martedì 19 agosto 2008

MD80.it sforna un altro falso: il fuel dumping su Torino

In seguito alla pubblicazione di un nostro articolo nel quale mostravamo l'eccezionale testimonianza filmata del nostro lettore Niko, negli ambienti dei siti e forum dei disinformatori si è diffuso il disorientamento, non potendo essi dare spiegazioni "razionali" al fenomeno mostrato nel video dell'amico Niko.

Il filmato (con audio originale) mostra il rumoroso sorvolo a bassissima quota di un velivolo di grosse dimensioni (probabilmente un 767-300) mentre rilascia due lunghissime e dense scie, tipicamente assimilabili alle famigerate chemtrails. Era la tarda mattina del 10 agosto 2008. L'aspetto davvero interessante è rappresentato dal punto di fuoriuscita delle scie: due punti precisi dei bordi alari e non i motori. Per un fenomeno del genere, non si possono addurre spiegazioni credibili come, ad esempio, la condensa, per diversi motivi. Alcuni hanno subito parlato di fuel dumping (scarico del carburante), ma ciò non è possibile perché in contrasto con le normative ENAC, in quanto il fuel dumping è consentito solo da quote elevate (vengono citati 30000 piedi) e comunque non sopra i centri abitati. Ciò, ovviamente, per evitare ulteriore inquinamento da elementi chimici contenuti nei carburanti per aviazione (jet-a1). Oltre tutto le normative ENAC vietano anche il sorvolo a bassa quota sui centri abitati, mentre il video, ma soprattutto l'audio del filmato di Niko, dimostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, che di altitudini davvero basse si tratta. E per finire, sembra che quel particolare modello di aereo, a meno che non sia di recente costruzione, non disponga della capacità di effettuare fuel dumping, così come evidenziato in questa tabella.

E' chiaro che siamo di fronte ad un ennesimo, spudorato episodio di avvelenamento volontario della popolazione per opera di un tanker chimico. Le scie appaiono lunghe e dense e non sembrano affatto carburante di scarico, in verità più trasparente e di persistenza inferiore.

Riassumendo: non si tratta di fuel dumping, non siamo di fronte a fenomeni di condensa e non si tratta di comuni trecce di Berenice (fenomeno di evanescenti flussi d'aria sui bordi alari dei flaps abbassati). Per questo motivo la testimonianza filmata di Niko rappresenta una prova schiacciante. Come fare allora per metterci una pietosa toppa? I già tristemente noti scribacchini del sito di md80.it hanno quindi escogitato un trucchetto da baraccone per legittimare e rendere credibile un episodio di fuel dumping a bassa quota (illegale) sul centro abitato di Torino.

Hanno tirato fuori dal cilindro un rientro in emergenza di un 767-300 verificatosi proprio, guarda caso, il 10 agosto 2008, tra le 10:46 e le 11:15 (condensa in cabina - sic!) ed hanno realizzato in Photoshop un falso fotografico, laddove viene presentato il 767-300 del rientro in emergenza, mentre esegue uno scarico di carburante proprio sul centro di Torino. Ma tu guarda che fortuna! Inoltre facciamo notare che l'aeromobile ripreso da Niko non è lo stesso mostrato da md80.it: infatti il timone di coda differisce nei colori.

Analizziamo ora le due foto spacciate per autentiche dall'utente del forum di md80.it "caledonian". Tale (caledonian) ha la passione della fotografia. Usa una Canon EOS 350D DIGITAL con obiettivo da 500 mm che gli permette di scattare istantanee di alta qualità e con dettagli nitidi. Eppure un particolare salta subito all'occhio: le due foto che ritraggono il supposto 767-300 in emergenza rientro e che compie il fuel dumping, sono sfocate nonché sgranate. Sono le uniche del vasto catalogo mostrato con orgoglio da caledonian. Per quale motivo, se la macchina fotografica (dai dati exif se ne ha la conferma) è la medesima delle foto mostrate sul suo blog? Un tale scoop fotografico viene proposto con una qualità indecente? Perché mai? Semplice, perché il 767-300 ritratto nel penoso fotomontaggio è frutto di una maldestra manipolazione da dissimulare per i seguenti motivi.

a) Perché si tratta di velivolo ripreso (da altro fotografo - ignoto - e con risoluzione più bassa) in fase di ascesa (rateo di salita da decollo - ma non era fuel dumping al rientro?) incollato su uno sfondo proveniente da un proprio scatto (con la Canon EOS 350D) a risoluzione elevata;

b) Perché le scie che dovrebbero rappresentare il fuel dumping sono state letteralmente aggiunte in computergrafica;

c) Osservando le foto originali e qui pubblicate dopo essere state opportunamente trattate per evidenziare le varie fasi di copia-incolla, si noterà che la risoluzione (dpi) dello sfondo (il cielo) è maggiore della risoluzione dell'aereo nonché delle scie. Ciò è dimostrato dalla presenza di "pixellaggio" evidente sull'aereo e sulle scie, ma completamente assente sullo sfondo;

d) Si osserva anche che le scie incollate sulle ali del 767-300 non seguono la direzione corretta del flusso dinamico del velivolo, ma sono spostate verso l'alto ed una delle due, addirittura, converge verso la linea ideale di centro. E' chiaro che sono state aggiunte in seguito.

e) Alcuni dettagli del velivolo in fotomontaggio risultano mossi (vedi i motori), mentre le scie non mostrano alcuno sfasamento di immagine.

Inutile ricordare che il pacco, confezionato come consuetudine da quelli di md80.it, è salito agli onori della cronaca sul portale di md80.it e, Varese News (sito collegato ad md80.it) e, udite udite, sul quotidiano di regime La stampa, che ha bevuto come genuina una foto che, invece, è un vergognoso falso fotografico costruito al solo scopo di coprire le malefatte dei soliti avvelenatori (rendendo così normale un fuel dumping sul centro abitato ed a bassissima quota).

Alla luce di quanto esposto, ritenete ancora affidabile un sito come md80.it? Pensate ancora che la sua vasta documentazione spuria in stile puramente sciacondensista sia degna di attenzione? Non è forse chiaro che qualcuno in md80.it ha tutto l'interesse a coprire la questione scie chimiche, costi quel che costi? Questo ennesimo falso fotografico dimostra, una volta di più, che la menzogna veste anche le stellette di piloti civili.


Ringraziamo gli amici Vibravito e Niko per la preziosa collaborazione offerta.




NORMATIVE E.N.A.C. su quote di volo e scarico oggetti ocarburante sui centri abitati

3.1.2 - Altezze minime

Ad eccezione dei casi in cui è necessario per il decollo o l'atterraggio, o nei casi di permesso accordato dall’ENAC, gli aeromobili non devono volare al di sopra di aree abitate di città e paesi, su insediamenti o assembramenti di persone all'aperto, a meno di volare ad un’altezza tale da consentire, in caso di emergenza, un atterraggio senza porre in pericolo persone o beni al suolo.

3.1.4 -
Spargimento di sostanze o lancio di oggetti

Il lancio di oggetti o lo spargimento di sostanze può essere effettuato solo in conformità alle disposizioni ENAC ed in conformità a quanto reso noto con le pertinenti informazioni aeronautiche. Tale attività, quando prescritto, è oggetto di autorizzazione da parte dei competenti enti ATS. La documentazione che determina l’eventuale diniego dell’autorizzazione è conservata per tre mesi e viene mostrata a richiesta.


Aggiornamento del 22 agosto 2008: leggi qui gli incredibili sviluppi.



L'inquietante filmato di Niko che costituisce la prova della deliberata irrorazione chimico-biologica.




Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Aggiorna Tanker Enemy nei tuoi preferiti. D'ora in poi questo blog è raggiungibile digitando http://www.tankerenemy.com/

TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

FIRMA LA PETIZIONE PER ABOLIRE IL CANONE RAI

69 commenti:

  1. Avrete sicuramente visto che adesso anche le ostriche della Normandia, dopo le api, si trovano in crisi e se ne prevede forse l'estinzione a breve.
    L'articolista, con la solita sagacia, incolpa l'inquinamento dei mari ma non riflette nemmeno un attimo sulla possibilità che c'entrino le porcherie rilasciate pervicacemente e in grande abbondanza nei cieli.

    In fin dei conti le ostriche, come le cozze, non vengono allevate negli abissi marini ma pressochè in superficie.

    Fonte: effedieffe.com

    RispondiElimina
  2. il carburante che viene scaricato da un aereo a quell'altezza col cavolo che lo vedi.

    ma non esiste una versione più lunga del video o una foto che inquadri bene la scia una volta rilasciata? cioè sta scia è svanita subito o è rimasta qualche minuto?

    niko posta tutto il materiale che hai

    RispondiElimina
  3. Osserva bene, Daniel. Al minuto 1:33 Niko allarga l'inquadratura e la scia appare per tutta la sua lunghezza.

    @ Paolo

    Concordo. Il cospargimento di esafluoruro di zolfo, ferro ed urea non sono il massimo per gli ecosistemi marini. Visto l'aumento artificioso delle temperature, le auniche a beneficiarne sono le meduse che, infatti, abbondano.

    RispondiElimina
  4. Ah... Daniel, quel particolare velivolo non solo non è provvisto di sistemi per il fuel dumping, ma nemmeno ne necessita.

    RispondiElimina
  5. Ciao Straker,
    quel deficiente di "riosaeba" di md80 ha subito commentato il tuo post, però l'unica cosa che ha saputo dire:
    "che ridere ... che pena". Evidentemente non ha argomenti per dimostrare che non è un falso, faceva meglio a ignorarti in questo caso, invece, così facendo, grazie alla sua segnalazione, anche i meno "allocchi" di md80 (sperando che ce ne siano) capiranno con che cricca di loschi individui hanno a che fare ...

    Un saluto e incoraggiamento.
    VibraVito.

    RispondiElimina
  6. Ciao Vibravito. Seguono pedissequamente lo schema prfissato e ben prevedibile. Molto bene. Noi sappiamo che loro mentono e sappiamo che sono dei venduti senza coraggio. facciano pure, non faccio che divertirmi nel vederli affondare sotto un mare di menzogne.

    RispondiElimina
  7. Falsamente false le foto di MD-80.it. Sono maldestri. In certe occasioni, sarebbe più saggio per loro glissare, invece si impelagano sempre più con queste penose mistificazioni.

    RispondiElimina
  8. Ho letto l'ultimo commento "sconcertante" di riosaeba su md80:

    http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=5&t=22765

    secondo lui "deficiente" è offensivo mentre "ominide" (come ci definisce lui) NO ... per questa mia insubordinazione vuole mandarmi dritto alla disciplinare ...

    Dal linguaggio adoperato, ho l'impressione che alcuni utenti di md80 non sono cittadini comuni, ma militari a cui hanno fatto un incessante lavoro di lavaggio del cervello in stile, come lo stesso Riosaeba accenna, "FullMetaljacket".

    Che gente ...

    RispondiElimina
  9. Ennesimo fotomontaggio di md.80 ed ennesimo velo pietoso da stendergli sopra.
    Da quello che ho letto sul forum di md.80, caledonian, nel giustificare la non "bellezza" delle sue foto, dice che ha fotografato con un obiettivo 500mm. Non so se possa essere una scusante preventiva a chi, come voi, poteva notare il fotomontaggio.
    Fatto sta che è stato beccato.

    @ Vibravito e Straker:
    Riosaeba si è risentito di quello che avete scritto. Mannaggia....
    Zret, preparati anche tu! :-)

    RispondiElimina
  10. Quando si vuole nascondere un montaggio, si cerca di rendere la foto più scadente. Ciò per diminuire l'evidenza dei contrasti tra oggetti incollati.

    Quando criticano la mia competenza in ambito grafico sbagliano, in quanto mi occupo di grafica dalla notte dei tempi.

    Sul resto evito commenti, perché non vale la pena.

    RispondiElimina
  11. Excusatio non petita, culpa manifesta.

    Avessero taciuto, sarebbe rimasto loro un briciolo di credibilità, per quanto usurpata.

    RispondiElimina
  12. Io questi debunkers li metterei dietro una scia chimica e li costringerei a respirare ner una mezz'oretta. Chissa come ne uscirebbero...:)))

    RispondiElimina
  13. Che sito di Pataccari...

    Che pena, una volta tanto che potevano starsene zitti sti pirloti...

    Ma con tutti i mezzi che hanno non trovano qualcuno più bravino a far dei Fake?
    Nemmeno un 15enne potrebbe credergli.

    Pace.
    Poseidon

    RispondiElimina
  14. Ciao carissimo amico! Sono contento di leggerti.

    Un caro saluto a te e famiglia.

    RispondiElimina
  15. Ciao Ropuros,

    ormai si comportano come quelli nelle sabbie mobili. Più si agitano e più affondano.

    RispondiElimina
  16. Ciao Zret-Straker,
    ho controllato sul forum di md80 per verificare le dichiarazioni dell'utente caledonian, autore delle foto tarocco:

    http://www.md80.it/bbforum/viewtopic.php?f=5&t=22765&st=0&sk=t&sd=a

    si è limitato a dire che non è un fotomontaggio perchè non dispone del programma di fotoritocco ... lui è un "purista" della fotografia ... Eppure, per comprovare la sua buona fede, avrebbe potuto fornire gli scatti originali di partenza non ritagliati.

    Una Canon EOS350D da 8 megapixel ha una risoluzione massima di 3456x2304. "caledonian" dovrebbe fornire le foto originali alla risoluzione di partenza con proporzioni 4 a 3. Infatti, anche se lo scatto non è stato eseguito alla risoluzione massima (e su questo non credo proprio) ... ma a risoluzioni inferiori, di sicuro siamo oltre i 1600x1200 pixel.
    Quindi le due foto con formati: 900x668 e 986x876 sono sicuramente ritagli di cui "caledonian" per dimostrare la sua buone fede dovrebbe fornire gli scatti originali, cosa che fino ad ora non ha fatto.

    Se poi dichiara che non dispone degli originali questo sarà un ulteriore elemento di sospetto ... Infatti, risulterebbe alquanto strano, visto l'unicità e la rarità della situazione immortalata (il fuel dumping è un evento eccezionale d'emergenza) che il Braghini non abbia conservato i files jpeg originali e abbia conservato soltanto il jpeg ritagliato. C'è anche da considerare che per lui sono stati degli scatti alquanto importanti, visto che gli sono fruttati 70 euro pagati da "La Stampa". Risulterebbe ancora più anomalo non aver conservato gli scatti originali...

    Chissà se si degnerà di fornire queste prove ... ammesso che esistano ...

    Un saluto e incoraggiamento.
    VibraVito

    RispondiElimina
  17. Nel commento precedente ho parlato di Braghini ... si tratta sempre dell'utente caledonian di md80.
    Questa è la sua mail: fabio.braghini@yahoo.it

    RispondiElimina
  18. Ciao Vibravito, sono d'accordo con te. Non vi sono dubbi che una fotografia di quella importanza non può essere l'unica del catalogo di Braghini di quella qualità così scadente e perdipiù stranamente ritagliata. A prescindere dagli aspetti esposti (solo alcuni) nel post, non v'è dubbio che la cosa puzza a distanza di un miglio.

    RispondiElimina
  19. [...] si è limitato a dire che non è un fotomontaggio perchè non dispone del programma di fotoritocco ... lui è un "purista" della fotografia ...


    Ed aggiungo:

    Come fa a non avere un programma di fotoritocco se le foto sono ritagliate? Ha usato le forbici?

    RispondiElimina
  20. Infatti Straker,
    questo è quanto dichiara caledonian:

    "...poi come si fa un fotomontaggio, IO non ho neanche il programma, LA FOTO deve stare come le scatti non manipolarle per farle semrare belle..."

    la foto deve stare come la scatti ... bene, allora fornisca l'originale non ritagliato ... e poche chiacchere

    RispondiElimina
  21. Straker, gran colpo! Da 10 e lode!
    Che figura barbina quelli di Md80. Ma quando scoppierà il bubbone loro che fine faranno? Li vorrò vedere uno per uno...

    RispondiElimina
  22. Sono sempre così cavillosi nel cercare il pelo nell'uovo ed ora tutta questa pignoleria dov'è finita? Vi immaginate se una foto del genere l'avesse postata uno di noi come si sarebbero subito affrettati a dire che era, come direbbe axlman, una "foto farlocca"?

    RispondiElimina
  23. 3.3.2 Il fenomeno del “fuel dumping”

    In materia di inquinamento atmosferico, riveste un particolare interesse il fenomeno del “fuel dumping”, ovvero il rilascio di carburante in volo a causa di situazioni di emergenza, necessario per alleggerire il peso degli aeromobili e consentire quindi un atterraggio in tutta sicurezza. È logico supporre che le conseguenze per l’ambiente siano decisamente gravi data l’ingente quantità di carburante bruciato in eccesso. In realtà, le emissioni atmosferiche conseguenti a questa eccezionale circostanza dipendono largamente dalle condizioni meteorologiche presenti al momento dell’accadimento. Il verificarsi di questa situazione è considerata causa di inquinamento del suolo e delle acque; ciò nonostante, il rilascio di carburante avviene in genere a parecchie migliaia di metri di altitudine, ad altissime velocità ed in un arco temporale molto ristretto. Per queste ragioni la conseguenza più probabile è una dispersione dell’inquinamento su una area decisamente molto estesa non suscettibile pertanto di creare vere e proprie contaminazioni. Il tema, tuttavia, è curioso per le incertezze che solleva in capo agli esperti e per la sua così diretta dipendenza da questioni atmosferiche.

    http://www.seu.it/canale.asp

    RispondiElimina
  24. Fuel Dumping: un rischio accettabile per l'Ambiente?
    di Andrea Felisari, dicembre 2004
    Fonte: www.ambienteeuropa.info

    Lo scorso 17 novembre sopra i cieli dell'Aeroporto di Malpensa, durante l'atterraggio, un MD80 dell'Alitalia in arrivo da Venezia ha avuto un'avaria al sistema idraulico con problemi in fase di estensione del carrello. L'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) ha riferito che il comandante dell'aeromobile ha effettuato alcuni circuiti di attesa, prima dell'atterraggio, per consumare quanto più cherosene possibile, cercando in questo modo di diminuire il rischio di innesco incendio in seguito all'attrito della fusoliera sulla pista. Dopo tale emergenza sono pervenuti alla redazione alcuni quesiti cui diamo un'articolata e complessiva risposta. A causa della loro particolare struttura, gli aeromobili che compiono tratte a lungo raggio non possono e non sono in grado di atterrare in sicurezza con i serbatoi ancora pieni. Per motivi di leggerezza, infatti, carrelli e sistema frenante sono costruiti per non sopportare le sollecitazioni di un atterraggio a pieno carico. Il massimo peso ammesso per un aeromobile di grandi dimensioni in fase di atterraggio deve essere considerevolmente più basso di quello che ha al decollo. Cosa può accadere, dunque, se immediatamente dopo il decollo insorgono problemi tecnici? In casi di emergenza può essere necessario ridurre il peso dell'apparecchio eliminando parte del carburante prima di atterrare nuovamente. E' questa la procedura che in termini tecnici viene detta "fuel dumping", ovvero il rilascio in atmosfera della parte di cherosene in eccesso prima di un atterraggio d'emergenza. Solo dopo aver ricevuto il permesso e le disposizioni direttamente dai responsabili del controllo dello spazio aereo di competenza l'equipaggio può iniziare l'operazione. Il fuel dumping ha lo scopo di diminuire le probabilità d'incendio che in fase di atterraggio potrebbe svilupparsi a causa dell'attrito tra le parti metalliche della fusoliera e il fondo della pista qualora si verificasse la rottura dei carrelli o il malfunzionamento dell'impianto frenante. In caso di avaria dopo il decollo i grandi aerei utilizzati per i voli intercontinentali come l'Airbus 330 e 340, il Boing 747,767 e 777, il DC10 o l'MD11, sono equipaggiati con particolari ugelli che permettono al pilota di scaricare il carburante in eccesso. I controllori del traffico aereo assegnano all'apparecchio uno spazio aereo dove sia possibile scaricare il carburante, solitamente al di sopra di aree disabitate. La quota minima consentita per il rilascio del cherosene è di 1500 metri dal suolo, anche se la maggior parte delle volte questa procedura viene eseguita tra i 4000 e gli 8000 metri di quota. Durante tale operazione all'aereo non è permesso di tenere una rotta circolare e la velocità del mezzo deve essere minimo di 500 km/h. Il carburante, ridotto in finissime gocce da pompe ad alta pressione poste in prossimità dei serbatoi e sottoposto alla forte turbolenza prodotta dall'aereo, vaporizza e diventa una finissima nebbia che rimane in atmosfera fino a quando, grazie all'azione della radiazione solare, si trasforma per la maggior parte in anidride carbonica e vapore acqueo. Solo una minima parte di cherosene riesce a raggiungere il suolo. Sperimentalmente si è osservato che se il fuel dumping viene eseguito alla quota di 1.500 metri, con aria ferma e con una temperatura al suolo di 15°C, solo l'8% di tutto il carburante rilasciato può raggiungere il terreno. Considerando, quindi, la velocità dell'aereo di 500 km/h alla quota minima consentita, la quantità di cherosene che raggiungerebbe il suolo sarebbe pari a 0,2 grammi per metro quadrato, ovvero l'equivalente di un bicchiere di cherosene distribuito su un'area di 1000 m2. Questo si verificherebbe assumendo l'aria completamente immobile, condizione che raramente si verifica. In realtà le correnti d'aria presenti nell'atmosfera contribuiscono alla completa evaporazione del carburante prima che raggiunga il suolo. Questo spiega il motivo per cui anche gli strumenti più sensibili utilizzati in alcune prove non sono riusciti a rilevare tracce di impurità di cherosene sulle piante o nel suolo. Il fuel dumping resta comunque una procedura d'emergenza raramente utilizzata e ammessa solo quando non ci siano ne le condizioni ne il tempo sufficiente perché l'apparecchio possa consumare il carburante in eccesso restando in volo su rotte circolari. A livello statistico è interessante notare che tra il 2001 e il 2002 l'ente per il controllo del traffico aereo civile tedesco ha registrato in media un caso di fuel dumping ogni 30.000 decolli. Una probabilità molto bassa. Da considerare poi che gli aerei progettati per distanze a corto e medio raggio come l'Airbus 320, il Boing 737 e 757 e l'MD80, e quelli a medio-lungo raggio come gli Airbus 300 e 310 non sono provvisti di pompe e ugelli di scarico carburante. Per questi apparecchi infatti la differenza tra il massimo peso permesso al decollo e il massimo peso permesso all'atterraggio è minima, tanto che in caso d'emergenza possono atterrare con tutto il loro carburante. L'ultima considerazione è relativa al rischio per l'Ambiente in seguito ad emergenze di questo tipo: risulta accettabile nella misura in cui continueranno ad essere elevati gli standard di sicurezza nei cieli ed accurate le manutenzioni agli aeromobili.

    RispondiElimina
  25. In 2006, two Stockholm-Arlanda-related fuel dumping incidents occurred. On January 21, a Boeing 747-400 dumped fuel at an altitude of 8,550 m above the Baltic Sea near the Swedish island of Gotska Sandön. This dumping took place because for security reasons, the captain turned the aircraft around and landed at Stockholm-Arlanda again. On November 3, a fuel dumping incident occurred over the water east of Stockholm. The reason was a malfunctioning engine on a Boeing 777. In 2005, no fuel dumping incidents at all occurred.

    RispondiElimina
  26. Ciao Straker,

    quelli di md80 fanno finta di niente ... riosaeba sta cercando di dirottare la questione sul tema "implicazioni del fuel-dumping" addirittura riportando i tuoi ultimi commenti e giudicandoli interessanti (strana e ambigua diplomazia questa!)... invece sulla questione delle foto fasulle nessuna replica ... tutto questo in perfetto stile "gnorri"

    Un saluto e incoraggiamento.
    VibraVito

    RispondiElimina
  27. Ho trovato gg alias rioseba anche Qui.

    Uhm... ci sono di mezzo le compagnie telefoniche, a quanto vedo.

    RispondiElimina
  28. Esatto, Vibravito. Preferiscono chiudere la questione con un: "Ma perché dar loro tanta importanza, ci sono cose più serie, chiudiamola lì"...

    Certo che è comodo, per loro, chiudere la questione in quel modo.

    In ogni caso quelle foto restano una mistificazione e non v'è stato alcun fuel dumping su Torino. Tra l'altro visto che l'allarme è avvenuto alle 10:46, per quale motivo si sono fatti passare ben 15 minuti, sino ad arrivare a bassissima quota su un'area densamente abitata, quando il fuel dumping poteva e doveva essere fatto prima, non sul centro cittadino ed a quote superiori?

    Dalle foto non risultano visibili gli ugelli di scarico e le scie sono frastagliate anziché rettilinee. Un becero fotomontaggio.

    RispondiElimina
  29. Comunque posso darti una dritta e suggerirti i siti ed i forum che sono una facciata per quello che ci sta dietro: il primo ovviamente è quello di paolo attivissimo, poi segue perle complottiste. A seguire questo forum: www.riosaeba78.altervista.org che cerca in tutti i modi di rimanere piccolo e dare poco nell'occhio. Difatti, ultimamente l'idea di questi "debunkers" come si chiamano loro, è quella di mantenersi nell'ombra e aprire tanti piccoli forum dove discutere tra i pochi e di screditare le parole di voi ragazzi. [...]

    www.riosaeba78.altervista.org è comunque un loro nuovo ramo che neppure Noi conosciamo, e temo che il momento della verità partirà proprio da quei disgraziati.

    RispondiElimina
  30. Riosaeba risponde in merito al discorso foto originali, stranamente non sul forum di md80, ma sul suo sito:

    http://www.riosaeba78.altervista.org/index.php?showtopic=232

    Questa è la sua risposta:
    "Il fotografo VENDENDO la foto non può pubblicarla a PIENO FORMATO! Ci sono delle regole nel giornalismo e nella fotografia!!
    Quindi, purtroppo per i sciachimisti non resta che crederci e attaccarsi alla liana come fa tarzan."

    Sarei curioso di conoscere queste regole sul formato delle foto in copyright e inoltre sarebbe interessante verificare se sul giornale "la stampa" la foto è stata riportata ritagliata oppure originale in proporzione 4 a 3.

    RispondiElimina
  31. Ho letto ieri. Peccato che poco prima il solerte rioseba (gg) scrive: "Difatti nel blog di Straker sono rarissimi se non inesistenti foto ad una gandezza dignitosa, grandi il giusto da non poter essere sbugiardati."

    Potrei allora rispondere, parafrasando quanto egli scrive: "Il blogger non può pubblicare le foto a formato pieno, perché renderebbero lento il caricamento delle pagine. Ci sono delle regole che i bloggers ed i web masters in genere devono rispettare!!"

    Piuttosto, rioseba non ci spiega come mai sia possibile che le foto non è che sono state ridotte di dimensione lasciandole proporzionate rispetto al formato originale, ma sono state artificiosamente ritagliate sui lati e diversamente l'una dall'altra! Perché?

    RispondiElimina
  32. L'altro aspetto poco chiaro è questo:

    se nel cedere le foto a "la stampa" è stata prevista l'esclusiva ... bisogna chiarire in che termini è stata prevista questa esclusiva:
    - divieto di cedere le foto ad altri giornali
    - divieto di pubblicare le foto anche sul web

    Considerando che la foto è stata anche pubblicata sul web per l'appunto sul forum di md80, si potrebbe pensare che nella particolare clasula di esclusiva sia stata prevista tale possibilità con determinate limitazioni.
    Per capire nello specifico tali limitazioni sarebbe opportuno che l'utente caledonian (fabio.braghini@yahoo.it) fornisca i dettagli contrattuali intercorsi tra lui e "la stampa" in merito alle suddette limitazioni riguardanti l'esclusiva.

    E' ovvio che se rifiuterà di collaborare per dimostrare la sua eventuale buonafede, questo sarà un'ulteriore dimostrazione che il soggetto in questione ha qualcosa da nascondere.

    Inoltre per recuperare gli originali delle foto penso si possa sempre fare richiesta alla redazione de "La Stampa", non capisco tutta questa segretezza...

    RispondiElimina
  33. Su questo sito un po di info sull'eslusiva delle foto:

    http://www.gutenberg2000.org/come_vendere_le_proprie_foto_pg.2.htm#Esclusiva_e_Right_Managed

    ======
    Esclusiva e Right Managed

    Quando si cedono i diritti d’uso di una o più fotografie bisogna specificare in una ricevuta di consegna anche le caratteristiche dell’eventuale esclusiva pattuita. In genere l’esclusiva è richiesta dalle Agenzie Pubblicitarie che vogliono preservarsi da eventuali usi simultanei della stessa foto, per utilizzi analoghi ad una campagna pubblicitaria fatta da un’azienda concorrente o non. Per prassi e buon senso (non viene in genere sottoscritto), vale lo stesso per editori di mensili che pubblicano un servizio e non vorrebbero che un giornale concorrente pubblichi nello stesso periodo le stesse immagini. E’ apprezzata sempre la serietà di chi fornisce le foto, quando questi informa i propri clienti se quelle stesse foto sono inedite o in corso di pubblicazione su altra testata. Nel caso in cui venga richiesto esplicitamente l’esclusiva del materiale fotografico consegnato, questa va specificata nella durata (1 mese, 2 anni…), nella destinazione d’uso (copertina libro, doppia pagina, manifesto…) e relativamente alla zona (locale, regionale, nazionale, internazionale, Italia e Spagna…).
    Ovviamente chi richiede l’esclusiva, sa che dovrà pagare un prezzo più alto come “indennità” per il mancato guadagno dell’Autore che non potrà cedere ad altri le immagini nel periodo specificato.

    Rights Managed: sono le modalità di tempi di utilizzo e destinazione d’uso della foto specificati contrattualmente.
    ======

    Da qui si evince che le modalità d'eslusiva devono essere STABILITE CONTRATTUALMENTE, invece quel superficiale di Riosaeba afferma:

    "Beata ignoranza.
    Ad una testata giornalistica vendi la foto originale, di solito in formato RAW.
    Sarà la testata giornalistica a farne l'uso che crederà più consono!!! O no?! Ci pensi con la testolina o no?! Vibravito?!"

    Io la testolina la uso, infatti cerco sempre di approfondire ... te invece dal basso della tua superficialità e arroganza dai tutto per scontato ... CONNETTI prima di scrivere ...

    RispondiElimina
  34. per tutelare immagini immesse sul Web come in altri canali, esiste il sistema Watermark, con il quale si includono informazioni indelebili nel file immagine stesso. Non mi risulta che il Braghini ne abbia, a tutt'oggi, fatto uso. Come mai tutto questo interesse alla tutela del copyright solo ora e con quelle due "foto" da strapazzo?


    In informatica, il termine inglese watermarking si riferisce all'inclusione di informazioni all'interno di un file multimediale o di altro genere, principalmente allo scopo di specificarne l'autore o lo status in termini di copyright. Tali indicazioni, dette watermark, possono essere evidenti per l'utente del file (per esempio nel caso di una indicazione di copyright applicata in sovraimpressione su una immagine digitale) o latenti (nascoste all'interno del file); in quest'ultimo caso il watermarking può essere considerato una forma di steganografia. Poiché il termine inglese significa originariamente filigrana, la letteratura anglosassone utilizza in genere la forma estesa digital watermark (letteralmente "filigrana digitale").

    Estratto da: "http://it.wikipedia.org/wiki/Watermark_(informatica)"

    RispondiElimina
  35. Pare che La Stampa gli abbia elargito 70 euro. Mamma mia, settanta euro per un falso.

    RispondiElimina
  36. Il fatto è, caro Vibravito, che non vi sono originali.

    RispondiElimina
  37. Più si approfondisce la questione e più gli elementi oscuri crescono esponenzialmente ... rimaniamo in attesa dei chiarimenti del Braghini, in mancanza dei quali si avrà la conferma che gli originali non esistono ...

    RispondiElimina
  38. Ed è inutile che dà del falsario a me, quel cicisbeo. Lo deve provare! Venga qui a ritirarsi (così lo guardo in faccia, se ne ha una) l'hard disk con gli originali copiati dai DVD della videocamera. I falsi sono solo una consuetudine dei disinformatori.

    Inoltre, faccio presente che la mia videocamera Panasonic VDR-D50 ha la risoluzione video di molto inferiore rispetto alla Canon dei falsi sul fuel dumping (non ci arriva nemmeno a cannonate) ed è quindi naturale che le mie fotografie e filmati non siano a risoluzione elevata. Ciononostante alcune foto hanno una chiarezza ben maggiore dei tarocchi di quest'ultimo fake made in md80.it.

    RispondiElimina
  39. Straker,
    è giusto ribadire che il tuo materiale lo metti a disposizione, a dimostrazione della tua buona fede e onestà di fondo ... invece fabio braghini e quelli di md80 quando sono messi alle strette glissano e si defilano: questa è la prova della loro disonestà ... non c'è bisogno di aggiungere altro

    Un saluto e incoraggiamento.
    VibraVito.

    RispondiElimina
  40. Certamente, Vibravito. Ribadisco che il mio materiale è a disposizione di chiunque lo richieda per indagini approfondite.

    RispondiElimina
  41. ciao, con quello che costa oggi il carburante mi stupirei anche della perdita di una sola goccia.mentre i biglietti sono aumentati nell'ultimo anno del 25%, gli incidenti aumentano, strano...forse spendono per qualcos'altro? che bastardi.(e corrotti quelli di md80)

    RispondiElimina
  42. The captain of a Qantas 767 flight was forced to dump fuel before making an emergency landing at Sydney Airport on Saturday due to a hydraulic leak in the controls.

    It is the third mid-air emergency for the carrier in the past week, but air authorities say there is nothing to suggest any link between the incidents or any lowering of safety standards.

    A leak in the wing was detected on the Manila-bound Qantas flight QF 19, a Boeing 767 300 with 200 passengers on board, shortly after take off from Sydney at 1.20pm (AEST), an Australian Transport Safety Bureau (ATSB) spokeswoman said.

    The captain requested emergency clearance before returning to land safely at 3pm.

    "Air traffic controllers received a call from the pilot declaring an emergency and proceeded to give priority clearance for a landing at Sydney," An Air Services Australia spokesman told AAP.

    Passengers said the plane remained low in the sky for about five minutes after take-off and dumped fuel over the ocean east of Sydney before circling for more than an hour.

    http://news.smh.com.au/national/fuel-dumped-in-qantas-emergency-landing-20080802-3oww.html

    Domanda:

    Come è stato possibile eseguire il fuel dumping completo, quando tra la segnalazione d'emergenza e l'atterraggio sono passati solo 14 minuti?

    Risposta:

    Non si è mai verificata un'operazione di fuel dumping su Torino.

    RispondiElimina
  43. esatta e pertinente osservazione Straker.
    Non vi è stata nessuna emergenza quel giorno e a quell'ora.
    Il traffico aereo non ha subito alcuna variazione significativa, rispetto ai piani di volo, nel nord ovest italiano.
    Un aeromobile che dichiara emergenza mette nel caos il controllo aereo di una vasta zona geografica con riprogrammazione degli avviicinamenti, decolli, atterraggi. E non stiamo parlando di una zona come Cagliari dove il primo aeroporto alternato è Olbia. Qui si trovano coinvolti Milano Linate, Malpensa, Torino, Genova, Nizza, per citarne solo cinque.
    Complimenti per il gran lavoro di smascheramento della menzogna Straker (non ultimo Niko e tutti quelli che collaborano sempre).
    Avevamo forse bisogno di ulteriori prove?
    Forse per svegliare la gente imbambolata, si!
    E allora di prove ne arriveranno anche altre visto che noto con piacere che aumenta la raccolta fondi per il telemetro.
    Forza gente, contribuiamo tutti, appena avremo il telemetro, il mondo saprà a quale quota esatta questi avvelenatori gironzolano sulle nostre teste....e allora...altroché falsificare foto o discreditare a pagamento. Non gli basterà più. Ergo, i soldatini incapaci verranno rottamati, non prima di aver fatto una capatina davanti alla (loro) "disciplinare" per scarso rendimento, (per essere ottimisti)...il tempo stringe.

    RispondiElimina
  44. ciao, mike mi asuguro di cuore che possa accadere come dici,anche se nutro dei forti dubbi sulla magistratura in generale,sopratutto quando deve provvedere sulle decisioni dei politici nazionali, figuriamoci se hanno le palle per ostacolare lo scempio della nato in corso,le tv(wc) li sputanerebbero? il cielo è sempre più opaco,è uno schifo incredibile,ma nessuno se nè accorge,neanche molti di quelli che amano la natura, speriamo sempre e non molliamo mai.
    qui c'è il commento di brandolini alla risposta del venduto menia di an: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/cesena/2008/08/20/112385-roberto_menia_triestino_pupillo_gianfranco_fini_sottosegretario_....shtml

    RispondiElimina
  45. L'opinione di Brandolini in merito alla risposta del neofascista guerrafondaio Menia si può leggere anche dal suo sito:

    http://www.sandrobrandolini.it/

    RispondiElimina
  46. Davvero disgustosa questa ennesima banfata disinformativa. Non so chi si celi dietro i vari nick dell'equipe dei debunkers in generale, ma se davvero c'è un giuliacci o qualche tirapiedi a lui collegato, sappia che è stato PENOSO ieri a matrix assistere (se pur per pochi minuti, di più non ho resistito) alla scenetta mentana-giuliacci che duettavano sulla credibilità del secondo personaggio, alta (secondo loro)anche grazie alla popolarità ormai raggiunta di costui, che non ha perso poi l'occasione di riempirsi la bocca col global warming. Non me la tirerei tanto. Io non mi risparmio mai di spiegare per bene ai miei interlocutori (chiunque siano e comunque la pensino o reagiscano), riguardo le previsioni meteo, la FALSITA' di quanto dichiarano i "telegenici" meteorologi sul tempo, che è ormai il risultato di una dissennata e spietata manipolazione artificiale realizzata, tra gli altri scopi, con intollerabili operazioni di avvelenamento collettivo di matrice militare. DELINQUENTI.

    RispondiElimina
  47. Brava, Ginger, concordo con il tuo giudizio. Anche io ieri non ho resitito che pochi munuti nel vedere quelle facce di tolla raccontare balle.

    Riguardo all'ennesimo fake di md80.it ho altre chicche a conferma di quanto già espresso nel post, ma non solo sulla questione fuel dumping. Ci so altre cosette che inchiodano definitivamente i truffatori alle loro responsabilità di falsari. Falsari per coprire chi e perchè?

    RispondiElimina
  48. Scie chimiche, il Ministero dell’Ambiente risponde all’interrogazione dell’On. Brandolini

    Scritto da Sandro Brandolini
    lunedì 18 agosto 2008

    «Non sono soddisfatto. Su alcuni quesiti non ho nemmeno ricevuto risposta»

    Cesena, 18 agosto 2008

    Il Ministero dell’Ambiente, per mezzo del Sottosegretario On. Roberto Menia, ha risposto nei giorni scorsi all’interrogazione presentata nel mese di giugno dall’On. Sandro Brandolini sul fenomeno delle cosiddette “scie chimiche”.
    «Nella mia interrogazione – spiega Brandolini – chiedevo al Governo di fare chiarezza su un tema per molti versi oscuro, soprattutto in relazione alle eventuali conseguenze per la salute dei cittadini».
    «La risposta del Ministero – prosegue Brandolini – non mi lascia soddisfatto. Nella mia interrogazione chiedevo infatti quali iniziative il Governo intendesse assumere per informare la popolazione su questo tema e se il fenomeno fosse oggetto di rilevazione o di studio da parte del Governo. Ciò che emerge, invece, è che l’argomento è ancora scarsamente conosciuto e, relativamente alle iniziative del Governo, non ho nemmeno ricevuto risposta».
    Si legge nella risposta del Ministero: “Oltre al materiale dei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile trovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano posizioni fortemente critiche”; e ancora: “dall’esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l’esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico”.
    «Secondo il Ministero – conclude Brandolini – l’interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione (formate essenzialmente da acqua in forma di cristalli di ghiaccio e prodotte dagli scarichi degli aerei o dalle turbolenze causate dalle ali) che sono durate più a lungo ed hanno assunto una forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche. Purtroppo non è dato avere informazioni più precise, dato che lo stesso Ministero dichiara che “solo ulteriori e complessi studi, che coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli enti preposti al loro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta definitiva”, senza prevedere alcuna iniziativa che faccia finalmente luce su un fenomeno che preoccupa i cittadini».

    RispondiElimina
  49. Sono LORO del ministero che DEVONO dare il via a qualunque forma di indagine a riguardo. E' troppo comodo, oltre che criminale, affermare che non si hanno dati. Ma miseria, giriamo la carta al contrario: non è la gente che deve dimostrare con missioni impossibili l'esistenza delle chemtrails (peraltro già ampiamente documentata con prove a iosa), sono loro che devono dimostrare alla gente, con metodi scientifici e inequivocabili, che quelle rilevate e denunciate non sono contrails, come vigliaccamente affermano!

    RispondiElimina
  50. Mi pare chiaro, Ginger, che quei lestofanti del Ministero hanno la coda di paglia. Sanno bene che indagini approfondite li porterebbero dritti dritti alla forca per complicità reiterata in genocidio.

    RispondiElimina
  51. Ciao Straker,
    Leggi l'ultimo commento commento (yougers).

    Quest'altro (Epoxynous) invece arriva direttamente da contrailscience.com :
    "This is an Aerodynamic Contrail, not an exhaust contrail"

    Non so se ridere o pinagere...

    Ciao a tutti !

    RispondiElimina
  52. Ah... i compagni di merende dei noti disinformatori nostrani!

    RispondiElimina
  53. Ulteriore testimonianza che qui riporto e che conferma, una volta di più, l'impossibilità di eseguire un fuel dumping completo in poco meno di 5/8 minuti.

    Ringrazio Maria per l'utilissimo contributo.

    Maria

    Faccio riferimento all'ultimo articolo - fotomontaggio di md80.it. Sono stata personalmente coinvolta in un'emergenza che ha richiesto lo scarico del carburante, venendo da New York - Francoforte. Il carrello non usciva e così abbiamo girato INTORNO alla citta per un'ora - un'ora e mezza... sembrava un'eternità, perché sapevamo dell'atterraggio sulla pancia. Il carello è poi uscito ma un'ala si è spezzata. Pompieri - ambulanze, l'attesa...

    Insomma credo che difficilmente accadano queste manovre se non per un motivo serio.

    RispondiElimina
  54. Una testimonianza davvero importante,
    grazie Maria.

    RispondiElimina
  55. Una precisazione di Maria...

    ......Giusto per chiarire - era luglio del 1992 - la compagnia Continental..... il giorno dopo l'evento era in prima pagina .... oggi non più rintracciabile in internet... perché meno male non è successo nulla di grave. Ciao Maria

    RispondiElimina
  56. Infatti, riflettendo sulle parole di Maria potrebbe parere strano che non sia stata fatta notizia sull'evento, se si trattava di un fatto così raro (ed inoltre, in fondo, avrebbe implicato un atterraggio di emergenza), ma che se ne parli solo su un forum, quattro chiacchiere tra amici...e che poi spunti fuori una foto casuale(!!)...che per combinazione finisce alla stampa come foto amatoriale.

    RispondiElimina
  57. Infatti. La notizia del rientro è apparsa su pochi siti on line ed inoltre l'ansa l'ha rimossa. Nessun quotidiano cartaceo ne ha parlato e tantomeno alcuno ha fatto menzione del fuel dumping.

    Con i giornalisti che abbiamo, vuoi che non ci avrebbero fatto un poema sopra? Invece niente e nemmeno al controllo di Torino ne sanno nulla, il che è tutto dire.

    Hanno voglia ad insultare. Sono dei pataccari da quattro soldi.

    RispondiElimina
  58. Quelli di md80 sono buoni solo ad insultare ... in quanto a riportare FATTI e PROVE zero assoluto: l'utente autore delle foto ritoccate "caledonian" (fabio braghini) è praticamente scomparso ... potrebbe tranquillamente sbugiardarci fornendo gli scatti originali per sottoporli a una verifica ... invece si è completamente defilato ... per cui niente scatti originali = foto tarocco.

    md80 = pataccari della peggiore specie

    Un saluto e incoraggiamento.
    VibraVito.

    RispondiElimina
  59. Direi che non ci sono dubbi sulla loro malafede. D'altro canto la veemente violenza verbale dimostra che non hanno altri argomenti validi.

    Conoscendo certi elementi e visti i metodi, non mi stupisce affatto che si verifichino incidenti come quello della SpainAir.

    RispondiElimina
  60. FUEL DUMPING
    Scarico carburante

    http://www.traffico-aereo.it/pages/sic/sic02/sic02_0.htm#09


    Può causare:

    Problemi per la mancata nebulizzazione del carburante

    Se lo scarico avviene subito dopo il decollo, problemi per gli aeromobili che seguono

    Ci si può aspettare:

    Scarico senza autorizzazione preventiva in caso di avaria al motore dopo il decollo per ridurre il peso

    Possibilità di nessuna comunicazione radio durante lo scarico carburante

    Assegnazione di un'area prevista per lo scarico in conformità alle norme locali

    Si deve ricordare:

    A S S I S T

    Informare il supervisore

    Fare una trasmissione generale per avvisare gli altri aeromobili all'inizio ed al termine dello scarico

    Separazioni orizzontali e verticali (minimo 2000 FT) in accordo alle norme locali

    Non scaricare al di sotto di uno specifico livello (preferibilmente non al di sotto di 5000 FT AGL)

    Tempo necessario

    Quantità e tipo di carburante

    Se necessario informare il pilota circa:

    Informazioni meteo (vento in quota aggiornato, visibilità, ceiling, QNH, ecc.)

    L'evitamento di aree densamente popolate

    RispondiElimina
  61. come al solito Straker centra in pieno il problema.
    Il fuel dumping non è un'operazione da prendere alla leggera.
    Viene effettuata sempre (o almeno dovrebbe) in condizioni di urgenza, ovvero quando un aeromobile deve riatterrare nel più breve tempo possibile.
    Certamente le compagnie non fanno salti di gioia quando si prefigura una eventualità tale.

    Il carburante è una voce molto gravosa del bilancio ma quando il comandante di un aeromobile, lui e solo lui, decide di effettuare il fuel dumping, le condizioni di sicurezza del volo sono al limite degli standards imposti per quel velivolo.

    Qui il punto è che non si è trattato di fuel dumping ma di bio-chemical dumping ordinato da chi ha predisposto il programma di aerosol da effettuare con piloti a bordo o con droni.

    Rilascisare carburante infiammabilissimo a quote basse e sopra i centri abitati e in area densamente trafficata di altri aerei è un'operazione vietata a meno che non ci sia un'emergenza tale da non poter avere altre scelte.
    E, palesemente, non sembra essere questo il caso, vista la non menzione dei media che invece avrebbero dovuto dare risalto a una bella pioggia di cherosene fresco fresco sulle teste dei torinesi.
    E poi, parliamoci chiaro, la falsa notizia è senza ombra di dubbio la solita pezza rattoppata male, cucita dai soliti noti mistificatori operanti in ambiente militare...non c'è da indagare oltre.
    Sono loro che tentano di nascondere questo scempio, comandati e istruiti (molto male aggiungo io) da una regia ben più in alto di loro.
    E siccome il progetto di insabbiatura sta facendo acqua da tutte le parti, i casi sono due: o i mandanti non hanno le idee chiare sugli ordini da impartire, o le consegne recepite dagli esecutori sono mal eseguite.
    Nella stanza dei bottoni c'è maretta.
    Noi non dormiano.
    Grazie Straker.

    RispondiElimina
  62. Giusto Mike. Nel pomeriggio pubblicheremo un articolo che chiarirà in modo incontrovertibile (e con testimonianze esterne) che il fake di md-80 è un fake con i fiocchi. A tra poco!

    RispondiElimina
  63. Sul forum di MD80.it [QUI] hanno rimosso il secondo post dell'utente flyer99, nel qual, in risposta ad una richiesta dello staff di md80, faceva notare che già da tempo eano stati eseguiti degli esposti ed inoltre riportava il link alla registrazione con i responsabili di Milano Malpensa. inutile dire che la redazione di md80.it, al fine di salvarsi ancora il sederino, ha rimosso prontamente lo scomodo post.

    RispondiElimina
  64. Altro che rimuovere post...dovrebbero
    levarsi dalle palle, chiudere completamente il sito sti pataccari !

    RispondiElimina
  65. bella =)
    poveri fallitiiiiii

    Il forum di MD80 esiste ancora (che coraggio!!!)
    ma le due foto sono ancora deletate
    haha epic fail

    comunque spulciando il sito e visionando i raduni, alcuni foto, leggere come descrivono ad esempio la visita nella torre di controllo è facile notare che si tratta di personaggi facente parte dello stesso ambiente di lavoro, probabilmente dentro l'aereoporto.
    Come se dei colleghi in un ufficio, che non hanno un azz da fare e/o non hanno voglia di fare un azz,
    durante le ore di lavoro aprono un sito e un relativo forum per poi scriverci =P


    si potrebbe ancora recuperare
    i file di niko ?
    Forse è passato troppo tempo.

    RispondiElimina
  66. Il fuel damping è uno procedimento che si attua in particolari circostanze, in genere, di emergenza quando il carico del velivolo (pagante, merci più carburante) non consentirebbe un atterraggio in sicurezza del velivolo, in certe condizioni atmosferiche e ambientali (per es. lunghezza pista per il dato velivolo con dato peso). Si effettua ad una altitudine considerevole, talvolta prossima a quella di crociera, in determinate e PREVISTE aree, proprio per limitari i danni e consentire alla piùparte del carburante volatile di evaporare prima di toccar terra.

    RispondiElimina

ATTENZIONE! I commenti sono sottoposti a moderazione (esclusi gli utenti autorizzati) prima della loro eventuale pubblicazione.

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

AddThis