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martedì 11 giugno 2019

Perché il processo contro i fratelli Marcianò è un abominio



Il 6 giugno 2019, nel corso dell'escussione di una delle parti "lese" (la meteorologa Serena Giacomin) nel “processo” a carico di Rosario ed Antonio, il Pubblico ministero, Dott.ssa Monica Vercesi, ha focalizzato l'attenzione su quelli che sarebbero, secondo l'accusa e la parte "civile", i contenuti "gravemente diffamatori" nei confronti dell'ex dipendente della rete Class Meteo TV. Nella fattispecie, la Procura ha impiegato una schermata (senza valore alcuno, poiché non validata da un notaio - Cassazione sentenza n. 2912/94 del 2 dicembre 2003), in cui si legge una generica glossa (che peraltro non ha alcun rapporto diretto a persone specifiche, per cui non si capisce come la Giacomin prima e la Bencivelli [1] dopo abbiano concluso ci si riferisse proprio a loro). La stessa Giacomin ha ribadito, evidentemente in modo menzognero, che quello scritto era connesso a lei. Peccato che gli stessi contenuti siano tuttora usati dalla giornalista e autrice di romanzi, Silvia Bencivelli (C.I.C.A.P.) nelle sue conferenze, dove ama presentarsi come vittima di "odio sulla Rete".

I medesimi contenuti sono serviti alla Procura di Imperia per condannare ad otto mesi di reclusione Rosario Marcianò, dove la parte “lesa" era Silvia Bencivelli. E’ lo stesso materiale che è stato adoperato dal Pubblico ministero per accusare i fratelli Antonio e Rosario Marcianò per diffamazione (sic) ai danni di Class Meteo e della Dott.ssa Serena Giacomin. Siamo di fronte a dichiarazioni mendaci, rese sotto giuramento, dalla Giacomin ed incautamente sfruttate dall'accusa, allo scopo di infliggere un'altra ingiusta condanna e per consentire alla disinformazione istituzionalizzata di screditare di nuovo le loro "vittime" designate.

[1] Il sequestro e la perquisizione personale eseguiti nel 2013 a nostro nocumento rappresentarono un’azione illegittima ed illegale, tanto che il GIP, a distanza di qualche mese, rigettò l’istanza di incidente probatorio, richiesta avanzata dalla PM, Dott.ssa Maria Paola Marrali, motivando la sua decisione in modo esteso e chiaro e facendo riferimento all’articolo 21 della Costituzione, articolo che sancisce la libertà di espressione. Nella fattispecie, il sequestro del materiale hardware era scaturito da una querela a suo tempo archiviata dal Tribunale di Firenze e (non si comprende come) riesumata dal Tribunale di Imperia. Nel dispositivo non erano indicati i particolari circa le motivazioni del sequestro, per cui il dispositivo medesimo era di per sé nullo, quindi il sequestro illegale. Ciononostante, si agì ugualmente, giacché i querelanti, guarda caso, erano negazionisti rispetto alla questione “scie chimiche”, tanto che lo stesso Massimo Della Schiava fu ed è autore di innumerevoli interventi, su piattaforma Blogger, ma anche su Facebook e You-Tube, che sono senza dubbio contraddistinti da intenti calunniatori e vituperosi.


Ma veniamo ai fatti.

E' il 2013. Simone Angioni (C.I.C.A.P.), tra l'altro presente in aula il 6 giugno scorso, si sbizzarrisce nelle solite dichiarazioni volte a "smentire" nonché ridicolizzare la questione "Guerra del clima" (come la stessa Silvia Bencivelli sul quotidiano La Stampa, sempre nel 2013).

Serena Giacomin (collaboratrice C.I.C.A.P., ex dipendente Class meteo, ex dipendente ENI nel settore carburanti avio), intervista il Dottor Simone Angioni per Class Meteo.

Rosario Marcianò, visto che Class Meteo non dà seguito alla lettera di contestazioni, inviata da Marcianò, crea un filmato di confutazione nel quale la lettera è riportata in modo integrale nella descrizione al video, pubblicato su YouTube e prontamente rimosso su richiesta di Class Meteo Edizioni. Per questo Marcianò è rinviato a giudizio insieme con il fratello con l'accusa di aver diffamato (sic) Class Meteo. Per rafforzare la querela è usato un presunto commento pubblicato sul blog Tanker enemy, che si imputa riferito alla Giacomin. La stessa postilla generica, che in realtà riprende una riflessione dello scrittore statunitense Mark Twain che stigmatizzava la genia dei gazzettieri, due anni dopo, è strumentalizzata dalla "giornalista" Silvia Bencivelli (tuttora la adopera), che afferma essere rivolto, non si sa come, questa volta a lei. E' lo stesso testo che porta poi alla condanna ad otto mesi di reclusione a carico di Rosario Marcianò nella sentenza del 18 aprile 2018, dove la parte “lesa" è sempre Silvia Bencivelli. Questa chiosa è impiegata dalla "divulgatrice C.I.C.A.P." nelle sue conferenze organizzate dal comitato di Piero Angela (VIDEO)

Il montaggio è stato usato dal PM Maria Paola Marrali per rinviare a giudizio e processare Antonio e Rosario Marcianò, con l'accusa di diffamazione (sic) ai danni di Class Meteo, Serena Giacomin e Massimo Della Schiava, detto il Fioba (sodale di Task Force Butler), come dimostrato dagli header dei messaggi persecutori inviati da Federico De Massis (Task Force Butler) dal 2011 ad oggi nella casella di posta elettronica che fa riferimento al blog Tanker enemy. Sono header nei quali compare anche l'indirizzo di posta elettronica di Massimo Della Schiava. E’ lo stesso Massimo Della Schiava che invia, sempre sulla piattaforma del blog, messaggi di insulto e minacce sin dal 2007.



Copia video su YouTube QUI.

Serena Giacomin Nasce a Milano nel 1984. Nel 2009 consegue la laurea specialistica in Fisica dell’Atmosfera e Meteolorogia all’Università degli Studi di Bologna, con tesi in trasferimento radiativo. Nel 2010 segue il Master RIDEF e si diploma al politecnico di Milano in energie per Kyoto, efficienza e decentramento energetico. Alla fine del suo corso di studi, ha lavorato per ENICHEM come ingegnere di giacimento, settore tecnologie avanzate per l’uso di carburanti speciali e per la precisione: "Ingegnere di giacimento per l’estrazione di idrocarburi non convenzionali". Da giungo 2010 ha scelto di occuparsi a tempo pieno di divulgazione scientifica come responsabile di redazione nel progetto “ClassMeteo” di Class Editori. Da ottobre 2012 cura e conduce Prometeo, trasmissione TV che si occupa di scienza, programma in onda tutte le settimana su ClassTV (Canale 27).

PUNTUALE TRASCRIZIONE DEL PARLATO - UDIENZA DEL 6 GIUGNO 2019 - Escussione della parte 'lesa" nel processo Class Meteo a carico dei fratelli Marcianò - Dottoressa Serena Giacomin.

Benché la Dott.ssa Giacomin, proprio come la Bencivelli, neghi di collaborare in alcun modo con il C.I.C.A.P. la cui eminenza grigia è Piero Angela, una frase appare significativa ed esauriente per dipingere il quadro di questa persecuzione ai danni dei fratelli Marcianò...

Avvocato della parte civile: "Lei viene accusata di essere un esponente, un membro di questo fantomatico C.I.C.A.P."

Serena Giacomin: "Sì... in realtà il C.I.C.A.P. praticamente mi istruiva... cioè... mi diceva le cose che avrei dovuto dire...".

Avvocato parte civile: "Ma esiste il C.I.C.A.P.?"

Serena Giacomin: "Sì sì... il C.I.C.A.P. esiste!"

Avvocato parte civile: "E che cosa tratta?"

Serena Giacomin: "Al tempo si occupava di fenomeni paranormali".


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martedì 21 marzo 2017

Il Pubblico Ministero infranse il codice di procedura penale: il rinvio a giudizio è nullo



Novembre 2013: a seguito di un'illegittima ed illegale perquisizione in casa Marcianò, ad opera di cinque agenti della Polizia Postale di Imperia e su mandato del Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali, nonostante tale perquisizione si concluse in un nulla di fatto (il GUP rigettò l'incidente probatorio ed ordinò la restituzione del materiale illecitamente sequestrato), i fratelli Antonio e Rosario Marcianò furono comunque rinviati a giudizio per supposta diffamazione nei confronti di... udite udite... Massimo Della Schiava (Il fioba), noto disinformatore e stalker incallito, amico dello psicopatico Federico De Massis alias Task Force Butler. Assieme a lui, Serena Giacomin (conduttrice televisiva) e Paolo Panerai (dirigente Class meteo TV), tutti insieme appassionatamente.

A distanza di anni, non certo grazie agli avvocati (di fiducia e d'ufficio) che sino ad ora si sono succeduti ad assistere i due "imputati", veniamo a scoprire, spulciando tra i cavlli procedurali, che il Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali violò palesemente il Codice di procedura penale, giacché a suo tempo rigettò senza appello la richiesta di chi scrive e fratello di essere sentiti, per voce del loro legale all'epoca assegnato dalla Procura di Sanremo. Nessuno eccepì, tant'è che ci venne negata anche l'udienza preliminare.

Noi che curiamo i nostri interessi, osserviamo la totale illegittimità del rinvio a giudizio per mancato interrogatorio di garanzia e constestuale violazione del Codice di procedura penale, poiché in questo quadro è palese la violazione degli articoli 416 (comma 1) e 415-bis. Nella fattispecie, la violazione dell'articolo 415-bis determina la nullità del rinvio a giudizio.

Leggiamo [ FONTE ] che cosa scrive il legislatore in merito a questo che è un diritto inalienabile dell'imputato.

[...] Deve al riguardo tenersi presente l’articolo 416, comma 1, c.p.p. secondo il quale "La richiesta di rinvio a giudizio è nulla, se non è preceduta dall’avviso previsto dall’articolo 415bis, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi dell’articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all’articolo 415-bis, comma 3, CPP".

CODICE DI PROCEDURA PENALE - PARTE SECONDA - LIBRO QUINTO - INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE - TITOLO IX - Udienza preliminare - Art. 416.

L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al Pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio, il Pubblico ministero deve procedervi. Il Pubblico ministero non può rigettare l’istanza e, se non segue questa norma alla lettera, il provvedimento di rinvio a giudizio è nullo.

Ne consegue che il processo tuttora incredibilmente in corso (il 22 marzo il Giudice Dott.ssa Alessia Ceccardi intenderebbe ascoltare i testimoni per l'"accusa") è, secondo la legge, nullo, illegittimo, illegale. In tutta evidenza la legge è un optional ed i primi ad infrangerla sono i magistrati, con la prona complicità dei legali difensori, poiché non è possibile immaginare che questi non conoscano i rudimenti del Codice di procedura penale. Il sistema si tutela in questo modo, in pieno spregio di quella frase scritta alle spalle del Giudice: "La giustizia è uguale per tutti". Sì... magari!


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mercoledì 3 giugno 2015

Nella tana del lupo

Singolari collegamenti tra disinformazione di Stato, aziende del farmaco, aziende petrolifere ed Israele



Tempo addietro, durante la realizzazione del documentario "Scie chimiche: la guerra segreta" (mesi di marzo-agosto 2014), simulando fiducia nel personaggio che fingeva di fornirci informazioni tecniche sui carburanti avio, chiesi una comunicazione Skype con il fake Lora Hassan, ma "colei" prese tempo. Perché? Perché dietro l'utenza fittizia di Lora Hassan non c'era una donna, ma un uomo, Oliver Melis, colui che, tra gli altri, scrive i post su Facebook, spacciandosi per il sottoscritto. Quindi i negazionisti governativi dovettero affrettarsi a trovare una finta Lora che si prestasse a recitare la scenetta dell'attivista interessata alla causa.

Solo che di aspetti tecnici questa, in collegamento Skype, si rivelò una capra (con tutto il rispetto per le capre). Così cominciai una ricerca al fine di identificare, tra gli amici di Oliver Melis una tizia che somigliasse a quella che si era presentata su Skype in video con occhiali da vista finti. Dunque trovai la ragazza che si gabellava per donna sposata, in difficoltà poiché il marito non condivideva le sue scelte. Coincidenza vuole fossero gli stessi "casi familiari" della posticcia "Giulia Fabris", dietro alla quale si nascondeva l'informatore farmaceutico Gaetano Fiorentino, apparso sulla scena dopo la morte di nostro padre e la pubblicazione del libro "Ho cercato di salvarti" (oggetto di querela e successivo rinvio a giudizio a mio danno) anche questo su segnalazione dell'immancabile Federico De Massis alias Task Force Butler.



Inoltre questa Lora Hassan (vecchia utenza falsa usata per altri scopi), un giorno se ne uscì con la bugia colossale che le avevano rubato in casa per sottrarle i suoi studi. Davvero troppo grossa, come fandonia, per essere credibile. Questo Melis, assieme al gruppo che agisce dietro di lui, forma una banda organizzata che adopera metodi tipici dei servizi per infiltrarsi nei gruppi e per circuire, convincere in ogni modo (anche con promesse di carriera o di denaro) tutti coloro che non sono allineati al loro Diktat e di chi li finanzia e copre.

Come accennavo, l'utenza "Lora Hassan" era usata per insinuarsi in gruppi filo-palestinesi da Flaminia Sabatello, filo-israeliana, rappresentante dell'associazione "Amici di Israele". Qui si nota un collegamento con la moglie dell'inossidabile Federico De Massis alias Task Force Butler. La consorte del De Massis (Maria Gabriella Ciaffarini) ha molte aderenze in cerchie filo-israeliane ed organizza spesso concerti in memoria della Shoa. Rammento che lo Stato di Israele risulta tra i contractors con il Governo italiano nell'ambito di progetti per la modifica del clima. Tra questi il famigerato "Progetto Pioggia". Questa tecnologia (spesso causa di innumerevoli alluvioni) e della quale gli israeliani sono maestri, era stata importata in Italia nel 1985 ed era stata esplicitamente indicata nelle conclusioni di un’indagine conoscitiva del Senato della Repubblica sull’acqua. Era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite affidato alla Tecnagro e svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994. Era chiaramente indicata nella fondamentale legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36), realizzata in pratica con due centri fissi ed uno mobile della Tecnagro per la stimolazione della pioggia.



La Sabatello (ospite anche nelle televisioni nazionali) è, ovviamente, amica di Federico De Massis, Angelo Ruggieri (meteorologo), Serena Giacomin (meteorologa), Massimo Della Schiava alias Il Fioba (geologo), Simone Angioni (chimico), Angelo Nigrelli e di tutti gli altri. Di qui anche il sequestro hardware e la perquisizione disposta dal Pubblico Ministero, Dottoressa Paola Marrali, il 30 ottobre 2013, su delazione di Task Force Butler (spacciatosi all'epoca per genitore sanremese preoccupato e con lo pseudonimo di Alfio Alberti), sulla base di sue diffamanti e false insinuazioni, rafforzate dal giornalista (complice) di Repubblica Marco Preve. Sono insinuazioni che vedevano me e mio fratello anti-semiti (sic). Da qui la perquisizione a casa ed a scuola.

Tornando alla fittizia Lora Hassan... Chi scriveva i post tecnici per la controfigura Lora? Roberto Podestà - ENICHEM [mastrocigliegia (sic), alias "chimico senza nome"], celebre disinformatore storico del C.I.C.A.P., collaboratore di vecchia data di Paolo Attivissimo, Paolo Toselli, Gianni Comoretto ed altri esponenti del noto comitato fondato dal solerte Piero Angela. Podestà era presente come disturbatore alla conferenza di Milano del 2009 (insieme con altri 20 depistatori giunti per l’occasione). Guarda caso la Dottoressa Serena Giacomin (querelante insieme a Massimo Della Schiava e Class Meteo), alla fine del suo corso di studi e prima di approdare a Class Meteo, ha lavorato per ENICHEM come ingegnere di giacimento, settore tecnologie avanzate per l’uso di carburanti speciali e per la precisione: "Ingegnere di giacimento per l’estrazione di idrocarburi non convenzionali".

L'ENICHEM produce carburanti ed additivi [1] a base del neurotossico manganese o MMT [2], additivo già oggetto di interrogazioni parlamentari all'estero ed uno dei tossici ingredienti delle cosiddette scie che deturpano i nostri cieli. Sono additivi che si manifestano spesso nella ricaduta di filamenti, insieme con quelli a base di bario (additivo STADIS 450) ed alluminio (supercarburante Al-Ice).

Il cerchio si chiude...


[1] Additivi E.N.I.:

Tetraethyllead (ancora in uso come additivo alto numero di ottani)
Metilciclopentadienil tricarbonil-manganese (MMT)
Ferrocene
Ferro pentacarbonile
Toluene
Isottano

[2] L'"AvGas 100LL" è un carburante per aviazione ad elevato numero di ottani identificato da due numeri. Il primo numero indica il valore di ottani testati per li standard "aviation lean", che produce risultati similari ai valori fissati nello standard Motor Octane Number (MON) per i carburanti per l'uso in autoveicoli. Il secondo numero indica il valore di ottani del carburante impostato allo standard "aviation rich", che ha lo scopo di riprodurre le condizioni di domanda nel settore aereonautico, per esempio misture ricche, alte temperature e alte pressioni del collettore. Il carburante per aviazione ha una minore e più uniforme pressione del vapore rispetto al carburante per l'automotive, che lo fa permanere in stato liquido ad elevate altitudini, e che previene il fenomeno conosciuto come "vapor lock".


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giovedì 31 ottobre 2013

Una “giustizia” a senso unico: i fratelli Marcianò nel mirino di una certa magistratura

Giustizia non esiste là ove non vi è libertà. (Luigi Einaudi)



LA CRONACA

30 ottobre 2013, ore 7.00. Cinque agenti della Polizia postale di Imperia, su disposizione del Pubblico Ministero, Dottoressa Maria Paola Marrali e su consiglio dell'ispettore della Polizia postale Ivan Bracco, eseguono la perquisizione dell’appartamento ed il sequestro del materiale informatico allocato sui dischi rigidi. Il materiale, comprendente video, memorie difensive, programmi etc., appartenente a Rosario e ad Antonio Marcianò, è così a disposizione della Magistratura che ha deciso di acquisirlo e di compierne una ricognizione per ricavarne eventuali prove da usare a loro carico, a seguito di querela per diffamazione (sic) sporta dalla Signorina Serena Giacomin e dal Signor Massimo Della Schiava. Quest'ultimo peraltro dai Marcianò querelato, ma senza risultato alcuno. Non solo, due agenti, recatosi nella sala professori del Liceo “G.D. Cassini”, hanno poi perquisito l’armadietto di Antonio Marcianò.

LE NOSTRE VALUTAZIONI

In primo luogo, il sequestro, in seguito ad una semplice querela per diffamazione (sic), ci pare atto per lo meno eccessivo, se non illegittimo. Se si ravvisano gli estremi per un’offesa all’onorabilità di una persona, si può e si dovrebbe agire in modo differente, ad esempio, decretando la rimozione di un articolo o di un commento. Se il reato è stato compiuto usufruendo di strumenti della Rete, si interviene sugli strumenti messi a disposizione da Internet e non con la requisizione fisica dei dischi rigidi. Gli scopi di una misura tanto draconiana sono altri? Sottrarre materiale utile alla divulgazione di informazioni circa il genocidio noto come “Geoingegneria clandestina”? Scovare documenti (anche previo idoneo aggiustamento?), che possano essere usati per una raffica di nuove, strumentali accuse e farseschi procedimenti contro Rosario ed Antonio Marcianò? Sono legittime domande che ci poniamo, poiché saremmo inclini a ritenere che il fine vero dell’incursione sia quello di escogitare qualche stratagemma per incastrare Rosario ed Antonio Marcianò.

La lettura del “decreto di perquisizione personale e locale” è comunque molto istruttiva per comprendere il livello infimo cui è precipitata la “giustizia”. A parte la bislacca espressione “scie luminose”, anziché “scie chimiche” impiegata quasi certamente per tentare di schivare la questione cruciale – in sede di eventuale processo diventerà, invece, l’unico argomento su cui i sottoscritti si pronunceranno - è palese che l’iniziativa giudiziaria è viziata da un atteggiamento persecutorio. Non si intende trovare gli estremi di un reato, ma con il pretesto di un ipotetico reato, soffocare la libertà di ricerca (art. 33 della Costituzione, comma 1) ed il diritto ad esprimere il proprio pensiero (art. 21). Siamo di fronte alla perversa, prevaricatrice volontà di perseguire le opinioni, comunque siano espresse, ogni qual volta non coincidono con il pensiero dominante e con le versioni della tirannide politico-scientifica.

Qual è la genesi di un’iniziativa vergognosa e liberticida come questa? L’aver “offeso” (ed è ancora tutto da dimostrare) l’onorabilità dei signori sopra citati. Siamo sinceri e netti: che coloro abbiano una sfilza di titoli accademici o la licenza elementare non ci interessa minimamente. Il decreto è grottesco dove è scritto che i querelanti sono “soggetti in possesso di titoli di studio e competenze specifiche nella materia menzionata”. Che significa ciò? Che tutti gli altri sono degli ignoranti? Che quei due sono depositari della verità rivelata? Che nessun altro ha conseguito una laurea? Se essi definiscono la geoingegneria clandestina “scie luminose”, significa che non hanno compreso un fico secco della “materia menzionata”. Ammettiamo pure che siano competenti: la loro competenza dove si manifesta? Hanno mai confutato le argomentazioni nostre e degli scienziati che da decenni denunciano la guerra climatica? Scrivere degli insulti o falsificare la carta d'identita di Rosario Marcianò significa confutare? Quale reputazione avremmo leso? Se li abbiamo definiti negazionisti, è termine che si addice loro: infatti i negazionisti sono coloro che non ammettono la conclamata esistenza delle illegali attività chimiche nei nostri cieli. Vogliamo quantificare gli improperi, le ingiurie, le calunnie che i disinformatori producono in quantità industriale ogni giorno? Perché gli elaboratori dei negazionisti non sono mai stati posti sotto sequestro? Perché le innumerevoli denunce da noi presentate per delitti ben più gravi della diffamazione si sono quasi tutte volatilizzate?

La “giustizia” - ci insegnano i sofisti greci – è solo la legge del più forte e del più furbo. Dunque non ci illudiamo che essa possa seguire un corso ispirato a principi di imparzialità. Siamo qui per denunciare le storture e le sopraffazioni di un sistema iniquo e corrotto, asservito ai poteri forti, succubo e complice di una cricca di negazionisti. Che i depistatori siano laureati o no, non intercorre alcuna differenza. Laurea non è sempre sinonimo di amore per la verità né di rettitudine. Anche il Dottor Mengele era laureato. Se la scienza è connivente con gli scopi turpi dell’establishment non è scienza, ma depravazione. Se abbiamo contestato la supposta “scientificità” dei due, ne siamo orgogliosi. Riteniamo un preciso, ineludibile dovere dichiarare le scelleratezze degli apparati e le connivenze di chi le copre con la diuturna disinformazione sulla Rete e sui quotidiani. Aver affermato che i due in parola hanno diffuso informazioni erronee e distorte circa la geoingegneria clandestina ridonda a nostro onore: in questo modo abbiamo insegnato loro come si compiono le ricerche e quali sono i princìpi chimico-fisici con cui si può formare una scia di condensazione.

Ciò precisato, non rinunciamo a continuare con le nostre ricerche, traduzioni ed analisi, nonostante l’abnorme danno causato, in primis la perdita dei filmati. Non esitiamo a deprecare alcune affermazioni all’interno del dispositivo dove è scritto “gli indagati risultano altresì titolari di numerosi siti utilizzati alle medesime finalità”. Questa ci pare diffamazione, perché i nostri blog sono volti ad informare, non a screditare. Come potremmo screditare chi è già di per sé privo di credibilità? Non esitiamo a deplorare che il fazioso decreto esprime già dei giudizi di merito, prima che sia acclarata un’ipotetica diffamazione.

Siamo consapevoli che la schiacciasassi della “giustizia” non si fermerà. E’ proprio per questo che seguiteremo ad esporre atti intimidatori, vessazioni, tentativi di censurare, minacce, denigrazioni a mezzo stampa… Proseguiremo nel rintuzzare gli attacchi, fino a quando gli avvelenatori ed i loro servi non avranno ricevuto quello che si meritano. Sapremo aspettare, se sarà necessario.


RINGRAZIAMENTI

In questo frangente intendiamo ringraziare TUTTI gli amici (molti dei quali blogger ed autori) che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro sostegno con articoli, video, messaggi etc.

UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili).

Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici.

Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.


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Qui la cronaca di Sanremonews che evidenzia l'accanimento contro chi denuncia la guerra climatica.

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