mercoledì 3 ottobre 2007

Le nuvole come parametro per stimare le quote


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Osservate questo Boeing 747. Si tratta di un volo sui cieli della Florida. Il velivolo sorvola un fitto strato di nubi. Questo tipo di nuvole, gli stratocumuli, appartiene alla categoria delle nubi basse, ossia formazioni presenti a quote comprese generalmente tra i 1.300 ed i 2.400 metri circa. Tenete bene a mente questo particolare.

Gli aerei di linea volano ad altitudini comprese tra gli 8.000 ed i 13.000 metri. Ciò è coerente con la probabilità di formazione di scie di condensa. Ciononostante, le possibilità che si verifichino le condizioni per la formazione di contrails (umidità realtiva, pressione e temperatura in relazione alla quota), sono inferiori al 2%. Le sequenze del filmato lo dimostrano ampiamente. Il Boeing non lascia dietro di sé nessuna scia di condensa e si tratta solo di un esempio tra centinaia.

Questo schema esemplifica in maniera chiara il tipo nonché la quota di formazione delle varie categorie di nuvole. Abbiamo notato, nelle sequenze precedenti, che le nubi basse sono sempre al di sotto dei velivoli ripresi. Ciò significa che quegli aerei sono ad altitudini di certo superiori ai 2.400 metri e come è normale che sia, non rilasciano alcuna contrail.

Ora guardate questo tanker militare. Esso sorvola un'area abitata percorrendo il tratto di cielo al di sotto degli stratocumuli, eppure il velivolo genera una scia persistente. E' evidente che, data la quota e non essendo riscontrabili le condizioni per la formazione di scie di condensazione, questo aereo è impegnato in un'operazione di aerosol chimico. Quello che vedete non è vapore acqueo, ma una miscela di veleni!
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