giovedì 29 maggio 2008

Terapie antitumorali del dottor Giuseppe Nacci

"Giuseppe Nacci nasce a Trieste nel 1964. Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Trieste con la tesi 'L’immuno-scintigrafia nella diagnosi tumorale', vince una Borsa di studio e frequenta il Servizio di medicina nucleare dell’Istituto Scientifico dell’ospedale San Raffaele di Milano, collaborando alla ricerca ed alla preparazione in laboratorio di liposomi stealth radioattivi per la diagnosi e la terapia oncologica, conseguendo in seguito la specializzazione in Medicina nucleare presso la Cattedra di Medicina nucleare del Prof. Gian Luigi Tarolo con la tesi 'La scintigrafia con radiofarmaci ad emissione di positroni e ad emissione di fotoni singoli: loro rapporto dosimetrico con la radiologia trasmissiva a raggi X in alcune indagini diagnostiche'".

Cellule tumorali viste al micoscopio eletttronico a scansione nucleareLa sua attività presso il San Raffaele. intervallata da funzioni di ricerca presso il Dipartimento di Medicina nucleare dell’Istituto Europeo di Oncologia, gli fornisce una particolare specializzazione inerente alla Radio-Immuno-Terapia (R.I.T.) con anticorpi monoclonali nell’ambito di una nuova tecnica di pre-targeting adottata in collaborazione con altri Istituti europei e americani, fra cui la University of California, tanto da raggiungere risultati altamente positivi.

Dopo aver assunto le funzioni di Dirigente del Servizio Sanitario Regionale del Corpo della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, nel maggio 2000, Giuseppe Nacci pubblica, con il sostegno editoriale della Fondazione Callerio Onlus-Istituto di Ricerche Biologiche di Trieste, il risultato di una sua sorprendente scoperta. Si tratta del libro, fuori commercio, "La Terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare", edizioni Italo Svevo Trieste, fissando, con apposito brevetto, l’impiego dell’importante radio-isotopo.

Nell’agosto del 2002 la rivista scientifica "Minerva Medica" (vol. 93, n.4, pp. 227-276) ospita un suo "review" sugli "Effetti biologici di un’esplosione nucleare", che introduce un nuovo sistema in scala colorimetrica, di valutazione semplice e immediata, dei danni provocati dal fall out sulla popolazione civile, fornendo indicazioni sulle linee di condotta raccomandate per un Progetto di Protezione Civile a lungo termine".

Il Dottor Nacci è autore di preziosi studi concernenti terapie antitumorali recentemente raccolte in un libro consultabile liberamente dalla Rete. La pubblicazione è intitolata Mille piante per guarire dal cancro senza chemio. Considerando i danni alla salute causati dalle chemtrails e dalle mille altre diavolerie ideate dai demoni delle èlites, le ricerche del Dottor Nacci possono rivelarsi utili, se non vitali.

Qui la biografia, tratta da macrolibrarsi

Il libro in pdf


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18 commenti:

  1. devo dire che grazie alla lettura dialcune informazioni contenute il quel libro, grazie ai consigli del dottor Vanoli (curatore del sito www.mednat.org presso il quale è disponibile il libro di Nacci)grazie ai miei studi sugli effetti dei metalli pesanti e sulle parassitosi, sono riuscito non solo a stare meglio io, ma ad aiutare un po' di persone affette da malattie auto-immuni (ufficialmente incurabili) dando alcuni consigli di base ed indirizzandole verso medici naturopati.

    Incurabile un corno! permettetemi
    Io sono guarito da una malattia ufficialmente incurabile (la psoriasi) cambiando dieta ed assumendo alcuni integratori. E se adesso sta bene devo ringraziare soprattutto la mia ferrea volontà di cercare una soluzione naturale alla mia malattia, di leggere, di informarmi.

    Ci ho messo 4 anni ma ce l'ho fatta.

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  2. Mi associo alle parole di Corrado. Le malattie considerate incurabili possono essere trattate con rimedi naturali e terapie non convenzionali. Nacci ed altri importanti ricercatori italiani e mondiali, hanno studiato diversi protocolli medici per contrastare le malattie degenerative ed autoimmuni. Se l'accesso a queste informazioni fosse di dominio pubblico, l'uomo avrebbe molte più possibilità di condurre una vita sana e felice.

    Lessi il libro molto tempo fa, essendo appassionato di medicina naturale e tecniche di riequilibrio energetico. Grazie per aver recensito tale lavoro.

    Ciao a tutti!

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  3. La stessa élite globale che ci avvelena con le scie, é la stessa che ha creato le malattie tumorali e le relative inutili e costose cure oncologiche della medicina ufficiale. I costi di chemioterapia, radioterapia e interventi chigirurgici di rimozione di masse tumorali sono altissimi. I rimedi naturali sono nulla a confronto.
    Negli ultimi decenni la medicina ufficiale ha boicottato non solo il prof DiBella ma tanti altri ricercatori indipendenti. Chissà perchè tutti i ricconi del globo vanno a curarsi in Svizzera nelle cliniche specializzate in rimedi naturali ... mentre a noi della massa ci propinano questi veleni tossici e interventi invasivi ...

    Un saluto e incoraggiamento.
    VibraVito.

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  4. ciao Corrado,
    non conoscevo il dr. Nacci e grazie a voi lo sto approcciando.
    Ho lo stesso problema di psoriasi da 20 anni. Posso avere ulteriori informazioni da te?
    Grazie

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  5. @Nepi guarda quanto ho scritto qui come commento e poi contattami pure (la mia mail la trovi in alto a destra nella sezione contatti del mio sito)

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  6. Caro Vibravito,

    io invece conosco personalmente un amico (un compagno di classe di liceo di mio fratello) a cui è stato diagnosticato un tumore all'età di 16 anni, e che ora è completamente guarito grazie alla chemio.

    Certo ha passato una fase difficile e complicata, con perdita di capelli e tutto il resto, ma ora conduce un esistenza normalissima e studia per diventare dottore.

    La chiemioterapia, pur con le sue conseguenze collaterali, ha mostrato un utilità pratica obiettivamente misurabile.
    Se le cure omeopatiche hanno altra funzione al di là dell'effetto placebo, perché test di tipo double-blind (cioé in cui sia il ricercatore che il paziente non sanno che tipo di medicinale assumono) non hanno dimostrato alcun risultato pratico?

    Vedi, a parole tutte queste favole circa il "cattivo sistema globale" che avvelena e deruba i deboli e indifesi suona molto bene. E' alla prova dei fatti però di dimostrano come tali.

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  7. Ecco un altro esempio di difensori del sistema mangiasoldi e ingannapopolo.

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  8. ciao, non c'entra niente con l'rgomento ma desideravo segnalare che il regime a fatto saltare l'account you tube menphis75 bastardi!!!

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  9. Ho saputo ora. E' una cosa scandalosa! Scommetto che anche in questo caso la scusante si la supposta violazione del copyright.

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  10. Come non c'entra lory, c'entra eccome, si tratta di un fratello che porta avanti le nostre battaglie

    meno male che avevo appena registrato 50 dei suoi video!

    Spero di avere notizie più precise, chi sa qualcosa ci faccia sapere!

    oh certo qualcuno fa la chemio e sopravvive (spesso sopravvie male)
    oh certo qualcuno sopravvive anche abbastanza bene; è una questione puramente statistica

    La maggior parte invece si scava la fossa coi chemioterapici e questo LO SAPPIAMO TUTTI; fra amici e parenti più o meno prossimi con la chemio e terapie consimili fra la mia famiglia e quella di mia moglie ce ne hanno ammazzati una decina; l'unico che ha avuto un tumore ed è sopravvissuto davvero ha usato la cura di Bella

    Solo chi vuole mentire a sè stesso e agli altri può dire che la chemio serva a qualcosa. Fra un poco metterò alcuni dati sul mio sito anche su questo (appena avro' tempo).

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  11. Ma LOL... adesso soltanto il riportare un'esperienza personale vissuta di persona diventa un modo di difendere il complotto globale, soltanto perché i fatti contraddicono una parte di quello che dite, peraltro del tutto scorrelato con le scie chimiche.

    Corrado, ma sai perché la chemioterapia funziona? Conosci il principio chimico che le permette di aggredire le cellule tumorali (e non solo quelle, purtroppo)? O forse anche la fisica e la chimica adesso fanno parte del complotto?

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  12. oh lo so benissimo come funziona la chemioterapia carissimo! si uccidono a man bassa tutte le cellule, solo che quelle tumorali metabolizzano il veleno con maggiore rapidità e si dovrebbero ammalare piu' delle altre.

    La speranza è di stroncare il tumore prima di stroncare il corpo del malato.

    Purtroppo non funziona molto bene, e spesso se ne vanno alla'ltro mondo entrambi, prima il tumore e subito dopo il malato.

    E poi la mia non è "un'esperienza personale", ma il conteggio di una decina di casi di tumore; malati di tumore ce ne sono a decine tutto intorno a noi, e non è difficile fare due conti. Quasi tutti quelli che ho visto curarsi con la chemio ed altre terapie ufficiali se la sono passata molto male.

    Ma per la medicina e le sue statistiche se ti fai la chemio, sopravvivi 5 anni e poi dopo 5 anni e 2 mesi muori ... beh, sei ufficialmente guarito! Eh sì, così fanno le statistiche

    Mi dispiace, hai toppato anche stavolta, sai caro mio, ho studiato la questione dei tumori per un paio di anni

    Ma mi riservo di fare una trattazione adeguata appena posso sul mio sito.

    Apri il cuore all'amore caro Emanuele, fra un poco verrannno tempi duri per tutti, anche per quelli che credono di essere al sicuro perchè ricevono l'antidoto alle scie. Non sanno però che l'antidoto che prendono non è come quello dei padroni (che per altro vivono in ambienti prototti e non irrorati), e presto o tardi gli effetti collaterali di quel trattamento si faranno sentire.
    Cosa pensano che sia acqua fresca? Sempre farmaci sono, farmaci antagonisti ma farmaci.

    Chi semina presto o tardi raccoglie, è una legge universale.

    Chi semina morte raccoglie morte.

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  13. Ok, vedo che sai di cosa parli circa la chemioterapia (che per la cronaca, è stata scoperta - pensate un pò - osservando come durante la prima guerra mondiale, soldati affetti da tumore colpiti dal mustard gas avevano registrato un alleviarsi temporaneo delle conseguenze del sarcoma).

    Ovviamente, si è liberi di non sottoporvisi, perché il rischio di soccombere per conseguenze del trattamento esiste, ma in tal caso si muore con ogni probabilità per il tumore.
    Ora, esistono e sono documentati casi di persone che guariscono da tumori in modo non ancora del tutto compreso, e soprattutto non riproducibile in laboratorio: non ho i riferimenti, ma ho letto di persone guarite anche grazie alla forte volonta di, ad esempio, guidare una macchina nuova. Esistono sicuramente molti aspetti di come reagisce il corpo umano che non conosciamo.

    Ma la chemioterapia è l'unico che sembra funzionare a prescindere da altre condizioni: se qualcuno viene da te che stai male (per dire, mica te la voglio tirare) e ti propone un metodo di guarigione "alternativo", uno può anche decidere di provare perché non ha alternative; ma se tu fossi il direttore di un ospedale e dovessi valutare la cura da somministrare ai tuoi pazienti, non vorresti delle garanzie?

    Garanzie come, "l'abbiamo testato su questo campione di pazienti, e in X casi funziona, e funziona perché questa sostanza (inserire spiegazione chimico-farmacologica)".
    Garanzie che nessuna cura alternativa oggi fornisce.

    E' l'essenza del metodo scientifico - si usa ciò che si sa abbia avuto empiricamente degli effetti concreti, e soprattutto se si è capito perché li ha.


    Sorvoliamo sul discorso dell'"antidoto dei padroni"...

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  14. Quanti oncologi si curerebbero con la chemio? 64 su 79 si dimostrano riluttanti!
    di Tullio Simoncini - 02/03/2006

    Fonte: Comedonchisciotte





    Qualcuno si è mai chiesto se l'oncologo, in caso di bisogno, acconsentirebbe a farsi trattare con la chemioterapia? Sorpresa!...
    Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
    Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo:

    "Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: [...] quando non sono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". [Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998].

    "Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoché costanti". [Albert Braverman, MD, "Medical Oncology in the 90s", Lancet 1991, vol 337, p. 901].

    "I nostri regimi più efficaci sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale". [Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996].

    "Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto. Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicità della chemioterapia". [Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000].

    "Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia [...].Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico." Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. [Lancet, 10 agosto 1991]

    Tratto dal libro del dottor Tullio Simoncini(oncologo): Il cancro è un fungo.

    Fonte: www.movimentoconsensus.org

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  15. riporto dal libro Kankropoli


    Le statistiche truccate
    Come si possono conciliare i “brillanti risultati della terapie antitumorali” ed i “notevoli progressi compiuti dalla ricerca” con i dati che continuano ad indicare un aumento dei numeri di decessi per cancro? Dopo questo caleidoscopio di notizie, di dati, di ricerche, di scoperte, per poterci avviare ad una prima conclusione, dobbiamo prima di tutto esaminare la situazione REALE delle terapie per tumori.
    Secondo l’oncologia ufficiale le possibilità di guarire oggi dal cancro sono almeno del 50 per cento, contro il 20 per cento del 1930. “Un tumore su due oggi è curabile”, La Stampa TuttoScienze, 12-4-1995 (in realtà questo è solo un esempio, siffatte affermazioni potete trovarle su qualsiasi quotidiano, o sentirle al primo dibattito televisivo).
    Il primo dato da chiarire è che, ufficialmente, viene considerato caso di cancro curato quello in cui il paziente sopravvive almeno cinque anni dalla prima diagnosi. Pensate: una persona si ammala di tumore, gli propinano tutte le cure e, attraverso lunghi periodi di sofferenze, muore cinque anni ed un giorno più tardi. Evviva! è stato un grande successo della medicina!
    Il secondo dato, che dovrebbe saltare immediatamente agli occhi di chiunque, è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce, pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, proprio perché la diagnosi avviene in tempi molto più precoci, la morte arriva logicamente più tardi!
    Vediamo ora come viene calcolato questo famoso 50%.
    Esaminiamo il caso del tumore al polmone, che rappresenta da solo circa il 25% delle morti di cancro. In Italia, su circa 40.000 casi l’anno, una mortalità del 50% entro i cinque anni dovrebbe significare circa 20.000 morti; nei fatti i decessi sono circa 36.000 (a meno che i ricercatori usino una matematica diversa da quella dei comuni mortali, la percentuale è del 90%).
    “E quando una patologia ha una mortalità del 90% è evidente che la cura è inefficace. Si dice e si legge, in alcuni testi, che la chemio avrebbe un certo grado di efficacia in una delle due grandi classi in cui sono divisi i carcinomi polmonari, nel carcinoma a piccole cellule o microcitoma. L’altro, quello a non piccole cellule, è chiaramente non responsivo alla chemio o alla radio terapia.
    Se si vanno a vedere gli studi controllati sull’efficacia della terapia medica nel carcinoma a piccole cellule, abbiamo una sopravvivenza del 9 per cento a due anni dalla diagnosi, che però diventa del 4 per cento a cinque anni.” Il Giornale - Inchiesta sul cancro n° 9.
    “Il 50 per cento di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la metà del numero dei malati di tumore, come si è indotti a credere, ma la media delle varie percentuali di “guarigione” dei diversi tipi di cancro. Per capirci, si somma per esempio, l’87 per cento di guarigione del cancro del testicolo con il 10-12 per cento di quella del polmone e si fa la media delle percentuali di guarigione, non calcolando che i malati di carcinoma del testicolo, in Italia, per fortuna sono solo 2.000 l’anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone ogni anno sono attorno a 40.000!” Il Giornale - Inchiesta sul cancro n° 1.
    Nella realtà ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 61 sono destinate a morire entro 5 anni dalla diagnosi.
    Vediamo altri metodi matematici per calcolare le percentuale di guarigione, così come sono riportate dal Comunicato Andromeda n. 51 /1998 intitolato L’ARMA CHIMICA. - Quello che non vi hanno mai raccontato della chemioterapia: gli effetti collaterali, il gioco di prestigio delle statistiche, il business.
    Ogni dimissione ospedaliera risulta una guarigione
    “Se una persona viene dimessa dall’ospedale si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un’altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola (da un’intervista a Di Bella, gennaio 1998, sullo speciale “Di Bella - La sua cura contro il cancro” in abbonamento con Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione)
    Solo un periodo limitato di tempo è considerato ai fini della casistica: quello della chemioterapia
    I parametri sui quali viene costruita la casistica di sopravvivenza, sono costruiti in base all’efficacia dei farmaci. Per efficacia della chemioterapia si intende la riduzione o la scomparsa della massa neoplastica e la riduzione almeno del 50% delle metastasi eventualmente presenti.
    Dopo sei cicli convenzionali di chemioterapia, che dura circa sei mesi, si può ottenere anche la scomparsa della massa neoplastica. Il paziente risulta così “guarito”. Se a distanza di altri sei mesi compaiono metastasi, cioè se il tumore riesplode e in modo non controllabile, quella stessa persona figurerà come un nuovo paziente, perché “quello di prima” risulta guarito.
    Le casistiche non seguono il paziente, ma restano nell’ospedale
    Un altro esempio di come si costruisce la casistica è il seguente: un paziente viene dimesso dopo un ciclo di chemio da un ospedale e risulta guarito. A distanza di un anno si presentano delle metastasi: a questo punto, per le più svariate ragioni, non torna a farsi curare nello stesso ospedale, ma in un altro. Risulterà un nuovo caso. Quello precedente ha avuto esito favorevole: è guarito.
    Alla luce di questi dati, che valore possono avere le statistiche che ci vengono propinate ogni volta che la “ricerca” batte cassa? Provate a chiedere le statistiche di sopravvivenza a dieci o quindici anni. Non le “mollano” così facilmente. Noi ci abbiamo provato. Le abbiamo chieste anche alla Prof.ssa Silvestrini, illustre ricercatrice all’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Contattata per un’intervista, che ci ha rifiutato perché “non si fida dei giornalisti”, ci ha negato la possibilità di vederle, dicendo che se si venisse a sapere che “ho dato queste statistiche ad un’associazione che cura con metodi naturali, mi caccerebbero dall’Istituto”. Ma i dati sulla salute pubblica non dovrebbero essere pubblici, visto che oltretutto sono il risultato delle ricerche finanziate dai soldi pubblici?
    La falsificazione non viene perpetrata solo sulle statistiche, ma anche sulla ricerca vera e propria. Nel 1926 il Prof. J. A. Grib Fibiger vinse il premio Nobel per aver scoperto il bacillo che provoca il cancro: la spinoptera carcinoma. In seguito si scoprì che era soltanto una colossale bufala! (La Mafia Sanitaria ed. ATRA/AG STG)
    Quante scoperte o promesse di scoperte di oggi saranno le bufale di domani?
    Il quotidiano torinese (La Stampa TuttoScienze, 4-12-1996, pag. 1) parla di “bugie in laboratorio” proprio in merito ad esperimenti su di un gene mutato e presente nel 15% dei casi di leucemia mieloide acuta. Ben cinque articoli “scientifici” a firma di Francis Collins (direttore del National Center for Human Genomic Research di Washington, e che gestisce 244 milioni di dollari della ricerca statunitense) hanno divulgato un clamoroso falso. Certo, si è trovato il colpevole (il capro espiatorio non poteva mancare!), un anonimo studentello che avrebbe manomesso le foto che accompagnavano gli articoli. Strano davvero, visto che il testo era corredato dalle foto e che il luminare avrebbe dovuto accorgersi per tempo della mancanza di correlazione fra quanto scritto e quanto appariva in foto. Ed era così semplice da scoprire quest’inganno, che è bastato un anonimo ricercatore di un giornale scientifico per sollevare un dubbio e scoprire la magagna!
    La cosa grave è che da questi testi poi scaturiscono deduzioni, analisi, statistiche, ricerche e, dulcis in fundo, finanziamenti; e diventano la foglia di fico per tutti i medici che non hanno né la volontà, né la possibilità di provare la veridicità di quanto scritto, pur ben conoscendo la realtà di questo habitat scientifico

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  16. Va bene, la chemioterapia fa male; nella maggior parte dei casi non aiuta a guarire (e non è che non facendola si starebbe necessariamente meglio).

    Quando è uscita la terapia Di Bella, ho avuto anche io i miei dubbi sugli interessi delle cause farmaceutiche ad affossare una terapia più economica e migliore della loro - a chiunque verrebbe in mente.

    Su questo non mi pronuncio, mettiamo che possa anche essere vero. Ma il problema resta: se vi beccate un tumore e non volete fare la chemio, che cosa fate?
    Esistono statistiche, anche amatoriali ma verificabili, di persone guarite per aver assunto somatostatina? La somatostatina che effetto ha sul tumore? La chemio distugge (fra le altre cose) le cellule tumorali - si sa come, si sa perché, e pur con i suoi limiti lo fa: voi come pensate di poter distruggere il tumore?

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  17. mettendo assieme studi personali, letture della dottoressa clark etc.

    IO PERSONALMENTE se fossi affetto da tumore farei le seguenti cose

    1) farei un'attenta auto analisi dei motivi psicologici che possono averlo causato, rileggendomi le associazioni conflitto/tumore descritte dal dotto Hamer e cercherei di risolvere tali problemi

    2) mi prendere un po' di giorni di permesso dal lavoro (se possibile) per concentrarmi e lavorare su di me, meditando molto, bevendo molto, possibilmente facendo un bel digiuno disintossicante di qualche giorno

    3) farei un lavoro di eradicazione di ogni possibile parassitosi (vedi i consigli della clark al proposito, cmq aglio, chiodi di garofano, semi di pompelmo, cloruro di magnesio, uso dell'apparecchio zapper)

    4) assumerei anche vitamina C (un paio di grammi al giorno nei limiti di tolleranza del mio organismo) e succo d'aloe oltre all'essiac di Renè Caisse

    5) Mi rileggerei tutti i libri sul cancro che ho a casa (e che sono una decina)

    6) COSA IMPORTANTE, mi farei seguire da un bravo medico naturopata (ne conosco alcuni bravissimi)

    PS: se non seguissi gia' una dieta ferrea cambierei radiclmanete stile alimentare eliminando tutti i cibi con zucchero, latte e ederivati, carni del supermercato, cibi precotti, merendine e schifezze varie

    RispondiElimina
  18. Ciao Corrado,
    grazie per la risposta esauriente. Leggo il commento come suggerito e poi ti contatterò.
    Ancora grazie

    RispondiElimina

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