Visualizzazione post con etichetta Processi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Processi. Mostra tutti i post

giovedì 1 maggio 2025

TANKER ENEMY SPEGNE LA SUA VOCE

"Tanker enemy" è il nome che abbiamo scelto per il nostro blog ed il canale video, nati nel lontano 2006. In quasi vent'anni abbiamo pubblicato oltre 5000 articoli di informazione alternativa, che trattano in gran parte di geoingegneria clandestina. Con taglio obiettivo e rigorosamente scientifico abbiamo affrontato un tema che ci è costato caro, sia in termini economici sia dal punto di vista della tranquillità. Infatti abbiamo subìto minacce, diffamazioni, discredito, infine decine di procedimenti penali. Lo scopo? Zittirci. E ci sono riusciti. Così tra poche settimane Tanker enemy spegnerà la sua voce nel Web. I fratelli Marcianò oggi devono affrontare l'esperienza più dura del loro percorso. Infatti Rosario Marcianò, a causa della sua attività di divulgazione, ha subìto una condanna a dodici mesi di reclusione, da scontare nelle patrie galere o, nella migliore delle ipotesi, in detenzione domiciliare. Nel frattempo, altri processi sono in corso e potrebbero peggiorare lo stato delle cose.

Questo comunque non è un addio, ma in un anno possono accadere molte cose e non sappiamo in che modo questa storia finirà. Un particolare ringraziamento va a tutti coloro che ci hanno seguito in questi anni e che ci hanno fattivamente sostenuto. Un grande abbraccio da Antonio e Rosario Marcianò.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 27 febbraio 2021

Imbrattacarte e negazionisti allo sbaraglio

"Conosci il tuo nemico", recita quel famoso detto ed è vero: per difenderti, devi conoscere il tuo avversario ed anticipare le sue mosse. E' di oggi la pubblicazione di un brogliaccio sulla pagina di un famoso "giornalista" organico al sistema. La velina è stata poi rilanciata dai soliti pennivendoli locali (di Sanremo) e nazionali, in merito alle "condanne" sulle quali vi ho già informato nei giorni e nelle settimane scorse.

Si tratta, in questo caso, di due "procedimenti" a mio carico che, per semplicità, definisco "Bencivelli" e "Solesin". Nel primo caso, abbiamo una "condanna" di secondo grado che è suscettibile di "nullità assoluta", in quanto non sono stato informato circa la data dell'udienza di Appello e poi si sono pure dimenticati di informarmi dell'avvenuta "sentenza" che, passati i termini per il ricorso, sarebbe divenuta definitiva. Sennonché, insospettito dal silenzio della cancelleria della Corte di Appello (che non rispondeva alle mie PEC nelle quali chiedevo che destino avesse avuto l'udienza rinviata a data da destinarsi per via dell'emergenza Covid), mi sono premurato di incaricare un legale di fiducia, visto che quello di ufficio era latitante. Così sono venuto a conoscenza del fatto che l'udienza di appello si era svolta il 17 settembre 2020 e che la "sentenza" era stata depositata con le motivazioni pochi giorni dopo. Tuttavia ormai era tardi per ricorrere in Cassazione! Si comprendeva a quel punto lo strano silenzio dei gazzettieri nonché della "parte lesa". Era evidente che non pubblicare alcunché sul "verdetto" in appello era funzionale alle mancate notifiche, giusto per impedirmi di ricorrere e per far sì che la "condanna" divenisse definitiva. Ora, però, non è finita, visto che è stata chiesta la rescissione del giudicato (annullamento della sentenza) per vizio di notifica.

La situazione è simile per quel che riguarda il procedimento "Solesin", poiché anche in quel caso si è verificata una grave violazione del Codice di procedura penale, in quanto l'interrogatorio per opera del Pubblico Ministero si è svolto in assenza del legale che avrebbe dovuto sostituire quello di ufficio e che non fu nemmeno avvisato. Infatti l'incontro ebbe comunque luogo, ma in assenza del difensore. Anche in questa circostanza, nel ricorso in appello già consegnato, si chiederà nuovamente l'annullamento del rinvio a giudizio e, di conseguenza, anche della "sentenza".

Inoltre, come se non bastasse, il Giudice di primo grado (nel processo Bencivelli vs Marcianò) non ha applicato correttamente l'articolo di legge [1], comminando una multa e, nel contempo, la reclusione. Il che rende la sentenza inapplicabile. Errore al quale non è stato posto rimedio nemmeno dai Giudici della Corte di Appello.

[1] Art. 595 c.p.: "Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito [c.p. 598] con la reclusione fino a un anno oppure con la multa fino a euro 1.032".

Questi aspetti sono ben conosciuti dai pennivendoli e negazionisti di turno, perché ne ho dato ampia delucidazione, ma, chissà perché, nei loro scartafacci a contenuto fortemente diffamatorio, queste informazioni sono omesse. Intanto ricevo insulti e minacce in quantità. Passi. "Il giudizio di uno stolto è un titolo da re". (W. Blake)

Se intendete sostenermi nelle spese processuali, ve ne sarò grato. Donazione con IBAN: IT09B0503401753000000052068 - Swift (BIC): BAPPIT21A88. Maggiori dettagli qui.



Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 11 giugno 2019

Perché il processo contro i fratelli Marcianò è un abominio



Il 6 giugno 2019, nel corso dell'escussione di una delle parti "lese" (la meteorologa Serena Giacomin) nel “processo” a carico di Rosario ed Antonio, il Pubblico ministero, Dott.ssa Monica Vercesi, ha focalizzato l'attenzione su quelli che sarebbero, secondo l'accusa e la parte "civile", i contenuti "gravemente diffamatori" nei confronti dell'ex dipendente della rete Class Meteo TV. Nella fattispecie, la Procura ha impiegato una schermata (senza valore alcuno, poiché non validata da un notaio - Cassazione sentenza n. 2912/94 del 2 dicembre 2003), in cui si legge una generica glossa (che peraltro non ha alcun rapporto diretto a persone specifiche, per cui non si capisce come la Giacomin prima e la Bencivelli [1] dopo abbiano concluso ci si riferisse proprio a loro). La stessa Giacomin ha ribadito, evidentemente in modo menzognero, che quello scritto era connesso a lei. Peccato che gli stessi contenuti siano tuttora usati dalla giornalista e autrice di romanzi, Silvia Bencivelli (C.I.C.A.P.) nelle sue conferenze, dove ama presentarsi come vittima di "odio sulla Rete".

I medesimi contenuti sono serviti alla Procura di Imperia per condannare ad otto mesi di reclusione Rosario Marcianò, dove la parte “lesa" era Silvia Bencivelli. E’ lo stesso materiale che è stato adoperato dal Pubblico ministero per accusare i fratelli Antonio e Rosario Marcianò per diffamazione (sic) ai danni di Class Meteo e della Dott.ssa Serena Giacomin. Siamo di fronte a dichiarazioni mendaci, rese sotto giuramento, dalla Giacomin ed incautamente sfruttate dall'accusa, allo scopo di infliggere un'altra ingiusta condanna e per consentire alla disinformazione istituzionalizzata di screditare di nuovo le loro "vittime" designate.

[1] Il sequestro e la perquisizione personale eseguiti nel 2013 a nostro nocumento rappresentarono un’azione illegittima ed illegale, tanto che il GIP, a distanza di qualche mese, rigettò l’istanza di incidente probatorio, richiesta avanzata dalla PM, Dott.ssa Maria Paola Marrali, motivando la sua decisione in modo esteso e chiaro e facendo riferimento all’articolo 21 della Costituzione, articolo che sancisce la libertà di espressione. Nella fattispecie, il sequestro del materiale hardware era scaturito da una querela a suo tempo archiviata dal Tribunale di Firenze e (non si comprende come) riesumata dal Tribunale di Imperia. Nel dispositivo non erano indicati i particolari circa le motivazioni del sequestro, per cui il dispositivo medesimo era di per sé nullo, quindi il sequestro illegale. Ciononostante, si agì ugualmente, giacché i querelanti, guarda caso, erano negazionisti rispetto alla questione “scie chimiche”, tanto che lo stesso Massimo Della Schiava fu ed è autore di innumerevoli interventi, su piattaforma Blogger, ma anche su Facebook e You-Tube, che sono senza dubbio contraddistinti da intenti calunniatori e vituperosi.


Ma veniamo ai fatti.

E' il 2013. Simone Angioni (C.I.C.A.P.), tra l'altro presente in aula il 6 giugno scorso, si sbizzarrisce nelle solite dichiarazioni volte a "smentire" nonché ridicolizzare la questione "Guerra del clima" (come la stessa Silvia Bencivelli sul quotidiano La Stampa, sempre nel 2013).

Serena Giacomin (collaboratrice C.I.C.A.P., ex dipendente Class meteo, ex dipendente ENI nel settore carburanti avio), intervista il Dottor Simone Angioni per Class Meteo.

Rosario Marcianò, visto che Class Meteo non dà seguito alla lettera di contestazioni, inviata da Marcianò, crea un filmato di confutazione nel quale la lettera è riportata in modo integrale nella descrizione al video, pubblicato su YouTube e prontamente rimosso su richiesta di Class Meteo Edizioni. Per questo Marcianò è rinviato a giudizio insieme con il fratello con l'accusa di aver diffamato (sic) Class Meteo. Per rafforzare la querela è usato un presunto commento pubblicato sul blog Tanker enemy, che si imputa riferito alla Giacomin. La stessa postilla generica, che in realtà riprende una riflessione dello scrittore statunitense Mark Twain che stigmatizzava la genia dei gazzettieri, due anni dopo, è strumentalizzata dalla "giornalista" Silvia Bencivelli (tuttora la adopera), che afferma essere rivolto, non si sa come, questa volta a lei. E' lo stesso testo che porta poi alla condanna ad otto mesi di reclusione a carico di Rosario Marcianò nella sentenza del 18 aprile 2018, dove la parte “lesa" è sempre Silvia Bencivelli. Questa chiosa è impiegata dalla "divulgatrice C.I.C.A.P." nelle sue conferenze organizzate dal comitato di Piero Angela (VIDEO)

Il montaggio è stato usato dal PM Maria Paola Marrali per rinviare a giudizio e processare Antonio e Rosario Marcianò, con l'accusa di diffamazione (sic) ai danni di Class Meteo, Serena Giacomin e Massimo Della Schiava, detto il Fioba (sodale di Task Force Butler), come dimostrato dagli header dei messaggi persecutori inviati da Federico De Massis (Task Force Butler) dal 2011 ad oggi nella casella di posta elettronica che fa riferimento al blog Tanker enemy. Sono header nei quali compare anche l'indirizzo di posta elettronica di Massimo Della Schiava. E’ lo stesso Massimo Della Schiava che invia, sempre sulla piattaforma del blog, messaggi di insulto e minacce sin dal 2007.



Copia video su YouTube QUI.

Serena Giacomin Nasce a Milano nel 1984. Nel 2009 consegue la laurea specialistica in Fisica dell’Atmosfera e Meteolorogia all’Università degli Studi di Bologna, con tesi in trasferimento radiativo. Nel 2010 segue il Master RIDEF e si diploma al politecnico di Milano in energie per Kyoto, efficienza e decentramento energetico. Alla fine del suo corso di studi, ha lavorato per ENICHEM come ingegnere di giacimento, settore tecnologie avanzate per l’uso di carburanti speciali e per la precisione: "Ingegnere di giacimento per l’estrazione di idrocarburi non convenzionali". Da giungo 2010 ha scelto di occuparsi a tempo pieno di divulgazione scientifica come responsabile di redazione nel progetto “ClassMeteo” di Class Editori. Da ottobre 2012 cura e conduce Prometeo, trasmissione TV che si occupa di scienza, programma in onda tutte le settimana su ClassTV (Canale 27).

PUNTUALE TRASCRIZIONE DEL PARLATO - UDIENZA DEL 6 GIUGNO 2019 - Escussione della parte 'lesa" nel processo Class Meteo a carico dei fratelli Marcianò - Dottoressa Serena Giacomin.

Benché la Dott.ssa Giacomin, proprio come la Bencivelli, neghi di collaborare in alcun modo con il C.I.C.A.P. la cui eminenza grigia è Piero Angela, una frase appare significativa ed esauriente per dipingere il quadro di questa persecuzione ai danni dei fratelli Marcianò...

Avvocato della parte civile: "Lei viene accusata di essere un esponente, un membro di questo fantomatico C.I.C.A.P."

Serena Giacomin: "Sì... in realtà il C.I.C.A.P. praticamente mi istruiva... cioè... mi diceva le cose che avrei dovuto dire...".

Avvocato parte civile: "Ma esiste il C.I.C.A.P.?"

Serena Giacomin: "Sì sì... il C.I.C.A.P. esiste!"

Avvocato parte civile: "E che cosa tratta?"

Serena Giacomin: "Al tempo si occupava di fenomeni paranormali".


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.

La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 21 marzo 2017

Il Pubblico Ministero infranse il codice di procedura penale: il rinvio a giudizio è nullo



Novembre 2013: a seguito di un'illegittima ed illegale perquisizione in casa Marcianò, ad opera di cinque agenti della Polizia Postale di Imperia e su mandato del Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali, nonostante tale perquisizione si concluse in un nulla di fatto (il GUP rigettò l'incidente probatorio ed ordinò la restituzione del materiale illecitamente sequestrato), i fratelli Antonio e Rosario Marcianò furono comunque rinviati a giudizio per supposta diffamazione nei confronti di... udite udite... Massimo Della Schiava (Il fioba), noto disinformatore e stalker incallito, amico dello psicopatico Federico De Massis alias Task Force Butler. Assieme a lui, Serena Giacomin (conduttrice televisiva) e Paolo Panerai (dirigente Class meteo TV), tutti insieme appassionatamente.

A distanza di anni, non certo grazie agli avvocati (di fiducia e d'ufficio) che sino ad ora si sono succeduti ad assistere i due "imputati", veniamo a scoprire, spulciando tra i cavlli procedurali, che il Pubblico Ministero, Dott.ssa Maria Paola Marrali violò palesemente il Codice di procedura penale, giacché a suo tempo rigettò senza appello la richiesta di chi scrive e fratello di essere sentiti, per voce del loro legale all'epoca assegnato dalla Procura di Sanremo. Nessuno eccepì, tant'è che ci venne negata anche l'udienza preliminare.

Noi che curiamo i nostri interessi, osserviamo la totale illegittimità del rinvio a giudizio per mancato interrogatorio di garanzia e constestuale violazione del Codice di procedura penale, poiché in questo quadro è palese la violazione degli articoli 416 (comma 1) e 415-bis. Nella fattispecie, la violazione dell'articolo 415-bis determina la nullità del rinvio a giudizio.

Leggiamo [ FONTE ] che cosa scrive il legislatore in merito a questo che è un diritto inalienabile dell'imputato.

[...] Deve al riguardo tenersi presente l’articolo 416, comma 1, c.p.p. secondo il quale "La richiesta di rinvio a giudizio è nulla, se non è preceduta dall’avviso previsto dall’articolo 415bis, nonché dall’invito a presentarsi per rendere l’interrogatorio ai sensi dell’articolo 375, comma 3, qualora la persona sottoposta alle indagini abbia chiesto di essere sottoposta ad interrogatorio entro il termine di cui all’articolo 415-bis, comma 3, CPP".

CODICE DI PROCEDURA PENALE - PARTE SECONDA - LIBRO QUINTO - INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE - TITOLO IX - Udienza preliminare - Art. 416.

L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al Pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio, il Pubblico ministero deve procedervi. Il Pubblico ministero non può rigettare l’istanza e, se non segue questa norma alla lettera, il provvedimento di rinvio a giudizio è nullo.

Ne consegue che il processo tuttora incredibilmente in corso (il 22 marzo il Giudice Dott.ssa Alessia Ceccardi intenderebbe ascoltare i testimoni per l'"accusa") è, secondo la legge, nullo, illegittimo, illegale. In tutta evidenza la legge è un optional ed i primi ad infrangerla sono i magistrati, con la prona complicità dei legali difensori, poiché non è possibile immaginare che questi non conoscano i rudimenti del Codice di procedura penale. Il sistema si tutela in questo modo, in pieno spregio di quella frase scritta alle spalle del Giudice: "La giustizia è uguale per tutti". Sì... magari!


Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati.

Sponsorizza questo ed altri articoli con un tuo personale contributo. Aiutaci a mantenere aggiornato questo blog.


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

Chi è Wasp? CLICCA QUI

CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...