domenica 17 giugno 2007

Identified 2 (Identificato)

Identified 2 (Identificato)


Il tanker con le strane appendici alariSiamo purtroppo ormai abituati a vederci passare sulle teste gli avvoltoi della morte. Questa mattina, a Sanremo, è stato perpetrato un attacco in grande stile. Decine di aerei sono passati quasi contemporaneamente, disegnando le solite griglie nel cielo azzurro, sino a quando lo hanno coperto completamente con uno strato omogeneo di nubi artificiali (caldo?). Ho trasferito su hard disk uno dei primi aerei ripresi che, tra l'altro, percorreva una rotta nuova (come gli altri...).

Dettaglio della sezione sub-alare nonché dello stabilizzatore supplementareA prima vista, sembra essere un velivolo della famiglia degli MD-80 o, perlomeno, ha le sue caratteristiche (due motori posti sulla fusoliera appena dietro le ali). Confrontandolo con l'MD-80, si nota comunque subito che questo tanker ha i propulsori molto più avanti, ma in ogni caso, la sostanza non cambia. Non interessa, a questo punto, capire di che aereo si tratti, visto che saltano subito agli occhi alcuni elementi che prescindono dalle specifiche di qualsiasi modello di aereo commerciale.

Le scie sono tre anziché dueIl tanker chimico evidenzia, infatti, tre appendici sub-alari che non hanno forma e dimensioni (oltre che la sporgenza) tipiche degli stabilizzatori posti sotto le ali dei velivoli moderni. Inoltre queste strane appendici sono in numero di tre (3): due sotto l'ala di destra ed una sola (1) sotto l'ala di sinistra. Questo è ben evidente in tutti i fotogrammi del filmato. Non esiste velivolo che possa essere realizzato con un numero dispari di stabilizzatori.

Si noti il flusso aerodinamicoInoltre, verso la sezione di coda e sul lato destro, è osservabile una sorta di ala verticale. Suppongo sia uno dei due stabilizzatori verticali (visibile) sul tipo di quelli montati dal Boeing 747 modificato che serve per il trasporto degli Shuttle.

Perché montare un profilo alare stabilizzatore così grande su un aereo per il trasporto passeggeri? E', invece, più probabile che questo sia stato installato per dare stabilità ulteriore ad un aeroplano sovraccarico di sostanze da irrorare e non progettato per questi scopi.

Dall'analisi dei fotogrammi delle scie emesse (di tipo non persistente), si ha conferma delle impressioni avute osservando la struttura sub-alare del tanker: infatti le scie, pur essendo i motori in numero di due, sono TRE!

Per i dettagli, si faccia riferimento alle immagini i cui link sono qui di seguito riportati.

Elaborazione sequenza scie chimiche:
http://img511.imageshack.us/img511/3467/cor3yt0.jpg

Tanker:
http://img511.imageshack.us/img511/3467/cor3yt0.jpg


7 commenti:

  1. Si, anche qui in Bassa Padania l'irrorazione è stata oggi micidiale. Un numero semplicemente smisurato di aerei irroratori è passato sulle nostre teste sin dalla prima mattinata e la cosa si è protratta fino a sera. Una spessa coltre di sostanze chimiche del tipo persistente copre al momento il cielo.
    L'operazione sembra crescere di intensità mano a mano che il tempo passa.
    Non so dove vogliono arrivare ed ignoro quale sia il target irrorativo in termini di quantità di sostanze disperse, ammesso che tale target esista.
    Penso sempre che il continuo intensificarsi dell'operazione preluda a qualcosa di straordinario e terrificante, ma vedo che il tempo passa e nulla di particolare avviene.
    Staremo a vedere.

    Ciao e complimenti per il lavoro instancabile svolto. Ma dove la trovate tutta quella energia?

    RispondiElimina
  2. Ciao Paolo. Siamo di fronte ad una pericolosissima escalation e, come giustamente tu dici, ci si può aspettare solo esiti drammatici. Ieri si percepiva un forte odore simile al cherosene. E' evidente che volano molto bassi, aumentando così le conseguenze, nell'immediato, per la salute dei cittadini. Sarà... ma io continuo a pensare che il proposito è proprio quello: debilitare la popolazione e, laddove possibile, sfoltirne il numero. Troppi pensionati? Troppi malati? La soluzione arriva dal cielo!

    Dove prendiamo tutta questa energia? Me lo chiedo anche io e so' darmi una sola risposta: la rabbia nei confronti di chi ci avvelena (i nostri governi) e nei confronti di chi tace (i giornalisti tutti e gli scienziati venduti).

    Una dedica ai debunkers...

    Che siate i primi ad ammalarvi!

    RispondiElimina
  3. Ciao Paolo, credo che lo scopo prossimo futuro sia quello olografico. I tempi per la falsa Parousia del Cristo sono maturi. Mi sbaglierò, ma veramente non riesco a concepire obiettivi "normali" in questo parossismo delle irrorazioni.

    Chi ci dà l'energia? Sono anche i nostri lettori, come te, a spronarci a continuare ed a combattere.
    Non praevalebunt.

    Ciao

    RispondiElimina
  4. Grazie delle vostre risposte, sempre puntuali e sollecite.
    Vi confesso che fino ad ora non avevo paura delle scie chimiche. Ma adesso comincio un pò a preoccuparmi per la mia salute.In effetti quando è troppo è troppo.
    Grazie a Dio sto fisicamente bene, ma si vede in giro un costante aumento dei tumori e di malattie neoplastiche del sangue.
    Comunque il fenomeno 'scie chimiche' presenta, come si faceva notare in quell'articolo di Colin Bennett, alcuni punti non chiari.
    Dove vengono prodotti i milioni di tonnellate di intrugli da irrorare? Come arrivano agli aeroporti dai quali partirebbero poi? Dovremmo assistere ad un andirivieni senza fine di autobotti, ma non parrebbe verificarsi nulla di tutto questo.
    Per quale motivo i tankers non fanno mai rifornmento in volo?
    Da quali aeroporti decollano a centinaia?
    Che vi devo dire, per me la faccenda sconfina a tratti nel paranormale.
    Non avendo i mezzi per abbattere qualcuno di quei mostri, siamo costretti a tenerci i nostri dubbi.

    RispondiElimina
  5. Ciao Paolo, quanto prima pubblicheremo un testo inerente ai quesiti da te posti. Stiamo raccogliendo il materiale.
    Grazie dei tuoi preziosi contributi.

    RispondiElimina
  6. Ciao Paolo. Ti rispondo al volo... sono sempre di corsa.

    Le tue domande...

    Dove vengono prodotti i milioni di tonnellate di intrugli da irrorare?

    Come arrivano agli aeroporti dai quali partirebbero poi? Dovremmo assistere ad un andirivieni senza fine di autobotti, ma non parrebbe verificarsi nulla di tutto questo.

    Per quale motivo i tankers non fanno mai rifornmento in volo?

    Da quali aeroporti decollano a centinaia?


    Buona parte dei composti è miscelata con il carburante (vedi alluminio e bario) e quindi gli aeroplani (anche quelli civili), vengono riforniti con le normali cisterne. Alcuni testimoni parlano di camions per lo spurgo dei liquami che, in realtà riforniscono i serbatoi supplementari delle altre schifezze.

    I tankers hanno autonomie che vanno da un minimo di 3.000 km ad un massimo di 8/9.000, aumentabili con il rifornimento in volo, che viene fatto sul mare o ad alta quota, se non è possibile rifornire sul mare, per cui non li si può osservare.

    Si è potuto constatare che gli aeroporti civili implicati nell'operazione, sono stati recintati da alte reti o muri di cinta, provvisti di sistemi di allarme e dissuasori di tipo militare (ad esempio... Caselle e Leonardo da Vinci). Protezioni che circondano interamente le aree aeroportuali. Ciò induce ad alcuni giustificabili sospetti. Perché proteggere da occhi indiscreti aeroporti civili?

    Il grosso delle operazioni viene svolto negli hangar, al riparo dai curiosi (noi).

    RispondiElimina
  7. Ciao, volevo complimentarmi per l'attenta e precisa analisi.

    RispondiElimina

ATTENZIONE! I commenti sono sottoposti a moderazione (esclusi gli utenti autorizzati) prima della loro eventuale pubblicazione.

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

AddThis