mercoledì 24 ottobre 2007

Scio anch'io. No tu no! (articolo di Cieliazzurri)

Pubblichiamo un eccellente articolo a firma di Cieliazzurri, nel quale è analizzata l'anomalia di due velivoli dei quali alla stessa quota, l'uno rilascia una evidente scia, mentre l'altro non mostra lo stesso fenomeno.

Uno degli strani fenomeni a sostegno della teoria delle scie chimiche è quello che potremmo chiamare simpaticamente il fenomeno "Scia sì, scia no".

Questo fenomeno si verifica quando:

1) due aerei in volo si trovano vicini nello spazio tanto da poter essere guardati nello stesso istante da un osservatore e da apparire di dimensioni analoghe;

2) solo uno dei due aerei produce una scia.

Osservando due aerei di dimensioni simili volare nello stesso specchio di cielo, uno con scia e l'altro senza, si rimane sconcertati. Poiché i due velivoli, viste le loro simili dimensioni, si trovano a quote di volo non troppo diverse, appare strano che solo uno dei due aerei produca la scia. Se la scia osservata fosse una normale scia di condensazione, anche l’altro aereo dovrebbe produrre una analoga scia di condensazione. Questo fenomeno ci spinge dunque a pensare che la scia osservata potrebbe essere in realtà una emissione chimica.

Due chiari esempi di questo fenomeno sono stati descritti e analizzati precedentemente in questo blog e nel sito www.sciesardegna.it [1,2].

E' possibile essere certi della natura anomala della scia di un aereo impegnato in un episodio di “Scia si/scia no”?

Secondo la N.A.S.A., questo bizzarro fenomeno può essere spiegato in termini di variazioni locali di umidità e temperatura e di efficienza del motore [3]. L'aereo con scia si trova in condizioni favorevoli per formare la scia, mentre quello senza, anche se vicino, si trova in una zona non favorevole.
Bene. Questa spiegazione ha senso ed è plausibile. Tuttavia essa non esclude affatto che un episodio di "Scia sì/scia no" possa essere dovuto alla presenza di un aereo chimico. La spiegazione scientifica della N.A.S.A. sul fenomeno è infatti sulla fiducia. Noi non potremo mai avere la certezza che la causa di un fenomeno "Scia sì, scia no" sia una variazione locale di umidità o temperatura, semplicemente perché non possiamo conoscere i valori di umidità e temperatura della regione specifica dove avviene il fenomeno*.

Chi critica quella così definita "teoria delle scie chimiche" dice: "Per avere la certezza che una scia sia una scia chimica andate in quota e prendete un campione di scie". Allora io posso dire: "Per avere la certezza che l'aereo della coppia impegnata nel fenomeno “Scia sì/scia no” produce una normale scia di condensazione, andatemi a misurare l'umidità e la temperatura di quella precisa zona dell'atmosfera in quel preciso momento e confrontatela con l'umidità e temperatura della zona dove si trova l'aereo che non scia. Ricreate in laboratorio le condizioni ambientali delle due situazioni, accendete due motori uguali a quelli dei velivoli osservati (allo stesso regime del momento in cui gli aerei sciavano) e verificate cosa succede".

Questi dati purtroppo non li possiamo avere. Possiamo conoscere solamente valori di umidità e temperatura relativi a due misurazioni giornaliere effettuate col pallone sonda in una determinata zona di alcune città del mondo (radiosondaggi). Non possiamo quindi avere nessuna certezza che una scia di un aereo impegnato nel fenomeno "Scia sì/scia no" sia una normale scia di condensazione, poiché non siamo in grado di conoscere i valori di temperatura ed umidità nel punto specifico dell'atmosfera dove si è prodotta la scia**.

Se vivessimo in un mondo abitato da angeli, le scie chimiche non potrebbero esistere e quindi il vedere un aereo con scia vicino un aereo senza scia non sarebbe niente di strano: sarebbe certamente l'umidità che viene a mancare o la temperatura troppo alta, ma noi viviamo, purtroppo, in un mondo pieno di demoni e mostri della peggior specie, ed abbiamo il forte e legittimo sospetto, avvalorato da numerose evidenze [4, 5, 6] e dalle numerose interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche presentate sia in Italia che all’estero [7], che le scie chimiche siano reali. Di conseguenza, quando osservo due aerei vicini e solamente uno dei due lascia dietro di se una scia, non posso escludere la possibilità che si stia osservando un aereo chimico.

A titolo di esempio, riporto un episodio di "Scia sì/scia no" osservato a Milano il 18 ottobre 2007. Intorno alle ore 18:00 passano nello specchio di cielo visibile dalla nostra abitazione due aerei, uno con scia e uno senza:

Aereo 1

Aereo 2

Ad un certo punto i due aerei volano così vicini che risulta possibile immortalarli nella stessa fotografia (l'aereo senza scia è dentro il cerchio rosso).

Tagliamo ora l'aereo senza scia dalla immagine, ruotiamolo, allineiamolo e incolliamolo vicino all'aereo con scia. Miglioriamo luminosità e contrasto per far risaltare meglio i velivoli.

Collage dei due aerei.

Gli aerei non sembrano trovarsi a quote molto diverse, poiché hanno dimensioni simili. Uno produce un'intensa scia e l’altro no.
Come detto, non possiamo sapere perché solo uno dei due aerei produce la scia, considerato che non abbiamo i dati atmosferici di quelle regioni dell’atmosfera in quel preciso momento. Tuttavia, l'osservazione di una situazione certamente curiosa e strana fa suonare un campanello d’allarme sulla giornata del 18 ottobre.

In conclusione, possiamo dire che il bizzarro fenomeno "Scia sì, scia no" è un segnale di possibili operazioni anomale in atto nei nostri cieli.

Quando si effettua un'investigazione sulle scie chimiche può risultare molto utile fotografare aerei e scie in giornate che presentano tale fenomeno ed eseguire un'attenta analisi delle fotografie delle giornate che hanno presentato tale fenomeno.


Note

* Allo scopo di dimostrare che non abbiamo alcuna certezza sulla natura di una scia prodotta da un aereo impegnato nel fenomeno "Scia si/scia no" senza conoscere i dati di umidità e temperatura della zona, si potrebbe immaginare di realizzare un simpatico esperimento.

Scegliamo, in un giorno che lo consenta, una specchio di cielo dove non vi siano le condizioni idonee per la formazione di scie di condensazione e facciamoci volare due aerei. I due aerei voleranno senza produrre scie. Ad uno dei due aerei abbiamo apportato però una modifica. L'aereo può produrre infatti scie a comando, costituite dai più svariati prodotti chimici. Chiediamo allora al pilota di azionare il dispositivo e di produrre una bella fumata bianca (possibilmente innocua). Il dispositivo è fatto molto bene e la scia artificiale appare uguale in tutto e per tutto ad una scia di condensazione "normale". La situazione che viene a verificarsi è quella di una coppia di aeri vicini in cui un solo aereo sta "sciando". La scia prodotta è una scia artificiale, non di condensazione.

Chiamiamo ora un tecnico della N.A.S.A., facciamogli guardare i due aerei in volo e chiediamogli: "Mi scusi, ci sono 2 aerei vicini in cielo, ma uno solo produce la scia. Potrebbe essere che quel velivolo stia rilasciando una scia chimica?". Il tecnico sorridendo risponde: "Dove non c'è scia è perché c’è meno umidità e la temperatura è più alta: non ci sono le condizioni per la formazione di contrails a differenza della regione dove vediamo la scia di condensazione. Ragazzo, le scie chimiche non esistono!".


Il buon "esperto" N.A.S.A., in perfetta buona fede, ha sbagliato.

Ora diamo al tecnico i dati di umidità e temperatura della regione dove volano i due aerei (dati che mostrano che non ci sono le possibilità per la formazione delle scie) e sveliamo che la scia è artificiale. Il buon tecnico dopo aver esaminato i dati risponde "Oh oh.. ehm.. oops.. scusate..eh sì... avete ragione... ".

L'esperimento indica che se vediamo due aerei vicini, uno con scia e uno senza, anche se la N.A.S.A. ci dice che è un fenomeno naturale, non abbiamo alcuna prova che lo sia davvero.

A quel punto viene spontanea un'altra domanda da fare al nostro amico tecnico: "Ma allora mi pare di capire che se vediamo due aerei vicini in cielo, uno con scia e uno senza, senza conoscere i dati esatti di umidità e temperatura delle due zone di volo e senza ovviamente conoscere informazioni precise del velivolo, non possiamo affermare che la scia osservata sia una normale scia di condensa. Giusto?"

Il tecnico in difficoltà probabilmente risponderebbe: "Ehm.. veramente.. sì.. ma le scie chimiche non esistono, quindi il problema non si pone".

Il buon tecnico risolve la questione con un'assunzione: le scie chimiche non esistono, quindi tutte le scie sono normali e tutti i fenomeni di "Scia sì e scia no" sono per lui causati da modificazioni locali di umidità.

Bene. A questo punto noi dobbiamo decidere a cosa ed a chi credere.

1) Se pensiamo di vivere nel paese dei balocchi, tutte le scie di aereo che vediamo nel cielo non sono nient'altro che innocui pezzettini di ghiaccio.

2) Se consideriamo invece di vivere in un mondo popolato da mostri della peggior specie (non è forse così?) e riteniamo possibile l'esistenza delle scie chimiche, viste le numerose evidenze, l'osservare un fenomeno di "Scia sì, scia no" non può che lasciarci con seri dubbi e con la necessità di effettuare ulteriori indagini.

**Risulta chiaro che in mancanza di altri dati, l'analisi di fotografie e video di scie e di aerei appare fondamentale per determinare, quando possibile, la natura anomala o normale di una bianca scia di aereo.

Referenze


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