venerdì 21 settembre 2007

Scie chimiche, flares e chaff

I flares sono dispositivi dalle funzioni quasi esclusivamente militari, usati per illuminare il campo di battaglia ed impiegati come strumento antiaereo. Possono essere lanciati da velivoli, da veicoli terrestri (cingolati) e da unità navali. I flares da illuminazione hanno, di solito, forma cilindrica con un diametro che può variare da alcuni centimetri ad alcune decine di centimetri. L'illuminazione è ottenuta per mezzo della combustione di sostanze quali il magnesio, il calcio ed il fosforo. Rispetto ai razzi di segnalazione, la luce dei flares è monocromatica (in genere bianca o rossa) e può durare sino a 40 minuti. Esistono dispositivi equipaggiati con piccoli paracadute che si aprono dopo il lancio, consentendo loro di restare sospesi in aria per alcune decine di minuti. I flares possono essere lanciati da qualsiasi mezzo attrezzato, attraverso apposite cariche. Il loro rilascio può avvenire anche tramite caduta libera da aerei, quando i flares sono sganciati dagli aeroplani. I flares da illuminazione generano, durante il loro funzionamento, abbondante fumo, dovuto alla combustione delle sostanze sopra citate.

Gli chaff (1) sono adoperati come misura antiaerea: sono costituiti da cilindri o da sottili lastre rettangolari. Per confondere i sistemi missilistici antiaerei a guida termica, gli chaff producono, attraverso la combustione di sostanze chimiche, un fortissimo calore che "depista" i sistemi missilistici dotati di un congegno di guida sensibile al calore, proveniente dai motori degli aerei a reazione e ad elica. Un altro tipo di chaff implica la diffusione nell'atmosfera di particelle metalliche di alluminio o di lunghi filamenti di alluminio o di fibra di vetro, sempre con lo scopo di interferire con gli apparati missilistici antiaerei a guida radar. Dispositivi ancora più sofisticati emettono onde radio di disturbo.

Gli scalcinati disinformatori, per tentare di confutare l'evidenza delle chemtrails, affermano che le scie osservate in varie occasioni sono chaff: è un'altra penosa bugia. Lo chaff è molto diverso da una scia tossica, rilasciata da aerei militari, ma anche da velivoli all'apparenza civili, da droni, da aerei modificati in modo da essere adatti all’irrorazione di veleni nella biosfera. Lo chaff è usato durante le esercitazioni militari e nei teatri di guerra e non in quasi tutti i cieli del pianeta e 365 giorni l'anno, a differenza delle scie venefiche.

Tuttavia esiste qualche relazione tra chaff e chemtrails: gli chaff possono includere particelle di alluminio, metallo contenuto anche nelle miscele sparse con gli aerei della morte. Infine si può congetturare che alcuni incendi, la cui dinamica risulta alquanto misteriosa, essendo roghi divampati all'improvviso in zone inaccessibili ed essendo le fiamme scaturite contemporaneamente in più punti, siano stati appiccati con flares, forse modificati.



(1) Talvolta negli Stati Uniti il termine chaff è usato come sinonimo di chemtrails o, meglio, come equivalente di irrorazione clandestina, con riferimento allo spargimento di elementi chimici dannosi in atmosfera.

Fonte: Area 51 n.° 22

4 commenti:

  1. ecco appunto...i flares!
    gli altri,mai sentiti nominare...
    e l'elicottero della foto è attrezzato di flares e chaf???????????
    Un "grazie",tu sai perchè, quanto una montagna...va bene il Kilimangiaro?no?il k2 va!...
    nottenotte!!!!
    angelotta

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  2. Zret, grazie per la chiara delucidazione di questi aspetti tecnici. Un altro tassello da aggiungere al complicato mosaico! Ciao

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  3. Alla fine, credo che i flares siano collegati a certi strani roghi.
    Ciao a tutti e grazie...

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  4. Eccezionale il tuo blog... complimenti! Ho postato anch'io qualcosa sulle scie chimiche tempo fa, non potevo non farlo, avevo scattato il giorno prima delle foto di alcune nuvole assurde... vieni a trovarmi, mi farebbe piacere un tuo parere in merito:
    http://melonella.splinder.com/archive/2006-10
    Ti saluto, buona serata! :)
    Alessandra

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