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sabato 12 novembre 2016

Donald Trump e la geoingegneria clandestina



Donald Trump? Almeno ha una moglie che non è un marito...

Così, dopo un’estenuante campagna elettorale, è stato eletto Donald Trump il giorno 9 novembre (11 9) 2016, come quarantesimo e quinto Presidente degli Stati Uniti d’America. Sia ben chiaro: non siamo fautori della sua psicopatica “rivale”, Killary Clinton, ma non siamo neppure così ingenui da illuderci che abbia prevalso un candidato del tutto libero dal pesante condizionamento delle élites mondialiste o di una loro fazione.

Probabilmente non hanno torto quei ricercatori che considerano gli Stati Uniti una colonia del Vaticano: essi vedono nei Gesuiti i controllori del Nuovo ordine mondiale. E’ vero che la Chiesa cattolica non dispone di un esercito, ma non solo possiede un patrimonio finanziario ed immobiliare immenso, esercita anche uno straordinario influsso spirituale in moltissimi paesi del globo. Non ci pare, insomma, il classico due di coppe, anzi.

Il governo segreto, di cui il Vaticano con la Compagnia di Gesù, il Sovrano militare ordine di Malta, l’Opus Dei, l’Ordine di Colombo etc., è comunque pezzo forte, potrebbe aver deciso di piazzare alla Casa Bianca, invece della screditata, inqualificabile Clinton, una figura carismatica, ma pur sempre pilotata dai cosiddetti Illuminati? Non lo sappiamo, perché non possiamo conoscere gli arcana imperii, semmai siamo in grado di leggere in filigrana qualche disegno della cricca.

Tralasciamo tutti gli indizi disseminati in varie produzioni della cultura popolare da cui pare di evincere che il trionfo di Trump sia stato uno dei tanti eventi decisi ed orchestrati dai soliti noti. Ricordiamo, invece, com’è scritto nel Vangelo, che “l’albero si vede dai suoi frutti”. Ora, bisogna sottolineare che negli Stati Uniti, gli attivisti contro la geoingegneria clandestina e più in generale contro i vari crimini governativi, a differenza di quanto accade nella nostra povera Italia, sono abituati ad agire in stretto contatto con le istituzioni. I cittadini interpellano i rappresentanti delle comunità locali, persino deputati e senatori del Congresso; li incalzano, li subissano di istanze: a volte questi attivisti sono persino invitati a partecipare alle sedute di consigli comunali, ai dibattiti di commissioni e via discorrendo. Dunque è prevedibile che, entro poco tempo, gli alacri, combattivi e tenacissimi cittadini sullodati prenderanno contatto con l’entourage di Trump per ottenere che le micidiali operazioni di geoingegneria illegale siano ammesse come reali ed interrotte quanto prima. Con lo spaventoso Barack Obama (Barry Soetoro) non si è ottenuto alcunché, in quanto il Presidente uscente (premio Nobel per la "pace") è legato a doppio filo agli apparati di potere che perpetrano i più atroci misfatti contro la popolazione quasi sempre inconsapevole.


In latino si dice “Hic Rhodus, hic salta!”, ossia “Qui [è] Rodi, salta qui”. Il senso è il seguente: “Dimostraci qua e ora le tue affermazioni”. Veramente Trump, che ha asserito di considerare il cosiddetto “riscaldamento globale” una fandonia con cui certi furbastri lucrano introiti giganteschi, sarà disposto a compiere il passo successivo, cioè a riconoscere che i disastri climatici ed ambientali sono causati dalle operazioni di geoingegneria illegittima? Con il magnate assisteremo ad una vera svolta sul piano planetario? Si eviterà il Terzo conflitto mondiale o, per vie traverse, lorsignori riusciranno lo stesso a scatenarlo?

Una provocazione di Trump non ci è piaciuta: egli, dimostrando un atteggiamento filosionista, tipico delle amministrazioni a stelle e strisce, progetta di trasferire la sede dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Come inizio non è dei migliori… In ogni caso non abbiamo pregiudizi: restiamo alla finestra ed aspettiamo. Se entro sei-sette mesi al massimo, non si vedranno dei risultati concreti, significa che ha ragione Giordano Bruno (1548-1600) quando annota: “Chiedere al potere di riformare il potere… Che ingenuità!”.

[1] Il caso Trump, mutatis mutandis, ricorda il dimenticato Keshe, l’ingegnere iraniano che qualche anno fa promise, attraverso l’uso di una particolare energia, che in breve tempo l’umanità sarebbe stata emancipata dall’uso dei combustibili fossili, liberata dall’inquinamento e dai problemi economici. Sarebbero stati anche intrapresi emozionanti viaggi nello spazio ed altre mirabilia. Chi rammenta questi fantastici scenari caduti nel nulla?


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martedì 17 novembre 2015

Cucù, c’est moi!



Il giorno 13 novembre 2015 Parigi è stato il palcoscenico di un ennesimo inside job-false flag. E’ difficile stabilire se la strage parigina, sicuramente orchestrata e perpetrata dai servizi segreti internazionali o, meglio, da una potente e feroce confraternita come l’Hathor Pentalpha (Hathor nell’antico Egitto è un’ipostasi della dea Iside… Iside evoca l’I.S.I.S., il califfato anti-islamico), abbia causato veramente vittime o sia stata una sorta di “girato” cinematografico con tanto di set, comparse, sangue finto, effetti speciali, come nel caso di Charlie Hebdo. Le fonti ufficiali non sono attendibili; i filmati e gli scatti fotografici sono quello che sono, spesso sfocati, con angolazioni improbabili; inoltre riprendono ambulanze, gente spaventata, forze dell’ordine, pattuglie, ma non inquadrano feriti e vittime, se non in contesti dubbi, con persone uccise (?) i cui vestiti non presentano una sola macchia di sangue. Le interviste rilasciate da “parenti” ed “amici” delle presunte vittime sembrano esibire il solito copione, con dolore e sdegno simulati.



Ci vorrebbe molto tempo per sviscerare l’episodio parigino: già molti giornalisti indipendenti hanno cominciato ad evidenziare le contraddizioni ed i particolari inverosimili delle versioni propalate dai media di regime. Qui basti, almeno per ora, ricordare che la verità su quanto accaduto nella capitale francese è certamente diversa da quanto raccontano gazzettieri e falsi testimoni: in un altro ambito, si ripete quanto avvenne con il disastro dell’aereo appartenente alla compagnia Germanwings, quando, a distanza di poche ore dall’incidente, la disinformazione cominciò a creare un groviglio tanto inestricabile di antefatti, vicende, personaggi, scopi, azioni… da far invidia ad un indigesto romanzo di Umberto Eco.

Vorremmo, ripromettendoci di tornare sull’accadimento, se sarà possibile, sottolineare un aspetto rilevante: da solo, per sineddoche, riesce pressoché a dimostrare che la carneficina allo stadio di calcio ed al teatro Bataclan, è stata una sceneggiata, in stile Palazzo Chigi. Tra le numerose foto che immortalano spettatori del concerto o dell’amichevole, si nota una giovane che abbiamo già visto in altre occasioni tra le persone disperate che erano nei pressi della scuola di Sandy Hook, nel cinema di Aurora e durante la maratona di Boston, dove esplosero degli “ordigni”. Le ipotesi sono due: o questa donzella è talmente sfortunata che si trova sempre nel luogo sbagliato al momento sbagliato o è una crisis actress, un’attrice abituata a recitare la parte della consanguinea o amica affranta sul luogo di un’operazione false flag (psychological operation).

La presenza di questa figurante in almeno tre occasioni diverse dovrebbe insinuare qualche perplessità sulle ricostruzioni ufficiali che, anche a prescindere da ciò, fanno acqua da tutte le parti.

Per adesso rinviamo alla lettura degli articoli salienti su questo nuovo vaudeville, non mancando, però, di sottolineare che, interpretando la situazione parigina, bisogna evitare di cadere nel solito dualismo: non si deve attribuire, per esempio, la mattanza (?) solo alla N.A.T.O. o ai servizi segreti di un singolo stato, come se queste entità agissero contro la Francia o l’Unione europea per costringerle ad accettare chissà quale clausola-capestro di chissà quale accordo. E’ palese che tali atti sono ideati e compiuti da poteri sovranazionali, rispetto ai quali la stessa N.A.T.O. ed il Mossad sono come pedoni rispetto alla regina nel gioco degli scacchi. La longa manus è pericolosissima soprattutto perché ignora e trascende qualsiasi appartenenza nazionale oltre che qualsivoglia scrupolo etico.


Fonti:

- Maratona di Boston: quando il governo è il tuo peggiore nemico, 2013
- Quando il mondo è un palcoscenico: canovacci ed attori per le operazioni “falsa bandiera”, 2015
- Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi: completamente falsa la versione ufficiale!, 2015
- Paris Shooting: 10 Ways It Looks Like A Hallmark False Flag Op, 2015
- Paris Terror Attacks Executed To Lock Down Climate Summit Conference, 2015
- Paris Attacks: A Perfect Pretext For NATO To Mobilize in Syria and Iraq, 2015
- Strage a Parigi, operazione militare truccata da jihadismo
- Attentato Isis Parigi, “terroristi bianchi, come soldati”, 2015
- Ci vogliono in guerra, l’Isis è solo manovalanza (di fiducia), 2015
- Charlie Hedbo: Secretati i documenti. Perché?


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sabato 4 luglio 2015

L’enciclica “Laudato si’”, l’Agenda 21 e la geoingegneria clandestina



Il giorno 18 giugno 2015 è stata pubblicata l’enciclica di papa Francesco, “Laudato si’”. Come avevamo previsto, il testo è, nel migliore dei casi, un'accozzaglia di luoghi comuni ispirati ad un ambientalismo fumoso ed ambiguo. La lettera è pressoché identica, se si esclude per la lunghezza, a quei patetici elaborati prodotti dagli studenti di scuola media, temi in cui si ripetono stereotipi e buoni proponimenti, inculcati dai media ufficiali.

La lettera del pontefice è costellata di esortazioni ad amare la natura, a considerare il creato come la nostra casa, a non sfruttare le risorse della Terra in modo indiscriminato, se desideriamo lasciare un’eredità alle nuove generazioni, a non anteporre biechi interessi economici alla protezione dell’ambiente etc. Intendiamoci: alcuni incitamenti e talune idee sono condivisibili; sono, invece, gli obiettivi non dichiarati e le riserve mentali a rendere “Laudato si’”, come è stato osservato da Mike Adams in “Vatican climate science: world depopulation”, un inquietante documento del mondialismo “ecologista”. [1] Numerose spie linguistiche denunciano la stretta parentela dell’enciclica con l’Agenda 21, il piano ideato dalle sedicenti élites che mira allo sfoltimento della popolazione con il pretesto di tutelare Gaia, minacciata – udite! udite! – dai cambiamenti climatici indotti dalle emissioni di biossido di carbonio. [2] E’ proprio così: le parole-chiave sono “cambiamenti climatici”, “riscaldamento globale”, “gas serra”, “sostenibilità” e via discorrendo [3]. È lo stesso repertorio lessicale dei più spregiudicati globalizzatori che trovano nell’attuale papa il loro autorevole e carismatico portavoce.

Se Tizio o Caio mentono sulle vere ragioni dei disastri ambientali, pazienza, ma, se a mentire è il vescovo di Roma, è una catastrofe, visto l'immenso credito di cui godono i personaggi importanti e carismatici.

Da buon gesuita, papa Bergoglio usa la dialettica, nel suo caso una dialettica semplice ma studiatissima nella sua semplicità, per catturare il consenso di un pubblico talmente vasto che oltrepassa la già cospicua platea dei cattolici. Così la sua enciclica, se solo la si sfronda degli artifici retorici, rivela la sua orribile natura, simile ai “sepolcri imbiancati” di evangelica memoria; è di fatto una pubblicazione perfettamente allineata con il pensiero unico, senza neanche un cenno alle vere radici dei problemi ambientali: la geoingegneria clandestina con annessi e connessi. Invano cercheremo nel pur corposo trattato un richiamo alla geoingegneria ufficiale, mentre l’autore auspica l’istituzione di poteri sovranazionali per gestire la difficile fase climatica e demografica. Ecco dove vuole andare a parare il papa: per risolvere le crisi ambientali, sociali ed economiche è necessario che gli stati nazionali rinuncino a molte delle loro prerogative per delegarle ad autorità planetarie… Il Nuovo ordine mondiale è servito in salsa pontificia.

Altro aspetto tipico della propaganda globalizzatrice è la tendenza a incolpare il singolo ed i suoi comportamenti, senza additare nel complesso militare-industriale il vero responsabile dei flagelli ambientali, come se gettare una cartaccia una tantum su un marciapiede ed inquinare l’intero pianeta con le radiazioni nucleari fossero azioni da considerare alla stessa stregua.

Non lasciamoci ingannare dalle finte schermaglie tra il papa e Jeb Bush: costui, che di recente ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del Partito repubblicano per la corsa alla Casa bianca, è insorto contro l’enciclica, affermando che essa presenta ingerenze nell’economia, materia che Bergoglio ignora. E’ appunto una pantomima, poiché Jeb Bush è legato a doppio filo al Vaticano, essendo affiliato al cattolicissimo Ordine di Colombo. L’esecranda alleanza Vaticano-Stati Uniti è di lunga data. Jeb Bush ha dunque tutte le credenziali e le aderenze per diventare il prossimo presidente di U.S.A.tana, magari attraverso un clamoroso false flag, in preparazione da anni.

In verità all’interno della sinarchia esiste una perfetta unità di intenti circa i progetti da attuare. Papa Francesco nel mese di settembre si recherà in visita negli Stati Uniti, ospite del deleterio Barack Obama (Barry Soetoro): sono incontri al vertice in cui i fantocci, manovrati dai burattinai, si esibiscono in sorrisi e strette di mano a favore del popolino. Sono incontri con cui si suggellano coram populo innominabili accordi presi da altri potentati che agiscono dietro le quinte, ossia diverse agenzie dell’O.N.U. ed influenti logge sovranazionali. Uno di questi accordi, incuneato nell’Agenda 21 cui si accennava sopra, contempla il trasferimento di interi gruppi umani da un’area ad un’altra: è quanto sta accadendo con i flussi migratori dall’Africa verso l’Europa; è quanto rischia di accadere in California, anzi nell’intero sud ovest della Confederazione, dove, a seguito di una paurosa siccità artificiale, l’O.N.U. prospetta uno spostamento di milioni di persone con il fine occulto di ridisegnare i confini di Stati Uniti e Messico. In questo quadro la sinistra esercitazione militare denominata “Jade Helm”, addestramento che a settembre toccherà il culmine, è interpretata da attivisti statunitensi come un'attività finalizzata a simulare scenari funestati da una calamità “naturale”.

Così, mentre la situazione precipita, ci tocca leggere le scempiaggini di Bergoglio, per di più puntellate su documenti delle Nazioni Unite ed encicliche di Giovanni Paolo II, fiancheggiatore della C.I.A.

Come concludere? Papa Ciccio, hai fatto un bel pasticcio!


[1] L'incremento dell'effetto serra è un fenomeno climatico scientificamente pianificato. E' una manifestazione del tutto voluta ed innaturale, al fine di ufficializzare la geoingegneria e, nel contempo, operare in modo impunito per creare un'atmosfera utile alle comunicazioni in banda Ka. D'altronde, se si elimina la nuvolosità naturale e si crea uno strato di plasma artificiale, non si genera un aumento delle temperature globali?

[2] L’editoriale di Mike Adams è tradotto qui.

[3] “Agenda 21”, ossia azioni da intraprendere nel XXI secolo, è una scellerata iniziativa dell’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti) che, dietro il paravento della necessità di promuovere uno “sviluppo sostenibile”, attua piani di sfoltimento della popolazione e di sfruttamento di interi paesi. Il tutto, come sempre, con la ridicola scusa del riscaldamento globale, accollato alle emissioni in atmosfera di biossido di carbonio.


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sabato 25 ottobre 2014

L'era tecnotronica secondo Zbigniew Brzezinski (articolo di Corrado Penna)

Zbigniew Brzezinski… chi è costui? Chi è questo personaggio, il cui nome e cognome sono un impronunciabile ingorgo di consonanti? Eminenza grigia ai tempi del Presidente “democratico” Jimmy Carter, Brzezinski è uno dei più diabolici e sfacciati globalizzatori che appestano il pianeta.

Qui di seguito riportiamo alcuni estratti dal libro di Zbigniew Brzezinski intitolato "Tra due età, il ruolo dell'America nell'era tecnotronica" (Between two ages: America's rôle in the technotronic era).



"Allo stesso tempo, la capacità di affermare il controllo sociale e politico sulla volontà individuale sarà intensificato. Presto sarà possibile stabilire il dominio quasi continuo su ogni cittadino e tenere aggiornati i files che contengono anche i dettagli più personali sulla salute e sul comportamento di ogni persona, oltre alle informazioni più usuali".

"Questi files saranno oggetto di tracciatura istantanea per opera delle autorità. Il potere è in mano a coloro che controllano le informazioni. Le nostre attuali istituzioni saranno sostituite da organi preposti alla gestione delle crisi, il cui compito sarà quello di individuare, in anticipo, probabili questioni sociali e di sviluppare programmi per affrontarle".

"Questo incoraggerà le tendenze nel corso dei decenni successivi verso un'era tecnotronica, una dittatura, lasciando ancora meno spazio alle istituzioni politiche nel modo in cui le conosciamo. Infine, in vista della fine del secolo, la possibilità del controllo biochimico della mente, della manipolazione genetica dell'uomo, compresi gli esseri bionici che funzioneranno e ragioneranno come uomini, potrebbe dar luogo ad alcune difficili questioni".

"Ciò che rende gli Stati Uniti d’America unici è la loro volontà di sperimentare il futuro, che si tratti di pop art o di LSD. Oggi, gli U.S.A. sono la società creativa; gli altri, più o meno consapevolmente, sono al rimorchio”.

Se qualcuno si chiede chi sia questo Brzezinski, ricordiamo la sua qualifica di docente di Scienze politiche ed il suo ruolo di Consigliere alla sicurezza nazionale sotto il presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter. Egli è esponente del Club di Roma, del C.F.R. (think thank la cui fondazione è attribuita da alcuni autori ai Gesuiti, n.d.r.) e, secondo le ricerche di John Coleman, sarebbe rappresentante anche del "Comitato dei 300" nonché della Nobiltà nera polacca (per Nobiltà nera si intende un’aristocrazia elitaria impegnata nella costruzione del Nuovo ordine mondiale).

Oltre al libro succitato, Brzezinski ha scritto anche il trattato di geopolitica "La grande scacchiera", nel quale vengono esposte idee di lì a poco messe in pratica (ad esempio, l'intervento armato degli U.S.A. nei Balcani, realizzato all'inizio di questo secolo, è preconizzato nel saggio). Come potrebbe il Nostro aver preannunciato certi eventi, se non fosse stato a conoscenza di precisi piani o se non fosse egli stesso ad elaborarli all'interno delle organizzazioni mondialiste?

Quanto annota Brzezinski non è quindi il vaneggiamento di un folle, ma la lucida enunciazione di un progetto che i componenti di una certa cricca intendono attuare. La progressiva digitalizzazione dei documenti (eufemisticamente definita "smaterializzazione") all'interno della pubblica amministrazione e della scuola italiana è solo un esempio di quanto vaticinato da Brzezinski nel suo volume sull'era tecnotronica. Il movimento transumanista che "sogna" uomini con innesti robotici è un’altra proiezione su un imminente futuro. La tessera sanitaria che serve a digitalizzare tutte le informazioni inerenti alla salute di un individuo corrisponde esattamente a quanto preannunciato nel libro ("tenere aggiornati i files che contengono anche i dettagli più personali sulla salute e sul comportamento di ogni cittadino"). La propaganda martellante per l'innesto del microchip, prima negli animali e poi negli uomini, appartiene evidentemente al medesimo disegno diabolico, proprio come la diffusione di trasmissioni per bambini in cui si vedono personaggi con l'antenna sul capo e lo schermo sulla pancia (si pensi ai i famigerati “Teletubbies”).

Quanto al "controllo biochimico della mente" questo è in realtà già da tempo una realtà attraverso l'uso sempre più diffuso di psicofarmaci, senza dimenticare i composti aviodispersi (scie chimiche) e le parallele tecnologie di controllo delle mente tramite segnali elettromagnetici.

Mentre gli esponenti dell'élite globale prevedono future manipolazioni del D.N.A. umano, i governi da loro controllati avviano la schedatura genetica della popolazione. Che quest'ultimo progetto serva a qualcosa di buono per la salute degli esseri umani è difficile da credere, altrimenti i cittadini ed i medici sarebbero avvisati dell'alta percentuale di persone portatrici di quei geni che predispongono all'intolleranza verso il glutine.

Di conseguenza possiamo facilmente arguire che quando Brzezinski afferma, "ciò che rende gli Stati Uniti d’America unici è la loro volontà di sperimentare il futuro, che si tratti di pop art o L.S.D.", intende dire in realtà che gli Stati Uniti sono il luogo ove la masnada sperimenta molte delle tecnologie che vengono poi diffuse nel resto del mondo.

John Rappaport in un suo recente articolo ci informa su un "programma di ricerca per cui l'esercito statunitense sta tentando di ottenere i dati biometrici di tutta la popolazione afghana", secondo le linee di un documento intitolato "Guida agli ufficiali per i rilievi biometrici in Afghanistan: osservazioni, note e modalità" e consultabile qui.

Come scrive Rappaport “Attraverso l'uso di apparecchi elettronici, le impronte digitali, la raccolta di campioni di D.N.A. e le ‘interviste’ realizzate alla popolazione, l'esercito a stelle strisce sta perseguendo un obiettivo terrificante: l'identificazione e la schedatura di tutti i 25 milioni di Afghani che vivono non solo nelle città e nei villaggi, ma anche di quelli che abitano su montagne impervie. I profili individuali includono una valutazione sull'eventuale livello di pericolosità del soggetto”.

Mentre l'esercito, la polizia, i servizi segreti si dotano di nuove e potenti tecnologie che permettono di identificare, controllare, monitorare qualsiasi spostamento di ognuno di noi, intercettandone le comunicazioni, possiamo davvero credere che non si riesca a bloccare il traffico e lo spaccio degli stupefacenti? La realtà non è che non si riesce, ma che non si vuole. Ai più alti livelli delle élites mondiali si è infatti deciso, come rivela Brzezinski nel suo testo, di implementare il "controllo biochimico della mente", evidentemente anche attraverso droghe legali (psicofarmaci) e illegali (eroina, cocaina, crack e quant'altro).

Fonte: scienzamarcia

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sabato 5 marzo 2011

Misteriose presenze

Freda ti frega.

Nella puntata di “Mistero”, andata in onda il 28 febbraio scorso, per delineare il cosiddetto "Nuovo ordine mondiale" [ VIDEO ], sono stati intervistati due personaggi quanto mai ambigui e controversi, ossia Paolo Franceschetti e Leo Zagami: si può affermare, senza tema di smentita, che costoro sono tutto, fuorché divulgatori cristallini.

Un po’ intrattenitori, un po’ giullari cui il re consente di sbizzarrirsi in lazzi ed in attacchi irriverenti contro il potere, ambedue hanno soltanto scrostato un po’ di vernice per dare l’impressione di essere contro il sistema, rivelando che dietro le quinte della politica internazionale agiscono oscure confraternite. Gli sconvolgenti annunci del duo sono stati rincalzati da un David Icke [ VIDEO ] in forma smagliante che, interpellato sul riscaldamento globale, l’ha correttamente denunciato come frode, per tacere, però, del tutto sulla Geo-ingegneria. E’ un’imperdonabile omissione che la dice lunga sul ruolo di autori che, in verità, sono agenti.

Del resto, anche la coppia Franceschetti-Zagami si è ben guardata dal citare sia i Gesuiti sia la mortale operazione “scie chimiche” con tutte le sue ripercussioni. Intendiamoci: è errato indicare come unica artefice delle congiure la compagnia fondata da Ignazio De Loyola, ma scagionarla insieme con il Vaticano, che è uno dei nefasti centri della tirannide mondiale, è segno di inammissibile leggerezza o di intenzione di depistare. Non esistono solo i pur criminali Sion, Londra e Washington. Certo, individuare i veri ideatori delle attività chimico-biologiche è arduo, mentre è agevole indicarne i responsabili, poiché gli stati (compreso quindi lo Stato della Città del Vaticano), il complesso militare-industriale, le multinazionali, l’apparato finanziario sono senza dubbio artefici di delitti abominevoli, tra i quali si annoverano pure l’omertà e la collusione.

Fondamentale è smascherare tutte le istituzioni coinvolte in tale infamia, quindi anche quelle all’apparenza benevole come la Chiesa cattolica, le chiese fondamentaliste statunitensi, i movimenti “ambientalisti”, le organizzazioni “umanitarie” etc. E' naturale che ci si riferisce ai vertici e non alle persone che, in buona ma ingenua fede, aderiscono a comunità ed associazioni.

Non si tratta di essere “duri e puri”, ma è impossibile giustificare chi, con argomenti pretestuosi, decide di non occuparsi di “scie chimiche”. E’ evidente che veri ecologisti, opinionisti seri, giornalisti indipendenti, divulgatori onesti dovrebbero dedicarsi anima e corpo alla denuncia delle operazioni di Geo-ingegneria clandestina. Nessuno pretende che chi gestisce un sito dedicato alle motociclette tratti temi inerenti alle chemtrails, sebbene in molti casi si possano trovare addentellarti con la spinosa questione. Chi, però, si occupa di attualità se ne deve interessare, visto la centralità del problema da cui si irradiano aspetti concernenti la politica, l’economia, la salute, l’ambiente.

In un ambito come questo, gli infingimenti, le mezze misure, i distinguo sono indizio di fumosità, anzi di ipocrisia. Si intende acquisire credito presso un pubblico di lettori “svegli”, ma, tenendo il piede in due staffe. Si simula una critica del sistema cui si appartiene, andando ad ingrossare la coorte dei gatekeepers, alla Di Pietro, Gabanelli, Grillo, Travaglio e via discorrendo. Il sistema, però, viene puntellato da un’opposizione falsa e velleitaria.

Che cosa pensare dunque di “Mistero” e delle sue parziali divulgazioni? Per ora è prudente sospendere il giudizio e cavarne le notizie suscettibili di promuovere una presa di coscienza nel pubblico. Occorre, però, vigilare, cercando di comprendere se il programma si prefigga, oltre ad un certo sensazionalismo, di dirottare l’attenzione verso falsi obiettivi o di mostrare scenari credibili, ma con sfocature e distorsioni.

All’interno di “Mistero”, una costante, netta, inequivocabile “esposizione” delle scie chimiche, con annessi e connessi, sarebbe una cartina al tornasole. Perché non affiancare alla rubrica tenuta da Adriano Forgione, circa le novità dal mondo della scienza e dell’archeologia, un bollettino riguardante le chemtrails?

Hic Rhodus, hic salta, "Qui è Rodi, qui salta". Non è settarismo, ma esigenza di chiarezza e necessario discrimine tra informazione libera ed informazione pseudo-libera. In questo campo, molto più che in altri, vale il detto evangelico: “La tua risposta sia sì o no: tutto il resto viene dal diavolo”.




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