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martedì 3 maggio 2016

Dispositivi installati appositamente sui velivoli commerciali per diffondere composti chimici addizionati ai gas incombusti dei motori



Aerei olografici? Scie di condensazione? Non diciamo corbellerie!

Oltre ai patetici “argomenti” dei negazionisti con la loro ossessiva “reductio ad condensationem” (si perdoni il latino maccheronico), a volte ci si trova a dover fronteggiare inconsistenti elucubrazioni a proposito di presunti aerei olografici, considerati tali perché offuscati dalla nebbia chimica (e velenosa) dai velivoli stessi prodotta ed anche per la scarsa qualità dell'ottica usata per le riprese. Sono filmati realizzati in bassa risoluzione, impiegando strumenti con zoom digitale. Ciò crea degli artefatti che possono trarre in inganno.

Nella fotografia vediamo i dispositivi di aerosol (posti sul piano di coda inferiore) installati su un velivolo passeggeri della Egyptair (777-800). Bisogna comunque osservare che questi apparati sono obsoleti. Infatti sono stati sostituiti (su altri velivoli) da una singola pinna, posta nella stessa area del velivolo, ma in zona centrale, così da far sembrare (a distanza di qualche migliaio di metri) che lo spruzzo provenga dall'A.P.U. (Auxiliary Power Unit). A tal proposito, si leggano gli articoli indicati qui e qui.



Dispositivi di aerosol “gondola motore” e false contrails

Nel paragrafo precedente abbiamo descritto i dispositivi di aerosol predisposti sui velivoli commerciali per disperdere (presumibilmente) elementi biologici sui centri abitati. Ora, invece, affrontiamo la questione dei sistemi di irrorazione atti a simulare le fantomatiche scie di condensazione. Li vedete in foto, mentre potrete verificare, sia in questi scatti sia in mille altri, che le scie emesse da ogni singolo motore sono spesso due o anche tre. Ciò, se si trattasse di vere "contrails", sarebbe impossibile! Il fatto che si vedano due o più fonti, che poi generano una singola traccia, dipende esclusivamente dalla presenza dei dispositivi che vedete in dettaglio. Si tratta di cannelli che il nostro insider ci ha confermato essere installati al solo scopo di aggiungere prodotti chimici che, miscelandosi con i gas incombusti dei carburanti speciali, producono poi il risultato che tutti vediamo: la distruzione della nuvolosità naturale e la sua sostituzione con uno strato tossico (le "innocue velature" dei servizi meteorologici...) atto a facilitare le comunicazioni radar-satellitari e ad impedire la formazione di nubi imbrifere. Come è palese, se vorrete controllare voi stessi, i valori di UR (umidità relativa) crollano in presenza di scie chimiche di tipo persistente, il che è in netta contraddizione, com'è ovvio, con la spiegazione ufficiale che vede l’equazione "maggiore umidità" = più scie persistenti. Insomma... Non fatevi beffare dai CRIMINALI e dai NEGAZIONISTI che tentano di arrabattare giustificazioni di ogni genere, pur di sminuire la questione e di negare l'esistenza di questo genocidio.



Articolo correlato: Sostituzione


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mercoledì 27 gennaio 2016

Il nanoparticolato di origine aeronautica uccide



Recenti indagini epidemiologiche associano il nanoparticolato atmosferico, prodotto per la maggior parte dal traffico aereo “civile”, ad un incremento della mortalità ed a varie patologie. La notizia, tra l'altro, dopo le ammissioni della N.O.A.A., assume particolare rilievo, perché riportata da un portale ufficialista appartenente ai media mainstream.

Le polveri sottili presenti nell’aria che respiriamo sono collegate ad un generale aumento del rischio di morte. A confermarlo è un nuovo studio del Langone Medical Center dell’Università di New York: la ricerca sottolinea la relazione tra inquinamento atmosferico e decessi per malattie cardiache. Stando agli esperti, anche un minimo incremento della presenza di particolato in atmosfera, ad esempio 10 microgrammi per metro cubo d’aria, fa crescere il rischio di morte complessivamente del 3%. La possibilità di decessi per malattie cardiache sale del 10% e quello per affezioni respiratorie nei non fumatori aumenta del 27%.

“I nostri dati si aggiungono al crescente numero di prove che le polveri sottili sono davvero dannose per la salute. S’impenna la mortalità in generale, soprattutto per patologie cardiovascolari e per malattie respiratorie nei non fumatori”, spiega George Thurston, autore dello studio. Il particolato - rileva l’epidemiologo - può contribuire allo sviluppo di malattie cardiache e polmonari potenzialmente letali, perché supera le difese dell’organismo e può essere assorbito nei polmoni e nel sangue. A differenza di particelle più grandi, ad esempio un granello di sabbia, le polveri sottili non sono, infatti, espulse dalle vie aeree con colpi di tosse e starnuti. Inoltre - sottolinea Thurston - queste polveri sono composte da sostanze chimiche nocive come selenio, arsenico (entrambi classici ingredienti delle chemtrails n.d.r.) e mercurio e possono anche trasportare fino ai polmoni inquinanti gassosi quali gli ossidi di zolfo e di azoto.

Fonte: meteoweb

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martedì 22 settembre 2015

La società degli ipocriti e dei mistificatori



L'E.P.A. (l'ente statunitense per la tutela dell'ambiente - Si fa per dire...) accusa la casa produttrice tedesca Volkswagen di aver "truccato" le centraline elettroniche delle sue autovetture per superare i severi controlli "antinquinamento" vigenti negli Stati Uniti d'America.

In realtà il problema a livello europeo è in pratica generalizzato e riguarda tutti gli automezzi propulsi a gasolio e che montano il famigerato FAP o filtro attivo anti particolato. Come giustamente nota il nostro amico "Theantitanker", "Le nuove auto dotate di FAP, sono tutte fuori legge, dalla prima all'ultima. Infatti, quando questo apparato esegue la rigenerazione, 'butta fuori' tutto quello che aveva accumulato. In pratica è un miniinceneritore su ruote: è un dispositivo che espelle i residui accumulati, dopo che sono state percorse alcune migliaia di chilometri, in pochi minuti".



Vani sono stati i tentativi in Italia di far modificare o rimuovere il FAP che è all'origine dell'emissione di micidiali nanoparticelle 0.1 e 0.3 di polveri sulfuree, ancora più dannose del fastidioso "fumo nero". Il FAP brucia ad elevate temperature i prodotti della combustione, un po' come si verifica nei cosiddetti "termovalorizzatori" o nei turbofan dei velivoli odierni. La produzione di nanopolveri è, infatti, legata alla combustione ad alti valori termici.

Si consideri che negli ultimi anni molte case costruttrici si sono affidate ad un altro tipo di dispositivo (il DPF ovvero Diesel Particulate Filter) che non impiega additivi particolari, ma elimina il "particolato PM10" bruciandolo e riducendone quindi le dimensioni sino ai mortali PM 0.1/0.3.



L'E.P.A., dunque, ignora intenzionalmente, nonostante numerose denunce e segnalazioni, l'inquinamento [1] cagionato dal traffico aereo commerciale (UN A-330 INQUINA QUANTO 300/400 VEICOLI EURO 3), quando diversi recenti studi indipendenti attribuiscono alle polveri sottili, ai solfuri e ad altri composti chimici correlati al trasporto aereo civile un alto tasso di mortalità. Questi risultati, però, sono sempre ignorati, se non nascosti. E' il caso di “Evidence of coal-fly-ash toxic chemical geoengineering in the troposphere: consequences for public health”. Infatti "QUALCUNO" HA IMPOSTO LA RIMOZIONE DELLO STUDIO A FIRMA DELLO SCIENZIATO J. MARVIN HERDON CHE METTE SOTTO ACCUSA PROPRIO IL TRAFFICO AEREO CIVILE! Nel testo l’esperto non esita a chiamare le cose con il loro nome, usando termini come “chemtrails” e “geoengineering”, sgomberando il campo, anche sotto il profilo lessicale, da qualsiasi, residuo dubbio in merito al problema vigorosamente denunciato. E' inaudito, ma lo studio è stato rimosso da questa pagina a seguito delle solite pressioni provenienti dall'establishment pseudo-scientifico ed è stato sostituito da questo PDF, nel quale, in modo incredibile e vergognoso, giganteggia a caratteri cubitali la parola "RETRACTED". SE QUESTA NON E' DITTATURA, DITEMI CHE COS'E'...

Ma sia chiaro: sono le auto che inquinano. Non gli aerei.

[1] Una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate. L'aeroporto di Malpensa, ad esempio, equivale a 250-300.000 auto al giorno, quello di Linate a 150.000 auto.

Articolo correlato: Inquinamento aereo: non solo scie chimiche, 2008

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