mercoledì 25 febbraio 2009

La questione silicio (prima parte)

Il silicio è elemento chimico (Si) con reticolo cristallino. Nella crosta terrestre non si trova mai libero, ma sempre sotto forma di composti ossigenati (silice ed una grande varietà di silicati). La sua preparazione si basa su una drastica riduzione. Il silicio viene impiegato in numerose leghe e, per la sua proprietà di semiconduttore, soprattutto nell'industria elettronica per la fabbricazione dei microcircuiti e dei transistors. Per questo uso vengono aggiunte tracce di elementi trivalenti come boro, gallio, indio, e pentavalenti come fosforo, antimonio ed arsenico, ottenendo una conducibilità per cariche rispettivamente positive e negative.

Il silice o biossido di silicio (SiO2) è un composto ossigenato del silicio allo stato cristallino e si trova in natura come quarzo, ametista, opale, calcedonio, agata, diaspro, corniola, sabbia e farina fossile. La silice, preparata in laboratorio per combustione del silicio o arroventando l’acido silicilico, si presenta in polvere bianca amorfa. Arroventando l’acido silicilico, si ottiene il silicagel o gel di silicio, usato come assorbente, chiarificante e decolorante nei processi industriali.

Orbene, sappiamo che il silicio ed i suoi composti ossigenati si trovano spesso nelle scie chimiche. Sono stati reperiti nei filamenti di polimeri contenenti anche carbonio, alluminio, ferro, calcio, sodio, cloro, rame, litio e magnesio. Nel materiale di ricaduta delle chemtrails sono stati ritrovati anche arsenico e fosforo, mentre per quanto ci consta, non sono stati rintracciati né il boro né il gallio né l'indio. Il boro è elemento che contraddistingue la cosiddetta bambagia silicea (o capelli d'angelo), recuperata in seguito ad alcuni avvistamenti di U.F.O. in Italia ed all'estero. L'analisi del Professor Canneri, che esaminò alcuni campioni della bambagia raccolta a Prato, indicò un composto chimico instabile a base di boro, silicio, calcio e magnesio che, se avesse rivelato anche una molecola di ossigeno, si sarebbe potuto definire "un vetro boro-silicico".

Ora, il silicio, come nota Stefano Panizza, nell'articolo U.F.O? roba da criptozoologi, potrebbe, come il carbonio, essere alla base di forme di vita. Non mancano testimonianze anche se controverse di esseri la cui biologia dipenderebbe dal silicio. Panizza congettura che certe manifestazioni ufologiche siano riconducibili a "strane creature: esse potrebbero essere dei particolari “siliconi colloidali”, detto in parole povere dei composti di silicio (non per nulla si parla anche di “bambagia silicea”) ed ossigeno capaci di resistere sia a temperature estreme (-90°C + 500°C) sia alla radiazione solare, mostrandosi come forme luminose in costante movimento, se colpite da fasci luminosi.

Apparirebbero tenui e a volte evanescenti, come è logico aspettarsi per esseri viventi a proprio agio in un ambiente rarefatto ed a bassa gravità.

Si nutrirebbero di pura energia (ricordiamo, tra l’altro, che il silicio è un accumulatore ideale di quest’ultima, vedi, ad esempio, le batterie al silicio), caratterizzandosi di una precisa luminosità e abitando di regola negli stati alti dell’atmosfera dove abbondano i raggi cosmici ed altre forme di radiazione".

Leggi qui la seconda parte.




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