vedi foto). La spesa non sarebbe elevata e l'ubicazione non incontrerebbe serie difficoltà. Per l'alimentazione basterebbe un alimentatore per PC di media potenza in grado di erogare anche i 5/12 volts richiesti a seconda del tipo di modulo acquistato. 50 ionizzatori modulari per 50 abitazioni sono 2500 ionizzatori, generando potenzialmente 3500 metri cubi di ioni negativi a postazione.



A chi oppone la questione dei nubifragi, rispondo così: le alluvioni si verificano a causa della dorizzazione dell'ambiente atmosferico, reso simile al plasma dalla geoingegneria clandestina. Attraverso la ionizzazione della bassa troposfera, si riequilibra il regime pluviometrico, inibendo le precipitazioni violente. L'aria, tra l'altro, è estremamente carica per via del nanoparticolato elettroconduttivo avio-disperso e ciò ha determinato l'incremento di tempeste di fulmini. Gli ionizzatori catturerebbero il nanoparticolato sulla parabola, vanificando le operazioni di aerosol.

ATTENZIONE! Trattasi di dispositivo ad alta tensione. Non esporre a conduttori elettrici ed acqua. Mantenere una distanza di sicurezza di almeno 50 cm dall'apparato. Tenere lontano dalla portata di bambini. Si declina ogni responsabilità in caso di uso improprio.

Progetto pioggia - Contribuisci ora! Donazione con PostePay: 4023 6009 4336 4051 - Codice fiscale: MRCRSR61C19I469R - IBAN: IT48I0617522700000001977280 Oppure fai una donazione con PayPal.


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Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 25 agosto 2017

Primi test per la "macchina della pioggia". Schema realizzativo



Nella tarda mattinata del 24 agosto 2017 abbiamo cominciato i primi test della "macchina della pioggia". Questi sono i risultati: dopo oltre novanta giorni di cielo completamente sgombro di nubi, si sono formati i primi cumuli che, in contrasto con le previsioni meteo dei giorni precedenti, hanno contraddistinto tutta la mezza giornata sino a notte inoltrata. Purtroppo i continui sorvoli degli aerei commerciali e militari impegnati nelle operazioni di guerra climatica, hanno per ora vanificato gli effetti incoraggianti del piccolo prototipo di ionizzatore, che abbiamo realizzato, assemblando più apparati di ionizzazione attorno ad una parabola satellitare in disuso verniciata di nero per agevolare il riscaldamento dell'aria.





Abbiamo avuto la conferma che il sistema in sé è promettente, ma siamo ben consapevoli delle forze in gioco, per cui è chiaro che sono necessari apparecchi più potenti e dislocati in diverse aree strategiche del territorio su cui si intende intervenire. Per questo motivo, studiando i dispositivi realizzati dagli Australiani, Svizzeri e Statunitensi, siamo in grado di fornire le indicazioni di base per costruire il proprio "rainmaker" a basso costo e che sia senza dubbio più efficiente del prototipo che ancora stiamo sperimentando. Il prossimo passo sarà quindi la messa in funzione di un congegno che ricalchi il più possibile i progetti delle società leader nel settore. Sono necessari:

a) Un alimentatore da 220/240V di elevata potenza (almeno 700/1200 watt)
b) Un decina di bacchette di alluminio (attraverso cui scorrerà l'alta tensione) da 1 cm x 100 x 1mm che faranno da puntali a forma di piramide. Questi dovranno essere uniti tramite rivetti.
c) Diodi 1N4007
d) Condensatori poliestere da 100 nF 2000V
e) Plexiglas o materiale simile per l'isolamento (meglio se doppio) del circuito.

ATTENZIONE! Si avvisa che, per costruire uno ionizzatore atto a produrre precipitazioni piovose, è d'uopo disporre di minime conoscenze di elettronica e che, in ogni caso, lavorando con pericolose alte tensioni, si deve essere certi di come agire. Per la messa in opera dell'apparato sarà assolutamente necessario un luogo isolato e ad accesso esclusivo.

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Costruire uno ionizzatore per indurre le piogge



Prerequisiti: disponibilità di uno spazio idoneo; umidità atmosferica pari almeno al 30 per cento; presenza di nubi imbrifere: preferibilmente cumulonembi o cumuli.

Su quale principio funziona: lo ionizzatore produce ioni negativi (atomi che hanno catturato uno o più elettroni, particelle subatomiche di carica negativa). Gli ioni negativi salgono per convezione e grazie all'energia termica solare (calore), quindi si attaccano ai nuclei di condensazione, caricati positivamente, all'interno delle nuvole, inducendo la coalescenza dei nuclei, ossia la loro aggregazione, affinché le goccioline, ora di carica negativa, di pochi micron assumano il calibro di un millimetro circa. In tal modo, le stille, sufficientemente pesanti, cadono sotto forma di pioggia. In assenza di luce solare, una o più lampade ad infrarossi propiziano la convezione termica, ossia la salita dell'aria calda.

L'apparato va alimentato con tensione elettrica e potenza adeguate tali da far acquistare agli atomi gli elettroni. Di seguito è mostrato lo schema elettrico di riferimento.



Nell'immagine che vi proponiamo in testa all'articolo il dispositivo -ad alta tensione- è di alluminio, affinché conduca l'elettricità. Inoltre la struttura, di tipo modulare, ha la forma di una piramide. E' evidente che bisogna prendere tutte le precauzioni del caso onde evitare il contatto con gli apparati ad alto voltaggio. Per questo motivo la struttura ad alta tensione (15.000 Volts o più) deve essere isolata opportunamente.

P.s. E' condizione necessaria per generare precipitazioni piovose che le attività igroscopiche siano assenti o blande, quindi bisogna approfittare di quei giorni in cui esse sono interrotte o quasi. Sono giorni in cui, a causa dell'evaporazione e della traspirazione, l'umidità atmosferica si rapprende in nubi. Favorite sono le località di mare, normalmente più umide rispetto alle altre.


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sabato 19 agosto 2017

La "festa" degli alberi



"E' arrivato il momento... di distruggere quelli che distruggono la Terra". (Rivelazione, 11.18)

Si celebra ancora la “festa degli alberi”? Se sì, oggi essa trasuda retorica pseudo-ecologista in linea con l’Agenda 21. Il regime finge di voler salvare la natura, vedendo il filo d’erba dell’automobile privata, che inquina pochissimo o quasi per niente, mentre si ignora la foresta costituita dal traffico indiavolato degli aerei civili che avvelenano l’intero pianeta.

In che condizioni versa la vegetazione dopo tanti anni di mortali operazioni chimico-biologiche? La situazione è piuttosto diversificata: alcune specie sembrano resistere, adattandosi a condizioni ambientali repulsive; altre essenze, invece, patiscono maggiormente. Già due lustri or sono, l’agronoma statunitense Rosalind Peterson lanciò l’allarme circa il depauperamento del patrimonio boschivo in California.

E’ un impoverimento causato dalla geoingegneria clandestina che significa aria secca, gravissima penuria di piogge e di altre idrometeore (neve e rugiada in primo luogo), alterazione del PH del suolo, riduzione o estinzione dei batteri che rendono fertili i terreni. Le chiome delle conifere che, normalmente rinnovano tutto l’anno gli aghi, tendono ad ingiallire, i rami si spezzano, mentre vari parassiti aggrediscono gli alberi sempre più debilitati.

Le angiosperme faticano a fiorire ed a fruttificare, a seguito di un totale sconvolgimento delle stagioni: oggi, nelle regioni a clima mediterraneo, ne esistono solo due, una lunga estate siccitosa e torrida ed un inverno non molto freddo punteggiato da nubifragi. Stando così le cose, il ciclo vegetativo è stravolto: le piante perdono le foglie già in estate, in una primavera precoce la fioritura è abbondante, ma, a causa dell’aridità e di altre situazioni avverse, producono in genere pochi e miseri frutti in estate.

Ricapitolando, vediamo quali sono i principali fattori che danneggiano la vegetazione.

• Diffusione nell’humus di bario ed alluminio e di altri elementi nocivi. Bario ed alluminio, tra i principali ingredienti delle scie chimiche, sono alcalini, quindi il PH del suolo risulta per lo più basico, ma comunque snaturato rispetto ai parametri normali. Il carbonato di calcio, disperso in quantità industriali, rende la terra inadatta allo sviluppo di quasi tutta la flora.

Siccità di origine artificiale.

• Carente umidità atmosferica.

• Piogge alcaline o talora acide, ma comunque contaminate.

• Modificazione dei cicli stagionali.

• Campi elettromagnetici.

• Radiazioni nucleari.


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lunedì 14 agosto 2017

Progetto Pioggia - Multi-Ionizzatore a flusso incrociato

Gli Emirati Arabi Uniti, noti per il clima decisamente secco, hanno deciso di investire in un progetto che, dal 2010, permette di favorire precipitazioni piovose. Gli ingegneri svizzeri della "Meteo systems" sono riusciti nell'impresa di far piovere. Le sperimentazioni hanno avuto inizio nella regione desertica dell'Al Ain. L'autorevole "Sunday Times" fu il primo a rendere noto il "progetto pioggia", direttamente finanziato dal Presidente degli Emirati Arabi Uniti. Il primo dispositivo sperimentale, realizzato nel 2006 per Dubai, si può vedere in foto ed aveva le dimensioni di una Smart.



I ricercatori elvetici, protagonisti di questo stupefacente progetto iniziato ad Abu Dhabi [meglio Abu Ẓaby (Arabo أبو ظبي)], hanno adoperato una sorta di parasole metallici di una decina di metri d'altezza, in grado di caricare elettricamente l'aria. Questa è caricata con gli ioni negativi, che hanno la proprietà di unire le goccioline ai nuclei di condensazione e di condensare l'umidità presente in atmosfera, in maniera tale da creare i corpi nuvolosi.



Studiando gli effetti degli ioni negativi in atmosfera e sulla base degli studi condotti dallo scienziato Ighina, che fu l'assistente di Guglielmo Marconi, abbiamo pensato ad un apparato che potrebbe essere in grado di formare nuvole e generare piogge, coniugando la tecnologia attuale (la ionizzazione negativa per mezzo di strumenti idonei) con i princìpi su cui si fondava la famosa "macchina della pioggia" di Ighina. Questo congegno era composto da una torre di metallo, sulla cui cima era montata una grande elica. Il tutto era saldamente piantato in un terreno cosparso di polvere di alluminio. La rotazione dell'elica in un senso induceva la formazione di nubi (ionizzazione negativa) e le conseguenti precipitazioni. Nel senso opposto, si rasserenava il cielo (ionizzazione positiva). Le attività di geoingegneria clandestina, alias scie chimiche, agiscono in quest'ultima direzione: caricano positivamente gli ioni atmosferici, con la conseguenza che le nubi imbrifere non si formano, da qui la siccità cronica che ormai colpisce mezzo continente europeo, gli Stati Uniti, molti paesi sudamericani e dell'Africa nonché l'Australia.

Noi, con la realizzazione di uno strumento di ionizzazione negativa, riproducente in gran parte lo schema del progetto di Abu Dhabi e che si avvale di più ionizzatori che saranno disposti in modo opportuno, miriamo a contrastare gli effetti delle attività di guerra climatica volti a rendere siccitosi i nostri territori. Gli apparati atti alla creazione di ioni negativi lavoreranno all'unisono. Con questo stratagemma si supera l'ostacolo della difficile messa in opera di un unico ionizzatore di grandi dimensioni, giacché la circuiteria da assemblare sarebbe estremamente costosa e l'apparecchiatura che ne deriverebbe sarebbe comunque pericolosa. Ciò perché uno ionizzatore richiede doppio isolamento a causa delle pericolose scariche che esso può trasmettere all'esterno. L'assemblaggio di più ionizzatori elettricamente isolati, ma che lavorano in simbiosi, dovrebbe conseguire l'obiettivo che ci si prefigge: propiziare l'agognata pioggia e contrastare gli effetti prosciuganti delle cosiddette "scie chimiche".



PROGETTO PIOGGIA - MULTI-IONIZZATORE A FLUSSO INCROCIATO

L'apparato è composto da un numero minimo di sette ionizzatori, disposti in modo da generare un flusso incrociato di ioni negativi. Il dispositivo è costituito da una piattaforma di alluminio e da ionizzatori di media capacità, collocati in modo da formare un cerchio. Il tutto è sormontato da una struttura di metallo dertivata da un comunissimo ombrello, così da riprodurre la struttura degli ionizzatori della Meteo Systems. Quanto maggiori saranno le dimensioni del congegno e quanti più saranno gli ionizzatori operanti all'unisono, tanto più elevate saranno le probabilità di formare nuvole e di produrre precipitazioni piovose. Coloro che vorranno sperimentare direttamente, potranno seguire il progetto qui mostrato. Chi intendesse affidare la realizzazione del sistema al Comitato Tanker enemy, potrà contribuire con una donazione, cliccando al seguente link. Grazie infinite per la collaborazione.

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domenica 16 novembre 2014

Olio d'oliva: crolla la produzione in Italia e Spagna a causa delle avversità meteorologiche dovute alla geoingegneria clandestina

Da una parte è possibile provocare siccità durante la stagione dello sviluppo delle piante affinché nulla cresca, dall’altra scatenare piogge assai intense durante la stagione dei raccolti in modo che i campi risultino troppo fangosi per procedere al raccolto stesso”. (Dottor Lawrence Dunegan, dichiarazione risalente al 20 marzo 1969, a margine di un convegno della Pittsburgh paediatric society).



Una flessione del 35% per la produzione di olio di oliva nella campagna 2014/2015: è quanto emerge da una prima valutazione compiuta dall'Ismea con la collaborazione delle organizzazioni degli operatori Aifo, Cno, Unaprol e Unasco. E' un risultato produttivo che riflette le conseguenze di un andamento climatico particolarmente negativo (a causa della geoingegneria clandestina, n.d.r.), con la produzione di olio di oliva che dovrebbe scendere quest'anno a 302 mila tonnellate rispetto alle 464 mila (dato Istat) della scorsa raccolta.

E’ un calo significativo - spiega l'Ismea - ma meno accentuato rispetto a quello della Spagna, leader mondiale. La Spagna, a causa dellle avversità meteorologiche, ha addirittura dimezzato i livelli di produzione rispetto al dato del 2013.

A subire i contraccolpi di una situazione sfavorevole anche sotto l'aspetto fitosanitario (le intemperie hanno favorito gli attacchi di patogeni, in particolare la mosca dell'olivo) sono stati tutti i principali poli produttivi regionali.

Sia in Puglia sia in Calabria si prevede una contrazione di oltre un terzo dei quantitativi prodotti rispetto al 2013, mentre Sicilia e Campania subirebbero riduzioni rispettivamente del 22 e del 40 per cento. Quasi dimezzata la produzione del Centro Italia, con sviluppi altrettanto deludenti nelle regioni settentrionali. Il mercato ha già reagito in Italia con un aumento dei prezzi alla produzione. L'olio italiano, che mantiene un ampio divario positivo rispetto al prodotto spagnolo, ha toccato in media punte di 4,40 euro al chilogrammo franco frantoio, un valore superiore di quasi il 50% ai livelli dell'anno scorso.

Gli oli italiani, oltre a un prezzo più alto, che attesta il riconoscimento di una migliore qualità da parte dei mercati internazionali, stanno beneficiando di una forte spinta dell'export. Tra gennaio e luglio di quest'anno le vendite all'estero, grazie ai progressi in Nord America, Giappone e Unione europea, sono aumentate in volume del 13% rispetto ai primi sette mesi del 2013. Ancora più sostenuta la dinamica degli oli extravergini, il prodotto di maggior pregio, con l'esportazione cresciuta del 18% su base annua. Da evidenziare che la bilancia commerciale del settore, nonostante il forte aumento delle importazioni soprattutto dalla Spagna, ha chiuso i primi sette mesi del 2014 con un saldo attivo di quasi 16 milioni di euro.

Fonte: viniesapori


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domenica 13 ottobre 2013

Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico


I disinformatori negano che con le attuali tecnologie si possa influire in modo sensibile sui fenomeni meteorologici. Inoltre affermano che il controllo del clima (tempo e clima non sono sinonimi) è una chimera. E’ ovvio che le asserzioni dei negazionisti sono false e destituite di ogni fondamento scientifico. Tuttavia il loro ruolo “istituzionale” consiste nel tentativo di nascondere la realtà, creandone una del tutto fittizia e mutila per mezzo di sofismi e di idonei ridimensionamenti.

Il cosiddetto "debunker" è, infatti, colui che indulge a parziali ammissioni per poi contraddire tutto. Così ci accorgeremo che il piccolo chimico, Simone Angioni, e tanti altri come lui, riconoscono che è possibile indebolire una grandinata o generare una pioggia, in questo caso usando lo ioduro d’argento o il ghiaccio secco (biossido di carbonio in forma solida). Secondo gli occultatori, però, sono azioni circoscritte e saltuarie, dall’impatto ambientale irrilevante e dagli esiti incerti. Omettono di ricordare che per le piogge artificiali si adoperano attualmente soprattutto batteri geneticamente modificati [1] che sono all’origine di gravi infezioni. E’ naturale che, dopo tanti decenni di interventi sui fenomeni atmosferici, i depistatori non possono del tutto contestare l’esistenza di strumenti ad hoc. Nondimeno essi non vanno oltre: si fermano alla preistoria della geoingegneria di cui minimizzano risultati e danni.

Sappiamo bene che non è cosi. Sappiamo che le pratiche per stimolare le precipitazioni sono la foglia di fico per nascondere la geoingegneria illegale, quella che devasta il pianeta. Le inseminazioni atte a favorire le piogge erano un fenomeno relativamente diffuso negli anni ‘70 del XX secolo soprattutto negli Stati Uniti d’America, Israele ed Italia (Puglia, “Progetto pioggia”). Spesso questo cloud seeding, che è ancora oggi praticato, ma è un'attività marginale, fu eseguito come preludio ad altri interventi dagli scopi ben diversi, anzi opposti.. E’ stato dunque un cavallo di Troia per introdurre in modo surrettizio operazioni igroscopiche.



Il termine “igroscopico” deriva dal greco e significa letteralmente “che cerca, che cattura l’umidità”. Le scie igroscopiche sono a base di composti prosciuganti (gel di silicio, trimetillalluminio, litio, carbonato di calcio, composti del bario etc.) che reagiscono con l’acqua presente in atmosfera. Attraverso le reazioni chimiche, si spezza il legame molecolare tra idrogeno ed ossigeno, abbassando spesso in modo notevole l’umidità dell’aria ed impedendo così la formazione di nubi. Risultato delle reazioni chimiche è anche il rilascio di altri composti dannosi, anzi mortali.

L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoti della pioggia, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali, infatti, disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. Il fenomeno è denominato scattering. I militari hanno risolto il problema, distruggendo le formazioni nuvolose. Le squadriglie di velivoli inibiscono le perturbazioni, con la diffusione di composti tossici e nocivi. Di solito per queste operazioni gli aerei volano a bassa o bassissima quota, alla base delle nuvole: ciò avviene perché le correnti ascensionali portano poi i composti verso le formazioni imbrifere che sono dissolte e sostituite da una patina grigiastra.

Le scie disseccanti, durature e no, provocano un effetto serra perché creano uno schermo che imprigiona la radiazione infrarossa (associata ad energia termica) proveniente dal suolo. Queste scie velano la luce solare, interferendo con la fotosintesi e con i processi biologici di tutti gli esseri viventi. Si conclamano con cieli opachi o striati e causano siccità o, quando l’energia di un fronte perturbato si concentra in un’area limitata, disastrosi nubifragi. [2]

Non confondiamo le micidiali scie igroscopiche con il cloud seeding atto a propiziare le piogge. Non guardiamo il filo d’erba, ma la foresta.


[1] Pseudomonas syringae: il batterio dei nubifragi artificiali, 2010
Escherichia coli: il batterio killer che arriva dal cielo, 2011

[2] L’umidità atmosferica può essere pure ridotta mediante le microonde. Vedi "Le microonde, arma contro la biosfera", 2008

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mercoledì 16 febbraio 2011

Scie chimiche in Thailandia

A differenza di quanto avviene nei vari paesi del mondo, in Thailandia, le scie chimiche non solo non sono occultate dietro una coltre di disinformazione, ma per giunta vengono esibite in spot dell'Aeronautica di Sua maestà. Naturalmente queste attività vengono spacciate per benefici interventi di cloud-seeding atti a favorire le piogge in aree afflitte dalla siccità. I velivoli chimici inseminano i cumuli: dopo qualche ora scrosci copiosi irrorano le risaie e riempiono gli invasi. Tutto bene? Nient'affatto! Assistiamo in realtà ad operazioni di perniciosa manipolazione della biosfera: queste operazioni sono presentate come una "danza della pioggia". Da rilevare che, nella ricostruzione animata (qui), sono mostrati gli aerei mentre incrociano alla quota dei cumuli, con tanto di indicazione dell'altitudine. Sono le quote precisate già alcuni anni fa da Tanker Enemy (e da numerosi altri ricercatori nel mondo) come quelle tipiche delle scie tossiche che solcano i cieli del pianeta.

Occorre qui demistificare un sofisma diffuso ad arte dai disinformatori: il cloud seeding, ossia l'inseminazione dei nembi per provocare la pioggia, è, a tutti gli effetti, assimilabile alle scie chimiche (alias geo-ingegneria o bio-ingegneria). Identico è, infatti, il modus operandi; identico è uno degli scopi, ossia la manipolazione meteorologica; identica è la conseguenza, cioè la contaminazione della biosfera. Per il cloud seeding sono usati lo ioduro d'argento e soprattutto oggi giorno lo Pseudomonas syringae, un batterio causa di varie malattie tra le piante. E' vero che l'inseminazione delle nubi per favorire le precipitazioni è prassi ammessa dalle istituzioni, mentre le altre criminali attività sono pervicacemente negate, ma la ratio di questi fatti è la medesima.

E' evidente che il governo thailandese ha optato per un'ammissione “dolce” che è un modo per minimizzare e depistare. Così l’animazione mostra apparecchi con gli occhioni, a mo’ di teneri cuccioli, intenti a compiere allegre scorribande, ma le parvenze e movenze bambinesche nascondono una triste realtà.

Ufficialmente i velivoli disperdono sostanze per propiziare le piogge, ma la verità è un'altra, ossia siamo sempre in presenza di gravi e spesso irreversibili alterazioni degli equilibri ecologici, nell'ambito di sinistri progetti militari, anche quando vengono ostentati fini "benevoli". Anche in Italia il cosiddetto “Progetto pioggia”, avviato già negli anni ‘70 del XX secolo in Puglia, fu solo un pretesto per spianare la strada a massicci interventi di modificazione ambientale.

Gli esecutivi di tutti gli altri stati, invece, si ostinano a smentire ed a forviare con spiegazioni risibili, quanto più le criminali irrorazioni si intensificano.


Articolo correlato: C. Penna, La modificazione climatica è una realtà storica, 2011






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