martedì 15 gennaio 2008

L'investigazione scientifica sulle scie chimiche: problemi e prospettive (prima parte)

David HumeRiprendo in considerazione il tema relativo all'indagine scientifica sulle scie chimiche, per mettere in luce alcuni lati del problema che sono stati, negli studi precedenti, solo sfiorati. Non mi soffermerò sugli aspetti epistemologici cui ho dedicato alcuni studi cui rinvio, di cui riprenderò alcuni punti.

Vorrei qui soprattutto prendere in esame, richiamandomi anche agli studi di cui sopra, tre coordinate che non sono state sufficientemente analizzate e sulle quali molti scienziati sorvolano, a causa della loro formazione. Le coordinate sono le seguenti:

• la possibilità teorica dell'indagine scientifica;
• il valore ideologico della scienza;
• i risvolti economici nell'ambito della ricerca scientifica.

Sono argomenti molto complessi e vastissimi che cercherò di trattare in modo accessibile, senza la pretesa di essere esaustivo, ma solo delineando i tratti salienti della questione.

In ordine al primo punto, bisogna considerare la scienza come un'attività di esplorazione del reale la cui legittimità si deve porre a mo' di postulato, non essendo essa più possibile, da quando il pensatore scozzese David Hume ne distrusse i fondamenti, basati sulla fede nel nesso causale e nei suoi corollari. Come osservò correttamente Kant, dopo Hume resta soltanto lo scetticismo, non essendo attuabile alcuna indagine empirica che pretenda di acquisire i crismi dell'oggettività assoluta.

Tuttavia è necessario operare un'epoché, se non vogliamo andare a sbattere contro gli alberi, come faceva il filosofo greco Pirrone, il quale asseriva di non possedere alcun criterio di verità con cui essere certo che di fronte a lui si trovasse un albero. Operare un'epoché significa sospendere, per ragioni di utilità pratica, la nostra totale incredulità ed accettare nel loro complesso i principi del metodo scientifico, fondato sull'osservazione del fenomeno, sulla raccolta di dati, sulla formulazione di un'ipotesi da verificare o da falsificare attraverso esperimenti ripetibili. Questo, per sommi capi, è il protocollo scientifico applicabile a quei fenomeni che cadono sotto i cinque sensi. E' vero che la scienza così intesa è valida solo in un ambito molto limitato del reale ed è indubbio che la fisica quantistica ha messo in discussione sia la distinzione tra osservatore ed osservato, il collegamento tra causa ed effetto etc. sino ad addivenire ad una totale revisione del concetto di “realtà”. Nondimeno, però, se intendiamo approcciare il problema delle scie chimiche, come qualsiasi altra manifestazione della realtà quadridimensionale in cui viviamo, non è necessario adottare i canoni della fisica quantistica. E'possibile trascurarli senza temere che le conclusioni siano inficiate. L'eventuale influsso sui risultati delle dinamiche conoscitive peculiari della meccanica quantistica è, infatti, infinitesimale. Allo stesso modo per attraversare la strada sulle strisce pedonali, non occorre che il pedone conosca a menadito la trigonometria, le leggi dell'ottica, della propagazione del rumore etc. La può attraversare anche solo usando i suoi organi percettivi.

Ciò chiarito passiamo al secondo punto. Chi crede che un accurato studio scientifico possa stabilire l'esistenza delle chemtrails, convincendo la comunità dei ricercatori e l'opinione pubblica che le scie sono un problema tangibile, ragiona nei termini seguenti.

"La ricerca sulle scie chimiche in Italia, a mio avviso, se pur condotta con impegno, spesso non è eseguita nel modo appropriato, dove per appropriato intendo un modo che porti alla verifica dell'esistenza delle scie chimiche su basi scientifiche.
Se venisse appurato in maniera scientifica che degli aerei hanno rilasciato scie diverse dalle normali scie di condensazione sul nostro territorio, le Istituzioni sarebbero tenute a verificare chi ha rilasciato nei cieli scie chimiche, cosa è stato rilasciato e perché.
Dimostrazioni dell'esistenza delle scie chimiche non basate su evidenze scientifiche difficilmente porterebbero a questo risultato, poiché difficilmente verrebbero prese in considerazione a livello istituzionale.

Cosa vuol dire fare ricerca sulle scie chimiche in Italia? Vuol dire essenzialmente verificarne l’esistenza.
Come ben sappiamo, secondo il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio non esistono evidenze scientifiche dell’esistenza delle scie chimiche. Il Ministro ricorda, infatti, che non è stato possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche pubblicata su riviste scientifiche; manca completamente cioè del materiale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente ed anonima da parte di altri ricercatori. Il ministro ricorda inoltre che i siti specialistici degli osservatori di scie chimiche sono carenti dal punto di vista scientifico.
Questo vuol dire che, in ambito governativo, al momento si ritiene che le scie chimiche non esistono e che le scie chimiche verranno prese in considerazione quando verranno pubblicate le prove della loro esistenza, dopo revisione per opera di altri ricercatori.

Le riviste scientifiche dove viene compiuto questo controllo dei risultati vengono chiamate riviste peer reviewed o referate.
Nelle riviste referate, esperti della materia giudicano, solitamente in maniera anonima, la bontà e la coerenza dei risultati presentati e delle tecniche sperimentali usate, indicano se sono necessari ulteriori prove o conferme e decidono infine se il lavoro è idoneo o meno per la pubblicazione.
Una volta pubblicato su una rivista peer reviewed un risultato scientifico acquista credibilità ed ufficialità.

Quali sono dunque i vantaggi di pubblicare i propri risultati su riviste referate?
A parte l’importantissimo vantaggio che tali risultati verrebbero presi in considerazione dal governo, un articolo referato diventa potenzialmente immune da errori. Il processo di verifica serve infatti a evitare o quanto meno a diminuire enormemente la probabilità che vengano affermate cose sbagliate.
Errori e mancanze, causati ad esempio da fretta, distrazione, leggerezza, inesperienza sono sempre dietro l’angolo e anche con tutta la buona volontà non sempre si riescono ad evitare.
Chi pubblica risultati di una ricerca senza verifica ha quindi una probabilità molto maggiore di pubblicare risultati errati rispetto a chi pubblica dopo verifica.
Inoltre, la verifica della presenza di eventuali errori in pubblicazione non referate avviene solo se qualcuno dei lettori, o l'autore stesso, decide di farlo. Si viene così a creare un rischio da tenere ben presente: se nei dati pubblicati è presente un errore, ma nessuno dopo la pubblicazione si prende la briga di verificare i dati, informazioni errate verranno trasferite in continuo alle persone che consultano la pubblicazione". (1)


(1) Cieliazzurri, La ricerca sulle scie chimiche in Italia, 2008

Leggi qui la seconda parte.

Per un inquadramento dello statuto e dei limiti inerenti al pensiero scientifico, vedi i seguenti articoli:

Bojs, Metodo scientifico, 2007
F. Lamendola, Il pensiero mitico è diverso, non certo inferiore a quello scientifico, 2008
Zret, Il rasoio ha perso il filo, 2007
Id., Paradigmi, 2007
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